Aveva tentato di rubare, nascondendole dentro la propria borsa, circa 70 confezioni di lamette da barba “Gilette”, per un valore totale di 847 euro. Ma è stata fermata dal personale della vigilanza dopo che era scattato l’allarme antitaccheggio alle casse del supermercato Coop all’interno del centro commerciale Esp. La donna – una 42enne rumena con precedenti – è stata poi arrestata dalla polizia per furto aggravato.
Effetto ombrelli, «via Mentana è rinata». E la gioielleria trasloca «a malincuore»
L’installazione sospesa ha portato 130 condivisioni sui social in due settimane e un rinnovato interesse verso la strada. Ne parla l’ideatore Massimo Cimatti, in procinto di trasferire l’attività in via Matteotti
«Con un investimento davvero minimo abbiamo avuto un ritorno di immagine incredibile: avremmo dovuto farlo molto prima…». A parlare è Massimo Cimatti, titolare dell’omonima gioielleria del centro di Ravenna nonché ideatore degli “ombrelli di via Mentana”, l’installazione sospesa che ha dato nuova luce (soprattutto sui social) a una strada non altrimenti così sotto i riflettori.
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Idea non certo originale, come sottolinea lo stesso Cimatti, ma che ha funzionato alla grande, con circa 130 foto postate in due settimane su Instagram (anche da turisti stranieri) con l’hashtag consigliato (#viamentanaumbrella) e soprattutto vecchi e nuovi clienti che ne parlano in maniera entusiastica. L’unico neo finora è rappresentato dalla fila di ombrelli “abbattuta” da due persone che, dopo pochi giorni dal montaggio, avevano evidentemente deciso di portarsene a casa uno, finendo però con il far crollare l’intero cavo.
«Tutto è nato dall’esigenza di far qualcosa per la nostra strada, di renderla viva anche in un momento in cui era piuttosto oscurata anche dal cantiere di piazza dell’Aquila. Ma non è stata una forma di protesta verso il Comune che anzi ci ha appoggiato in pieno, contribuendo alla realizzazione dell’opera».
La gioielleria Cimatti è tra i negozi storici del centro e dopo 63 anni di vita in via Mentana (a cui se ne devono aggiungere altri 7 in via Pasolini) si appresta a traslocare, anche se di pochi metri. «Siamo praticamente costretti e lo facciamo un un po’ a malincuore», rivela Cimatti che infatti ci spiega come il punto vendita necessitasse di un restyling ma che sarebbe stato troppo oneroso in quello stesso locale. Più semplice invece trasferire entrambi i punti vendita (chiudendo quindi anche quello aperto al momento in via Diaz) in un altro locale storico, che i ravennati ricordano forse come la “Casa della Lana”, in via Matteotti numero 20. La nuova apertura? Tra settembre e ottobre. Giusto in tempo per sfruttare l’effetto via Mentana, dove gli ombrelli resteranno ancora qualche mese, prima di essere rimossi per l’inverno.
«Zingara» tenta di rapire bambini all’Esp? Il centro commerciale: «Tutto falso»
Sul web circola la “bufala”. «La direzione si avvarrà della facoltà di intervenire legalmente…»
Sta viaggiando rapidamente in queste ore sul web (e nei gruppi Whatsapp di genitori di bambini che frequentano asili o scuole) un messaggio in cui si parla di un tentativo di rapimento di una bimba da un carrello da parte di una fantomatica «zingara» al centro commerciale Esp.
Da parte nostra la notizia non aveva trovato alcun riscontro.
Ma è lo stesso centro commerciale a smentire ora categoricamente con un comunicato diffuso sulla propria pagina Facebook in cui l’Esp rassicura «i nostri utenti» e ribadisce ufficialmente «che all’interno del nostro Centro non si sono verificati episodi di “rapimento di bambini da parte di zingari”. Dispiace che certi falsi contenuti speculativi possano diffondersi rapidamente, facendo leva sulla paura. Ribadiamo che il nostro impegno, attraverso il servizio di sicurezza interno e gli opportuni sistemi di sorveglianza, è in grado di garantire una tranquilla e confortevole esperienza di shopping all’interno della nostra galleria. La Direzione del Centro ESP si avvarrà della facoltà di intervenire legalmente per impedire azioni diffamatorie della propria immagine nei confronti di coloro che continueranno a produrre o diffondere notizie false».
