Tutti i positivi sono in isolamento domiciliare. In regione i contagiati salgono a 72, e sono 21 i casi di rientro dall’estero
Nel giorno di Ferragosto, in provincia di Ravenna si sono registrate 9 nuove positività: 8 pazienti uomini e una donna, tutti in isolamento domiciliare. Cinque casi fanno riferimento a contatti già noti, 3 dei quali sono i componenti di un un unico nucleo famigliare; 2 fanno riferimento a rientri dall’estero, uno dal Senegal l’altro da Malta; 1 fa riferimento ad uno screening volontario per assunzione presso una ditta; l’unico sintomatico, fa riferimento ad un paziente che si è rivolto al medico di famiglia il quale ha richiesto il tampone.
Oggi 15 agosto, si registra anche un decesso (l’unico in regione) di un uomo di 52 anni, malato da tempo.
Si sono infine verificate 2 guarigioni cliniche e 2 guarigioni complete.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel ravennate, aggiornati alla mattinata di oggi, sono dunque 1.215.
In tutta l’Emilia-Romagna i casi salgono a 71 (ieri erano a quota 57). Le provincie più interessate dagli incrementi dei poisitivi sono Ferrara (11 casi), Reggio Emilia (11), Bologna (10), Modena (10) e, per l’appunto, Ravenna (9).
I tamponi effettuati ieri sono 6.089, per un totale di 765.122. A questi si aggiungono anche 1.146 test sierologici.
I casii attivi in regione sono 1.754 (+42), di cui il 95% con sintomi lievi in isolamento a casa.
Le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.675 (+43 rispetto a ieri), il 95% dei casi attivi. Restano 4 i pazienti in terapia intensiva, e scende ancora il numero di quelli ricoverati negli altri reparti Covid: 75 (-1).
I funerali del prelato si terranno martedì alle 9.30 nella sua parrocchia di San Rocco, meta di pellegrinaggio dei fedeli
I funerali di Don Ugo Salvatori, deceduto oggi 15 agosto, annuncia la Diocesi di Ravenna, si terranno martedì 18 alle 9.30, nella “sua” parrocchia di San Rocco, dove già da stamattina c’è stato «un via vai continuo di fedeli».
«È morto questa notte – si legge in un comunicato – alla vigilia della festa di San Rocco e nel giorno dell’Assunzione di Maria, che tanto amava, don Ugo Salvatori, parroco di San Rocco. 78 anni, era nato a Roncalceci ed è stato ordinato sacerdote dall’arcivescovo Salvatore Baldassarri, nel 1967.
Da questa mattina la sua San Rocco è un via vai di fedeli raccolti in preghiera, silenziosa e attonita, per la morte del sacerdote, la cui azione pastorale è stata caratterizzata dalla cura delle anime e dall’azione caritativa conosciuta in tutta la città.
Su sua iniziativa, negli anni, la parrocchia di San Rocco è diventata un centro di carità costante, concreta, per gli ultimi. Aveva realizzato e gestiva concretamente la mensa di fraternità, il dormitorio Buon Samaritano, la casa di accoglienza per minori non accompagnati Arcobaleno, la scuola per stranieri. Era presidente della Fondazione San Vincenzo de’ Paoli, responsabile delle case di riposo Betania a Marina Romea e San Lorenzo a San Pietro in Vincoli e di una casa di preghiera. Canonico del Capitolo della Cattedrale, era membro del consiglio presbiterale del collegio dei consultori.
La Diocesi e l’arcivescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ne annunciano con dolore la morte, nel ricordo del tanto bene compiuto per tutta la comunità».
