martedì
30 Giugno 2026

Bonaccini conferma: lunedì riaprono le scuole superiori. «Eravamo già pronti»

Il presidente della Regione sorpreso dalla decisione del Tar, «ma le sentenze si rispettano»

Foto Conferenza Stampa Bonaccini CorsiniDa lunedì 18 gennaio le scuole superiori dell’Emilia-Romagna riprenderanno le lezioni in presenza al 50%. La Regione è pronta, «come lo era già dal 7 gennaio, quando però l’andamento epidemiologico aveva spinto la Giunta a rinviare l’avvio della didattica in aula nelle scuole secondarie di secondo grado, garantendo comunque la regolare ripartenza per materne, elementari e medie».

Ad annunciarlo oggi in conferenza stampa il presidente Stefano Bonaccini, con gli assessori Paola Salomoni (Scuola) e Andrea Corsini (Trasporti), dopo il pronunciamento del Tar regionale e la relativa sospensione dell’ordinanza regionale che, appunto per motivi di sicurezza sanitaria, rinviava al 25 gennaio l’avvio della didattica in aula per gli istituti superiori, decisione peraltro presa da tutti i presidenti delle Regioni in zona arancione e da gran parte di quelli in zona gialla.

«Le sentenze si rispettano, siamo abituati così, pertanto lunedì siamo pronti a partire – ha affermato Bonaccini -. Non ci sono problemi a farlo in così poco tempo, a dimostrazione che la nostra decisione era motivata dall’andamento epidemiologico e non da difficoltà organizzative, che non esistono nemmeno ora. Avevamo lavorato per tempo, assieme a Comuni e Province, Ufficio scolastico regionale, sindacati, Aziende di trasporto pubblico locale e Prefetture, per mettere a punto un piano regionale condiviso, basato sul potenziamento dei trasporti – oltre 550 bus aggiuntivi: 350 già in strada da settembre più altri 200 adesso, per un investimento della Regione di oltre 23 milioni di euro – e orari d’ingresso scaglionati lì dove serva, d’intesa con le scuole e le comunità locali. Quel piano c’era e c’è, quindi non abbiamo nulla da improvvisare».

L’Emilia-Romagna, peraltro, è stata la prima in Italia ad avviare una campagna massiccia a favore della sicurezza della scuola, da ottobre con test sierologici e adesso con i tamponi rapidi gratuiti direttamente in farmacia per tutto il personale scolastico, studenti, famigliari e nonni anche non conviventi. Che potranno essere fatti non più ogni 30, ma ogni 15 giorni. «Un provvedimento- ha annunciato Bonaccini- che adesso vogliamo rafforzare: renderemo infatti ripetibili i tamponi rapidi ogni due settimane. Non solo, perché abbiamo proposto al Governo che venga inserito il personale scolastico fra le categorie professionali più esposte a cui fare il vaccino anti-Covid al più presto».

I dati sull’andamento epidemiologico, del resto, sono in peggioramento non solo in Emilia-Romagna, dove il nuovo Rt regionale settimanale oggi è di 1,15 rispetto a 1,05 della settimana scorsa, ma in tutto il Paese. «A dimostrazione- ha aggiunto il presidente – che c’è un problema rilevante di tipo sanitario. Tanto è vero che anche il Governo ha ultimamente inasprito i criteri e le soglie per cui si passa in zona arancione e in zona rossa. Quando ho assunto la mia ordinanza era addirittura in discussione un criterio che ci avrebbe portato direttamente al rosso, con conseguenza diretta di mettere in didattica a distanza anche la seconda e la terza classe delle scuole medie. Il rischio non è comunque scongiurato».

Bonaccini ha anche ricordato di avere riunito sia ieri sia oggi i sindaci, per valutare i nuovi dati e il pronunciamento del Tar. «Ho raccolto da loro le stesse mie preoccupazioni, ma allo stesso modo condividiamo l’idea che le sentenze si rispettano e quindi tutti noi, loro compresi, lavoriamo perché da lunedì 18 possano riprendere le lezioni in presenza alle superiori. In tutta onestà, non prevedevo che il Tar avrebbe annullato un provvedimento di carattere prettamente sanitario, assunto cioè per salvare la vita delle persone, soprattutto di fronte al peggioramento sia del quadro nazionale, sia di quello regionale».