La carica delle 700 magliette gialle: ecco i giovani volontari del Comune di Ravenna
Si è aperta l’ottava edizione di Lavori in Comune. 64 le iniziative e i laboratori in programma, per 113 settimane di attività
Questa mattina (venerdì 14 giugno), per la prima volta a palazzo Rasponi Dalle Teste, si è aperta l’ottava edizione di Lavori in Comune con la consegna delle ormai note magliette gialle.
Numerosissimi le ragazze e i ragazzi intervenuti, tra i 14 e i 19 anni, che hanno formato un brioso e colorato effetto giallo nella piazza Kennedy e che da lunedì saranno impegnati nelle attività di volontariato e cittadinanza attiva, dedicandosi a iniziative e progetti a favore della comunità.
A oggi gli iscritti sono 694, di cui 425 femmine e 269 maschi; per 420 di loro si tratta della prima volta. Sono ben 64 le iniziative e i laboratori in programma, per 113 settimane di attività.
Ad accogliere i volontari, l’assessore al decentramento Gianandrea Baroncini. «È una gioia accogliervi qui – ha detto ai ragazzi – per augurarvi una buona estate e tanta soddisfazione nelle attività che vi vedranno coinvolti. I progetti sono tanti, pensati per le diverse sensibilità e inclinazioni, ma il tratto comune è quello della consapevolezza di un impegno a favore della comunità di cui sarete protagonisti. Si tratta di un’esperienza di cittadinanza attiva che forse non avreste avuto modo di incrociare e che costituisce, da un lato, un valore aggiunto per voi, permettendovi di crescere e formarvi come cittadini e dall’altro un aumento enorme del capitale sociale della città».
Il progetto Lavori in Comune è promosso dall’assessorato al Decentramento, sostenuto dai dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado e realizzato con la collaborazione di numerosissimi soggetti pubblici e privati, del mondo dell’associazionismo, dei servizi e del volontariato, ma anche da singoli volontari.
Le attività sono suddivise in aree legate all’Ambiente, all’ Arte, alla Creatività, all’ Educazione, alla Tua Ravenna e a Sani & Salvi.
Tra le novità di questa edizione ci sono il recupero e la cura di tartarughe spiaggiate o ferite, lo studio e il monitoraggio delle specie che abitano il fiume Montone, l’officina di cartapesta per la realizzazione di grandiose sculture, il supporto all’ attività di animazione degli ospiti della Zalambani, l’eduquake per il sostegno allo svolgimento dei compiti scolastici, la sicurezza in mare attraverso una settimana con la Guardia costiera ausiliaria.
Tra le tante attività, solo per fare alcuni esempi, la realizzazione di murales, il ripristino di panchine, strutture e aree verdi pubbliche, preparazione di performance teatrali, musicali e di danza.
La grande festa finale, prevista a conclusione del progetto, si terrà il 18 ottobre, alle 20.30, all’Almagià, con la consegna degli attestati di partecipazione che potranno essere convertiti in crediti formativi scolastici.
Un’orchestra di sole percussioni “senza precedenti” al Pala De André – FOTO
Sabato 15 “Tamburi nella notte” chiude la rassegna delle “100 percussioni” del Ravenna Festival
Un’orchestra di sole percussioni “senza precedenti nella storia della musica” – assicurano i promotori – è pronta a misurarsi con una composizione appositamente commissionata dal Ravenna Festival. La straordinaria avventura delle 100 percussioni, che per dieci intense giornate ha fatto di Ravenna la capitale del ritmo in collaborazione con Accademia Chigiana, non poteva concludersi con niente di meno sorprendente.
Sabato 15 giugno, alle 21 al Pala De André, percussionisti classici, percussionisti di tamburi a cornice, percussionisti di tamburi africani, cajon e metallofoni (gamelan) – coinvolti anche attraverso una chiamata pubblica – saranno guidati da Antonio Caggiano, direttore e solista, in Tamburi nella notte.
