domenica
28 Giugno 2026

Gestione dei rifiuti, Ravenna la peggiore in regione: “sacco nero” di Legambiente

In provincia 314 kg di rifiuti da smaltire per abitante, contro una media regionale di 194. Male anche la differenziata

Abbandono RifiutiLegambiente ha conferito il simbolico “Sacco nero” alla provincia di Ravenna per il «profondo» ritardo di tutti i comuni rispetto agli obiettivi fissati per quanto riguarda la gestione dei rifiuti dalla legge regionale sull’economia circolare, ossia meno di 150 kg/abitante mandati a smaltimento ed il 73 percento di raccolta differenziata.

Secondo i dati di Legambiente – resi noti durante l’Ecoforum di Bologna e la premiazione dei cosiddetti Comuni “ricicloni” – la provincia di Ravenna è la peggiore in regione con 314 kg di rifiuti per abitante mandati a smaltimento e il 59,3 % di raccolta differenziata. La media regionale è rispettivamente di 194 kg e 70,9 percento. Le province migliori sono quelle di Parma, Ferrara e Reggio Emilia, mentre agli ultimi posti, prima di Ravenna, le altre due romagnole Rimini e Forlì-Cesena.

Ravenna è all’ultimo posto anche della classifica che tiene conto dei soli comuni capoluoghi, con 316,2 chili (contro i 110 della “capolista” Ferrara) e il 57,7 percento di raccolta differenziata (Ferrara è oltre l’80 percento).

Pronto, Comune? A Ravenna un numero di telefono per persone fragili e volontari

Operatori indirizzeranno i più bisognosi verso servizi e associazioni

Varese Cgil Covid AiutoDa domani, mercoledì 25 novembre, sarà attivo il progetto “ProntoComune – emergenza Covid”, che mette a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 il numero telefonico 0544.482584 (mail prontocomune@comune.ra.it).

Il progetto è rivolto a persone fragili e in quarantena, prive di rete parentale e sociale, ma anche a persone disponibili a svolgere attività di volontariato nel progetto stesso.

Al telefono risponderanno operatori volontari che – si legge nella nota inviata alla stampa dal Comune –: raccoglieranno direttamente la lista della spesa per poi organizzare con le associazioni l’acquisto e la consegna; offriranno informazioni e indirizzeranno verso i servizi svolti dalle associazioni; orienteranno i cittadini e cercheranno risposte rispetto ai bisogni di servizi sociali o sanitari; raccoglieranno le disponibilità di persone a svolgere attività di volontariato tramite il progetto Laboriosamente.

Oltre che per la necessità di farsi consegnare la spesa, si può quindi telefonare anche per altri bisogni legati al Covid e alle conseguenti restrizioni, sui quali l’Amministrazione comunale cercherà di attivarsi, considerato che potrebbero, nell’evoluzione della situazione, manifestarsi anche altre esigenze.

Verranno raccolti per ogni telefonata, per censire bisogni e persone: nome e cognome, indirizzo, composizione del nucleo familiare, numero di telefono e, se c’è, indirizzo di posta elettronica.

Gli enti del terzo settore ad oggi coinvolti sono: Auser, Cittattiva, Croce Rossa, Mistral, Pubblica Assistenza, Centro Servizi per il Volontariato, ma naturalmente la possibilità di adesione da parte di altri soggetti è sempre aperta.

«Dall’inizio della pandemia – dichiara il sindaco Michele de Pascale – non è passato giorno senza che l’Amministrazione comunale, l’Ausl, tutti gli organi istituzionali preposti e la straordinaria rete delle associazioni di volontariato del nostro territorio non si siano attivati a supporto delle persone più fragili e prive di rete parentale e sociale, specialmente gli anziani, per cercare di dare una risposta positiva e concreta ai bisogni più disparati. Alla luce della recente ripresa dei contagi abbiamo ritenuto indispensabile rimettere in rete tutte queste importantissime risorse. Perché siamo consapevoli che l’emergenza è tutt’altro che finita e che anche quando sarà terminata ci restituirà un quadro nuovo, fatto di nuove esigenze e di nuove fragilità, che esigeranno attenzioni e risposte adeguate. Ma siamo altrettanto consapevoli che la nostra comunità ha alle spalle un tessuto solido, fatto di istituzioni attente e di cittadini generosi, e che quindi sarà in grado di affrontare questa nuova sfida».

