domenica
10 Maggio 2026

Mehmeti sfrattato dal ristorante Portico, su Facebook erano in vendita le stoviglie

I mancati pagamenti degli affitti all’origine del provvedimento. Attraverso la società Giglio, il 26enne aveva avviato la gestione solo un anno fa insieme ad altri quattro locali tra Ravenna e Alfonsine: tutti chiusi in fretta (uno solo è rinato con un altro ristoratore). Pignorati alcuni beni per un debito da settemila euro

A distanza di appena un anno dall’avvio della gestione dello storico ristorante-pizzeria Al Portico di Ravenna, da decenni in via Faentina alle porte della città, la società Giglio è stata sfrattata dalla proprietà dell’immobile a causa del mancato pagamento dell’affitto per diversi mesi. Lo sfratto si è concretizzato nei giorni scorsi con la riconsegna delle chiavi. È stata rimossa l’insegna del locale e il cancello di ingresso è chiuso con catena e lucchetto. Di recente inoltre un ufficiale giudiziario è entrato nei locali per pignorare varie attrezzature, una ventina di beni, nell’ambito di un’altra procedura avviata da un’altra società che vanta un credito di settemila euro.

IMG 2165La Giglio è l’azienda fondata a marzo 2018 dal 26enne Lokrez Mehmeti, origini albanesi ma nato a Ravenna: il giovane imprenditore, che afferma di aver maturato una formazione all’estero in finanza applicata dopo il diploma all’alberghiero di Cervia, tra l’estate e l’autunno dell’anno scorso avviò altri quattro ristoranti oltre Al Portico: a Ravenna in centro l’ex Piattoforte, l’ex Melarancio diventato Taberna Boaria e poi Locanda La Vigna, l’ex Labirinto del Gusto diventato Club 23, ad Alfonsine l’albergo-ristorante Stella. Escluso l’ex Piattoforte, che di recente è rinato con una gestione che non ha alcun rapporto con Mehmeti, gli altri sono tutti attualmente chiusi (qui l’articolo di febbraio in cui avevamo ricostruito tutto lo scenario all’epoca).

La vicenda del pignoramento invece è maturata nell’ambito della sponsorizzazione per l’organizzazione di un evento sportivo in città: il galà di pugilato andato in scena al Pala Costa lo scorso dicembre. Doveva essere l’ingresso in grande stile di Mehmeti sulla scena pubblica ravennate. Per l’organizzazione il Giglio si affidò a una società del settore concordando una spesa di 7.300 euro da saldare entro fine 2018. La presentazione dell’evento si tenne in pompa magna ai tavoli del Portico. Con gli organizzatori e con Mehmeti al tavolo c’erano anche le istituzioni: l’assessore allo Sport Roberto Fagnani e la delegata Coni Claudia Subini. L’evento si svolse in una buona cornice di pubblico ma quella fattura non è mai stata saldata. E così l’azienda ha messo in moto un avvocato: contro il decreto ingiuntivo dell’8 marzo 2019 non c’è stata opposizione e il tribunale a luglio ha stabilito il pignoramento. Ora si attende che il giudice nomini il custode dei beni per procedere alla vendita all’asta nel tentativo di capitalizzare più possibile. Non è da escludere che altri creditori possano inserirsi nella procedura.

IMG 2151Da alcune settimane il Portico si presenta in stato di palese abbandono. Nessuno ha cancellato una enorme scritta vandalica sul muro di recinzione. E sul marketplace di Facebook, una sorta di mercatino vendo-compro sul social network, già dall’inizio di settembre sono comparsi diversi annunci per la vendita di attrezzature per la ristorazione pubblicati da Darica Simoncelli, diventata socia di Mehmeti nel Giglio nel 2018. Bicchieri, piatti e tagamini in rame per la pizza, una piastra per la cucina. Prezzi stracciati. Fingendoci interessati all’acquisto, una decina di giorni fa abbiamo contattato la venditrice via chat. Abbiamo incontrato una certa diffidenza nel fornirci dettagli sulla provenienza del materiale ma ci ha assicurato che aveva ampia disponibilità di piatti per pizza che cercavamo. Abbiamo sparato alto chiedendone 36 e ci ha risposto che li aveva dicendoci che era materiale usato da un ristorante di Ravenna. Allora le abbiamo rivolto la domanda diretta: “Per caso è la roba del ristorante al Portico?”. La risposta è stata semplicemente “Sì”. Va precisato che il pignoramento non riguarda tutto il materiale presente nel ristorante: una parte è rimasto al Giglio, una parte è di proprietà di una società che lo aveva concesso in leasing e un’altra minima parte fa capo alla proprietà dell’immobile.