È morto a 78 anni lo storico parroco di San Rocco. Il cordoglio del sindaco e della comunità locale
Don Ugo, a sinistra, durante una funzione religiosa (foto Zani)
Lutto nel mondo cattolico ma che lascia un sentimento di rammarico in gran parte della società ravennate. Oggi è morto, per un improvviso malore, il sacerdote Ugo Salvatori, per tutti Don Ugo: classe 1941, originario della frazione di Roncalceci, dopo gli studi in seminario diventa prete nel 1967. Diverse e molteplici le sue esperienze “pastorali”. Prima come direttore del ricreatorio di via Guidarello poi come rettore del seminario arcivescovile di Ravenna; nel frattempo è anche professore di religione in alcuni istituti superiori della città.
Dal 1980, per decenni è parroco alla guida della parrocchia di San Rocco, e uno dei punti di riferimento del quartiere ravennate, dove avvia e consolida una serie di iniziative e strutture di sostegno materiale e morale per i più poveri e bisognosi, dalle mense agli alloggi, all’integrazione sociale. Una vasta attività di aiuto e accompagnamento rivolta agli ultimi e agli emarginati che ne ha accresciuto la stima e l’apprezzamneto in diversi ambienti sociali, culturali e politici della comunità ravennate.
Per questo si stanno moltiplicandi i ricordi e i messagi di cordoglio di molte personalità e associazioni del mondo locale.
A partire dal sindaco Michele de Pascale che in una nota scrive: «Carissimo don Ugo, oggi purtroppo la nostra comunità perde una guida fondamentale, che ha concretamente incarnato tutti i valori della solidarietà. Con la tua energia travolgente hai messo in campo tante di quelle iniziative che è impossibile ricordarle tutte, talvolta addirittura precorrendo i tempi e anticipando i bisogni: la mensa, che ha sfamato generazioni di persone in difficoltà, accompagnata dal servizio ambulatoriale, dalla casa di accoglienza notturna e da quella di accoglienza dei minori; il sostegno alla terza età. E ancora, la scuola per gli stranieri. Senza dimenticare l’impegno per i giovani, a partire dalla presidenza della Fondazione San Vincenzo de’ Paoli. Non ti dimenticheranno la tua Roncalceci, dove sei nato, le parrocchie che hai guidato, in primis quella di San Rocco. Non ti dimenticheranno tutta Ravenna e tutti coloro ai quali hai fatto del bene. Ciao Don, oggi ci sembra incolmabile il vuoto che lasci, ma in fondo al nostro cuore sentiamo che la nostra comunità, che tu amavi tanto, saprà portare avanti il tuo testimone».
«Le Acli di Ravenna – afferma in un comunicato il presidente dell’associazione cattolica, Antonio Nonni – ricordano con particolare amicizia e affetto che è salito improvvisamente nella Gerusalemme Celeste. La sua testimonianza fa riflettere tutti coloro che credono ma i non credenti o i diversamente credenti. Don ugo era amico delle Acli di Ravenna e in particolare del Patronato».
«Caro Don Ugo, – scrive l’avvocato ed ex parlamentare Andrea Maestri – Tu possa riposare in Pace ed essere accolto in Paradiso per tutto il bene che hai fatto in terra, a questa nostra comunità. Cosa sarebbe stata Ravenna senza di Te, senza le energie di donne e uomini che hai saputo mobilitare, motivare, incoraggiare ogni giorno per sfamare i poveri, accudire gli anziani, accogliere i migranti, dare una speranza ai carcerati? Saremo tutti più poveri e più soli, senza di Te. Continuerai a stare in mezzo a noi con le Tue opere che parlano con dolcezza agli ultimi, il Tuo ricordo affettuoso, il Tuo sorriso buono, la Tua ironia. Un’abbracciatona».
