domenica
28 Giugno 2026

Contrabbando di protezioni per Covid: sequestrata merce per 6 milioni di valore

Operazione della guardia di finanza. Un’impresa ha acquistato vari Dpi dalla Cina sfruttando le agevolazioni fiscali per chi fornisce enti pubblici ma il materiale andava altrove. Ora dovrà pagare 2,7 milioni tra Iva e dazi

MascherinaOltre 2,5 milioni di dispositivi di protezione individuale (Dpi) contro il Covid – mascherine, tute, occhiali e visiere – per un valore complessivo di sei milioni di euro sono stati sequestrati a un’azienda di Faenza accusata di contrabbando. Secondo la guardia di finanza il materiale fa parte di una partita da 12 milioni di euro importata dalla Cina sfruttando le speciali agevolazioni fiscali per chi rivende a enti pubblici o aziende sanitarie convenzionate mentre il materiale è finito in altri circuiti con illeciti introiti per l’impresa. L’azienda sotto accusa dovrà pagare 2,7 milioni tra Iva e dazi.

L’inchiesta denominata “Duty free” è partita da una analisi delle operazioni doganali di importazione di merci destinate al contrasto della diffusione del coronavirus effettuate da imprese con sede nella provincia di Ravenna. Un’ordinanza del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, per agevolare la distribuzione sul territorio nazionale di beni utili alla lotta alla pandemia, prevede la possibilità di importare la merce con il beneficio della totale esenzione di dazi all’importazione e di Iva escludendo da ogni agevolazione tributaria le importazioni di beni destinati alla rivendita.

I militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Ravenna hanno fatto un’ispezione nei tre magazzini dell’azienda. A dimostrazione dell’intento speculativo e commerciale delle operazioni, di cui sono convinti gli investigatori, è emerso che la merce veniva venduta a un’altra società commerciale collegata alla venditrice e riconducibile al medesimo assetto proprietario con un ricarico stimato pari a circa il 18 percento del prezzo di acquisto. Quest’ultima impresa, poi, rivendeva a sua volta la merce a enti pubblici o a altre imprese private applicando un ulteriore ricarico del 20 percento. Ad esempio 8.400 calzari, destinati a una azienda ospedaliera emiliana, in realtà sarebbero stati ceduti ad una impresa privata polacca.

Il dettaglio del materiale sequestrato nei magazzini è 1.677.306 mascherine Ffp2, 680.230 mascherine chirurgiche a tre strati, 154.327 tute, 14.947 occhiali e 706 visiere protettive, per un valore commerciale complessivo di circa 6,2 milioni.

Ugl: «Non è questo il momento di chiudere la piattaforma Angela Angelina»

Il segretario provinciale del sindacato si dice contrario al progetto di smantellamento di cui si parla da anni: «Il settore è troppo in crisi per questa mossa»

49196Se ne parla da anni di chiudere e smantellare la piattaforma estrattiva Angela Angelina al largo di Lido di Dante ma secondo il segretario dell’Ugl Chimici di Ravenna, Luca Michieletti, non è cosa da fare.

«È conosciuta la profonda crisi in cui si trova il settore dell’estrazione degli idrocarburi ravennate – dice il sindacalista –, ed è noto quale importante apporto ha dato e continua a dare il settore per il sistema economico e sociale della comunità ravennate. Credo sia fondamentale la collaborazione di tutti per sostenere il lavoro e l’occupazione. Mi sorge pertanto il forte dubbio se la chiusura anticipata della piattaforma Angela Angelina, per le negative ricadute prevedibili, sia ancora una scelta primaria nell’attuale contesto».

Secondo Ugl il tema va riaffrontato contestualmente e viene chiesta l’apertura di una nuova discussione con il coinvolgimento di tutte le autorità locali, per dare un’adeguata risposta: «Confido sull’importante contributo del sindaco di Ravenna che ha manifestato sensibilità alle difficoltà del locale comparto dell’energia».

