sabato
03 Gennaio 2026

Chiusura poste a Porto Corsini, il sindaco: «Illegittimo, passeremo alle vie legali»

Una lettera dell’Amministrazione ha inviato una lettera ai responsabili

Ufficio Postale Porto CorsiniL’amministrazione comunale di Ravenna ha inviato una lettera al legale rappresentante, al responsabile relazioni istituzionali territoriali e al responsabile della filiale di Ravenna di Poste italiane, per evidenziare la netta contrarietà alla chiusura della filiale di Porto Corsini.

«Ritengo inaccettabile la decisione di chiudere l’ufficio postale di Porto Corsini – dichiara il sindaco Michele de Pascale – presa nonostante i diversi incontri col management di Poste Italiane, un’assemblea pubblica e una petizione nelle quali abbiamo esposto con decisione la contrarietà dell’amministrazione e dei cittadini. A questo punto abbiamo deciso di scrivere nuovamente a Poste Italiane, ribadendo la nostra posizione e la nostra ultimativa richiesta di mantenere aperto l’ufficio. Qualora la risposta dovesse essere negativa, adiremo alle vie giudiziali poiché riteniamo la decisione della chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini illegittima e che sussistano valide motivazioni perché Poste italiane la riesamini. Nel frattempo è nostra intenzione chiedere ai parlamentari del nostro territorio di fare anche un’interrogazione con l’obiettivo di chiedere chiarimenti anche in sede parlamentare sulla decisione presa».

Scuola, si spera nella cassa integrazione per gli educatori delle cooperative

E anche il Comune di Ravenna sta valutando l’ipotesi di interventi a domicilio, in aiuto alle famiglie

Sostegno 622091.660x368Cosa succederà a quei lavoratori che non possono lavorare a causa della chiusura delle scuole per l’emergenza coronavirus? La questione martedì 3 marzo è arrivata in consiglio comunale a Ravenna grazie a due question time.

Il tema riguarda in particolare gli educatori che lavorano per le cooperative che non hanno potuto appunto lavorare e che il Comune paga in base ai servizi erogati, secondo quanto previsto dall’appalto. In consiglio comunale sindaco e assessora all’istruzione hanno ribadito l’interesse del Comune di fronte a questa «debolezza del sistema».

«Stiamo cercando di attenuare tutto quello che sta arrivando da un’emergenza senza precedenti – ha specificato l’assessora Ouidad Bakkali -. Si tratta di chiusure che non si erano mai viste e che hanno peraltro un grande punto interrogativo in prospettiva. Abbiamo partecipato a tavoli con enti gestori del sistema integrato e sindacati di categoria e siamo tutti d’accordo che la strada maestra resta la cassa integrazione in deroga proprio per i lavoratori colpiti dall’emergenza coronavirus. Inoltre stiamo pensano a intervenire per andare anche in aiuto della famiglie, a partire da quelle che hanno minori con handicap, con interventi degli educatori a domicilio, stiamo valutando nuove progettualità».

Sempre sollecitata su questi temi, Bakkali specifica anche che non è all’ordine del giorno un’eventuale riduzione del contributo alle scuole cattoliche private convenzionate. «La nostra è una compartecipazione che è lungi da coprire il costo per bambino. Un’eventuale riduzione aprirebbe un problema nella tenuta del rapporto di coesione e anche nei confronti dei loro lavoratori».

Il Comune quindi non intende lavarsi le mani dei lavoratori della scuola delle cooperative a cui ha appaltato pezzi di servizio (e che, ha specificato il sindaco, sarebbe impossibile internalizzare anche volendo per i vincoli rispetto al personale degli enti locali), ma nemmeno farsene direttamente carico almeno al momento. E la speranza, come per gli altri, resta nel nelle risorse statali e regionali.

Coronavirus, è un quarantenne in buone condizioni il terzo caso in provincia

L’uomo si trova in quarantena a casa, così come i suoi contatti stretti

Coronavirus 1Il nuovo caso di positività al coronavirus in provincia di Ravenna riguarda un uomo di circa 45 anni residente nel comune di Bagnacavallo e impiegato in un’azienda del comparto ortofrutta della zona della Bassa Romagna. L’uomo avrebbe contratto il virus da un collega del Piacentino.