Il presidente ha infine sottolineato la necessità, per alunni e genitori, di avere chiarezza: «Perché se abbiamo regioni che in zona gialla hanno addirittura chiuso le elementari e altre in zona arancione che sono chiamate a ripartire in presenza con le superiori, in forza di sentenze dei Tribunali amministrativi, una diversa dall’altra, credo che icittadini facciano fatica a capire. Questo è un problema che avevo segnalato al Governo, l’ho fatto ancora ieri, perché ritengo incomprensibile come si possa affidare a singole ordinanze regionali e ad altrettante singole sentenze dei Tar regionali la soluzione della questione scuola, così cruciale per il Paese. Noi ci siamo assunti la nostra responsabilità, adesso tocca al Governo. Le Regioni che rischiano addirittura di entrare in zona rossa devono adottare provvedimenti restrittivi o riaprire?».

Bar e ristoranti insistono: «Fateci aprire con coperti ridotti e regole specifiche»

Le imprese del settore tornano a chiedere un allentamento delle misure che limitano le attività Le associazioni di categoria invitano a non seguire manifestazioni fuorilegge

Tavola Ristorante«In questi giorni si stanno formando spontaneamente gruppi di operatori che vogliono protestare con azioni forti, ma che purtroppo sono fuori dalla legalità. Pur comprendendo le loro legittime ragioni, non possiamo certamente allinearci e comportarci da fuorilegge». Il presidente della Fiepet Confesercenti del comune di Cervia, Alessandro Fanelli, prende le distanze dal movimento #IoApro che sta montando tra alcuni ristoratori e baristi in tutta Italia e anche nel Ravennate con l’intenzione di tenere aperti i locali questa sera, 15 gennaio, per protestare contro le limitazioni imposte dal Governo.

Fanelli non condivide la protesta apertamente contro le regole – e già criticata dalla prefettura che ha promesso interventi di repressione – ma invita a lasciare accesa la propria insegna, la vetrina della propria attività per venerdì 15 gennaio dalle 18 in poi, «come segnale di protesta ad una situazione divenuta inaccettabile». Intanto si stanno preparando raccolte di firme e incontri con i prefetti.

La richiesta finale è di avere dalle autorità il permesso di riaprire: «Con coperti anche ridotti, nel rispetto di ogni protocollo, ma fateci aprire subito per poter tenere in vita le aziende, le famiglie che vi lavorano e la vita delle nostre città».

Posizione simile espressa anche da Cna provinciale. «Chi lavora nei settori della ristorazione, delle palestre e del benessere, della cultura e del turismo sta subendo dall’emergenza Covid le penalizzazioni più forti. Pur non condividendo il clima di disobbedienza civile che sta montando nelle categorie coinvolte comprendiamo e giustifichiamo le contestazioni, a patto che rimangano sempre all’interno di quel sistema di regole su cui si basa la nostra comunità. C’è chi sta incitando ristoratori e baristi ad aprire nei weekend in barba alle disposizioni in vigore e promettendo azioni legali gratuite a chi riceverà sanzioni per aver contravvenuto alle regole. Non possiamo nascondere di essere molto critici nei confronti di queste promesse, perché in tanti anni abbiamo assistito a situazioni analoghe e tutte queste associazioni nate spontaneamente per cavalcare il malumore sono poi puntualmente sparite lasciando gli imprenditori con il cerino in mano».

A prendere le distanze dai ribelli c’è anche Tni, Tutela nazionale imprese: il movimento toscano ha proposto di riaprire in sicurezza e sta raccogliendo adesioni anche in Emilia-Romagna per una cena simulata. In buona sostanza l’idea è di aprire con luci accese e personale di sala e clienti e inscenare una cena. Ne parla anche il Gambero Rosso.