“Eldorato”, calda porta di luce dedicata alla speranza dei migranti

A Sant’Apollinare in Classe l’installazione artistica di Giovanni de Gara, simbolo di accoglienza e salvezza

Eldorato Esterno

L’ingresso della Basilica di Sant’Apollinare si ammanta del fulgore dell’oro, vivida luce che emerge dalla penombra del portico: è “Eldorato”, installazione artistica di Giovanni de Gara, inaugurata oggi, 3 ottobre, giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’immigrazione.
«È questo lo splendore che il progetto Eldorato attende e annuncia – afferma l’artista – anche se tutto sembra andare in un’altra direzione. Una direzione in cui chi arriva sulle nostre terre sperando di trovare una terra dorata fatta di pace, lavoro e benessere, nel migliore dei casi trova solo l’oro di una copertina isotermica».

Quest’opera rientra nell’ambito di RavennaMosaico, la VI Biennale del Mosaico Contemporaneo (6 ottobre – 24 novembre 2019), fra le iniziative che il Polo Museale Emilia-Romagna sede di Ravenna ha intitolato “Intersezioni”, con installazioni a cura di Emanuela Fiori e Giovanni Gardini al Museo Nazionale di Ravenna e alla basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Ancora una volta l’arte contemporanea fa il suo ingresso al Museo Nazionale, in stretto dialogo con le collezioni permanenti. L’evento “Intersezioni” raccoglie i lavori di tre giovani ma già affermati artisti italiani, Luca Freschi con Cariatidi, Sara Vasini con Corrispondenze al Museo Nazionale e Giovanni de Gara, per l’appunto, con Eldorato alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Eldorato è un progetto pluriennale, ideato e prodotto dall’artista Giovanni de Gara (Firenze, 1977), che si articola in una serie di installazioni site-specific. Il materiale che l’artista utilizza è comune eppure sostanziale, un oggetto salva-vita: si tratta delle coperte isotermiche, normalmente usate per il primo soccorso in caso di incidenti e calamità naturali, entrate nell’immaginario collettivo come le “vesti” dei migranti.
Il viaggio del progetto Eldorato è iniziato nel 2018 a Firenze, dalle tre porte dell’Abbazia di San Miniato al Monte, ed è proseguito – e continuerà a proporsi poi – in varie città italiane: sono state e saranno rivestite con le coperte isotermiche le porte di chiese cristiane e di edifici di altri culti, luoghi simbolici, come simbolica è la porta in sé, luogo e non luogo, soglia e barriera, limite e passaggio, accesso negato o concesso, sintesi di luogo altro. Tra le tappe previste nel progetto-percorso di Eldorato l’allestimento alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe riveste particolare significato.

La chiesa bizantino-ravennate, sorta nelle vicinanze dell’antico porto multietnico della flotta militare romana, risplende nella maestosa abside di mosaici dorati che proclamano la salvezza attraverso un’appassionata e rarefatta iconografia. La basilica, consacrata nel 549, custodì per secoli la tomba del protomartire e protovescovo di Ravenna, Apollinare. Figura fondante per l’evangelizzazione della regione, proveniva secondo la tradizione da Antiochia sull’Oronte, nella provincia romana di Siria. Un “migrante” dunque, che portò come pellegrino e straniero il messaggio di speranza di una nuova fede a Ravenna e altrove. Accolto in casa da taluni, cacciato oltre le porte della città e martirizzato da altri, Apollinare è nel racconto agiografico un personaggio cardine, portatore di frutti di carità e consolazione.

L’istallazione dell’opera di Giovanni De Gara secondo la volontà dell’artista promuove in ogni sede allestitiva un’analisi profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo. L’installazione a Sant’Apollinare in Classe apre ancora altre possibilità di riflessione. Per la sua natura duplice di monumento della Cultura e santuario della Fede, la Basilica è tra i siti più visitati della regione. Per la purezza architettonica e la bellezza della decorazione musiva parla a ognuno attraverso la forza attrattiva della perfezione artistica. Eldorato alle porte della Basilica diventa duplice segno, di calore e salvezza, in comunione con il mosaico, nel quale il prato paradisiaco si apre come promessa senza tempo e accoglie l’epifania della trasfigurazione avvolta nell’oro divino.

