lunedì
29 Giugno 2026

Vigilanza privata in sciopero la vigilia di Natale, i sindacati scrivono al prefetto

Da oltre quattro anni è in corso un negoziato tra associazioni datoriali e lavoratori: «Proposto il peggioramento delle norme contrattuali attualmente vigenti e la negazione di qualunque riconoscimento salariale»

0Proclamato uno sciopero nazionale degli addetti alla vigilanza privata per il 24 dicembre. Braccia incrociate dall’inizio di ogni turno della vigilia di Natale. A livello locale, in provincia di Ravenna, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno scritto al prefetto e a tutti i sindaci per illustrare le motivazioni dello sciopero e sensibilizzare rispetto alle tematiche del lavoro.

«Da oltre cinquantadue mesi è in atto un negoziato con le associazioni datoriali in merito al rinnovo del contratto collettivo nazionale per le maestranze della vigilanza privata. A livello nazionale abbiamo operato ogni tentativo per arrivare a un accordo volto a migliorare le condizioni contrattuali di migliaia di lavoratrici e lavoratori impiegati in un settore strategico per la tutela della sicurezza privata e pubblica. Nel pubblico impiego svolgono servizio per Comuni, Ausl, Tribunali, Inail, Inps ecc. Si è, purtroppo, dovuto prendere atto della netta ritrosia delle controparti, che hanno proposto il peggioramento delle norme contrattuali attualmente vigenti e la negazione di qualunque riconoscimento salariale. In un momento drammatico per il Paese, come quello che stiamo vivendo, sarebbe necessario uno sforzo comune per garantire un corretto rapporto tra la tutela della sicurezza e del lavoro, garantendo il giusto equilibrio sociale e la difesa del potere di acquisto dei redditi da lavoro dipendente».

I sindacati continuano: «Fin dall’avvio delle trattative, le controparti hanno osteggiato il rinnovo del contratto nazionale e oggi invocano l’alibi della situazione emergenziale, un tentativo inaccettabile che si aggiunge alle pretese già avanzate volte alla precarizzazione del rapporto di lavoro ed alla negazione della professionalità che questi lavoratori hanno acquisito nel tempo. Una strategia miope, perseguita ormai da anni, che ha portato il settore a un imbarbarimento dei livelli di concorrenza, all’aggiudicazione di appalti al massimo ribasso, all’applicazione di contratti non confederali e peggiorativi delle condizioni lavorative, a violazioni di norme per l’esercizio dell’attività, a trascurare la salute e la sicurezza degli addetti».

Niente regali tra dipendenti comunali ma raccolta fondi per la giostra bruciata

Per tre giorni i bambini potranno girare gratis. All’iniziativa dei lavoratori della Rocca hanno aderito anche assessori e sindaco

La Giostrina In PiazzaInvece del solito scambio di regali tra colleghi, la giunta Ranalli e i dipendenti comunali di Lugo hanno organizzato una raccolta fondi per aiutare Teo Natali, storico gestore della giostrina per bambini di fronte alla Rocca devastata da un incendio doloso in estate. E così il 28, 29 e 30 dicembre i bambini potranno girare gratuitamente sulla sua giostra e assaporare lo zucchero filato che Teo preparerà.

«È un modo per rendere più divertenti le festività natalizie ai bambini e aiutare chi è stato colpito non solo dall’epidemia, ma anche da un atto vile e delinquente – sottolinea il sindaco –. Ringrazio assessori e dipendenti per la generosità e la bellissima idea, quest’anno ci scambieremo tra di noi solo affetto e belle parole, lasciando regali materiali e tanta comprensione a chi è meno fortunato e simbolicamente rappresenta chi vive peggio di noi in questa difficile situazione».

Il Comune però non ha dimenticato che siamo nel bel mezzo di una pandemia con inviti da più parti a evitare assembramenti. «Si ricorda il rispetto delle norme anticovid in vigore – scrive l’amministrazione –, come il divieto di assembramento, il mantenimento della distanza interpersonale e l’obbligo di indossare correttamente la mascherina, esclusi i minori di sei anni e soggetti con disabilità o patologie che ne rendono incompatibile l’uso. Il gestore della giostrina verificherà il rispetto delle disposizioni». La giostrina in piazza dei Martiri, davanti alla Rocca di Lugo, è aperta dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30.

