domenica
21 Giugno 2026

Covid, un solo decesso in tutta la regione. Ancora nessun nuovo contagio a Ravenna

 

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.260 casi di positività, 18 in più rispetto a ieri (22 giugno), di cui 8 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.

tamponi effettuati sono 4.608, che raggiungono così complessivamente quota 460.600, a cui si aggiungono altri 1.228 test sierologici, fatti sempre da ieri.

Le nuove guarigioni sono 81 per un totale di 22.935, oltre l’81% dei contagiati da inizio crisi. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.089 (-65 rispetto a ieri).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi (23 giugno) sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 956, -57 rispetto a ieri, l’87,7% di quelle malate. I pazienti in terapia intensiva sono 12, come ieri, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 121 (-8).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 22.935 (+81): 274 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.661 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registra 1 nuovo decesso: una donna residente nella provincia di Forlì-Cesena, in particolare nel Cesenate. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.236.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.538 a Piacenza (+1), 3.633 a Parma (+2),  4.991 a Reggio Emilia (nessun nuovo caso), 3.944 a Modena (+1), 4.778 a Bologna  (+4),  403 casi positivi a Imola (+1); 1.018 a Ferrara (+6, di cui  3 asintomatici). I casi di positività in Romagna sono 4.955 (+3), di cui 1.037 a Ravenna (nessun nuovo caso), 954 a Forlì (+2), 786 a Cesena (+1) e 2.178 a Rimini (nessun nuovo caso).  Un dato quest’ultimo che corregge quello di ieri – 2.179 positivi – dovuto a un caso conteggiato due volte a causa di dati anagrafici non corretti.

Ravenna, il consiglio comunale ricorda Grazia Beggio: «Grazie per le tue battaglie»

Figura di spicco del mondo ambientalista locale, è morta a 79 anni

Maria Grazia BeggioÈ morta nei giorni scorsi a 79 anni Maria Grazia Beggio, figura di spicco del mondo ambientalista ravennate, candidata a sindaco con i Verdi e consigliera comunale dal 2001 al 2006.

Il consiglio comunale di Ravenna l’ha ricordata nella seduta di oggi, 23 giugno, esprimendo «profondo cordoglio» e definendo «il suo spirito e la sua passione» quelli di una ventenne».

«In città – si legge in una nota della presidente del consiglio comunale, Livia Molducci – tutti la conoscevano e stimavano per il suo impegno civico vissuto con grande passione e determinazione. Maria Grazia Beggio è stata la voce nelle istituzioni dell’ambientalismo ravennate nato sul finire degli anni ‘60 anche per iniziativa di Giorgio Lazzari, che di Maria Grazia era il marito e al quale esprimiamo il nostro cordoglio, insieme ai figli Veronica e Lorenzo. Con lei scompare un pezzo di storia cittadina, ma soprattutto uno stile di vita politico, di impegno civile che lei ha sempre vissuto per il bene comune, come obiettivo da perseguire al di là degli interessi di partito».

«Grazie anche al suo impegno – continua la nota della presidente del consiglio – nel 1969 Punte Alberete fu trasformata in oasi di studio e nel ’72 Maria Grazia partecipò alla nascita del Wwf ravennate. Inevitabile fu poi per lei il contrasto alla caccia nelle zone di tutela ambientale che la portò a presentare un esposto contro la caccia nella Valle della Canna a cui seguì il sequestro dell’area. Nasceva a Ravenna una nuova cultura ambientalista che da una parte si muoveva contro gli obbrobri ambientali (un esempio per tutti: la battaglia vinta contro la cementificazione dell’Ortazzo) e dall’altra gettava nella società civile il seme della salvaguardia del pianeta che ci ospita. C’era anche Maria Grazia a costruire le basi politiche del futuro partito dei Verdi a Ravenna. Il suo modo di porgersi, le sue ferme argomentazioni, il suo linguaggio concreto hanno lasciato impronte importanti: si poteva essere d’accordo o meno sui contenuti, ma non si poteva fare a meno di riflettere sulle sue posizioni. Così fu per l’opposizione al parco di Mirabilandia, così fu per la battaglia senza quartiere all’ipotesi di realizzare a Ravenna una centrale a carbone. Dal 1988 Beggio portò le sue battaglie all’interno delle istituzioni, prima nel consiglio provinciale sino al 1993 e poi, dal 2001, nel consiglio comunale. E non mancarono per lei i temi sui quali impegnarsi. Uno tra mille, quello, risultato vincente, della ‘Duna che vive’, l’avversione contro la ventilata cementificazione della spiaggia davanti all’ ex colonia di Marina di Ravenna».