Anche l’ex senatore e personalità di spicco del mondo politico cattolico di Ravenna Aldo Preda ricorda Don Ugo: «Ero presente il 24 giugno 1967 all’inizio del cammino da prete di don Ugo e quando il Vescovo Baldassarri gli disse, nell’omelia, che il prete deve essere segno per tutti, Don Ugo assentì non solo con la parola, ma soprattutto con un grande sorriso e si chiese cosa fare per essere ascoltato dalla gente. Oggi non solo il Borgo San Rocco, ma l’intera comunità ravennate, ricorda commossa Don Ugo che è stato in questi anni vicino non solo ai suoi parrocchiani, ma a chi aveva fame, a chi non aveva un tetto, che ha raccolto i bimbi in attesa di affido, i carcerati, gli stranieri, i dimenticati da questa società; ecco la sua riflessione per essere ascoltato dalla gente, con la talare, con il breviario in mano, con la scommessa sulla provvidenza e sempre in sintonia con il suo Dio. Don Ugo è stato un segno per tutti, perché ha favorito l’incontro tra quei valori, che uniscono gli uomini di tutte le fedi, perché dal suo confessionale e dal suo pulpito ha raccontato la narrazione di un Dio invisibile che tutti accoglie. La sua pastorale è patrimonio non solo della Chiesa di Ravenna, ma dell’intera comunità, che lo ricorderà perché il suo messaggio supera la sua persona e si colloca là in quella scommessa per il bene per l’attuazione del Regno al servizio dei fratelli che è stata quella di Don Angelo Lolli e Don Morelli.
Questa era la Chiesa di Don Ugo: una Chiesa visibile a tutti, nella quale tutti, credenti e non credenti si potevano riconoscere».
«Alla sua età era pienamente in salute, nel corpo e nella mente – scrive il consigliere comunale e leader di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi –. Salvo un cuore debole in ogni senso, che in questi ultimi anni si è gonfiato e rigonfiato oltre misura di amaro e di lacrime (vere) per gli insulti subiti in virtù di una vita da imprenditore d’assalto della carità cristiana, condotta in prima linea sul rasoio degli incerti e delle batoste. Sempre in divisa da prete, mai in giacca e cravatta, tra i soldati più deboli e indifesi. Esposto ad ogni genere di attacchi. Pochi giorni di sole, tanti temporali e rovesci. Finché stanotte quel cuore gli ha detto che era ora di cambiar vita, basta coi tribunali degli uomini. Gli ultimi degli ultimi, i suoi “affari”, giunti prima di lui al tribunale della vita eterna, sono lì, schiera interminabile, ad applaudire Don Ugo (sì, Don Ugo, monsignore solo sulla carta) seduto non già tra gli imputati, ma alla destra del Giudice. Caro Don Ugo, mio burbero e rude, ma sincero amico del cuore, ora è il mio, in debito di riconoscenza ed affetto, che spreme amarezza e lacrime. Lo solleva la certezza che stai meglio lì, che da lì puoi dirigerci e guidarci in sicurezza, al di là del bene e del male. Con l’abbraccio che Alvaro non ti ha mai dato. E tu prega perché succeda».
«Per l’affetto che mi lega alla sua figura, sia sul piano personale che familiare, non posso non ricordare oggi una figura che ha fatto tanto bene a Ravenna. Pastori come Don Ugo rimarranno per sempre nel segno della storia della nostra città – dichiara Mirko De Carli, dirigente nazionale del Popolo della Famiglia e capogruppo dello stesso movimento in consiglio comunale a Riolo Terme –. Don Ugo ha testimoniato come la fede può e deve essere cultura e impegno sociale e le sue opere sono lì a testimoniarlo. Ravenna lo vivrà sempre come presenza incancellabile grazie ai segni buoni lasciati a tante persone che ha accolto e abbracciato nella sofferenza. Ora in cielo potrà custodirci con ancora più cura».
