giovedì
25 Giugno 2026

Il ministro: «Confido che non ci siano più sbarchi di migranti a Ravenna né altrove»

Piantedosi (Interni) conta di limitare il fenomeno migratorio alla fonte e fa riferimento ad alcuni incontri bilaterali in Turchia, Tunisia e Libia

WhatsApp Image 2022 12 31 At 14.49.07 (1)Il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, si augura che non ci siano altri sbarchi di migranti da navi Ong a Ravenna perché auspica di limitare il fenomeno migratorio alla fonte. Il titolare del Viminale ne ha parlato ieri, 21 gennaio, a Bologna dove ha partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura. Lo scorso 31 gennaio al terminal crociere di Porto Corsini sono arrivate 113 persone (tra cui 35 minori non accompagnati) portati dalla nave Ocean Viking a cui era stato assegnata Ravenna come porto sicuro dopo il soccorso in mare nel Mediterraneo a una distanza di quattro giorni di navigazione.

Il ministro ha spiegato così la scelta di Ravenna (arrivata modificato una decisione iniziale che puntava su La Spezia): «Abbiamo preso la decisione per via della congestione della logistica in Sicilia e a Lampedusa soprattutto, preferendo ragionare su una distribuzione in tutto il territorio nazionale. Cosa che per altro già avviene, a livello di destinazioni finali».

Ocean Viking Attracco«Speriamo di non avere altri sbarchi a Ravenna – ha detto Piantedosi – ma non per preservare Ravenna in particolare. Confido di farvi ricorso il meno possibile. L’azione che il Governo farà sarà sempre tesa a limitare e circoscrivere il fenomeno alla fonte. Insieme al ministro degli Esteri abbiamo condiviso la ripresa di alcuni incontri bilaterali e personalmente me ne sono occupato sia in Turchia sia in Tunisia, paesi che hanno un qualche ruolo nell’origine e nel transito dei flussi di ingresso. E stiamo ragionando anche con la Libia, complessivamente come Governo. Ci aspettiamo quindi che il fenomeno, ma non per una visione di per sé negativa dello stesso, si limiti o si estingua addirittura, viste le ricadute nei territori e la difficoltà di gestione».

Nei giorni scorsi la prefettura di Ravenna aveva definito la logistica per gestire eventuali altri attracchi di migranti, individuando i luoghi in cui svolgere le operazioni.

Allagamenti a Marina, chiusa una via a Casalborsetti, sospeso il traghetto

Onde e alta marea hanno spinto l’acqua in via Molo Dalmazia e la protezione civile sta sistemando sacchi di sabbia, criticità nell’area del poligono militare

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Gli allagamenti di via Molo Dalmazia a Marina di Ravenna il 22 novembre 2022

Il maltempo che dalla notte tra il 21 e il 22 gennaio colpisce il territorio ravennate, come previsto dall’allerta meteo della protezione civile in vigore fino alla mezzanotte di oggi, domenica 22 gennaio, sta causando le maggiori criticità al momento nelle località costiere di Marina di Ravenna e Casalborsetti.

Per quanto riguarda Marina di Ravenna si sono verificati allagamenti per effetto di moto ondoso e alta marea lungo la via Molo Dalmazia e si è provveduto all’invio di squadre di volontari e camion con sacchi di sabbia da collocare in particolare nella rampa di accesso del traghetto, di cui è stato sospeso il servizio per motivi precauzionali.

A Casalborsetti è allagata l’area del poligono militare ed è stata chiusa via Della Cooperazione in quanto l’acqua ha invaso la sede stradale.

È attivo già dalla notte il Centro operativo comunale (Coc) che sta monitorando la situazione avvalendosi anche della polizia locale e dei volontari di protezione civile già dislocati lungo la costa fin dalle prime ore del mattino.

De Pascale: «Bonaccini l’uomo giusto per un’alternativa di governo»

Il sindaco di Ravenna sostiene il Presidente della Regione: «Una candidatura appoggiata, non a caso, da molti amministratori italiani. Personalmente darò una mano, ma le mie priorità sono Pnrr e riforma delle Province»

Bonaccini De Pascale Savarna

Grande favorito alle primarie per il dopo Letta nel Pd, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini può contare sul sostegno di molti sindaci e amministratori, tra questi anche Michele De Pascale, primo cittadino di Ravenna da subito convinto che il candidato modenese possa aprire una fase nuova per il partito.