Il paziente – informa in una nota inviata alla stampa la Provincia – è in buone condizioni, tanto che non si è reso necessario il ricovero in ospedale.

Nei suoi confronti è stata quindi attivata la quarantena domiciliare volontaria, con sorveglianza attiva da parte del personale del Dipartimento di Sanità pubblica.

L’indagine epidemiologica ha portato anche a identificare i contatti stretti del paziente, che sono stati a loro volta posti in quarantena domiciliare volontaria e che vengono tenuti monitorati. In particolare, sono a casa in isolamento una decina di colleghi.

Si tratta del terzo caso in provincia dopo i due pazienti di Lugo, giudicati però già clinicamente guariti.

Coronavirus, un altro caso di positività in provincia di Ravenna

Complessivamente sono 698 i contagiati in regione, 154 in più rispetto a ieri

Corona VirusUn nuovo caso di positività al coronavirus in provincia di Ravenna dopo i due ragazzi (lughesi) già giudicati clinicamente guariti.

In Emilia-Romagna sono complessivamente 698 i casi di positività al Coronavirus, 154 in più rispetto all’aggiornamento di ieri, ma aumentano significativamente anche i campioni refertati, che passano da 2.385 a 2.884.

Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura privi di sintomi.

299 i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 32 quelli ricoverati in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri).  PSono saliti a 30 i decessi (8 più di ieri), ma aumenta contemporaneamente anche il numero delle persone “clinicamente guarite”, cioè pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, diventano asintomatici: ieri erano 6, oggi sono 10.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 378 Piacenza (59 in più rispetto a ieri), 150 Parma (35 in più), 68 Rimini (35 in più), 45 Modena (4 in più), 31 Reggio Emilia (11 in più), 19 Bologna (7 in più, di cui 4 nuovi casi nel circondario imolese, dopo quello di ieri), 4 Forlì-Cesena (2 in più), 3 Ravenna (1 in più rispetto a ieri). Continua a non avere casi positivi la provincia di Ferrara.

Rispetto a ieri, si sono verificati 8 nuovi decessi: 3 residenti nella provincia di Parma, di cui una donna di 92 anni e due uomini rispettivamente di 89 e 73 anni; 4 in quella di Piacenza, di cui 3 donne di 81, 85 e 87 anni e 1 uomo di 76; un deceduto, un uomo di 68 anni, è della provincia di Bologna. Per 6 dei nuovi decessi sono ancora in corso gli approfondimenti per verificare se, come in tutti i casi precedenti, si trattasse di pazienti con patologie pregresse.

Complessivamente salgono dunque a 30 le persone decedute in regione, 6 delle quali di provenienza lombarda.

Coronavirus, rinviato il referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari

Il Governo: «Nuova data entro il 23 marzo: si voterà una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo all’indizione»

Referendum 1A causa dell’emergenza coronavirus, il Consiglio dei ministri ha deciso di rinviare il referendum sul taglio dei parlamentari, previsto inizialmente per il 29 marzo, a data da definirsi.

«Il Governo ha ritenuto opportuno rivedere la decisione circa la data del referendum che era stata fissata prima dell’emergenza sanitaria, allo scopo di assicurare a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’informazione adeguata – dichiara il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà  –. Le procedure referendarie in Italia e all’estero dunque si sospendono e saranno rinnovate quando sarà fissata una nuova data per il referendum».

«La legge – prosegue D’Incà – ci consente di fissare la nuova data entro il 23 marzo, in una domenica compresa tra il 50° ed il 70° giorno successivo all’indizione». Presumibilmente, quindi, tra maggio e giugno.

Le saline al Comune di Cervia per 50 anni: «Storico: saranno la nostra Camargue»

Risultato storico, grazie a un emendamento inserito nel decreto “mille proroghe”. La soddisfazione di viceministro e istituzioni locali

Saline Di CerviaLa salina di Cervia, da lungo tempo eccellenza nella produzione del sale, ora può diventare un prodotto turistico, grazie a un emendamento inserito nel decreto “mille proroghe” sottoscritto da tutte le forze politiche.

Una notizia che si attendeva da tempo e che darà nuovo slancio al luogo produttivo e storico più importante della città. La concessione vigente infatti potrà essere prorogata fino a cinquant’anni. La concessione statale è a titolo gratuito a favore del comune di Cervia e riguarda la salina e i manufatti presenti nell’area.

Ora si dovrà lavorare per avviare l’iter per l’approvazione del prolungamento della durata della concessione. Inoltre il comune avrà anche la possibilità di potere coinvolgere e attirare risorse private e procedere col progetto del Masterplan delle Saline.

«Ho avuto modo di apprezzare di persona, a gennaio, lo straordinario patrimonio rappresentato dal complesso delle Saline di Cervia e la passione con cui Il sindaco Medri e il Presidente della Provincia De Pascale me ne hanno parlato – è la dichiarazione del viceministro dell’Economia  e delle Finanze  Antonio Misiani –, raccontandomi i progetti costruiti in questi anni e quelli realizzabili in futuro. Le Saline di Cervia rappresentano un esempio magnifico di cosa possa nascere dalla collaborazione fra Stato ed Enti Locali. È questo il motivo che mi ha spinto a farmi promotore di una norma, inserita nel decreto “mille proroghe” che, allungando significativamente i termini di concessione, consentirà di mettere in campo ulteriori investimenti ambientali, produttivi e turistici. L’emendamento è stato firmato da tutti i capigruppo in commissione bilancio, di maggioranza e di opposizione. Anche questo è un esempio di buona politica, capace di superare le logiche di appartenenza in nome di un obiettivo condiviso».

«Ad oggi – sono invece le parole dell’assessore al Turismo della Regione, il cervese Andrea Corsini – le Saline e più genericamente l’ambiente sono  una risorsa importante per l’attrattività turistica. Sempre più persone vogliono e cercano una vacanza a contatto con la natura. Per questo una concessione a lungo termine come questa potrà permettere al comune di Cervia di mettere in campo  interventi e progetti strategici di più ampio respiro e visione. In questo modo è possibile  davvero far fare un salto di qualità  e rendere fruibile l’intero comparto delle Saline, promuovendo il turismo slow e sostenibile apprezzato soprattutto dai turisti del nord Europa. Grazie all’impegno di tutti si è riusciti in questo grande passo, atteso da tanti anni».

«Le Saline di Cervia – dice il presidente della Provincia De Pascale, anche lui cervese – rappresentano per la provincia di Ravenna  un’eccellenza ambientale, turistica e gastronomica di livello internazionale, motivo per il quale istituzioni importanti come Provincia e Camera di commercio fanno parte della società Parco della Salina, sin dalla sua fondazione, a supporto dell’ottima gestione del sito da sempre assicurata, con un ruolo determinante del Comune di Cervia. In questi anni più volte il Comune di Cervia e la società Parco della Salina mi hanno rappresentato l’esigenza di ottenere da parte dello Stato una concessione più lunga, al fine di poter garantire gli investimenti. Dunque di concerto con il sindaco Medri mi sono mosso da tempo a Roma perché si potesse risolvere questo problema. In primis devo ringraziare il viceministro Antonio Misiani, che avevo invitato a Cervia lo scorso gennaio per visitare le Saline. A questa visita sono seguiti degli incontri che hanno portato a cogliere l’occasione del primo veicolo utile, il Milleproroghe, per presentare l’emendamento che è stato accolto. Questo risultato è frutto, da una parte della determinante forza di volontà del viceministro Misiani, che da subito ha capito perfettamente l’opportunità e si è mosso di conseguenza, dall’altra del sostegno trasversale che l’emendamento ha ricevuto. Per questo motivo voglio ringraziare anche tutti i parlamentari della provincia di Ravenna – gli onorevoli Alberto Pagani, Stefano Collina, Vasco Errrani – gli esponenti locali di tutti i partiti e il senatore Jacopo Morrone, la senatrice Anna Maria Bernini, l’onorevole Galeazzo Bignami e l’onorevole Luigi Marattin».

