La cozza che cresce sulle piattaforme metanifere al largo della costa è l’ultima arrivata nella piccola geografia delle produzioni locali tutelate dal Comune. La Selvaggia di Marina di Ravenna è stata appena iscritta nel registro Deco, entrando così nel paniere delle produzioni rappresentative della storia e dell’identità cittadina. Le cozze sulle piattaforme offshore hanno iniziato a essere raccolte negli anni Settanta, quando la loro proliferazione sulle strutture sommerse rendeva necessario alleggerirle; oggi la raccolta viene effettuata manualmente da operatori subacquei, fino a 12 metri di profondità, generalmente tra maggio e settembre. La cozza è la quarta Deco di Ravenna. Le altre sono Zucarén, il biscotto casareccio ravennate; Caterine e Galletti, i tradizionali dolcetti di Santa Caterina a forma di bambola e galletto, e Byzantina Ars, il ricamo bizantino ravennate eseguito a mano su lino e ispirato ai mosaici cittadini
Anche il Comune di Russi ha il suo paniere Deco: nel 2026 sono stati aggiunti tre nuovi prodotti ai due già riconosciuti, ossia il Bël-e-Cöt, il celebre insaccato di maiale e cotica simbolo gastronomico della Fira di Sett Dulur, dove è accompagnato dalla Canèna Nova, il vino novello della tradizione russiana. Accanto a questi due si sono aggiunti due dolci della tradizione locale, la Torta Baccarini e la Pizza Buffona, e il Melograno Verde, una varietà legata al territorio.
La Deco resta comunque uno strumento comunale, molto diverso dalle certificazioni europee. In questo campo l’Emilia-Romagna vanta un primato per numero di prodotti agroalimentari a indicazione geografica: a settembre è arrivata la novità che ha fatto salire a 46 le Dop e Igp della regione (l’Unione europea ha riconosciuto l’Olio dei Colli di Bologna Igp, prodotto nella fascia collinare a sud della via Emilia).
Ecco i prodotti certificati che raccontano la Romagna.
Piadina Romagnola Igp
È il prodotto romagnolo più immediatamente riconoscibile. Il disciplinare comprende tutti i 18 Comuni della provincia di Ravenna, oltre a gran parte dei territori di Forlì-Cesena e Rimini e a nove Comuni bolognesi. È il pane quotidiano della Romagna, diventato simbolo della cucina locale.
Squacquerone di Romagna Dop
Formaggio fresco, morbido e cremoso, con una maturazione rapidissima, da uno a quattro giorni. La zona di produzione comprende Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna e parte del Ferrarese. È il compagno naturale della piadina, ma anche un ingrediente della cucina romagnola.
Pesca e Nettarina di Romagna Igp
Racconta la grande stagione della frutticoltura romagnola. Pesche e nettarine rappresentano una delle produzioni agricole storiche della pianura tra Ravenna e Forlì-Cesena, con un’area che comprende anche Bologna e Ferrara.
Scalogno di Romagna Igp
Piccolo bulbo dal sapore intenso, è legato soprattutto alla fascia collinare e interessa nel Ravennate diversi Comuni dell’area faentina.
Olio Brisighella Dop
Una delle eccellenze più identitarie dell’Appennino ravennate. Prodotto soprattutto con la Nostrana di Brisighella, è un extravergine dal fruttato deciso ed è stato il primo olio romagnolo a ottenere la Dop.
Olio Colline di Romagna Dop
La seconda grande denominazione olearia romagnola, su un’area più ampia delle colline di Brisighella, che attraversa la Romagna appenninica fino al territorio riminese.
Formaggio di Fossa di Sogliano Dop
Matura nelle caratteristiche fosse di tufo, secondo una tradizione antichissima dell’Appennino. La denominazione comprende anche territori delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Marrone di Castel del Rio Igp
Il grande frutto dell’Appennino imolese, al confine fra Emilia e Romagna, legato da secoli all’economia agricola della valle del Santerno.
Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp
Denominazione più ampia della Romagna, interessa anche il territorio regionale e comprende la razza bovina Romagnola, una delle razze storiche dell’Appennino.
Agnello del Centro Italia Igp
Anche questa denominazione supera i confini regionali, ma comprende territori di Ravenna e Forlì-Cesena ed è legata alla tradizione dell’allevamento ovino appenninico.
E poi c’è l’Emilia
Se la Romagna ha nella piadina, nei formaggi freschi, nell’olio, nella frutta e nei prodotti della collina alcuni dei suoi simboli, l’altra metà della regione porta in dote una concentrazione altrettanto impressionante di specialità: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Mortadella Bologna, Aceto Balsamico Tradizionale e Aceto Balsamico di Modena, Lambrusco, Salame Felino, Coppa di Parma, Salame e Pancetta Piacentini, Zampone e Cotechino di Modena sono solo alcuni dei nomi della mappa emiliana.
Accanto a Dop, Igp e De.Co. c’è poi un’altra mappa del patrimonio alimentare romagnolo: quella dei Presìdi Slow Food, nati per tutelare piccole produzioni tradizionali, biodiversità, razze e varietà locali a rischio.
Tra i Presìdi romagnoli ci sono il Sale marino artigianale di Cervia, raccolto secondo gli antichi metodi nelle saline; la Mora Romagnola, antica razza suina autoctona; la Pesca dal buco incavato, storica varietà di Massa Lombarda; il Pollo Romagnolo; il Raviggiolo dell’Appennino tosco-romagnolo; la Razza bovina Romagnola e la Pera Cocomerina, originaria dell’Alta Valle del Savio.
L’Emilia-Romagna conserva infine un patrimonio di quasi 400 Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), inseriti nell’elenco regionale perché realizzati secondo regole tradizionali da almeno 25 anni. È la mappa più ampia e meno conosciuta della cucina regionale: dalle preparazioni di pesce alle paste fresche, dai salumi ai formaggi, fino a dolci e pani. Nel Ravennate compaiono, tra gli altri, la saraghina, la saraghina maturata nel sale, il risotto e la zuppa di poveracce, il miele di tiglio e il suino di razza Mora Romagnola.ù

VENDEMMIA
A Cotignola fino al 4 ottobre la sagra del vino tipico romagnolo
Cotignola si prepara alla 64ª Sagra del vino tipico romagnolo, in programma dal 1 al 4 ottobre. Quattro giorni tra gastronomia, musica, spettacoli, mercatini e iniziative per famiglie, con protagonisti il vino e i prodotti della tradizione. Tra gli appuntamenti principali, i concerti serali, la pigiatura a piedi nudi di domenica e la mostra “Locandiera”, dedicata a osterie e balere, visitabile fino al 15 novembre.
PASTA FATTA IN CASA
Dall’8 all’11 ottobre in piazza Kennedy torna “Caplèt & Friends”
Dall’8 all’11 ottobre piazza Kennedy, in centro a Ravenna, torna a profumare di cappelletti con la seconda edizione di Caplèt & Friends. Sei ristoranti del territorio – Bello al Rustichello, Mercato Coperto, Nonna Peppina, Officine del Sale, Zeno Caffè & Cucina e Zero Farina – proporranno le proprie interpretazioni dei cappelletti di Romagna e delle paste ripiene, compresa una proposta senza glutine e senza lattosio. Dopo le 10mila presenze e oltre una tonnellata di cappelletti serviti nel 2025, la manifestazione organizzata da Confesercenti Ravenna-Cesena torna con un’edizione dedicata a Teodorico, in occasione dei 1500 anni dalla morte. Tra le novità il “Cappelletto Teo. Un piatto da Re”, ideato dallo chef Mattia Borroni, oltre a incontri, cooking show, spettacoli folk e iniziative culturali, tra cui un appuntamento sull’archeologia del gusto e un tour dedicato ai luoghi teodoriciani di Ravenna.