L’Università organizza tre seminari con Nando Sigona, super esperto da Birmingham

Iniziativa promossa dal corso di laurea in Cooperazione internazionale: due appuntamenti solo per studenti, uno aperto alla cittadinanza

nando sigonaImmigrazione e diritti umani saranno i temi al centro di un ciclo di tre seminari online organizzato dal corso di laurea in Cooperazione internazionale del campus universitario di Ravenna con un esperto a livello europeo. Nando Sigona, professore ordinario all’Università di Birmingham e direttore dell’Institute for Research into Superdiversity, sarà ospite in qualità di visiting professor della laurea magistrale I-Contact (in International Cooperation on Human Rights and Intercultural Heritage) del dipartimento di Beni Culturali.

Tre gli appuntamenti in programma con lo studioso, ricercatore associato al Refugee Studies Centre dell’Università di Oxford e all’Overseas Development Institute: lunedì 23 novembre alle 11 e venerdì 27 novembre alle 14 saranno riservati agli studenti e alla comunità accademica; mercoledì 25 novembre alle 18 aperto alla cittadinanza e in lingua italiana.

Questi i temi dei tre seminari. Il 23 “Disentangling migration governance and journeys”. Il 27 “The condition and (mis)treatment of children on the move”. Il 25 presentazione e discussione del volume “Undocument migration” (Policy, 2019) di cui Sigona è coautore.

Le conferenze si svolgeranno su piattaforma Microsoft Teams. Gli interessati a partecipare possono fare richiesta del link di accesso a annalisa.furia@unibo.it.

«Già individuati i luoghi di stoccaggio e somministrazione del vaccino anti-Covid»

La Regione Emilia-Romagna si è attivata per contribuire alla predisposizione del piano nazionale

VaccinoDefiniti in Emilia-Romagna, d’intesa tra assessorato alle Politiche per la salute e Aziende sanitarie e ospedaliere, i centri di stoccaggio regionale del vaccino e anche le strutture sanitarie che somministreranno le prime dosi, destinate nella fase iniziale agli operatori sanitari e ai presidi residenziali per anziani.

Come richiesto dal ministero della Salute, la Regione si è immediatamente attivata per contribuire alla predisposizione del piano nazionale, individuando i luoghi idonei alla conservazione – in particolare congelatori che permettono temperature fino a -85 gradi – e allo stoccaggio dei vaccini anti-Covid (di Pfizer-Biontech).

Luoghi che, per ragioni di sicurezza come peraltro richiesto a livello nazionale, non vengono resi noti.

Ad effettuare la ricognizione dei centri di stoccaggio e delle strutture sanitarie scelte per la somministrazione delle prime dosi, sono stati oggi, con i vertici dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute, i direttori generali di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, in un incontro in videoconferenza da viale Aldo Moro.

Per quanto riguarda i criteri di scelta, le strutture sanitarie sono state individuate, da Piacenza a Rimini, in base ai bacini di utenza, al personale sanitario impiegato, oltre a quello operante sul territorio e in grado di raggiungere il presidio entro 30-60 minuti.

Covid: i casi provinciali superano quota seimila. Rt regionale in calo: ora è 1,14

Nel Ravennate accertati altri 158 positivi tra il 19 e il 20 novembre. I morti sono più di 160 con i due comunicati oggi

Test Sierologici OptIl totale dei casi di contagio da coronavirus Sars-Cov-2 in provincia di Ravenna ha superato quota seimila. Per la precisione sono 6.072 dopo i 158 diagnosticati nelle ventiquattro ore precedenti al mezzogiorno di oggi, 20 novembre. Quasi i due terzi sono stati accertati nell’ultimo mese. Dei nuovi casi odierni 97 hanno sintomi, ma solo 7 sono stati ricoverati.

La giornata di oggi costringe ad aggiornare anche il computo dei decessi: la Regione ne ha comunicati due, un uomo di 95 anni e una donna di 83. In totale si arriva a oltre 160 dall’inizio della pandemia.

Si registrano inoltre 16 guarigioni complete. In totale poco più di 1.700 cioè un terzo delle diagnosi fatte.

Rispetto alla distribuzione sul territorio la suddivisione risulta essere la seguente: 237 residenti fuori provincia, 2.292 a Ravenna, 1.118 a Faenza, 571  a Lugo, 383 a Cervia, 209 a Bagnacavallo, 186 a Alfonsine, 175 a Russi, 161 a Castelbolognese.

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 100.344 casi di positività, 2.533 in più rispetto a ieri, su un totale di 22.307 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è oggi dell’11,3%, stabile rispetto a ieri (1,4%).

