martedì
16 Giugno 2026

Ordigni bellici nella duna sulla spiaggia di Lido Adriano, in corso la bonifica

Vietato da un’ordinanza l’accesso, già comunque regolato dalle norme anti coronavirus

Polizia Controlli Covid Spiaggia 3
Foto di repertorio

Il tratto di spiaggia di Lido Adriano compreso tra gli stabilimenti balneari Giada Beach e Bagno Azzurra è oggetto in questi giorni di un’operazione di bonifica bellica, in quanto nella duna a protezione dell’abitato sono stati ritrovati diversi ordigni e loro frammenti, avvolti da consistenti incrostazioni marine.

Fermo restando che comunque sono in vigore le misure di contenimento e contrasto della diffusione del Coronavirus, che consentono spostamenti solo per ragioni di lavoro, salute e necessità, un’ordinanza comunale vieta a chiunque di accedere al tratto di spiaggia compreso tra i due stabilimenti balneari, tranne al personale della ditta incaricata delle operazioni di bonifica bellica, al personale delle forze dell’ordine e militari, al personale dipendente del Comune di Ravenna per l’accesso al cantiere.

Al personale impegnato in lavorazioni all’interno degli stabilimenti balneari è consentito l’accesso allo stabilimento e alle pertinenze, resta precluso l’accesso alla spiaggia.

Coronavirus, “solo” 4 nuovi casi a Ravenna. Ma c’è anche un altro morto (di 72 anni)

 

In Emilia-Romagna sono 23.434 i casi di positività al Coronavirus, 342 in più rispetto a ieri. Le nuove guarigioni sono 445 (7.146 in totale). I test effettuati hanno raggiunto quota 140.874, 5.996 in più rispetto a ieri. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi (22 aprile) sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

In calo i casi positivi attivi: -160 rispetto a ieri (13.084 contro 13.244).

Calano anche le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi: complessivamente arrivano a 8.903, 116 in meno rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 282, stabili rispetto ieri. E diminuiscono quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-81).

Le persone complessivamente guarite salgono a 7.146 (+445): 2.337 “clinicamente guarite, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 4.809 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Si registrano 57 nuovi decessi: 22 uomini e 35 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 3.204. I nuovi riguardano 10 residenti nella provincia di Piacenza, 6 in quella di Parma, 11 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena,10 in quella di Bologna (1 nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in provincia di Ravenna (un uomo di 72 anni), 2 nella provincia di Forlì-Cesena, tutti nel territorio forlivese), 5 nella provincia di Rimini; 2 decessi di fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 3.533 a Piacenza (73 in più rispetto a ieri), 2.973 a Parma (64 in più), 4.437 a Reggio Emilia (68 in più), 3.472 a Modena (23 in più), 3.558 a Bologna (51 in più),359 le positività registrate a Imola (1 in più), 833 a Ferrara (28 in più). In Romagna sono complessivamente 4.269 (34 in più), di cui 941 a Ravenna (4 in più), 833 a Forlì (4 in più), 621 a Cesena (4 in più), 1.874 a Rimini (22 in più).

In maggio «attività fisica all’aperto, da soli». 150 euro a famiglia per lo sport

L’annuncio del sottosegretario alla presidenza della giunta dell’Emilia-Romagna

Photo Of Woman Wearing Pink Sports Shoes Walking 1556710«Ci avviciniamo a una fase diversa, i numeri stanno migliorando e ci stiamo abituando tutti a tenere nuovi comportamenti. Credo che con il regime che si aprirà dopo il 3 maggio sarà possibile per tutti gli sportivi recuperare una fase della propria attività fisica, quella individuale in particolare, quindi sempre da soli e distanti dagli altri. Stanno maturando le condizioni per fare questo». Lo ha spiegato il sottosegretario alla presidenza della giunta dell’Emilia-Romagna, Davide Baruffi, rispondendo in diretta Facebook alle domande dei cittadini sulla possibilità di riprendere l’attività fisica all’aperto.

Rimanendo in tema di sport, Baruffi ha parlato anche delle difficoltà delle piccole società sportive rimaste senza sponsor e quote di tesseramento. «La Regione ha fatto un primo stanziamento di 3 milioni e mezzo di euro e ha concordato come utilizzare questi soldi con il Coni e i Comuni. A settembre ci sarà un contributo, un voucher mediamente di 150 euro per le famiglie, in modo da consentire a tutti di svolgere attività sportiva».  (Ansa.it)

Confesercenti ai sindaci: «Suolo pubblico gratis, eventi in grande stile in inverno»

La presidente provinciale Confesercenti, Monica Ciarapica, ha inviato ai sindaci della provincia di Ravenna la lettera che di seguito riportiamo integralmente.

Cameriere Foto Presa Da LavoroinpenisolaLe aziende del commercio, turismo e servizi, senza protestare, hanno accettato una chiusura gravosa, ma necessaria, nella convinzione che la salute pubblica sia la priorità assoluta. Sono trascorsi circa due mesi da quando gran parte delle imprese sono chiuse. Senza clienti, senza incassi, ma con dipendenti, contributi, tasse, affitti, bollette, mutui ed impegni pregressi, per non parlare della merce e delle scorte. La situazione può diventare esplosiva, con risvolti non solo economici, ma anche sociali e umani pesantissimi. È ormai chiaro a tutti che, almeno per qualche tempo, dovremo convivere con il Coronavirus. Per questo è importante avviare velocemente la riapertura delle attività, dotandosi di idonee misure di sicurezza. Confesercenti nazionale ha inviato al Governo un documento preciso e puntuale, con modalità operative per tutti i settori che ci riguardano. La stima delle perdite di fatturato previste nel 2020 è pesantissima: 29% per bar e ristoranti; 31 % per alberghi; 18% per commercio al dettaglio non alimentare (valore che sale al 26% per l’abbigliamento). Si tratta di valori medi nazionali, che diventano ancora più pesanti per le località che hanno componenti importanti di turismo stagionale. Davanti a un quadro di questo tipo servono interventi straordinari, che di seguito sintetizziamo.

1-Certezze su date di apertura delle varie categorie e linee guida su aspetti sicurezza/sanitari: l’operatore deve avere tempo per organizzare e pianificare l’apertura conoscendo il contesto in cui dovrà muoversi (distanze, mascherine, ecc.). Indicazioni chiare, precise e realizzabili in tempi rapidi e senza esosi investimenti;

2-ottenere gratuitamente suolo pubblico (o aumento di quello eventualmente già occupato) per i pubblici esercizi. La logica è di recuperare i posti che si perdono per effetto delle presumibili distanze che si renderanno necessarie ai fini della sicurezza. Ombrelloni o gazebo potrebbero permettere di ottenere buoni risultati in questo senso. Meteo permettendo, sarebbe una soluzione utile anche fino all’inizio della fase autunnale. L’operazione è semplice ed immediata e deve seguire una corsia emergenziale e non ordinaria: non va “burocratizzata”, con passaggi fra più uffici e rimpalli di responsabilità. Per pubblici esercizi e chioschi, seguendo idonee misure di sicurezza, riteniamo vada autorizzata da subito la vendita da asporto;

3-la cancellazione totale di una serie di imposte e tributi, da definire in tavoli di concertazione nazionale e locali. È illusorio ritenere che le imprese siano in grado di fare fronte a determinati costi con un semplice posticipo di pochi mesi rispetto alla naturale scadenza. In ambito locale, riteniamo si possa azzerare la tassa di occupazione del suolo pubblico per il 2020 e depennare TARI e IMU almeno per il periodo di chiusura delle attività. In riferimento alla TARI, occorre tenere presente che la diminuzione della capienza dei locali comporterà una diminuzione di produzione di rifiuti pertanto è necessario rivedere, abbassandola, la tariffa nel suo insieme per tutta la durata dell’anno e di vigenza del distanziamento sociale. Chiediamo anche la riduzione degli affitti di immobili di proprietà pubblica, proporzionale al periodo di inoperosità;

4-il posticipo al 31 dicembre di tutte le scadenze fiscali e tributarie, nazionali e locali che non dovessero essere cancellate. In questo caso il tributo dovrà essere dilazionato nelle successive due annualità;

5-l’estensione delle agevolazioni per i canoni di locazione, sia riguardo al numero dei mesi sia riguardo alle categorie catastali, e la possibilità di posticipare di un anno la scadenza del contratto;

6-finanziamenti a lunga scadenza a tasso zero per liquidità immediata alle piccole e medie imprese. I primi riscontri avuti dal Decreto del Governo su questo tema appaiono lenti e macchinosi, più paragonabili a una “normale” richiesta di finanziamento che alla straordinarietà di questa fase;

7-in previsione di una graduale ripresa dei consumi e con la volontà di tornare ad impegnare tutto il personale nelle aziende, andrebbe previsto uno sgravio contributivo per il primo anno di attività dopo la riapertura;

8-attivare, anche in sede locale, un tavolo operativo fra Istituti di credito, Amministrazioni Comunali e Associazioni di categoria per monitorare regolarmente le azioni intraprese ai fini di veicolare liquidità alle imprese;

9-Cantieri pubblici: chiedere deroga a Governo per semplificare e velocizzare appalti, che possono costituire un boccata d’ossigeno per l’economia locale;

10-ragionare pensando al domani ed al ritorno ad un territorio “vivo”. Servono risorse, quindi, per organizzare la ripartenza. Presumibilmente, per l’estate, sarà necessario puntare su piccoli eventi diffusi e non manifestazioni di massa. Per l’inverno andrebbero programmate iniziative in grande stile, di richiamo ed impatto.

Restauro in corso, Tomba di Dante rivestita da un telo con l’immagine del sepolcro

Il cantiere è operativo: progetto da 300mila euro che riguarda anche il Quadrarco di Braccioforte. Completamento previsto per fine agosto

Entra nel vivo il cantiere per la ristrutturazione della Tomba di Dante, in vista delle celebrazioni per il settimo centenario della morte del poeta che sono previste da settembre, e il monumento in centro a Ravenna è stato rivestito da un telo che copre le impalcature. Dall’esterno è visibile la riproduzione grafica del sepolcro.

L’intervento costerà al Comune circa trecentomila euro e coinvolgerà anche il Quadrarco di Braccioforte, l’antico chiostro adiacente, oggi chiuso da una cancellata in ferro battuto. Per quanto riguarda la tomba, l’ultimo intervento di restauro del bene monumentale risale al 2006.

Il progetto prevede esternamente una disinfestazione e la rimozione di muschi e licheni e di “depositi superficiali”, oltre a nuove stuccature al posto di quelle ritenute incoerenti e a una risistemazione degli intonaci. All’interno si procederà con una pulizia generale e interventi di stuccatura dove necessario. Sia fuori che dentro (a eccezione delle parti lapidee) la Tomba sarà applicato un prodotto protettivo idrorepellente.

«Turismo, Ravenna potrebbe avere dei vantaggi. La cucina? Sarà più etica»

 

Abbiamo chiesto un intervento sul “dopo” coronavirus anche a Gilles Donzellini, titolare del ristorante La Campaza di Fosso Ghiaia, fondato nel 1982, e oggi uno dei locali per ristorazione più grandi d’Italia, con circa 1.200 coperti. Da qualche mese Donzellini è inoltre presidente del consorzio Ravenna incoming che riunisce operatori privati e collabora con gli enti pubblici per la promozione del territorio.

Gilles DonzelliniVorrei innanzitutto aprire con un ringraziamento a tutti coloro che stanno lavorando quotidianamente per affrontare l’emergenza sanitaria e con un messaggio di vicinanza all’intero sistema turistico che, in modo particolare, è colpito duramente da questa terribile epidemia.

Come presidente di Ravenna Incoming, credo che in questa fase sia importante – per tutte le componenti del sistema – capire innanzitutto quali possano essere le prime misure che verranno applicate nelle prossime settimane, e avere chiarezza sui tempi e i modi previsti per tornare alla normalità. Occorre comprendere queste dinamiche per definire corrette politiche di transizione fra la fine dell’emergenza e il vero e proprio ritorno alla normalità (che, a mio parere, ci potrà essere completamente solo quando verrà diffuso il vaccino al virus).

Se nella fase intermedia, pur con ridotte regole di aggregazione, la convivialità verrà tenuta in considerazione come una possibile modalità di spostamento, dovremo cambiare il nostro modo di fare impresa, ma potremo comunque lentamente ripartire.

Potremo contare così su un maggior turismo endogeno: gli italiani che decideranno di viaggiare, dopo una quarantena di settimane, punteranno a visitare località meno conosciute rispetto alle mete classiche, invogliati dalla riscoperta di un’Italia che ha moltissimo da offrire e da scoprire. Ravenna è a buon diritto una di queste: e può giocarsi sin d’ora, fra i molti asset, il richiamo di Dante 2021, magari costruendo collaborazioni con altre città d’arte delle stesse dimensioni, dando origine a tour esperienziali tutti made in italy.

Se invece il cittadino non potrà spostarsi da Comune a Comune o da regione a regione, questo influirà pesantemente sui flussi, e quindi sulla ripresa del nostro turismo.

Dal punto di vista della ristorazione, il ristorante La Campaza, che gestisco insieme alla mia famiglia, risente come molti altri di questo stop forzato, che non riguarda la sola attività di pubblico esercizio, bensì anche tutti i settori Mice, eventi, catering e cerimonie facenti parte anche essi della nostra attività.

In questo quadro, che ci vede spettatori di una situazione socialmente ed economicamente difficile, abbiamo deciso di mantenere i contatti con la nostra clientela attraverso i nostri canali social.

Tutto il nostro personale ci invia consigli e videoricette per chi è a casa, e noi li pubblichiamo sulle nostre pagine, registrando numerosi apprezzamenti.

Immagino un futuro dell’offerta ristorativa diverso da quella attuale.

Ci sarà un ritorno all’autenticità, attraverso una cucina più etica e responsabile, fatta di piatti più semplici e più in linea con la nostra identità. Il nostro ruolo come ristoratori non si ferma alla somministrazione, e più che mai in questo periodo ne ho certezza: infatti c’è un aspetto che in questa fase mi ha toccato molto, facendomi riflettere sul ruolo di grande responsabilità sociale che ha chi fa il nostro mestiere. Molti clienti, soprattutto anziani – abituati a frequentarci per il pranzo domenicale, che rappresenta per loro l’unico momento di svago settimanale – ora sono soli… Ci telefonano, anche solo per sentire la nostra voce, per ristabilire in qualche modo quel contatto che li faceva sentire considerati e coccolati. Abbiamo ricevuto diverse chiamate, alcune davvero commoventi. Dico loro di resistere: appena si potrà riaprire, non vediamo l’ora di accoglierli. Sarà una gioia nuova anche per noi.

Gilles Donzellini

I rifugiati accolti nelle case dei ravennati: «Alla sera giochiamo a Monopoli…»

Avviata la terza convivenza sul territorio da parte del gruppo locale di Refugees Welcome. Le testimonianze

Nonostante l’emergenza sanitaria, Lo scorso 7 marzo il gruppo locale di Refugees Welcome Italia (RWI), in collaborazione con il Comune di Ravenna, ha avviato la terza convivenza sul territorio all’interno del progetto “Dalle esperienze al modello: l’accoglienza in famiglia come percorso di integrazione”.

A seguito dell’iter di incontri, profilazione e valutazioni previsto dalla metodologia di Refugees Welcome, la famiglia di Margherita De Punzio, Michele Muscillo e Francesco (10 anni) ha aperto le porte della propria casa a Mamadou Sow, 21 anni, originario della Guinea Conakry.

Il patto di convivenza stipulato prevede un’accoglienza semestrale, come da prassi dell’associazione, eventualmente rinnovabile per un periodo di ulteriori sei mesi, e mira a sostenere la persona ospitata nel proprio percorso verso il raggiungimento dell’autonomia. «L’accoglienza in famiglia – si legge in una nota dell’associazione – permette infatti al rifugiato di entrare a far parte di una comunità e conoscere più velocemente il contesto sociale e culturale del Paese ospitante, creare una rete di rapporti locali, migliorare la conoscenza della lingua, riattivare risorse umane e lavorative: riprendere a studiare, trovare un impiego, frequentare un corso di formazione professionale. Chi accoglie ha l’opportunità di conoscere una nuova cultura, aiutare una persona a costruire un proprio progetto di vita, diventare un cittadino più consapevole e attivo, creare nuovi legami».

I promotori sottolineano come non sia previsto nessun tipo di contributo economico a sostegno della famiglia ospitante; «qualora se ne presentasse necessità, però, i volontari del gruppo territoriale potrebbero intervenire a supporto tanto di chi ospita quanto della persona accolta, tramite l’organizzazione di raccolte fondi o campagne di crowdfunding mirate al raggiungimento di un obiettivo specifico».

«Ho deciso di aderire al progetto dopo aver letto un’intervista di un’esperienza simile – racconta Margherita De Punzio –. Ho agito istintivamente, come sempre, anche se era da un po’ che volevo muovermi con qualcosa di più concreto. Quando ho comunicato la scelta a Michele, il mio compagno, e Francesco, nostro figlio, hanno approvato con entusiasmo. So già che ci saranno critiche rispetto alla scelta, ma davvero non mi importa, anzi non faranno che confermarla. Non cambierò certe idee, sarebbe un traguardo fantastico certo, ma sapere che un mio amico pochi giorni dopo ha avviato lo stesso percorso è stata una grande soddisfazione, per questo è importante raccontare certe esperienze; la conoscenza, quella vera, è sempre la via giusta. Certo i dubbi sono stati tanti, questo periodo surreale poi ne ha aggiunto altri, ma posso confermare che ad oggi, nonostante il periodo duro per tutti, le perplessità si sono rivelate inutili e sono certa che tutto questo potrà solo arricchirci».

Durante il percorso di prima accoglienza all’interno di un Cas, Mamadou ha sempre dimostrato di essere un ragazzo attivo e volenteroso, intraprendendo esperienze lavorative sia come aiuto-cuoco che come carpentiere. «Mi piacerebbe seguire un corso di informatica o metalmeccanica, mi piace montare e assemblare le cose – racconta a una volontaria di RWI durante una lunga telefonata. Rispetto alle limitazioni imposte dall’emergenza Covid-19, Mamadou ammette: «Mi manca andare a correre. Con Francesco però giochiamo a basket a casa. Quando lui fa i compiti io chatto con i miei amici o leggo un libro. La sera guardiamo un film tutti assieme o giochiamo a Monopoli».

Aly Pier CarloDue giorni dopo, il 9 marzo si è rinnovavata invece la convivenza tra Aly Doukoure (22 anni), guineano, e Pier Carlo Ghiselli, direttore amministrativo in pensione, che lo scorso autunno erano stati protagonisti della seconda accoglienza in famiglia avviata all’interno del progetto ravennate. L’imminente scoppio dell’emergenza sanitaria ha travolto anche la loro realtà, compromettendo l’intento di Pier Carlo di sostenere Aly nella ricerca di un percorso formativo che arricchisse la sua esperienza lavorativa; nonostante il momento di particolare difficoltà Pier Carlo afferma che «anche con il Coronavirus si può – organizzandosi bene – fare accoglienza». Fin dal primo momento Aly ha rispettato tutte le misure restrittive in maniera più che rigorosa, anche e soprattutto per tutelare la salute dei genitori molto anziani di Pier Carlo. Ad una domanda riguardo alla situazione sanitaria nella zona in cui vive attualmente la sua famiglia, in Liberia, Aly risponde «Al momento, ringraziamo Dio, stanno tutti bene. Mi chiamano tutti i giorni, soprattutto mia madre. Veramente, è un momento difficile. Insieme ce la faremo… facciamoci forza Italia!».

Fiorenza Gallo«Avere Gallo qui con me la considero una fortuna, fossi stata sola sarei affondata nella depressione. Per cercare di tenere impegnato lui, ci teniamo occupati con le pulizie, in cucina e prepariamo torte, piadina, pane… Mi aiuta sempre con la cena. È lui che aiuta me e non il contrario». Queste invece le parole di Fiorenza Campidelli che, sempre a discapito del contesto emergenziale, in data 25 marzo ha formalizzato (digitalmente, nel rispetto delle restrizioni ministeriali) la propria disponibilità a prolungare la convivenza con Gallo Ba, 21 anni, senegalese, per un periodo di altri sei mesi oltre a quelli già trascorsi. Gallo, che nel 2019 aveva lavorato principalmente in agricoltura, con l’anno nuovo aveva invece intrapreso un percorso di tirocinio semestrale in ambito ristorativo, successivamente interrotto a causa dell’avanzata della pandemia. «Ho anche perso il lavoro, Fiorenza mi ha aiutato tanto con questa emergenza. Sono molto felice che abbiamo rinnovato la convivenza. Stamattina abbiamo pulito la cucina. Almeno qualcosa da fare! Se dobbiamo stare a casa senza fare nulla, il tempo non passa» scrive all’attivista di Refugees Welcome con cui nei mesi ha mantenuto i contatti più stretti, raccontandole di come sfrutta il tempo libero studiando per l’esame teorico della patente di guida, oltre che guardando film e telegiornali con Fiorenza o preparando da mangiare, «sempre insieme».

Per offrire o chiedere ospitalità, diventare attivista o saperne di più sul progetto di Refugees Welcome Italia è possibile iscriversi al sito https://refugees-welcome.it/. Il gruppo territoriale di Ravenna è contattabile all’indirizzo email ravenna@refugees-welcome.it o tramite la pagina Facebook https://www.facebook.com/RefugeesWelcomeRavenna.

La regista a Hong Kong, dove il lockdown non esiste: «Bastano mascherine e distanza»

La ravennate Nicole Garbellini ha una compagnia teatrale nella città cinese da 7,5 milioni di abitanti dove secondo i numeri ufficiali il coronavirus finora ha fatto solo 4 morti. Scuole chiuse, al ristorante al in 4 e distanziati: «La pandemia ha fermato le proteste contro la governatrice Carrie Lam ma riprenderanno»

Street In Hong Kong During The COVID 19 Pandemic
Le strade di Hong Kong

Con i suoi 6.500 abitanti per kmq, Hong Kong è al quarto posto nel mondo per densità di popolazione e al 20 aprile è arrivata a 1.030 casi di coronavirus (erano 149 un mese prima) e solo quattro morti, senza mai introdurre una serrata totale prolungata come quella che stiamo vivendo in Italia. Un paragone con la Lombardia: 422 residenti per kmq con 12mila decessi e 68mila positività. Per avere una testimonianza dalla regione amministrativa speciale della Cina, distante 900 km da Wuhan dove tutto cominciò, abbiamo raggiunto al telefono una ravennate che vive là da 15 anni. (a fine gennaio avevamo parlato con un altro ravennate nella stessa città).

WhatsApp Image 2020 04 06 At 15.56.59 (1)
Nicole Garbellini

La 39enne Nicole Garbellini è un’attrice e regista teatrale, che ha fondato la compagnia Aurora Theatre nella città asiatica, e ci descrive così la quotidianità hongkonghese: «Tutti hanno la mascherina e l’avevano per abitudine già da prima del coronavirus, quando stanno poco bene restano a casa, spesso si lavano le mani o usano i gel disinfettanti, al ristorante sono permesse al massimo 4 persone per tavolo e distanziate, all’ingresso di molti luoghi pubblici viene misurata la temperatura corporea, a tutti viene consigliato di lavorare da casa più possibile e mantenere le distanze». Questo è bastato per contenere il contagio: «Personalmente non conosco nessuno che si sia ammalato». Il distanziamento sociale è richiesto fino all’inizio di maggio.

I media internazionali descrivono così come si è organizzata Hk. I medici possono ordinare tamponi per i pazienti sospetti basandosi esclusivamente sulle proprie valutazioni cliniche e la campagna di test è stata massiccia. I positivi sono ricoverati indipendentemente dalla gravità dei sintomi per evitare contagi familiari. I contatti ravvicinati degli infetti devono restare in quarantena domiciliare per due settimane e devono indossare un braccialetto elettronico collegato allo smartphone che fornisce informazioni sui propri movimenti. Lavorare da casa più possibile.

WhatsApp Image 2020 04 06 At 15.56.59
Seduta al centro Nicole Garbellini: dal 2005 l’attrice e regista ravennate vive a Hong Kong dove ha fondato la compagnia teatrale Aurora Theatre. Nella foto con il cast di “Mussolini’s Mistresses”

Gli unici spazi chiusi sono le scuole che non hanno riaperto dopo il capodanno cinese e i centri sportivi che sono di proprietà dello Stato. «Un lockdown completo non c’è mai stato e penso che non ci sarà. Qualche attività ha chiuso comunque perché circolano meno persone. Adesso qualcuno sta avendo paura perché c’è stato un incremento di casi recente dovuto probabilmente a persone arrivate da fuori». E si è acceso qualche risentimento verso gli occidentali: «Sono quelli che mettono meno la mascherina perché non è nella nostra cultura e vengono visti male».

Finora Nicole non ha modificato la sua attività sul palcoscenico: «A inizio marzo avevamo uno spettacolo in programma e siamo riusciti a farlo perché era in un periodo in cui avevano allentato ogni restrizione». È stato invece necessario rivedere l’altra attività parallela fatta di lezioni di teatro e workshop con le scuole e con gli adulti: «Non c’è stato altro da fare che passare alle lezioni via computer. È stato stimolante dal punto di vista professionale perché non avrei mai immaginato che il teatro si potesse fare anche tramite uno schermo e invece ci riusciamo. Certo, abbiamo dovuto fare degli aggiustamenti ma usando una app come Zoom riusciamo a fare molte cose. Privilegiamo i monologhi ma anche i dialoghi si riescono a fare».

Unnamed
Lo skyline di Hong Kong

Gli echi delle notizie dall’Italia e dall’Europa hanno portato l’artista a modificare la sua routine: «Sono a Hong Kong e la vivo alla hongkonghese: protezioni, Amuchina, mascherina, distanza. Però nel weekend sono andata al ristorante».

