lunedì
22 Giugno 2026

Il ravennate Gardini è il nuovo direttore del museo Lercaro di Bologna

All0 studioso l’incarico di curare la prestigiosa collezione d’arte, nella sede progettata dagli architetti (sempre ravennati) di Nuovostudio, nei primi anni Duemila

Giovanni Gardini Ritratto
Il professore Giovanni Gardini

Lo studioso ravennate di cultura e arte cristiana Giovanni Gardini è stato incaricato di dirigere la “Raccolta Lercaro” di Bologna, prestigiosa rassegna di opere d’arte antiche e contemporanee legate alle collezioni e alle donazioni del cardinale Giacomo Lercaro (1891 – 1976), arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968, e allestite nella sede di via Riva di Reno 57.

Il professore Giovanni Gardini, attualmente presidente dell’Associazione dei Musei ecclesiastici italiani, vice direttore del Museo e della Biblioteca diocesana di Faenza-Modigliana, curatore di mostre e pubblicazioni dedicate a diverse espressioni dell’arte contemporanea, è stato nominato dalla Fondazione “Lercaro” per prendere servizio a guida del museo dall’1 aprile.

La “Raccolta Lercaro” nasce nei primi anni ’70 del ‘900 dall’unione delle opere personali acquisite dal cardinale Giacomo Lercaro con quelle che artisti, collezionisti o semplici estimatori, nel tempo, gli hanno voluto donare in segno di profonda stima. La collezione viene esposta nelle sale di Villa San Giacomo, la residenza del Cardinale sulle colline bolognesi. Negli anni successivi, la graduale apertura a un pubblico sempre più ampio e l’incrementarsi delle donazioni rendono necessario l’ordinamento secondo criteri museografici. A un primo lavoro svolto da Franco Solmi segue la direzione artistica di Marilena Pasquali che, nel 2003, cura anche il trasferimento nell’attuale sede di via Riva di Reno. Nel 2008, monsignor Ernesto Vecchi, presidente della Fondazione Lercaro, nomina direttore artistico Andrea Dall’Asta SJ, che nel rispetto dell’originario assetto della collezione secondo il concetto di Wunderkammer, ripensa l’allestimento come espressione di un dialogo attivo tra antico e contemporaneo.  La collezione permanente oggi comprende opere di Giacomo Manzù, Arturo Martini, Francesco Messina, Mimmo Paladino, Vittorio Tavernari, Giovanni Boldini, Georges Rouault, Ettore Spalletti e molti altri. Tra le opere di pittura e grafica, lavori di Giacomo Balla, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Antonio Mancini, Giorgio Morandi, Adolfo Wildt, in dialogo con alcune pregevoli opere antiche, tra cui un tondo in gesso raffigurante una Madonna del Latte (fine XV-XVI secolo) e tre arazzi di manifattura fiamminga (fine XVI-inizio XVII secolo).

Raccolta Lercaro Nuovostudio
Uno scorcio delle gallerie della “Raccolta Lercaro” di Bologna, progettate da Nuovostudio di Ravenna

Va sottolineato che l’impronta “ravennate” intorno a questo importante patrimonio artistico e archivistico regionale, non riguarda soltanto il neo direttore Giovanni Gardini ma anche Claudia Manenti, direttrice di “Dies Domini” Centro Studi per l’architettura sacra e la città e, in particolare, i progettisti di Nuovostudio di Ravenna (Gianluca Bonini e Emilio Rambelli) che hanno ideato e realizzato nei primi anni Duemila – su un edificio degli anni ’50, per una superfice complessiva di 8.000 mq. – la sede del centro di formazione e ricerca che all’interno ospita, per l’appunto, la Raccolta Lercaro. Il complesso è composto da sei piani fuori terra più un settimo piano interrato, che comprende anche un giardino interno, con opere d’arte open air, rappresentazione contemporanea del chiostro storico.
L’opera è stata selezionata nel 2010 fra quelle più rilevanti sorte nel territorio dalla Regione e dall’Istituo dei Beni Culturali dell’Emilia-Romagna.