Secondo la rilevazione settimanale della Cabina di Regia nazionale, l’indice di trasmissione del contagio (Rt) in Emilia-Romagna scende a 1,14. È il quarto calo consecutivo, dopo quelli delle tre settimane precedenti (rispettivamente: 1,63, 1,57, 1,4). L’obiettivo delle autorità è portarlo sotto a uno: solo così la pandemia rallenta perché significa che mediamente ogni contagiato ne contagia meno di uno.

Su 1.036 asintomatici, 391 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 161 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 con gli screening sierologici, 16 tramite i test pre-ricovero. Per 458 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 22.307 tamponi, per un totale di 1.957.785. A questi si aggiungono anche 3.776 test sierologici.

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 62.934 (1.928 in più di ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 60.156 (+1.883 rispetto a ieri), il 95,5% del totale dei casi attivi.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 244 (stabili rispetto a ieri), 2.534 quelli in altri reparti Covid (+45).  Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 14 a Parma (invariato rispetto a ieri), 29 a Reggio Emilia (+1), 61 a Modena (+1),  63 a Bologna (invariato), 5 a Imola (invariato), 17 a Ferrara (-3),12 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (invariato) e 23 a Rimini (-1).

Le persone complessivamente guarite salgono a 32.145 (+558 rispetto a ieri).

L’annuncio del sindaco: «Un auditorium alla Classense: sarà la casa della Cherubini»

Pronta nel 2021 alla chiesa di San Romualdo, nel complesso della biblioteca Classense

Chiesa San Romualdo Ravenna
La chiesa di San Romualdo, nel complesso della biblioteca Classense

Il sindaco Michele de Pascale annuncia l’intenzione del Comune di Ravenna di realizzare un auditorium alla chiesa di San Romualdo, nel complesso della biblioteca Classense.

Un auditorium che possa ospitare in maniera stabile l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, fondata dal maestro Riccardo Muti nel 2004 e che vede lo stesso Comune e la fondazione Ravenna Manifestazioni fra i suoi soci.

«Insieme al Maestro – scrive De Pascale –, verso cui siamo tutti immensamente riconoscenti, nei giorni scorsi abbiamo fatto un sopralluogo alla chiesa (già casa in passato del museo del Risorgimento, che ora si trasferirà nei nuovi spazi di Palazzo Guiccioli, ndr), che abbiamo riconosciuto, anche su conferma dei tecnici, spazio appropriato per realizzarvi un auditorium che possa appunto ospitare la Cherubini in maniera stabile. La relazione fra la musica, il patrimonio della biblioteca e le sale studio e di pubblica lettura arricchirà ulteriormente l’offerta culturale della città».

«Ovviamente – continua il sindaco – lo spazio potrà essere utilizzato anche dalle altre orchestre e istituzioni musicali e culturali della città, in primis dall’Istituto Verdi.
Parte ora un lavoro tecnico, in collaborazione con le Fondazioni Ravenna Manifestazioni e Luigi Cherubini, per gli adeguamenti acustici e strutturali, che partiranno dopo la conclusione della mostra “Dante gli occhi e la mente”, per essere pronti per l’ottobre del 2021».

Tra i primi a esprimere il loro compiacimento, il presidente e la direttrice dell’Istituto superiore di studi musicali “Giuseppe Verdi”.

«La nostra città – dichiara Adriano Maestri – meritava questa ulteriore attenzione verso la musica e la cultura, specie in un momento come questo in cui possiamo usufruirne solo grazie alle trasmissioni televisive e a internet. Ne godrà in primis l’orchestra Cherubini, che troverà a Ravenna una propria casa, ma anche il nostro valoroso conservatorio e le associazioni dedite alla musica che potranno utilizzarla per loro manifestazioni. È un gran bel progetto per il quale ringrazio il sindaco, ma non meno il maestro Riccardo Muti che ha avviato i lavori per arricchire di questa ulteriore opportunità la nostra città, dimostrando sempre un’attenzione molto forte per Ravenna».