Tra gli imprenditori che hanno detto la loro ci sono Giorgia Gordini e Matteo Siboni del Fricandò di Ravenna con un post su Instagram: «L’asporto non basta. Vorremmo solo lavorare con regole ad hoc che mirino a contenere i contagi e ci conducano alla ripartenza». I due ristoratori assicurano che colazioni, pranzi e cene non hanno mai creato assembramenti: «L’utilizzo dei tavoli andrebbe ripristinato con ingresso ai locai contingentato». E guardando al futuro la richiesta è il blocco di licenze per evitare una eccessiva concorrenza quando il settore si rimetterà in moto.

Emilia-Romagna ancora arancione. Nuovo Dpcm: stop all’asporto dalle 18 per i bar

Nella aree gialle potranno riaprire i musei, nei giorni feriali

Colazione BarIl premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid. La nuova stretta entrerà in vigore nelle prossime ore. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Tre Regioni vanno in area rossa: sono la provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia. L’Emilia-Romagna resta in zona arancione, insieme a Calabria e Veneto, raggiunte da Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta.

COSA SI PUO’ FARE E COSA NO – Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì.

Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio.

Fino al 5 marzo sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: «Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori» ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori.

Gli impianti da sci non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti.

Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali.

Con il decreto viene infine introdotta la “zona bianca” in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi. (Ansa.it)

Il Tar boccia il rinvio del ritorno alle superiori. L’avvocata: «Subito in classe»

Sospesa l’efficacia dell’ordinanza di Bonaccini che ha spostato dall’11 al 25 gennaio la ripresa delle lezioni in presenza

12Il tribunale amministrativo regionale (Tar) dell’Emilia-Romagna ha sospeso l’ordinanza dell’8 gennaio con cui il presidente Stefano Bonaccini ha disposto la didattica a distanza al 100 percento per le scuole superiori fino al 23 gennaio. Un Dpcm prevedeva il rientro in aula al 75 percento per il 7 gennaio, poi ridotto al 50 percento per l’11 gennaio. La Regione si è mossa in autonomia con un slittamento. Il ricorso al Tar era stato presentato da 21 genitori.

«Ora i ragazzi delle scuole superiori potranno tornare in classe al primo giorno utile», già «domani 16 gennaio» o «lunedì». Sono le parole riferite all’Ansa da Milli Virgilio, una delle legali che ha rappresentato i genitori nel ricorso al Tar emiliano-romagnolo, ex assessora comunale alla Scuola. Il Tar ha fissato per la trattazione collegiale dell’incidente cautelare la camera di consiglio del 10 febbraio 2021.

Secondo quando riporta il sito dell’agenzia di stampa Ansa, per il Tar l’ordinanza comprime in «maniera eccessiva», «immotivatamente» e «ingiustificatamente», il «diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola quale luogo di istruzione e apprendimento culturale nonché di socializzazione, formazione e sviluppo della personalità». Soddisfazione per il provvedimento urgente del tribunale amministrativo: «In questo momento – sottolinea Virgilio – restringere è illegittimo e le Regioni che restringono stanno compiendo un atto illegittimo». L’avvocata Virgilio si chiede come facciano le scuole ad aver inciso sulla situazione epidemiologica se sono chiuse da settimane.

Il Tar aggiunge poi che tra le finalità per le quali la Regione aveva adottato la Dad al 100 percento c’era la necessità di evitare assembramenti e sovraffollamenti, temi su cui l’Amministrazione “può agire con misure che incidono ‘a monte’ sul problema del trasporto pubblico” e “’a valle’ con misure organizzative quali la turnazione degli alunni e la diversificazione degli orari di ingresso a scuola”.