Crisi Covid, tornano i buoni spesa: da 200 a 500 euro sulla tessera sanitaria

In totale i Servizi sociali di Ravenna, Cervia e Russi potranno erogare un milione di euro. L’entità del bonus varia in base al numero di componenti del nucleo familiare. Domande dal 4 gennaio

DSC 5039Il nuovo fondo statale da 400 milioni di euro per la solidarietà alimentare assegna al Servizio sociale associato dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi oltre un milione di euro (832mila euro per Ravenna, 153mila per Cervia e 65mila per Russi).

La giunta comunale di Ravenna ha approvato i criteri e le modalità di assegnazione di buoni spesa, sulla base di tali risorse, ai nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da Covid – 19. Si tratta di buoni elettronici, che i tre Comuni acquisiranno ed erogheranno in forma associata, il cui importo verrà accreditato sulla tessera sanitaria dei beneficiari.

La richiesta dovrà essere inoltrata accedendo all’apposita piattaforma online, che è previsto sia attiva sul sito del Comune di Ravenna a partire dal 4 gennaio (fino a quel momento resterà in vigore l’attuale modalità di richiesta). In alternativa – e solo per chi è impossibilitato ad accedere per via telematica in autonomia – la domanda potrà essere inserita nella piattaforma tramite l’assistenza di un operatore.

Per i nuclei familiari già in carico al Servizio sociale non è necessaria la presentazione della domanda tramite la piattaforma, in quanto lo stato di bisogno che motiva l’erogazione del buono spesa potrà essere rilevato d’ufficio dal Servizio sociale.

«Facendo tesoro dell’esperienza maturata durante la prima erogazione dei buoni spesa –  dichiara l’assessora ai Servizi sociali Valentina Morigi – abbiamo reso più semplice la modalità di richiesta e la stessa erogazione, attraverso l’accredito sulla tessera sanitaria. Anche in questa occasione requisiti e modalità per l’erogazione del sostegno all’emergenza alimentare sono stati condivisi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che ringrazio. Oggi come a fine marzo invitiamo tutti coloro che rispondono ai criteri a presentare domanda, senza alcuna remora. Le conseguenze del Coronavirus hanno fatto conoscere ai nostri Servizi sociali numerosissime famiglie che mai prima si erano rivolte a loro. Capisco che possa esserci quasi un senso di pudore nell’esprimere una situazione di difficoltà, ma questa pandemia ha avuto conseguenze inimmaginabili per tutti. Le risorse per gli aiuti alimentari sono importanti e sono state messe a disposizione per far fronte a situazioni concrete di bisogno; è quindi più che giusto che chi ne ha diritto le chieda e le ottenga».

Tra i requisiti principali per l’ottenimento dei buoni:

·         riduzione della capacità reddituale del nucleo famigliare, con una conseguente comprovata incapacità all’approvvigionamento di beni alimentari, strettamente connessa con le misure di emergenza relative al rischio sanitario, a causa dell’appartenenza ad una categoria con o senza diritto ad ammortizzatori sociali o a causa del mancato avvio di nuova occupazione, o a causa della perdita di lavori precari (lavoratori stagionali, interinali, a chiamata, ecc.)

·         non essere già assegnatari di sostegno pubblico – reddito/pensione di cittadinanza – o di altri istituti previdenziali da cui si possa trarre sostentamento (come ad esempio il reddito di emergenza o altri bonus Covid-19 erogati da Inps) o essere assegnatari di detti sostegni entro il limite mensile di 300 euro per i nuclei familiari composti fino due persone e di 500 euro per i nuclei familiari composti da oltre due persone

·         non essere in possesso di risorse finanziarie, a qualsiasi titolo detenute (conti correnti e libretti bancari e/o postali, depositi di qualsiasi tipo, investimenti mobiliari ecc.) superiori a 3.000 euro per nuclei anagrafici composti fino a 2 persone, 5.000 per nuclei anagrafici composti da oltre due persone.

I buoni spesa verranno progressivamente erogati, sino ad esaurimento delle risorse disponibili, con accredito sulla tessera sanitaria a chi ne ha diritto e saranno utilizzabili fino al 31 dicembre 2021 negli esercizi pubblicati sul sito del Comune di Ravenna. L’entità del buono spesa  sarà commisurata al numero dei componenti del nucleo: 200 euro per i nuclei composti da una sola persona, 240 per quelli composti da tre persone, 320 per quelli composti da tre persone, 400 per quelli composti da quattro persone, 520 per quelli composti da cinque o più persone. L’intervento potrà trovare possibilità di proroga a seconda delle risorse disponibili inoltrando ulteriore richiesta.