È morto Squinzi, la sua Mapei nel petrolchimico. Il cordoglio delle istituzioni

La scomparsa dell’imprenditore tocca profondamente anche la Romagna

Squinzi
Giorgio Squinzi

La morte di Giorgio Squinzi tocca profondamente anche la Romagna. A partire da Ravenna, dove nel polo chimico è attiva la Vinavil, del gruppo Mapei di Squinzi.

«La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo imprenditoriale italiano e internazionale – sono le parole del sindaco di Cervia Massimo Medri –. Un imprenditore capace e lungimirante, ma anche dirigente sportivo impegnato e appassionato, e soprattutto un uomo umile, aperto, disponibile e sempre pronto al confronto. In più edizioni con la sua azienda Mapei ha partecipato a “Cervia Città Giardino Maggio in Fiore”, sostenendo e contribuendo all’iniziativa e quando era Presidente di Confindustria anche a “La spiaggia ama il libro”. Ha sempre dimostrato un’attenzione particolare alla nostra città, a cui è rimasto profondamente legato e dove ha conosciuto la moglie Adriana (lei invece di Forlì, ndr). A nome personale e della città di Cervia esprimo a tutta la famiglia le più sentite condoglianze, ringraziandoli per l’affetto e amicizia che ci riservano e che ricambiamo di cuore».

A ricordare Squinzi anche il presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna, nonché presidente dell’Abi, Antonio Pautelli. «Ricordo un importante e  affollato dialogo pubblico che avemmo nel luglio 2013 proprio in Piazza Garibaldi a Cervia, presieduto da Giancarlo Mazzuca, in una delle fasi più complesse della lunga crisi economica di questi lunghi anni».

«Lo ricordiamo – sono le parole di Patuelli – sempre equilibrato e costruttivo, impegnato per la ripresa, sempre con ampi orizzonti sia industriali, sia finanziari che aveva maturato anche nel Consiglio superiore della Banca d’Italia e che furono positivo presupposto per sviluppare una migliore comprensione e collaborazione, nella distinzione dei ruoli, fra le banche e le imprese industriali anche nelle fasi più difficili degli anni di crisi».

Il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, esprimiamo «il più sincero cordoglio per la morte di Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria. Alla sua famiglia e ai suoi cari vanno le nostre più sentite condoglianze». Il primo cittadino di Ravenna definisce così l’imprenditore: «Propositivo, attento e lungimirante, ebbe sempre un legame importante con la Romagna, sostenendo attraverso la sua azienda tanti progetti ed iniziative del nostro territorio».

Oil&Gas, «siamo arrivati al collasso». Il segretario nazionale Filctem a Ravenna

Il 4 ottobre al direttivo provinciale di categoria in programma alla Cgil

Oil GasIl segretario generale nazionale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli, sarà presente a Ravenna venerdì 4 ottobre per partecipare al direttivo provinciale di categoria in programma nella Camera del lavoro. Prima dell’avvio dei lavori Falcinelli sarà ricevuto in Comune dal sindaco Michele de Pascale.

Tema portante del direttivo e dell’incontro con il sindaco sarò lo stato di salute del settore offshore e del destino dei tantissimi lavoratori che sono impegnati nel comparto Oil&Gas.

«Siamo arrivati a un punto di collasso per le compagnie di perforazione – commenta Alesso Vacchi, segretario generale della Filctem Cgil Ravenna – se nulla cambia, tra pochi mesi l’Italia rischia di vedere scomparire definitivamente l’intera attività e in futuro si potrà ricorrere solamente a compagnie straniere. Non possiamo non tenere in considerazione che in Italia ci sono ancora migliaia di pozzi da gestire in sicurezza. È necessario avviare un dialogo con le istituzioni e prevedere il ricorso ad ammortizzatori straordinari per tutelare l’attività affinché non si esaurisca definitivamente. Dal punto di vista della produzione di gas era inevitabile la rapida discesa in assenza di attività di perforazione, la produzione è diminuita progressivamente negli ultimi anni di pari passo con il diminuire degli impianti, nonostante i protocolli internazionali, prevedano l’utilizzo del gas naturale come fonte primaria per garantire la transizione energetica».

Le preoccupazioni della Filctem, “che condivide pienamente l’esigenza di una conversione industriale ecosostenibile” – si legge in una nota della Cgil – sono incentrate sulla mancanza di programmazione e di una cabina di regia unica per un percorso graduale e realistico che tuteli la collettività dalle fibrillazioni determinate del mercato finanziario geopolitico. «Chi ne sta pagando il prezzo – conclude Vacchi – sono i lavoratori direttamente interessati dei settori dell’energia, della metalmeccanica e dei servizi e i cittadini che, come abbiamo visto anche in questi giorni, si vedono aumentare le bollette energetiche».