I video tutorial dell’Ausl per svolgere attività fisica a casa propria

«Allenarsi contribuisce a mantenere il sistema immunitario efficiente»

Visto il perdurare dell’emergenza sanitaria che costringe alla chiusura le palestre e che di fatto limita le possibilità di attività fisica  alla stragrande maggioranza della popolazione il Servizio di Medicina dello Sport dell’Ausl Romagna, in collaborazione con la Rete clinica di Diabetologia aziendale (coordinata dal dottor Paolo Di Bartolo) e  l’Associazione  Diabetici di Ravenna, ha realizzato dei video tutorial  che insegnano in modo semplice come svolgere a casa propria una corretta ed adeguata attività fisica.

Gli esercizi proposti nei filmati sono dedicati a quelle persone che devono tenere sotto controllo la glicemia, il colesterolo, la pressione arteriosa, migliorare la salute cardiovascolare ed aiutare nel controllo del perso corporeo o che vogliono semplicemente stare meglio. Sono propedeutici, come gli esercizi di riscaldamento, a forme di attività fisica da svolgere all’aperto (il camminare) oppure da svolgere al termine di queste, come gli esercizi di stretching. C’è una parte dedicata all’equilibrio che è indicata per le persone più anziane da abbinare agli esercizi di tonificazione. Una sezione è dedicata a quelle persone che soffrono di lombalgia cronica per cui gli esercizi proposti sono finalizzati specificatamente a controllare il mal di schiena

«Ormai è un presupposto consolidato che fare esercizio fisico regolarmente a intensità moderata, insieme ad una dieta sana ed equilibrata costituiscono pilastri fondamentali per una vita migliore – spiega il dottor Gianluigi Sella responsabile della Medicina dello Sport di Ravenna – . A ciò si associa il contributo che l’adozione di uno stile di vita sano può apportare al nostro sistema immunitario: allenarsi regolarmente a moderata intensità contribuisce a mantenere il sistema immunitario sano ed efficiente e quindi una riduzione dell’incidenza delle malattie del tratto respiratorio superiore, che, nel periodo attuale, è senza dubbio, di grande utilità».

Muore sul lavoro a 26 anni nella stazione di trasferimento dei rifiuti di Hera

La vittima è il ravennate Christian Vernocchi. Era dipendente di una ditta in subappalto

IMG 20210115 WA0003Un ragazzo di 26 anni, il ravennate Christian Vernocchi, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nella tarda serata di ieri, 14 gennaio, nella stazione di trasferimento dei rifiuti di Hera a Cervia, vicino alla stazione ecologica.

Il giovane – ci riferiscono da Hera – stava lavorando per conto di una ditta in subappalto, Ravenna Chimica del gruppo Ciclat, quando sarebbe stato colpito da una ruspa, riportando gravi ferite. Vernocchi è poi morto al Bufalini di Cesena, dove era arrivato in condizioni disperate.

Christian VernocchiIl 26enne era molto noto in città, dove aveva lavorato anche in vari locali e pubblici esercizi. Aveva anche una vena artistica, tanto che aveva esposto a Cittattiva.

Tra i suoi progetti, alcuni conoscenti ricordano quello insieme a un amico, con cui posava ogni giorno con una persona diversa, senza stereotipi o pregiudizi, con l’idea di accoglienza delle diversità (a questo link)

In piazza a Ravenna un sit in di protesta contro la chiusura delle scuole superiori

Intanto è stato depositato al Tar dell’Emilia-Romagna un ricorso contro il rinvio deciso dalla giunta della Regione

Scuola Faenza RagazziMentre è stato depositato al Tar dell’Emilia-Romagna un ricorso contro la decisione della giunta della Regione di far slittare la riapertura in presenza delle scuole superiori al 25 gennaio e a Faenza continua la protesta simbolica con lezioni all’aperto, anche a Ravenna si torna a manifestare contro la Didattica a distanza.

L’iniziativa è partita da una mamma, che l’ha promossa sui social, senza nessun appoggio politico o di alcun comitato. L’evento si chiama semplicemente “No more Dad” e viene descritto come un “sit-in di protesta contro la chiusura della scuola apolitica apartitica, distanziati e mascherati”.

