sabato
13 Giugno 2026

Caso positivo di coronavirus a Bagnacavallo, il sindaco: «Tutto sotto controllo»

Si tratta di un 45enne impiegato in un’azienda della Bassa Romagna. Proni: «Importante rispettare la privacy»

12(17)«Ci teniamo a ribadire che la situazione è sotto controllo da parte delle autorità sanitarie». Lo dichiara oggi (6 marzo) il sindaco del Comune di Bagnacavallo Eleonora Proni, all’indomani della notizia del terzo caso di positività al cosiddetto coronavirus. Si tratta di un uomo di circa 45 anni residente nel territorio del comune di Bagnacavallo.

L’uomo, impiegato in un’azienda del comparto ortofrutta della Bassa Romagna, è in quarantena nella propria abitazione e le sue condizioni sono definite buone. In isolamento anche i famigliari e una decina di colleghi, per precauzione.

«In questi giorni – scrive Proni – siamo costantemente impegnati nella tutela del diritto alla salute di tutti noi e al contempo vogliamo ricordare l’importanza di rispettare la privacy delle persone coinvolte. Sono convinta che una comunità come la nostra saprà affrontare la situazione con la coesione e la civiltà che la contraddistinguono».

Non mandavano i figli a scuola alle elementari: 6 persone denunciate

Indagini della polizia locale su una ventina di nuclei familiari per l’anno scolastico 2018-19. Quest’anno sono una decina. I controlli partono dalle segnalazioni degli istituti

Nature People Girl Forest 12165La polizia locale della Romagna Faentina ha denunciato alla procura della Repubblica sei persone per inosservanza dell’obbligo di istruzione dei minori: nel corso dell’anno scolastico 2018-19 non hanno ottemperato all’obbligo di mandare i propri bimbi alla scuole elementari. Le indagini hanno interessato venti nuclei familiari, mentre quest’anno il numero è sotto la decina. L’attività dei vigili ha preso le mosse dalle segnalazioni arrivate dagli istituti scolastici cittadini che, a seguito delle ripetute assenze dalle lezioni, hanno indicato i giovanissimi che non partecipavano senza giustificato motivo alle lezioni della scuola dell’obbligo.

La normativa attuale consente d’intervenire a livello penale, solo per la mancata frequenza delle scuole elementare da parte dei bimbi, in quanto la norma attuale, pur prevedendo l’obbligo anche per l’istruzione superiore non ha però previsto alcun tipo di pena per l’inottemperanza della stessa. Le indagini in questi casi durano sempre diverse settimane, in quanto lo scopo principale è sempre stato e rimane quello di cercare di far riprendere la frequentazione delle scuole elementare ai bimbi: «Gli operanti – si legge nella nota diffusa dalla polizia locale – usano l’estrema ratio della denuncia penale, solo quando le famiglie continuano a ignorare anche le diffide verbali e formali che vengono sempre notificate ai genitori esercenti la potestà genitoriale dei piccoli». Il comune denominatore di molte di queste vicende è la scarsa percezione dell’utilità della frequenza della scuola dell’obbligo.

Coronavirus: l’Engim lunedì riapre a Ravenna con corsi online

Effettuate le prove generali con studenti e insegnanti

Engim Emilia Romagna riapre, virtualmente, le sue sedi di Ravenna e Cesena.

Nella giornata di venerdì 6 marzo si sono effettuate le prove generali dei corsi on line con studenti e insegnanti per permettere a tutti di partecipare alle attività didattiche in tempi di emergenza coronavirus.

Lunedì 9 marzo le lezioni riprenderanno, on line, a pieno regime.

«I ragazzi – si legge in una nota dell’ente di formazione – sono emozionati e pronti per questa nuova opportunità offerta dal web».

Le lezioni comprenderanno sia dimensioni teoriche che laboratoriali e i ragazzi potranno interagire grazie alla piattaforma G Suite.

Un documentario su Dante e Ravenna da promuovere in tutto il mondo – IL TRAILER

In venti minuti un viaggio attraverso i luoghi storici citati, implicitamente e non, nella Divina Commedia

Lucifero Mosaci ContemporaneiIn vista del VII centenario dantesco, cosa c’è di meglio per far conoscere da vicino anche ai più lontani le meraviglie di Ravenna di un prodotto multimediale condivisibile a livello mondiale? Da questa esigenza nasce perciò Itinerari danteschi a Ravenna. Antichi luoghi, nuove emozioni, un video documentario scritto e diretto dal regista videomaker riminese Giacomo Banchelli e la ravennate Vitaliana Pantini, che in soli 20 minuti guida lo spettatore attraverso i luoghi storici visti – forse – dal poeta e citati, implicitamente e non, nella Commedia.