«Tanti ambienti naturali – termina la nota – di cui noi oggi possiamo godere sono il frutto e il risultato delle sue battaglie per la tutela dell’ambiente e della bellezza del nostro paesaggio. Maria Grazia Beggio ha lasciato in tutti coloro che l’hanno conosciuta il ricordo di una persona positiva, dalle spiccate doti umane, capace di dialogo franco e di empatia e di grande coerenza. Oggi, qui, la commemoriamo come consiglieri comunali con riconoscenza per la sua esperienza politica vissuta in questo consiglio comunale con grande dedizione e, come suoi concittadini, per i beni pubblici che ha contribuito a salvaguardare e che ci lascia come eredità, perché noi abbiamo ora il compito di tutelarli per tutta la comunità: e questo è il modo migliore che abbiamo per onorarne la memoria».

La Notte Rosa si farà anche quest’anno. E sarà lunga una settimana

Dal 3 al 9 agosto. Con centinaia di eventi diffusi: dalle cene agli artisti di strada

 DSF8720La Notte Rosa in Romagna si farà anche nel 2020, e sarà a tutti gli effetti una “Settimana rosa”, una Pink week diffusa nel tempo e nello spazio: le date prescelte sono i giorni che vanno dal 3 al 9 agosto, con l’apice nel weekend del 7, 8 e 9 agosto.

Ad avanzare la proposta, concordata all’unanimità nel corso della seduta di questa mattina, il Consiglio di amministrazione di Visit Romagna, l’ente pubblico che coordina la promozione turistica delle province di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Nell’attesa di individuare, come avviene da tradizione ogni anno dal 2006 ad oggi, un tema e una immagine coordinata esclusiva per l’edizione, la Romagna avvia quindi ufficialmente i preparativi per il primo grande evento di sistema della stagione turistica 2020, il “Capodanno dell’estate” che giunge così alla sua quindicesima edizione.

«Questa nostra scelta ha un valore fortissimo a livello comunicativo- spiega il Presidente di Visit Romagna Andrea Gnassi-: ribadiamo con convinzione che la Romagna c’è, che non ha fatto nessun passo indietro per la sua estate ma che anzi è pronta a rilanciare e rilanciarsi, a inventare nuovi modi di stare insieme come ha sempre fatto. Con questa nuova Notte Rosa, una vera e propria Pink Week, i grandi spazi aperti della Romagna, dai 110 chilometri di spiagge e sorrisi alle piazze della città d’arte fino ai borghi, ospiteranno centinaia di eventi diffusi, all’insegna della dolcezza, del romanticismo, dell’attenzione: cene in riva al mare, concerti acustici e lounge, atmosfere oniriche, circensi e creative, con artisti di strada, luci, fuochi d’artificio. Il più grande appuntamento dell’estate italiana non poteva tenersi che in Romagna, la terra che quest’estate ha ribadito con forza di essere la vacanza e il sorriso degli italiani».

«Nel 2006 abbiamo creato un evento di sistema – sottolinea Andrea Corsini, Assessore Regionale al Turismo – che ha fatto scuola in Italia per la sinergia tra Comuni, Regione e operatori privati e che ancora oggi, a 15 anni di distanza, è attuale e fortemente atteso da tutti gli Italiani che lo considerano un must dell’estate. Quest’anno più che mai il gioco di squadra dimostrato dalla Notte Rosa è fondamentale per rimarcare l’identità e il dinamismo della Romagna e la capacità di questa terra e della sua gente di reagire con creatività. Sarà una Notte Rosa diversa, ma che saprà comunque emozionare e regalare quella leggerezza di cui abbiamo tutti bisogno ora».

Le aziende dell’offshore: «Conte parla di Co2 ma tutto nasce dal gas. Incontriamoci»

Nanni (Roca): «Il premier non ci considera, ma la prospettiva è un ulteriore calo occupazionale e crisi aziendali»

Abbiamo letto l’annuncio del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, relativo alla nascita a Ravenna, “del più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di CO2″. E’ la seconda volta che il premier cita Ravenna a proposito di questioni energetiche e, in entrambi i casi, non ha mai pronunciato la parola ‘gas’.