«Lo spazio per l’orchestra è lo spazio per eccellenza per la musica – afferma la direttrice Anna Maria Storace -, e una sala in comune rappresenta sempre un valore aggiunto. L’Orchestra Cherubini e il conservatorio della città nello stesso spazio è una luce che si accende per tutti noi. Poter avere una orchestra stabile di così grande valore e dare uno spazio ai giovani studenti dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica rappresenta il connubio perfetto. Studi e professione in un solo luogo senza soluzione di continuità. Tutta la città aspettava da tempo questo evento, proprio in un periodo come questo in cui la progettualità e il futuro sembrano essere messi a dura prova dalla emergenza sanitaria, e il concretizzarsi del sogno di un luogo dove i giovani della Cherubini e i giovani del Verdi possano studiare, fa battere il cuore di gioia e fa sorridere ad una speranza di futuro. Un posto per studiare, ma anche un posto per poter accendere un legame con il territorio perché il conservatorio deve poter far fare esperienza diretta ai suoi studenti del rapporto con il pubblico, deve poter produrre musica, teatro, ricerca. Questo spazio è l’ossigeno che mancava alla circolazione sanguigna della musica. Un sogno a lungo desiderato che si avvera. Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile».

Conclusi i lavori nelle vie Trova e Viazza, danneggiate con la Ravegnana chiusa

Le strade nel forese erano state usate in maniera intensiva anche dal traffico pesante per i dieci mesi di intervento alla chiusa San Bartolo

Sono costati 1,3 milioni di euro i lavori di manutenzione che si sono appena conclusi nelle vie Trova e Viazza nel comune di Ravenna, utilizzate per circa dieci mesi in maniera intensiva come viabilità alternativa nel periodo di chiusura della Ravegnana, la statale 67 Tosco-Romagnola, per la ricostruzione dell’argine dopo il crollo della diga di San Bartolo.

I lavori si erano resi necessari per il verificarsi del peggioramento dello stato della pavimentazione a causa del consistente aumento del traffico, anche di natura pesante, che in quelle strade era stato deviato per consentire i lavori di messa in sicurezza della porzione di Ravegnana a seguito del crollo parziale della chiusa.

Via Trova ha una lunghezza totale di 3,7 km e collega le strade provinciali via Gambellara e via Cella. Via Viazza è stata rifatta nel tratto di strada di 3,4 km che collega la via Cella fino a via Chiesa.

Marina, area ex Xenos: il vento abbatte la recinzione installata da tre mesi

Ha ceduto il lato di viale Spalato: sul terreno doveva essere costruito un grattacielo di 50 metri con un albergo di lusso

Una parte della recinzione dell’area ex Xenos a Marina di Ravenna è stata abbattuta dal vento che oggi, 20 novembre, sta picchiando sulla località costiera. A cedere è stato il lato di viale Spalato.

La protezione attorno al lotto di terreno nel centro del paese, dove sorgeva una discoteca e dove sarebbe dovuto sorgere un grattacielo di 50 metri con un albergo, era stata installata tre mesi fa per sostituire quella ormai fatiscente che da tempo circondava l’area. A battersi per eliminare il degrado in quel punto così centrale erano stati, sul fronte politico, le liste civiche la Pigna e Per Ravenna di Alvaro Ancisi. Ma soprattutto era stata una petizione, lanciata dall’architetto Angelo Barboni residente nella località, ad attirare l’attenzione sul caso finendo sulla stampa locale.

Come noto, si tratta di circa duemila mq di superficie che da anni sono lasciati in stato di abbandono proprio all’incrocio di viale delle Nazioni. L’area è di proprietà di una società privata riconducibile al gruppo Nettuno (qui avevamo ricostruito il reticolo di interessi coinvolti): doveva ospitare, come detto, una torre di 14 piani: la crisi del mattone e in parte anche la riduzione di appeal turistico per la località hanno fatto cambiare i piani agli imprenditori.

Il lotto ha una lunga storia alle spalle: al tempo della seconda guerra mondiale era un avamposto nazista e poi stava per diventare un bordello. Gli ultimi 80 anni di quell’area sono in questo articolo.

Insulti ai vigili sui social: la polizia locale denuncia. Sei i commenti incriminati

Gli ultimi due casi riguardavano i controlli anti assembramenti della notte di San Lorenzo

FacebookSono stati denunciati da parte della polizia locale gli autori di commenti sui social media considerati diffamatori nei confronti degli stessi vigili.