«Il progetto – aggiunge Valentina Morigi, assessora ai Servizi sociali – intende, come già si fece durante la prima emergenza, offrire ai cittadini un numero di telefono di riferimento presso il Comune di Ravenna al quale rivolgersi per trovare risposte e soluzioni alle difficoltà dettate dalla situazione. Le persone fragili, così come i nuclei familiari in quarantena, prive di rete parentale e sociale, incontrano difficoltà a svolgere le più semplici funzioni della vita quotidiana quali, ad esempio, fare la spesa di generi alimentari; approvvigionarsi di beni e farmaci; uscire per visite mediche. Diversi enti del terzo settore operanti sul territorio del nostro comune offrono già risposte a questi bisogni verso le quali i cittadini possono essere orientati. Mettere in rete queste associazioni con l’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Ravenna allargherà le possibilità di trovare risposta per i cittadini. La rete delle associazioni potrà a sua volta qualificare le risposte in base alle proprie disponibilità di volontari».

Il contrasto alla violenza di genere si sposta online con seminari e interviste

Dal 25 novembre le associazioni Linea Rosa, Demetra, Sei Donna Cervia organizzano iniziative in diretta Facebook. Altri eventi a Faenza

Violenza Genere DonneLa permanenza maggiore tra le mura di casa, determinata dalle limitazioni alla circolazione per la pandemia, in situazioni difficili ha accentuato gli attriti e le sofferenze familiari. In particolare sono i casi di violenza sulle donne che hanno avuto un aumento.

In questo scenario diventa ancora più importante l’attività di sensibilizzazione: il 25 novembre cade la giornata contro la violenza di genere e, pur con tutte le limitazioni che impediscono eventi in presenza, non mancheranno iniziative di vario tipo sul tema, tutto su piattaforme online.
A Ravenna nell’occasione torna “Una società per relazioni”, il cartellone di eventi promosso dall’assessorato alle Politiche e cultura di genere in collaborazione con Villaggio globale e insieme a numerosissimi soggetti.
Ecco gli eventi in digitale: fino al 30 novembre itinerario audio-visivo sulla storia del femminismo nella sala d’attesa dello Sportello unico polifunzionale di via Berlinguer 68. Il 23 novembre alle 17 webinar (seminario in rete) “Covid al femminile. Le donne nella pandemia tra famiglia e lavoro”. Il giorno dopo, sempre alle 17, webinar “Scuole contro la violenza: educare alle differenze per contrastare la violenza di genere”. Dal 25 novembre #laretepuò, presentazione video con interviste a professionisti della rete antiviolenza sui canali digitali di Linea Rosa; il 26 novembre alle 17.30 webinar “Lo sport strumento di emancipazione e valorizzazione della donna”. Per prenotarsi agli eventi online ed essere informati su eventuali modifiche, consultare la pagina facebook Una Società per Relazioni.

Il 26 novembre su Facebook la presentazione del libro “Come vele sopra il mare”: un percorso fotografico che racconta come le donne vivono l’esperienza della malattia, nella loro interezza biologica e psicologica. Evento organizzato da Sei Donna Cervia. Interviene l’autore Sandro Capatti.

Nella giornata del 25 novembre, alle 15,30, l’associazione Demetra donne in aiuto di Lugo con la presidente Giuseppina Dessy, sarà al Parco del Loto (Via Brignani – Lugo) insieme a sindaci e rappresentati dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. L’iniziativa si terrà davanti alla scultura in rame che riproduce gigli selvatici, posta nel 2009, in ricordo delle vittime di femminicidio del territorio. Quest’anno, si aggiungerà il quinto fiore, dedicato ad Elisa Bravi, uccisa dal marito nel dicembre del 2019.
Sempre Demetra di Lugo propone incontri online sul tema sulla sua pagina FB con l’intervento di giornalisti ed esperti: 27 novembre (ore 15,30-17) “Se le donne chiedono giustizia: la vittimizzazione secondaria ”; 30 novembre (ore 15-16,30) “Dacci oggi il nostro sessismo quotidiano: stereotipi ed hate speech nella giunga del web”; 2 dicembre  (ore 15-17,30) “Uomini e donne: relazioni inquiete”.