Il progetto, patrocinato dal Comune di Ravenna, vuole essere un omaggio al Sommo Poeta, ma non solo: mira a raggiungere le associazioni dantesche di tutto il mondo, per divulgare l’importanza e la bellezza dei siti di Ravenna e far conoscere l’anima dantesca che contraddistingue la città ormai da decenni.

Per rendere il video culturale e turistico fruibile a tutti, Nicola Strocchi ha costruito il sito www.danteinravenna.com attraverso il quale, da venerdì 6 marzo, sarà possibile vedere il trailer in italiano e in inglese (1,30 minuti) e acquistare, o noleggiare per 24 ore, la versione intera in italiano e in inglese.

A oggi è disponibile anche un trailer in tedesco, che sarebbe stato presentato nei prossimi giorni alla Fiera Internazionale del Turismo di Berlino, annullata per l’emergenza Covid-19. È in previsione la traduzione del filmato in lingua greca, risultato del gemellaggio tra l’Assessorato del Turismo di Ravenna e Salonicco. Sempre in visione di una maggiore internazionalizzazione dei rapporti turistici di Ravenna, il video verrà portato all’Expo di Dubai 2020, nel quale è previsto uno stand dedicato unicamente a Dante.

«Quando ancora 5 anni fa lavoravo all’Ufficio del Turismo – spiega Pantini – mi sono resa conto che non esisteva un prodotto del genere, una sorta di breve guida che mostrasse dove ha vissuto Dante, e non solo». Il documentario infatti, il primo con questo taglio e dal respiro internazionale, dispiega in undici capitoli i tesori ravennati, senza tralasciare gli otto monumenti Unesco, sicuramente ammirati dal poeta, o «la pineta in su ’l lito di Chiassi» (la Pineta di Classe), citata per descrivere il Paradiso Terrestre nel XXVIII canto del Purgatorio.

Si parte dalla Tomba di Dante e il Quadrarco di Braccioforte, continuando nella vicina Basilica di San Francesco, dove nel settembre 1321 si tennero i funerali del Sommo Poeta, per continuare verso i Chiostri Francescani, il Museo Dantesco e il Centro Dantesco; dopo un excursus sulla vicenda intorno alle ossa del divin poeta, la “visita” prosegue alla Biblioteca Classense, per continuare alla Basilica di Santa Maria in Porto e alla Pineta di Classe. Un capitolo è dedicato alle antiche abitazione di Ravenna, dove soggiornarono famiglie come i da Polenta o Traversari. Per completare il tour, non può mancare una breve sosta alla collezione di mosaici moderni “Inferno e Paradiso” esposti al Museo Tamo.

In provincia un’impresa su 5 è femminile, dato stabile. Sette su 10 sono individuali

Report annuale sulle aziende in cui è donna almeno il 50 percento tra proprietari, soci o amministratori. Il Comune più rosa è Cervia

ParitageneredonnauomoLe imprese femminili in provincia di Ravenna sono una su cinque tra quelle operative (34.401). I dati, elaborati dall’ufficio Studi della Camera di Commercio, si riferiscono al 31 dicembre 2019. L’incidenza percentuale del 21,1 si avvicina alla media regionale (21,2), ma rimane inferiore di più di un punto e mezzo rispetto a quella nazionale (22,7). Si definiscono “imprese femminili”, le imprese in cui la presenza di donne tra proprietari, soci o amministratori è preponderante, ovvero aziende in cui la partecipazione di genere femminile nei posti di comando risulta complessivamente superiore al 50 percento.

Nel confronto con la stessa data del 2018, la consistenza delle imprese “in rosa” ha subito una leggera diminuzione, equivalente a 49 unità in meno. In termini relativi, la flessione corrisponde ad un -0,7 percento, un pochino meno accentuata rispetto al calo riscontrato per il totale provinciale delle imprese attive, che in termini di variazionepercentuale ha subito una flessione complessiva pari a -1,2 percento.

Analizzando il dato all’interno dell’Emilia-Romagna, la provincia che evidenzia il “tasso di femminilizzazione” più   elevato è quella di Ferrara con il 23,1 percento; all’opposto Reggio Emilia, con un tasso pari a 19 percento. Ravenna si colloca al sesto.

