sabato
20 Giugno 2026

La (nuova) prima volta al ristorante: ecco come si mangia (e si ordina) in era Covid

La nostra esperienza all’agriturismo La Spagnera la sera del 18 maggio, primo giorno di riapertura

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Gel e termoscanner all’ingresso della Spagnera

«Mi conferma che siete della stessa famiglia, quindi tra voi non necessitate di distanziamento?». È la domanda a cui dovremo tutti abituarci a rispondere al momento di prenotare un tavolo al ristorante in epoca Covid.

A noi, in particolare, l’ha rivolta la titolare dell’agriturismo La Spagnera, a San Pietro in Vincoli, dove siamo stati la sera del 18 maggio, primo giorno di riapertura. Una sorta di test per capire cosa ci aspetterà da qui ai prossimi mesi.

Locale molto frequentato, in particolare da famiglie con bambini per il grande spazio esterno, alla Spagnera i lavori sono ancora in corso per rimodulare la propria offerta in vista dell’estate e per poter sfruttare il più possibile (come da ordinanza regionale) gli spazi esterni.

Al servizio di take away attivato nelle settimane di quarantena – e che prosegue tuttora con la possibilità di ritirare all’esterno del ristorante il proprio pranzo o cena d’asporto, direttamente senza dover scendere dall’auto – ora si aggiunge l’idea di allestire anche dei gazebo nel grande parco, dove i clienti, su prenotazione, possano consumare cibo da asporto da ritirare al ristorante. Una sorta di picnic in isolamento, all’aria aperta.

spagnera covidPer tutti gli altri, il ristorante si è già attrezzato (all’aperto e al chiuso) con una serie di accorgimenti previsti dalla normativa e che vanno anche oltre, per non rischiare alcun tipo di incidente.

Causa brutto tempo, noi siamo stati costretti a cenare all’interno. In una sala a uso praticamente esclusivo, per una famiglia di 4 persone conviventi e 2 adulti parenti, posizionati in un tavolino distanziato in modo da restare oltre il metro di distanza, ma comunque insieme.

L’ingresso e l’uscita dal locale sono separati e ben indicati, oltretutto dalla porta di uscita non è proprio possibile entrare.

Ai vari ingressi sono presenti gli ormai tanto diffusi (quando non obbligatori) gel di igienizzazione per le mani ed è disponibile (su richiesta dei clienti più intransigenti) anche un termoscanner per il controllo della temperatura (che non è però obbligatorio).

Una volta seduti al tavolo è possibile, come da norma nazionale, togliere le mascherine, obbligatorie invece non appena ci si alza dal tavolo, all’interno del locale.

Il menù arriva direttamente su Whatsapp, ma è presente una versione cartacea che poi verrebbe cestinata dopo l’utilizzo – ci viene detto – ma che preferiamo non “sprecare”.

Titolari e camerieri (tutti rigorosamente con mascherina) ci presentano un’altra novità, quella del tavolo di servizio, pensato (almeno all’interno, in attesa di capire esattamente su quali spazi si potrà contare all’esterno) per evitare qualsiasi contatto tra clienti e camerieri. In pratica le bevande e le portate vengono lasciate in un tavolo lasciato libero a fianco di quello in cui si mangia. Poi ci si alza per ritirarle, una volta arrivate. Così come, per agevolare il lavoro dei camerieri, si “sparecchia” appoggiando le stoviglie vuote nello stesso tavolo.

L’altra (piccola) novità a cui abituarsi è quella delle porzioni monodose, dal sale al parmigiano, un impegno in più per i ristoratori, che non modifica di certo l’esperienza del consumatore finale. Che termina con il pagamento alla cassa, “rinnovata” con una parete di plexiglass.

Test, insomma, ampiamente superato, tanto da poter consigliare, ai ravennati che possono, di tornare prima possibile ai tavoli del loro ristorante preferito.

Nel caso della Spagnera, l’unica incognita (come spesso è capitato e sta capitando anche in altri contesti in queste settimane di emergenza) è legata ai bambini, assidui frequentatori dell’agriturismo di San Pietro in Vincoli: le aree gioco, infatti, dovranno essere a numero chiuso, ma i titolari stanno pensando in parte di eliminarle per evitare problemi. D’altronde la fattoria offre altri motivi di svago e si può finire la serata, come capitato a noi, inseguendo semplicemente due lucciole nei campi…

Via libera agli spostamenti tra Emilia-Romagna e Toscana, nei comuni confinanti

I cittadini di Casola e Brisighella possono andare a Marradi e Palazzuolo sul Senio

BrisighellaCome permesso dalle ordinanze della Regione Toscana e della Regione Emilia-Romagna entrate in vigore lunedì 18 maggio, il presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, e il sindaco della Città Metropolitana di Firenze, Dario Nardella, con i sindaci dei comuni di Solarolo, Castel Bolognese, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Marradi e Palazzuolo sul Senio, hanno scritto ai Prefetti di Ravenna e Firenze comunicando di ammettere gli spostamenti degli abitanti dei comuni confinanti delle due province.

In particolare sono consentiti:
– lo spostamento dei cittadini dei comuni di Marradi e di Palazzuolo sul Senio da e verso i territori dei comuni di Faenza, Casola Valsenio, Riolo Terme, Brisighella, Solarolo e Castel Bolognese;
– lo spostamento dei cittadini del comune di Casola Valsenio da e verso il territorio del comune di Palazzuolo sul Senio;
– lo spostamento dei cittadini del comune di Brisighella da e verso il territorio dei comuni di Marradi e di Palazzuolo sul Senio.

«Si tratta di una decisione congiunta di assoluto buon senso – commenta il presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale – analogamente resa possibile dalle ordinanze delle Regioni Emilia Romagna e Toscana, a partire dal fatto che storicamente e socialmente i comuni confinanti delle province di Ravenna e Firenze condividono relazioni quotidiane e profonde, che vanno aldilà dei semplici confini amministrativi».

Da lunedì possono riaprire anche palestre e piscine. Ecco tutte le regole

Nuova ordinanza della Regione con i protocolli approvati. Tutti a distanza di un metro

5238042 0904 PalestrePalestre e piscine, da lunedì 25 maggio si parte. Come previsto dall’ordinanza di domenica scorsa del presidente Stefano Bonaccini, sono infatti stati approvati i protocolli con regole e requisiti condivisi dal tavolo regionale che ha riunito le associazioni di categoria, i sindacati e i Comuni, documenti recepiti da una nuova ordinanza del presidente della Regione firmata nel pomeriggio di ieri, 21 maggio.

Il provvedimento formalizza anche la riapertura anticipata degli stabilimenti balneari da sabato 23 maggio.

Fra le misure previste, no all’assembramento dei clienti all’ingresso delle strutture, installazione di dispenser con gel igienizzanti per la pulizia delle mani e di apposita cartellonistica sulle regole di comportamento da seguire, rispetto del distanziamento di almeno un metro tra le persone sedute e delle regole di igiene e pulizia dei locali. Obbligo di mascherine per clienti e personale nelle palestre.

In entrambi i protocolli, tra le misure di carattere generale comuni a palestre e piscine, si insiste sulla responsabilizzazione da parte delle persone che frequenteranno gli impianti. Sarà necessario, infatti, adottare comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza e prevenzione.

Di seguito, alcuni dei punti principali dei protocolli operativi.

Palestre

I gestori delle palestre sono tenuti ad informare clienti e personale addetto in merito a quanto prevedono le disposizioni in vigore, anche con cartelli esplicativi e depliant.

L’ingresso dei clienti deve evitare gli assembramenti e assicurare il distanziamento di almeno un metro tra una persona e l’altra.

Inoltre, specifica il protocollo, l’accesso alle strutture è consentito se protetti da mascherine chirurgiche (o analoghe mascherine consentite) che dovranno essere indossate anche durante la permanenza nelle aree comuni, tranne durante lo svolgimento dell’attività sportiva/motoria.

Questo vale anche per il personale addetto al ricevimento dei clienti, rispettando sempre il distanziamento sociale.

Potrà inoltre essere rilevata all’ingresso la temperatura corporea, tramite termometro digitale senza contatto, e anche sul versante delle norme igieniche, al di là di quelle basilari sulla sanificazione degli attrezzi e degli ambienti e sulla fornitura di dispenser di gel igienizzanti, i frequentatori delle palestre non potranno condividere cibo, bottigliette dell’acqua e vestiario.

Quanto ai servizi igienici e spogliatoi, si raccomanda di organizzare gli spazi per consentire il distanziamento, anche in questo caso di almeno un metro e di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti mettendo a disposizione dei sacchetti per riporre gli effetti personali.

Infine, sarà necessario garantire una aerazione adeguata dei locali, naturale e con impianti di ventilazione.

Piscine

Anche nel caso di questi impianti è necessario predisporre una adeguata cartellonistica, che informi delle norme di sicurezza che occorre rispettare.

È obbligatorio l’uso delle mascherine negli ambienti chiusi tipo reception, spogliatoi, servizi, bar, ecc… e negli ambienti all’aperto dove non è possibile mantenere il distanziamento di un metro (ingressi, percorsi, ecc.).

Deve essere assicurata la pulizia e disinfezione quotidiana dei locali, ambienti, sezioni, postazioni di lavoro.

Deve essere svolta, inoltre, una regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, attrezzature (sdraio, sedie, lettini, incluse attrezzature galleggianti, natanti, etc.).

Le attrezzature come ad esempio lettini, sedie a sdraio, ombrelloni etc. vanno disinfettati ad ogni cambio di persona o nucleo famigliare. Occorre anche garantire la disponibilità in vari punti di erogatori con soluzione disinfettante per l’igienizzazione delle mani.

Per garantire il corretto distanziamento tra le persone, occorre definire misure di distanziamento minime nelle vasche e aree pertinenti nonché nel solarium e tra le attrezzature disponibili, fermo restando che deve in ogni caso essere assicurato il distanziamento interpersonale di almeno un metro.

Per quanto riguarda gli ombrelloni nelle aree esterne, dovrà essere rispettato il limite minimo di distanza tra ombrelloni della stessa fila e tra file che garantisca una superficie minima ad ombrellone di 12 metri quadrati a paletto.

Per quanto riguarda gli spogliatoi e docce, occorre assicurare le distanze di almeno 1 metro. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche se depositati negli armadietti; non è consentito l’uso promiscuo degli armadietti.

Per quanto riguarda servizi igienici e docce, occorre prevedere la pulizia più volte durante la giornata e la disinfezione a fine giornata dopo la chiusura. All’interno del servizio dovranno essere disponibili, oltre all’igienizzante per le mani, kit con accessori per autopulizia quali prodotti detergenti e strumenti usa e getta per la pulizia che ciascun cliente potrà fare in autonomia.

Le aree giochi per bambini vanno delimitate ed individuate, indicando il numero massimo di bambini consentiti all’interno dell’area.

Le piscine dedicate ai giochi acquatici devono essere convertite in vasche per la balneazione.

Spiaggia chiusa per il fratino, il sindaco: «Va indirizzato alla riserva naturale»

Alcuni bagni ancora non hanno potuto sistemare gli ombrelloni per la nidificazione di questa specie protetta. Ora emerge una soluzione che coniuga protezione ed economia

UnnamedLe ordinanze di chiusura delle spiagge per il coronavirus hanno allontanato gli uomini e riportato i fratini sulla sabbia di Marina di Ravenna. Tra gli effetti dell’emergenza Covid-19 c’è anche questo: l’uccellino in via di estinzione ha nidificato in questi mesi in un tratto che va dal bagno Peter Pan al bagno Paradiso. La legge impone di salvaguardare i nidi e sono state sospese per alcune settimane tutte le attività in spiaggia, che è recintata e interdetta. In quel tratto la duna invernale a protezione della spiaggia non è stata ancora livellata.

Per questi bagni, già alle prese con tutte le nuove misure anti-contagio necessarie per riaprire, questa è una complicazione che rischia di compromettere la già difficile ripartenza. Ed è nell’equilibrio tra legge, salvaguardia naturale ed esigenze economiche che si sta muovendo l’amministrazione comunale di Ravenna.

«Il nostro comune – spiega il sindaco Michele de Pascale – ha una riserva alla Foce del Bevano completamente interdetta alle attività antropiche proprio per permettere la nidificazione del fratino ed è lì che dobbiamo indirizzarlo, per il suo bene e per quello dell’economia. Ecco perché abbiamo chiesto che vengano recintate zone molte circoscritte dove già ci sono i nidi e permettere invece di procedere stendendo il resto della duna. Direi che davvero i bagnini quest’anno ne hanno avute abbastanza da affrontare».

E così, man mano che le uova si schiuderanno e i pulcini diventeranno autonomi, anche quel tratto di spiaggia a Marina tornerà a essere vivibile per gli esseri umani. Una soluzione che soddisfa Stefano De Ruvo, del bagno Peter Pan, che aprirà la prossima settimana (e un po’ stupito, per usare un eufemismo, per l’accelerazione sull’apertura delle spiagge con l’anticipazione al 23 maggio): «Serve un po’ di pazienza e di attenzione, ma mi pare si sia trovato il modo di fare le cose nel modo migliore. La spiaggia sarà comunque vivibile, si tratta di ritardare di qualche giorno l’arrivo degli ombrelloni, ma spero che anche i clienti saranno comprensivi. Chissà, magari la stagione si potrà poi allungare».

Del resto, un nido di fratini può essere anche considerato un valore aggiunto. Anche se difficilmente il valore aggiunto potrà compensare l’oggettiva perdita di questi bagni che, a differenza dei vicini che hanno già gli ombrelloni sistemati, stanno ora completando i lavori sulla spiaggia dove volontari ecologisti tengono d’occhio i nidi.

Confermati i festival Nightmare e Visioni Fantastiche, saranno anche online

Gli appuntamenti organizzati dalla coop Start Cinema si terranno al Palazzo dei Congressi ma saranno affiancati sul web da visioni parallele

1.sitobuio 0 0La cooperativa Start Cinema di Ravenna che organizza i festival “Nightmare” e “Visioni Fantastiche” aderisce all’appello #laculturanonsiferma e annuncia lo svolgimento delle kermesse per novembre 2020 con un’importante novità. Ci sarà infatti di una edizione online che proporrà tutto l’anno opere cinematografiche e contenuti originali, per poi rendere disponibili online i programmi delle manifestazioni durante il loro svolgimento a novembre.

Nei prossimi mesi gli spettatori potranno così vedere un’accurata selezione di film (in particolare cortometraggi) resi disponibili dagli autori che hanno partecipato alle ultime edizioni, mentre a novembre, quando i Festival avranno luogo al Palazzo dei Congressi di Ravenna, potranno accedere online al programma della 18ma edizione del Ravenna Nightmare e della seconda edizione di Visioni Fantastiche. I Festival avverranno quindi secondo una diversa modalità di partecipazione che affiancherà la presenza fisica degli spettatori in sala a nuove forme di streaming da remoto.

A inaugurare la Online Edition del Ravenna Nightmare è “Buio” di Emanuela Rossi, thriller apocalittico premiato all’ultima edizione del Festival del Cinema di Roma, che in questi giorni di quarantena assume una valenza profetica. Il film narra infatti la storia di una terribile Apocalisse, vista attraverso gli occhi innocenti di tre ragazze costrette a barricarsi in casa per sopravvivere. Il film è acquistabile fino al 31 maggio sul sito del Ravenna Nightmare (www.ravennanightmare.it), al prezzo di 4,90 euro.

Dal 21 al 27 maggio è disponibile gratuitamente Anacronte, il visionario cortometraggio di Raul Koler e Emiliano Sette, presentato all’interno del Concorso Internazionale Cortometraggi della scorsa edizione del Festival. Con la sua animazione dalle tinte dark e le sue atmosfere allucinate, Anacronte narra l’orrore della millenaria lotta degli uomini contro gli Stregoni del Male: un film distopico che ben rispecchia il mood del Nightmare film festival.

Visioni Fantastiche, il festival di cinema per le scuole sempre al Palazzo dei Congressi dopo il Ravenna Nightmare, inaugura la proposta della sua Online Edition con Gamba Trista, cortometraggio scritto, diretto e prodotto da Francesco Filippi, che nella prima edizione del Festival si è aggiudicato il Premio al Miglior Cortometraggio nel Concorso Internazionale 12+ con il mediometraggio Mani Rosse. Il film d’animazione, disponibile sul sito del Festival (www.visionifantastiche.it), è stato selezionato in più di 200 festival e ha vinto 80 premi, di cui 7 consegnati da giurie di bambini. Un corto in salsa bolognese che rappresenta un inno alla diversità, capace di emozionare bambini e adulti.

Coronavirus: in provincia un nuovo caso e nessun morto per il quarto giorno di fila

I dati aggiornati alle 12 del 21 maggio. In totale oltre 700 guarigioni su mille positivi

Test CoronavirusPer il quarto giorno consecutivo la provincia di Ravenna non registra decessi di persone ammalate di Covid. E c’è solo una nuova positività diagnosticata. Numeri incoraggianti quelli aggiornati alle 12 di oggi, 21 maggio, per inquadrare l’evoluzione dell’epidemia da coronavirus. In totale le persone positive nella provincia dall’inizio dell’epidemia a fine febbraio sono 1.018: settecento sono già guarite e 81 sono decedute.

Il nuovo caso odierno è in isolamento domiciliare nella sua residenza nel comune di Massa Lombarda. Sono circa 170, infine, le persone che restano in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

La distribuzione dei casi positivi per comune è la seguente:
450 Ravenna
132 Faenza
77 Cervia
68 Lugo
62 Russi
37 Bagnacavallo
29 Alfonsine
22 Castel Bolognese
21 Fusignano
16 Cotignola
12 Massa Lombarda
11 Brisighella
8 Conselice
8 Riolo Terme
6 Solarolo
4 Sant’Agata sul Santerno
2 Casola Valsenio
1 Bagnara
54 residenti al di fuori della provincia di Ravenna

Barca in fiamme al cantiere navale, indagini sulle cause dell’incendio

Uno yacht in manutenzione ma già tornato in acqua. Vigili del fuoco intervenuti con l’imbarcazione della squadra portuale

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Un incendio ha distrutto una barca al cantiere navale Carnevali a Marina di Ravenna. Le fiamme si sono sviluppate nella tarda mattinata di oggi, 21 maggio. L’imbarcazione è uno yacht di 15 metri che era ormeggiato in banchina, già rimesso in acqua al termine della manutenzione invernale. La consegna al proprietario era prevista per i prossimi giorni.

Non ci sono feriti. L’incendio si è propagato quando il personale del cantiere era uscito in pausa pranzo. Le fiamme hanno danneggiato altre imbarcazioni adiacenti e in parte le attrezzature di Carnevali.

La colonna di fumo nero sprigionata dal rogo è stata avvistata da diversi km di distanza. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme con l’intervento dell’imbarcazione in dotazione alla squadra portuale. Sul posto sono intervenuti le forze dell’ordine e il magistrato di turno.

Furti alla camera mortuaria, il gestore vieta le cassette per le offerte

L’azienda pubblica Azimut aveva precisato di non essere incaricata della vigilanza. Lista per Ravenna propone che venga data la custodia ai familiari dei defunti

Tavolino Delle OfferteIl gestore della camera mortuaria di Ravenna, la società Azimut controllata dal Comune, ha comunicato alle imprese di pompe funebri la sospensione temporanea del servizio di cassette per la raccolta di offerte per i defunti. La decisione è stata presa dopo il verificarsi di due ravvicinati episodi di furto delle stesse cassette, circostanza resa nota da un consigliere territoriale di Lpr. Azimut aveva già precisato che non è sua competenza la sorveglianza degli spazi.

Ora il consigliere comunale di Lpr, Alvaro Ancisi, critica la decisione: «Il divieto di esporre, da parte delle famiglie, la cassetta delle offerte a fianco della salma dei propri cari custodita presso la camera mortuaria, come sarebbe anche in chiesa nel caso delle cerimonie religiose, offende prima di tutto il senso dell’umana pietà. Le offerte sono un gesto di suffragio e di partecipazione alla sofferenza di una famiglia per la scomparsa di una persona cara, destinato generalmente ad opere di bene a beneficio di un ente indicato dalla persona stessa. La cassetta trafugata conteneva, ad esempio, offerte per l’hospice Villa Adalgisa di Borgo Montone. È dunque moralmente, prima che politicamente, deprecabile che si possa impedirlo».

Ancisi presenta un’interrogazione al sindaco per chiedere come intende procedere e propone di «lasciare la responsabilità di custodire la cassetta ai famigliari della persona defunta, cosicché, nei periodi diurni di loro assenza o anche di chiusura notturna della camera mortuaria, sia presa in carico da qualcuno di loro».

La raccolta differenziata porta a porta a Milano Marittina nord spostata al 2021

Il servizio doveva partire a breve ma l’emergenza coronavirus non ha permesso di completare l’organizzazione

Plastica 3Il Comune di Cervia e Hera hanno deciso di slittare alla primavera/estate 2021 l’inizio della raccolta differenziata porta a porta a Milano Marittima Nord che sarebbe dovuta iniziare invece nelle prossime settimane.

L’emergenza sanitaria ha rallentato e bloccato alcuni passaggi fondamentali per arrivare a compimento del percorso iniziato. Per il rispetto del distanziamento sociale e delle norme vigenti è stato impossibile effettuare la distribuzione casa per casa del materiale (bidoncini,calendario raccolta, ecc.). Inoltre la zona di Milano Marittima Nord è caratterizzata da una forte presenza di imprese legate al turismo, le quali in questo momento pagano forti problemi di riorganizzazione e gestione.

«Non siamo ancora fuori dall’epidemia, nella fase 2 manteniamo alta l’attenzione»

La direttrice del dipartimento di Sanità pubblica, Raffaella Angelini: «In provincia i numeri sono bassi perché il virus è arrivato poco prima del lockdown, i cittadini hanno rispettato le regole e forse anche l’Ausl ha tracciato bene i contatti»

Pubblica Assistenza Ravenna 02Chi è stato negli uffici del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl a Ravenna ha avuto l’impressione di essere in un commissariato dove si indaga su un delitto. Perché le bacheche erano piene di nomi di persone di cui si cercava di ricostruire a ritroso i contatti avuti. Erano i casi diagnosticati di Covid-19 per cui andava ricostruita la catena di potenziali persone contagiate prima dell’insorgere della malattia. A capo del dipartimento c’è Raffaella Angelini che ora vede i frutti del lavoro fatto ma non abbassa la guardia.

Dottoressa Angelini, partiamo dai numeri. Dalla fine di febbraio al 20 maggio in totale in provincia sono stati diagnosticati 1.017 casi, di cui solo una cinquantina nelle ultime tre settimane. Siamo fuori dall’epidemia?
«Le guarigioni complete, quelle attestate da due tamponi negativi consecutivi in 48 ore, sono circa 700. Ma al 19 maggio i casi attivi erano 164, 24 in meno rispetto a lunedì 11 maggio; di questi pazienti 77 sono ricoverati e 87 in isolamento domiciliare, di questi ultimi 46 sono asintomatici e 41 presentano sintomi compatibili con tale regime. Fino a quando ce ne sarà ancora almeno uno di questi non mi sentirà dire che siamo fuori».

Coronavirus OspedaleUn parametro importante è il cosiddetto Rt (da leggere erre con ti): il tasso di contagiosità dopo l’applicazione di misure di contenimento della malattia. Cioè quante persone in media può infettare un ammalato. Che numeri abbiamo in provincia?
«Dal 14 maggio siamo sotto lo 0,5 ma nelle fasi iniziali siamo stati tra 2 e 2,5. Possiamo guardare con ottimismo all’andamento: continuiamo a fare circa duemila tamponi a settimana e i positivi sono molto pochi e sono soggetti che andiamo a cercare attivamente».

Cosa significa?
«A inizio marzo le nuove positività riscontrate erano quelle di persone che stavano male, che avevano sintomi, che si rivolgevano ai medici di base o chiamavano il 118. Oggi invece sono familiari di casi noti che magari non hanno nemmeno sintomi ma andiamo a testare per avere una ulteriore certezza prima di dare il via libera ai guariti».

Coronavirus LaboratorioQuanto dura il decorso della malattia?
«In media quattro settimane. Ma abbiamo casi ancora positivi ai tamponi dopo più di due mesi».

Come si spiega?
«La malattia è ancora troppo nuova per dare risposte. Possiamo fare ipotesi. Il tampone naso-faringeo è l’unico test valido: cerca tracce di Rna virale ma non distingue se si tratta di un virus ancora attivo o solo di un frammento che non è più contagioso. Questo può dipendere anche dal punto della gola in cui viene prelevato il campione. Vale il principio di precauzione e si considera il soggetto ancora positivo. Sappiamo che la precisione del tampone è del 75 percento: uno su quattro può sbagliare».

Ci sono state persone risultate negative e poi di nuovo positive. Si sono riammalati?
«Credo sia più probabile che dipenda da come è stato raccolto il campione naso-faringeo. In parole povere quando il soggetto sta guarendo la carica virale è meno presente e quindi c’è differenza a seconda di dove tocca il tampone e quanto campione raccoglie».

Woman In Face Mask Checking Thermometer 3987152Cosa ha inciso per mantenere la diffusione nel territorio ravennate tutto sommato ridotta e arginata?
«La cosa più determinante è stata l’imposizione del lockdown pochi giorni dopo che il virus aveva cominciato a circolare nelle nostre zone. Poi va riconosciuto che i cittadini sono stati disciplinati e hanno rispettato le regole. E forse anche l’Ausl è stata brava a tracciare i contatti. Non sono tanti quelli che lamentano di essere rimasti inascoltati pur avendo i sintomi».

Ha influito il noto isolamento del territorio, distante dall’asse della via Emilia?
«Non credo. La via Emilia attraversa la provincia e non ci sono variazioni significative in quelle zone. E poi non dimentichiamoci che c’è il porto della regione: non tanto per le navi, quanto per i 1.500 camion che collegano lo scalo alle zone più industrializzate del nord Italia che sono quelle più colpite dal virus».

Come si muove l’ufficio di Igiene pubblica quando viene a conoscenza di un caso sospetto?
«A noi le segnalazioni arrivano dai medici del territorio, dal pronto soccorso o dal singolo cittadino. A quel punto la prima corsa è una intervista telefonica alla persona per capire meglio il quadro epidemiologico e informare la squadra di medici che devono raccogliere il tampone a domicilio. Se l’esito è positivo, il soggetto va in isolamento e si fa una nuova intervista per individuare i possibili contatti a rischio nei 14 giorni precedenti. Vengono contattati e si tengono in osservazione attiva: li chiamiamo tutti i giorni per farci comunicare la temperatura corporea e all’insorgenza del primo sintomo si procede con il tampone avviando una nuova catena in caso di positività».

Coronavirus TamponeCome si sono ammalati i ravennati?
«All’inizio della diffusione del virus hanno pesato le settimane bianche di febbraio e molti casi erano di persone che si spostavano per lavoro fuori provincia, magari in zone emiliane e lombarde. Una volta introdotto il lockdown la diffusione è avvenuta in ambito locale, in contesti chiusi, soprattutto strutture socio-assistenziali, reparti ospedalieri e famiglie».

Rientra tra le cose normali ammalarsi in ospedale?
«Nell’opinione pubblica può non essere così, ma noi che ci lavoriamo sappiamo che gli ospedali sono ambienti a rischio per tante malattie infettive anche prima del Covid. L’ospedale accoglie persone in cattive condizioni di salute che quindi hanno suscettibilità maggiore ad ammalarsi. Questa malattia è arrivata un po’ come uno tsunami».