«Nel decreto “Mille proroghe” approvato dal Parlamento – è il commento del sindaco di Cervia Massimo Medri – è stato inserito un emendamento concordato con il Vice-Ministro Antonio Misiani, che ringrazio in modo particolare. Dopo la sua visita a Cervia con il Presidente della Provincia Michele de Pascale si è attivato immediatamente convocandoci a Roma con i responsabili del Demanio, per definire l’emendamento da inserire nel Decreto “Mille Proroghe”; è iniziato così un iter parlamentare complesso, che si è concluso con un unanime sostegno di tutti i gruppi. Esprimo pertanto un apprezzamento a tutti coloro che si sono impegnati per giungere a questo risultato che per Cervia si può definire “storico”. Ora parte la fase di tipo amministrativo per definire la proroga della concessione fino a 50anni, che ora è ufficiale grazie all’emendamento approvato. Il nostro percorso progettuale è far diventare il comparto della Saline di Cervia alla stregua della Camargue francese. Per realizzare questo obbiettivo ci sarà un coinvolgimento di tutta al città, come facemmo nel 1996 quando abbiamo scongiurato la chiusura. Con un grande progetto di valorizzazione che portò poi alla nascita del Parco delle Saline, che da oltre vent’anni gestisce la Salina con straordinari risultati in tutto il mondo e con un presidio slow food di eccellenza. Un ringraziamento anche a Musa e alla Associazione Civiltà Salinara per aver sempre lavorato in questo senso, portando ad evidenza la nostra cultura e civiltà salinara. Dentro questo progetto abbiamo previsto la rigenerazione dei Caselli in senso turistico, le destinazioni produttive dei residuati storici esistenti nel perimetro della Salina, compresa Cervia vecchia. La complessiva valorizzazione del comparto è una valore aggiunto unico che arricchirà la nostra offerta turistica. Guardando avanti chiederemo un ulteriore sostegno al ministero per risolvere anche il problema del patrimonio immobiliare dell’ex monopolio».

Sant’Alberto, riapre al pubblico l’Oasi di Boscoforte. Visite a cura di Atlantide

La soddisfazione del Pd: «Un importante risultato frutto di un lungo percorso di lavoro»

Sunset 2847590 960 720 LargeÈ prossima la riapertura dei percorsi escursionistici all’interno dell’Oasi di Boscoforte, penisola a pochi passi dal traghetto di Sant’Alberto che si spinge per circa 6 km dall’argine sinistro del Reno all’interno delle Valli di Comacchio. Lo scorso 27 febbraio il comitato esecutivo del Parco del Delta del Po ha infatti approvato una convenzione biennale con la proprietà, che permetterà di riaprire il sito ai percorsi di visita.

Il Partito Democratico di Sant’Alberto e Mandriole esprime grande soddisfazione in merito: «È con grande piacere che registriamo questo importante risultato, frutto di un lungo percorso di lavoro. Viene così restituito alla fruizione turistica, al territorio ed a tutti gli interessati ed appassionati questo sito che presenta caratteristiche specifiche uniche quanto a patrimonio faunistico e di biodiversità; una vera e propria perla dell’area sud delle valli, nonché una delle principali attrazioni della sponda ravennate. Auspichiamo quindi che questo possa essere un primo passo nella valorizzazione dell’attrattività turistica e nello sviluppo delle opportunità escursionistiche del nostro territorio, in una sinergia di rete con i Comuni di Argenta e Comacchio».

La convenzione stipulata con la proprietà regolamenta l’accesso e la gestione dell’area, garantendone l’accessibilità e la fruizione a scopo di turismo naturalistico e birdwatching. La proprietà si farà carico dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della penisola, garantendo il buono stato di conservazione degli habitat e delle specie, oltre che la fruizione turistica del sito.

Nella convenzione inoltre trovano spazio l’impegno dei privati a collaborare con l’Ente per scopi di ricerca e scientifici e divulgativi, per l’individuazione di progetti e interventi di ripristino ambientale e per la valorizzazione delle risorse idriche del biotopo e del Fiume Reno, operando in sinergia ai fini del miglioramento degli habitat esistenti.

Il Parco del Delta del Po offrirà, attraverso la cooperativa Atlantide, un servizio di accompagnamento e guida turistica sul percorso di Boscoforte. L’Ente Parco si impegnerà inoltre nell’attività di monitoraggio e sorveglianza dell’area e, previo accordo e autorizzazione sugli interventi necessari e compatibili con il sito, comparteciperà alle eventuali spese per interventi di tipo conservazionistico della biodiversità, necessari per la tutela ambientale e la manutenzione, a fronte della fruizione turistica della parte meridionale della Penisola.

