Attualmente le piene stanno defluendo in modo regolare e non si evidenziano situazioni di criticità ma sono attese nuove piogge
Allerta rossa per criticità idraulica nella Bassa Romagna per la giornata di domani, mentre nel resto della provincia permane l’allerta gialla. A causa di altre precipitazioni tra lunedì 18 e martedì 19, si potrebbero ingrossare i fiumi. Da qui la criticità idraulica con il passaggio della piena del Reno che desta particolare preoccupazione.
Attualmente le piene stanno defluendo in modo regolare e non si evidenziano situazioni di criticità degli affluenti del Reno che attraversano il territorio della Bassa. I Centri Operativi Comunali (COC) resteranno attivi fino a domani e resta alta l’attenzione, anche in vista del nuovo peggioramento del tempo. Eventuali aggiornamenti saranno pubblicati tempestivamente nei siti istituzionali dei Comuni e dell’Unione e sulle relative pagine Facebook. Per emergenze è attivo il numero verde 800 072525.
Giuseppe Sciarrone prende il posto di Pietro Ruberto
È Giuseppe Sciarrone, 55 anni, siciliano, il nuovo comandante della Capitaneria di Porto di Ravenna.
Il Capitano di Vascello Sciarrone arriva dal comando generale del Corpo delle Capitanerie di Roma, dove era approdato dopo essere stato per tre anni capo del compartimento marittimo e comandante del porto di Siracusa. A Ravenna prende il posto del comandante cedente Pietro Ruberto, che lascia il servizio per raggiunti limiti di età, recentemente promosso Contrammiraglio.
La cerimonia ufficiale di insediamento è in programma venerdì 22 novembre, alle 10.30, nella sede della direzione marittima dell’Emilia-Romagna di via Antico Squero 5, a Ravenna.
Coop Alleanza 3.0: «Noi ci saremo in punta di piedi, con un piccolo negozio». Leonardo Spadoni: «Sarà vario e mai noioso». Una dozzina di punti vendita, dalla pizza alla griglia, dal pesce alla birra appena fatta. Investimento da 13 milioni di euro
Un rendering del mercato coperto
Inaugura alle 10.30 del 5 dicembre il nuovo mercato coperto di Ravenna, in piazza Costa, che resterà aperto tutti i giorni dalle 8 a mezzanotte.
Non un nuovo supermercato, ha cercato di spiegare in tutti i modi Coop Alleanza 3.0 durante la presentazione alla stampa –, ma «una nuova piazza» per la città, da vivere a qualsiasi ora del giorno e della sera e dove Coop – hanno assicurato gli stessi dirigenti della cooperativa – entrerà «in punta di piedi», con «un piccolo negozio».
La parte del leone, come ormai noto, la farà invece il gruppo Molino Spadoni che nel nuovo mercato coperto metterà in mostra tutte le sue eccellenze (tra cui spicca la Mora romagnola allevata in collina), in una dozzina di punti vendita/ristoro diversi, dove si potrà acquistare per portare a casa oppure consumare sul posto. Si va dalla macelleria con grande griglia alla pescheria, dalla birra fresca («che arriverà ogni giorno appena fatta dal nostro birrificio», ha spiegato lo stesso Leonardo Spadoni) alla piadina, dal banco salumi ai formaggi, dalla pizza alla pala al ristorante più classico, dallo spazio “succhi, estratti e centrifughe” alla pasticceria e alla pasta fresca.
Il cantiere del mercato coperto
Accanto a tutto questo, appunto, 230 metri quadrati a disposizione di Coop, con ortofrutta biologica, salumi, latticini, surgelati e poi prodotti non alimentari come telefonia, lampadine, complementi per la cucina, la casa e cancelleria. E a completare l’offerta, anche l’inserimento del rinomato marchio Caffè Pascucci, che gestirà il bar-caffetteria-gelateria.
Saranno presenti, al piano superiore, anche un angolo libreria (gestito ovviamente da librerie.coop), temporary shop e uno spazio per eventi e spettacoli, che Ravenna Festival ha già promesso di sfruttare durante la prossima edizione della prestigiosa rassegna.