Per inciso, Giovanni Gardini è anche collaboratore della nostra testata R&D, per cui cura da anni la rubrica “Cartoline da Ravenna”, un immaginario commentato, fra storia, arte, curiosità sulle bellezze millenarie della città.

 

 

Torna la corsa del Lamone: in seicento per la “seconda maratona più antica d’Italia”

Da Russi a Bagnacavallo e ritorno. Parteciperà anche un prete con un rametto d’ulivo in mano

Maratona Lamone Mappa

Torna la maratona del Lamone domenica 2 aprile a Russi (Ravenna): attesi circa seicento maratoneti, oltre cento bambini, moltissimi podisti e camminatori per la seconda gara nazionale sui 42,195 km più antica d’Italia, che quest’anno giunge alla 45esima edizione.

Il percorso è pianeggiante e interamente asfaltato tranne due brevi tratti sterrati; si partirà da piazza Farini, a Russi, per farvi ritorno dopo una corsa tra le campagne ravennati, fino a Bagnacavallo (passando per Godo, San Michele, Piangipane, Santerno e Traversara).

La novità di quest’anno è il Fit for run, un riscaldamento pre gara a tempo di musica, promosso dalla Uisp e aperto anche ai non atleti.

Sabato 1° aprile alle 8, in piazza Farini, si apriranno le iscrizioni e il ritiro pettorali per la maratona, le camminate e la gara delle promesse.

Domenica 2 aprile alle 9 è prevista la partenza dei maratoneti, fra gli iscritti, oltre ai top runner, ci sono atleti austriaci, belgi, tedeschi, finlandesi e americani.

Alle 9.15 di domenica via alle podistiche Al tuo passo sul Lamone corri per la ricerca per la lotta al tumore al seno, con i concorrenti vestiti di rosa. Per lo Ior di Russi questa è una delle manifestazioni per contribuire alla ricerca.

Alle 9.30 toccherà alle promesse di Romagna, dai cinque ai diciassette anni, in sfida nelle gare competitive in circuito (iscrizione obbligatoria).

Ritornano al nastro di partenza anche i campioni del passato Elvino Gennari e Normanno Di Gennaro, quest’ultimo con un tempo di h 2.24.22 nel 1989 vinse questa maratona facendo un record.

Fra i concorrenti anche l’arciprete Don Luca Ravaglia, che parteciperà col rametto di ulivo in mano e dedicherà la corsa a don Giovanni Minzoni, a cent’anni dal suo martirio.

I maratoneti potranno contare sul sostegno del gruppo Pacers “Gli originali”, che cadenzeranno i tempi di percorrenza della maratona segnata sulle vele.

Sotto il loggiato sarà disponibile una postazione per i massaggi a cura del dottor Aldo Valerioti e già dal primo mattino il Lions Club di Russi, in collaborazione con la Pubblica Assistenza, effettuerà il controllo gratuito della glicemia.

É possibile, inoltre, partecipare a camminate aperte a tutti, con lunghezza di 6 e 10 km.

La maratona del Lamone è organizzata da G.s. Lamone e gestita unicamente da volontari. Per informazioni consultare il sito www.gslamone.it.

Problemi nell’ampliamento delle rampe, slitta ancora la riapertura del ponte

Il Comune: «Le ultime prove di carico hanno dato risultati negativi»

Ponte Grattacoppa 7Il Comune di Ravenna, in una nota inviata alla stampa, annuncia nuovi ritardi nel cantiere del ponte sul Lamone di Grattacoppa, tra Savarna e Torri di Mezzano. Il ponte è chiuso da due anni, circa il doppio del previsto.

Lo scorso 10 marzo il sindaco in un’assemblea pubblica aveva annunciato la data di riapertura per il 31 maggio. Ora un nuovo imprevisto.

