mercoledì
06 Maggio 2026
scuola

Cgil in piazza contro la riforma degli istituti tecnici: lo sciopero del 7 maggio

Prevista una professionalizzazione precoce e tagli alle materie. Il collegio docenti dell'Itis Nullo Baldini invia una mozione al Ministero: «Manovra in contrasto con la costituzione»

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Tagli pesanti e mancanza di trasparenza sulle classi di concorso: Flc Cgil Ravenna si unisce allo sciopero nazionale giovedì 7 maggio contro la riforma degli istituti tecnici, invitando personale scolastico, famiglie e studenti a partecipare alla mobilitazione. L’appuntamento è alle 14.30 in piazza XX Settembre, a Ravenna.

Nelle scorse settimane il sindacato ha organizzato assemblee e volantinaggi tra le scuole per costruire «un percorso continuo di mobilitazione, informazione, ascolto e confronto che culminerà con lo sciopero nazionale del 7 maggio». Netta la contrarietà alla riforma anche da parte delle comunità scolastiche, espressa anche dagli organi collegiali. In particolare, l’Itis “Baldini” di Ravenna avrebbe già subito una perdita di cinque posti in organico, dovuta non solo al calo delle iscrizioni ma anche agli effetti della riforma non ancora ufficialmente avviata.

Secondo quanto riportato dal sindacato, nelle scuole della provincia si registra un totale di 24 posti di lavoro in meno, 5 in più rispetto allo scorso anno scolastico, tra costituzioni di cattedre a 16 e 17 ore e compensazioni tra diversi ordini di scuola.I tagli si distribuiscono così: 4 nelle scuole dell’infanzia, 5 nelle primaria, 10 nelle secondaria di primo grado e 5 in quelle di secondo grado. «Una riforma che rischia di trasformare la scuola in una appendice del mercato del lavoro – commentano da Cgil -. riducendo le discipline di base e comprimendo anche quelle di indirizzo, con effetti negativi nel medio e lungo periodo sia sulla qualità dell’offerta formativa sia sugli organici».

Nelle scorse settimane, i docenti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Oriani” di Faenza hanno firmato una lettera di contrarietà alla manovra, mentre nella giornata di ieri (4 maggio) il collegio docenti dell’Itis Nullo Baldini ha diffuso una mozione di dissenso e la richiesta di abrogazione della riforma dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici, inviata anche al Presidente della Repubblica, al Ministero dell’Istruzione e del Merito e all’Ufficio Scolastico Regionale.

Il collegio docenti condanna la pubblicazione del documento a marzo 2026, ovvero a iscrizioni degli studenti già concluse, determinando quindi una modifica improvvisa e unilaterale al percorso scelto dalle famiglie e alle indicazioni ricevute durante l’orientamento. Inoltre, le nuove disposizioni entrerebbero in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria. «La tutela degli studenti e del personale scolastico deve essere prioritaria rispetto alle esigenze amministrative e aziendali – commentano gli insegnanti -. Sotto il profilo pedagogico e didattico, la riforma snatura l’identità dell’istruzione tecnica, trasformandola in un addestramento professionale».

La riforma prevede l’eliminazione del biennio comune, introducendo una specializzazione precoce e l’anticipazione della formazione scuola-lavoro (Fsl) già dalla seconda superiore. «Manovre che riducono la capacità di orientamento e aumentano il rischio di dispersione scolastica – continuano dall’Itis -. sviliscono la funzione della scuola, riducendola a una mera appendice del sistema produttivo, mincciando diritto allo tudio e sviluppo della coscienza critica».

La mozione sottolinea anche il contrasto con le norme costituzionali, vista la creazione di disuguaglianze oggettive tra studenti che sceglieranno un indirizzo tecnico e quelli che sceglieranno altri percorsi scolastici. Per quanto riguarda le discipline Stem, l’accorpamento di Fisica, Chimica, Scienze della Terra e Biologia nella macro-area “Scienze Sperimentali” «svilirebbe il rigore epistemologico delle singole materie. In particolare, si denuncia la drastica riduzione delle ore di insegnamento, in netta contraddizione con la proclamata volontà di rafforzare le competenze scientifiche di base» Le ore di Tecnologie e Tecniche della Rappresentazione Grafica verrebbero invece ridotte o eliminate, «privando gli studenti degli
strumenti essenziali per la comprensione critica della realtà circostante. Le rappresentazioni grafiche, infatti, non sono semplici strumenti di supporto, ma veri e propri linguaggi che aiutano a sintetizzare informazioni complesse e migliorare il problem solving». I tagli interesserebbero anche le ore di Italiano nell’ultimo anno: « Una ferita profonda alla qualità del percorso scolastico che pregiudica la preparazione all’Esame di Stato e indebolisce la formazione di cittadini pensanti. Il rischio
è quello di un aumento dell’analfabetismo funzionale».

Il collegio docenti chiede quindi l’abrogazione o il differimento dell’entrata in vigore della riforma,per garantire il rispetto delle scelte già effettuate da studenti e famiglie e in attesa dell’apertura di un confronto reale e strutturato con le comunità scolastiche.

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