In provincia di Ravenna il comparto a maggior presenza femminile risulta quello delle “Altre attività di servizi” (comprendente attività quali lavanderie, estetiste, parrucchiere ecc.), ove oltre la metà delle imprese del settore (59,7 percento) è femminile; altri settori ad elevata presenza femminile sono “Sanità e assistenza sociale” (41,7) e “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” (34,6), “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (30,5) ed il “Commercio” (25,9).

Entrando nel dettaglio comunale, si evidenzia il più alto tasso di femminilizzazione per il comune di Cervia (23,5 percento) e il più basso per Massa Lombarda (16,5), subito seguito da Cotignola (16,7).

L’analisi delle imprese femminili per natura giuridica mostra come il 68,4 percento siano imprese individuali, il 15,6 percento società di persone e il 14,4 società di capitali; molto più contenuta la scelta di strutturarsi in forma di cooperativa o di consorzio. Le ditte individuali continuano ad essere la grande maggioranza delle imprese femminili ravennati e rappresentano una componente importante del sistema imprenditoriale femminile ravennate. Nonostante la lieve flessione del totale delle imprese femminili, le società di capitale femminili sono in contro tendenza e sono notevolmente aumentate, mettendo a segno una variazione percentuale positiva, pari a +5,2 percento rispetto all’anno prima.

Per quanto riguarda la movimentazione, cioè la nati-mortalità, nel corso del 2019, in provincia di Ravenna si sono iscritte complessivamente 558 imprese femminili e ne hanno cessato volontariamente l’attività in 569, evidenziando così un piccolo saldo negativo pari a -11 (al netto delle cosiddette cancellazioni di ufficio, cioè quelle di tipo puramente amministrativo), saldo negativo meno accentuato rispetto a quello riscontrato nel corrispondente periodo dell’anno precedente (per il gennaio-dicembre 2018 il saldo netto era stato pari a -58 unità).

Infine, approfondendo l’analisi, in provincia di Ravenna il 9,1 percento del totale delle imprese femminili sono anche giovanili, cioè imprese la cui percentuale di partecipazione di giovani under   35 è superiore al 50 percento. Per quanto riguarda la nazionalità, sono 863 le imprese femminili straniere, in crescita nel tempo e rappresentano l’11,9 percento del totale; 541 sono di nazionalità extra-comunitaria, cioè quasi il 63 percento.

Il Comune ai cittadini: «Basta con la paura del virus sui social, danni al turismo»

Le indicazioni dell’amministrazione per affrontare la crisi. L’invito per tutti è di usare il nome della malattia solo per informazioni ufficiali e continuare a postare foto delle bellezze della città

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Massimo Medri

Il Comune di Cervia chiede a tutti i cittadini «e amici della città», nonché agli imprenditori, di «non utilizzare sulle proprie pagine social termini come paura e similari, e di utilizzare la parola coronavirus solo per le comunicazioni doverose e sanitarie». La pubblica amministrazione cervese traccia le linee della comunicazione ai tempi della Covid-19 (il nome ufficiale della malattia causata dal virus Sars-Cov-2): «Limitarsi a diffondere le informazioni che lo stesso Ministero ci ha imposto di divulgare».

Bandita la paura e largo all’ottimismo: «Chiediamo a tutti nelle pagine dedicate al turismo, e alle proprie attività turistiche su social e siti, di continuare a pubblicare notizie e foto che diffondano nel web le bellezze di questa città, proprio in un momento così delicato è importante non dimenticarsene».

Per quanto riguarda la comunicazione a livello di città, il Comune ha deciso con Cervia Turismo e Destinazione Romagna «di investire un cospicuo budget al termine dell’emergenza, come da indicazioni della stessa Destinazione Romagna, che è da due settimane al lavoro per costruire una massiccia campagna». Già la settimana scorsa è stato organizzato un “Tavolo del Turismo” straordinario in cui si è iniziato a parlare di questo, in questi giorni è stato chiesto alle associazioni di categoria di inviare le loro idee e linee guida per costruire insieme la comunicazione per la stagione in arrivo.

L’amministrazione ritiene che sarà utile coordinare la comunicazione in tutta la Regione, «evitando di farsi prendere dalla fretta di comunicare, magri utilizzando termini sbagliati o divulgando messaggi di apertura troppo prematuramente per avere effetto».