Mercoledi 25 novembre in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, dalle ore 21 sarà  in diretta FB sulla pagina del MEI – Meeting degli Indipendenti di Faenza con un incontro, a cura di Ivana Stjepanovic, condotto dalla cantautrice bolognese Roberta Giallo, alla quale si affiancheranno come ospiti le cantautrici Beatrice Campisi, Alfina Scorza e Giulia Mei.

Sempre in tema, Il Centro Antiviolenza SOS Donna-Servizio Fe.n.ice di Faenza celebra la Giornata del 25 novembre con una campagna comunicativa rivolta alle donne, alle ragazze e alle bambine, per ricordare a tutte che è possibile vivere una vita libera dalla violenza e dagli stereotipi di genere. Fino al 30 novembre, sono affissi nelle bacheche dei comuni dell’Unione della Romagna Faentina i quattro manifesti della campagna “Libertà è..”, opera dell’illustratrice Elisa Caroli (La Lois), romagnola di nascita, che attualmente vive e lavora a Parigi.

Qui sotto i 4 poster della serie “Libertà è…” disegnati da Elisa Caroli per Sos Donna di Faenza.

Ecco come donare un libro utile alle biblioteche delle scuole

Fino al 29 novembre è attivo il progetto nazionale “Io leggo perché”. Le librerie che hanno aderito in provincia di Ravenna

Biblioteche ScuoleHa preso il via l’iniziativa nazionale “Io leggo perché”, sostenuta da ministeri, sindacati e associazioni dei librai.
Fino al 29 novembre, nelle oltre 2.500 librerie che hanno aderito al progetto in tutta Italia, sarà possibile donare un libro a una scuola, scegliendo un titolo ritenuto immancabile in una biblioteca scolastica tra quelli suggeriti dagli istituti (attraverso la piattaforma ogni scuola ha infatti comunicato alla libreria gemellata i propri desiderata, fornendo così un utile suggerimento a chi vuole donare) o semplicemente in base alle proprie preferenze.
Nell’anno difficile del Covid sul sito ioleggoperche.it sarà possibile, eccezionalmente, donare anche a distanza: circa la metà delle librerie ha infatti segnalato modalità alternative di donazione rispetto all’ingresso fisico nei punti vendita.
In provincia di Ravenna hanno aderito La Coccinella di Alfonsine, Bottega Matteotti a Bagnacavallo, Bubusettete a Cervia, Moby Dick e Mellops a Faenza, Dante di Longo, Liberamente e Momo a Ravenna, Cartolibreria Tecnocopy a Riolo Terme e Librimi a Russi.

Al parco i bambini giocano a calcio? Il Comune di Russi decide di togliere le porte

È successo a San Pancrazio: la società sportiva ha sospeso gli allenamenti per evitare rischi

Partita Calcio Parco
Foto di repertorio

Sabato scorso la partita al parco di San Pancrazio, interrotta dai carabinieri. 18 bambini, secondo quanto riportato dal Carlino Ravenna il giorno dopo, a sfidarsi a calcio nonostante al parco non si possa, se non mantenendo il distanziamento minimo tra una persona e l’altra (evidentemente impossibile durante una partita di calcio). Ieri la decisione da parte della giunta del Comune di Russi: nessuna ordinanza di chiusura dei parchi, al momento, ma la rimozione delle porte da calcio.

Nel frattempo – si legge sempre sul Carlino – il San Pancrazio Calcio ha deciso di fermare gli allenamenti del settore giovanile per 14 giorni. Al momento infatti l’attività sportiva di base nei centri sportivi può continuare (rispettando i protocolli e la distanza interpersonale, con la conseguenza che non è possibile fare le partite), ma la società – una volta scoperto che sabato al parco c’erano anche diversi bambini tesserati – per evitare rischi ha preferito fermare tutto. Non volendo rischiare che un contagio partito al parco potesse propagarsi al campo.

Il presidente del San Pancrazio rivela al Carlino di aver ricevuto messaggi di genitori infuriati per la decisione.

Covid, il ministero sospende l’attività degli allevamenti di visoni fino a marzo

Il Movimento 5 Stelle: «Primo passo, ma obiettivo è chiusura definitiva»

Gli animalisti all'allevamento dei visoni di San MarcoIl Ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza che dispone la sospensione delle attività degli allevamenti di visoni su tutto il territorio italiano (e quindi anche quello di San Marco, alle porte di Ravenna) fino alla fine del mese di febbraio 2021 quando verrà effettuata una nuova valutazione sullo stato epidemiologico. Lo rende noto il ministero.