«Sentiti gli uffici tecnici – scrivono dal Comune – si informa che le ultime prove di carico eseguite ieri (29 marzo, ndr) alla presenza della ditta dall’istituto Giordano, incaricato dal Comune di Ravenna, finalizzate in questo caso ad accertare la regolare esecuzione delle rampe in rilevato da parte della ditta esecutrice dell’intervento, non hanno purtroppo restituito risultati in linea con quanto previsto dal progetto esecutivo, per la non corretta e adeguata posa del materiale inerte costituente l’ampliamento delle rampe esistenti da parte della ditta. Ciò, come riferito dagli uffici tecnici, comporta, in termini temporali, uno slittamento in avanti di tale lavorazione e quindi anche delle relative lavorazioni conseguenti».

Infine, «in merito alla cabina di decompressione gas posta all’incrocio con via di Mezzo, gli uffici tecnici riferiscono che non sussistono ritardi in quanto Hera provvederà ad eseguire un nuovo allaccio funzionale al nuovo assetto stradale nell’incrocio tra via di Mezzo e via Grattacoppa senza creare pertanto interferenze con le attività di cantiere».

Contributi fino a 300 euro a figlio per i centri estivi: dalla Regione 7 milioni

Per nuclei con Isee entro i 24mila euro. Alla provincia di Ravenna quasi 600mila euro

Centro Estivo Campo Estivo La Piemontesina 01Confermato per il sesto anno consecutivo il sostegno economico alle famiglie da parte della Regione Emilia-Romagna, per ridurre i costi delle rette dei centri estivi. Per il 2023 sono previsti sette milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo: alla provincia di Ravenna spettano 591.122 euro.

Le risorse saranno ripartite tra i Comuni e le Unioni di Comuni capofila di Distretto dell’intero territorio, per il riconoscimento del contributo che prevede fino a 300 euro per ciascun figlio (nel limite di 100 euro a settimana) di età dai tre ai tredici anni (17 se con disabilità certificata), quindi nati dal 2010 al 2020.

Le famiglie devono essere residenti in Emilia-Romagna e composte da entrambi i genitori (uno solo in caso di famiglie monogenitoriali) occupati, disoccupati in cerca di lavoro, in cassa integrazione o impegnati in compiti di cura. L’Isee annuo deve essere entro i 24mila euro, mentre non c’è alcun limite di Isee per le famiglie con figli affetti da disabilità.

La richiesta del contributo deve essere fatta al Comune di residenza: saranno infatti i Comuni aderenti al progetto a raccogliere le domande di accesso da parte delle famiglie residenti, a verificarne i requisiti e a concedere i contributi.

Nel 2022 sono state oltre 23mila famiglie che hanno potuto usufruire della misura regionale, ma per ampliare la platea dei beneficiari, ridurre il numero delle domande escluse dal beneficio e tutelare al tempo stesso le famiglie con redditi medio bassi la Giunta si è impegnata ad aumentare i fondi (1 milione di euro in più rispetto all’anno scorso) e a rimodulare il valore Isee di accesso.

«Per soddisfare il maggior numero possibile di richieste – afferma l’assessore regionale al Welfare Igor Taruffi – , i Comuni potranno anche integrare le risorse regionali con risorse proprie o con i fondi statali, che ci auguriamo questo Governo voglia stanziare in continuità con gli anni precedenti».

Esposti in procura per il Parco Marittimo: «Sottofondi con vecchie macerie»

Utilizzati materiali non conformi al capitolato d’appalto per i nuovi stradelli del litorale. Lavori da rifare…

Sottofondo Macerie Stradelli LitoraleTornano al centro delle polemiche gli stradelli retrodunali di Marina di Ravenna e Punta Marina dove è in corso il cantiere per la realizzazione del cosiddetto Parco Marittimo, di cui abbiamo parlato ampiamente nelle scorse settimane.

Ma non sono i ritardi a finire ora sotto la lente, bensì i materiali utilizzati per realizzare i sottofondi degli stradelli, tra cui sono stati ritrovati rifiuti, plastiche, resti di cavi elettrici, vetro, laterizi. A denunciare l’anomalia è stato recentemente il gruppo ambientalista Italia Nostra di Ravenna, che ha presentato anche un esposto in procura, sottolineando come nel capitolato d’appalto si faccia riferimento all’utilizzo per i sottofondi di “pietrisco spaccato inerte calcareo”, con un costo decisamente diverso a quelli che invece risultano essere “rifiuti speciali provenienti da demolizioni edili, triturati in frantoio e poi riciclati a mo’ di stabilizzato”.