Il nuovo mercato è stato presentato alla stampa in municipio, dove si è fatto riferimento ai ritardi estenuanti («è stato un cantiere affascinante e molto complicato – ha sorriso Elio Gasperoni, in rappresentanza sempre di Coop –, con un’infinità di piccoli problemi, ritrovamenti archeologici e vicissitudini che hanno coinvolto anche le aziende che ci hanno lavorato») che il sindaco Michele de Pascale si è però buttato alle spalle. «L’importante è che sia stato fatto un investimento così importante in un periodo così complicato, da due eccellenze del territorio», ha dichiarato De Pascale. L’investimento è stato infatti importante e più oneroso del previsto, con oltre 10 milioni di euro investiti in particolare nella ristrutturazione da Coop Alleanza 3.0, che si era aggiudicata il bando del Comune in project financing e la gestione per 35 anni, a cui vanno aggiunti i 2,7 milioni di Molino Spadoni per l’allestimento degli spazi e la gestione del nuovo mercato, che occuperà circa 40 persone, quasi tutte a “carico” appunto di Spadoni.
«Sarà prima di tutto un luogo all’insegna della varietà – ha dichiarato ancora Leonardo Spadoni – che cambierà con il passare delle stagioni, per non far mai dire a nessuno di “averlo già visto”, un posto che nei nostri obiettivi per prima cosa non deve essere noioso». E per renderlo ancora più originale, Spadoni ha scelto per arredarlo («non avendo potuto attaccare un chiodo, essendo una struttura vincolata dalla Soprintendenza») pezzi unici di antiquariato e modernariato allo scopo di rendere l’ambiente caldo, «con mobili veri», dice, e anche una grande voliera in ferro battuto del secolo scorso trasformata in lampadario.
Il nuovo piano rialzato sarà accessibile grazie a una scala pedonale aperta, due scale di sicurezza, una scala mobile e un ascensore centrale. All’ingresso è tornata a casa la coppia di delfini, o pistrici, il grande gruppo scultoreo di pietra simbolo di fortuna e ricchezza che da sempre rappresenta il Mercato e la Casa Matha, l’antica corporazione medievale dei pescatori.
Il negozio Coop fino al 6 gennaio resterà aperto dalle 8 alle 21.
Giulia Casoni, in passato anche 83esima nel ranking Wta, protagonista nell’Italia che ha vinto i Mondiali Over 40: «Emozionante tornare in campo, vincere una sorpresa. Consigli ai giovani? Oltre al talento servono risorse economiche…»
Giulia Casoni (la seconda da sinistra) in festa con il tricolore dopo la vittoria
Sventola nel cielo degli Stati Uniti, anche per merito di una bizantina “d’adozione”, la bandiera tricolore. In un periodo molto positivo per il tennis italiano, una splendida vittoria è stata centrata dalle azzurre ai campionati iridati Senior Itf disputati a Miami, in Florida. Nella categoria Over 40 femminile il quartetto azzurro ha infatti conquistato l’importante ma poco celebrato trofeo. Tra le protagoniste dell’impresa c’è Giulia Casoni, che assieme ad Alice Canepa, Valeria Madaro ed Elena Pioppo ha portato l’Italia sul tetto del mondo.
Nata a Ferrara nel ’78, la ex allieva di Urbinati abita a Ravenna da più di dieci anni, dove vive con il marito Paolo e i figli Diego e Anita e dove insegna a giocare a tennis. Casoni può vantare un curriculum di tutto rispetto, in quanto nel 2001 ha raggiunto la 83esima posizione nel ranking Wta del singolo e nello stesso anno la 51esima in quella del doppio, vincendo anche tre tornei.
«È stato bello – inizia a raccontare – tornare in campo per una competizione agonistica. Non lo facevo da tempo ed è cominciato tutto quasi per scherzo, da una telefonata di Alice Canepa, che conosco fin dagli anni della Juniores. È la capitana della nazionale veterani e mi ha chiesto se volevo far parte della squadra. Non ho saputo dire di no…».
Come è stata l’esperienza ai Mondiali Over 40?