L’invito a partecipare è rivolto a chiunque. L’appuntamento è alle 15 di oggi, 15 gennaio, in piazza del Popolo a Ravenna.

Prorogata fino al 17 luglio la mostra della Classense sul secentenario dantesco

Chiusa al pubblico a causa delle limitazioni anti Covid da novembre, sarebbe dovuta terminare il 10 gennaio

PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA: INCLUSA EST FLAMMA. RAVENNA 1921: SETTECENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE BIBLIOTECA CLASSENSE RAVENNAInclusa est flamma, la mostra della Biblioteca Classense sul Secentenario dantesco, viene prorogata fino al 17 luglio prossimo. In ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020 la mostra è chiusa al pubblico dal 5 novembre.

«La conclusione, all’inizio prevista per domenica 10 gennaio 2021, viene posticipata al 17 luglio viste le attuali circostanze legate all’emergenza Covid-19 – scrivono gli organizzatori – e per venire incontro alle esigenze del pubblico, accorso numeroso, nel pieno rispetto delle disposizioni anti Covid-19, fino alla chiusura, e che si spera di accogliere nuovamente».

Il percorso espositivo è stato organizzato dalla Biblioteca Classense e dal Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna ed è stato inaugurato l’11 settembre. Si tratta della prima delle tre mostre che compongono il progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente, ideato dal Comune di Ravenna – assessorato alla cultura, dal Mar e dalla Classense in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri.

Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, a cura di Benedetto Gugliotta, responsabile dell’Ufficio Tutela e Valorizzazione della Biblioteca Classense, racconta le celebrazioni nazionali per il VI centenario dantesco del 1921, inaugurate l’anno prima proprio in Classense alla presenza del Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce.

Bonaccini: «Pensiamo al passaporto vaccinale per tornare presto alla normalità»

Il Presidente della Regione: «Darebbe una mano a ripartire a cinema, teatri e mondo della ristorazione»

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNA«C’è chi propone il cosiddetto “passaporto vaccinale”: è una questione che a breve dovremo discutere a livello di conferenza Stato-Regioni insieme agli esperti». Lo ha detto il Presidente dell”Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, intervenendo alla trasmissione Sportclub sull’emittente bolognese E’tv.

«Credo che ne dovremo discutere per dare una mano a ripartire ad attività che oggi sono chiuse, penso agli impianti sportivi, ma anche a cinema, teatri, musei e alla ristorazione».

Sulla campagna vaccinale, Bonaccini si è detto fiducioso. «A fine gennaio avremo terminato la prima fase e entro la seconda o terza settimana di febbraio arriverà il richiamo. Da marzo, se i vaccini arriveranno regolarmente – ha proseguito – noi in Emilia-Romagna saremo in grado di triplicare o quadruplicare quanti ne vacciniamo ogni giorno adesso, soprattutto se andrà in porto il coinvolgimento dei medici di base».

A giudizio del presidente emiliano-romagnolo, «questo vuole dire che se cominciamo ad aumentare le vaccinazioni per chi rischia di più, nel giro di non molto tempo riusciremo a ridurre i ricoverati, e come sappiamo le colorazioni delle Regioni sono legate all’andamento epidemiologico e al numero di posti letto occupati. Quindi – ha concluso Bonaccini- io credo che tra pochi mesi sarà possibile cominciare, timidamente, a tornare alla vita di prima».

La prefettura promette rigore e fermezza contro i ristoratori che vogliono aprire

Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica critica l’iniziativa in programma il 15 gennaio: «Scatenerebbe inesorabilmente un’impennata della diffusione del virus»

Ristorante 3 2La protesta dei gestori di bar e ristoranti che hanno annunciato l’intenzione di restare aperti  il 15 gennaio – per dire no alle limitazioni imposte dai decreti per ostacolare i raduni in luoghi pubblici che alimentano la circolazione del coronavirus – ha ricevuto una dura condanna dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Ravenna. L’organo, presieduto dal prefetto Enrico Caterino, ha definito «inconciliabile l’iniziativa con il principio di legalità» e ha sottolineato «l’impossibilità di poter tollerare tali forme di protesta». La promessa è di rispondere con «interventi improntati al massimo rigore e fermezza».