Caos al Consorzio di Bonifica, lavoratori e dirigenti indagati per truffa e peculato

Sotto la lente rimborsi gonfiati, straordinari inesistenti e auto aziendali utilizzate per scopi personali

Consorzi Anbi C6 HeaderUna decina di lavoratori del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, tra cui anche dirigenti, sarebbero indagati per truffa e peculato ai danni dello stesso ente.

La notizia è riportata sull’edizione di oggi, 3 ottobre, del Corriere Romagna.

Secondo l’accusa avrebbero utilizzato auto aziendali per scopi personali o viceversa gonfiato rimborsi utilizzando mezzi privati. Sotto la lente anche note spese ritenute gonfiate e straordinari inesistenti. Accertamenti sarebbero in corso anche sulle bollette dell’acqua staccate agli agricoltori dal Consorzio di Bonifica.

Agenti della Digos hanno acquisito in questi giorni documenti dalla sede nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Angela Scorza e che riguarda uscite dalle casse dell’ente dal 2014 al 2018.

Giusti è la storia del ciclismo ravennate: pedala da 70 anni e non vuole smettere

Cominciò con i documenti truccati: «Allenamenti alle 4.30 poi alle 8 al lavoro». Quando rifiutò il doping finì la sua carriera agonistica e iniziò quella da dirigente: «Quella volta con Merckx…»

Giusti Da Giovane
Giusti da giovane

Quando apre gli album delle fotografie, guardando le immagini di una vita in bicicletta, gli brillano gli occhi in un misto tra orgoglio e divertimento. Non ha nostalgia del passato, però, e dalle sue parole si capisce come la pedalata più bella sarà sempre la prossima. «Adesso sono fermo per un piccolo problema fisico, ma tra qualche settimana tornerò in sella».

A quasi 88 anni, anche se non lo ammetterà mai per via della sua umiltà, Franco Giusti “è” il ciclismo ravennate dal secondo Dopoguerra, in virtù della sua esperienza prima da dilettante, poi da amatore e infine da dirigente. Il tutto con un unico denominatore comune, la passione per le due ruote, che gli ha permesso di conoscere i grandi protagonisti di questo sport.

«Sono nato nel ’31 a Villanova di Bagnacavallo – inizia a raccontare – ma dopo sei mesi ci trasferimmo a Ravenna. Mio padre lavorava al Genio Civile, mia madre faceva la bracciante a Mezzano. Finita la guerra cominciai a frequentare i Salesiani, dove salii per la prima volta in bicicletta. A 15 anni partecipai ad alcune gare “libere”, nel senso che ognuno utilizzava la propria bici normale, senza essere tesserato. Mi iscrissi così alla Garibaldina, ma ero ancora troppo piccolo per correre negli Allievi, quindi mi truccarono il documento. Poi passai al Pedale Ravennate del mio maestro Celso Minardi, cominciando a vincere».

Giusti Oggi 1
Franco Giusti oggi

Una passione, quella per il ciclismo, che però si scontrava con la vita di tutti i giorni. «Terminai presto di studiare, iniziando a lavorare giovanissimo, e quindi per potermi allenare mi alzavo alle 4.30 del mattino. Facevo un centinaio di chilometri e alle 8 mi presentavo alla Padana di Macinazione, dove trovai il mio primo lavoro. A 16 anni mi trasferii al Corriere Romagnolo e in seguito alla Messaggeria Emiliana, facendo lo spedizioniere».

Nel frattempo, sul fronte del ciclismo, crescevano le soddisfazioni. «Ero un buon velocista e vincevo parecchio. Quando correvo nei Dilettanti, i miei avversari tiravano come dei matti per lasciarmi indietro. A me piacevano i sacrifici e non mi pesava la fatica, ma purtroppo soffrivo le corse lunghe, quelle dai cento chilometri in su. Siccome andavo forte, mi consigliarono di prendere qualcosa che mi “aiutasse”, ma io non andai oltre alle vitamine. Non riuscii così a compiere il salto di qualità e fui escluso dalla lista regionale dei ciclisti più forti. A 22 anni chiusi la carriera all’As Godo».