«Faticosa, in quanto non ero molto allenata. Ho iniziato giocando solo nel doppio, poi però sono stata schierata anche nel singolo. Il livello del torneo era buono, in particolare quando siamo entrate nel tabellone principale. Nei quarti abbiamo sconfitto 3-0 la Gran Bretagna, in semifinale 2-1 la Spagna, ma è nella finale con la Francia che abbiamo realizzato il nostro piccolo capolavoro. Nel singolo ho battuto Jalade, ma Canepa ha perso, facendosi male. Nel doppio decisivo sono stata quindi affiancata da Pioppo e si è rivelata una battaglia, dove l’abbiamo spuntata 6-4 nel terzo set».
È stato emozionante sentire di nuovo il brivido della vittoria?
«Sì, anche perché è stata una cosa inaspettata. È stata una gioia doppia, in quanto a Miami eravamo accompagnati dai nostri familiari, che hanno fatto un grande tifo. È stato stupendo abbracciare i miei figli a fine partita».
E l’adrenalina della competizione agonistica?
«Quella è venuta fuori in modo naturale, appena scesa in campo. Era da tanto che non giocavo e mi ero allenata davvero poco, ma la grinta di un tempo è emersa subito».
Giulia Casoni in azione a Miami
Quando aveva smesso di giocare?
«A livello Wta nel 2004, ma ho comunque continuato disputando il campionato di Serie A nelle fila del Circolo della Stampa – Sporting di Torino. Sono ancora tesserata, ma è da un paio d’anni che ho appeso la racchetta in modo definitivo».
Cosa fa adesso?
«La mamma a tempo pieno e la maestra di tennis, facendo lezioni private al Circolo Mattei di Ravenna, dove ho una decina di allievi. In più nel weekend insegno anche al Circolo Estense di Ferrara. Nel frattempo mi sono laureata in Scienze Politiche, ramo relazioni internazionali. Ho quindi poco tempo per allenarmi, ma la voglia di giocare resta sempre».
Da dove nasce la scelta di vivere a Ravenna?
«Dal fatto che a Marina di Ravenna ho conosciuto mio marito Paolo, giocando a beach tennis. Da lì è iniziata la mia nuova vita».
È intenzionata a difendere il titolo appena vinto a Miami?
«Se ci sarà la possibilità, certo che lo farò. Sarebbe davvero molto bello».
Come giudica il tennis di adesso rispetto a quello di venti anni fa?
«Oggi è tutto più veloce e fisico, mentre una volta avevano un peso maggiore la tecnica e il “tocco”. Quando mi capita guardo volentieri le partite, ma non seguo il tennis come una volta».
Quali sono state le sue soddisfazioni più grandi in carriera?
«Oltre a vincere tre titoli nel doppio, di sicuro affrontare Serena Williams al terzo turno degli Us Open, sul campo centrale, riuscendole a strapparle anche sei game. Sono arrivata anche ai sedicesimi del Roland Garros, a Parigi, ai quarti degli Internazionali d’Italia a Roma, e ho partecipato a Wimbledon e agli Australian Open. Più di tutto è però stato stupendo vestire la maglia azzurra nella Federation Cup, contro la Croazia. Una emozione indescrivibile».
Cosa consiglia ai giovani che oggi si avvicinano al tennis?
«All’inizio si tratta di uno sport aperto a tutti. Se però si vuole fare il salto di qualità, soprattutto nei primi tempi quando si cerca di intraprendere la carriera professionistica, è necessario avere delle buone risorse economiche. Quando cominciai a girare il mondo, i miei genitori dovettero fare tanti sacrifici. È una vita dura, in particolare quando si prova a uscire dal limbo dei Challenge per entrare nel giro dei tornei migliori, ma che può dare anche enormi soddisfazioni».
Al Mar grande successo per il Brick Festival. L’ingresso era gratuito anhe per la mostra di Riccardo Zangelmi
Grande successo, come da previsioni, per il Brick Festival di Ravenna, la rassegna dedicata a tutti gli appassionati del mondo Lego che si è svolta nel weekend al Mar-Museo d’Arte della città, in via di Roma.
