venerdì
22 Maggio 2026

Già quasi 3.500 coristi da tutta Italia per le due giornate di “prove” con il maestro Muti. «Dedicato a Don Minzoni»

«Dopo aver scelto di incentrare il nuovo programma di Cantare amantis est su alcune pagine di tema sacro, mi è parso naturale e doveroso rendere omaggio, attraverso esse, a Don Giovanni Minzoni, figura centrale e martire della storia del nostro Paese». Riccardo Muti rivela la dedica che segnerà la seconda edizione del grande progetto (1 e 2 giugno al Ravenna Festival) riservato ai cori e ai coristi di tutta Italia: «Don Minzoni – spiega -, un sacerdote che fu uno straordinario uomo di fede e insieme uno spirito libero, moderno, rivoluzionario per i suoi tempi; per l’impegno a favore dei giovani, degli operai, dei poveri, capace di guardare avanti, e di realizzare opere fondamentali».

Muti sottolinea anche: «fin dal mio arrivo a Ravenna ho sempre sentito parlare di lui, è giunto il momento di rendergli un tributo». Del resto, Ravenna è la città natale di Don Minzoni (1885) che poi, divenne cappellano ad Argenta, terra di socialisti e di latifondisti, teatro di gravi agitazioni e conflitti sindacali e operai. È lì che, dopo essersi guadagnato una medaglia come cappellano militare nella Grande guerra, potenzia l’organizzazione parrocchiale a sostegno dei più deboli: i giovani, le donne, i braccianti. Ed è lì che gli squadristi fascisti lo colpiranno a morte nell’agosto del 1923. Alle loro violenze aveva sempre risposto «con un’arma – diceva – che per noi è sacra e divina, quella dei primi cristiani: preghiera e bontà».

Il programma del nuovo “viaggio nella coralità” che spicca nel cartellone di Ravenna Festival è appunto incentrato su temi sacri: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito. Si tratta di pagine che saranno approfondite sotto la guida straordinaria di Riccardo Muti nel corso di due intense giornate di studio e di prove, il 1° giugno (dalle 15 alle 20) e il 2 giugno (dalle 10,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30) di nuovo sotto la volta del Pala De André.

Una nuova “chiamata” alla condivisione della passione per la musica e il canto, che sta coinvolgendo migliaia di coristi di ogni parte d’Italia e di ogni livello ed età: alla scadenza prevista per le iscrizioni, erano già quasi 3.500 i partecipanti. Ma le continue richieste e l’entusiasmo che trapela da ogni contatto hanno convinto l’organizzazione a forzare, fin dove possibile i limiti, e a mantenere ancora aperta la possibilità di partecipazione.

Il Giro d’Italia parte da Cervia e tocca vari comuni della provincia: programma, iniziative e viabilità

Presentata la Cervia – Corno alle Scale, la nona tappa della 109a edizione del Giro 2026, in programma domenica 17 maggio. Ganna, Milan, Vingegaard e soci percorerranno184 km con partenza da Cervia e arrivo al Corno alle Scale, montagna dell’Appennino tosco-emiliano, che si trova nel territorio del comune di Lizzano in Belvedere, nell’area della città metropolitana di Bologna.

Nel dettaglio, sabato 16 maggio inizierà l’allestimento dell’area di partenza in piazza Andrea Costa, dove la domenica mattina si raduneranno corridori, team e troupe per prepararsi alla partenza. Alle ore 11.05 è in programma la partenza della carovana degli sponsor, che precede di un’ora e mezza quella dei corridori, prevista alle 12.35. La firma del foglio partenza, da parte delle squadre, è in programma dalle 11.10 alle 12.25 sul palco allestito nell’area partenza in piazza Andrea Costa.