Giusti Al Centro Con Bugno A Sinistra E Cassani A Destra
Giusti con Bugno e Cassani

Il ritiro dall’agonismo non spense l’amore di Giusti per la bicicletta. Anzi. «L’amico Minardi mi diede la possibilità di restare nell’ambiente facendomi allenare gli Allievi del Pedale Ravennate, mentre nel 1970 mi prestò una bicicletta che era nel suo negozio in Piazza Kennedy, che pagai qualche mese dopo. Dopo 15 anni tornai a fare delle corse da amatore, gareggiando in tutte le categorie, dai Senior fino ai Veterani. Ho vinto tantissime gare fino a quando, attorno ai 50 anni, mi sono fermato di nuovo a lungo per un bruttissimo incidente in volata, che mi causò delle fratture al naso e alle braccia».

Da qui inizia una “nuova” carriera, dietro alla scrivania. «Assieme ad altri appassionati creai l’associazione Cicloturisti Pedale Ravennate, che mi permise di tornare alle gare fino a quando ho avuto 70 anni. Eravamo associati all’Udace, di cui in seguito sono diventato responsabile provinciale, che di recente è stata assorbita dall’Acsi, di cui anche adesso sono presidente. Negli anni Settanta erano affiliate più di trenta società, per circa mille tesserati, oggi ne sono rimaste 12, per un totale di 350 iscritti. Erano altri tempi».

Un’attività, quella da dirigente, che ha permesso a Giusti di incrociare tanti protagonisti del ciclismo di ieri e di oggi. «Ho continuato a stare nell’ambiente, conoscendo Pantani, Cassani e Petacchi, e diventando amico di Baldini, Adorni e Gimondi. Mi ricordo ancora quando nel 2000, in una rievocazione di una gara a Bertinoro, incontrai Merckx. Sgranato il gruppo, in salita rimanemmo io, lui e Coppolillo. Al nostro passaggio tutte le persone del pubblico salutavano me ed Eddy mi disse: “ma qui tu sei famoso”. Io gli risposi: “qui il campione sono io, mica tu”. Ma nel frattempo pensavo: “sapessero chi è al mio fianco”…».

Tornando a oggi, su cosa del ciclismo è rimasto a Ravenna, Giusti non ha dubbi: «Adesso siamo aggrappati a Sofia Collinelli, punto e basta. È una brava ragazza, ma più cresce di categoria, più diventa difficile ottenere buoni risultati. Il papà Andrea, nonostante abbia vinto un oro olimpico, è rimasto umile: saprà insegnarle le cose giuste per il suo bene».

Le 88 primavere alle spalle, infine, fino a qualche mese fa non gli hanno impedito di salire in sella. «Tutte le settimane andavo in bici due-tre volte, percorrendo dai 60 ai 70 chilometri. Ogni tanto ne facevo con gli amici anche un centinaio, mettendoci però in mezzo una bella pausa per mangiare. In vita mia non ho mai fumato, bevuto e giocato a carte. E presto – gli occhi di Giusti brillano di nuovo – tornerò in bicicletta».

Il bar che regala brioche e pizze avanzate a chi ne ha bisogno: «Ci piace farlo…»

L’iniziativa del Caffè Letterario di via Diaz: «Ci è venuto in mente leggendo di quel contadino che regala la frutta rimasta…»

Rimanenze Caffè LetterarioSta riscuotendo un meritato successo sui social tra i ravennati la foto delle rimanenze del giorno appese fuori dal bar, a disposizione dei bisognosi.

Si tratta di un’iniziativa (probabilmente non l’unica in città, ma di sicuro non così diffusa) del Caffè Letterario di via Diaz, in centro a Ravenna, che va avanti da questa estate. «Di solito portavamo le brioche e quello che restava del giorno a Santa Teresa, oppure le regalavamo alle commesse della via – ci racconta la titolare –, poi ho letto la notizia del contadino austriaco che lascia la frutta inutilizzata appesa ai cancelli per chi ne ha bisogno e ho pensato che sarebbe stato bello fare lo stesso qui, al bar».

E così al termine di ogni giornata di apertura, viene lasciato appeso fuori un sacchetto con la scritta “rimanenze di oggi per chi ne ha bisogno”, con all’interno brioche, pizze o quant’altro.