«Non avrei mai immaginato che vedere Don Ugo Salvatori, parroco della parrocchia di San Rocco, lunedì scorso a presidiare nella chiesa della camera mortuaria di Ravenna la cerimonia dei funerali della mamma di un carissimo amico, fosse l’ultima volta – scrive Charles Tchameni Tchienga presidente dell’associazione onlus “Il Terzo Mondo”. Per il mondo del volontariato di cui faccio parte, Don Ugo Salvatori era un benefattore speciale oltre che spirituale. Perdiamo un mitico uomo, ci lascia una specie di “Caritas umana”. Poiché il suo spirito di buon Samaritano che distingueva ogni suo gesto di bontà nei confronti di tutti era particolare , delicato e da elogiare. Mi unisco al dolore dei miei associati per esprimere alla sua famiglia, ai suoi fedeli e alla Diocesi di Ravenna-Cervia le nostre preghiere affinché il Signore possa accogliere l’anima di Don Ugo Salvatori in Pace. Ciao Don Ugo, Ravenna non ti dimenticherà mai».
Anche il Presidente della Croce Rossa Italiana di Ravenna, Alberto Catagna, appresa la scomparsa di Don Ugo, ne ricorda la stretta collaborazione avvenuta negli anni, intensificatasi a inizio emergenza. «Questi ultimi mesi hanno visto una collaborazione senza pari di tutte le realtà pubbliche e private del territorio e con le strutture gestite da Don Ugo il sostegno è iniziato fin da subito. Condividere l’aiuto alla comunità, significa creare legame. Ciò ha significato guardare oltre alle singole appartenenze e muoversi con obiettivi comuni. A nome mio e del Consiglio Direttivo della Croce Rossa porgo un ultimo saluto affettuoso a Don Ugo, al suo impegno e alla sua progettualità che hanno caratterizzato da sempre la rete di sostegno del territorio Ravennate. Sono certo però che mai come nell’aiuto al prossimo quanto di buono fatto continui a vivere e a moltiplicarsi all’interno della comunità, e il ricordo di chi ci lascia oggi, saprà trovare memoria in tutti coloro che hanno ricevuto il bene».
Appuntamenti da stasera fino al 18 agosto con concerti, dj set, mostre e performance artistiche per 4 giorni di “peace & music“
Seconda edizione a Marina di Ravenna – nonostante le limitazioni anticovid – per il Woodstock Beach Festival ideato e organizzato al bagno Finisterre con un ricco cartellone di concerti ed eventi artististici in programma dal 15 al 17 agosto.
Le quattro giornate di festival vedranno alternarsi momenti in cui si ripercorreranno con musica e parole la storia del rock e del folk, si ricorderanno alcune delle figure principali del festival di Woodstock 69 ma non mancheranno le nuove proposte e anche esposizioni d’arte.
Il festival si apre sabato 15 agosto alle 22 con il concerto di Stef Burns, uno dei più apprezzati chitarristi in Italia e nel mondo, grazie alla sua capacità di affrontare sia sessioni in studio sia tour mondiali modificando il proprio stile in base alla personalità della star che gli sta a fianco. Dal 1996 è il chitarrista di Vasco Rossi prendendo parte a numerosi concerti sold out negli stadi di tutta Italia.
Il chitarrista rock Stef Burns
Domenica 16 agosto il festival continua con il Woodstock Party DJ Set by Hernandez e a seguire Messalina Fratnic e Moris Pradella che racconteranno e suoneranno brani celebri e meno noti del celebre festival musicale americano del 1969. A chiudere la serata la giovane band degli Apologize.
Lunedì 17 agosto il concerto di apertura è affidato a Jackie Perkins, cantautrice americana che eseguirà un omaggio a Joni Mitchell seguita dalla band K3 (Cappa Trio) composta dal bassista Stefano Cappa, Adriano Molinari alla batteria, e Moris Pradella voce e chitarra.
Martedì 18 agosto il Woodstock Beach Festival si chiude con un altro nome di spicco della scena musicale italiana, Federico Poggipollini, chitarrista prima del Litfiba poi di Ligabue oltre che impegnato nella carriera solista, che porterà il suo “Rockdown Tour” al Finisterre .