La misura aggiunge l’infezione da SARS CoV-2 nei visoni d’allevamento all’elenco delle malattie infettive e diffusive degli animali soggette a provvedimenti sanitari secondo il “Regolamento di polizia veterinaria (D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320)”. Il ministero sottolinea inoltre che «pur essendo il numero degli allevamenti in Italia molto ridotto rispetto ad altri paesi europei si è valutato di seguire il principio della massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità».

Secondo l’ordinanza, «in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica. In caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento».

«La chiusura temporanea degli allevamenti di visoni decisa dal Ministero della Salute è un primo passo ma l’obiettivo deve essere quello di una chiusura definitiva di queste strutture così come stanno facendo anche Francia e Olanda». È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che aveva posto il tema nei giorni scorsi con una interrogazione a cui la giunta aveva risposto dicendosi disponibile a prevedere una loro chiusura.

«La sospensione per tre mesi è sicuramente una prima buona notizia ma di certo non risolve i problemi legati all’esistenza di queste strutture, sia quelli in relazione al possibile contagio da Covid-19 che per quel che riguarda le condizioni in cui i visoni vengono allevati e detenuti – aggiunge Marco Maiolini, attivista 5 Stelle e consigliere comunale del gruppo misto a Ravenna – Tenere chiusi gli allevamenti in un periodo nel quale di solito la produzione era sostanzialmente ferma non ci mette al riparo da possibili rischi sanitari legati alla diffusione del Coronavirus».

«Ecco perché, come abbiamo ribadito anche alla Regione – specifica Silvia Piccinini – serve avviare al più presto una precisa e massiccia attività di screening su questi animali per capire se e quanto il virus si è diffuso, visto che al momento non è stato fatto nessun monitoraggio approfondito ma solamente un insufficiente controllo basato soltanto sui sintomi clinici degli animali. Se si vuole per davvero ridurre al minimo il rischio che un eventuale salto di specie del Covid-19 possa pregiudicare il vaccino in arrivo, serve utilizzare tutti gli strumenti diagnostici e di prevenzione in nostro possesso. Serve poi un impegno preciso sulla chiusura definitiva di questi allevamenti così come fatto altri Paesi: l’Olanda, infatti, hanno già annunciato che l’allevamento di visoni sarà proibito a partire da marzo 2021, mentre la Francia ha fissato questa data al 2025 dopo un periodo transitorio di 5 anni».

Loriana, una piadina da 13 milioni di euro: Deco vende il marchio a Valsoia

Accordo preliminare tra la cooperativa di Bagnacavallo e l’azienda di Bologna: trasferimento effettivo dal 31 dicembre 2020. Il ramo d’azienda fattura 9 milioni all’anno

Piada
Uno scatto negli stabilimenti della Deco in cui si produce la piadina

La cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo ha concluso un accordo preliminare con la Valsoia per la cessione del marchio Loriana, il ramo d’azienda per la produzione industriale di piadine. Il controvalore definito è di 12,98 milioni di euro oltre al capitale circolante netto a servizio del ramo. L’operazione avrà efficacia dal 31 dicembre 2020, fino a quel momento l’attività di distribuzione dei prodotti proseguirà in capo al venditore ed alla sua rete commerciale.

Loriana, lanciata sul mercato agli inizi degli anni ’70, vanta una presenza consolidata nel mercato italiano con un fatturato previsionale di fine 2020 in crescita e superiore ai 9 milioni di euro.

L’accordo tra Deco e l’azienda di Bologna prevede che la produzione della piadina Loriana proseguirà negli attuali stabilimenti della Deco a Forlì, mantenendo inalterata l’esistente filiera di approvvigionamento, interamente tracciata.

L’operazione, che non prevede la cessione di crediti o debiti finanziari, è integralmente finanziata con risorse già disponibili di Valsoia: per tale motivo non si prevede alcuna forma di assistenza finanziaria.