Alla denuncia di Italia Nostra, nel frattempo, si sono affiancati i gruppi di opposizione che hanno chiesto chiarimenti (con Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna ha presentato anche un altro esposto in procura) a sindaco e giunta. Chiamata in causa, l’assessora Federica Del Conte ha ammesso l’errore da parte della ditta incaricata dei lavori, almeno per una determinata area di cantiere, che a questo punto dovrà essere rifatta.

A Cervia un negozio di sartoria “creativa” che ridà nuova vita agli abiti usati

L’inaugurazione si terrà sabato 1° aprile. Il negozio resterà aperto fino a fine maggio

Sartoria SocialeA Cervia apre il negozio di sartoria sociale Risvolto, in via Savonarola, 5: l’inaugurazione si terrà sabato 1° aprile alle 17. L’attività sarà aperta al pubblico da lunedì 3 aprile fino alla fine di maggio.

Dopo Libridine e l’Emporio solidale, lo scopo di questo nuovo negozio “solidale” è quello di recuperare abiti da privati e imprese, sistemarli e rimetterli in vendita.

L’inaugurazione del negozio sarà un altro momento importante del progetto Cervia Social Food, dopo la serata in teatro comunale con protagonista la signora Coriandoli. In programma un momento musicale con il gruppo “Il cuore e la vernice” e un buffet a cura della Darsena del sale. Saranno disponibili, inoltre, sacchetti di biscotti donati dallo Ial di Cervia.

Sartoria Sociale CerviaGrazie all’attività di volontari e alla presenza dei ragazzi di Ikebana, il negozio sarà aperto al pubblico tutte le mattine dalle 10 alle 12.30, venerdì e sabato pomeriggio dalle 17 alle 19 e la domenica solo in occasione di eventi.

«Questa attività amplia il progetto Cervia social food dedicato al contrasto agli sprechi alimentari – afferma l’assessore Bianca Maria Manzi – e che valorizza la cultura del riuso e dell’economia circolare. Il progetto di sartoria sociale utilizzerà abiti usati donati o recuperati per farne capi di sartoria creativa».

Chi volesse donare abiti e stoffe e chi desiderasse svolgere volontariato nel nuovo negozio può scrivere a cerviasocialfood@sanvitale.ra.it o telefonare al numero 334 3298097.

Il Comune di Lugo e il cavallino rampante: in arrivo una mostra (e la Mille Miglia)

Nel 2023 una serie di appuntamenti che intrecciano storia, arte, automobilismo e aeronautica

I cacciatori del cielo, Baracca, al teatro Rossini di LugoOltre ad aver fatto registrare il tutto esaurito al teatro Rossini di Lugo per la visione collettiva, la messa in onda del docufilm I cacciatori del cielo, dedicato alla figura di Francesco Baracca e ai cento anni dell’Aeronautica Militare, ha registrato ottimi ascolti (primo con il 18,3 percento di share e 3.447.000 spettatori).

Il Comune di Lugo, che ha attivamente contribuito a questa produzione con il coinvolgimento di diversi partner locali, prosegue nella valorizzazione della storia e dell’identità della città con una serie di appuntamenti previsti nel 2023.

Si parte da una felice coincidenza: il 2023 è l’anno in cui si celebra il centenario dell’Aeronautica Militare e anche la prima vittoria automobilistica di Enzo Ferrari al circuito del Savio di Ravenna. È questa l’occasione nella quale Enrico Baracca, padre di Francesco, incontra il giovane pilota Ferrari. Da questo incontro nasce il rapporto con la famiglia Baracca che porterà al dono del cavallino rampante, uno dei simboli più amati e riconosciuti nel pianeta. Su queste ricorrenze il Comune sta organizzando un grande progetto espositivo che intreccia storia, mito e arte. La mostra inaugurerà agli inizi di maggio «e si annuncia come un grande appuntamento che abbraccia la storia dell’aeronautica militare e quella dell’automobilismo – spiegano dal Comune – per ramificarsi nel tempo e nello spazio con un focus particolare sull’arte contemporanea».