Il Servizio sociale associato svolgerà i dovuti controlli, anche a campione, circa la veridicità delle dichiarazioni rese ai fini dell’erogazione del contributo. I soggetti beneficiari che hanno ricevuto i buoni spesa senza essere in possesso dei requisiti prescritti dovranno provvedere alla restituzione integrale della somma ricevuta, fatte salve le ulteriori conseguenze penali legate alle dichiarazioni mendaci.

La produzione di alcol per igienizzanti anti-Covid fa volare il fatturato di Caviro

La più grande coop vitivinicola d’Italia ha chiuso l’esercizio al 31 agosto con un aumento del fatturato del 10 percento arrivando a 362 milioni di euro

DCIM

Il 2020 della pandemia da Covid sarà ricordato da Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola d’Italia con sede a Faenza che produce tra l’altro il Tavernello, per un bilancio che viene definito «da record». A trascinare il fatturato verso un aumento del 10 percento (arrivando a 362 milioni di euro) è stato il boom di produzione di alcol per i prodotti igienizzanti.

Il bilancio sopra alle aspettative, come detto, è figlio della crescita del comparto di produzione e vendita di alcol, effetto direttamente collegato all’ondata pandemica che ha imposto igienizzazioni su piccola e grande scala, sommata agli ottimi risultati raggiunti dalle vendite di vino nella grande distribuzione organizzata (Gdo) e all’estero.

«Le società e le attività del nostro Gruppo hanno subìto in forma diversa gli effetti dell’emergenza – ha evidenziato il presidente Carlo Dalmonte –. Da un lato abbiamo dovuto prendere atto del rallentamento del mercato del vino nel canale Horeca, dall’altro abbiamo constatato l’incremento e le ottime performance di quelle indirizzate alla GDO, all’Export, alla produzione di igienizzanti e ai servizi per la filiera agroindustriale».

Stabilimento Extra FaenzaIl fatturato consolidato del Gruppo nell’esercizio chiuso al 31 agosto 2020 ha raggiunto una quota di 362 milioni di euro. L’Ebitda sfiora i 27 milioni di euro, con una incidenza del 7,4% sul fatturato, mentre l’utile di esercizio è di 4,4 milioni di euro. Il patrimonio netto registra 89,2 milioni di euro la posizione finanziaria netta passa da 53,6 milioni di euro a circa 51,2 milioni di euro, grazie alla riduzione del circolante operativo.

La composizione dei ricavi del Gruppo è così suddivisa: vino 69%; alcol mosti e acido tartarico 21%; energia e ambiente 10%. Gli investimenti ammontano a 24,5 milioni di euro.

Il lockdown ha fatto bene al Tavernello. Nei 12 mesi (dal 31 agosto 2019 al 31 agosto 2020) i consumi di vino sono cresciuti del 3,8% a volume, mentre il dato di fatturato alle casse ha registrato un +4,4%. Caviro ha confermato la propria posizione al vertice per quota di mercato a volume e a valore, registrando una crescita significativa specialmente nelle vendite dello storico marchio in brik Tavernello, cresciuto del 4,2% rispetto all’anno precedente, attestandosi su una quota di mercato pari al 35,1% del segmento brik.

Carlo Dalmonte Presidente Confcooperative Ravenna
Carlo Dalmonte, presidente Caviro

Quanto alle esportazioni, che incidono per un 28% sui ricavi totali del Gruppo, Caviro è riuscito ad invertire la tendenza negativa registrata dall’intero Paese e, più in generale, da tutti i grandi esportatori, segnando nel mondo vino B2C un significativo + 18% rispetto al pari periodo precedente.

La produxione di alcol, mosti e acido tartarico è affidata a Caviro Extra, società controllata del gruppo. «Abbiamo risposto alla fortissima domanda ma anche contribuito direttamente con donazioni alle farmacie del territorio, alla Protezione Civile e ad altri enti e associazioni locali».