Le situazioni più delicate sono state una palestra a Ravenna, due case di riposo tra Ravenna e Russi e qualche reparto ospedaliero. Come avete affrontato quei casi?
«Quando uno dei casi emersi proveniva da contesti con elevato rischio non abbiamo aspettato che si presentassero i sintomi e ci contattassero le persone: ci siamo fatti dare gli elenchi delle persone e abbiamo fatto una ricerca attiva».

Tamponi CoronavirusAdesso come si procede con tamponi e test sierologici?
«Il personale sanitario, gli operatori delle case di riposo, gli appartenenti alle forze dell’ordine vengono sottoposti al test sierologico ogni 15 giorni: chi ha gli anticorpi viene sottoposto anche al tampone per capire se è ancora infetto. Poi c’è una sorveglianza speciale sugli anziani nelle Rsa: abbiamo fatto tamponi a tappeto e a parte le due strutture già note, non sono emerse positività da altre parti. Il monitoraggio è continuo e frequente per intercettare il minimo sintomo: se in ospedale arriva un anziano negativo ma con situazioni a rischio andiamo a fare tamponi nella struttura di provenienza. E infine restano i medici di base: febbre con tosse e raffreddore a maggio è uno scenario più facile da individuare essendo fuori da periodo dell’influenza stagionale».

Che estate e che autunno ci aspettano?
«Questo è difficile da dire e non mi spingo a fare previsioni che competono agli epidemiologi. Intanto sarà importante capire come andranno i numeri dei con- tagi a ridosso del 18 maggio, quando saranno passate due settimane dalle prime riaperture della fase 2. E poi un po’ alla volta si allargheranno le apertura con protocolli specifici. Stiamo lavorando per i centri estivi ma è presto per parlarne. L’importante è capire che le riaperture non significano che bisogna smettere di seguire le regole: lavarsi le mani, mantenere la distanza e usare le mascherine resta importantissimo, fondamentale. La riapertura di un bar non va fraintesa con l’abbassamento delle attenzioni, anzi il contrario. Le mani sono il principale veicolo di trasmissione del virus: laviamole spesso e bene».

Va a recuperare la droga seppellita in un cespuglio ma la volante lo vede: arrestato

Un 33enne stava recuperando cocaina e marijuana in un parcheggio

Ev.owaNon si è accorto dell’avvicinarsi dei poliziotti ed è stato sorpreso mentre dissotterrava delle confezioni di materiale plastico, al cui interno risulteranno essere contenuti quarantasette involucri per un totale di 37 e 0,5 grammi di cocaina e marijuana. La squadra volante della polizia ha arrestato a Ravenna un 33enne  tunisino per detenzione illecita di sostanze stupefacenti e irregolarità con le norme di soggiorno. L’arresto è avvenuto poco prima della mezzanotte di ieri 20 maggio, nei pressi della cinta muraria adiacente al parcheggio di via Fiume Montone Abbandonato.

L’uomo, che non aveva con sé alcun documento, è stato accompagnato in questura per l’identificazione. L’uomo, sposato con una cittadina straniera residente in Italia, è risultato gravato da diversi precedenti per reati inerenti gli stupefacenti e per la violazione delle leggi sull’immigrazione. Nulla è emerso dalla perquisizione effettuata presso la residenza della moglie, dove il 33enne risiede.

Nella mattinata di oggi il tribunale ha convalidato l’arresto, concesso i termini a difesa e disposto nei confronti dell’imputato gli arresti domiciliari sino allo svolgimento del processo.

«Finita l’emergenza Covid dovrà cambiare il nostro approccio al tema della privacy»

Le riflessioni di Zena Foschini, esperta di protezione dei dati personali per lo studio di consulenza Martini: «Dobbiamo capire che i nostri dati non sono “pubblici”, ma qualcosa che ci appartiene, che dobbiamo custodire e salvaguardare»

Zena Foschini, 24 anni, si laurea nel 2019 in Consulente del Lavoro e delle Relazioni Aziendali, scoprendo contemporaneamente la sua passione per la disciplina privacy. Grazie a questo intraprende un percorso di studio diventando Data Protection Officer Certificato. Attualmente è una collaboratrice di Studio Martini.

Privacy Internet 527836Dall’inizio del 2020 l’emergenza Covid-19 ha coinvolto – sconvolto – le vite dell’intera popolazione mondiale, mutando le abitudini di ognuno di noi. Abbiamo reimparato a lavarci le mani, a mantenere le distanze di sicurezza che – si sa – nel caos della vita non si rispettano mai. Abbiamo dovuto riflettere sui rapporti di lavoro, su come modularli per continuare a svolgere la nostra routine senza che questo andasse in contrasto con il nostro rendimento.

Non solo: per via della situazione migliaia di persone si sono interfacciate con portali istituzionali, con Pin, codici di accesso, dati personali. Questi ultimi sono i protagonisti di una storia troppo spesso trascurata, su cui invece l’emergenza deve obbligatoriamente farci riflettere. La disciplina privacy è sempre stata messa da parte: “non ho tempo”, “non ho voglia”, “tanto non succede nulla”. E invece gli imprevisti accadono anche a chi dovrebbe dare il cosiddetto buon esempio: all’apertura del portale per richiedere il Bonus da 600 euro il sito Inps è collassato, permettendo che avvenissero scambi di utenti e ripetute violazioni della riservatezza dei dati, il quale è un diritto assoluto.

L’evento straordinario (con l’accezione di fuori dalla normalità) del Coronavirus dev’essere considerato uno spiacevole punto di partenza, perché “una volta toccato il fondo si può solo risalire”. All’Italia, a tutti noi, già messi a dura prova, viene chiesto di adeguarsi al nulla-sarà-più-come-prima, ai nuovi sistemi adottati, alla nostra nuova vita. Cosa cambierà (e dovrà cambiare) in materia di privacy dopo l’emergenza? Sicuramente il nostro approccio a essa. I nostri dati personali vengono utilizzati nella maggior parte delle cose che facciamo: compriamo e paghiamo con la carta di credito, guardiamo la televisione e viene elaborato lo share, lavoriamo al computer e veniamo in contatto con informazioni altrui. Ciò che bisogna capire è che i nostri dati non sono “pubblici”, a disposizione di chiunque ma qualcosa che ci appartiene, che dobbiamo custodire e salvaguardare.

Per questo motivo auspico un cambiamento già da questi giorni di Fase 2: non solo si dovrà pensare alla sicurezza di ognuno di noi indossando mascherine e utilizzando igienizzanti, ma anche a quella delle nostre informazioni, perché i dati siamo noi.

L’emergenza ha condizionato il nostro modo di interagire con gli altri, portandoci ad analizzare ogni nostro singolo sintomo, mettendo sotto osservazione qualsiasi alterazione. Il Ministero della Salute ha approvato l’app Immuni per contenere i contagi, sul luogo di lavoro chiederanno autocertificazioni sul nostro stato di salute, senza pensare a cosa questo potrebbe comportare. Come verranno conservati questi dati? A chi andranno in mano? Sono davvero necessari? È arrivato il momento di associare la parola privacy alla sicurezza personale, implementando procedure di salvaguardia ai nostri gesti quotidiani.

A questo proposito, con il nuovo Protocollo condiviso sulle misure per il contrasto al Covid-19 negli ambienti di lavoro, il datore potrà misurare la nostra temperatura corporea. Per fare ciò dovrà essere fornita un’informativa, in cui si daranno garanzie precise: stiamo facendo questo per disposizioni di legge e il dato non verrà conservato né divulgato. Come si diceva, le aziende hanno anche imparato che l’organizzazione può essere mobile ed elastica, i clienti e fornitori possono essere incontrati anche virtualmente tramite una videochiamata, i collaboratori possono lavorare anche a distanza. In molti casi un tale cambiamento può portare benefici: statistiche alla mano, in modalità Smart Working le assenze diminuiscono, la serenità dei dipendenti aumenta così come la loro produttività.

Nel post Coronavirus sono sicura che queste nuove prassi verranno sempre più utilizzate e il lavoro sarà sempre più fluido. Proprio per questo motivo dovrà essere ripresa la disciplina di tutela dei dati, pensando a come proteggerli sia dentro sia fuori dalla sede di lavoro, utilizzando strumenti sicuri poiché nulla dev’essere più lasciato al caso. Allora perché non mettere in pratica le norme che già ci sono?

Il Regolamento europeo 679/2016 offre spunti e direttive da attuare, evitando così di incorrere in sanzioni. Sì, perché non rispettare il diritto alla riservatezza comporta multe anche molto salate. A questo punto alcuni imprenditori iniziano a sudare freddo e la privacy viene etichettata come un adempimento oneroso in più, un costo che si aggiunge alla lista. Proprio di questa mentalità io desidero un cambiamento: la privacy non è un costo, la privacy è un diritto. Il primo passo può essere fatto prendendo coscienza di quali siano i dati che vengono messi in campo in ogni nostra azione e porsi la domanda: “Come posso proteggerli?”. In questo modo impareremo che non ci vogliono sforzi titanici ma minimi accorgimenti che garantiranno massimi risultati, soprattutto nei momenti di crisi.

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