«Un lungo viaggio dentro e intorno allo strumento più antico del mondo – nelle parole di Michele Tadini, compositore di questo brano dal titolo di suggestione brechtiana –: avremo da un lato l’ammirazione estatica per il timbro e del ciclo ritmico ripetitivo e dall’altra lo sfogo violento, deflagrante. Tempo circolare / Tempo lineare. Rito e rottura. Ipnosi e movimento. Stasi e danza. Buon viaggio».
Lo spettacolo è realizzato con il contributo di Reclam – Edizioni e Comunicazione.
Zigzagando veloce fra le geografie della musica, ora negli agglomerati urbani dell’Uganda e poi nei quartieri coloniali di Buenos Aires, passando dall’ipnosi della techno africana alla forza avvolgente di maestri riconosciuti della musica contemporanea come Steve Reich e Karlheinz Stockhausen, tra tamburi a cornice e batterie elettroniche, la rassegna Le 100 percussioni ha fatto di Ravenna il punto di incontro fra culture e artisti, tra esplosioni, sussulti, palpiti – con cuore, urgenza e creatività. Il concerto di sabato sera ne è l’atto finale, attraverso una composizione che, mentre viaggia dal patrimonio delle poliritmie africane al kodò giapponese, è «un contributo alla conoscenza e un’esaltazione della diversità, caratteristiche innate nella cultura globale dei tamburi – continua Tadini, già autore anche del brano che ha coronato la rassegna Le 100 chitarre elettriche lo scorso anno – Vorrei che l’ascoltatore si accostasse come a un continuo invito a esplorare gli universi che si comporranno di fronte a lui, come fossero immagini che si inseguono, si sovrappongo, sino a sbiadire i confini. Alla fine il passaggio tra pizzica, Africa e musica classica diventerà impercettibile».
La vasta orchestra di percussioni sarà composta da cinque sezioni, dai tamburi africani a quelli a cornice, fino alle percussioni con una carica “rumorista” ai confini del funk. Ogni sezione ha il proprio coordinatore, incaricato di curare gli assoli e mantenere la coesione fra i musicisti; ad Antonio Caggiano invece il compito di far “suonare” all’unisono i cinque ensemble, un’esperienza tanto insolita quanto affascinante per un direttore. L’assenza di precedenti contribuisce a fare della partitura un’indispensabile traccia, un punto di partenza rispetto a un’opera che nascerà realmente solo una volta formata l’orchestra al Pala De André, lasciando anche ampio spazio all’improvvisazione. Infatti Tamburi nella notte, nota Caggiano «è basato sulle possibilità che si offrono alle musica quando entrano in relazione strumenti a percussione di provenienza molto diversa, pensiamo al gamelan, alle marimbe, ai bongos. È un trionfo delle identità, sonore e culturali, che fonderemo in un linguaggio che parla gli idiomi del mondo. Un suono ancestrale che irrompe nella nostra quotidianità».
Info e prevendite 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietteria serale al Pala de André dalle 19: tel. 3332009711; intero 15 euro, ridotto 12.
Il servizio navetta gratuito per il Palazzo de André, realizzato con il contributo di Tecno Allarmi Sistemi, percorrerà 2 volte la tratta Stazione – Palazzo M. De André, con partenza da Piazza Farini, alle ore 20.15 e 20.30. Al termine dello spettacolo due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.
Lista civica Pigna: «Il fallimento della Stepra è un fallimento politico del Pd»
La società pubblica partecipata dagli enti locali operava nel settore immobiliare. La consigliera comunale Verlicchi: «Lacune di trasparenza»
«Il fallimento della società immobiliare Stepra è il fallimento politico del Pd a Ravenna. Il fallimento di Stepra non è frutto della crisi economica che ha colpito anche il mercato immobiliare, bensì di una serie di scelte azzardate compiute dagli amministratori ed avvallate dallo stesso Pd attraverso i soci pubblici». La lista civica La Pigna commenta così la notizia delle sentenza di fallimento pronunciata dal tribunale per la società pubblica partecipata da Camera di Commercio, Provincia di Ravenna e Comuni della provincia tra cui il capoluogo.