Tra i passi più significativi del 2020 c’è il raggiungimento dello standard Equalitas, un’importante Certificazione di Sostenibilità assegnata da Valoritalia che attesta l’efficacia del modello di economia circolare realizzato dalla cooperativa in tutte le fasi della filiera produttiva.

Il direttore generale Simon Pietro Felice ha tracciato i principali progetti strategici del triennio 2020-2022: «Consolidare il posizionamento del Gruppo quale voce autorevole e di riferimento nell’ambito della sostenibilità. Lo scopo è far comprendere a tutti i clienti delle nostre aziende che Caviro non è solo un’azienda solida e affidabile ma anche, e soprattutto, una realtà etica e virtuosa, il cui modello d’impresa si dimostra vincente, capace di generare valore reale e condiviso: per le persone, per il territorio, per il pianeta».

In casa una serra per coltivare marijuana e 1,5 kg già pronti all’uso: arrestato

Intervento dei carabinieri nell’appartamento di un 42ene. Ora dovrà presentarsi alla polizia per l’obbligo di firma fino all’udienza

In casa aveva allestito una serra con sistemi di irradiamento e irrigazione per la produzione di marijuana. I carabinieri hanno arrestato un 42enne di Alfonsine nella mattina del 21 dicembre. Nell’appartamento c’erano tredici piante di cannabis e 1,5 kg di marijuana già pronta all’uso, nonché il kit per coltivare, frazionare e confezionare le dosi di stupefacente. Al processo per direttissima, tenutosi nella giornata seguente, il giudice ha convalidato l’arresto imponendo l’obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia fino alla prossima udienza.

Lpr: «Sui gorilla l’architetto Barboni non si è espresso sul piano politico»

Lista per Ravenna aveva inviato una riflessione di un suo iscritto a proposito delle statue di Rivalta in tribunale

gorilla rivalta tribunale ravennaRiceviamo e pubblichiamo una precisazione da Lista per Ravenna, formazione politica rappresentata in consiglio comunale da Alvaro Ancisi, dopo il dibattito nato da una riflessione dell’architetto Angelo Barboni sulle statue dei gorilla di Davide Rivalta nel cortile interno del tribunale di Ravenna. Il testo di Barboni ha ricevuto la replica di due addetti ai lavori del campo artistico.

Di seguito la precisazione di Lpr:

Non è vero che l’arch. Angelo Barboni, firmandosi come aderente di Lista per Ravenna, abbia parlato “a nome della formazione politica di Alvaro Ancisi”, semplicemente perché non si è espresso sul piano politico. Lo dimostra il fatto che lo scritto è stato inviato a RavennaeDintorni.it da Lista per Ravenna con questa premessa: “L’architetto designer Angelo Barboni esamina in controluce, da oggi e all’occasione, alcune evidenze artistiche della nostra città”, dunque manifestando un pensiero critico sul proprio piano professionale.

L’arch. Barboni non ha scritto un comunicato, anche se è stato trattato come tale. Non ha avanzato nessuna ‘posizione’ politica. Tanto meno ha mal giudicato i gorilla di bronzo in questione, avendoli anzi apprezzati sul piano artistico. Ancor meno ha chiesto di trasferirli visto che sono lì da 18 anni, non avrebbe neanche senso e comunque non l’ha detto. Ha solamente formulato un giudizio critico sulla loro collocazione, nonché sull’architettura seriale in un contesto urbano come quello di Ravenna in cui il Palazzo di Giustizia è situato.

Si può condividere o no, ma questa è l’essenza della libertà di pensiero in un regime non totalitario. Se lo scritto fosse stato pubblicato per intero o almeno non stravolto, a cominciare dai titoli, i lettori avrebbero potuto farsi liberamente la loro opinione, senza essere, loro sì, strumentalizzati a scopo politico. Offendere a man bassa, come hanno fatto i due personaggi di cui al secondo articolo, chi la pensa diversamente, è segno di intolleranza, oltreché di supponenza e scarsa educazione.

 

Gentile architetto Barboni e gentile consigliere Ancisi,

ci sia consentita a nostra volta una breve precisazione dato che vengono mosse critiche all’indirizzo del lavoro di redazione.

Prima di tutto una premessa. La “libertà di pensiero in un regime non totalitario” di cui parlate ci sta talmente a cuore che è la ragione stessa per cui abbiamo pubblicato il primo intervento firmato da Barboni. Con la speranza di generare qualche riflessione nei lettori.

