Operazione della guardia di finanza. Un’impresa ha acquistato vari Dpi dalla Cina sfruttando le agevolazioni fiscali per chi fornisce enti pubblici ma il materiale andava altrove. Ora dovrà pagare 2,7 milioni tra Iva e dazi
Oltre 2,5 milioni di dispositivi di protezione individuale (Dpi) contro il Covid – mascherine, tute, occhiali e visiere – per un valore complessivo di sei milioni di euro sono stati sequestrati a un’azienda di Faenza accusata di contrabbando. Secondo la guardia di finanza il materiale fa parte di una partita da 12 milioni di euro importata dalla Cina sfruttando le speciali agevolazioni fiscali per chi rivende a enti pubblici o aziende sanitarie convenzionate mentre il materiale è finito in altri circuiti con illeciti introiti per l’impresa. L’azienda sotto accusa dovrà pagare 2,7 milioni tra Iva e dazi.
L’inchiesta denominata “Duty free” è partita da una analisi delle operazioni doganali di importazione di merci destinate al contrasto della diffusione del coronavirus effettuate da imprese con sede nella provincia di Ravenna. Un’ordinanza del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, per agevolare la distribuzione sul territorio nazionale di beni utili alla lotta alla pandemia, prevede la possibilità di importare la merce con il beneficio della totale esenzione di dazi all’importazione e di Iva escludendo da ogni agevolazione tributaria le importazioni di beni destinati alla rivendita.
I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Ravenna hanno fatto un’ispezione nei tre magazzini dell’azienda. A dimostrazione dell’intento speculativo e commerciale delle operazioni, di cui sono convinti gli investigatori, è emerso che la merce veniva venduta a un’altra società commerciale collegata alla venditrice e riconducibile al medesimo assetto proprietario con un ricarico stimato pari a circa il 18 percento del prezzo di acquisto. Quest’ultima impresa, poi, rivendeva a sua volta la merce a enti pubblici o a altre imprese private applicando un ulteriore ricarico del 20 percento. Ad esempio 8.400 calzari, destinati a una azienda ospedaliera emiliana, in realtà sarebbero stati ceduti ad una impresa privata polacca.
Il dettaglio del materiale sequestrato nei magazzini è 1.677.306 mascherine Ffp2, 680.230 mascherine chirurgiche a tre strati, 154.327 tute, 14.947 occhiali e 706 visiere protettive, per un valore commerciale complessivo di circa 6,2 milioni.
Se ne parla da anni di chiudere e smantellare la piattaforma estrattiva Angela Angelina al largo di Lido di Dante ma secondo il segretario dell’Ugl Chimici di Ravenna, Luca Michieletti, non è cosa da fare.
Immigrazione e diritti umani saranno i temi al centro di un ciclo di tre seminari online organizzato dal corso di laurea in Cooperazione internazionale del campus universitario di Ravenna con un esperto a livello europeo. Nando Sigona, 
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