In alcuni spazi espositivi del Finisterre, saranno presenti anche rassegne di opere d’arte: sabato e domenica saranno visibili le opere di Laura Rambelli, artista che incentra il suo lavoro artistico sul concetto di armonia tra Uomo e Natura, mentre tutti i giorni sarà presente la painter Katrina con le donne-madonne della serie NewSaCrALIty che realizzerà per i partecipanti un’opera d’arte originale e gratuita in pieno stile street art.
Il totale nel Ravenna arriva a 1.206, più di mille sono già guariti
Per il territorio provinciale di Ravenna oggi, 14 agosto, si sono registrate sei nuove positività al coronavirus Sars-Cov-2: 5 pazienti sono di sesso maschile e uno di sesso femminile; 3 hanno sintomi ma tutti e 6 sono in isolamento domiciliare; 3 lo erano già al momento della diagnosi ed hanno eseguito il tampone perché rientranti da Paesi non Schengen, gli altri 3 hanno effettuato il tampone a seguito di sintomi e 2 di questi sono componenti di un unico nucleo familiare. Non si sono verificati decessi né guarigioni. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate, aggiornato alla mattinata di oggi, sono dunque 1.206.
Potrebbero essere disponibili dall’autunno, è in corso una ricerca che coinvolge 1.500 cittadini in Emilia-Romagna. Oggi servono da 3 a 6 ore per un tampone
In autunno gli ospedali dell’Emilia-Romagna potrebbero avere a disposizione un nuovo strumento più rapido per la diagnosi da Covid-19 agli ingressi: non più i tamponi naso-faringei che richiedono tra 3 e 6 ore di tempo per l’esito ma test per la ricerca dell’antigene in 12-13 minuti. In questo modo, in caso di accesso agli ospedali – pronto soccorso o per ricoveri programmati – sarà possibile valutare subito le persone e isolarle in attesa di un’eventuale conferma con test molecolare.
Sono già allo studio i cosiddetti test rapidi, con una ricerca, unica in Italia per il numero delle persone coinvolte e realizzata in tempi record, che vede il coordinamento della Unità Operativa di Microbiologia dell’Ausl della Romagna in collaborazione, al momento, con Ior – Istituto ortopedico Rizzoli – e Sant’Orsola di Bologna, dopo uno studio pilota condotto in collaborazione con l’Istituto nazionale malattie infettive “L. Spallanzani” di Roma. Una ricerca che coinvolgerà più di 1500 cittadini dell’Emilia-Romagna con l’obiettivo di scegliere il test, fra i 4 o 5 oggi disponibili, migliore e più affidabile per rilevare il virus.
«Si tratta di test che, in sintesi, servono a identificare nelle secrezioni naso-faringee le proteine che compongono la struttura del Sars-CoV-2, il virus del Covid-19 – spiega il professor Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa Microbiologia e docente del Dipartimento di medicina specialistica, diagnostica e sperimentale dell’Università di Bologna – e che hanno due innegabili vantaggi: la rapidità e il costo minore a carico del sistema sanitario». I test della ricerca dell’antigene vengono infatti eseguiti mediamente in 12-13 minuti, mentre per i tamponi classici occorre aspettare un tempo medio stimabile tra le 3 e le 6 ore. Inoltre, a fronte dei 15-20 euro di costo per il tampone classico, la spesa per un test rapido si aggira sugli 8-12 euro.
I test della ricerca dell’antigene sono meno sensibili rispetto al classico tampone: se il soggetto ha una carica alta di virus ed è molto infettivo, il test rapido in generale lo rileva, mentre può non trovare in un asintomatico, piccole quantità virali che però verosimilmente sono efficaci per l’infezione di altri soggetti.
Ora lo studio sarà valutato in primo luogo dal Comitato Etico della Romagna con l’obiettivo di iniziare rapidamente e arrivare così ai primi di ottobre con il test pronto per essere utilizzato in tutti gli ospedali dell’Emilia-Romagna.