Se l’architetto in calce aggiunge “Lista per Ravenna” accanto al suo nome e il testo viene inviato da Lpr, beh, ci pare legittimo dire che stia esprimento un’opinione anche a nome della stessa Lpr. Oppure qualcuno lo ha inviato all’insaputa di Lpr?

Non ci pare ci sia stravolgimento del senso espresso da Barboni. Lo abbiamo sintetizzato per ragioni di spazio. Se leggiamo “Trovo agghiacciante questa ubicazione, per il luogo in sé e per come queste figure incombono su chi, per propria necessità o su chiamata, si presenta all’ingresso”, ci pare implicita una critica alla loro collocazione e la convinzione che starebbero meglio altrove. Si cita poi il caso di un bambino in lacrime spaventato dalle statue. Noi abbiamo titolato così: «Le statue dei gorilla al tribunale fanno paura, meglio altrove». Sintesi giornalistica? Sì. Stravolgimento? Non ci pare.

Lavorava in un distributore a 3,70 euro l’ora e alloggiava nel retro senza servizi

Sanzione da 17mila euro per i titolari che impiegavano in nero un nigeriano senza permesso di soggiorno: turni fino a 60 ore settimanali senza riposi

Foto GdF ClandestinoLavorava in un distributore di carburante a Faenza fino a 60 ore settimanali senza riposi per una paga in nero di 3,70 euro orari e alloggiava in uno stanzino sul retro senza finestre e riscaldamento. Sono le condizioni lavorative e di vita di un nigeriano trovato dalla guardia di finanza nel corso di controlli tra le imprese del territorio. Per l’azienda, gestita da tra persone della stessa famiglia, è arrivata una sanzione da 17mila euro. I gestori, tre persone appartenenti alla stessa famiglia, sono stati denunciati per concorso nello sfruttamento del lavoratore e per avere impiegato personale extracomunitario privo di regolare permesso di soggiorno.

I finanzieri della Compagnia di Faenza hanno accertato che il datore di lavoro aveva approfittato dello stato di bisogno derivante dalla sua condizione di irregolarità con le norme di soggiorno e la conseguente necessità di lavorare in nero per sopravvivere.

Il lavoratore alloggiava in un piccolo rimessaggio sul retro del distributore di benzina privo di finestre, acqua, luce, riscaldamento e servizi igienici: per riscaldare i pasti aveva dovuto improvvisare una sorta di cucina nei pressi dell’ingresso installando un piccolo fornello.

«I gorilla del tribunale non si toccano: l’arte contemporanea scuote il perbenismo»

Alessandra Carini, curatrice e gallerista, e Nicola Montalbini, pittore e guida turistica, replicano alla proposta dell’architetto Angelo Barboni (Lpr) che vorrebbe spostare le statue di Rivalta, dal 2002 al Palazzo di Giustizia di Ravenna

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Il cortile del tribunale di Ravenna

«Il sonno della ragione genera mostri, ma il nebbione della palude è capace di cose ben peggiori». È la stoccata che Alessandra Carini, curatrice e gallerista, e Nicola Montalbini, pittore e guida turistica, riservano all’architetto Angelo Barboni che, parlando a nome della formazione politica Lista per Ravenna, ha consigliato si spostare le statue dei gorilla di Davide Rivalta dal tribunale di Ravenna perché offrono una percezione agghiacciante su chi entra al palazzo di giustizia. Le statue sono in quella posizione dal 2002.

Carini e Montalbini concordano con Barboni sulla collocazione fuori contesto dei gorilla ma la leggono in maniera diametralmente opposta: «È proprio per questo che l’opera funziona, raggiungendo gli intenti dell’artista: “ho voluto dare forma a sentimenti intensi, a volte brutali, che vivono in chi attraversa un tribunale”». Nella replica all’architetto, i due esperti di arte si rifanno alle parole utilizzate anche dal tribunale: «L’efficacia dell’opera si percepisce tra l’austerità immobile propria di un Palazzo di Giustizia e l’energia primordiale delle sculture».