In particolare sono sei gli episodi, dal 2017 a oggi, per i quali la Polizia locale si è vista costretta a procedere, «nella consapevolezza – si legge in una nota della Polizia locale – che è doveroso difendere il corpo e gli agenti che ne fanno parte, rendere noto che gli autori vanno incontro a sanzioni penali, ma anche per contribuire a far crescere una coscienza collettiva del rispetto».

I commenti sono stati pubblicati sul social network Facebook, accanto a notizie riportate da testate giornalistiche locali o gruppi pubblici riguardanti operazioni di controllo del territorio, segnalati al comando da privati cittadini o dagli agenti che ne presidiano il contenuto.

In un caso, per il quale la Polizia locale ha provveduto a costituirsi parte civile nel processo, la persona che ora risulta indagata si era resa responsabile di numerosi post a seguito delle operazioni di sequestro di merce per contrastare l’abusivismo commerciale.

Le ultime due denunce sono state sporte invece nei confronti di due persone che avevano commentato con pesanti epiteti le notizie riguardanti i controlli da parte degli agenti per prevenire la formazione di assembramenti e le misure di prevenzione anti contagio da Covid-19 durante la notte di San Lorenzo.

Allevatore di visoni senza tuta e mascherina, con un bastone colpisce un’animalista

Il video dell’organizzazione Essere Animali è andato in onda anche su Le Iene

La trasmissione Le Iene ha diffuso un servizio che svela un retroscena di quanto è accaduto a San Marco di Ravenna, durante un’azione di protesta realizzata nei giorni scorsi dall’organizzazione Essere Animali di fronte all’allevamento di visoni.

L’obiettivo della manifestazione degli animalisti era chiedere alle istituzioni la chiusura urgente degli ultimi 9 allevamenti di animali da pelliccia ancora attivi in Italia, “per le gravi sofferenze a cui sono sottoposti gli animali e per il rischio di diffusione di coronavirus, dopo i casi di visoni infetti rilevati in diversi Paesi nel mondo”.

Durante l’azione, un’attivista di Essere Animali è stata colpita con un bastone e insultata da un operatore dell’allevamento che non indossava nessun dispositivo di protezione individuale, come mascherina, guanti e camice.

«A parte lo spavento per i nostri attivisti, le violazioni dell’operatore alle norme di biosicurezza anti Covid-19 sono gravissime – dichiara Brenda Ferretti, outreach manager di Essere Animali –. Diversi studi stabiliscono che sono gli allevatori malati a contagiare i visoni e in Olanda e Danimarca sono stati già documentati oltre centinaia di casi di successivi salti di specie inverso, dal visone all’essere umano. Inoltre, secondo una nuova analisi scientifica, sette Paesi segnalano infezioni da coronavirus in esseri umani con mutazioni legate al visone, in Olanda, Danimarca, Svizzera, Sud Africa, Russia, Stati Uniti e Isole Faroe. Mutazioni che potrebbero anche ostacolare la ricerca di un vaccino, rendendo l’allevamento di animali da pelliccia un problema sanitario di natura mondiale».

«Il rispetto delle norme di sicurezza negli allevamenti di visoni è quindi fondamentale per preservare la salute di tutta la nostra comunità, anche in un allevamento come quello a San Marco di Ravenna, nonostante le condizioni dei 1.000 visoni rinchiusi siano state monitorate dai carabinieri del Nas e dai servizi veterinari dell’Azienda Usl Romagna, i quali non hanno riscontrato sintomi clinici riferibili a infezioni».

L’organizzazione rinnova l’appello urgente al Governo per chiedere con una legge che vieti la produzione di pellicce e imponga la chiusura di tutti gli allevamenti italiani di visoni, obiettivo della campagna Visoni Liberi, e fa sapere di aver scritto anche a Regioni e Comuni interessati dalla presenza di questi allevamenti per chiedere di emanare ordinanze locali per sospendere l’attività delle strutture presenti sul loro territorio.

Venti giorni dopo, Bonaccini negativo al tampone: «Continuo cure per la polmonite»

«Il ritorno alla normalità è più vicino. Rispettiamo tutti le regole»

Bonaccini Selfie CovidIl presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a distanza di una ventina di giorni dal tampone positivo al coronavirus, è risultato negativo all’ultimo test di controllo.