«Non abbiamo voluto promuovere questa iniziativa, la facciamo perché ci piace farla». E pare che piaccia anche ai bisognosi, visto che il sacchetto sparisce poco dopo averlo appeso…

Akomena presenta le spille degli animali e i vincitori del concorso One Off

Akomena Mosaico
Le due mosaiciste di Akomena al lavoro sulle spille sugli animali estinti

In occasione della biennale Ravenna Mosaico, Akomena Mosaici presenterà  “BEEcause”, un  progetto in collaborazione con Enpa, sezione di Ravenna. Si tratta di una collezione di spille disegnate da due giovani artiste (Gabriela Rigoni e Valentina Barbadoro) dedicate agli animali in estinzione. L’appuntamento è nel negozio di via Argentario 3, in centro a Ravenna, sabato 5 ottobre alle 18.

Il giorno dopo – domenica alle 18, nel laboratorio di via Baracca 56 – si svolgerà la premiazione dei progetti vincitori del concorso di idee One Off, realizzato da Akomena in collaborazione con l’associazione culturale di volontariato RavennArte, riservato a creativi, studenti, artisti e designer di ogni nazionalità di età compresa fra 18 e 30 anni.

Il concorso prevedeva la progettazione di un pannello musivo su tavola. Sono stati selezionati cinque progetti che riceveranno un premio acquisto di 250 euro ciascuno.

 

Maltempo, alberi caduti e pericolanti. A Cervia annullato il mercato

Situazione comunque sotto controllo con diversi interventi dei vigili del fuoco

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Un pino crollato in zona stadio, a Cervia

Sono diversi gli interventi dei vigili del fuoco per il maltempo nel Ravennate e in particolare nel Cervese, per alberi caduti e pericolanti, ma non sono segnalate situazioni allarmanti.

A Cervia è stato annullato per il maltempo il mercato settimanale di piazza Costa e alcuni alberi sono caduti sulla statale Adriatica, viale Gramsci e a Tantlon. Pini divelti, in particolare, in zona stadio.

Mostre, installazioni, Lego: il programma della Biennale del mosaico di Ravenna

La sesta edizione della manifestazione coinvolge musei e monumenti del territorio, dal 6 ottobre al 24 novembre

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L’installazione di Felice Nittolo al battistero Neoniano

Dal 6 ottobre al 24 novembre a Ravenna si tiene la VI edizione della Biennale di Mosaico Contemporaneo: opere e artisti di tutto il mondo si incontrano nella città capitale del mosaico.

RavennaMosaico è promossa e organizzata dal Comune di Ravenna e con il coordinamento del Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, di Edison, di Marcegaglia e della Regione Emilia-Romagna.

Ravenna è coinvolta totalmente aprendo i suoi luoghi più suggestivi ad artisti locali e provenienti da tutto il mondo: monumenti, musei, chiostri e spazi simbolo della città diventano gallerie d’eccezione in cui arte antica e arte contemporanea sono in costante dialogo.

Al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna hanno luogo tre importanti eventi: due grandi mostre – Chuck Close. Mosaics curata da Daniele Torcellini e Riccardo Zangelmi Forever young curata da Davide Caroli – e una suggestiva installazione – Vanitas. Niki de Saint Phalle a cura di Giorgia Salerno – che testimoniano come il mosaico possa prestarsi alle più diverse interpretazioni.
Gli eventi del Mar restano aperte fino al 12 gennaio.
Dal 15 al 17 novembre il Mar sarà “invaso” dalle divertenti e sorprendenti creazioni in mattoncini Lego del Ravenna Brick Festival realizzato dal gruppo Romagna Lug.

Palazzo Rasponi dalle Teste ospita Opere dal Mondo, la tradizionale mostra-concorso a cura di AIMC (Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei) con una selezione di lavori di artisti internazionali, che per questa edizione sarà a tema dantesco, e la quinta edizione del premio GAeM Giovani Artisti e Mosaico, in cui giovani artisti under Forty, si avvalgono della tecnica musiva in modo tradizionale o sperimentale. Il premio, suddiviso in quattro sezioni, prevede una collaborazione con il MAG Magazzeno Art Gallery dove si tiene una personale di uno dei premiati.
Saranno presenti, inoltre, gli interventi artistici del gruppo CaCO3 e del fotografo Luigi Tazzari.

La storica Biblioteca Classense apre tutti i suoi spazi alla Biennale: dalle sale espositive a quelle di lettura, dai chiostri agli ambienti più rappresentativi. L’Accademia di Belle Arti di Ravenna, presso la Manica Lunga della Classense, presenta il suggestivo progetto dal titolo Incursioni, ovvero un affascinante intreccio di storie entro il quale il visitatore può seguire i fili delle nuove esperienze creative dei più giovani artisti del mosaico.
Nelle sale di lettura al piano terra nasce un dialogo continuo tra libri tradizionali e libri a mosaico con Bibliomosaico a cura di Rosetta Berardi e Benedetto Gugliotta.
Anche il chiostro di ingresso è sede espositiva per un’installazione del mosaicista Paolo Racagni, e la donazione dell’opera Arborea donna libera aurea da parte degli eredi di Maria Grazia Brunetti, autrice del pannello in mosaico.