È imminente la definizione e divulgazione della data di riapertura del sito, che con ogni probabilità vedrà diversi eventi nell’ambito della prossima edizione della Primaversa Slow.

Ancarani (Forza Italia) sta con Ingegneri e Architetti: «Il Comune faccia concorsi»

Il consigliere comunale interroga il sindaco sul caso della progettazione del palasport e della Rocca di Ravenna

Rendering Rocca BrancaleoneDopo le critiche dell’ordine degli Ingegneri e di quello degli Architetti, anche la politica entra nel dibattito sul tema della progettazione delle grandi opere pubbliche. Il riferimento in particolare è al nuovo palasport da 15 milioni di euro e alla ristrutturazione della Rocca Brancaleone, che il Comune di Ravenna ha deciso di realizzare senza coinvolgere professionisti esterni e senza bandire concorsi pubblici, auspicati invece dagli ordini.

A intervenire sul tema con un’interrogazione è ora Alberto Ancarani, capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, che chiede il motivo della scelta al sindaco De Pascale, che in realtà già in un’intervista pubblicata sul numero in distribuzione da oggi del nostro giornale, risponde rivendicando le proprie scelte.

«Se è pur vero che la scelta del Comune può sulla carta apparire economicamente meno dispendiosa – commenta Ancarani nell’interrogazione –, il valore economico e “simbolico” di opere che dovrebbero durare a lungo ed essere dunque protagoniste della scena anche architettonica della Ravenna del futuro, meriterebbe che prima di “battezzarne” i progetti venissero coinvolte le  migliori menti e le migliori capacità presenti sul territorio, non essendo le sole professionalità interne al comune, benchè più che degne, sufficienti ad avere quel bagaglio di competenze e di idee che simili opere meriterebbero».

Ancarani chiede anche al sindaco se non ritenga di essere ancora in tempo per coinvolgere professionisti esterni nella progettazione della Rocca Brancaleone e di modificare ufficialmente in futuro questa prassi, “regolamentando sin d’ora con appositi atti deliberativi le modalità per la progettazione delle future opere pubbliche di competenza comunale”.

Flash mob a 100 cm di distanza per l’8 marzo: «Donne, partecipate portando il metro»

Appuntamento sabato in piazza a Cervia

IndexSabato 7 marzo in occasione della Festa della Donna, in piazza Garibaldi, a Cervia, si terrà un flash mob particolare, condizionato dagli effetti di questa emergenza coronavirus.

L’evento è stato infatti ribattezzato “a un metro di distanza” e l’assessore alle Pari opportunità Michela Brunelli invita “tutte le donne a partecipare portando un metro”.

L’appuntamento è a partire dalle 17.

Coronavirus, negativi il ravennate Corsini e gli altri assessori dell’Emilia-Romagna

I risultati dei test, dopo la positività dei colleghi Barbara Lori e Raffaele Donini

PrimaGiunta2Gli altri assessori dell’Emilia-Romagna (compreso naturalmente l’unico della provincia di Ravenna, Andrea Corsini) sono negativi ai controlli fatti dopo le positività di Barbara Lori e Raffaele Donini.

Con l’unità di crisi regionale e chi vi collabora continuano ad assicurare l’attività istituzionale, garantendo la gestione piena delle misure contro il virus e il coordinamento con le autorità.

L’attività avviene «con la massima precauzione, privilegiando il lavoro da remoto (videoconferenze), limitando i contatti diretti e, comunque, rispettando le distanze di sicurezza». (Ansa.it)

Cna: «Anticipare al 2020 la deducibilità dell’Imu prevista solo per il 2022»

Da Ravenna la proposta che riguarda gli immobili strumentali, rivolta al livello nazionale dell’associazione di categoria per fronteggiare la crisi dovuta alla diffusione della malattia Covid-19

La Cna ha lanciato un questionario per rilevare la situazione delle imprese e raccoglierne le richieste e le esigenze per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Sono emerse necessità specifiche a partire dalle quali l’associazione di categoria ha stilato un elenco di richieste per salvaguardare la continuità dell’attività produttiva e consentire alle imprese di gestire al meglio l’impatto con questa emergenza.