Non è la prima volta che la lista civica, rappresentata in consiglio comunale da Veronica Verlicchi subentrata dopo le dimissioni di Maurizio Bucci che si candidò a sindaco nel 2016, esprime perplessità e critiche sull’operazione Stepra: «La partecipazione degli enti pubblici è da sempre inspiegabile dato che Stepra ha sempre operato in un settore che nulla ha a che fare con i compiti di un ente pubblico: il settore immobiliare».
Secondo la ricostruzione della Pigna, «Stepra ha potuto beneficiare di prestiti bancari di alcune decine di milioni di euro utilizzati per acquistare terreni in area artigianale da rendere poi urbanizzabili e quindi vendibili ad imprese produttive, commerciali e di servizi». Ma a mancare sarebbe stato un piano industriale di verifica della sostenibilità degli investimenti.
Ma visto che gli amministratori erano dirigenti di associazioni di categoria, «non avrebbero avuto alcuna difficoltà a predisporre un piano investimenti basato sulla reale domanda di acquisto di terreni urbanizzati, verificandone preventivamente l’interesse reale attraverso la consultazione dei propri associati. Perché non é stato fatto?».
Verlicchi critica la mancanza di trasparenza dell’amministrazione De Pascale: «Gravissime lacune. Continuano, infatti, a latitare i documenti che abbia chiesto già diversi mesi fa, alla stessa tramite richiesta atti ufficiale. Il disastro di Stepra ha origini precise e non deve rimanere sotto silenzio: vanno accertate, da parte degli organi preposti, eventuali responsabilità dei soci pubblici, degli amministratori, dei sindaci Revisori e del liquidatore».
Il primo scudetto va alla Roma. Ecco il programma delle finali allo stadio Benelli
Gli Under 15 giallorossi hanno battuto il Milan. In arrivo Inter-Empoli Under 16 e semifinale e finale Under 17

Per il secondo anno di fila si stanno svolgendo allo stadio Benelli di Ravenna (sempre alle 20.30) le finali dei campionati nazionali di calcio giovanile dei campionati di serie A e B.
La finale dell’Under 15, giovedì 13 giugno, è stata vinta dalla Roma (2-0 contro il Milan) che si è così laureata campione d’Italia, con tanto di complimenti sui social del presidente James Pallotta.
Il 15 giugno è invece in programma la finale Under 16 tra Inter (che il 12 giugno in semifinale ha battuto la Juventus con un gol all’ultimo minuto dei tempi supplementari) ed Empoli.
Il 17 giugno al Benelli arrivano gli Under 17, con la semifinale tra Roma e Napoli. La vincente sfiderà per lo scudetto di categoria sempre a Ravenna, il 20 giugno, la vincente dell’altra semifinale, Inter-Atalanta.
Sono in programma nel Ravennate anche le fasi finali dei campionati giovanili di serie C e di quelli dilettanti.
La finale Under 17 di serie C è in programma al Benelli venerdì 21 giugno alle 18 tra le vincenti di Pordenone-Juve Stabia e Renate-Paganese, che si giocherà il 18 giugno alle 20.30 allo stadio di Russi. E sempre Russi ospiterà alle 17.30 del 23 giugno la finale del campionato Under 16 di serie C, tra Novara e Vicenza.
“Basta compiti”, la maestra: «Per matematica addizionate i baci dati a mamma e papà»
Tina De Rosa insegna in una primaria di Faenza ed è l’unica insegnante in provincia che figura nell’elenco pubblico dei docenti che sostengono la petizione nazionale per eliminare il lavoro a casa: 35mila sottoscrizioni online
Per una vacanza di Pasqua il compito di matematica assegnato ai suoi alunni era stato contare le stelle di una notte serena e addizionare i baci dati a mamma e papà. Per una vacanza di Natale la consegna era stata di visitare la propria città luccicante e esagerare con gli abbracci senza paura di sembrare piccoli. Tina De Rosa insegna alla scuola primaria “Martiri di Cefalonia” a Faenza e con i compiti a casa tradizionali ha detto basta da un po’. La maestra originaria di Ischia, con 40 anni di carriera in aula di cui venti a Faenza, aderisce al movimento “Basta Compiti” nato come gruppo Facebook per iniziativa di un docente ligure circa cinque anni fa e oggi diventato una petizione online con 35mila firmatari che chiedono di “superare una pratica inutile e dannosa” (in fondo alla pagina il testo della petizione).
«Non sono mai stata una grande sostenitrice dei compiti a casa – spiega De Rosa – e un certo punto tramite social sono venuta a conoscenza di questo movimento di cui condivido le idee. Insegno matematica in un tempo pieno e i bambini che escono alle 16.30 non possono avere compiti a casa, è impensabile. Cerchiamo di fare le cose in classe». Al massimo qualche incarico al venerdì: «Mi consulto con la mia collega e faccio in modo che non siano mai cose pesanti».
Niente compiti nemmeno nei tre mesi abbondanti di pausa estiva appena iniziati? «La mia collega di italiano ha intenzione di dare un piccolo eserciziario. Io penso che darò dei consigli di lettura visto che tutti i bambini hanno la tessera della biblioteca. O magari qualche gioco che porti i bambini a fare i calcoli ma divertendosi. Un quaderno dove annotare le loro emozioni per le esperienze vissute. Di sicuro nessun tomo spaventoso e sarà tutto facoltativo: gli alunni devono fare le cose con la voglia di farle e non per la paura di essere sgridati per non averli fatti».
Il nome di Tina è l’unico della provincia di Ravenna che compare nell’elenco dei docenti “a compiti zero” che si può consultare sul sito www.bastacompiti.it: «Conosco altri docenti che la pensano come me ma forse non conoscono il movimento». Quando De Rosa ha scelto di schierarsi e per la prima volta ha deciso di dare compiti alternativi ha voluto prima informare la dirigente: «Le ho fatto leggere il bigliettino che avevo preparato per bambini e genitori e non ci sono stati problemi». Un testo scritto di suo pugno per una delle vacanze pasquali: “Ho pensato di non assegnare compiti tradizionali ma proposte un po’ diverse. Fate passeggiate, incontrate amici, ascoltate musica e leggete un libro, sfogliate i quaderni di scuola e concludete ciò che è rimasto incompleto, disegnate, dipingete, passate più tempo con le persone care come i genitori, giocate con loro, preparate sorprese per quando tornano dal lavoro, apparecchiate e sparecchiate, fate lunghe dormite, respirate i profumi delle pietanze e assaggiatele”. E poi in allegato, a uso e consumo dei genitori, la Carta dei diritti dell’infanzia.
Ecco il testo della petizione “Basta compiti”
Il testo della petizione on line “Basta compiti” che raccoglie l’adesione anche di numerose autorevoli associazioni, intellettuali, figure del mondo della scuola e non, testualmente recita:
«Chiediamo che i compiti a casa siano aboliti, nella “scuola dell’obbligo”, perché:
sono inutili: le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate a comando (interrogazioni, verifiche…) hanno durata brevissima: non “insegnano”, non lasciano il “segno”; dopo pochi mesi restano solo labili tracce della faticosa applicazione;
sono dannosi: procurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti “diversamente dotati”, della propria «naturale» inabilità allo studio;
sono discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l’ingiustizia già sofferta;
sono prevaricanti: ledono il “diritto al riposo e allo svago” (sancito dall’Articolo 24 della dichiarazione dei diritti dell’uomo) riconosciuto a tutti i lavoratori – e quello scolastico è un lavoro oneroso e spesso alienante: si danno anche nelle classi a tempo pieno, dopo 8 ore di scuola, persino nei week end e “per le vacanze”;
sono impropri: costringono i genitori a sostituire i docenti; senza averne le competenze professionali, nel compito più importante, quello di insegnare a imparare (spesso devono sostituire anche i figli, facendo loro i compiti a casa);
sono limitanti: lo svolgimento di fondamentali attività formative (che la scuola non offre: musica, sport…), oltre gli orari delle lezioni, che richiedono tempo, energie, impegno, esercizio, sono limitate o impedite dai compiti a casa;
sono stressanti: molta parte dei conflitti, dei litigi (le urla, i pianti, le punizioni…) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti; quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente;
sono malsani: portare ogni giorno zaini pesantissimi, colmi di quadernoni e libri di testo, è nocivo per la salute, per l’integrità fisica soprattutto dei più piccoli, come dimostrato da numerose ricerche mediche.
Dalla Carta internazionale dei diritti dell’infanzia, art 31: “Gli Stati membri riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…”».
Ristorazione etnica, i Nas sospendono l’attività di un grossista da 300mila euro
Complessivamente oltre 70 controlli nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

I carabinieri del Nas di Bologna nell’ultimo mese hanno effettuato oltre 70 accessi ispettivi in esercizi di ristorazione etnica nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, che hanno portato alla contestazione di 44 infrazioni amministrative, nei confronti di 20 legali rappresentanti con il sequestro di oltre 200 kg di alimenti del valore superiore a 10.000 euro. Nel corso dei controlli sono state comminate sanzioni per un importo pari a 45.000 euro.
In provincia di Ravenna, in particolare, è stata sospesa un’attività di commercializzazione all’ingrosso di alimenti etnici del valore di 300.000 euro.
La palestra al parco: lezioni gratuite e aperte a tutti per 5 settimane nel verde
Torna la manifestazione organizzata da Cna. Da lunedì 17 giugno tra Teodorico, Baronio e giardini pubblici

Da lunedì 17 giugno, per cinque settimane complessive, ritorna a Ravenna la manifestazione “Parchi in wellness” con l’obiettivo di diffondere la buona pratica del movimento e per promuovere la salute dei cittadini di tutte le età.
L’iniziativa, organizzata da Cna, con la collaborazione di Wellness Foundation di Cesena e con il patrocinio del Comune di Ravenna, vede protagoniste cinque palestre del territorio: Aquae Sport Center, Move It Club, Sporting Club, Body 2000, Forma & Armonia che si alterneranno in diverse lezioni aperte a tutti e gratuite (dal lunedì al venerdì, dalle 18.30 alle 19.30)
L’iniziativa si svolgerà nei tre principali parchi della città: parco Teodorico (dal 17 al 28 giugno), parco Baronio (dal 1 al 5 luglio) e giardini pubblici (dal 2 al 13 settembre).
Ricco e variegato il programma dei corsi che quest’anno verranno proposti anche il venerdì ed il martedì mattina.
«Da alcuni anni organizziamo un evento dedicato al wellness e in più generale alla promozione dei corretti stile di vita – esordisce il presidente della Cna comunale di Ravenna, Marcello Monte – abbiamo centinaia di imprese nel settore benessere e sanità che quotidianamente lavorano per questo. Quest’anno ripetiamo l’appuntamento con una novità: l’evento si dividerà in tre parchi molto amati dai ravennati, per la prima volta anche il Parco Baronio che sta diventando uno dei parchi più frequentati dagli sportivi della città».
«L’obiettivo – ha dichiarato l’assessore allo Sport Roberto Fagnani – è avvicinare i cittadini all’attività sportiva all’aperto, animando al contempo le nostre belle aree verdi che sono già molto amate dagli appassionati e dagli sportivi di ogni età».
Alle attività sportive si affiancheranno i trattamenti benessere a cura della naturopata Marina Casadei (riflessologia plantare e facciale, craniosacrale e kinesiologia) e i corsi di Acroyoga.
A tutti i partecipanti (fino ad esaurimento scorte) verrà donata la t-shirt “Parchi in Wellness” realizzata dalle palestre aderenti e (grazie a Natura Nuova) una bibita dissetante e salutare.
Curare il cuore a -40 gradi: Maria Cecilia “festeggia” cinque anni di crioablazione
Mille pazienti a Cotignola hanno sfruttato questa nuova tecnica per la fibrillazione atriale. Ne parla il direttore Saverio Iacopino

Mille pazienti in cinque anni a Cotignola: sono questi i numeri della crioablazione a freddo utilizzata dall’équipe del dottor Saverio Iacopino, Direttore del Dipartimento di Aritmologia ed Elettrofisiologia di Maria Cecilia Hospital, struttura di Alta Specialità accreditata con il Ssn, e di tutto Gvm Care & Research, gruppo ospedaliero italiano presente in 10 regioni.
Tale tecnica viene sempre più di frequente impiegata come metodica operatoria per la cura della fibrillazione atriale, una patologia cardiaca piuttosto diffusa (ne soffrono circa 600mila italiani) che si manifesta nella maggior parte dei casi con sintomi quali palpitazione, respiro corto, stanchezza, dolore al petto e vertigini.
«Da un punto di vista terapeutico, utilizzando questa tecnica, abbiamo acquisito una chiara consapevolezza del fatto che l’impatto della crioablazione è notevolmente positivo – commenta il dottor Iacopino –, poiché migliora sia la vita del paziente sia la sua ospedalizzazione e, al contempo, riduce la mortalità in pazienti affetti da scompenso cardiaco, condizione clinica ancora più delicata, e portatori di defibrillatori automatici».
La crioablazione a freddo costituisce dunque un’ottima alternativa all’ablazione chirurgica e alla radiofrequenza (ablazioni a caldo), soprattutto in termini di benefici per il paziente, per il quale il decorso post operatorio è più rapido, con una minore incidenza di recidive e complicanze, e con la prospettiva di un miglioramento della qualità della vita. Vi sono notevoli benefici dal punto di vista dell’esposizione radiologica, che viene fortemente ridotta, fattore positivo anche per i medici e i tecnici coinvolti.
«I risultati del ricorso a questa tecnica hanno dato, nel tempo, un riscontro positivo, sia a medio che a lungo termine – spiega Iacopino, – in particolare sui pazienti parossistici, nei quali il disturbo del ritmo cardiaco ha durata inferiore ai sette giorni, ma anche su quelli persistenti, coloro, cioè, nei quali l’aritmia dura più di sette giorni e che presentano anche altre patologie cardiache oltre la fibrillazione».
La crioablazione a freddo utilizza un’energia fredda che viene somministrata in maniera omogenea grazie all’utilizzo di un dispositivo a forma di palloncino. Si tratta di un mini device, dal diametro di appena 30 mm, che viene introdotto nell’atrio sinistro del cuore in corrispondenza delle vene polmonari. Questo tipo di intervento ha lo stesso grado di sicurezza e di successo dell’ablazione transcatetere a caldo, utilizzata da molti più anni, ma prevede tra i plus anche una sedazione notevolmente ridotta.
«Durante un intervento con crioablazione a freddo vengono isolate tutte e quattro le vene polmonari, responsabili della fibrillazione atriale, in tempi molto minori rispetto a un’ablazione transcatetere classica o chirurgica. Il dispositivo a forma di palloncino viene inserito con un catetere nell’atrio sinistro del cuore in corrispondenza delle vene polmonari: in soli tre minuti ogni vena viene isolata elettricamente, creando delle cicatrizzazioni uniformi. Se la condizione generale di salute del paziente lo consente – conclude il dottore –, questa metodologia è considerata sicura, veloce e ha un’alta efficacia terapeutica».
Alla scoperta dell’oro bianco: visite guidate gratuite alla salina Camillone
Dal 16 giugno i giovedì e le domeniche il gruppo culturale Civiltà Salinara mostra i processi di produzione del sale dolce
Ripartono le visite guidate gratuite alla salina Camillone di Cervia. Appuntamento il giovedì e la domenica alle 17 a partire dal 16 giugno. Le visite, programmate per tutta l’estate, propongono il lavoro dei salinari dal vivo: la guida spiega le varie fasi della produzione e si possono seguire i salinari al lavoro. Ultima rimasta delle 150 saline a conduzione familiare, esistenti prima della trasformazione del 1959, la salina Camillone è attualmente sezione all’aperto di Musa, museo del sale di Cervia. È mantenuta attiva dal gruppo culturale Civiltà Salinara che la coltiva producendo ogni anno quintali e quintali del cosiddetto “sale dolce”.
Le guide portano i visitatori alla scoperto di un momento che arriva dal passato, quando il grande specchio d’acqua era formato da tanti fondi saliferi affidati ognuno ad una famiglia che lo lavorava con sapienza e particolare cura per produrre in grande quantità un sale pregiato la cui qualità insieme alla quantità sarebbe stata premiata nel momento della chiusura della produzione.
Appuntamento al Centro Visite Salina di Cervia in via Bova 61 alle 16.30. Su richiesta di gruppi di almeno 15 persone è possibile organizzare visite guidate in Inglese, Francese e Tedesco. Info e prenotazioni allo Iat 0544 974400, iatcervia@cervituriamo.it.