Originario di Pesaro, 49 anni: i playoff di serie C con il Gubbio nel 2017 il risultato più alto raggiunto in carriera. «Vogliamo gente che possa rappresentare Ravenna nella sua interezza, nella sua storia, nella sua bellezza come città»
Giuseppe Magi è il nuovo allenatore del Ravenna Fc che si prepara a una nuova stagione in serie C dopo la retrocessione sul campo arrivata dai playout e il quasi certo ripescaggio per la rinuncia di altre società.
Dopo una carriera da calciatore nel ruolo di attaccante dove ha indossato, tra le altre, le maglie della Vis Pesaro, Santarcangelo e Jesina, il tecnico nato a Pesaro nel 1971 inizia la sua carriera da allenatore nel settore giovanile del Riccione. Tra 2014 e 2017 due storiche promozioni dalla D alla C con Maceratese (senza mai sconfitte) e con il Gubbio, squadra allenata anche in C e portata da neopromossa ai playoff. In seguito esperienze sulla panchina della Virtus Bassano e della Sambenedettese.
Il presidente Alessandro Brunelli ha individuato quali sono le caratteristiche reputate idonee per fare guidare a Magi il nuovo corso della squadra, che come più volte ribadito deve essere all’insegna del riscatto: «Siamo sicuri che Magi sia la persona giusta per rappresentare le nostre aspirazioni. Ci è piaciuto il fatto che il mister di fronte al momento della squadra abbia condiviso pienamente il progetto a prescindere dalla categoria. L’altro punto di incontro è stata la comune, enorme voglia di rivincita sia da parte della società che da parte del nostro allenatore, quindi quale miglior connubio per trovare le giuste motivazioni in vista della prossima stagione? Chiave fondamentale nella scelta è che il gioco espresso dalle squadre di Magi è sempre stato molto propositivo».
Oltre al mister si rinnova in parte anche lo staff (qui le schede dettagliate di ogni componente). Al fianco dei confermati Giovanni De Maiti e Luca Coralli che seguiranno la preparazione della squadra sono stati inseriti due elementi come Fabio Buscaroli vice allenatore e Stefano Dadina preparatore dei portieri, che dall’alto della loro pluriennale esperienza di calcio professionistico saranno sicuramente un valore aggiunto. Ultima new entry e figura inedita nel roster giallorosso il match analyst Daniele Romandini.
Magi ha già chiaro l’obbiettivo: «Per arrivare ad un bel gioco, ad una buona armonia di squadra, ad una certa aggressività occorre passare attraverso un lavoro ed un po’ di tempo che sarà necessario. Ricordiamoci che dobbiamo ricostruire una rosa da zero. Ma le difficoltà derivanti dalle tempistiche della riammissione non devono essere un alibi, bensì uno stimolo per tutti. L’obbiettivo deve essere unico e condiviso tra società, staff e squadra e deve essere quello del riscatto. Vogliamo gente che possa rappresentare Ravenna nella sua interezza, nella sua storia, nella sua bellezza come città. Noi primi che andremo in campo dobbiamo essere in grado di trasmettere questo messaggio rappresentando la città».
Impegnato nell’impresa di ricostruire una rosa che possa esprimere sul campo tutta questa voglia di riscatto, il direttore sportivo Matteo Sabbadini si è soffermato sul Ravenna che verrà: «Una squadra che dovrà lottare per mantenere la categoria ma, rispetto alla scorsa stagione, vogliamo vedere una squadra che sappia proporre calcio e che ci faccia divertire. Anche questo ha contribuito nella scelta del tecnico, che sappiamo avere molte idee ben chiare. Abbiamo chiuso qualche operazione di mercato, ma finché non c’è la certezza formale del campionato che faremo non possono essere ufficializzate».