Francesco Canè, amministratore delegato di Deco Industrie, ha dichiarato: «La cessione del marchio Loriana prevede la continuità della produzione e di occupazione grazie ad un accordo pluriennale siglato tra le aziende. Una vera e propria partnership che ci permetterà di focalizzarci e investire sul nostro core business, aprendo al contempo nuove opportunità di sviluppo e di crescita».

Deco Industrie è nata nel 1951 nel settore della detergenza per poi ampliarsi dal 1995 al settore alimentare, nei 5 stabilimenti dislocati in Emilia-Romagna – Bagnacavallo e San Michele in provincia di Ravenna, Forlì, Bondeno nel Ferrarese e Imola – progetta, realizza e confeziona detergenti per la cura della casa e della persona e prodotti da forno, dolci e salati.

Covid: a Ravenna 205 contagi, 4 morti e 3 persone in più in terapia intensiva

 

Ancora sopra i 200 i nuovi contagi in provincia di Ravenna. Sono quelli accertati nel bollettino Covid di oggi, 23 novembre. Nel dettaglio, si tratta di 205 casi: 111 asintomatici e 94 con sintomi; 195 in isolamento domiciliare e 10 ricoverati.

La Regione ha comunicato anche 4 decessi per il territorio provinciale: si tratta di 2 pazienti di sesso maschile di 82 e 83 anni e 2 pazienti di sesso femminile di 58 e 92 anni.

Il bollettino regionale (aggiornato alle 12 del 23 novembre)

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 108.073 casi di positività, 2.347 in più rispetto a ieri, su un totale di 11.558 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi del 20,3%, stabile rispetto a ieri.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 1.160 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 327 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone e 557 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,1 anni.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 69.380 (2.109 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 66.394 (+2.038 rispetto a ieri), il 95,7% del totale dei casi attivi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 248 (-1 rispetto a ieri), 2.738 quelli in altri reparti Covid (+72).  Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (-1   rispetto a ieri), 13 a Parma (-1 rispetto a ieri), 30 a Reggio Emilia (+1 rispetto a ieri), 64 a Modena (numero ricoveri invariato rispetto a ieri), 58 a Bologna (-2), 4 a Imola (invariato), 19 a Ferrara (-1), 15 a Ravenna (+3), 6 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (invariato).

Purtroppo, si registrano 34 nuovi decessi: 13 in provincia di Modena (6 uomini di 66, 71,73,77,82 e 88 anni; 7 donne rispettivamente di 65 anni, due di 82 e le rimanenti di 83, 84, 93 e 102 anni), 6 a Reggio Emilia (5 uomini di 81, 82, 85, 87 e 91 anni; una donna di 79 anni), 6 a Piacenza (due uomini di 76 anni, 1 di 77 e 1 di 84;  due donne rispettivamente di 79 e 89 anni), 4 a Ravenna (di cui due uomini di 82 e 83 anni; due donne di 58 e 92 anni), 2 a Bologna (un uomo di 91 anni e una donna, a Imola, di 95), 2 a Forlì-Cesena (un uomo di 85 e una donna di 89 anni, entrambi a Cesena), 1 a Ferrara (un uomo di 88 anni). Non si sono verificati decessi nelle province di Parma e Rimini.  Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, in Emilia-Romagna i decessi sono complessivamente 5.384.

Le persone complessivamente guarite salgono a 33.309 (+204 rispetto a ieri).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 11.347 a Piacenza (+155 rispetto a ieri, di cui 42 sintomatici), 9.231 a Parma (+204, di cui 129 sintomatici), 15.717 a Reggio Emilia (+300, di cui 236 sintomatici), 19.632 a Modena (+480, di cui 231 sintomatici), 21.393 a Bologna (+350, di cui 155 sintomatici), 2.797 casi a Imola (+121, di cui 58 sintomatici), 5.196 a Ferrara (+105 , di cui 23 sintomatici), 6.752  a Ravenna (+205, di cui 94 sintomatici), 4.000 a Forlì (+75, di cui 50 sintomatici), 3.355 a Cesena (+80 , di cui 58 sintomatici) e 8.653 a Rimini (+272, di cui 111 sintomatici).