Il clou nel pomeriggio di ieri, domenica 17 novembre, con una lunga coda che dall’ingresso del museo arrivava fino alla strada. Almeno un’ora e mezza, secondo le testimonianze raccolte, l’attesa per entrare.
La rassegna, organizzata dal gruppo Romagna Lug, vedeva appassionati della zona, e non solo, esporre le proprie opere in mattoncini, alcune davvero sbalorditive, come la basilica di San Vitale.
Nella tradizionale classifica di Italia Oggi. Guadagnate tre posizioni rispetto all’anno scorso
Ravenna guadagna tre posizioni ma resta nella seconda metà della tradizionale classifica annuale della qualità della vita redatta da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla sua ventunesima edizione.
Ravenna si piazza infatti al 57esimo posto (contro il 60esimo di un anno fa), penultimo capoluogo dei nove dell’Emilia-Romagna, davanti solo a Rimini (60esimo).
A vincere è ancora una volta Trento, davanti a Pordenone e, a chiudere il podio, Sondrio.
Andrea Accardi, direttore del settore hospitality delle Terme di Punta Marina, per dieci anni tra profughi e rifugiati: «Si utilizzano gli sbarchi per ottenere consenso, ma non si pensa ai 2 milioni di giovani qualificati che lasciano l’Italia…»
Andrea Accardi in una foto durante la sua esperienza da cooperante
Direttore del settore hospitality delle Terme di Punta Marina, Andrea Accardi ha lavorato per dieci anni nell’ambito della cooperazione internazionale, con ruoli di primo piano in Medici Senza Frontiere. «Ho una passione direi innata per le minoranze – ci racconta al telefono – che ho coltivato negli anni dell’università, avendo anche la possibilità grazie a una borsa di studio di trascorrere un periodo negli Stati Uniti, dove ho potuto affrontare il tema della autodeterminazione delle Nazioni Indiane».
Con un master (alla prestigiosa London School of Economics and Political Science) in Studi Europei e una tesi sulla guerra in Bosnia, l’esperienza sul campo di Accardi parte con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) a fine anni novanta proprio nei Balcani, dove si occupa dell’integrazione dei rifugiati bosniaci in Slovenia e dei profughi della guerra in corso in Kosovo.
In Medici Senza Frontiere affronta principalmente il tema delle migrazioni, in missioni in Malesia, Libia e anche nel sud dell’Italia (quando già erano frequenti gli sbarchi ma ancora non era d’attualità il tema del salvataggio in mare), dove si è occupato dei lavoratori stagionali in agricoltura, del loro sfruttamento e del fenomeno del caporalato diffuso. Fenomeno ancora tristemente attuale.
«Erano passati 12-13 anni dalla morte di Jerry Masslo (il rifugiato sudafricano assassinato nel 1989 mentre veniva di fatto schiavizzato per la raccolta dei pomodori in Campania, ndr) ma non era cambiato praticamente nulla, nel nostro rapporto fotografammo le condizioni di vita e le ripercussioni sulla salute dei migranti, fu un’esperienza incredibile. Purtroppo è un problema che non viene risolto per scelta politica: detta come va detta, i migranti irregolari raccolgono i pomodori che mangiamo tutti i giorni e lo fanno a bassissimo costo e senza contratti di lavoro. Invece di attivarsi per regolarizzarli oggi, lo Stato va incontro tra l’altro a un enorme costo sociale in futuro, con persone sane che vivendo in condizioni di sfruttamento e grandi difficoltà si ammaleranno tra 10-20-30 anni. I problemi complessi, però – continua Accardi – pare sia meglio evitare di affrontarli: ecco perché la politica preferisce usare come grimaldello per il consenso lo sbarco di alcune decine di migliaia di persone all’anno, in cerca di protezione, mentre 2 milioni di giovani lavoratori qualificati negli ultimi 15 anni hanno lasciato il Sud Italia, quasi tutti per andare all’estero, e noi facciamo fatica a trovare dottori da assumere…».
