La nostra esperienza all’agriturismo La Spagnera la sera del 18 maggio, primo giorno di riapertura

«Mi conferma che siete della stessa famiglia, quindi tra voi non necessitate di distanziamento?». È la domanda a cui dovremo tutti abituarci a rispondere al momento di prenotare un tavolo al ristorante in epoca Covid.
A noi, in particolare, l’ha rivolta la titolare dell’agriturismo La Spagnera, a San Pietro in Vincoli, dove siamo stati la sera del 18 maggio, primo giorno di riapertura. Una sorta di test per capire cosa ci aspetterà da qui ai prossimi mesi.
Locale molto frequentato, in particolare da famiglie con bambini per il grande spazio esterno, alla Spagnera i lavori sono ancora in corso per rimodulare la propria offerta in vista dell’estate e per poter sfruttare il più possibile (come da ordinanza regionale) gli spazi esterni.
Al servizio di take away attivato nelle settimane di quarantena – e che prosegue tuttora con la possibilità di ritirare all’esterno del ristorante il proprio pranzo o cena d’asporto, direttamente senza dover scendere dall’auto – ora si aggiunge l’idea di allestire anche dei gazebo nel grande parco, dove i clienti, su prenotazione, possano consumare cibo da asporto da ritirare al ristorante. Una sorta di picnic in isolamento, all’aria aperta.
Per tutti gli altri, il ristorante si è già attrezzato (all’aperto e al chiuso) con una serie di accorgimenti previsti dalla normativa e che vanno anche oltre, per non rischiare alcun tipo di incidente.
Causa brutto tempo, noi siamo stati costretti a cenare all’interno. In una sala a uso praticamente esclusivo, per una famiglia di 4 persone conviventi e 2 adulti parenti, posizionati in un tavolino distanziato in modo da restare oltre il metro di distanza, ma comunque insieme.
L’ingresso e l’uscita dal locale sono separati e ben indicati, oltretutto dalla porta di uscita non è proprio possibile entrare.
Ai vari ingressi sono presenti gli ormai tanto diffusi (quando non obbligatori) gel di igienizzazione per le mani ed è disponibile (su richiesta dei clienti più intransigenti) anche un termoscanner per il controllo della temperatura (che non è però obbligatorio).
Una volta seduti al tavolo è possibile, come da norma nazionale, togliere le mascherine, obbligatorie invece non appena ci si alza dal tavolo, all’interno del locale.
Il menù arriva direttamente su Whatsapp, ma è presente una versione cartacea che poi verrebbe cestinata dopo l’utilizzo – ci viene detto – ma che preferiamo non “sprecare”.
Titolari e camerieri (tutti rigorosamente con mascherina) ci presentano un’altra novità, quella del tavolo di servizio, pensato (almeno all’interno, in attesa di capire esattamente su quali spazi si potrà contare all’esterno) per evitare qualsiasi contatto tra clienti e camerieri. In pratica le bevande e le portate vengono lasciate in un tavolo lasciato libero a fianco di quello in cui si mangia. Poi ci si alza per ritirarle, una volta arrivate. Così come, per agevolare il lavoro dei camerieri, si “sparecchia” appoggiando le stoviglie vuote nello stesso tavolo.
L’altra (piccola) novità a cui abituarsi è quella delle porzioni monodose, dal sale al parmigiano, un impegno in più per i ristoratori, che non modifica di certo l’esperienza del consumatore finale. Che termina con il pagamento alla cassa, “rinnovata” con una parete di plexiglass.
Test, insomma, ampiamente superato, tanto da poter consigliare, ai ravennati che possono, di tornare prima possibile ai tavoli del loro ristorante preferito.
Nel caso della Spagnera, l’unica incognita (come spesso è capitato e sta capitando anche in altri contesti in queste settimane di emergenza) è legata ai bambini, assidui frequentatori dell’agriturismo di San Pietro in Vincoli: le aree gioco, infatti, dovranno essere a numero chiuso, ma i titolari stanno pensando in parte di eliminarle per evitare problemi. D’altronde la fattoria offre altri motivi di svago e si può finire la serata, come capitato a noi, inseguendo semplicemente due lucciole nei campi…
Come permesso dalle ordinanze della Regione Toscana e della Regione Emilia-Romagna entrate in vigore lunedì 18 maggio, il presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, e il sindaco della Città Metropolitana di Firenze, Dario Nardella, con i sindaci dei comuni di Solarolo, Castel Bolognese, Brisighella, Riolo Terme, Casola Valsenio, Marradi e Palazzuolo sul Senio, hanno scritto ai Prefetti di Ravenna e Firenze comunicando di ammettere gli spostamenti degli abitanti dei comuni confinanti delle due province.
Palestre e piscine, da lunedì 25 maggio si parte. Come previsto dall’ordinanza di domenica scorsa del presidente Stefano Bonaccini, sono infatti stati approvati i protocolli con regole e requisiti condivisi dal tavolo regionale che ha riunito le associazioni di categoria, i sindacati e i Comuni, documenti recepiti da una nuova ordinanza del presidente della Regione firmata nel pomeriggio di ieri, 21 maggio.
Le ordinanze di chiusura delle spiagge per il coronavirus hanno allontanato gli uomini e riportato i fratini sulla sabbia di Marina di Ravenna. Tra gli effetti dell’emergenza Covid-19 c’è anche questo: l’uccellino in via di estinzione ha nidificato in questi mesi in un tratto che va dal bagno Peter Pan al bagno Paradiso. La legge impone di salvaguardare i nidi e sono state sospese per alcune settimane tutte le attività in spiaggia, che è recintata e interdetta. In quel tratto la duna invernale a protezione della spiaggia non è stata ancora livellata.
La cooperativa Start Cinema di Ravenna che organizza i festival “Nightmare” e “Visioni Fantastiche” aderisce all’appello #laculturanonsiferma e annuncia lo svolgimento delle kermesse per novembre 2020 con un’importante novità. Ci sarà infatti di una
Per il quarto giorno consecutivo la provincia di Ravenna non registra decessi di persone ammalate di Covid. E c’è solo una nuova positività diagnosticata. Numeri incoraggianti quelli aggiornati alle 12 di oggi, 21 maggio, per inquadrare l’evoluzione dell’epidemia da coronavirus. In totale le persone positive nella provincia dall’inizio dell’epidemia a fine febbraio sono 1.018: settecento sono già guarite e 81 sono decedute.
Il gestore della camera mortuaria di Ravenna, la società Azimut controllata dal Comune, ha comunicato alle imprese di pompe funebri la sospensione temporanea del servizio di cassette per la raccolta di offerte per i defunti. La decisione è stata presa dopo il verificarsi di due ravvicinati episodi di furto delle stesse cassette, circostanza resa nota da un
Il Comune di Cervia e Hera hanno deciso di slittare alla primavera/estate 2021 l’inizio della raccolta differenziata porta a porta a Milano Marittima Nord che sarebbe dovuta iniziare invece nelle prossime settimane.
Chi è stato negli uffici del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl a Ravenna ha avuto l’impressione di essere in un commissariato dove si indaga su un delitto. Perché le bacheche erano piene di nomi di persone di cui si cercava di ricostruire a ritroso i contatti avuti. Erano i casi diagnosticati di Covid-19 per cui andava ricostruita la catena di potenziali persone contagiate prima dell’insorgere della malattia. A capo del dipartimento c’è Raffaella Angelini che ora vede i frutti del lavoro fatto ma non abbassa la guardia.
Un parametro importante è il cosiddetto Rt (da leggere erre con ti): il tasso di contagiosità dopo l’applicazione di misure di contenimento della malattia. Cioè quante persone in media può infettare un ammalato. Che numeri abbiamo in provincia?
Quanto dura il decorso della malattia?
Cosa ha inciso per mantenere la diffusione nel territorio ravennate tutto sommato ridotta e arginata?
Come si sono ammalati i ravennati?
Adesso come si procede con tamponi e test sierologici?
Non si è accorto dell’avvicinarsi dei poliziotti ed è stato sorpreso mentre dissotterrava delle confezioni di materiale plastico, al cui interno risulteranno essere contenuti quarantasette involucri per un totale di 37 e 0,5 grammi di cocaina e marijuana. La squadra volante della polizia ha arrestato a Ravenna un 33enne tunisino per detenzione illecita di sostanze stupefacenti e irregolarità con le norme di soggiorno. L’arresto è avvenuto poco prima della mezzanotte di ieri 20 maggio, nei pressi della cinta muraria adiacente al parcheggio di via Fiume Montone Abbandonato.
Dall’inizio del 2020 l’emergenza Covid-19 ha coinvolto – sconvolto – le vite dell’intera popolazione mondiale, mutando le abitudini di ognuno di noi. Abbiamo reimparato a lavarci le mani, a mantenere le distanze di sicurezza che – si sa – nel caos della vita non si rispettano mai. Abbiamo dovuto riflettere sui rapporti di lavoro, su come modularli per continuare a svolgere la nostra routine senza che questo andasse in contrasto con il nostro rendimento.