La gallerista e la guida, insomma, apprezzano il risultato delle statue: «Il turbamento che scaturisce dall’arte contemporanea ancora una volta scuote la retorica e il perbenismo. Il Tribunale, palestra di avvocati retori moderni, diviene così l’arena di un’idea primitiva. Una ronda nera di sagome antiche e scimmiesche che solo superficialmente incarnano una minaccia e in verità sono l’effigie delle bestie più mansuete, comunitarie e compassionevoli del Pianeta. Più antiche di noi e così sinistramente simili come a dire “ricordatevi che da là veniamo”».

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Alessandra Carini e Nicola Montalbini

Per finire una provocazione: «Il politicamente corretto torna ad esalare il suo alito fetido: dovremmo così andare indietro nel tempo e ornare di nuovo i Palazzi di Giustizia con colossali signore algide reggi-bilancia dal sapore antico, decrepite e monolitiche come il vecchiume che si portano dietro? Troppo spesso capita che l’arte pubblica venga strumentalizzata a fini politici e si faccia demagogia a basso costo. E, neanche a farlo apposta, proprio questo tema è onnipresente nel nostro programma radiofonico “The art is on the table”, in onda su Rse Radio Web tutte le domeniche alle 21».

La polemica è approdata anche sulle pagine della rivista di settore Artribune.

Milleproroghe, stop estrazioni? Una bozza spaventa l’offshore: «Sarebbe la fine»

Nanni (Roca) fa riferimento a un articolo proposto dal ministro Patuanelli. Il testo in discussione in Consiglio dei ministri il 23 dicembre

Il decreto Milleproroghe potrebbe vietare su tutto il territorio nazionale il conferimento di nuovi permessi di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi. In pratica lo stop all’attività estrattiva in Italia. L’articolo è stato proposto dal ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Al momento, secondo quanto riportano le agenzie, è contenuto in una bozza del Dl che arriverà in discussione in Consiglio dei ministri domani, 23 dicembre. Il mondo offshore di Ravenna, culla nazionale dell’attività, è in fibrillazione.

«Questo Governo non si rende conto del danno che causerebbe un tale divieto – dice Franco Nanni, presidente dell’associazione Roca che riunisci operatori e addetti del settore –. Oltre che mettere a rischio migliaia di posti di lavoro, causerebbe la chiusura di un settore così importante per Ravenna».

Secondo lo stesso Roca non si capisce il motivo di tale decisione «poiché  in Italia avremo bisogno di idrocarburi ancora tanti anni. Non produrre il nostro gas significa solamente importarlo dall’estero con maggiori oneri e soprattutto chiudendo una industria che vanta decenni di esperienza. Tutti noi vogliamo passare ad una energia green ma se non partono i permessi di nuove installazioni di eolico o solare continueremo a avere una energia fatta da fossili».

A Lugo un drone riprende le luminarie natalizie dal cielo per mostrarle su Facebook

Ci sarà una particolare illuminazione anche dell’ospedale per un omaggio a medici e infermieri dell’emergenza sanitaria

Luminarie In Centro A LugoLe installazioni luminose in centro a Lugo, accese dall’imbrunire fino alle 22, saranno riprese dal cielo con un drone e le immagini verrano diffuse sulla pagina Facebook del Comune. Un tentativo di non spegnere il centro città per il periodo natalizio ma al tempo stesso non voler sembrare un invito a uscire di casa.

Nella serata di mercoledì 23 dicembre la chiesa del Suffragio, la chiesa del Carmine e l’oratorio di Sant’Onofrio si illumineranno di rosso. Ma l’amministrazione comunale ha pensato anche a una sorpresa per rendere omaggio agli operatori sanitari. Per ringraziare chi in questi mesi ha lavorato per contrastare l’emergenza Covid-19 ci sarà infatti un’altra particolare illuminazione nei pressi dell’ospedale Umberto I.

Mercoledì 30 dicembre, sempre dalle 17 e fino alle 22, piazza Baracca sarà la protagonista con giochi di luci che verranno anch’essi ripresi e trasmessi sulla pagina Facebook del Comune, restando poi a disposizione di tutti.

Fino al 6 gennaio rimarranno inoltre accese le luminarie in centro e l’albero di Natale nel Pavaglione, oltre alla speciale illuminazione di rosso del giardino pensile della Rocca.

A Lugo il Comune aveva invitato i cittadini a votare le canzoni da trasmettere in filo diffusione durante le festività.