A Classis – Museo della Città e del Territorio la mostra a cura di Giuseppe Sassatelli intitolata Tessere di mare. Dal mosaico antico alla copia moderna, un’esposizione di mosaici pavimentali romani a soggetto marino che sottolinea un aspetto centrale del nuovo museo ravennate, ossia il rapporto della città con il mare. La mostra affronta anche una seconda tematica, quello dei mosaici originali esposti per ragioni di tutela nei musei, ma evocati da copie moderne appositamente realizzate per essere collocate nel luogo del ritrovamento.
Il percorso espositivo prevede importanti mosaici provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dall’area archeologica di Populonia e copie di mosaici antichi provenienti dalla collezione del Maestro Severo Bignami. In particolare è esposto un importantissimo mosaico del I secolo a.C. proveniente dalla Casa del Fauno di Pompei e appartenente alle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Si tratta del celeberrimo mosaico con scena marina e pesci che la Fondazione RavennAntica-Parco Archeologico di Classe è riuscita ad ottenere in prestito grazie al rapporto di collaborazione instaurato con il prestigioso Museo di Napoli.

Il Museo Nazionale di Ravenna presenta Intersezioni a cura di Emanuela Fiori e Giovanni Gardini, con opere di Sara Vasini e Luca Freschi, due giovani artisti dai linguaggi e dagli esiti artistici molto diversi fra loro.  La ricerca di entrambi si fonda sul recupero dell’antico o della memoria, avvertita come esigenza, imprescindibile, sulla quale basare il loro gesto artistico, che li ha portati a dialogare con le opere presenti nel Museo.

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“Eldorato” a Sant’Apollinare in Classe

Sempre il Polo Museale dell’Emilia-Romagna presenta presso la Basilica di Sant’Apollinare in Classe Eldorato, progetto dell’artista Giovanni de Gara che racconta l’illusione di una terra dell’oro attraverso installazioni site-specific che utilizzano come materia prima un oggetto salva-vita: le coperte isotermiche, normalmente usate per il primo soccorso in caso di incidenti e calamità naturali, ed entrate nell’immaginario collettivo come “veste dei migranti”.

Il dialogo costante tra antico e contemporaneo si respira anche negli altri monumenti Unesco gestiti dalla Curia. Presso il Battistero Neoniano, il Museo Arcivescovile e la Cappella S. Andrea sono esposte le istallazioni musive site-specific di Felice Nittolo a cura di Linda Kniffitz.

In San Vitale, nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e nella Cattedrale Metropolitana gli studenti del Liceo Artistico Nervi Severini presentano Artifex Mosaico. Dall’antico al contemporaneo mentre nei Chiostri Francescani espongono Mosaico e Dante – installazioni e permances in dialogo con il mosaico.

Il sodalizio tra Ravenna e Faenza si consolida anche per questa Biennale con il Mic – Museo Internazionale della Ceramica in Faenza che propone a Ravenna nell’atrio di Palazzo Rasponi dalle Teste un’installazione del ceramista Andrea Salvatori dal titolo Ikebana Rock’n’Roll curata da Davide Caroli.

In questa ottica si inserisce anche il Museo Diocesano di Faenza che nella sede faentina della Chiesa di Santa Maria dell’Angelo allestisce una personale del mosaicista ravennate Marco De Luca curata da Giovanni Gardini.

Con i progetti Purgatorio in bottega e Dal Museo alla bottega, anche per questa edizione si rinnova la collaborazione con Cna Ravenna con le iniziative che coinvolgono le realtà artigiane del centro storico.

RavennaMosaico 2019 è anche ricerca, tutela e conservazione; il Comune di Ravenna, le fondazioni Flaminia e RavennAntica, l’Università di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Liceo Artistico Nervi-Severini e in collaborazione con l’AIMC danno vita a un grande progetto di restauro e riqualificazione del Parco della Pace, un vero e proprio museo all’aria aperta inaugurato nel 1988 con mosaici, fra i tanti, di Mimmo Paladino e Bruno Saetti.