Tra le storie che hanno toccato di più Accardi nel corso dei suoi anni con l’agenzia delle Nazioni Unite e Msf, quella di «una ragazza bosniaca di 16 anni che viveva da 6-7 anni in un campo profughi, senza uno status vero e proprio, con la disperazione della ragazza che era evidente – continua il direttore delle Terme – e poi in particolare quelle – ancor più di chi era stato segnato da lutti, persecuzioni o torture – di chi mi mostrava, in Libia o nei campi in Italia, le foto dei loro figli, dei loro cari, chiedendomi se li avrebbe mai più rivisti. E tu rispondevi sì, ma sapevi che quasi certamente non sarebbe stato possibile, vista la loro condizione».
«In generale – conclude Accardi –, quando hai modo di incontrare queste persone, capisci che non sono solo numeri di cui si parla al telegiornale. Credo che siano inaccettabili le politiche inumane messe in atto anche dai nostri governi, esistono convenzioni e leggi internazionali che dovrebbero essere applicate e che regolarmente non lo sono. Alcune immagini, come quella del bambino siriano morto sulla spiaggia, riescono per un attimo a creare una sorta di sollevazione popolare ma non basta, le politiche dell’Unione Europea restano spesso inadeguate, con una gestione emergenziale di un fenomeno che è lì da diversi anni e che invece ha scaricato sulle organizzazioni non governative, piuttosto che gestirne l’aspetto strutturale. Organizzazioni spesso bistrattate ma che hanno un valore importante, che bisognerebbe sempre sottolineare».
Progetto in collaborazione tra Ausl e Cip a Faenza e Ravenna
Promuovere e favorire l’attività fisica e sportiva di bambini e adulti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali in carico alla rete riabilitativa e assistenziale dell’Ausl della Romagna. Grazie alla collaborazione, sancita da una convenzione, tra l’Azienda sanitaria e il Cip – Comitato Italiano Paralimpico aprono in Romagna nuovi Sportelli informativi per informare e orientare le persone disabili e le loro famiglie sulle opportunità di sport praticabili e su come accedervi.
Gli sportelli, gestiti direttamente da laureati in scienze motorie incaricati dal Cip, hanno lo scopo di valutare potenzialità e attitudine sportive dei giovani e degli adulti con disabilità che intendono intraprendere una attività fisica adattata, informare sull’offerta sportiva presente sul territorio e mettere in contatto con tecnici e società sportive locali. L’obiettivo è quello di creare e rafforzare una rete territoriale in cui coinvolgere la persone affette da disabilità nella scelta libera dello sport come attività per il benessere psico-fisico e come mezzo di integrazione nella comunità.
Sul territorio romagnolo sono diverse le attività sportive proposte, in diversi ambiti: si va dall’arrampicata sportiva all’atletica leggera, dal baskin, alle bocce e al bowling, dal calcio integrato all’equitazione, golf, judo, sitting volley, scherma tennistavolo, tiro con l’arco, tiro a segno, fino agli sport acquatici (nuoto, pesca sportiva, vela).
In provincia di Ravenna sono due gli sportelli informativi: a Faenza, al Centro di Salute Mentale, via Zaccagnini 22, lo sportello è aperto previo appuntamento il mercoledì dalle ore 15 alle 17 dove si incontra il tecnico incaricato Cip Angela Raffermati (tel. 379 1964930, mail sportadattatofa.cip@gmail.com); a Ravenna, al Centro di Salute Mentale, Sala Polivalente, Piazza della Magnolia 5, lo sportello è aperto previo appuntamento il martedì dalle 16 alle 18 dove opera il tecnico incaricato Cip Diego Forbicini (tel 333 9837598 – mail sportadattatora.cip@gmail.com).
Il convegno celebrativo alla presenza della ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova
Affollato convegno celebrativo quello tenutosi ieri a Fosso Ghiaia per il 120 anni di attività del Consorzio Agrario di Ravenna, alla presenza della ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova.