Il 13 giugno, inoltre, a dieci anni dall’ultima volta, passerà a Lugo la Mille Miglia, per poi dirigersi a Imola.

Ricco e in fase di preparazione il programma di giugno quando le commemorazioni istituzionali per l’anniversario della scomparsa di Baracca, il 19, saranno affiancate e precedute da appuntamenti di grande interesse. Il 17 giugno, un’intera giornata sarà dedicata al centenario del Savio.

«Un contrassegno per i ravennati per poter parcheggiare liberamente l’auto sui lidi»

La proposta dei consiglieri d’opposizione Ancisi-Ercolani: «Si potrebbe far pagare sui 150 euro»

Con il cantiere del Parco Marittimo in corso a Marina di Ravenna e Punta Marina e l’arrivo dei posteggi a pagamento anche nei lidi dove fino a quest’anno si poteva sostare liberamente, il tema dei parcheggi per il mare entra sempre di più anche nel dibattito politico locale.

Ed ecco allora una proposta dell’opposizione, in particolare dell’inedita coppia formata dal decano Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna e dal giovane Giacomo Ercolani della Lega: introdurre per la stagione estiva una tariffa forfettaria agevolata per agevolare i cittadini ravennati, alle prese con una presunta carenza di posti auto.

I due consiglieri comunali invitano dunque la giunta a prevedere la possibilità di rilasciare un contrassegno ai cittadini residenti o domiciliati nel territorio del comune di Ravenna, «valido per una solo autovettura e per il solo nucleo famigliare della persona fisica che ne possiede l’uso», che consenta di parcheggiare liberamente l’auto, senza distinzioni di orari, per l’intera stagione (dal 29 aprile al 10 settembre) negli stalli con parcometro di qualsiasi lido ravennate.

«Valuti la giunta l’ammontare della tariffa del contrassegno – concludono Ancisi ed Ercolani -, che ai sottoscritti parrebbe equa sui 150 euro».

A questo link i prezzi per i parcheggi a pagamento sui lidi per l’estate 2023

Confesercenti: «Dall’attività del Pineta nessun beneficio per gli alberghi»

La presidente di Asshotel Cervia, che fa capo all’associazione di categoria, non vede ricadute utili per l’indotto alberghiero dalla ripresa dell’attività nella discoteca. Con la nuova gestione potrebbe collaborare anche l’ex patron Cangini

300512336 10160288921037938 3226299366101332766 NLa nuova gestione della discoteca Pineta a Milano Marittima, sotto il controllo del gruppo imprenditoriale dello stilista Roberto Cavalli che si è aggiudicato l’asta, potrebbe riportare ai vertici del celebre locale Enrico “Chicco” Cangini, lo storico patron che guidò la disco nel periodo d’oro degli anni Novanta. Contattato da Il Resto del Carlino, Cangini ha ammesso che sta valutando una proposta di collaborazione ricevuta. Per l’ex gestore l’arrivo del brand Cavalli è un’opportunità da non sprecare per il rilancio della località.

Dalle pagine dell’altro quotidiano locale in edicola oggi, Il Corriere Romagna, arriva invece il punto di vista degli albergatori sulle potenziali ricadute economiche di una ripresa dell’attività in grande stile: «Nessun beneficio per gli hotel», dice Paola Brunelli, presidente di Asshotel Confesercenti Cervia.

C’è entusiasmo nelle parole del sindaco di Cervia, Massimo Medri: «La notizia che la gestione della discoteca Pineta è stata affidata al gruppo imprenditoriale capeggiato dallo stilista Roberto Cavalli ci riempie di soddisfazione. Il Pineta è uno dei fiori all’occhiello della nostra località, che da sempre lega il suo nome a Milano Marittima. Insieme, la discoteca e la località, luoghi del glamour e dell’eleganza, sono cresciute e sono arrivate ai vertici del panorama turistico internazionale. L’arrivo in città dello stilista di fama mondiale Roberto Cavalli, il cui nome è legato alla moda e al lusso, porta una ventata di freschezza in città ed è una garanzia per poter riportare il Pineta allo splendore. L’Amministrazione comunale continuerà a dialogare con la nuova realtà imprenditoriale, per fare in modo che il Pineta possa riaprire nel più breve tempo possibile, per attirare turisti e offrire loro un ambiente e un divertimento di alta qualità».