In generale, queste primarie al momento non sembrano particolarmente coinvolgenti per temi, dibattito, questioni messe in campo. Qual è la sua sensazione?
«Secondo me c’è un fraintendimento di fondo, non si può pensare al congresso come uno strumento salvifico in grado di suscitare entusiasmo; il congresso è il luogo dove fare le scelte giuste, ma poi gli obiettivi si raggiungono con il lavoro, con l’impegno e la credibilità nel tempo. Del resto, è quello che abbiamo visto fare anche a Meloni. Dall’opposizione si tratta per il Pd di costruire una prospettiva per il futuro del Paese».

Il fatto di essere già il Presidente della Regione non è un limite per Bonaccini? Come potrà interpretare entrambi i ruoli?
«Il mandato di Bonaccini in Regione scade tra due anni, quindi la sovrapposizione sarebbe limitata nel tempo a un periodo in cui, e questo è importante ribadirlo, il Pd è e resterà all’opposizione. Questo è un punto fondamentale della mozione di Bonaccini. Non si devono ripetere gli errori fatti in passato, rispetto a cui non ho sentito molta autocritica dai dirigenti del partito. Inoltre, credo che sia importante dimostrare che non siamo solo in grado di evocare un’alternativa di governo, ma anche di praticarla concretamente. E non è casuale che la candidatura di Bonaccini non sia partita dalle correnti dei leader e sia sostenuta da tanti amministratori e sindaci».

Bonaccini è spesso descritto e percepito come un “uomo forte”, diretto, concreto. Nel momento in cui abbiamo la prima premier donna e che ci sono candidature femminili alla guida del partito, una figura come la sua non rischia di essere un po’, per così dire, superata?
«Come noto sono e sono sempre stato sostenitore della parità di genere e dell’empowerment delle donne in politica, ma non credo che candidare un uomo possa essere di per sé una scelta “superata”. Sul carattere o l’immagine di Bonaccini, è vero che appare energico, forte, ma è altrettanto vero che sono quasi dieci anni che governa la Regione con un patto sottoscritto da tutte le parti sociali e con una vastissima maggioranza senza particolari fibrillazioni. Credo sia un buon punto di equilibro per evitare due mali opposti: l’uomo solo al comando da un lato, e la politica che discute senza mai decidere dall’altro».

Il rischio è quello di essere troppo incentrati sul modello Emilia-Romagna?
«Tra i sostenitori ci sono il sindaco di Bari, Firenze, Ancona. Sicuramente credo sia importante che la squadra a suo sostegno sia molto più ampia anche territorialmente. Certo il fatto che ci siano tre candidature dall’Emilia-Romagna un po’ dovrà far riflettere».

È segno di forza o debolezza del partito regionale che non ha trovato un’unità? Cosa distingue programmaticamente Bonaccini da De Micheli, per esempio?
«Il congresso è nazionale e quindi le numerose candidature del nostro territorio sono non solo legittime, ma credo anche motivo di orgoglio. Personalmente non sono assolutamente contro De Micheli, a cui mi lega stima e amicizia da molti anni. Ritengo semplicemente piú forte la candidatura di Bonaccini, oltre all’opportunità di ripartire da chi come lui non abbia avuto ruoli negli ultimi governi».

Ed Elly Schlein? Come valuta la sua candidatura?
«Ho sempre pensato che uscire dal Pd sia stato un errore di Elly e di altri compagni dopo di lei e quindi penso che la loro decisione di rientrare sia una bellissima notizia. Elly è sicuramente una delle migliori intepreti di istanze e di una cultura in cui non mi riconosco completamente ma che credo debbano far parte del Pd. Personalmente, l’unico appunto che posso muoverle è che io non me la sarei sentita di entrare in un partito per guidarlo, credo ci sia un po’ una sottovalutazione della difficoltà e della complessità nel guidare una forza politica. In caso di sua vittoria poi, per il suo percorso sarebbe oggettivamente in maggiore difficoltà nel motivare anche i sostenitoti degli altri candidati a continuare ad impegnarsi nel Pd».

Se Bonaccini dovesse vincere, lei che ruolo avrà nella sua squadra?
«Sto dando una mano e continuerò a farlo, ma le mie priorità in questo momento sono altre: le risorse del Pnrr sul nostro territorio e la riforma delle Province a cui lavoro da tempo come presidente dell’Unione Province Itlaiane e che potrebbe essere in dirittura di arrivo».