Il percorso (visibile interamente nella gallery)  prevede il passaggio lungo via Nazario Sauro, in Borgomarina, Lungomare d’Annunzio fino alla Rotonda della Pace, viale Roma, via Circonvallazione Sacchetti, Ponte Cavour, via Di Vittorio fino alla Rotonda Ida Paganelli, via Attilia Angelini fino a piazzale Artusi, via Martiri Fantini, per poi proseguire lungo la Strada Provinciale 254 via Salara, dove in località Tantlon è fissato il km 0. I corridori transiteranno poi da San Pietro in Vincoli, Russi, Cotignola, Solarolo, prima di entrare nel territorio bolognese.

 

Una mostra fotografica sulla storia del Giro a Cervia

Durante l’incontro di presentazione in Biblioteca è stata inaugurata la mostra diffusa “La Corsa Rosa a Cervia per la quinta volta” – esposizione di foto dei precedenti passaggi del Giro d’Italia in città -. Sono intervenuti Renato Lombardi, che, come dirigente del Comune di Cervia, ha coordinato il Comitato tappa del 1985 e ha collaborato all’edizione del 1997, e Giovanni Lucchi. Attraverso le immagini è stato possibile rivivere momenti salienti delle precedenti edizioni del passaggio del Giro d’Italia a Cervia: dal primo arrivo nel 1955 con la vittoria di Giuseppe Minardi, alle edizioni del 1985, 1997 e 2020, evidenziando vincitori e caratteristiche delle gare, inclusa l’edizione posticipata per il Covid. All’iniziativa era presente anche Davide Minardi, figlio di Giuseppe “Pipaza”, che ha voluto essere a Cervia per ricordare l’impresa del padre nel 1955.

 

Altre iniziative in città

Altre iniziative sono organizzate per il giorno della tappa, per far conoscere la città, le sue bellezze e tradizioni ai telespettatori che seguiranno l’evento sportivo. Prima della partenza, infatti, ci sarà l’occasione di parlare anche dello Sposalizio del mare, la tradizionale festa cittadina giunta alla 582a edizione, che verrà celebrata lo stesso 17 maggio, nel pomeriggio. Sono inoltre stati coinvolti i commercianti che hanno le attività lungo il percorso, affinché con creatività “vestano” di rosa le loro vetrine, e la Cooperativa bagnini che sulla spiaggia libera creerà un allestimento a tema che, se ripreso dall’alto, possa rendere subito riconoscibile e attrattiva la città di Cervia. Sarà dedicato al Giro d’Italia anche il giardino sotto la Torre San Michele, realizzato da Azimut s.p.a. per il Comune di Ravenna, all’interno della manifestazione Cervia Città Giardino.

 

Modifiche alla viabilità

Sulle strade del percorso e nelle aree interessate dalla gara è istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 6.00 di domenica 17 maggio. La chiusura delle strade e degli incroci coinvolti dal passaggio del Giro è in programma dalle 10.30 fino al passaggio dell’auto che segue il gruppo dei corridori.

 

Oltre 50 volontari coinvolti

Per garantire la massima sicurezza lungo il percorso, nell’organizzazione della gara, oltre alle forze di polizia, saranno impieganti più di 50 volontari delle Associazioni ciclistiche locali, che presidieranno gli incroci e i punti strategici dove passeranno i corridori. Per loro è organizzato un momento specifico, giovedì 14 maggio alle ore 20.30 nella sala riunioni degli Uffici tecnici comunali in piazza XXV Aprile: in quell’occasione verrà distribuito loro materiale e informazioni sul servizio della giornata.

Lite al bar poi un colpo con un coccio di vetro: un ferito grave e un fermato dai carabinieri

Una lite fra due uomini è degenerata in un’aggressione a colpi di cocci di vetro: un uomo è ferito in gravissime condizioni e un altro è stato fermato dai carabinieri. È successo nel tardo pomeriggio di oggi, 5 maggio, a Lugo nelle pertinenze di un bar di fronte alla stazione ferroviaria.

Secondo una prima ricostruzione, al momento ancora parziale, attorno alle 17 un uomo di nazionalità marocchina e uno di nazionalità albanese erano al bar Life Cafè e fra i due si è accesa una violenta lite. L’albanese avrebbe impugnato un coccio di vetro di una bottiglia e avrebbe ferito al collo l’altro uomo.

