«Già nel 2024 parlavamo di cambiamenti radicali, ma mai avremmo immaginato che le parole logistica, energia, e geopolitica fossero tanto correlate. Il mondo è cambiato. Le catene logistiche sono diventate fragili, la geopolitica è tornata a incidere sulle rotte commerciali e il Mediterraneo è tornato ad essere uno spazio centrale» così Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, presenta Deportibus – II Festival dei porti che collegano il mondo, il primo evento internazionale dedicato alle grandi questioni della portualità organizzato appunto dal cluster. Dopo il debutto del 2024 a La Spezia, ha scelto Ravenna come sede della sua seconda edizione. «Non una scelta casuale – continua Pagni, -. Ma una città dalla storia portuale importante, uno dei principali hub logistici e industriali d’Italia che vanta una rinnovata centralità nazionale come Capitale del mare».
Tre giorni per raccontare il porto in relazione con il suo territorio, tra attualità, strategie e infrastrutture, dal ruolo dei porti nella sicurezza nazionale ed europea alle innovazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale, il turismo crocieristico e l’evoluzione delle competenze del settore. Dal 21 al 23 maggio la Darsena di città sarà il cuore di un format che prevede oltre 30 momenti di incontro e 100 esperti, oltre a qualificarsi come prima occasione nazionale di confronto sulla riforma del sistema portuale.
Proprio in questi giorni, approda alle Camere la bozza del confronto politico sulla revisione della governance e dell’organizzazione dei porti. «Questa iniziativa assume ancora più rilievo ora che governo sta ridefinendo il coordinamento del sistema portuale nazionale – commenta Francesco Benevolo, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale -. È prevista la creazione di una società nazionale per il controllo degli investimenti e azioni di coordinamento innovative e necessarie, in risposta a una legge sui porti ormai datata». Per riflettere sui temi della normativa è prevista una tavola rotonda tra ministero e stakeholders, alla presenza del vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.
Rixi sarà anche protagonista del taglio del nastro di giovedì 21, all’Almagià (ore 9.30), accompagnato da Pagni, Benevolo, il sindaco Barattoni e il presidente della Regione De Pascale.
Il festival prenderà poi il via seguendo due macro aree: Connessioni, dedicata al confronto tecnico, politico e istituzionale e Impronte, una dimensione culturale più divulgativa e accessibile, con talk, visite guidate, laboratori e spettacoli diffusi per la città. Il programma completo delle iniziative, sarà presto disponibile online.
Il primo giorno, sarà dedicato al tema del ruolo del Mediterraneo nell’attuale scenario geopolitico, il secondo al grande tema della riforma dei porti e, la mattina del terzo giorno, sarà la volta degli incontri istituzionali saranno incentrati sulla Blue Economy. Gli incontri metteranno a confronto ministri e governatori, imprenditori, associazioni di categoria, accademici e operatori, in un anno in cui il porto di Ravenna spicca per aver superato i record storici. Nel 2025 traffici hanno superato i 28 milioni di tonnellate e sul mese di aprile si registra una crescita del 30% rispetto allo scorso anno.
Tra i focus previsti, anche i progetti energetici e ambientali, come la decarbonizzazione dei sistemi portuali, le politiche di destinazione per il traffico crocieristico, la sicurezza del Mediterraneo, l’intermodalità mare-terra e il contributo della logistica. «Dopo lo stop nazionale ai progetti di eolico offshore galleggiante, legato ai costi, vogliamo riportare l’attenzione sull’eolico su pali al largo della costa ravennate, una soluzione decisamente meno onerosa – spiega il presidente De Pascale – e da non considerarsi solo in situazioni di emergenza. A fronte di un aumento della bolletta nel breve periodo, si otterrebbero risparmi e maggiore sicurezza nel lungo termine, a fronte delle incertezze globali».
I momenti culturali e di apertura alla cittadinanza coinvolgeranno invece realtà come Mar, Mas, Teatro Alighieri, Biblioteca Classense, Fondazione Alighieri, Teatro del Drago, Atena, Cestha, Casa Matha e accademia di Belle Arti. Tra gli eventi più attesi, il concerto di Olen Cesari. Il «genio del violino» (così lo definiva Lucio Dalla) si esibirà venerdì 22 maggio (ore 22). al Teatro Alighieri, con la sua International Clandestine Orchestra. Sabato 23 maggio invece, sullo sfondo della Darsena, una performance che unisce tecnologia, musica e tradizione, con una coreografia di droni luminosi accompagnata da fuochi d’artificio e dall’esibizione dal vivo dell’Orchestra La Corelli diretta dal Maestro Jacopo Rivani.
La manifestazione è promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centrosettentrionale, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna e organizzato da Italian Blue Growth. «Questa celebrazione segue un percorso decennale in cui sono state attuate strategie capaci di rispondere in modo definitivo a una domanda: il porto di Ravenna è uno scalo della Romagna o un hub strategico dell’infrastruttura europea? – commenta il presidente De Pascale -. Oggi la risposta è chiaramente la seconda. Sosteniamo una strategia nazionale dei porti fondata su elementi oggettivi: non esiste una ragione valida per orientare gli investimenti altrove, quando Ravenna, per opportunità di connessione a terra, non ha eguali nel panorama italiano. Non temiamo dunque valutazioni basate su dati concreti. Al contrario, siamo consapevoli che la centralizzazione della gestione amministrativa non garantisce automaticamente efficacia ed efficienza: un conto è riportare al centro le scelte strategiche, alle quali vogliamo contribuire, un altro è accentrare la gestione, ed è questo che ci preoccupa. Consideriamo l’occasione di incontro a Deportibus un importante segnale di scambio e apertura».
«Ravenna sarà per sempre la prima Capitale italiana del mare – conclude Barattoni. – Il progetto Deportibus nasce prima ancora della nomina, con l’obiettivo di approfondire la cultura marittima del nostro territorio. Ravenna è una delle poche città in cui il mare arriva fino al centro storico, a pochi metri dai monumenti Unesco, e incide in modo significativo sulla nostra logistica: dalle materie prime alle opportunità di export, con uno sguardo rivolto soprattutto a est, fino al nodo energetico. In un contesto in cui il 90% delle merci viaggia via mare e il 65% dell’approvvigionamento energetico dipende dagli stessi flussi».