La nota diffusa dalla prefettura afferma che «questa forma di disobbedienza verso le norme che impongono specifici divieti ha incontrato il netto ed incondizionato dissenso di tutte le componenti presenti alla riunione, che nei vari interventi hanno sottolineato come la gravità delle intenzioni manifestate dagli operatori di categoria, qualora poste in essere, scatenerebbero inesorabilmente un’impennata della diffusione del virus con inevitabili ricadute sui livelli di tenuta del sistema sanitario locale».

Le parti riunite hanno quindi convenuto che è necessaria «l’adozione di misure stringenti in virtù del prevalente interesse pubblico alla prevenzione e repressione delle violazioni ed in particolare modo dei reati che potranno configurarsi sulla base della vigente disciplina in materia di inosservanza delle norme previste per il contenimento e la diffusione epidemiologica in atto».

Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha ritenuto di formulare un appello agli imprenditori: «La rabbia lo sconforto e la preoccupazione degli imprenditori e dei lavoratori della ristorazione e di tutti i pubblici esercizi è assolutamente comprensibile e come istituzioni siamo al loro fianco nel richiedere  provvedimenti equi  ristori adeguati. La tutela della salute va messa al primo posto, ma questo non significa non comprendere il danno dell’economia. Detto questo mi sembra di rivolgere a tutti gli operatori un appello sincero e accorato per il rispetto assoluto delle regole. Ravenna è una città civile dove la pluralità di opinioni e il dissenso rappresentano un valore in cui però il rispetto delle regole e la legalità sono un principio non derogabile».

Una domenica con il Teatro del Drago: laboratorio-gioco interattivo su Zoom

Il 17 gennaio la compagnia “Gioco Vita” di Piacenza propone un’esperienza ispirata a Moun, dedicata a bambini da 5 a 10 anni

Giochiamo Con MounContinuano gli appuntamenti online per la 32esima stagione de Le Arti della Marionetta, la rassegna di spettacoli per famiglie organizzata da Teatro del Drago di Ravenna. Domenica 17 gennaio 2021 il cartellone presenta  un ospite d’eccezione: la compagnia Teatro Gioco Vita di Piacenza con il gioco teatrale “Giochiamo con… Moun. Un mare che si muove”, ispirato allo spettacolo di teatro d’ombre Moun, una delle produzioni internazionali della compagnia emiliana, tra le più apprezzate da pubblico e critica.

L’evento, dedicato ai bambini tra i 5 e i 10 anni, si svolgerà sulla piattaforma Zoom (scaricabile gratuitamente) in tre turni: alle 11, 15 e 17. Il laboratorio-gioco avrà carattere interattivo e per questo è a posti limitati. È possibile acquistare i biglietti online al sito www.vivaticket.com, oppure tramite il sito www.teatrodeldrago.it. Il costo è a connessione (biglietto unico 10 euro a nucleo familiare).

Il gioco proposto nell’incontro sarà quello di entrare nella storia attraverso i suoi diversi linguaggi: ombre, animazione, danza, musica e voce. L’attrice condurrà i bambini in questo mondo con l’ausilio di video, musica e narrazione stimolando di volta in volta lo sviluppo del racconto con momenti di gioco e instaurando così con il piccolo pubblico in aula un dialogo interattivo, anche se a distanza. In questo modo i bambini avranno l’occasione di poter capire ancora meglio cosa accade durante lo spettacolo, diventando così anche spettatori più esperti e critici.

Il gioco teatrale online è concepito come esperienza autonoma rispetto allo spettacolo a cui si ispira. Quindi può essere fruito anche da chi ha già visto Moun in teatro o avrà l’occasione di vederlo in futuro.

Per qualsiasi informazione info-line 392 6664211 e ogni aggiornamento verrà postato sulla pagina Facebook delle Arti della Marionetta e del Museo La casa delle Marionette.

Contagi Covid: in provincia ora sono più di 15mila

Continua la diffusione del coronavirus sul territorio. Altri sei morti

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAIl totale dei contagi da coronavirus in provincia di Ravenna ha superato 15mila. Con le 127 nuove positività diagnosticate oggi, 14 gennaio, si arriva a 15.096 in poco meno di undici mesi (il primo caso è di fine febbraio 2020). Le guarigioni sono circa il 70 percento del totale. I decessi più di 600: quelli comunicati oggi dalla Regione sono sei.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 197.086 casi di positività, 1.515 in più rispetto a ieri, su un totale di 15.033 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 10%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale on line, sul nuovo portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Alle 16.30 sono state vaccinate 99.226 persone, 5.974 le somministrazioni oggi a quell’ora, tendendo presente che le Aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 686 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 414 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 672 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45,7 anni.

Sui 686 asintomatici, 440 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 64 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 20 con gli screening sierologici, 7 tramite i test pre-ricovero. Per 155 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 311 nuovi casi, Bologna (279), Reggio Emilia (233); poi Rimini (129), Ravenna (127), Piacenza (110), Ferrara (110); quindi Parma (81), il territorio di Cesena (64), Forlì (41) e infine Imola (30).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.033 tamponi, per un totale di 2.752.436. A questi si aggiungono anche 714 test sierologici e 7.878 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.475 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 132.548.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 55.948 (-2.030 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 53.105 (-1.966), il 94,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 70 nuovi decessi: 7 a Piacenza (tre donne di 82, 86 e 87 anni, e 4 uomini: di 54 e 80 anni e due di 84), 4 in provincia di Parma (tre donne – di 75, 85 e 94 anni- e un uomo di 90 anni), 2 in provincia di Reggio Emilia (due uomini di 85 e 88 anni); 9 nel modenese ( 5 donne – una di 50 anni, una di 91, due di 92 anni e una di 97 anni – e 4 uomini di 66, 75, 82, 91 anni); 17 in provincia di Bologna (10 donne – di 56, 75, 79, 81, 87, due di 88, poi di 90, 94 e 96 anni – e 7  uomini: di 57, 82, tre di 84 anni, infine 85 e 93 anni); 6 nel ferrarese (5 donne – di 52, 70, 81, 83 e 87 anni – e un solo uomo di 89 anni); 6 in provincia di Ravenna (una donna di 85 anni e 5 uomini, rispettivamente di 70, 75, 79, 87 e 90 anni); 7 a Forlì-Cesena (una donna di 91 anni e 6 uomini: di 80, 81, 82, 86 e due di 88 anni); 12 nel riminese (7 donne – due di 88 anni, due di 89, una di 90, una di 93 e una di 107- e 5 uomini: uno di 72, due di 87 anni, due di 91).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.590.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 233 (+4 rispetto a ieri), 2.610 quelli negli altri reparti Covid (-68).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 15 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 15 a Parma (+1), 17 a Reggio Emilia (invariato), 47 a Modena (-1), 43 a Bologna (+2), 16 a Imola (+1), 26 a Ferrara (-2), 17 a Ravenna (+2), 4 a Forlì (invariato),6 a Cesena (invariato) e 27 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 17.102 a Piacenza (+110 rispetto a ieri, di cui 68 sintomatici), 14.180 a Parma (+81, di cui 46 sintomatici), 26.563  a Reggio Emilia (+233, di cui 86 sintomatici), 35.037 Modena (+311, di cui 206 sintomatici), 39.184 a Bologna (+279, di cui 170 sintomatici), 6.257 casi a Imola (+30, di cui 15 sintomatici), 10.976 a Ferrara (+110, di cui 28 sintomatici), 15.096 a Ravenna (+127, di cui 78 sintomatici), 7.028 a Forlì (+41, di cui 24 sintomatici), 7.970 a Cesena (+64, di cui 43 sintomatici) e 17.693 a Rimini (+129, di cui 65 sintomatici).

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