La 27enne centrale toscana, alla seconda stagione a Ravenna, è tra le più esperte di un gruppo molto giovane: «Sono orgogliosa, ci potremo togliere grandi soddisfazioni». Il libero Giulia Rocchi è la vice
Sarà la 27enne Ludovica Guidi la nuova capitana della Conad Olimpia Teodora che andrà a caccia della promozione in A1. Guidi, centrale alta 186 cm originaria di Cecina (Livorno), è alla seconda stagione a Ravenna e riceve i gradi da Lucia Bacchi: nonostante i 27 anni è tra le giocatrici più esperte di un gruppo molto giovane. La vice-capitana sarà il libero Giulia Rocchi.
«Sono ovviamente molto felice – commenta la neo capitana – e ho accettato molto volentieri questo ruolo, soprattutto conoscendo la storia pallavolistica di Ravenna e raccogliendo un testimone importante come quello di Lucia Bacchi. Sono orgogliosa di poter guidare questo gruppo, che sto conoscendo in queste settimane e che credo abbia grande potenziale per poter crescere. Fin dalle prime settimane, oltre ad un grande entusiasmo che sta caratterizzando ognuna di noi, si è creata subito una grande sintonia tra di noi, dalla voglia di lavorare che tutte mettono in campo in palestra, alla coesione che abbiamo subito trovato fuori e dentro al campo. Per questo sono convinta che ci potremmo togliere grandi soddisfazioni».
Da Guidi poi quasi una dichiarazione d’amore per l’ambiente ravennate: «Ci sono quei posti dove resti volentieri e Ravenna è uno di questi, perché sono convinta che qua si lavori in maniera eccellente in palestra con lo staff e la società e si viva anche altrettanto bene in città. Ora, con questo nuovo ruolo, posso anche fare un ulteriore salto nella mia carriera. Siamo un gruppo molto giovane e io sono una delle più esperte quindi capisco quello che comporta essere il capitano e voglio mettermi a disposizione della squadra anche in questo senso».
A questi si aggiungono i volontari di protezione civile e dell’associazione nazionale carabinieri
La polizia locale di Ravenna rafforza l’impiego di agenti per il periodo di Ferragosto che quest’anno oltre alla particolare attenzione da sempre rivolta per i grandi afflussi turistici richiede anche un riguardo maggiore per i comportamenti anti coronavirus.
Sono stati predisposti servizi speciali che prevedono l’impiego di 100 agenti di cui 70 impegnati nel controllo del territorio e 30 nel servizio di prevenzione e sicurezza nelle spiagge. 100 agenti, a disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza, da questa sera a domattina e altrettanti nella notte tra il 15 e il 16 agosto.
A questi si aggiungono i volontari dell’Associazione nazionale carabinieri (Anc) operativi a Lido di Dante, oggi, domani e nei due prossimi weekend, e i volontari di RC Mistral Protezione civile che svolgeranno servizio lungo il litorale per contribuire al controllo del rispetto delle misure di prevenzione anti Covid-19.
Trasportato a Cesena in elicottero. L’incidente sulla spiaggia nei pressi del bagno Deris
Si è tuffato dalla fila di scogli nei pressi del bagno Deris di Punta Marina ma ha colpito il fondale con la testa e ha cominciato ad annaspare in acqua fino a quando è stato soccorso dai bagnini. È la dinamica dell’incidente avvenuto stamani, 14 agosto, sul litorale ravennate: un 24enne è stato trasportato all’ospedale di Cesena in elicottero in gravi condizioni.
Una nuova ordinanza regionale modifiche le regole per i locali della movida in Emilia-Romagna: bocca e naso coperti anche durante il ballo. E chiusura dell’attività immediata in caso di infrazioni
Il numero massimo di persone che possono entrare non può superare il 50 percento della capienza massima normalmente autorizzata e la mascherina diventa obbligatoria sempre all’interno del locale, compreso durante il ballo, ammesso comunque solo in presenza di piste all’aperto. Sono le novità principali per le discoteche dell’Emilia-Romagna contenute in una ordinanza regionale che entrerà in vigore dalle 13 del 15 agosto per contrastare la diffusione del coronavirus soprattutto negli ambienti della movida. Le nuove regole valgono per i locali che hanno le caratteristiche per essere aperte sulla base delle norme anti-contagio decise nelle settimane scorse, alla ripresa: le discoteche al chiuso infatti non hanno potuto riaprire.