«Nel mondo agricolo c’è bisogno di razionalizzazione: non ha più senso avere sul territorio ravennate aziende che offrono gli stessi servizi agli agricoltori e credo che ciò valga per ogni provincia italiana – ha sottolineato nel suo intervento il presidente del Consorzio Raimondo Ricci Bitti– È ora di riconoscere che la presenza di tanti attori che forniscono servizi spesso sovrapponibili sia inutile e dannosa: occorre invece lavorare in un’ottica di unificazione, avviando un processo di coordinamento delle strutture esistenti minimizzando la duplicazione di costi che vanno poi ad insistere sui bilanci degli agricoltori».
La ministra Bellanova e il presidente del Consorzio Agrario di Ravenna, Ricci Bitti
«Attraverso i vostri servizi – ha detto la ministra Bellanova nel suo intervento – siete cambiati insieme alle aziende agricole e il vostro ruolo resta strategico per innovare nella tradizione. Puntando su tecnologia ed ecologia. Oggi chi investe nei macchinari dell’agricoltura di precisione lo fa prima di tutto per rispetto dell’ambiente e per limitare e migliorare gli interventi su risorse primarie come terra e acqua. Dobbiamo lavorare su questo, investire sulla ricerca pubblica e privata per aiutare le imprese. Come fa il Consorzio ogni giorno». In tema di semplificazione, «io sono con voi – ha dichiarato la Ministra – ma è necessario che dall’intero settore vengano suggerimenti e input. Perché semplificare è una parola molto facile da pronunciare, ma difficile da tradurre in fatti. Chiedo a voi, a tutti, di segnalare moduli, circolari, adempimenti burocratici che rendono più complicata l’attività agricola. Voglio capire quali possiamo eliminare, perché gli agricoltori devono coltivare prodotti, non montagne di carta. Abbiamo tante sfide davanti. Ma non partiamo da zero. I 120 anni del Consorzio sono qui a ricordarcelo».
Anche il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini si è detto d’accordo con l’esigenza di razionalizzazione espressa dal presidente del Consorzio: «Tutti gli imprenditori sono oggi chiamati ad affrontare gli stessi problemi. Abbiamo davanti sfide importanti, a partire dal tema del commercio internazionale, con la Brexit e i dazi americani sui prodotti europei, al grande tema dei cambiamenti climatici e della sostenibilità. Questioni che impongono un cambiamento del modello produttivo e la necessità che tutte le organizzazioni sentano la responsabilità di lavorare insieme per sostenere il comparto e per difenderne e rafforzarne la competitività».
I servizi del Consorzio Agrario sono destinati ad evolversi per supportare al meglio la crescita delle imprese agricole. Lo ha evidenziato Denis Pantini, Responsabile Area Agroalimentare di Nomisma, per il quale «la digitalizzazione, le nuove richieste derivanti dai consumatori e le sfide di un mercato che chiede maggiore efficienza e sostenibilità, stanno già da tempo cambiando le esigenze degli agricoltori che hanno bisogno di una nuova tipologia di servizi, anche consulenziali, che assumeranno sempre più importanza rispetto alla semplice commercializzazione dei prodotti. In tal senso i servizi offerti dal Consorzio Agrario possono trovare nuovi ambiti di applicazione, rafforzando il compito di affiancare gli agricoltori nel percorso di sviluppo e modernizzazione dell’agroalimentare».
L’importanza che il Consorzio Agrario da sempre riveste nell’economia del territorio ravennate è stato sottolineato da Antonio Patuelli, presidente dell’ABI e della Cassa di Ravenna che nel suo intervento ha ripercorso «il grande contributo dato dal Consorzio alla crescita dell’agricoltura provinciale, che agli inizi del secolo scorso fu tra le prime a introdurre l’utilizzo di fertilizzanti e che nel dopoguerra segnò poi una vera e propria svolta con la meccanizzazione che diede vita ad una ristrutturazione produttiva dell’agricoltura ravennate».
Fondato nel 1899, il Consorzio Agrario di Ravenna (600 soci, 10.000 clienti e un centinaio di dipendenti) è da sempre punto di riferimento del mondo agricolo del territorio. L’esercizio 2018 è stato chiuso con un valore della produzione di circa 111 milioni di euro, 9 in più rispetto al bilancio 2017, con un consolidamento di importanti quote di mercato in tutta la provincia sia nei mezzi tecnici istituzionali (agrofarmaci, fertilizzanti, sementi, carburanti agricoli) che nelle macchine agricole.