Queste, in sintesi, le proposte di Cna per sostenere l’economia:

–       estendere le misure sospensive nei confronti delle imprese, in particolare di quelle che operano nel turismo, nella moda, nella somministrazione di alimenti, nel benessere alla persona e nel trasporto;

–       garantire la circolazione degli automezzi di trasporto merci, onde assicurare continuità nei rifornimenti e negli approvvigionamenti alle imprese e contrastare i blocchi alle frontiere;

–       per contrastare la stagnazione, procedere al disboscamento della giungla burocratica partendo dalla cancellazione dell’art. 4 del decreto fiscale sulla responsabilità solidale dei committenti in fatto di ritenute fiscali dei dipendenti delle imprese appaltatrici e subappaltatrici;

–       trasformare le detrazioni fiscali per lavori di ristrutturazioni, efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica in titoli di credito cedibili alle banche, superando in tal modo il meccanismo dello sconto in fattura (art. 10 Decreto Crescita);

–       garantire l’erogazione di credito alle imprese ripristinando la lettera r) della riforma Bassanini, vale a dire la possibilità in capo alle Regioni di limitare l’accesso al fondo di garanzia ai soli Confidi, strumenti capaci di supportare le piccole imprese, specie se in sofferenza, nel rapporto con le banche;

–       consentire ai contratti pubblici per i servizi e fornitura sottosoglia per i lavori fino a 200mila euro l’affidamento diretto sulla base di almeno tre preventivi;

–       eliminare gli oneri generali di sistema dalla bolletta elettrica delle imprese per ridurre il differenziale di costo a danno degli utenti di minori dimensioni rispetto agli energivori e ai competitor degli altri Paesi.

–       ripristinare l’iperammortamento al 150 percento per l’acquisto di beni immateriali e materiali compresi i mezzi di trasporto e sospendere dell’utilizzo dell’ISA per l’intero 2020 in considerazione dell’acuirsi della crisi;

–       anticipare al 2020 la deducibilità del 100 percento dal reddito di impresa dell’IMU sugli immobili strumentali, inizialmente prevista solo per il 2022.

L’ultimo punto è frutto di una proposta specifica avanzata come Cna di Ravenna alla Cna nazionale e che tiene conto della battaglia per la riduzione del Total Tax Rate nei confronti delle imprese.

«Pulite spesso il volante dell’auto, è più sporco della tavoletta del wc»

L’Osservatorio regionale per l’educazione stradale invita a prestare attenzione alle questioni igieniche nell’abitacolo dell’auto, soprattutto nei casi di car sharing

Pexels Photo 543605«Il volante è fra gli oggetti più sporchi del mondo, mediamente quattro volte in più della tavoletta di un wc pubblico». Partendo da questo, il presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale in Emilia-Romagna, Mauro Sorbi, fornisce alcune indicazioni riassunte dal titolo “guidare ai tempi del coronavirus”: «Riteniamo opportuno dare alcuni suggerimenti a chi usa auto o un altro veicolo».

L’attenzione è rivolta in particolare al car sharing: «Se si trasporta una persona che ha i sintomi del virus (starnuti e tosse soprattutto), va ricordato di usare sempre fazzoletti usa e getta; si dovrebbe pulire accuratamente le strutture della vettura dove possono essersi depositate goccioline di saliva. Raccomandiamo di lavarsi le mani di frequente, specie dopo aver toccato il volante, la leva del cambio, il cruscotto e la maniglia della portiera».

Di seguito una serie di consigli utili «per riportare una corretta igiene a bordo»:
– pulire le superfici interne – con particolare attenzione a volante, cambio e chiavi di avviamento – con prodotti che sanificano;
– sostituire i filtri dell’aria condizionata e disinfettarli con gli appositi spray per ridurre i batteri aerobici che circolano nell’abitacolo;
– usare l’aspirapolvere sulla tappezzeria e lavarla con gli appositi prodotti detergenti, prestando particolare attenzione ai tappetini dell’auto (che, di tanto in tanto, andrebbero proprio sostituiti);
– per una pulizia in profondità, togliere anche il filtro dell’aria, e sanificare anche le bocchette e i tubi che mettono in circolo l’aria stessa.

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