Un’altra novità introdotta dall’ordinanza è la chiusura immediata del locale, senza alcun rimando ad ulteriori pratiche amministrative, se viene accertato dagli organi di vigilanza il mancato rispetto delle norme fissate dall’ordinanza stessa.
«Vogliamo evitare comportamenti che permettano al contagio di rialzare la testa – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore al Turismo, Andrea Corsini –. Per questo è necessario rafforzare prevenzione e controlli, un impegno che va di pari passo con lo straordinario lavoro che i servizi sanitari stanno facendo nei territori grazie all’azione di tracciamento dei casi di positività al virus. Una stretta utile anche a evitare che divertimento e svago possano lasciare spazio ad atteggiamenti irresponsabili, anche solo di pochi, che possano vanificare il lavoro di questi mesi. A tutela dei giovani stessi, ragazzi e ragazze, che devono sapere di non essere immuni o al riparo dal virus».
Al via un progetto aperto alla partecipazione di appassionati delle immersioni subacquee accanto a professionisti
Parte dopo Ferragosto un progetto di mappatura fotografica e video, con obiettivi di promozione naturalistica e turistica, dello straordinario sito subaqueo del Paguro sommerso a circa 11 miglia al largo della costa ravennate. L’iniziativa è aperta agli appassionati sommozzatori che dopo un corso di formazione online potranno collaborare al progetto che prevede la realizzazione di un media in 3D interattivo per la divulgazione al grande pubblico.
Il progetto promosso dal Comune di Ravenna, in collaborazione con Arpae Emilia-Romagna e Associazione Paguro rientra nell’ambito del piano Adrireef (Interreg Italia-Croazia) dedicato allo studio, monitoraggio e valorizzazione dei reef del mare Adriatico.
Il percorso, grazie al coinvolgimento di Ubica srl, porterà alla creazione di finale di un prodotto interattivo di realtà virtuale e video immersivi a 360° di immagini e ricostruzioni tridimensionali della struttura del Paguro. In questo modo, tutti potranno esplorare virtualmente il mirabile universo sommerso di flora e fauna creatosi negli anni attorno al relitto della piattaforma inabissatasi nel 1965 a circa 25 metri di profondità.
Il team di sommozzatori professionisti di Ubica srl curerà la mappatura del relitto attraverso rilievi fotografici e fotogrammetrici e la sua trasposizione virtuale in 3D. Il tutto sarà arricchito da un’attività di “citizen science” per formare e coinvolgere nelle attività di mappatura subacquei non professionisti appassionati di fotografia e video.
Giovedì 20 agosto andrà on line il webinar formativo. L’iscrizione è obbligatoria tramite il profilo Facebook del progetto Adrireef (www.facebook.com/adrireef) o consultando il sito web www.italy-croatia.eu/adrireef/news dove è possibile trovare tutte le informazioni e il link al modulo di iscrizione). Durante il corso i partecipanti riceveranno tutte le informazioni sul tipo di fotografie e video necessari per la mappatura e indicazioni su come utilizzare al meglio la propria attrezzatura. Tutti i partecipanti potranno porre quesiti e chiedere consigli.
A seguito del corso on line sarà possibile, per i subacquei formati, partecipare a giornate di immersioni con l’accompagnamento dei professionisti incaricati per la raccolta del materiale foto e video necessario (spese costo barca a carico dei partecipanti). Sabato 29 agosto è prevista la prima uscita.
Al termine del progetto, per permettere la massima accessibilità, la visita virtuale al Paguro sarà resa disponibile on line grazie al coordinamento dell’assessorato al Turismo e, allo stesso modo, sarà realizzata una postazione fisica con visori per realtà virtuale.