Picco del livello del mare previsto per mezzogiorno. Fiumi ingrossati: chiusi per precauzione due sottopassi – FOTO
Preoccupazione a Marina di Ravenna in mattinata per una consistente alta marea, rafforzata da venti di scirocco. Il picco del livello delle acque è previsto per mezzogiorno. Il mare ha invaso le dighe foranee, interdette al passaggio ma non si segnalano particolari fenomeni di ingressione marina sulle spiagge. Si registra solo il parziale allagamento di alcune rotonde a Lido di Savio, non causato però da ingressione marina e che al momento non sta compromettendo la circolazione.
Per tutta la notte considerate le allerte per criticità idraulica, idrogeologica e costiera, vento e stato del mare, tutti gli uffici preposti, a partire dalla Protezione civile e dalla Polizia municipale, hanno costantemente monitorato la situazione e sono pronti a intervenire qualora necessario. Al momento la situazione appare stazionaria anche se, viste le abbondanti piogge della notte, sono probabili criticità legate ai livelli idrometrici di fiumi e canali.
Il servizio di protezione civile e difesa del suolo della Regione Emilia Romagna sta registrando aumenti dei livelli idrometrici sui Fiumi Uniti e sul Savio. È stato pertanto ritenuto opportuno, e si sta provvedendo in tal senso, chiudere a livello precauzionale con transenne il sottopasso di Madonna dell’Albero sotto la statale 16 in destra idraulica del Ronco e il sottopasso di via Ravegnana (altezza ponte Assi) in sinistra idraulica del fiume Montone.
L’opera dello street artist Labadanzky, dal giardino della biblioteca Oriani per la mostra “Dante Plus”, è stata trasferita all’ingresso di Darsena Pop Up
Il grande robot di oltre quattro metri di altezza e 300 chili di peso, opera dello street art genovese, di fama internazionale, Labadanzky, collocata da diverse settimane nel giardino della biblioteca Oriani in occasione della mostra “Dante Plus” è stata smontata stamane e subito rimontata in via D’Allaggio, a sinistra dell’ingresso di Darsena Pop Up.
«L’opera per ragioni logistiche non poteva più stare all’Oriani – spiega Marco Miccoli di Bonobolabo, direttore artistico di “Dante Plus” – cosi grazie alla disponibilità di Paolo Monduzzi l’abbiamo trasferita davanti a Darsena Pop Up, dove fa un notevole effetto… La collocazione però è provvisoria perché l’opera andrà a fine novembre al “Booming”, l’esposizione di arte contemporanea al Dumbo Space di Bologna. Chissà quale sarà il suo destino… Certo sarebbe bello che potesse ritornare in Darsena a Ravenna, che è lo spazio di riferimento per la street art nella nostra città».
Preoccupano i fiumi in Bassa Romagna. Prevista criticità idraulica, idrogeologica e costiera, ma anche venti forti e mare mosso
È scattata nel pomeriggio di sabato una nuova allerta meteo, la numero 104, della Protezione Civile di tipo arancione per criticità idraulica, idrogeologica e costiera, gialla per vento e stato del mare, fino alla mezzanotte di domenica, nel territorio del comune di Ravenna.
«Raccomando – dichiara il sindaco Michele de Pascale – di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso: prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua, evitare di accedere ai capanni presenti lungo gli stessi ed evacuarli qualora siano occupati; prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati; non accedere a moli e dighe foranee e prestare particolare attenzione nel caso in cui si acceda alle spiagge; fissare gli oggetti sensibili agli effetti del vento o suscettibili di essere danneggiati».
L’allerta diventa rossa nel territorio della Bassa Romagna lughese, in particolare per il passaggio delle piene fluviali previste per domenica 17 novembre. Sono stati pertanto attivati a scopo precauzionale i Centri Operativi Comunali (COC) in forma ridotta in tutti i Comuni della Bassa Romagna, Per emergenze è attivo il numero verde 800 072525.