Sempre legato al tema dell’arredo artistico-urbano si conclude il progetto iniziato durante la Biennale del 2017 curato dall’Associazione Dis-Ordine di Ravenna in cui i valori sociali e artistici si fondono dando vita a Dis-ORDINE A PORT’AUREA. Il FILO e le ALI. DANTE ECO GREEN percorso pavimentale sviluppato attraverso 169 moduli triangolari, in richiamo alla tarsia del labirinto di San Vitale e posizionato nel giardino davanti alla Casa Circondariale di Ravenna.

IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE MOSTRE E GLI EVENTI DI RAVENNA MOSAICO

Una corsa (di 3 chilometri) anche per i disabili alla Maratona di Ravenna

Torna anche nel 2019 l’iniziativa “Correndo senza frontiere”. Ogni partecipante dovrà avere un accompagnatore

Correndo Senza Frontiere 1Dopo l’emozionante esperienza dell’edizione 2018 torna anche nel 2019 l’iniziativa “Correndo senza Frontiere – Tutti Insieme”, nata per aprire le porte della Maratona di Ravenna Città d’Arte (quest’anno in programma il 10 novembre) anche a tutte le persone con disabilità che non hanno la preparazione atletica e la possibilità di compiere le distanze più impegnative già previste dal programma.

Il progetto nasce all’interno del Coordinamento per l’attività motoria e sportiva adattata alla persona con disabilità intellettiva creato nel 2016 dal Csi di Ravenna e dalla Cooperativa Sociale La Pieve e può considerarsi una sorta di spin-off della manifestazione “Giocando senza frontiere”, meeting rivolto ad atleti con disabilità e dedicato alla promozione dell’inclusione sociale attraverso gare di atletica e tornei di sport, organizzato in passato con il coinvolgimento di Cooperative Sociali e  società sportive del territorio.

Verrà quindi predisposto un breve tragitto che porterà gli atleti disabili, ed i loro accompagnatori, a percorrere circa 3 km del percorso della Maratona nel centro storico, fra i monumenti, sino ad arrivare al traguardo di via di Roma dove sopraggiungeranno tutti i runner delle diverse distanze proposte dall’organizzazione dell’evento.

A “Correndo senza Frontiere – Tutti Insieme” saranno ammessi tutti coloro che risultano in grado di completare il breve percorso in un tempo massimo di 60 minuti, partendo dalla zona di Porta Serrata ed evitando così le difficoltà che poteva creare la gioiosa, ma caotica, partenza in gruppo. L’arrivo invece sarà proprio in Via di Roma nella comune cornice della manifestazione regalando la gioia del traguardo, magari a braccia alzate, a tutti i partecipanti.

Ogni atleta avrà un accompagnatore riconoscibile da un segno identificativo, un volto noto che lo supporterà e lo guiderà durante la prova. Al momento dell’iscrizione sarà comunque necessario precisare le difficoltà di ogni singolo atleta in modo da consentire una migliore organizzazione. Il percorso potrà essere affrontato di corsa oppure camminando, con la possibilità di fermarsi per rifiatare, se necessario, a lato della strada.

Le carrozzine, e le persone adibite a spingerle, avranno l’obbligo, escluso il momento della partenza quando partiranno in fondo al gruppo, di percorrere il tragitto in fila affiancandosi solo nel momento di un eventuale sorpasso. Una vera e propria prova riservata alle persone disabili, le quali, in una giornata di festa per tutta Ravenna, troveranno il loro spazio e potranno ritagliarsi un momento di gioia tagliando a braccia alzate il prestigioso e ambito traguardo della Maratona di Ravenna Città d’Arte 2019.

Le foto dell’Avana in mostra in una nuova galleria fotografica vicino al Duomo

In esposizione gli scatti del ravennate Luigi Visconti, di stanza tra Parigi e Londra

CUHA PDP Paseo Del Prado
Una foto dell’Avana di Visconti, in mostra

Sabato 5 ottobre alle 18 nella nuova galleria fotografica Parallax di via Port’Aurea 5A, a pochi passai dal duomo di Ravenna, si terrà l’inaugurazione della mostra “Crocevia” del fotografo Luigi Visconti.

Ravennate di origine, Visconti vive e lavora tra Parigi e Londra, e le sue fotografie sono esposte in diverse gallerie, tra Londra, Parigi, Paesi Bassi, Dubai, Milano e New York.

In questa serie di scatti protagonista è il paesaggio urbano: un racconto della città dell’Avana (Cuba), vista attraverso la lente degli incroci stradali.

Fino al 18 gennaio, a ingresso libero.

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