Allenamenti a porte chiuse per “agonisti”, a distanza di 1 metro per “sport di base”

Ecco il testo del decreto anti-coronavirus per quanto riguarda le attività sportive. Le società sono tenute a effettuare controlli tramite personale medico

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Un’immagine dei calciatori del San Pietro in Vincoli mentre si allenano

Il Comune di Ravenna, dopo alcune richieste di chiarimenti, invia alla stampa il testo completo della lettera c, comma 1, articolo 1 del decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 4 marzo sul contenimento del coronavirus.

Un testo che avevamo già riportato in questo articolo ma che per molti non è chiaro e che di fatto scarica le responsabilità sulle società (e in particolare sul personale medico delle società). Nei settori giovanili, inoltre, non è così semplice capire la differenza tra “atleti agonisti” e “sport di base e attività motorie in genere”. Ecco comunque il testo completo.

«Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni (zona rossa, ndr) lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d) (distanza di sicurezza personale di almeno un metro, ndr)».

Chiusura poste a Porto Corsini, il sindaco: «Illegittimo, passeremo alle vie legali»

Una lettera dell’Amministrazione ha inviato una lettera ai responsabili

Ufficio Postale Porto CorsiniL’amministrazione comunale di Ravenna ha inviato una lettera al legale rappresentante, al responsabile relazioni istituzionali territoriali e al responsabile della filiale di Ravenna di Poste italiane, per evidenziare la netta contrarietà alla chiusura della filiale di Porto Corsini.

«Ritengo inaccettabile la decisione di chiudere l’ufficio postale di Porto Corsini – dichiara il sindaco Michele de Pascale – presa nonostante i diversi incontri col management di Poste Italiane, un’assemblea pubblica e una petizione nelle quali abbiamo esposto con decisione la contrarietà dell’amministrazione e dei cittadini. A questo punto abbiamo deciso di scrivere nuovamente a Poste Italiane, ribadendo la nostra posizione e la nostra ultimativa richiesta di mantenere aperto l’ufficio. Qualora la risposta dovesse essere negativa, adiremo alle vie giudiziali poiché riteniamo la decisione della chiusura dell’ufficio postale di Porto Corsini illegittima e che sussistano valide motivazioni perché Poste italiane la riesamini. Nel frattempo è nostra intenzione chiedere ai parlamentari del nostro territorio di fare anche un’interrogazione con l’obiettivo di chiedere chiarimenti anche in sede parlamentare sulla decisione presa».

Scuola, si spera nella cassa integrazione per gli educatori delle cooperative

E anche il Comune di Ravenna sta valutando l’ipotesi di interventi a domicilio, in aiuto alle famiglie

Sostegno 622091.660x368Cosa succederà a quei lavoratori che non possono lavorare a causa della chiusura delle scuole per l’emergenza coronavirus? La questione martedì 3 marzo è arrivata in consiglio comunale a Ravenna grazie a due question time.

Il tema riguarda in particolare gli educatori che lavorano per le cooperative che non hanno potuto appunto lavorare e che il Comune paga in base ai servizi erogati, secondo quanto previsto dall’appalto. In consiglio comunale sindaco e assessora all’istruzione hanno ribadito l’interesse del Comune di fronte a questa «debolezza del sistema».

«Stiamo cercando di attenuare tutto quello che sta arrivando da un’emergenza senza precedenti – ha specificato l’assessora Ouidad Bakkali -. Si tratta di chiusure che non si erano mai viste e che hanno peraltro un grande punto interrogativo in prospettiva. Abbiamo partecipato a tavoli con enti gestori del sistema integrato e sindacati di categoria e siamo tutti d’accordo che la strada maestra resta la cassa integrazione in deroga proprio per i lavoratori colpiti dall’emergenza coronavirus. Inoltre stiamo pensano a intervenire per andare anche in aiuto della famiglie, a partire da quelle che hanno minori con handicap, con interventi degli educatori a domicilio, stiamo valutando nuove progettualità».

Sempre sollecitata su questi temi, Bakkali specifica anche che non è all’ordine del giorno un’eventuale riduzione del contributo alle scuole cattoliche private convenzionate. «La nostra è una compartecipazione che è lungi da coprire il costo per bambino. Un’eventuale riduzione aprirebbe un problema nella tenuta del rapporto di coesione e anche nei confronti dei loro lavoratori».