«Voglio ricordare al premier che se oggi a Ravenna si può studiare l’energia da moto ondoso o parlare di economia circolare con lo stoccaggio della CO2, lo si deve al fatto che nella nostra città esiste da 60 anni il principale distretto energetico di Eni per l’estrazione di gas in Adriatico. Nei decenni sono cresciute imprese internazionali, con professionalità di assoluto livello nelle attività offshore. In questo distretto è oggi possibile studiare le rinnovabili grazie alle solide basi costruite con il gas».

Lo sottolinea in una nota inviata alla stampa Franco Nanni, presidente del Roca (Ravenna Offshore Contractors, l’associazione delle aziende che operano nell’oil&gas) Ravenna, constatando che con l’annuncio sul centro di stoccaggio di Co2 «è la seconda volta che il premier cita Ravenna a proposito di questioni energetiche e, in entrambi i casi, non ha mai pronunciato la parola gas».

«Quel gas che è considerato da tutti gli studiosi come l’unica fonte di energia di transizione verso le rinnovabili – continua Nanni –. I governi presieduti da Conte hanno invece posto il veto proprio alla produzione italiana di gas, preferendo comprare questa fonte energetica dall’estero. Tutta la città ha chiesto svariate volte al premier (e al ministro Patuanelli) di poterlo incontrare per condividere un piano di produzione nazionale di gas abbinato a un programma serio e concreto di progressiva decarbonizzazione. Giustamente, il sindaco de Pascale, nel commentare la dichiarazione di Conte, oggi afferma che “continuiamo a chiedere al Governo un progetto chiaro che tuteli il lavoro e non favorisca solo le importazioni di gas naturale dall’estero”. La prospettiva, nei prossimi mesi, è un ulteriore calo occupazionale e crisi aziendali. Incontriamoci, prima che sia troppo tardi».

L’annuncio del Pd: non si farà la tradizionale festa dell’Unità al pala De André

Si terranno invece eventi di pochi giorni su tutto il territorio con spettacoli per bambini, dibattiti politici e stand gastronomico

Festa Pd 2019 2La festa provinciale dell’Unità di Ravenna, in programma tradizionalmente tra fine agosto e inizio settembre al Pala De André (e che negli ultimi due anni era diventata nazionale), per la prima volta non si farà. Le normative anti Covid hanno costretto gli organizzatori ad alzare bandiera bianca, almeno per quest’anno, essendo complicato poter rispettare le regole per quella che era di fatto una commistione di eventi. Che univa ristorazione a spettacolo dal vivo, senza considerare i tendoni della tombola e della pesca, difficili da poter organizzare in sicurezza. Così come la gestione dei volontari.

La conferma arriva dal segretario provinciale del Pd, Alessandro Barattoni, che, contattato al telefono, assicura però che il partito ci sarà, tra la gente, in forme diverse. Con piccoli eventi di pochi giorni (tre al massimo) con spettacoli per bambini e una cucina con piatti semplici, magari anche in luoghi e località dove la festa dell’Unità non c’era più da anni.

Un modo per organizzare comunque anche alcuni dibattiti politici. La festa provinciale, infatti, quest’anno avrebbe ospitato il lancio della campagna elettorale del sindaco Michele de Pascale, in vista delle elezioni della prossima primavera. Ma ancor prima, c’è preoccupazione in casa Pd per l’imminente campagna elettorale di Faenza. «Le feste erano per noi fondamentali per stare in mezzo alla gente», commenta Barattoni, senza sbottonarsi sul candidato sindaco del centrosinistra, che verrà deciso con tutta probabilità nel corso del direttivo del partito in programma domani sera a Faenza.

Assembramenti e risse a Milano Marittima, il sindaco: «Adotteremo misure drastiche»

Un turista di 20 anni colpito con uno sgabello. Medri chiede un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine

OASI MOVIDA DOPO COVID MILANO MARITTIMA (RA)Dopo alcuni episodi di violenza registrati negli ultimi due weekend a Milano Marittima, nonostante l’Oasi anti-assembramenti voluta dall’Amministrazione, interviene nel dibattito il sindaco Massimo Medri.

