«Dopo aver scelto di incentrare il nuovo programma di Cantare amantis est su alcune pagine di tema sacro, mi è parso naturale e doveroso rendere omaggio, attraverso esse, a Don Giovanni Minzoni, figura centrale e martire della storia del nostro Paese». Riccardo Muti rivela la dedica che segnerà la seconda edizione del grande progetto (1 e 2 giugno al Ravenna Festival) riservato ai cori e ai coristi di tutta Italia: «Don Minzoni – spiega -, un sacerdote che fu uno straordinario uomo di fede e insieme uno spirito libero, moderno, rivoluzionario per i suoi tempi; per l’impegno a favore dei giovani, degli operai, dei poveri, capace di guardare avanti, e di realizzare opere fondamentali».
Muti sottolinea anche: «fin dal mio arrivo a Ravenna ho sempre sentito parlare di lui, è giunto il momento di rendergli un tributo». Del resto, Ravenna è la città natale di Don Minzoni (1885) che poi, divenne cappellano ad Argenta, terra di socialisti e di latifondisti, teatro di gravi agitazioni e conflitti sindacali e operai. È lì che, dopo essersi guadagnato una medaglia come cappellano militare nella Grande guerra, potenzia l’organizzazione parrocchiale a sostegno dei più deboli: i giovani, le donne, i braccianti. Ed è lì che gli squadristi fascisti lo colpiranno a morte nell’agosto del 1923. Alle loro violenze aveva sempre risposto «con un’arma – diceva – che per noi è sacra e divina, quella dei primi cristiani: preghiera e bontà».
Il programma del nuovo “viaggio nella coralità” che spicca nel cartellone di Ravenna Festival è appunto incentrato su temi sacri: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, “Casta Diva” dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito. Si tratta di pagine che saranno approfondite sotto la guida straordinaria di Riccardo Muti nel corso di due intense giornate di studio e di prove, il 1° giugno (dalle 15 alle 20) e il 2 giugno (dalle 10,30 alle 13 e dalle 15,30 alle 18,30) di nuovo sotto la volta del Pala De André.
Una nuova “chiamata” alla condivisione della passione per la musica e il canto, che sta coinvolgendo migliaia di coristi di ogni parte d’Italia e di ogni livello ed età: alla scadenza prevista per le iscrizioni, erano già quasi 3.500 i partecipanti. Ma le continue richieste e l’entusiasmo che trapela da ogni contatto hanno convinto l’organizzazione a forzare, fin dove possibile i limiti, e a mantenere ancora aperta la possibilità di partecipazione.