A Ravenna il documentario sugli “effetti avversi del vaccino anti Covid”

 

Venerdì 31 marzo alle 20.30 alla sala Buzzi di via Berlinguer, a Ravenna, verrà proiettato “Invisibili” un documentario che raccoglie le testimonianze di persone che avrebbero subìto gli effetti avversi del vaccino anti Covid.

A seguire un dibattito con relatore il biologo Giovanni Di Claudio.

L’ingresso è libero. A promuovere la serata il movimento No Green Pass.

Due mostre e uno spettacolo al Rasi dedicate all’Anic

 

Nell’ambito del progetto dedicato all’Anic, alle 18 di venerdì 31 marzo al Teatro Rasi di via di Roma 39, a Ravenna, verranno inaugurate l’installazione di Raniero Bittante e la mostra fotografica di Adriano Zanni.

Mostra Anic BittanteL’installazione di Bittante Benvenuti all’Anic, progetto artistico che nasce da una semplice frase di cortesia che l’ingegnere Enrico Mattei fece stampare sulla controcopertina del libretto consegnato ad ogni nuovo assunto – precedentemente esposto alla Manica Lunga della Biblioteca Classense – ritorna nel Ridotto del Teatro Rasi con un nuovo allestimento. Oltre ai timbri che recano impressi i pensieri e i ricordi di operai e dirigenti, i diagrammi di produzione dell’Anic, i brevetti per marchio d’impresa e i nomi propri di chi ha testimoniato, ci saranno in aggiunta ulteriori elementi che rievocheranno le atmosfere che si respiravano nello stabilimento negli anni Sessanta. Il pubblico potrà estrarre dalle strutture i timbri, inchiostrarli e usarli per segnare alcune delle migliaia di fogli presenti sui tavoli.

Zanni RasiGli spazi del Rasi ospiteranno anche l’esplorazione fotografica della Ravenna post-Deserto Rosso realizzata da Adriano Zanni, fotografo, artista sonoro e field recordist, che qui presenta These important Years, una ricerca sul paesaggio urbano, sulle vedute delle città e sui loro aspetti meno noti ed esplorati. Un viaggio emozionale durato anni – e qui riportato in una cinquantina di scatti – che ha come punto di partenza l’infanzia, seguita dalla turbolenta adolescenza vissuta al Villaggio Aniv fino alla graduale uscita dal quartiere verso l’età adulta e la città, la Ravenna post Deserto Rosso.

E attorno all’Anic si dipana anche lo spettacolo prodotto da Ravenna Teatro/Teatro delle Albe dal titolo Mille anni o giù di lì, che andrà in scena martedì 4 e giovedì 6 aprile al Teatro Rasi alle 21. Protagonisti l’attore Luigi Dadina, il fumettista Davide Reviati e il musicista Francesco Giampaoli, legati per storia familiare al petrolchimico ravennate.

Lo spettacolo verrà raccontato lunedì 3 aprile, alle 18, al Mercato Coperto di Ravenna, in piazza Andrea Costa 6, nell’ambito del progetto Il teatro fa centro, realizzato da Reclam e Ravenna Teatro con il sostegno di Spasso in Ravenna per portare la voce del teatro nelle attività del centro storico. La giornalista Federica Angelini di Ravenna & Dintorni, sarà in dialogo con Dadina e Reviati.