Una serata dedicata alla motor valley tra Minardi, Dovizioso, Alpha Tauri e Gresini

Al cinema Sarti il 23 gennaio un confronto tra i protagonisti del motorsport dell’Emilia-Romagna prima della proiezione di un docufilm con 36 testimonianze della velocità a due e quattro ruote

Domenicali F1Alla motor valley dell’Emilia-Romagna è dedicato il docufilm che verrà proiettato lunedì 23 gennaio, alle 20.30, al Cinema Sarti di Faenza in occasione di una serata dedicata al lavoro del regista Stefano Ferrari: una raccolta di testimonianze di trentasei protagonisti del mondo dei motori della regione, dal figlio di Enzo Ferrari, Piero, a Tonino Lamborghini, figlio del fondatore del marchio, dall’ex pilota di Formula 1, Jody Scheckter, all’ex Team principal della Ferrari, Stefano Domenicali, da Horacio Pagani a Gianpaolo Dallara, delle omonime aziende automobilistiche, fino ai contributi di responsabili di aziende del motorsport del nostro territorio. Ne esce uno spaccato di un mondo e di un’eccellenza motoristica unica come è quella sorta nella terra dei motori, la Motor Valley.

La proiezione sarà preceduto da un confronto tra i protagonisti del motorsport. Saranno presenti l’assessore regionale alla Motor Valley, Andrea Corsini, il sindaco di Faenza, Massimo Isola, il vicesindaco Andrea Fabbri, Otello Valenti della Scuderia AlphaTauri, Nadia Padovani Principal Gresini Racing, il pilota Andrea Dovizioso dello ‘04-Park Monte Coralli’, Massimo Rivola, amministratore delegato Aprilia Racing e Gian Carlo Minardi, presidente di Formula Imola. A condurre la serata sarà il giornalista sportivo e speaker di moltissimi eventi motoristici, Boris Casadio.

Piero FerrariIl making-of del docufilm è poi diventato un progetto su carta con la pubblicazione del volume “Motor Valley, viaggio nella terra dei motori”, edito da Minerva, firmato dallo stesso Stefano Ferrari, autore, regista e giornalista, e da Miria Burani che nel film ha curato la sceneggiatura. Il libro contiene 50 fotografie storiche in bianco e nero di Walter Breveglieri e 50 immagini più contemporanee di Massimiliano Donati, accompagnate da testi in doppia lingua, italiano-inglese. Il volume contiene le parti delle interviste e delle indagini raccolte durante il lavoro di preparazione del progetto, non presenti nel docufilm, che lo avrebbero reso eccessivamente lungo.

Due rigassificatori a Ravenna? Se ne parlerà in commissione comunale

Entro il 6 febbraio la convocazione dell’assemblea Sicurezza e Ambiente di Palazzo Merlato per analizzare l’ipotesi del doppio impianto

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La nave rigassificatore Singapore

Le commissioni Sicurezza e Ambiente del consiglio comunale di Ravenna si riuniranno in sessione congiunta per trattare la possibilità che al largo di Ravenna dal 2025 arrivi un secondo rigassificatore, cioè quello che fra due anni dovrà lasciare il porto di Piombino dove dovrebbe entrare in funzione dalla prossima primavera.

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La nave rigassificatore Golar Tundra

La richiesta di una riunione ad hoc delle commissioni è arrivata dal Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione. Il quorum delle adesioni è stato raggiunto solo sulla commissione Ambiente, che dunque dovrà essere convocata entro il 6 febbraio. Hanno risposto ok, a parte Ancisi a nome di Lista per Ravenna, i commissari Ercolani per la Lega, Grandi per Ravenna Viva, Ancarani per Forza Italia, Buonocore per Lista de Pascale Sindaco ed Esposito per Fratelli d’Italia.
Non hanno aderito alla richiesta di convocazione della commissione Sicurezza, che non ha raggiunto il quorum, i commissari Rolando per la Lega, Perini per Lista de Pascale sindaco e Ferrero di Fratelli d’Italia. Ferrero, avendo scelto di non firmare la richiesta di convocazione, essendo indirizzata a lui stesso quale presidente di tale convocazione, ha tuttavia dichiarato che con- vocherà ugualmente la commissione Sicurezza, insieme alla commissione Ambiente, avendone la competenza a prescindere. L’obiettivo di convocare insieme le due commissioni verrà dunque ugualmente raggiunto.

Non hanno totalmente aderito alla richiesta i gruppi Pd, Ravenna Coraggiosa, Pri, Cinque Stelle, Misto e La Pigna.