«Mio padre in pronto soccorso 50 ore senza cure: se non sei Covid non sei nessuno»

La vicenda vissuta da un 75enne con cenni di instabilità di memoria. La figlia ha fatto una segnalazione all’Ausl e ha informato la politica e la stampa: «Dopo aver consultato medico di base e geriatra, abbiamo prenotato privatamente una visita neurologica e un ecodoppler»

10 05 2012 Operativitˆ Nuovo Pronto Soccorso Ravenna«Se non sei Covid, non sei nessuno. Se non sei un paziente Covid non vieni curato adeguatamente, ma semplicemente sedato». È l’amaro sfogo di una 43enne dopo l’odissea del padre 75enne che ha trascorso 50 ore in pronto soccorso a Ravenna ma per avere una diagnosi effettiva ha dovuto prenotare una visita privata. La vicenda è diventata di dominio pubblico dopo che la donna ha informato il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr) di aver fatto una segnalazione all’Urp dell’Ausl e lo ha autorizzato a divulgare la cosa a mezzo stampa acconsentendo anche a rendere pubblico il nome (che noi preferiamo comunque omettere vista la delicatezza del caso).

I fatti sono iniziati nel pomeriggio dell’11 novembre: di fronte a cenni di peggioramento delle condizioni di salute dell’uomo, i familiari hanno chiamato il 118 e alle 17.30 circa l’anziano è salito con le proprie gambe sull’ambulanza. Peraltro fino al giorno prima era andato in auto all’edicola a comprare il giornale. In ospedale il 75enne è stato sedato per trascorrere la notte in attesa dell’esito del tampone che arriva alle 12 del 12 novembre. «Alle 18 finalmente ci contattano per andare a riprenderlo. Ritrovo mio padre che non riesce ad alzarsi dalla barella e quando comunque in piedi non riesce a reggersi. Sono l’effetto dei calmanti, ci viene ribadito più volte. Basita, ripeto che lui era entrato con le sue gambe. Ci rifiutiamo di portarlo a casa in quelle condizioni, con la sola diagnosi di una psichiatra che dichiara: disturbo neurocognitivo da curare con medicinale per schizofrenia. Ci viene risposto che avrebbero chiesto un consulto neurochirurgico, ma che, ad ogni modo, l’indomani avremmo dovuto portarlo a casa in tale stato». Alle 9 del 13 novembre viene stabilito il ricovero per visita neurologica ed ecodoppler, al fine di escludere ischemie. «Alle 19.30, non  essendo stati contattati per tutto il pomeriggio, andiamo al pronto soccorso e troviamo mio padre in piedi a girare per il pronto soccorso dando evidenti segni di squilibrio. La dottoressa di turno ci comunica che non c’è più nessun ricovero in lista e che pertanto mio padre è da dimettere. In alternativa avrebbero chiamato gli assistenti sociali. Diagnosi: “disturbo neurocognitivo in peggioramento” e “seguire la cura psichiatrica a domicilio”». A quel punto la donna consulta il medico di base e il geriatra e prenota gli accertamenti fatti il 19 e il 21 novembre.

«Mio padre è stato 50 ore al pronto soccorso in situazione di collasso. Il secondo giorno ha contratto le placche in gola. Noi siamo dovuti andare a prenderlo personalmente all’interno, entrando nell’area comune a tutti i pazienti, dove peraltro una dottoressa non indossava la mascherina. Questa segnalazione la ritengo opportuna per far conoscere all’Ausl cosa accade esattamente al pronto soccorso, non capendo peraltro perché non compare scritto da alcuna parte che il medico in servizio la mattina di venerdì aveva richiesto il ricovero in neurologia e una visita neurologica».

Il sindaco di Faenza è il nuovo presidente dell’Unione della Romagna faentina

Isola è stato eletto con un voto contrario. Assegnate le deleghe ai sei componenti della giunta dell’ente pubblico di secondo livello che conta 90mila abitanti

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Da sinistra Massimo Isola e Giovanni Malpezzi

Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, è il nuovo presidente dell’Unione della Romagna faentina (sei comuni, 90mila abitanti circa). Il primo cittadino manfredo è stato eletto stamani, 23 novembre, nella riunione via streaming della giunta dell’Unione. Oltre a Isola, erano collegati la vicesindaca di Brisighella Marta Farolfi e i sindaci Giorgio Sagrini di Casola Valsenio, Luca Della Godenza di Castel Bolognese, Alfonso Nicolardi di Riolo Terme, Stefano Briccolani di Solarolo. Un solo voto contrario all’elezione di Isola.