Con Mille anni giunge a compimento il progetto che ha visto Ravenna Teatro collaborare con Coconino Press nel corso degli ultimi mesi e che vedrà, mercoledì 5 aprile, il senior editor Oscar Glioti in dialogo con Dadina e Reviati in occasione della matinèe riservata a studenti e studentesse del liceo artistico di Ravenna. Reviati, inoltre, parteciperà come assistente artistico al laboratorio di serigrafia aperto alla cittadinanza condotto da Marco Carsetti e Chiara Mammarella di Else Edizioni all’Accademia di Belle Arti di Ravenna il 3 e 4 aprile (tutte le informazioni su ravennateatro.com, si segnala che i posti sono in esaurimento).

Giovedì 6 aprile verrà infine proposto, alle 18, l’incontro organizzato da Studio Doiz con Maria Martinelli e Marina Mazzotti dal titolo Antonioni. Deserto rosso e l’iconografia femminile. Un omaggio al maestro ferrarese che ha portato la Darsena di Ravenna sugli schermi di tutto il mondo, ma anche un modo per ricordare una delle massime interpreti del cinema italiano, Monica Vitti.

Orari di visita delle mostre: da lunedì a venerdì 10 – 13 / 15-18 e durante l’apertura per gli eventi del Teatro.

Informazioni tel. 0544 36239.

La regista Maria Martinelli presenta il suo nuovo film per tre sere a Ravenna

 

Da Sinistra Giusi Santoro Organizzatore Generale, Roberta Bononi Al Montaggio, Maria Martinelli Regista, Marina Savino E Matteo Cremon Attori Protagonisti Del Film
Da sinistra Giusi Santoro (organizzazione), Roberta Bononi (montaggio`, Maria Martinelli, Marina Savino e Matteo Cremon Attori (protagonisti del film “Redenzione”

Dopo la selezione al 40esimo Torino Film Festival e l’Official Selection nella sezione Arthouse del Women’s International Film Festival nel Delaware, negli Stati Uniti, il secondo lungometraggio della regista ravennate Maria Martinelli, Redenzione, arriva questa sera (30 marzo), alle ore 21, al cinema Mariani di Ravenna (via Ponte Marino, 19).

Si tratta di una prima data nazionale del tour (già sold out) che prosegue sempre a Ravenna venerdì 31 marzo e sabato 1° aprile al Cinemacity (sempre alle 21) e nei prossimi mesi vedrà il film protagonista in diverse sale italiane.

Martinelli, fondatrice assieme a Franco Calandrini e Stefano Mordini di Start Cinema e che già al Festival di Torino era stata selezionata con il progetto collettivo Femmine Folli (con Mariella Arena e Roberta Torre) e il reportage sul mondo del cinema hard, Gladiatori, è tornata quest’anno, con un progetto ancora più intimo e personale. Redenzione narra infatti dell’amore, degli errori commessi e dell’inevitabile. Ritratto di un femminile che cerca le proprie verità.

Il lungometraggio è stato realizzato dalla società di produzione cinematografica ravennate Kamera Film, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission e il patrocinio del Comune di Ravenna.

Il film in questa sorta di “tour” sarà proiettato alla presenza della stessa regista Martinelli. Al Mariani sarà presente anche l’attrice protagonista Marina Savino e per l’occasione verrà anche presentato il libro Macerie di Franco Calandrini (presente in sala), edito da Clown Bianco, che contiene il lungo racconto “Corpi estratti dalle macerie” a cui si è liberamente ispirato il film.

«Dopo Torino, adesso arriviamo a Ravenna con una grande anteprima – racconta Maria Martinelli –. È un’emozione bellissima, a cui seguiranno diverse date in Italia e manifestazioni cinematografiche internazionali. Lavoro da diversi anni alla preparazione di questo film. Desideravo ancora una volta narrare la vita di una donna, del suo mondo complesso e delle scelte morali che si ritrova ad affrontare. L’immaginario cinematografico ci permette, tramite una visione, di scavare nell’animo umano. Non sempre negli incontri sentimentali raccontiamo il nostro vissuto e forse amarsi rimanda esattamente a questa particolarità istintiva. Al tentativo di ricostruire un’esistenza al di là del proprio passato, che a volte nascondiamo anche a noi stessi. Ma il passato è spesso una soglia che dobbiamo varcare se vogliamo ricominciare a vivere il presente».

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