«Un afflusso straordinario di persone ha contraddistinto gli ultimi fine settimana a Cervia – scrive –. Le attività hanno lavorato bene e si sono fatte trovare pronte, mentre gli alberghi continuano a essere in sofferenza (ci auguriamo che già dai prossimi giorni ci sia un forte incremento delle presenze alberghiere). Si sono però verificati alcuni episodi da condannare, nei pressi di alcuni locali notturni. Il forte dispiegamento di forze, da parte sia della Polizia Locale che delle altre Forze dell’Ordine, non è stato sufficiente ad arginare questi fenomeni. Per questo chiediamo un ulteriore rafforzamento dei presidi territoriali delle Forze dell’Ordine, lungo tutto il territorio».

In particolare, un turista toscano di 20 anni è ricoverato in prognosi riservata (ma non in pericola di vita) dopo essere stato colpito da uno sgabello durante una rissa nella notte tra venerdì e sabato scorsi.

«Abbiamo già chiesto ai gestori dei locali una collaborazione nella gestione degli avventori – continua il sindaco –, per il rispetto delle regole fissate dalle ordinanze; e ribadiamo che nel caso in cui  venissero accertate alcune mancanze, adotteremo i provvedimenti più drastici possibili, già a partire dal prossimo fine settimana. Il modello turistico a cui ci ispiriamo è quello della qualità globale ed è il motivo per cui insistiamo nel finanziare e promuovere tutte quelle iniziative in grado di esaltare al massimo un prodotto turistico di alta qualità e a isolare ed escludere forme di intrattenimento che nulla hanno a che fare con la convivenza civile e con il sano divertimento».

Al Ravenna Festival un “Buon Compleanno Mina” …in jazz

Stasera 23 giugno, alla Rocca, concerto del trio Rea-Moriconi-Golino dedicato all’icona della canzone italiana. Con Massimiliano Pani nel ruolo di narratore

Rea Moriconi GolinoQuello che si tiene martedì 23 giugno alla Rocca Brancaleone non sarà un semplice concerto, ma un vero e proprio omaggio a una delle icone della canzone italiana, anzi per molti l’Icona. Sarà un omaggio particolare, in chiave jazz, con tre tra i più titolati musicisti che con la “Tigre di Cremona” (passata alla storia così, ma in realtà nata nel varesotto, a Busto Arsizio) vantano lunga collaborazione.
A rafforzare l’idea, accanto a Danilo Rea, Massimo Moriconi e Alfredo Golino, ci sarà Massimiliano Pani, produttore, compositore, musicista, nonché primogenito e assiduo partner artistico della stessa cantante. Pani svolgerà il ruolo di narratore, inserendosi con dettagli biografici, ricordi e piccoli aneddoti sulla celebre madre fra “Tintarella di luna”, “E se domani”, “Parole parole”, “La banda” e un tributo a Lucio Battisti.

«Mina è diventata negli anni l’interprete di riferimento per molti generi e stili musicali, più di ogni altro artista prima di lei. Per poter raggiungere il suo obbiettivo, ha intuito molto presto che aveva bisogno di musicisti che avessero il suo stesso approccio alla musica. Mina è stata la prima a ricorrere a musicisti di estrazione jazzistica per suonare in dischi non necessariamente di jazz. Musicisti colti, ma eclettici, veri fuoriclasse capaci di calarsi nei diversi mondi musicali necessari – racconta lo stesso Massimiliano Pani –. Alfredo Golino, Massimo Moriconi e Danilo Rea hanno suonato per Mina e registrato i suoi progetti musicali in centinaia e centinaia di straordinarie takes sempre diverse e sempre coraggiosamente piene di musica di qualità.. un vero caleidoscopio di straordinarie registrazioni per la maggior parte in trio “live in studio”. Jazzisti nell’anima, ma capaci di suonare ogni singolo pezzo di ogni genere nel modo giusto. Questo trio di straordinari performers è il nucleo base dei dischi di Mina. Sulle loro ritmiche poderose sono costruiti gli arrangiamenti, aggiungendo e armonizzando gli altri strumenti con le loro intuizioni guida».

