Per un’estate da bere, adottate un buon vino rosato

È un errore tutto italiano quello di credere che sia un “non vino”. L’ideale, sotto l’ombrellone

Vini RosèAdottate un rosato, non ve ne pentirete. È il mio slogan preferito, per tutte la stagioni, ma che trovo particolarmente sintonizzato con l’estate. Se c’è una tendenza che avanza per il vino da bere sotto l’ombrellone, questa punta al rosè. Il suo apprezzamento è in crescita, che siano bollicine o meno, anche perché ammicca grazie ad un fascino fresco e lieve al consumatore indeciso o magari desideroso di fare nuovi incontri con il buon bere.

Di vino rosato ne ho sempre scritto e lo continuerò a fare per via della passione che coltivo per questa “razza” e per trasmettere la soavità e il gusto unico di questa tipologia di vini. Si tratta di un mondo a sé, sottile e complesso, che implica un’arte raffinata. Creare buoni vini rosati è una specialità difficilissima, che non ha nulla a che fare col mescolare – come molti immaginano – il bianco con il rosso. È un errore tutto italiano quello di credere che il rosato sia un “non vino”, un ibrido senza carattere, mentre all’estero, soprattutto in Francia, questa tipologia di vini si approccia con rigore scientifico per via della perizia e dell’esperienza che serve per vinificarlo.

FAMILA – HOME MRT2 17 – 23 10 19

Molti si chiedono che gusto deve avere un rosato? Non è bianco, non è rosso, allora qual è il suo autentico profilo, la sua sostanza? Innanzitutto si deve cominciare dal colore. La qualità del vino rosato la fa per metà il tono cromatico. A dirlo è un grande enologo francese del passato che ha fatto storia e soprattutto scuola in tutto il mondo: Émile Peynaud. Il colore fa la differenza perché le sfumature dei vini rosati sono tante e sottili.

Sicuramente avrete sentito parlare di “chiaretto” o “cerasuolo” per indicare rosè di una certa intensità oltre che per identificare due particolari tipologie dell’enologia italiana. In realtà, i rosati mostrano una vasta gamma di sfumature “in rosa”. La scala dei colori dei prodotti francesi, ad esempio, varia dalla buccia di cipolla, al mandarino, per passare dal rosa pesca, al salmone, al corallo per le tonalità più intense.

La diversità di colore dipende dalla provenienza geografica, dalla tipologia del vitigno e dalla mano dell’uomo. Al pari della stessa lavorazione, un Montepulciano sarà più rosso e scuro di un Nebbiolo. Di queste differenze ne ho scritto altre volte, cerchiamo di capire quindi le differenze al naso. Come sarà un Montepulciano rispetto a un Pinot nero? Le note di un rosato sono spesso delicate. Difficile definire una linea di degustazione precisa per un vino rosato. Se un Sangiovese ha determinate caratteristiche, lo stesso, in rosato, cambierà le sue peculiarità in base alla macerazione. Ecco che una breve macerazione cederà al Sangiovese sentori floreali dove la frutta e le erbe aromatiche saranno una delicata sfumatura. Se la macerazione è più prolungata, la sensazione fruttata sarà più evidente della parte floreale che sarà, il tal caso, una delicata nuance. Il palato giocherà, invece, tra il rapporto freschezza, sapidità, lieve sensazione tannica e note morbide. La sapidità dipende molto dai terreni mentre, la freschezza acida dall’annata, dall’area di produzione, dalla tipologia e dal tempo di raccolta. La sensazione tannica, invece, dalla mano dell’uomo.

Il mondo dei rosati è davvero intrigante. Pensate a un Primitivo vinificato in rosa. Che odore avrà rispetto a quello vinificato in rosso? Partite dal presupposto che l’odore cambia ma prima di tutto a mutare sarà l’intensità e la complessità. Ciò vuol dire che troverete sentori simili sia nel rosato sia nel rosso ma è nel rosato che troverete la parte floreale del primitivo vinificato in rosso. È nel rosato che sarà più delicata e sottile. Applicate questa regola quando assaggerete un rosato, concentratevi sulla delicatezza, sulla nobiltà di questo vino. Cercate di capire come il fascino possa stare nella delicatezza e non nella potenza come magari qualcuno potrebbe cercare in un rosso.

Quando assaggiate un rosé, è inevitabile cambiare il metro di giudizio per potere raccogliere dal vostro calice nuovi profumi e fragranze. Un vino ideale da bere sotto l’ombrellone.