Il presidente dell’Unione, da Statuto, rimane in carica fino a quando non c’è un cambio al vertice dell’amministrazione dei singoli Comuni che compongono l’ente. Successivamente ad ogni consultazione elettorale amministrativa nei singoli Comuni è infatti necessaria la nuova elezione di presidente e vice presidente.

«Sono felice per la nomina – dice Isola – tra l’altro coincisa con una seduta di Giunta nella quale abbiamo approvato misure urgenti a sostegno delle famiglie penalizzate dall’emergenza Covid per un totale di quasi 230mila euro con un progetto che coinvolge tutti i sei comuni, che dimostra le grandi potenzialità dell’Unione nel coordinare interventi efficaci e tempestivi per tutto il territorio. L’Unione non è perfetta, ne siamo consapevoli, perciò deve essere oggetto di un lavoro costante, come fossimo degli artigiani, per modellarla e renderla più efficiente, in particolare nei servizi ai cittadini».

Della Godenza è il vicepresidente e in questi mesi di transizione ha ricoperto il ruolo di presidente facente funzione in quanto più giovane tra i sindaci: «L’Unione può e deve pensare ad una nuova fase di slancio. In questi ultimi due mesi abbiamo comunque sempre lavorato in piena operatività a garanzia del fatto che il bene delle istituzioni e dei cittadini debba sempre prevalere rispetto alla dialettica fra forze politiche anche di diverso schieramento».

Nella riunione di giunta del 19 novembre erano state accordate le deleghe.

A Della Godenza sono state assegnate le deleghe a Comunicazione, Urbanistica e territorio, Personale e organizzazione, Pianificazione strategica, Polizia locale, Sicurezza, Lavori pubblici, Viabilità, Verde urbano e Mobilità pubblica.

A Isola vanno le deleghe delle Attività istituzionali e legali, Turismo e cultura, Politiche giovanili, Protezione civile, Sanità, Servizi educativi-istruzione e Sport.

A Briccolani sono state affidate le deleghe nelle materie di Bilancio e tributi, Organismi partecipati, Patrimonio, Programmazione e Servizi ambientali.

A Nicolardi, vanno le deleghe dei Servizi sociali, Parchi, Politiche abitative, Politiche di genere, Politiche per l’integrazione, Demografia-statistica e Sistemi informatici.

A Sagrini sono andate le materie relative a Demanio, Partecipazione e associazionismo, Politiche forestali e Politiche per la montagna.

A Farolfi le deleghe già di Massimiliano Pederzoli: Attività produttive, Politiche agricole e risorse idriche, Politiche europee e gemellaggi.

Dal Comune di Cervia 250mila euro per uffici e servizi igienici del parco naturale

Nuovo fabbricato nel 2021. Sostituirà quello danneggiato dalla tromba marina

Rendering Uffici Parco Naturale CerviaÈ previsto per il 2021 il nuovo fabbricato per gli uffici a servizio del Parco Naturale a Cervia, che andrà a sostituire quello esistente gravemente danneggiato dalla tromba marina abbattutasi a Milano Marittima il 10 luglio 2019.

Il nuovo fabbricato, finanziato dall’Amministrazione per un importo complessivo di 250.000 euro, è progettato per ospitare gli uffici del personale addetto alla gestione del parco e i servizi igienici a servizio del pubblico ed è frutto di uno studio generale del contesto ambientale in cui il parco e il vicino Canale Mesola sono gli elementi determinanti, nella geometria e nell’orientamento della pianta e nei materiali naturali utilizzati per la sua costruzione.

L’edificio, pensato ad alta sostenibilità ambientale e ad energia quasi zero (nZeb) grazie all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e a un involucro a bassa trasmittanza termica, «richiama il tema arcaico della “capanna”, del rifugio sicuro dove riposarsi – si legge nella nota stampa inviata dal Comune –, ripreso dalla forma rettangolare della pianta, dalle falde a padiglione, dalla struttura in elevazione totalmente in legno, realizzata a telaio tipo Platform frame e “appoggiata” al terreno tramite fondazione in acciaio sopraelevata e palificazioni avvitate, a sottolineare l’integrazione profonda con la natura circostante e il rispetto per essa».