Il vicesindaco vuole una via dedicata alla fine del potere pontificio su Ravenna

Fusignani, segretario provinciale del Pri, annuncia che la commissione toponomastica sta lavorando per la reintroduzione della dedica al 13 giugno 1859

Garibaldi In BiciIn centro storico a Ravenna tornerà una via denominata “13 giugno 1859”, data che corrisponde alla fine del Governo pontificio a Ravenna e in tutta la Romagna e per per 150 anni ha indicato il tratto di strada tra piazza del Popolo e via Paolo Costa. L’annuncio è del vicesindaco Eugenio Fusignani, segretario provinciale del Partito repubblicano, particolarmente legato ai temi risorgimentali.

Fusignani, titolare della delega Affari istituzionali, ha espresso la propria volontà intervenendo alla presentazione del volume “Garibaldi e il suo mito, nei 140 anni dalla morte”. Secondo il numero due di Palazzo Merlato, il toponimo è un modo per «rendere onore alla memoria di Ravenna nella sua qualità di una delle capitali del Risorgimento italiano grazie all’importante ruolo svolto in quel periodo storico così determinante per la nascita della nostra Repubblica, attestato dalla presenza di preziose testimonianze culturali e storiche diffuse su tutto il nostro territorio».

La commissione competente sta già valutando la reintroduzione della toponomastica: «Asseconderemo un comune sentire e riporteremo all’attenzione e al ricordo dei più giovani una data fondamentale che segna la fine del potere temporale della Chiesa a Ravenna e in tutta la Romagna e apre all’affermazione dei valori risorgimentali che sono alla base della nostra Repubblica e fondamento della nostra Costituzione, valori di laicità indispensabili per garantire a tutti l’essere pienamente cittadini. Sono concetti peraltro ripresi più volte anche da Pontefici come Giovanni XXIII e Paolo VI che tanto rilievo hanno avuto nella storia non solo della Chiesa, ma anche del nostro Paese».

La Camera di Commercio di Ravenna e Ferrara avrà 30 consiglieri

Un recente decreto regionale fissa la composizione del nuovo ente interprovinciale. La fusione in dirittura d’arrivo conseguente a una legge del 2016

Foto Guberti Fronte CCIAA
Il presidente della Camera di Commercio di Ravenna, Giorgio Guberti

Un decreto firmato il 10 gennaio dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, fissa il numero dei rappresentanti nel consiglio della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, nuovo ente nato dalla fusione delle due istituzioni.

In rappresentanza dei settori economici provinciali ci saranno 30 consiglieri. Questa la ripartizione: quattro per
l’agricoltura, cinque per l’artigianato, cinque per l’industria, cinque per il commercio, due per la cooperazione, due per il turismo, uno per trasporti e spedizioni, uno per credito e assicurazioni e cinque per i servizi alle imprese. Del consiglio camerale faranno parte anche due rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di tutela dei consumatori e uno in rappresentanza dei liberi professionisti.

La giunta della nuova Camera di commercio Ferrara-Ravenna (che durerà cinque anni) sarà composta dal presidente – l’accordo originario prevedeva il nome del ravennate Giorgio Guberti – e da sette consiglieri eletti dal consiglio. Di questi sette, almeno quattro saranno eletti in rappresentanza di ciascuno dei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura.

Del settore agricoltura fanno parte Copagri Ferrara (nessun rappresentante), Coldiretti Ravenna e Coldiretti Ferrara (un rappresentante), Cia Ferrara, Cia Romagna, Confagricoltura Ravenna e Confagricoltura Ferrara (tre rappresentanti); del settore artigianato Cna Ravenna, Cna Ferrara, Confartigianato Ravenna e Confartigianato Ferrara (cinque); dell’industria Confindustria Emilia, Confindustria Romagna e Confartigianato Ferrara (tre rappresentanti), Cna Ravenna, Confartigianato Ravenna, Confimi Romagna, Confcommercio Ravenna, Confesercenti Ravenna e Ascom Ferrara (due); del settore commercio Cna Ferrara e Confartigianato Ferrara (zero), Confcommercio Ravenna, Ascom Ferrara, Confesercenti Ferrara e Confesercenti Ravenna (cinque). Infine la cooperazione, di cui fanno parte in un unico raggruppamento Confcooperative Ravenna e Rimini, Confcooperative Ferrara, Legacoop Romagna, Legacoop Ferrara e Afci Emilia Romagna.