Covid: annunciate 750 guarigioni, il totale arriva al 57 percento degli infettati

Ma in provincia continua la striscia di decessi: altri 12 morti, diventano 117 nelle ultime due settimane e più di 400 da inizio pandemia

Coronavirus Test LaboratoriLe autorità sanitarie locali comunicano oggi, 22 dicembre, 750 guarigioni definitive da Covid-19 in provincia di Ravenna. Non si tratta ovviamente di persone guarite tutte nelle ultime ore ma di un insieme di casi risalenti all’ultimo periodo. Nell’ultima settimana erano state comunicate in totale lo stesso numero di guarigioni. Con questo dato la percentuale di chi ha lasciato il Covid alle spalle arriva al 57 percento degli 11.415 infettati da inizio epidemia. Considerato poco più di 400 morti, attualmente nei diciotto comuni i casi attivi sono circa 4.500, cioè persone ammalate ma non tutte sintomatiche e solo una parte ricoverata in ospedale (18 sono in terapia intensiva, picco massimo raggiunto da due mesi).

A proposito di decessi, la striscia di morti continua ad aggiornarsi giorno dopo giorno: oggi la Regione ne comunica 12. Non tutti delle ultime 24 ore ma è pur vero che nelle ultime due settimane sono stati 117.

Infine i nuovi contagi diagnosticati oggi: 131 casi di cui 39 con sintomi, cioè il 30 percento. Questo dato percentuale sui sintomatici è piuttosto stabile nell’ultimo periodo. Un’altra percentuale da monitorare è invece quello dei tamponi positivi sul totale effettuati: in dicembre il valore quotidiano è oscillato tra il 14 e il 5 percento. Per avere un dato meno variabile si può guardare all’intervallo settimanale: tra il 14 e il 20 dicembre è stata l’8 percento.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 158.345 casi di positività, 1.162 in più rispetto a ieri, su un totale di 19.892 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri scende al 5,8%.Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 655 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 205 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 470 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 244 nuovi casi, Rimini (147), poi Modena (139), Ravenna (131), Reggio Emilia (125), Piacenza (117), Ferrara (83), Imola(54), Cesena (49), Forlì (46), Parma (27).

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 19.892 tamponi, per un totale di 2.451.777 A questi si aggiungono anche 702 test sierologici e 4.841 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 3.400 in più rispetto a ieri. Il totale dei guariti sale dunque a quota 91.411.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi scendono a 59.746 (-2.306 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 56.645 (-2.290), quasi il 95% del totale dei casi attivi.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 7.168.

Crescono i pazienti ricoverati in terapia intensiva, che sono 210 (+7 rispetto a ieri), 2.891 quelli negli altri reparti Covid (-23). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 16 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 14 a Parma (invariato), 19 a Reggio Emilia (invariato), 40 a Modena (+1), 55 a Bologna (+4), 7 a Imola (+1), 17 a Ferrara (invariato), 18 a Ravenna (+1), 3 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (+1) e 19 a Rimini (-1).

C’è il coprifuoco e il vescovo anticipa la messa di Natale: alle 19 e non mezzanotte

La cerimonia nel duomo di Ravenna sarà trasmessa anche in tv da Teleromagna. Salta anche la Marcia per la Pace nel giorno di San Silvestro

Il vescovo Ghizzoni

La tradizionale messa della notte di Natale al duomo di Ravenna non si terrà come al solito a mezzanotte per via del coprifuoco che impone il divieto di circolazione dopo le 22: la liturgia sarà anticipate alle 19 del 24 dicembre. Per consentire a più persone di seguirla senza dover per forza uscire di casa verrà trasmessa anche in tv da Teleromagna sul canale 14.

Il giorno di Natale invece, oltre alla messa celebrata alle 10 in carcere, Ghizzoni celebrerà alle 18 nella concattedrale di Cervia. Il 25 dicembre, in cattedrale le messe seguono l’orario festivo e saranno celebrate alle 9, alle 11 e alle 18.30, la prefestiva invece è alle 17.

Sempre a causa del Covid non ci sarà la tradizionale Marcia della Pace l’ultimo giorno dell’anno ma giovedì 31 dicembre alle 17 in duomo a Ravenna l’arcivescovo presiederà la Veglia per la Pace e a seguire alle 18.30, la Santa Messa di Ringraziamento con la recita del Te Deum. Venerdì primo gennaio, invece, alle 18.15 celebrerà la Messa nella festa della Madre di Dio a S. Maria in Porto.

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