La vittima dell’aggressione è stata subito trasportata all’ospedale, molto vicino al luogo dell’aggressione, ma vista la gravità della ferita si è deciso per il trasferimento all’ospedale di Ravenna. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno fermato l’uomo sospettato di essere l’aggressore, già noto alle forze dell’ordine.

La sindaca di Lugo, Elena Zannoni, ha commentato l’episodio con un post su Facebook: «Ho avuto la possibilità di sentire il prefetto che mi ha confermato un tempestivo intervento delle forze dell’ordine e l’identificazione delle persone coinvolte. Abbiamo convenuto che non va lasciato spazio a comportamenti ed episodi di questo genere, che spaventano i cittadini e limitano la libertà di tutti. Ciò non è mai accettabile o tollerabile».

Cgil in piazza contro la riforma degli istituti tecnici: lo sciopero del 7 maggio

Tagli pesanti e mancanza di trasparenza sulle classi di concorso: Flc Cgil Ravenna si unisce allo sciopero nazionale giovedì 7 maggio contro la riforma degli istituti tecnici, invitando personale scolastico, famiglie e studenti a partecipare alla mobilitazione. L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XX Settembre, a Ravenna.

Nelle scorse settimane il sindacato ha organizzato assemblee e volantinaggi tra le scuole per costruire «un percorso continuo di mobilitazione, informazione, ascolto e confronto che culminerà con lo sciopero nazionale del 7 maggio». Netta la contrarietà alla riforma anche da parte delle comunità scolastiche, espressa anche dagli organi collegiali. In particolare, l’Itis “Baldini” di Ravenna avrebbe già subito una perdita di cinque posti in organico, dovuta non solo al calo delle iscrizioni ma anche agli effetti della riforma non ancora ufficialmente avviata.

Secondo quanto riportato dal sindacato, nelle scuole della provincia si registra un totale di 24 posti di lavoro in meno, 5 in più rispetto allo scorso anno scolastico, tra costituzioni di cattedre a 16 e 17 ore e compensazioni tra diversi ordini di scuola.I tagli si distribuiscono così: 4 nelle scuole dell’infanzia, 5 nelle primaria, 10 nelle secondaria di primo grado e 5 in quelle di secondo grado. «Una riforma che rischia di trasformare la scuola in una appendice del mercato del lavoro – commentano da Cgil -. riducendo le discipline di base e comprimendo anche quelle di indirizzo, con effetti negativi nel medio e lungo periodo sia sulla qualità dell’offerta formativa sia sugli organici».

Nelle scorse settimane, i docenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Oriani” di Faenza hanno firmato una lettera di contrarietà alla manovra, mentre nella giornata di ieri (4 maggio) il collegio docenti dell’Itis Nullo Baldini ha diffuso una mozione di dissenso e la richiesta di abrogazione della riforma dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici, inviata anche al Presidente della Repubblica, al Ministero dell’Istruzione e del Merito e all’Ufficio Scolastico Regionale.

Il collegio docenti condanna la pubblicazione del documento a marzo 2026, ovvero a iscrizioni degli studenti già concluse, determinando quindi una modifica improvvisa e unilaterale al percorso scelto dalle famiglie e alle indicazioni ricevute durante l’orientamento. Inoltre, le nuove disposizioni entrerebbero in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria. «La tutela degli studenti e del personale scolastico deve essere prioritaria rispetto alle esigenze amministrative e aziendali – commentano gli insegnanti -. Sotto il profilo pedagogico e didattico, la riforma snatura l’identità dell’istruzione tecnica, trasformandola in un addestramento professionale».

La riforma prevede l’eliminazione del biennio comune, introducendo una specializzazione precoce e l’anticipazione della formazione scuola-lavoro (Fsl) già dalla seconda superiore. «Manovre che riducono la capacità di orientamento e aumentano il rischio di dispersione scolastica – continuano dall’Itis -. sviliscono la funzione della scuola, riducendola a una mera appendice del sistema produttivo, mincciando diritto allo tudio e sviluppo della coscienza critica».

La mozione sottolinea anche il contrasto con le norme costituzionali, vista la creazione di disuguaglianze oggettive tra studenti che sceglieranno un indirizzo tecnico e quelli che sceglieranno altri percorsi scolastici. Per quanto riguarda le discipline Stem, l’accorpamento di Fisica, Chimica, Scienze della Terra e Biologia nella macro-area “Scienze Sperimentali” «svilirebbe il rigore epistemologico delle singole materie. In particolare, si denuncia la drastica riduzione delle ore di insegnamento, in netta contraddizione con la proclamata volontà di rafforzare le competenze scientifiche di base» Le ore di Tecnologie e Tecniche della Rappresentazione Grafica verrebbero invece ridotte o eliminate, «privando gli studenti degli
strumenti essenziali per la comprensione critica della realtà circostante. Le rappresentazioni grafiche, infatti, non sono semplici strumenti di supporto, ma veri e propri linguaggi che aiutano a sintetizzare informazioni complesse e migliorare il problem solving». I tagli interesserebbero anche le ore di Italiano nell’ultimo anno: « Una ferita profonda alla qualità del percorso scolastico che pregiudica la preparazione all’Esame di Stato e indebolisce la formazione di cittadini pensanti. Il rischio
è quello di un aumento dell’analfabetismo funzionale».

Il collegio docenti chiede quindi l’abrogazione o il differimento dell’entrata in vigore della riforma,per garantire il rispetto delle scelte già effettuate da studenti e famiglie e in attesa dell’apertura di un confronto reale e strutturato con le comunità scolastiche.

Olimpia Teodora, le difficoltà economiche non fanno paura. Il presidente Poggi: «La A3 si farà»

L’Olimpia Teodora può finalmente guardare al futuro con una certezza: la partecipazione alla prossima Serie A3. A confermarlo è il presidente Giuseppe Poggi, che chiarisce: «La A3 si farà. Non so ancora esattamente come e con chi, ma si farà». Nonostante la promozione ottenuta sul campo – certificata ulteriormente dalla recente vittoria casalinga per 3-0 contro Ostiano -, si tratta di una notizia tutt’altro che scontata, viste le note difficoltà economiche che accompagnano da diversi mesi la storica compagine di volley femminile ravennate.  La decisione è sorta dopo il confronto con il sindaco Alessandro Barattoni, descritto senza mezzi termini dal presidente Poggi: «L’incontro è finito col solito pareggio, uno 0-0 che non partorisce nulla. Le promesse di sostegno economico non sono state mantenute. Quello che sta arrivando per partecipare alla A3 proviene da altri canali».

La società sta lavorando per costruire la nuova stagione sull’ossatura della squadra appena promossa. «L’obiettivo è mantenere questo telaio – spiega Poggi pur sottolineando come le incertezze attuali rendano difficile muoversi sul mercato -. Ogni giorno è importante per avere qualche certezza economica in più e poter chiudere contratti».

Resta aperta anche la questione stipendi, con le ragazze (secondo nostre fonti) che avrebbero ricevuto solo tre stipendi. La società Olimpia Teodora parla di «pagamenti a metà del guado» con almeno 4 mensilità ancora da saldare alle pallavoliste protagoniste della vittoria della B1. Da regolamento Fipav, i debiti nei confronti del gruppo squadra dovranno essere estinti (almeno al 90%) entro la fine del mese di maggio per poter completare l’iscrizione al campionato di A3.

Sul fronte del settore giovanile – anche qui si registrano accordi economici non ancora rispettati con i tecnici (dell’anno scorso, ma anche in parte di quest’anno) – si avvicina sempre di più la collaborazione tra Olimpia Teodora e la Volley Academy Manù Benelli. «Manuela è una figura di riferimento della pallavolo ravennate e tra noi c’è totale accordo – spiega Poggi –. Unire le forze è una scelta logica per non disperdere risorse e aumentare la competitività. Dobbiamo sciogliere un nodo prima di annunciare l’ufficialità». Il nome e le modalità della joint-venture sono ancora da definire.

Violenta aggressione fuori da un locale, arrestati due minorenni

Violenta aggressione scatenata da motivi banali. È quanto accaduto nel fine settimana nei pressi di un locale notturno del Faentino, dove due minorenni sono stati arrestati con l’accusa di lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due giovani – già noti alle forze dell’ordine – si trovavano all’esterno del locale insieme ad alcuni amici quando, al culmine di un diverbio, si sono scagliati contro due maggiorenni. L’azione è stata rapida e brutale: le vittime sono state colpite con violenza, riportando ferite che hanno reso necessario l’intervento del 118 e il trasporto in pronto soccorso.

Sul posto sono arrivati i carabinieri del Radiomobile di Faenza, i militari della stazione di Castel Bolognese e una volante del Commissariato, impegnati in un servizio straordinario di controllo del territorio disposto in occasione del ponte del Primo Maggio.

Alla vista degli agenti, però, i due minorenni – in evidente stato di alterazione – hanno reagito con ulteriore violenza, tentando di aggredire anche i militari. La situazione è rimasta tesa per diversi minuti, finché gli operatori della Polizia di Stato, per contenere l’escalation, sono stati costretti a utilizzare lo spray urticante. Solo a quel punto i due giovani sono stati bloccati e condotti in caserma, dove al termine degli accertamenti sono scattati gli arresti.

Molestata sulla spiaggia, lo filma e lo mette in fuga. «Si è masturbato davanti a me»

«Adesso ti denuncio, metto la tua faccia su Facebook». Con queste parole, e la telecamera del telefono puntata dritta verso il molestatore, una 26enne di Lido Adriano è riuscita a mettere in fuga il suo aggressore, in attesa dell’arrivo della polizia.

È successo intorno alle 9 di lunedì 4 maggio. «Camminavo in spiaggia, come faccio ogni mattina, per portare a spasso il mio bassotto e restare in contatto con la natura – racconta la ragazza -. Mi sono fermata nel primo tratto di spiaggia libera, vicino agli stabilimenti, per svolgere alcuni esercizi di respirazione, quando ho notato un uomo in piedi sulla scogliera. Inizialmente pensavo stesse urinando».

Poco dopo, però, l’uomo avrebbe iniziato ad avvicinarsi alla giovane, mostrando chiaramente di essere intento in un atto di autoerotismo.

«Mi sono allontanata subito: avrei lasciato lì qualsiasi cosa pur di mettermi al sicuro. Poi ho iniziato a filmare, facendogli capire che ero lucida e pronta a reagire, costringendolo così ad allontanarsi».

È seguita la chiamata al 112 e, nel giro di pochi minuti, l’arrivo di una pattuglia della Polizia di Stato. All’arrivo degli agenti, però, l’uomo si era già dileguato, probabilmente fuggendo in bicicletta in direzione Lido di Dante. «Capelli corti, pantaloni bianchi e maglia nera. Il mio ragazzo ha provato a cercarlo lungo la spiaggia, ma senza risultati – prosegue -. Eppure più di un residente mi ha detto che si tratterebbe di un soggetto già noto in zona per atti osceni. E, soprattutto, non l’unico».

Il video dell’uomo è stato poi diffuso dalla 26enne attraverso i profili social dell’attività che gestisce insieme alla madre. «Sono ancora sconvolta, ma è necessario dare visibilità a questi episodi per spaventare gli aggressori – spiega la ragazza -. Oggi è successo a me, ma domani potrebbe succedere a un turista o a un minore. Serve più presidio per la località, è assurdo che queste cose siano note e tollerate. Sul momento non ho denunciato: temevo che una denuncia “contro ignoti” non sarebbe servita a molto. Ma oggi andrò a farlo, perché più segnalazioni arrivano alle autorità più sarà chiara la necessità di intervenire».

Sui social, tuttavia, non sono mancate le critiche, tra insinuazioni di ricerca di visibilità e inviti a non frequentare più il tratto di spiaggia: «Se avessi voluto farmi pubblicità, avrei potuto parlare di tutt’altro – conclude la ragazza -. Io amo Lido Adriano, amo la sua spiaggia e voglio che venga valorizzata, non temuta. I luoghi si proteggono vivendoli, non abbandonandoli. Dobbiamo tornare tutti a frequentare la nostra spiaggia per non lasciarla in mano ai depravati. Sono loro che devono sentirsi fuori posto».

Tra deserti e steppe, cammelli e tartarughe, l’ultrarunner Marchesani al traguardo della corsa in sei tappe in Uzbekistan

Dopo aver portato a termine nel 2025 la Gobi March, 250 km in 6 giorni nelle steppe della Mongolia di Gengis Khan, l’ultra runner ravennate Alberto Marchesani ha scelto questa volta il cuore dell’antica Via della Seta, tra deserti dorati e antiche città di smeraldo, per una sfida in semi-autosufficienza di 230 km in 6 tappe, condivisa con 37 partecipanti provenienti da 13 Paesi al mondo.

Partendo da Samarcanda, città patrimonio dell’Unesco e crocevia di culture, ha tagliato il traguardo di Global Limits Uzbekistan nell’iconica fortezza di arenaria di Nur, costruita da Alessandro Magno nel 327 a.C., nell’antica città di Nurata. «Il percorso, con un dislivello positivo di 4.800m e negativo di 5.000m, ci ha permesso una totale immersione nella cultura del territorio – racconta il 48enne Marchesani – snodandosi attraverso valli montane, fiumi, rive di laghi, deserti, steppe, villaggi locali. Luoghi remoti e straordinari. Abbiamo anche dormito in villaggi locali, campi di yurte e campeggi allestiti nelle valli di montagna». Si è trattato di un’esperienza complessa da gestire, «la mia prima in semi-autosufficienza – commenta Marchesani -: le due tappe iniziali, di circa 35 km l’una, erano trail in montagna, mentre dalla terza siamo passati a scenari desertici, stradoni drittissimi, con un dislivello nullo, ma temperature sempre abbastanza alte, fino ai 40 gradi. Ogni giorno, dopo i primi km, eravamo tutti molto distanziati e, a parte alcuni con cui ho condiviso più o meno il passo, ho corso sempre da solo, in mezzo a tanti animali, come cammelli, tartarughe, capre, pecore e cavalli. In questi ambienti vastissimi è capitato di percepire vicini dei concorrenti in realtà lontanissimi».

Fra tre settimane Marchesani sarà nuovamente al via del Passatore e, a fine agosto, sarà la volta della RunFire Cappadocia nella versione delle 100 miglia (160 km), nel letto di un lago salato. «Una corsa difficile, non solo per la sontuosa distanza da coprire, ma soprattutto per la sfida psicologica che impone: è un ambiente completamente monotono, senza punti di riferimento e quindi il rischio che la testa vada nel pallone è molto, molto alto». Negli anni il 48enne ha messo alla prova i propri limiti in varie ultra in autosufficienza, sfidando i quattro elementi naturali: dopo il ghiaccio della Siberian Ice Half Marathon, affrontata nel 2015, si è lanciato nel 2019 nella brutale Fire & Ice Ultra islandese, 250 km in 6 giorni. Ma ha trovato nel deserto la sua connessione più autentica, inanellando imprese uniche: la Oman Desert Marathon nel 2017, 165 km in 5 tappe nelle immense Wahiba Sands, la mitica Marathon des Sables nel 2022, 250 km in 6 tappe nel Sahara marocchino, la Namib Race nel 2024, 250 km sempre in 6 stage tra le dune più antiche del mondo, e lo scorso anno la Gobi March, 250 km in 6 giornate. Immancabile la presenza a due edizioni dell’italiana 100 km del Passatore.

Queste avventure hanno motivato Marchesani, nello stop imposto dall’era Covid, a creare un’analoga esperienza in Italia, ripercorrendo i luoghi della propria infanzia adriese: così è nata l’Epica dell’Acqua, la 100 km in 3 tappe nel Delta del Po Veneto, dove runner e camminatori accompagnano da sud a nord il fiume più lungo d’Italia nel suo Delta. Tra argini, strade bianche, pinete e ponti di barche, condivideranno, per il quarto anno dal 16 al 18 ottobre, 30 km giornalieri, abbandonando ogni spirito competitivo per lasciare spazio solo alle emozioni (tutte le informazioni su epicadellacqua.it).

Fermato per un controllo a Classe, tenta di ingerire cocaina

Controlli rafforzati della Guardia di Finanza sul territorio nel ponte del 1° maggio. L’episodio principale si è verificato a Classe, dove i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno fermato un’auto con a bordo due cittadini stranieri che, alla vista degli agenti, hanno mostrato agitazione tentando di sottrarsi al controllo. Durante l’ispezione, uno dei due ha provato a ingerire un involucro per evitare il sequestro, ma è stato bloccato: all’interno è stata trovata cocaina.

Le successive perquisizioni domiciliari, con l’ausilio dei cani antidroga, hanno portato al sequestro di due bilancini di precisione – uno nascosto nel giardino – e di 3.630 euro in contanti, occultati in capi di abbigliamento. I due sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

I cittadini lughesi cedono gratuitamente al Comune i terreni alluvionati per la messa in sicurezza

I proprietari terrieri di Lugo si impegnano a cedere gratuitamente al comune un’area di circa 771 metri quadrati, per consentire il completamento della messa in sicurezza idraulica del fiume Santerno e avviare la delocalizzazione dei fabbricati alluvionati.
Si tratta di un protocollo d’intesa unico nel suo genere che sarà fermato dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile (Ufficio bacini idrografici Lamone-Senio-Santerno), dal Comune di Lugo e da alcuni privati cittadini. Lo schema è stato approvato dalla Giunta regionale.

L’area oggetto della donazione si trova in via Fiumazzo (località Ca’ di Lugo), dove nei giorni immediatamente successivi all’emergenza erano stati realizzati interventi di somma urgenza per la chiusura della rotta arginale e il ripristino del regolare corso d’acqua. La cessione dei terreni diventa oggi un passaggio necessario per portare a termine gli interventi, che richiedendo la piena disponibilità delle aree interessate e la rimozione delle abitazioni e strutture danneggiate.
Alcuni immobili hanno riportato danni gravi, tali da rendere necessario lo sgombero immediato. Dichiarati inagibili, ai residenti è stato imposto l’allontanamento e l’individuazione di una nuova soluzione abitativa. Per il ripristino della sicurezza idraulica si è reso invece necessario l’intervento nel tratto a valle del ponte di Ca’ di Lugo, nei pressi dell’intersezione tra via Fiumazzo e via Leonelli. Con ordinanza del sindaco è stata quindi disposta la demolizione di un edificio irrimediabilmente danneggiato, che ostacolava l’avvio dei lavori. Il decreto-legge 76 del giugno 2024 ha poi introdotto modifiche per definire i contributi destinati alla delocalizzazione e all’acquisto di aree alternative per chi non può più rientrare nelle abitazioni originarie. La richiesta dei contributi deve essere preceduta dalla cessione gratuita dei terreni al patrimonio cosiddetto “disponibile” del Comune, che provvede alla demolizione con oneri a carico delle risorse della contabilità speciale.

Il Comune di Lugo, in accordo con i proprietari, si è quindi attivato all’Agenzia regionale Ricostruzioni e l’Ufficio territoriale Sicurezza territoriale – bacini idrografici Lamone-Senio-Santerno per definire un percorso congiunto finalizzato alla cessione delle aree (necessaria per perfezionare la delocalizzazione) e alla regolarizzazione della procedura di occupazione d’urgenza attivata per i primi interventi successivi alla rottura dell’argine. La regolarizzazione della procedura è ora necessaria per determinare gli indennizzi e concludere il procedimento amministrativo previsto dalla normativa nazionale.

Le porzioni di terreno cedute gratuitamente rientrino nel più ampio progetto dei “Lavori di somma urgenza per la ripresa della rotta arginale in destra idraulica nel tratto dal ponte di Ca’ di Lugo a via Leonelli, in località Ca’ di Lugo, e per il ripristino dell’officiosità idraulica”. Su parte delle aree il Comune potrà individuare nuove funzioni o destinazioni urbanistiche di uso pubblico, mentre le superfici residue saranno trasferite all’Agenzia regionale per gli interventi di messa in sicurezza.

«Al porto di Ravenna nessun traffico di armi dallo scorso settembre»

Non solo riforma della governance nazionale e scambio con il territorio tra i temi emersi durante la presentazione di DePortibus, ma anche traffico d’armi, energia e progetti in collaborazione tra Ravenna e Israele. Tra gli argomenti del “Festival dei porti che collegano il mondo” infatti è centrale l’attualità geopolitica e la crisi del medioriente. Proprio dal porto di Ravenna, lo scorso settembre erano stati bloccati alcuni container di esplosivi diretti ad Haifa, in Israele. «Fonti interne al porto mi hanno garantito che dallo scorso autunno non sono più transitati esplosivi verso Israele dall’hub ravennate» dichiara Barattoni.
Sul progetto Undersec, che coinvolge il porto di Ravenna e altri 21 enti di 10 paesi europei e Israele (che partecipa attraverso il ministero della Difesa, il colosso militare Rafael e l’Università di Tel Aviv), interviene il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Benevolo: «Il progetto è alle fasi finali, terminerà entro l’autunno. Ci siamo assicurati che non venissero sperimentate armi, ma solo tecnologie di difesa e abbiamo investito una parte minima e residuale nel progetto – spiega Benevolo -. Uscire da un programma europeo già avviato non è facile e non è competenza degli enti locali, richiederebbe ingerenze governative. Obbligare uno Stato terzo a uscire è, ovviamente, ancora più complicato».

Infine, l’auspicio di De Pascale e Barattoni, che vedono nel festival l’occasione per riaccendere i riflettori sulla progetto di eolico offshore Agnes: «Un sistema eolico su pali, che richiede un investimento nettamente minore rispetto alle piattaforme galleggianti. Non possiamo guardare al progetto solo nelle fasi di emergenza – commenta De Pascale -. A fronte di un innalzamento delle bollette sul breve termine si otterrebbero costi più contenuti sul medio-lungo, indipendenza e sicurezza di fronte a una situazione energetica globale sempre più instabile. Inoltre, l’investimento ha opzionato un gigawatt di energia di Terna attualmente fermo. Questo impedisce inoltre lo sviluppo di nuovi eventuali progetti sulle energie rinnovabili, inattuabili fino allo sblocco di questo».

Lavori sul ponte del Savio e incidente all’altezza di Mirabilandia: lunghe code e disagi sulla statale Adriatica

Di nuovo traffico e rallentamenti lungo la SS16: nella mattinata di oggi (5 maggio) lunghe file in entrambe le direzioni a causa dell’avanzamento dei lavori sul ponte del Savio. Gli operai sono al lavoro con procedure di riasfalto e nuova segnaletica orizzontale a seguito dell’intervento strutturale sui piloni, iniziato nel maggio 2025. Si procede a traffico alternato, regolato da semaforo mobile.

In direzione Ravenna ulteriori disagi dovuti al ribaltamento di un auto nel fosso antistante il parco divertimenti Mirabilandia. Sul posto polizia locale per rilievi e gestione del traffico e carroattrezzi con gancio per recuperare la vettura. Non risultano al momento feriti gravi.

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