«Il rivestimento esterno, realizzato interamente in doghe di legno – termina la nota stampa del Comune di Cervia –, evoca i rami degli alberi, interrotti in un piccolo margine della parete da una porzione di specchio cielo-terra che riflette l’ambiente naturale circostante e lo “assorbe”, e che moltiplica e dilata lo spazio naturale esterno all’infinito».

Il saluto di “Jack” Sintini al fratello: «Sei sempre stato il mio esempio»

La commovente lettera dell’ex pallavolista: «Che ricordi, quelle meravigliose mattine di Natale, quando eravamo piccoli…»

Tommaso Sintini
Tommaso Sintini

Nel weekend è stato dato l’ultimo saluto a Tommaso Sintini, veterinario ed ex pallavolista molto noto a Ravenna, morto a 44 anni.

Pubblichiamo qui il commovente messaggio pubblicato sui social dal fratello, Giacomo “Jack” Sintini, ex pallavolista di alto livello che, dopo aver sconfitto il cancro, ha dato anche vita a un’associazione che porta il suo nome con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca su leucemie e linfomi e per l’assistenza in campo onco-ematologico.

«Ciao Tom.
In questi giorni tristi mi sono venute in mente molte cose e ho rivissuto tanti, tanti momenti. Qualcuno che pensavo addirittura di aver dimenticato.
Le nostre serate passate a giocare con le macchinine sotto le coperte, quando tutti credevano dormissimo, i salti dal letto a castello a Lido Adriano, la nascita dei nostri bambini, le vacanze a Leuca, i nostri matrimoni, le memorabili partite di calcio con Mattia nel nostro amato giardino, con la porta tra due alberi. Le tante vittorie sui campi di pallavolo, il viaggio a New York solo noi tre, la mia malattia vissuta a testa alta, come tutte le altre difficili prove che abbiamo affrontato insieme. Ho ricordato quando hai convinto il babbo a portare a casa Yoghi e quando mangiavi in un secondo un enorme piatto di tagliatelle della mamma. Ho rivisto i loro visi pieni di orgoglio nel giorno in cui ti sei laureato e ripensato ad interi pranzi, nella nostra cucina, passati a parlare solo ed esclusivamente con battute prese dai film di Fantozzi.
Ma il più bel ricordo, il più ricorrente in queste ore buie sai qual’è stato? La mattina di Natale. Quelle meravigliose mattine di Natale, quando eravamo piccoli, in cui scendevamo le scale tutti eccitati e speranzosi di trovare i regali sotto l’albero. Io e Mattia non trovavamo il coraggio per guardare per primi, troppa paura di poter rimanere delusi: “Sarà passato Babbo Natale? Saremo stati abbastanza buoni?”.
Tu andavi avanti ogni volta, ti facevi forza per tutti e tre, accendevi la luce del salotto e poi gridavi con tutto il fiato che avevi in copro: “Ci sono, ci sono!!”
Era un’esplosione di gioia, cominciavamo a saltare tutti in cerchio, ad abbracciare il babbo e la mamma e poi ci buttavamo sui nostri pacchetti. Era splendido vedere la faccia di ognuno di noi che trovava ciò che aveva tanto desiderato. Era felicità allo stato puro. Per me era il paradiso».

«Tom, tu sei sempre stato il mio esempio. Sei sempre stato parte della mia vita. Sei sempre stato il mio fratellone. Dal primo istante in cui mi sono affacciato a questa vita tu sei stato con me. Per imparare ad andare in bici ho guardato te. A tavola, per capire come stare composto, ho studiato te. Quando ti ho visto correre ti sono venuto dietro e quando ti ho visto nuotare mi sono fidato. Anche la pallavolo non l’avremmo mai scoperta se non fosse stato per te.
Ho sempre voluto imitarti, ho sempre cercato di seguirti, ho sempre voluto fare tutto come lo facevi tu. So di averti rotto le scatole qualche volta, ma non mi hai mai escluso, mi hai sempre aiutato a crescere e io ti ho amato per questo.
Mi piace pensare che anche questa volta tu abbia voluto fare il fratello maggiore, sei andato avanti a vedere cosa c’è, sei andato avanti a vedere che sia tutto ok, perché io e Mattia non si possa rimanere delusi. Forse un giorno ci ritroveremo tutti, magari in cielo, e salteremo di gioia ancora una volta, abbracciandoci forte, come la mattina di Natale.
Ti voglio bene Tom, mancherai a tutti».

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