Il Comune quindi non intende lavarsi le mani dei lavoratori della scuola delle cooperative a cui ha appaltato pezzi di servizio (e che, ha specificato il sindaco, sarebbe impossibile internalizzare anche volendo per i vincoli rispetto al personale degli enti locali), ma nemmeno farsene direttamente carico almeno al momento. E la speranza, come per gli altri, resta nel nelle risorse statali e regionali.

Coronavirus, è un quarantenne in buone condizioni il terzo caso in provincia

L’uomo si trova in quarantena a casa, così come i suoi contatti stretti

Coronavirus 1Il nuovo caso di positività al coronavirus in provincia di Ravenna riguarda un uomo di circa 45 anni residente nel comune di Bagnacavallo e impiegato in un’azienda del comparto ortofrutta della zona della Bassa Romagna. L’uomo avrebbe contratto il virus da un collega del Piacentino.

Il paziente – informa in una nota inviata alla stampa la Provincia – è in buone condizioni, tanto che non si è reso necessario il ricovero in ospedale.

Nei suoi confronti è stata quindi attivata la quarantena domiciliare volontaria, con sorveglianza attiva da parte del personale del Dipartimento di Sanità pubblica.

L’indagine epidemiologica ha portato anche a identificare i contatti stretti del paziente, che sono stati a loro volta posti in quarantena domiciliare volontaria e che vengono tenuti monitorati. In particolare, sono a casa in isolamento una decina di colleghi.

Si tratta del terzo caso in provincia dopo i due pazienti di Lugo, giudicati però già clinicamente guariti.

Coronavirus, un altro caso di positività in provincia di Ravenna

Complessivamente sono 698 i contagiati in regione, 154 in più rispetto a ieri

Corona VirusUn nuovo caso di positività al coronavirus in provincia di Ravenna dopo i due ragazzi (lughesi) già giudicati clinicamente guariti.

In Emilia-Romagna sono complessivamente 698 i casi di positività al Coronavirus, 154 in più rispetto all’aggiornamento di ieri, ma aumentano significativamente anche i campioni refertati, che passano da 2.385 a 2.884.

Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura privi di sintomi.

299 i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 32 quelli ricoverati in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri).  PSono saliti a 30 i decessi (8 più di ieri), ma aumenta contemporaneamente anche il numero delle persone “clinicamente guarite”, cioè pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, diventano asintomatici: ieri erano 6, oggi sono 10.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 378 Piacenza (59 in più rispetto a ieri), 150 Parma (35 in più), 68 Rimini (35 in più), 45 Modena (4 in più), 31 Reggio Emilia (11 in più), 19 Bologna (7 in più, di cui 4 nuovi casi nel circondario imolese, dopo quello di ieri), 4 Forlì-Cesena (2 in più), 3 Ravenna (1 in più rispetto a ieri). Continua a non avere casi positivi la provincia di Ferrara.

Rispetto a ieri, si sono verificati 8 nuovi decessi: 3 residenti nella provincia di Parma, di cui una donna di 92 anni e due uomini rispettivamente di 89 e 73 anni; 4 in quella di Piacenza, di cui 3 donne di 81, 85 e 87 anni e 1 uomo di 76; un deceduto, un uomo di 68 anni, è della provincia di Bologna. Per 6 dei nuovi decessi sono ancora in corso gli approfondimenti per verificare se, come in tutti i casi precedenti, si trattasse di pazienti con patologie pregresse.

Complessivamente salgono dunque a 30 le persone decedute in regione, 6 delle quali di provenienza lombarda.

Coronavirus, rinviato il referendum del 29 marzo sul taglio dei parlamentari

Il Governo: «Nuova data entro il 23 marzo: si voterà una domenica compresa tra il 50° e il 70° giorno successivo all’indizione»

Referendum 1A causa dell’emergenza coronavirus, il Consiglio dei ministri ha deciso di rinviare il referendum sul taglio dei parlamentari, previsto inizialmente per il 29 marzo, a data da definirsi.

«Il Governo ha ritenuto opportuno rivedere la decisione circa la data del referendum che era stata fissata prima dell’emergenza sanitaria, allo scopo di assicurare a tutti i soggetti politici una campagna elettorale efficace e ai cittadini un’informazione adeguata – dichiara il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà  –. Le procedure referendarie in Italia e all’estero dunque si sospendono e saranno rinnovate quando sarà fissata una nuova data per il referendum».

«La legge – prosegue D’Incà – ci consente di fissare la nuova data entro il 23 marzo, in una domenica compresa tra il 50° ed il 70° giorno successivo all’indizione». Presumibilmente, quindi, tra maggio e giugno.

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