La riforma sull’accorpamento delle Camere di Commercio prende le mosse dal decreto legislativo del 25 novembre del 2016. Il criterio fissato dalla legge è di natura numerica. La soglia è fissata a 75mila imprese (Ravenna ne ha 38mila).

Il Comune di Bagnacavallo assume un istruttore direttivo per tre anni

Domande online entro il 16 febbraio, contratto a tempo pieno, richiesto un diploma di laurea in ingegneria o architettura

Bagnacavallo Piazza AereaÈ aperto un concorso pubblico per un posto di lavoro nell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna: un contratto a tempo pieno e determinato per tre anni di un istruttore direttivo destinato all’area tecnica del Comune di Bagnacavallo.

Il titolo di studi richiesto per accedere è un diploma di laurea in ingegneria civile, ingegneria edile, architettura o titoli equipollenti ed essere abilitato alla professione. Per partecipare al concorso è necessario presentare domanda esclusivamente online entro le 9.30 di giovedì 16 febbraio; la selezione avverrà in seguito a colloquio.

Così l’amministrazione delinea il candidato ideale: «Il profilo prevede conoscenze plurispecialistiche e di livello medio-elevato, una elevata complessità di problemi da affrontare, basata su modelli teorici non immediatamente utilizzabili, ed elevata ampiezza di soluzioni possibili. Prevede inoltre una capacità di relazioni organizzative interne di natura negoziale e complessa, gestite anche tra settori diversi da quelli di appartenenza; relazioni esterne con altre istituzioni di tipo diretto anche con rappresentanza istituzionale; relazioni, anche complesse, con gli utenti di natura diretta e negoziale. Ha responsabilità di risultato sui diversi processi produttivi e amministrativi, anche di tipo complesso, responsabilità delle attività direttamente svolte nonché di quelle del gruppo coordinato. Può essere chiamato ad esercitare la funzioni di progettista, coordinatore sicurezza, direttore lavori».

Tutte le informazioni per partecipare al bando, i requisiti necessari e il modulo per compilare la domanda sono disponibili sul sito www.labassaromagna.it, nella sezione Unione dei Comuni – Bandi di concorso – Concorsi Pubblici nella Bassa Romagna. Per ulteriori informazioni, contattare il Servizio Personale al numero 0545 38327 oppure 38328.

Un corso di storia dell’arte in tre lezioni per conoscere le opere del territorio

Iniziativa dell’Università per adulti aperta a tutti. Il docente è il professore e artista Filippo Giberto

Pieve Di San PatrizioL’Università per adulti di Lugo organizza un corso divulgativo aperto a tutti di tre lezioni per conoscere meglio il patrimonio artistico e culturale del territorio di Conselice: il programma prevede una panoramica a 360 gradi con descrizione e analisi delle opere d’arte più significative tra l’anno Mille e il Novecento presenti sui territori di Conselice, San Patrizio e Lavezzola, opere pittoriche, architettoniche e sculture con sintesi biografica degli artisti presi in esame. Seguirà anche una visita guidata alle opere trattate.

Le lezioni (mercoledì 25 gennaio, 1 e 8 febbraio) si terranno alle 20.30 nella sala comunale di via Garibaldi 14 a Conselice. Il costo per partecipante è di 40 euro, più 10 euro di quota associativa per chi non fosse iscritto all’Università per adulti di Lugo; si può pagare direttamente in sede. Docente del corso è il conselicese Filippo Giberto: insegnante a riposo, ma anche artista, pittore, scultore, scrittore di testi teatrali e profondo conoscitore dei beni culturali e artistici locali.

Pieve Di San Patrizio (2)All’esperienza del corso è affiancata una pubblicazione, che vuole essere un «diario di viaggio» degli argomenti presi in esame, realizzata dallo stesso Giberto insieme al fotografo conselicese Franco Ferretti.

«L’intento dell’amministrazione e del professore è proprio quello di trattare di storia dell’arte calandola in ambito territoriale, in quanto anche nei nostri piccoli Comuni sono racchiusi tesori di cui spesso ignoriamo l’esistenza e la preziosità – ha sottolineato l’assessora alla Cultura Raffaella Gasparri -. Vi è poi il valore aggiunto della pubblicazione, che rimarrà per la consultazione: ritengo che solo due cittadini conselicesi potessero mettere in valore alcune opere presenti sul territorio, denotando un attaccamento e un’affezione ammirabili verso il proprio paese. L’auspicio è che questo primo corso sia solo l’inizio di una serie di incontri che porteranno a scoprire il territorio e le sue bellezze, stimolando la curiosità che è da sempre requisito alla base della diffusione della cultura, rendendo i partecipanti promotori e della valorizzazione verso gli altri degli argomenti appresi o approfonditi».

Per ulteriori informazioni e iscrizioni chiamare lo 0545 900197 o scrivere a segreteria@unilugo.it.

In scena all’Almagià un “Peter Pan” che stimola la fantasia

Appuntamento per piccoli e grandi, domenica 22 alle 17, con lo spettacolo di Febo Teatro

Peter Pan Febo Teatro

Proseguono a Ravenna gli appuntamenti della stagione teatrale per le famiglie “Le Arti della Marionetta”: dopo il sold out della scorsa domenica che ha registrato il grande successo dello spettacolo Pinocchio del Teatro del Drago, sul palco dell’Almagià arriva domenica 22 gennaio, alle 17, la compagnia Febo Teatro con Peter Pan, il celebre personaggio letterario e gli altri protagonisti della favola di James Matthew Barrie, che la compagnia veneta ha restituito in chiave teatrale.

Una particolare versione della storia che vedrà i tre attori coinvolti in un’infinità di giochi che partono sempre dall’utilizzo creativo degli oggetti della stanza che man mano assumeranno valenze magiche e fantastiche, per stimolare gli spettatori piccoli e grandi nel riflettere sulla bellezza della fantasia. L’intera colonna sonora è suonata live dagli attori e si basa su cover riarrangiate e riscritte dei Beatles. In scena Alice Centazzo, Massimiliano Mastroeni e Nicola Perin, per la regia di Claudia Bellemo.

Nasce un comitato per Cuperlo a Lugo: ecco i nomi dei primi sostenitori

Nel Comune più grande della Bassa Romagna il sindaco è Davide Ranalli, coordinatore regionale dei comitati per il parlamentare

81726255 10216396106557901 6111278183447789568 NAnche a Lugo si è formato un comitato che sostiene Gianni Cuperlo come prossimo segretario del Partito democratico alle primarie di febbraio. Nel comune più grande della Bassa Romagna (30mila abitanti) – che è anche il comune dove è sindaco Davide Ranalli, coordinatore regionale dei comitati di Cuperlo – sono già diversi gli aderenti pronti a mobilitarsi.

Tra i nomi ci sono quello del vicesindaco Lino Montalti, recentemente tesserato al Pd, oltre a consiglieri comunali come Alessandra Fiorini e Enrico Marangoni, la segretaria del circolo Giovecca-Frascata-Passogatto, Candia Bassi, il segretario del circolo Lugo Città, Edgardo Farolfi, e Marco Graziani, segretario del circolo San Bernardino-Belricetto.

«Gli aderenti al comitato – scrivono in una nota – vedono in Cuperlo la persona più adatta a guidare il partito in questo particolare momento storico e, soprattutto, colui che meglio di tutti in questi anni ha rappresentato, e ancora rappresenta, i valori imprescindibili per una forza politica di sinistra.
Come recentemente rilevato dal sondaggio Emg per la trasmissione Agorà di Rai3, la candidatura di Cuperlo è apprezzata e sta guadagnando consensi, passando dal 6 a 9 percento in una sola settimana».

Ecco i nomi dei primissimi aderenti al comitato di Lugo: Davide Ranalli, Candia Bassi, Marilanda Biondi, Matilde Brignani, Giuseppe Camanzi, Gianni Casadio, Rossano Farneti, Edgardo Farolfi, Maria Farolfi, Alessandra Fiorini, Marco Graziani, Enrico Marangoni, Lino Montalti, Oscar Pirazzini, Anna Renzi, Daniele Sangiorgi.

Un drone in volo sul ponte di Grattacoppa mostra i lavori dopo due anni di chiusura

Un consigliere territoriale ha filmato lo stato del cantiere sul fiume Lamone. L’opera da 3 milioni di euro doveva essere pronta a marzo 2022

Dopo due anni di chiusura della strada, a che punto sono i lavori per il rifacimento del ponte sul fiume Lamone a Grattacoppa, nel forese nord del comune di Ravenna? La fotografia viene da un video del 15 gennaio con un drone pilotato da Enzo Dalmonte, consigliere territoriale di Cambiamo il Comune nell’area di Sant’Alberto. Le previsioni alla vigilia della partenza dei lavori stimavano la riapertura al transito per marzo 2022. Attualmente l’ultima data fissata dalla ditta è 23 marzo 2023.

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