«Ancora per qualche tempo dovrò proseguire a casa le cure per la polmonite – commenta su Facebook –, che migliora ma non può certo essere trascurata, ma il ritorno alla normalità è oggi più vicino».

Bonaccini ne approfitta per invitare tutti «a seguire le regole di sicurezza, per proteggere noi stessi, chi ci è vicino e gli altri», per ringraziare «medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari», e anche tutti coloro che gli hanno inviato messaggi».

Accordo Eni-Hera: piattaforma per rifiuti speciali nell’area industriale abbandonata

Si tratta del progetto “Ponticelle”, dove verrà realizzato anche un parco fotovoltaico e un impianto per il trattamento biologico dei terreni

Il rendering del progetto Eni Ponticelle nella zona industriale e vicino al porto di Ravenna
Il rendering del progetto Eni Ponticelle nella zona industriale e vicino al porto di Ravenna

Eni e il Gruppo Hera, attraverso le controllate Eni Rewind e Herambiente, hanno siglato oggi (20 novembre), alla presenza del sindaco Michele de Pascale, un accordo per la costituzione di una società paritetica che realizzerà una piattaforma polifunzionale di pretrattamento e trattamento di rifiuti speciali nell’area industriale di Ravenna.

«L’iniziativa – si legge in una nota dei proponenti – ha l’obiettivo di dare un contributo concreto alla strutturale carenza di impianti per la gestione dei rifiuti speciali in Italia e di massimizzare il recupero di materia e di energia».

In particolare la piattaforma, il cui iter autorizzativo verrà avviato nel 2021, gestirà fino a 60 mila tonnellate/anno di rifiuti prodotti dalle attività ambientali e dalle attività produttive, comprese quelle del territorio, in un’ottica circolare e in linea con le direttive europee del “Pacchetto Economia Circolare” recepite dall’Italia nel settembre scorso. La piattaforma polifunzionale sarà realizzata in una porzione del sito “Ponticelle” di proprietà di Eni Rewind, prossima alla zona industriale e al porto di Ravenna.

Per lo sviluppo ed esercizio dell’impianto Eni Rewind sarà responsabile del processo di approvvigionamento dei servizi di trattamento dei rifiuti solidi e liquidi e Herambiente gestirà operativamente l’impianto.

«Si tratta di un importante accordo – ha commentato il sindaco De Pascale – che sancisce la definitiva messa in sicurezza e bonifica di un’ex area industriale ormai abbandonata, dove verrà realizzato un progetto tecnologicamente avanzato. Un intervento virtuoso che ci rende protagonisti relativamente al tema dell’economia circolare, importante per lo sviluppo economico della città e che dunque sarà argomento di approfondimento anche del Consiglio Comunale. Sul nostro territorio si concretizza oggi una prima fondamentale collaborazione tra due importanti gruppi industriali come Eni e Herambiente, che potrà portare anche in futuro significativi benefici di crescita occupazionale ed economica per la comunità».

«L’intesa con Herambiente – ha dichiarato Paolo Grossi, Amministratore Delegato di Eni Rewind – integra e dà valore aggiunto al progetto Eni Ponticelle, che ha l’obiettivo di rigenerare un’area industriale secondo i principi dell’economia circolare. A Ponticelle stiamo completando gli interventi ambientali nell’area su cui nei prossimi mesi Eni realizzerà un parco fotovoltaico e un impianto per il trattamento biologico dei terreni, con annesso laboratorio di analisi e ricerca. Ponticelle è un progetto emblematico del nostro modello operativo: sostenibile, circolare e modulato a seguito di un confronto costruttivo con gli stakeholder del territorio».

«Crescita e innovazione sono nel dna di Herambiente e l’alleanza con partner qualificati come Eni, di cui siamo orgogliosi, incontra perfettamente questi valori – ha dichiarato Andrea Ramonda, Amministratore Delegato di Herambiente -. La nuova piattaforma, che andrà in sostituzione di quella esistente, integra e potenzia ulteriormente la già ricca dotazione impiantistica dedicata ai rifiuti prodotti dalle aziende e sposa perfettamente la nostra mission recentemente rinnovata: offrire soluzioni sostenibili e innovative alle aziende e alle comunità creando valore e nuove risorse».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi