domenica
14 Giugno 2026

Covid-19, al Maria Cecilia 6 dei 10 nuovi casi: 4 pazienti, un medico e un operatore

L’ospedale privato accreditato aveva già registrato sei positività. Nessuno dei degenti è in terapia intensiva, il personale era già a casa in via precauzionale

0000076701Altri casi di positività al Covid-19 nell’ambito dell’ospedale privato Maria Cecilia di Cotignola. Si tratta di quattro pazienti ricoverati e due membri del personale, un medico e un operatore. I sei fanno parte dei dieci nuovi casi diagnosticati in provincia di Ravenna oggi, 12 marzo. Nei giorni scorsi nella stessa struttura ospedaliera erano già emersi sei casi (cinque pazienti e un medico)

Una nota diffusa dalla clinica accreditata con il servizio sanitario nazionale fa chiarezza sulla situazione interna. «Abbiamo segnalato l’11 marzo all’Ausl quattro pazienti ricoverati, la cui situazione necessitava di approfondimenti. L’esito dei tamponi effettuati, pervenuto nel primo pomeriggio di oggi 12 marzo, ha confermato la positività. Si tratta di due uomini, un paziente di 80 anni della provincia di Ferrara ricoverato in Chirurgia Vascolare e uno di 84 anni della provincia di Ravenna ricoverato in Aritmologia, e di due donne di 69 e 88 anni – rispettivamente della provincia di Ferrara e Ravenna – ricoverate nel reparto del Piede Diabetico». I pazienti, già spostati precauzionalmente in area separata dagli altri degenti, non sono in terapia intensiva, e le loro condizioni sono stabili.

Per quanto riguarda il personale invece sono arrivati oggi gli esiti dei tamponi su un medico, già in quarantena domiciliare in via precauzionale dalla mattina del 6 marzo, e su un secondo operatore che dal 3 marzo non frequenta la struttura ospedaliera, a seguito di una variazione delle condizioni di salute registrata quando si trovava già presso il proprio domicilio.

Il Maria Cecilia Hospital ribadisce che aveva già adottato tutte le disposizioni previste dalla normativa nazionale e regionale, «compresa la creazione di un rigido Triage intraospedaliero all’ingresso con misurazione della temperatura tramite termometro ad infrarossi, anamnesi epidemiologica e clinica, oltre all’igienizzazione delle mani per utenti e personale sanitario». Per evitare la diffusione di contagi «tutte le aree e i reparti sono sempre sottoposti a disinfezione e igienizzazione totale e permane la disposizione di accesso di un solo visitatore per singolo paziente negli orari di visita».

A Lugo ospedale Covid, a Faenza anticipate le lauree degli infermieri: 14 candidati

Ausl e Regione stanno delineando il piano per fronteggiare la diffusione dei contagi con strutture allestite e altre pronte per dare supporto

89229588 10159761704218747 3400939749911822336 NL’ospedale di Lugo è stato individuato nel piano della Regione Emilia-Romagna come ospedale Covid che, insieme a quello di Riccione, per l’Ausl Romagna affiancherà gli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena in caso di necessità nella gestione dell’emergenza coronavirus. Lo si apprende da un comunicato divulgato da Bologna nella serata di oggi, 12 marzo.

Intanto il commissario regionale Sergio Venturi, ex assessore alla Salute richiamato per seguire la delicata situazione quando il suo successore Raffaele Donini è risultato positivo al tampone, ha annunciato che il 23 e 24 marzo ci saranno le sessioni di laurea anticipate dei corsi di Scienze infermieristiche. Tra i candidati anche 14 studenti della sede dell’Università di Bologna a Faenza. L’anticipo è stato richiesto per immettere nuovo personale nel sistema sanitario. Al momento sono previste 133 tesi nei vari atenei regionali (comprese quelle faentine).

Da Via Aldo Moro arriva il quadro regionale per fronteggiare la diffusione del contagio. Quasi 1.290 posti letto sono già allestiti in Emilia-Romagna: di questi, 211 sono per la terapia intensiva e 1.079 per gli acuti (all’interno di reparti di malattie infettive, pneumologie e medicine). Ad oggi, il piano – uno strumento di programmazione in continua evoluzione, sulla base delle esigenze epidemiologiche e assistenziali – prevede di poter arrivare sino a 539 posti letto di terapia intensiva per i pazienti in condizioni più gravi e a 3.120 posti per acuti. Vale la pena ricorda che al 12 marzo i ricoveri in rianimazione sono 112.

Il piano messo a punto dalla Regione prevede 5 livelli di saturazione progressivi dei posti letto a favore dei ricoveri di pazienti Covid. Il livello 1 è legato all’utilizzo di letti già esistenti per l’isolamento di pazienti diagnosticati; nel livello 2 i medesimi pazienti possono essere ricoverati in coorti, cioè spazi dedicati a persone con la stessa malattia; il livello 3 prevede l’espansione di reparti e strutture dedicate in macroaree ad hoc, trasferendo e sospendendo attività già programmate e differibili, meno urgenti, in modo da creare nuove disponibilità. Nel livello 4, c’è l’utilizzo della rete regionale con trasferimento di pazienti dagli ospedali più saturi a quelli che hanno maggiore disponibilità.

Il livello 5, infine, indica la creazione di ospedali o padiglioni interamente dedicati a pazienti Covid: si intendono strutture di dimensioni medio-piccole (indicativamente 150-200 posti letto) dotate di terapia intensiva e, eventualmente, di aree semintensive. È opportuno che in queste sedi non siano svolte attività non trasferibili e non “isolabili” (come trapianti, emodinamica e altre discipline di alta specialità).

Covid-19: altri 10 casi in provincia, 41 totali. Dimessi 3 ricoverati: sono guariti

I nuovi pazienti sono quattro donne e sei uomini, hanno età compresa fra 40 e 92 anni: tre a casa sotto osservazione, tre in ospedale ma non gravi, quattro erano già in una struttura privata

Ospedale Di RavennaContinua la crescita dei casi di positività alla Covid-19 (malattia causata dal nuovo coronavirus) diagnosticati in provincia di Ravenna. Il totale alle 12 di oggi, 12 marzo, è 41 persone. L’aumento rispetto allo stesso orario di ieri è di dieci casi. Ma aumentano anche le guarigioni: tre dei pazienti precedentemente ricoverati in ospedale, nelle ultime ore sono stati dimessi e risultano clinicamente guariti. Vanno ad aggiungersi ai due giovani di 18 e 21 anni che erano risultati i primi a superare la malattia (i 5 guariti sono compresi nel totale di 41).

Dei dieci nuovi casi odierni, 4 sono donne (età 63, 68, 87 e 92) e 6 sono uomini (età 40, 55, 64, 65, 80 e 83). Tre sono in isolamento domiciliare in quanto privi di sintomi o con sintomi lievi, tre sono ricoverati all’ospedale di Ravenna comunque in buone condizioni, mentre gli altri risultano ricoverati in una struttura privata del territorio. Tre di essi risultano residenti fuori dal territorio provinciale di Ravenna, mentre per gli altri sono al vaglio contatti con casi già noti.

Tre dei nuovi casi fanno riferimento al comune di Cervia. Si tratta di una coppia di 64enni marito e moglie, lui ricoverato all’ospedale di Ravenna, lei in isolamento e sotto osservazione a casa. Il terzo è il 40enne residente fuori città, ma che ha un domicilio anche nella città di Cervia. «Sono subito state applicate le normali prassi e l’Ausl Romagna si è prontamente occupata dell’indagine epidemiologica e di isolare le persone che hanno avuto contatti con i tre casi – fa sapere il sindaco Massimo Medri -. Il numero di contagiati accertati nella nostra città sale in soli tre giorni a cinque. Invitiamo tutti i cervesi a stare a casa, a fare affidamento solo su fonti istituzionali e ufficiali, e a seguire scrupolosamente le indicazioni divulgate in questi giorni dal Ministero». Sei dei nuovi casi fanno riferimento all’ospedale privato Maria Cecilia di Cotignola.

In Emilia-Romagna sono complessivamente 1.947, 208 in più rispetto a ventiquattro ore prima. Passano da 6.640 a 7.600 i campioni refertati. Per quanto riguarda il quadro complessivo della regione, ci sono 811 persone (41 percento) in isolamento a casa perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 112 (8 in più rispetto a ieri). E salgono a 43 (ieri erano 38) le guarigioni. Crescono anche i decessi di pazienti con coronavirus, passati da 113 a 146: 33, quindi, quelli nuovi, che riguardano 22 uomini e 11 donne; per dieci delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, mentre per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici.

In regione la provincia con il numero più alto di casi (vale non la provincia di residenza ma quella in cui è stata fatta la diagnosi) resta Piacenza con 679 (15 in più rispetto a ieri). Poi Parma 430 (52 in più), Rimini 312 (67 in più), Modena 190 (27 in più), Reggio Emilia 123 (9 in più), Bologna 122, di cui 42 del circondario imolese (complessivamente 14 in più, tutti a Bologna), Forlì-Cesena  33 (di cui 22 a Forlì e 11 a Cesena, complessivamente 9 in più, di cui 4 a Cesena e 5 a Forlì),  Ferrara 17 (5 in più rispetto a ieri).

Conad: «Siamo aperti, carrelli e cestini igienizzati più volte al giorno»

La cooperativa Commercianti indipendenti associati sottolinea le nuove disposizioni adottate per garantire i servizi essenziali alla popolazione

Sacaffale SupermercatoLa cooperativa Commercianti indipendenti associati (Cia), a cui fa riferimento l’insegna Conad in tutta la Romagna, fa sapere che supermercati, superstore, negozi di vicinato e ipermercati rimarranno aperti con gli orari di sempre. In seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020 soci e lavoratori della coop confermano il loro impegno per fornire i servizi essenziali alla popolazione. Dove possibile è stata consigliata ai soci un’estensione degli orari, al fine di ridurre al minimo gli assembramenti. L’accesso scaglionato della clientela, per agevolare il mantenimento delle distanze ed evitare assembramenti, viene garantito anche con appositi segni a terra. Le informazioni sulle misure preventive da tenere vengono ripetute in tutta la segnaletica interna e la radio in-store trasmette ad alta frequenza un apposito spot.

Nei negozi di maggiori superfici ci saranno limitazioni ad alcuni reparti, come riportato nel testo del Decreto: in tal caso l’accesso ai clienti è limitato con apposita segnaletica. Bar e ristoranti saranno invece chiusi tutti i giorni; saranno potenziati i reparti gastronomia e le cucine interne ai supermercati, laddove possibile.

In collaborazione con Supermercato 24, servizio di consegna spesa a domicilio con il quale alcuni negozi della rete da tempo già collaborano, si è scelto di rendere gratuite le consegne per gli over 65.

Nelle ultime settimane i punti vendita della rete Cia-Conad hanno potenziato tutti i dispositivi di protezione e sicurezza per i clienti e i lavoratori, sia attuando le indicazioni previste dalle autorità, sia con ulteriori accorgimenti ad hoc. I manici dei carrelli e dei cestini vengono quindi igienizzati più volte al giorno con detergenti specifici. Sono state intensificate le pulizie professionali dei locali e delle attrezzature, secondo gli appositi protocolli Covid-19. Dipendenti e soci sono sollecitati a ripetere più volte le procedure di disinfezione delle superfici. All’ingresso dei negozi sono a disposizione flaconi di disinfettante per le mani e tutto il personale è stato dotato di guanti protettivi.

Ap: «Il terminal traghetti non risente della crisi Covid-19»

L’Autorità portuale segnala che l’espresso per Catania parte lasciando 110-120 semirimorchi a terra per mancanza di spazio a bordo

Attachment (2)Al terminal dei traghetti “T&C” di Ravenna, capolinea della tratta delle Autostrade del Mare Ravenna-Brindisi-Catania, ad oggi non si rilevano segnali negativi prodotti dalla crisi Covid-19. Lo fa sapere l’Autorità portuale che controlla la società di gestione del terminal.

«Da diversi giorni – si legge in un una nota – il traghetto parte con il carico completo verso Brindisi e Catania con circa 250 semirimorchi, lasciandone a terra ben 110-120 ogni giorno per mancanza di spazio a bordo». L’ente assicura che il terminal traghetti opera nel pieno rispetto di tutti i provvedimenti adottati dal Governo e con l’obiettivo primario di tutelare la salute pubblica.

Attachment (1)Anche negli uffici di Ap in via Antico Squero si stanno applicando i protocolli di sicurezza anticontagio e si stanno implementando forme di smart working riducendo la presenza fisica negli uffici per garantire il maggior livello di sicurezza e tutela dei  lavoratori e degli operatori.

Davano cibo da asporto invece che consegnare a domicilio: denunciati 4 ristoratori

Le attività rischiano una chiusura da 5 a 30 giorni

Vendevano alimenti da asporto invece che fare le consegne a domicilio. Quattro attività di ristorazione nel Cervese sono state denunciate dai carabinieri per violazione delle norme contenute nel decreto #IoRestoaCasa che consente appunto la distribuzione di cibi alle residenze ma non il ritiro nell’attività per evitare assembramenti.

I legali rappresentanti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per la violazione dell’articolo 650 del codice penale. Inoltre, le violazioni sono state segnalate all’autorità amministrativa. I titolari rischiano la chiusura dell’attività commerciale da 5 a 30 giorni.

Posticipate le rate con Ravenna Entrate e sospese le fatture di nidi e materne

Le prime misure approvate dalla giunta comunale di Ravenna per aiutare le famiglie in difficoltà per l’emergenza

Game Room In The KindergartenPosticipo delle scadenze per le rate di entrate tributarie e non tributarie e sospensione della fatturazione di febbraio per le rette di nidi e materne pubbliche. La giunta comunale di Ravenna ha deliberato i primi provvedimenti che portino sollievo finanziario a cittadini e imprese in questo particolare momento di difficoltà per il coronavirus. Intanto si attende di poter disporre di strumenti normativi che consentano di intervenire in maniera più ampia anche in altri ambiti della fiscalità locale.

Sarà consentito a persone fisiche e giuridiche, che hanno in corso con Ravenna Entrate Spa piani di rateizzazione mensile di entrate tributarie e non tributarie, di posticipare i termini ordinari di versamento delle rate, in scadenza nel periodo marzo 2020-ottobre 2020, al primo mese successivo alla scadenza dell’ultima rata di ciascun piano di rateizzazione e comunque entro gli otto mesi successivi. Questo a condizione che si sia in regola con il pagamento delle rate scadute alla data del 29 febbraio 2020 e fermo restando che non si procederà a rimborso di quanto già versato.

L’altro provvedimento riguarda i servizi educativi e scolastici. In considerazione del fatto che, in questo periodo di chiusura o sospensione delle attività, molte famiglie hanno affrontato disagi e costi aggiuntivi per la custodia dei bambini è prevista la sospensione della fatturazione per il mese di febbraio 2020 delle rette di nidi d’infanzia comunali e delle scuole dell’infanzia comunali e statali. Questo in attesa di giungere ad una corretta individuazione dello sgravio delle rette relative all’effettivo periodo di non fruizione del servizio.

L’estensione di tale misura sarà anche nei confronti delle famiglie che hanno avuto accesso ai servizi privati convenzionati, tramite bando delle iscrizioni comunali. In questo caso il Comune anticiperà al gestore privato le somme complessive che sarebbero derivate dalle tariffe (comprese quelle di pertinenza delle famiglie), con riserva di conguaglio sulle future fatturazioni utili. Si sta lavorando alla definizione dettagliata delle misure specifiche per i diversi servizi coinvolti, anche in relazione al perdurare di tale situazione di emergenza, e di conseguente mancata fruizione dei servizi da parte delle famiglie, compresi quelli già pagati su base annua: trasporto scolastico e pre-post scuola.

Per i servizi non gestiti o organizzati dal Comune è stato attivato un tavolo di lavoro, anche su richiesta dell’Amministrazione, dalla Regione Emilia-Romagna al fine di reperire misure di sostegno alle famiglie e alle imprese coinvolte.

«Con questi provvedimenti iniziamo a dare una risposta alle diverse situazioni di difficoltà che sta vivendo la nostra comunità – afferma il sindaco Michele de Pascale –. È un impegno che ci eravamo presi già nelle prime fasi di questa emergenza accanto ai provvedimenti che Governo, Regione Emilia-Romagna e Abi stanno approntando. Inoltre, in attesa che alcuni passaggi formali che riguardano lo Stato ci consentano di procedere con altre agevolazioni fiscali, penso all’Imu e alla Tari, stiamo lavorando per identificare, come già avevo annunciato alcuni giorni fa, le modalità di posticipo delle scadenze dei pagamenti di altri tributi locali. Nessun cittadino dovrà pagare per servizi non dovuti».

L’appello: «Attività motoria all’aperto non in gruppo e senza spostamenti in auto»

I sindaci di Ravenna e Cervia e il prefetto invitano i cittadini a non raggiungere le spiagge, le pinete e i parchi nel weekend per evitare il ripetersi di quanto visto una settimana fa

Pineta LitoraneaDal 13 marzo divieto di accesso alle pinete San Vitale e Classe per ogni mezzo motorizzato. Resta consentito l’accesso a piedi, in bicicletta, per lo svolgimento di attività motoria o attività sportiva, non in gruppo, evitando ogni forma di assembramento. La disposizione, decisa dai sindaci di Ravenna e Cervia, vale dal 13 marzo fino a revoca, in ottemperanza dei decreti della presidenza del consiglio dell’8, 9, 11 marzo relativi alle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e al fine di limitare ed impedire assembramenti di persone. Per quanto riguarda i parchi della città resta consentito l’accesso per attività motoria o sportiva, anche in questo caso non in gruppo, evitando ogni forma di assembramento.

Siamo consapevoli che i provvedimenti del governo consentono l’attività motoria all’aria aperta – dichiarano i sindaci di Ravenna e Cervia, Michele de Pascale e Massimo Medri, e il prefetto Enrico Caterino – ma, interpretando lo spirito della norma, il raggiungimento delle spiagge, così come delle pinete e dei parchi, non deve presupporre spostamenti con veicoli a motore, in quanto ciò vanificherebbe la ratio e l’efficacia del decreto, consentendo un affollamento nel medesimo luogo da parte di un numero elevato di persone».

I tre amministratori rivolgono un appello accorato alla cittadinanza: «In considerazione di quanto accaduto domenica scorsa, quando numerosissime persone si sono riversate sui nostri lidi si fa presente che è assolutamente da evitare il ripetersi di una situazione simile. Sappiamo che si tratta di un’abitudine cara a tanti cittadini, ma in questo momento rappresenta un comportamento pericoloso per la propria salute e quella degli altri».

Si ribadisce che l’autocertifcazione da esibire in caso di controllo per giustificare i propri spostamenti per motivi di lavoro, salute e necessità viene resa sotto la diretta responsabilità di ciascuno e che autocertificare il falso può avere conseguenze dal punto di vista penale. Il modulo dell’autocertificazione può essere portato con sé oppure l’autocertificazione può essere anche resa direttamente alle forze d’ordine o di polizia locale, in caso di controllo da parte delle stesse, con modulo direttamente fornito da loro.

Tra gli infetti un’anziana di Russi. La sindaca: «Si è contagiata in un ospedale»

La donna era ricoverata e secondo le informazioni della prima cittadina è venuta a contatto con una persona positiva: «Coloro che, per motivi sanitari o parentali, hanno avuto contatti stretti con la paziente sono in isolamento domiciliare a loro tutela»

Coronavirus OspedaleSi registra il primo caso di positività al coronavirus nel comune di Russi. Lo rende noto la sindaca Valentina Palli con un post dal suo profilo Facebook: «Si tratta di una signora purtroppo molto anziana, che era già ricoverata in ospedale e che è entrata lì in contatto con una persona positiva».

L’Ausl ha informato la prima cittadina e, come previsto dai protocolli, con l’indagine epidemiologica ha individuato coloro che, per motivi sanitari o parentali, hanno avuto contatti stretti con la paziente attivando la misura dell’isolamento domiciliare a loro tutela, con l’obiettivo di contenere la situazione. «Voglio rassicurare tutti i miei cittadini – scrive ancora Palli -: la situazione è continuamente monitorata e si stanno mettendo in campo tutte le possibili procedure per fare fronte a questa situazione inedita».

La sindaca non fornisce dettagli su quale ospedale ospitasse la donna, ma risponde così a un commento di un cittadino preoccupato per questa circostanza:  «È ovvio che gli ospedali sono luoghi ove ora ci sono persone che sono affette dal virus conseguentemente lì il virus circola. Questo non significa che la nostra sanità non sia impegnata al massimo nello sforzo di tenere sotto assoluto controllo la situazione».

Palli coglie l’occasione per ribadire la regola valida per tutti: «Uscite per necessità, salute o lavoro. Per il resto, attenetevi nel modo più stringente possibile alle disposizioni. Tutti insieme, riusciremo a rallentare il contagio».

Indagine dei carabinieri: arrestato un 26enne con 3 etti di droga e 1.900 euro

Perquisizioni nell’abitazione, al lavoro e nell’auto: il giovane aveva anche un bilancino di precisione per le dosi

IMG 3632L’appartamento in cui vive, l’armadietto personale dove lavora e l’auto: i carabinieri hanno perquisito ogni angolo nella disponibilità di un 26enne di Faenza e hanno recuperato in totale 250 grammi di marijuana, 105 grammi di hashish e 1.900 euro in contanti. I militari della stazione Borgo Urbecco hanno arrestato il giovane per detenzione illecita ai fini di spaccio. Le manette sono arrivate al termine di una articolata attività d’indagine.

Nell’abitazione i carabinieri hanno rinvenuto sia sul divano che sulla mensola presente nel vano cucina vari barattoli contenenti sostanza stupefacente. I barattoli in totale erano 12 più un pezzo intero di 97 grammi di hashish, un altro pezzo di hashish del peso di 5 grammi per un totale di 250 grammi di marijuana e 105 grammi di hashish. Inoltre il 26enne è stato trovato anche in possesso di un bilancino di precisione nonché della somma di 900 euro in contanti custodita in un barattolo metallico posto sul divano accanto alla sostanza stupefacente. La perquisizione veniva estesa anche alla camera da letto, ove all’interno del comodino veniva rinvenuto un porta oggetti in legno contenente la somma di mille euro, che unitamente all’altra somma rinvenuta all’interno del suo appartamento, veniva sequestrata poiché provento dell’attività di spaccio.

Il pm di turno ha disposto gli arresti domiciliari in attesa della convalida dell’arresto. L’arresto è stato convalidato con obbligo di firma in stazione. Sono stati chiesti i termini a difesa e il processo si terrà il 4 giugno 2020.

Cosa è chiuso e cosa è aperto: le regole in vigore fino al 25 marzo contro il virus

La ristorazione è consentita esclusivamente con consegna a domicilio

28d3993a075ed34ebf6eb1c719a47641Pubblichiamo una sintesi a cura dell’ufficio stampa e comunicazione del Comune di Ravenna dei principali provvedimenti del Governo in vigore a oggi, giovedì 12 marzo (decreto dell’11 marzo in vigore fino al 25 marzo). A questi si aggiungono i provvedimenti già in vigore fino al 3 aprile.

Fino al 25 marzo

Attività commerciali, bar e ristorazione.

CHIUSE le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità

CHIUSI i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari

CHIUSE le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)

Resta CONSENTITA la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie

CHIUSE le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti e tatuatori)

Fanno ECCEZIONE, e quindi sono APERTE, solo le seguenti attività:

·         lavanderie

·         pompe funebri

APERTE LE ATTIVITÀ DI VENDITA DI GENERI ALIMENTARI E DI PRIMA NECESSITÀ

Nel dettaglio:

·         ipermercati

·         supermercati

·         discount di alimentari

·         minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari

·         commercio al dettaglio di prodotti surgelati

·         commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici

·         commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati

·         commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati (benzinai)

·         commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati

·         commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico

·         commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari

·         commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione

·         commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici (edicole)

·         farmacie

·         commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica (parafarmacie)

·         commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati (sanitarie)

·         commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale

·         commercio al dettaglio di piccoli animali domestici

·         commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia

·         commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento

·         commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini

·         commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet

·         commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione

·         commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono

·         commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

APERTE le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie (deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro).

APERTI gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

BANCHE E ASSICURAZIONI

GARANTITI, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi

ATTIVITÀ PRODUTTIVE

Le industrie e le fabbriche e la logistica potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive, assumendo protocolli di sicurezza adeguati a proteggere i propri lavoratori

GARANTITA l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.

Il deserto notturno di Ravenna ai tempi del coronavirus: le foto di Adriano Zanni

Com’è la città di notte con la pandemia di Covid-19? Ce lo racconta il nostro fotoblogger che ha attraversato le strade del centro

Come si presenta Ravenna di notte ai tempi del coronavirus? Cosa c’è là fuori mentre stiamo in casa per evitare il diffondersi del contagio della Covid-19? Il nostro fotoblogger Adriano Zanni ha attraversato le strade del centro città ieri sera, 11 marzo, poco dopo l’annuncio del premier Giuseppe Conte di un nuovo decreto, il terzo in cinque giorni, che riduce ulteriormente le attività che possono restare aperte.

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