Il trio Rea – Moriconi – Golino, tutti jazzisti di lungo corso con alle spalle anche sodalizi con illustri uomini del jazz d’oltreoceano, ha registrato qualche mese prima dell’80esimo compleanno di Mina l’album Tre per una, nato da un precedente invito a suonare, proprio a Cremona, le canzoni rese inconfondibili da un’interprete unica, sfrontata, inimitabile seducente come poche altre o altri al mondo.
Ma al contrario di certe dicerie, nelle parole di Danilo Rea, Mina è «una persona dolcissima, sempre presente anche come amica nei momenti più particolari. E di estrema sensibilità. Di temperamento, certo. In musica il temperamento è tutto. Ma la sua sensibilitá l’ha portata a certe scelte difficili come quella di non apparire in pubblico da un certo momento in poi della sua vita artistica e professionale».
«Nell’arco di 25 anni abbiamo suonato forse 200 brani fra originali e standards. Oltre agli evergreen, lei infatti selezionava nuove canzoni dal materiale di quanti le scrivevano da tutto il mondo – continua il pianista romano, per anni anche collaboratore di Caudio Baglioni –. Caso vuole che Mina abbia iniziato a far musica prima di noi. Ed allora si è deciso di partire da quanto era avvenuto prima, negli anni d’oro, i ‘60 / ‘70. L’album del nostro trio è in effetti anche un omaggio ai grandi compositori che hanno scritto all’epoca per lei. Parliamo di compositori come Gianni Ferrio e Bruno Canfora, autori che erano oltretutto direttori d’orchestra, come del resto Armando Trovajoli, che veniva invitato a vari festival jazz del suo tempo».
Insomma, non resta che lasciarsi avvolgere da melodie senza tempo, dalle invenzioni di tre jazzisti doc e da un narratore d’eccezione.
Il tutto con al centro Lei.

L’appuntamento si realizza con il contributo di Reclam Edizioni e Comunicazione, che anche quest’anno  – e in tempi record – ha preparato il magazine ufficiale del Festival. Il concerto sarà anche in diretta streaming su www.ravennafestival.live.

L’articolo è tratta dal “Ravenna Festival Magazine”, la rivista ufficiale della manifestazione ravennate pubblicata dalla nostra società editrice, disponibile anche in versione digitale

Al via i lavori per trasformare la caserma di Ravenna in un parco con orti e giochi

Intervento da 1,5 milioni di euro appaltato da un’azienda laziale e che si dovrebbe concludere tra un anno

Caserma Alighieri Aerea
Una veduta aerea della caserma Dante Alighieri

Partirà presumibilmente entro fine mese – ci dice l’assessore all’Urbanistica Federica Del Conte – il cantiere all’ex caserma Dante Alighieri di via Nino Bixio, in centro a Ravenna, chiusa ormai dal lontano 2011.

Si tratta di un intervento di recupero atteso da anni, che al momento non riguarda la cosiddetta “parte nobile”, di proprietà della società pubblica Cassa Depositi e Prestiti, che ha intenzione di realizzarvi una struttura ricettiva.

L’appalto da circa 1,5 milioni di euro (su un progetto complessivo di 2,5 milioni) da poco affidato dal Comune all’azienda laziale Appalti e Servizi srl (tra le 44 che hanno partecipato al bando di gara da 2 milioni) riguarda tutto il resto dell’area, dove secondo le intenzioni della stessa Amministrazione dovrà sorgere un parco-giardino. «Si tratta di un’area di 15mila metri quadri oggi completamente edificata che verrà resa verde e sarà per la prima volta resa fruibile alla cittadinanza – dichiarava l’assessora un anno fa, presentandoci il progetto –, ed è anche una risposta in termini ambientali anche per quanto riguarda la mitigazione climatica anche perché sorge in una zona della città dove è tutto molto costruito».

L’intervento urbanistico (che dovrebbe durare circa un anno) prevede, nei dettagli, “la desigillatura dell’area con pulizia generale e bonifica, sistemazione del muro di confine, demolizione della maggior parte dei fabbricati, messa in sicurezza degli edifici non demoliti, rimozione dell’asfalto, asportazione di sottoservizi abbandonati, risistemazione del terreno, realizzazione degli impianti tecnologici e illuminazione di tutta l’area”.

Quattro le macro aree individuate per essere fruibili: una verde adiacente l’istituto Olivetti che potrà essere utilizzata per l’attività didattica dell’istituto e con la possibilità in futuro di utilizzare anche gli spazi a laboratorio; un’altra aera verde da destinare a orti con la possibilità di utilizzare l’edificio adiacente a deposito attrezzi e vendita dei prodotti; una sistemata a prato con l’installazione di una grande struttura in legno per bambini; un’altra da destinare ad orto botanico in angolo tra l’Olivetti e l’ex collegio dei Nobili.

Centrale di Co2 a Ravenna, il sindaco chiede «un progetto chiaro» al Governo

Soddisfazione anche del Governatore Bonaccini dopo l’annuncio del premier Conte. «Vogliamo essere l’hub italiano della green energy»

Bonaccini Ponte Teodorico
Bonaccini a Ravenna per il cantiere del ponte Teodorico

«Si tratta di un progetto altamente innovativo in campo energetico e ambientale, che va nella direzione della sostenibilità e di una riconversione produttiva che guarda a quella che per noi è una priorità: la green economy. Ne esce rafforzato ulteriormente il nostro obiettivo di arrivare entro pochi mesi a siglare con tutte le parti sociali in Emilia-Romagna un nuovo Patto per il lavoro e per il clima».

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore allo Sviluppo economico e green economy, Vincenzo Colla, dopo l’annuncio dato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine degli Stati generali.

«Il piano di Eni per la decarbonizzazione, attraverso la cattura e lo stoccaggio di Co2 con lo sfruttamento dei giacimenti esauriti di metano al largo di Ravenna, è un esempio di come l’economia circolare possa diventare un volano di sviluppo e di occupazione per il territorio e il Paese- sottolineano Bonaccini e Colla-. L’Emilia-Romagna è nelle condizioni di porsi come hub internazionale della transizione verso la green economy, attraverso l’innovazione tecnologica e lo sviluppo sostenibile, in Europa e nel mondo. Potendo contare sul ‘fare sistema’ tra istituzioni, parti sociali, operatori privati nei territori e le grandi professionalità che qui sono presenti, a partire proprio dal comparto ravennate dell’energia».

«Siamo pronti ad accogliere tutte le opportunità, ma servono serietà e progetti concreti – sono invece le parole del sindaco di Ravenna Michele de Pascale –. Ravenna con il suo altissimo know-how, le infrastrutture, le tecnologie, le competenze e le relazioni acquisite in oltre 60 anni di esperienza nella filiera energetica e dell’economia circolare, può candidarsi a rappresentare l’hub italiano della green energy, un riferimento all’avanguardia nel mondo, ed è pronta a cogliere la sfida, ma chiediamo al governo un programma chiaro e ben definito, ascolto del territorio e un coinvolgimento serio e strutturato degli stakeholder nel processo decisionale. Non a caso qui è la sede di Omc e Rem, eventi internazionali sui temi dell’energia e della green economy che attirano decine di paesi partecipanti da tutto il mondo e già da diversi anni lavoriamo in coordinamento tra istituzioni, attività economiche e sindacali per fare di Ravenna un polo tecnologico di ricerca e produzione di energia sostenibile, nell’ottica di una graduale decarbonizzazione e transizione energetica.  Su questo continuiamo a chiedere al Governo un progetto chiaro che tuteli il lavoro e non favorisca solo le importazioni di gas naturale dall’estero».

Il team della Lonely Planet fa tappa a Ravenna: dai mosaici all’aperitivo in Darsena

Lo staff del celebre marchio di guide di viaggio racconterà via web la propria esperienza

Darsenale Pedana
La terrazza sul canale del Darsenale, in Darsena, in uno scatto prima dell’emergenza Covid

La Bibbia delle guide di viaggio si appresta ad andare alla scoperta dell’Italia e non poteva certo mancare l’Emilia Romagna nella sua road map.

Partirà da Aosta lunedì 29 giugno “Italia on the Road”, il live tour di Lonely Planet Italia (con il patrocinio di Enit) alla scoperta della penisola da nord a sud: 7 regioni, 22 tappe e 3 settimane di viaggio per il team composto da un Instagrammer, un videomaker, due rappresentanti di Lonely Planet e due tecnici che giornalmente racconteranno via web la loro esperienza di viaggio.

Il portate lonelyplanetitalia.it registra ogni mese punte di 500.000 visite, mentre giornalmente i profili social di Lonely Planet Italia coinvolgono più di 250.000 follower (124.000 su Facebook, 89.000 su Instagram e 42.000 su Twitter).

Il tour nei primi giorni di luglio attraverserà l’Emilia Romagna, con “istantanee” dal Ponte di Bobbio (Pc) e dal Labirinto della Masone di Fontanellato (Pr) e tappe a Ferrara e nel Ferrarese (giovedì 2 luglio, con Comacchio e l’Abbazia di Pomposa venerdì 3 luglio), Ravenna (sabato 4 luglio) e Rimini (domenica 5 luglio).

A Ravenna, in particolare, spazio alla vita di spiaggia, con la biciclettata sulla diga foranea di Marina di Ravenna e il pranzo vista mare in uno stabilimento balneare. Nel pomeriggio visita ai mosaici e ai monumenti Unesco, per concludere la giornata nella suggestiva atmosfera della Darsena con i suoi locali, dove il team di Lonely Planet si fermerà per aperitivo e cena.

Covid, a Ravenna ancora nessun nuovo caso. In regione altri 22. E 4 morti

In Emilia-Romagna i pazienti in terapia intensiva sono 12

Tamponi Coronavirus 1280x720Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.243 casi di positività, oggi (22 giugno) 22 in più rispetto a ieri, di cui 16 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale.

I tamponi effettuati sono 2.138, che raggiungono così complessivamente quota 455.992, con più di 42mila tamponi fatti la scorsa settimana da lunedì a sabato, per una media di oltre 7mila giornalieri, a cui si aggiungono altri 1.012 test sierologici, fatti sempre da ieri.

Le nuove guarigioni sono 36, per un totale di 22.854. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.154 (-18 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 1.013, -16 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 12, come ieri, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 129 (-2).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 22.854 (+36): 266 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.588 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 4 nuovi decessi: tre donne e un uomo. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.235. In particolare, si sono avuti 1 nella provincia di Piacenza, 1 in provincia di Modena e 2 in quella di Bologna.

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.537 a Piacenza (+1), 3.631 a Parma (+3),  4.991 a Reggio Emilia (+4), 3.943 a Modena (nessun nuovo caso), 4.774 a Bologna  (+11, di cui 9 asintomatici e 2 sintomatici in gran parte legati a focolai individuati in precedenza, tracciati e tutti in isolamento domiciliare). 402 casi positivi a Imola (nessun nuovo caso); 1.012 a Ferrara (nessun nuovo caso). I casi di positività in Romagna sono 4.953 (+3), di cui 1.037 a Ravenna (nessun nuovo caso), 952 a Forlì (+3), 785 a Cesena (nessun nuovo caso) e 2.179 a Rimini (nessun nuovo caso)

A Milano Marittima è nata un’arena in pineta. «A disposizione per ospitare eventi»

Si parte con il Ravenna Festival, ma si continuerà per tutta l’estate. Chi fosse interessato a organizzare qualcosa può contattare il Comune

IMG 20200622 WA0006L’Amministrazione comunale di Cervia, in collaborazione con Ravenna Festival, ha attrezzato l’Arena dei Pini a Milano Marittima, nel campetto adiacente allo Stadio “Germano Todoli”. L’area resterà attrezzata per tutta l’estate, come luogo nel quale realizzare iniziative culturali nel rispetto delle norme in vigore, e sarà messa a disposizione di chi intendesse organizzare eventi.

Proprio nell’Arena dei Pini questa sera (22 giugno) prenderà il via il programma cervese di Ravenna Festival, che prevede nove appuntamenti fino alla metà di luglio. A seguire, sono in programma altri eventi culturali, in luglio e agosto, dei quali «si sta definendo l’organizzazione», si legge in una nota del Comune. Tra questi, la stagione musicale della Cooperativa LaCorelli di Ravenna, la rassegna Filosofia sotto le stelle, tre spettacoli organizzati da Accademia Perduta Romagna Teatri, oltre ad alcune dirette di Sky Sport.

Chi fosse interessato a utilizzare l’area, può rivolgersi all’Unità Eventi per avere tutte le informazioni sulle pratiche necessarie per l’organizzazione: unitaeventi@comunecervia.it, tel. 0544.979333.

«Siamo veramente molto soddisfatti di aver trasformato in tempi assi rapidi la zona dell’antistadio Germano Todoli in “Arena dei Pini” – dichiara l’assessore alla Cultura Michele Fiumi – e di questo ringraziamo l’AS Cervia 1920 che ci ha dato la disponibilità per l’estate dell’area dello stadio e il Ravenna Festival che si è occupata di attrezzarla rispettando le stringenti normative anti Covid in vigore. Grazie alla vicinanza della secolare pineta, in un luogo pieno di fascino, abbiamo la straordinaria opportunità di coniugare narrazione, poesia, musica e ambiente e proponendo eventi di qualità e di prestigio per arricchire e prendersi cura delle nostre menti e delle nostre anime».

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