Il Sars-Cov-2 ha avuto la forza di bloccare il clima di contestazioni popolari contro l’esecutivo di Carrie Lam: «La gente non è più in piazza perché c’è la paura del virus ma credo che le protesta siano solo sospese e non cancellate. Di recente la governatrice ha anche ricevuto un aumento di remunerazione da Pechino che in un altro momento avrebbe certamente scatenato violente manifestazioni. Io credo che appena passerà la tensione per la Covid i manifestanti torneranno in strada».

Ravenna, in fila allo stadio: il mercato ai tempi del coronavirus – LE FOTO

Sono tornate le bancarelle (ma solo di prodotti alimentari). Accessi regolamentati dai tornelli del Benelli

In tanti in fila fuori dallo stadio Benelli di Ravenna. Non per una partita di calcio, ovviamente, ma per la riapertura del mercato cittadino (con bancarelle esclusivamente di prodotti alimentari) in piena emergenza coronavirus.

Come annunciato, infatti, il mercato di piazza Zaccagnini/via Sighinolfi ha riaperto questa mattina (22 aprile) nell’area tra le tribune e i cancelli del Benelli. Per accedervi è necessario quindi attraversare i tornelli e gli accessi sono contingentati. Ecco quindi che si è formata una lunga fila di ravennati, in mascherina, con i vigili a controllare che tutto procedesse senza intoppi.

Sabato 25 aprile il mercato sarà chiuso ma poi riprenderà dalla prossima settimana con le consuete aperture del mercoledì e del sabato.

Anche due ravennati tra i cinquanta italiani bloccati dalla “quarantena” in Bolivia

Stanno bene ma non possono rientrare: nel Paese sudamericano gli aeroporti e le frontiere sono chiuse

Raffaello Guerrini
Raffaello Guerrini

Ci sono anche due ravennati tra i cinquanta italiani bloccati in Bolivia dalla “quarantena” forzata imposta dal governo, con controlli militari a ogni spostamento. Si tratta del 55enne Raffaello Guerrini – per cui a Ravenna il consigliere comunale del Gruppo Misto Emanuele Panizza chiede al sindaco di sollecitare la Farnesina – e del 28enne Simone Franceschelli, cervese.

Guerrini – ci racconta – ha vissuto per quattro anni e mezzo in Bolivia, aprendo con un socio una gelateria. La scorsa estate la decisione di tornare a Ravenna, per poi ripartire per un viaggio in Sudamerica in novembre e approfittarne per tornare in dicembre a salutare gli amici in Bolivia, dove (per la precisione a Santa Cruz) ora è bloccato. «Ma sto bene e rispetto agli altri italiani ho la fortuna di conoscere il posto e di avere amici che mi possono ospitare. Qui secondo i dati ufficiali, da prendere con le molle, si sono registrati 500 casi e una trentina di morti, ma la prova tampone e la sanità in generale sono molto deficitari. L’isolamento è totale e si può uscire solo una mattina alla settimana per comprare beni di prima necessità, che comunque non mancano». Guerrini avrebbe dovuto imbarcarsi su un aereo per Madrid (e poi per Bologna) il 17 marzo; volo rinviato inizialmente al 19 aprile e ora nuovamente cancellato. «Gli aeroporti sono stati chiusi, così come le frontiere terrestri. A questo punto dovremo aspettare la data di fine quarantena, al momento fissata al 30 aprile».

Simone Franceschelli
Simone Franceschelli

Anche perché, come ci dice invece Franceschelli, «dalla Farnesina e dall’Ambasciata nessuna notizia». Il ragazzo cervese è arrivato in Bolivia dal brasile a fine febbraio e dal 18 marzo è bloccato in un ostello a Copacabana (una cittadina sul lago Titicaca) insieme ad altri turisti («spagnoli, francesi, argentini soprattutto»). «Siamo fortunati – ci dice – perché i casi qui a Copacabana non sono molti e i controlli non troppo serrati».

In provincia in 7 settimane 937 contagiati: 61 morti, 117 ricoverati, 480 guariti

Il quadro complessivo nel Ravennate. I decessi: l’età media sfiora 79 anni (47 persone erano over 70) e sette su dieci sono uomini

Foto DonazioneLa metà delle persone che in sette settimane si sono ammalate di Covid-19 in provincia di Ravenna sono guarite. È un dato diffuso dalla Provincia oggi, 21 aprile, per fare il quadro della situazione sul territorio dove il primo caso è stato riscontrato il 28 febbraio.

Per la precisione il dato dei guariti va diviso in due: ci sono 240 persone (di cui 153 nell’ultima settimana) che sono risultate negative a due tamponi consecutivi a breve distanza di tempo e quindi sono considerate guarigioni complete, altri 240 soggetti sono invece guariti clinicamente e cioè non presentano più sintomi ma sono ancora in attesa di sottoporsi ai test che confermino l’uscita dalla malattia.

Al netto dei 61 decessi (che comprendono anche ravennati morti fuori provincia e persone residenti fuori provincia ma decedute mentre erano ricoverate nelle strutture del territorio), al momento restano 395 casi ancora positivi: 117 sono ricoverati, 198 sono in isolamento domiciliare perché con sintomi lievi e 80 sono del tutto asintomatici ma in isolamento in quanto hanno un tampone positivo.

Per quanto riguarda i morti, al momento si può dire che 7 su dieci erano uomini e l’età media sfiora i 79 anni (gli over 70 sono 47 su 61).

Approvate ristrutturazioni in 5 scuole comunali per un valore di 338mila euro

Cantieri da completare entro fine agosto: miglioramenti energetici, messa in sicurezza interna, sostituzione infissi, nuova pavimentazione

Edili Operaio
Worker and the blurred construction against blue sky

Cinque edifici scolastici del Comune di Ravenna saranno interessati da lavori di ristrutturazione per un valore complessivo di 338mila euro. L’investimento è stato approvato dalla giunta, riunitasi in modalità telematica, nella seduta del 16 marzo.  Gli interventi riguardano la scuola dell’infanzia Sergio Fusconi a Borgo Montone, la scuola primaria Rodari a Mezzano, la scuola secondaria di primo grado Montanari a Ravenna, la scuola primaria Bartolotti a Savarna e la scuola secondaria di primo grado Guido Novello a Ravenna. Si prevede di concludere i lavori relativi a questi interventi entro la fine di agosto, salvo ritardi dovuti all’emergenza Coronavirus.

I lavori alla Fusconi di Borgo Montone, per una spesa di 150mila euro, riguardano l’intervento di bonifica e miglioramento energetico del manto di copertura. L’attuale sarà sostituito con lastre metalliche con sottostante isolamento termico.

Alla scuola elementare Rodari di Mezzano e alla media Montanari di Ravenna, per un importo di 8mila euro, saranno messi in sicurezza i parapetti di scale interne. Sempre nella scuola Montanari, per un impegno di spesa di 37mila euro, saranno eseguiti lavori di demolizione di una parete, sostituzione degli infissi e bonifica della pavimentazione dei locali della ex abitazione del custode al fine di adibirli ad archivio. Lo spostamento dell’archivio esistente nei nuovi locali permetterà di aumentare gli spazi a disposizione della scuola per le attività didattiche.

Alla scuola elementare Bartolotti di Savarna, per un importo di 48mila euro, saranno realizzati diversi interventi: ampliamento della pavimentazione esterna in lastre di ghiaia lavata, ripristino della pavimentazione esterna danneggiata, bonifica della cisterna di gasolio interrata, sistemazione in più punti dell’intonaco, ripristino della impermeabilizzazione del portico, installazione di presidi per l’allontanamento dei piccioni.

Alla scuola media Guido Novello i lavori riguarderanno la realizzazione di una nuova pavimentazione antistante la scuola – andando a costituire nel contempo un intervento di riqualificazione di piazza Caduti – l’eliminazione delle barriere architettoniche e la creazione di una rampa di accesso. L’intervento, per un importo di 95mila euro, consiste nella modifica della sagoma planimetrica dell’area esistente davanti alla scuola, con un raggio di curvatura più ampio e la modifica dei livelli stradali con una pendenza massima del 4 per cento. Questo consentirà di eliminare la barriera architettonica della scalinata di accesso alla scuola e contestualmente di valorizzare l’area con una nuova pavimentazione lapidea in pietra Giallo d’Istria, con finiture superficiali antisdrucciolo. Saranno inoltre posizionati nuovi dissuasori di sosta per le autovetture, di cui una parte movibile, per consentire l’accesso dei mezzi di soccorso. A completamento dell’opera saranno realizzati nuova canaletta grigliata per lo scolo delle acque meteoriche, nuova segnaletica orizzontale e verticale, opere di finitura inerenti sostituzione e convogliamento dei pluviali della scuola Guido Novello alla pubblica fogna.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi