Non solo riforma della governance nazionale e scambio con il territorio tra i temi emersi durante la presentazione di DePortibus, ma anche traffico d’armi, energia e progetti in collaborazione tra Ravenna e Israele. Tra gli argomenti del “Festival dei porti che collegano il mondo” infatti è centrale l’attualità geopolitica e la crisi del medioriente. Proprio dal porto di Ravenna, lo scorso settembre erano stati bloccati alcuni container di esplosivi diretti ad Haifa, in Israele. «Fonti interne al porto mi hanno garantito che dallo scorso autunno non sono più transitati esplosivi verso Israele dall’hub ravennate» dichiara Barattoni.
Sul progetto Undersec, che coinvolge il porto di Ravenna e altri 21 enti di 10 paesi europei e Israele (che partecipa attraverso il ministero della Difesa, il colosso militare Rafael e l’Università di Tel Aviv), interviene il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Benevolo: «Il progetto è alle fasi finali, terminerà entro l’autunno. Ci siamo assicurati che non venissero sperimentate armi, ma solo tecnologie di difesa e abbiamo investito una parte minima e residuale nel progetto – spiega Benevolo -. Uscire da un programma europeo già avviato non è facile e non è competenza degli enti locali, richiederebbe ingerenze governative. Obbligare uno Stato terzo a uscire è, ovviamente, ancora più complicato».
Infine, l’auspicio di De Pascale e Barattoni, che vedono nel festival l’occasione per riaccendere i riflettori sulla progetto di eolico offshore Agnes: «Un sistema eolico su pali, che richiede un investimento nettamente minore rispetto alle piattaforme galleggianti. Non possiamo guardare al progetto solo nelle fasi di emergenza – commenta De Pascale -. A fronte di un innalzamento delle bollette sul breve termine si otterrebbero costi più contenuti sul medio-lungo, indipendenza e sicurezza di fronte a una situazione energetica globale sempre più instabile. Inoltre, l’investimento ha opzionato un gigawatt di energia di Terna attualmente fermo. Questo impedisce inoltre lo sviluppo di nuovi eventuali progetti sulle energie rinnovabili, inattuabili fino allo sblocco di questo».



