Molti dei pezzi in esposizione potranno comunque essere ammirati nella sezione precolombiana del museo
Sono stati circa 25mila, in poco meno di sei mesi, i visitatori della mostra “Aztechi, Maya, Inca e le culture dell’Antica America”, al Museo internazionale delle ceramiche (Mic) di Faenza.
La mostra, a cura di Antonio Aimi e Antonio Guarnotta, ha inaugurato l’11 novembre e ha chiuso i battenti il 28 aprile. Molte delle ceramiche in esposizione potranno comunque essere ammirate nella sezione precolombiana all’interno del percorso permanente del museo. Mic possiede infatti una delle più interessanti collezioni italiane d’arte precolombiana, costituita da quasi 900 reperti.
Il primo nucleo importante risale al periodo prebellico. La collezione si arricchì poi nel dopoguerra, grazie alle donazioni di musei e istituzioni come l’Instituto Nacional de Arqueología y Historia di Città del Messico, The University Museum di Philadelphia, Museo Nacionál de Antropología y Arqueología di Lima, Museo Nacionál di San José, ed è cresciuta grazie a numerose donazioni private, alcune anche recenti. (Ansa.it)
Mattia Gori è il giovane tecnico che ha vinto l’Eccellenza con il miglior attacco e una delle peggiori difese: «Siamo scesi in campo sempre spregiudicati». L’ambizione è seguire le orme dell’amico Sabbadini, oggi ds del Ravenna in serie C
Mattia Gori
Da Edmondo Fabbri fino a Delio Rossi, passando per Azeglio Vicini e Alberto Zaccheroni, la Romagna è da sempre terra di grandi allenatori. Arrigo Sacchi, addirittura, è stato inserito di recente da France Football al terzo posto tra i tecnici migliori di sempre. Fatte le dovute proporzioni, un allenatore che ha compiuto una piccola impresa in queste settimane è Mattia Gori, giovanissimo mister che ha condotto l’Alfonsine alla promozione in Serie D, sbaragliando i pronostici di inizio stagione. 28 anni, ravennate doc, ha raggiunto questo traguardo con un gioco divertente che di rado si vede in una categoria “minore” come l’Eccellenza. Se il buongiorno si vede dal mattino…
Gori, avete festeggiato ad Alfonsine?
«Nemmeno tanto, a dir la verità. Per scaramanzia, a parte un po’ di magliette, non era stato preparato praticamente nulla. È stato però bello festeggiare in casa, sul nostro campo, al termine di una vittoria sofferta come quella sul Sant’Agostino».
Una promozione su cui a inizio stagione non si sperava. Giusto?
«Sì, perché partivamo in seconda, se non addirittura in terza fila, dietro le favorite Castelfranco, Progresso, Marignanese e Castrocaro».
E invece?
«Invece siamo partiti fortissimo, grazie alle qualità di un gruppo eterogeneo ma molto affiatato, dove tutti hanno remato dalla stessa parte. E dire che l’organico era ristretto».
Qual è il segreto del vostro successo?
«Nessun segreto, solo tanto lavoro e armonia nello spogliatoio. In più i giocatori esperti, i vari Riccardo e Federico Innocenti, Salomone, Lusa e Bertoni, hanno trasmesso il loro carattere ai giovani».
Come è allenare tanti giocatori più vecchi di lei?
«Non è semplice, ma tutto è stato reso naturale grazie alla loro disponibilità ad aiutare, ascoltare e adattarsi anche a ruoli non loro».
A una giornata dal termine del campionato l’Alfonsine può contare sul miglior attacco (58 reti segnate, media 1,75), ma anche una delle peggiori difese (ben 43 subite, media 1,3).
«Siamo scesi sempre in campo con un atteggiamento spregiudicato, con l’intenzione di segnare un gol in più dell’avversario, non di subirne uno in meno. Abbiamo anche perso tante partite, il più delle volte per troppa voglia di vincere. Non avevamo mezze misure ed è per questo che abbiamo pareggiato pochissimo, centrando tra l’altro un record».
Quale?
«Quello di restare in testa alla classifica dalla prima all’ultima partita. Negli ultimi vent’anni non ci sono riuscite nemmeno realtà come Ravenna, Rimini e Imolese».
Nella prossima stagione la vedremo guidare l’Alfonsine in Serie D?
«Al futuro ancora non ci ho pensato. Valuterò quali sono i programmi della società. Questo è un gruppo che ha dei valori e che merita di continuare la sua avventura, ma per il momento preferisco godermi la vittoria. È chiaro che mi piacerebbe fare questa scommessa».
Quando ha deciso di allenare?
«Ho smesso di giocare a calcio a 18 anni, in quanto ero un po’ scarso. Mi sentivo però adatto a fare il tecnico e ho cominciato nel vivaio dell’Azzurra. Poi sono passato agli Allievi dell’Alfonsine, nel settore giovanile del Forlì e infine sono tornato ad Alfonsine, dove guido la prima squadra da due stagioni. In definitiva, sono già dieci anni che faccio quello che io ritengo il mio lavoro».
Come modo di giocare e lavorare, ha qualche modello?
«No, sarebbe folle. Mi piacciono tantissimo Guardiola e Mourinho, quest’ultimo per la personalità, la gestione del gruppo e il suo essere mediatico, ma sono modelli lontani anni luce dalla mia realtà… In piccolo vorrei emulare il mio amico Sabbadini, che a Ravenna da direttore sportivo sta facendo grandissime cose».
Quali sono le sua caratteristiche vincenti?
«Da parte mia ci metto passione, carattere e conoscenze, lavorando a stretto contatto con lo staff. Solo quest’anno, per fare un esempio, ho guardato sul video più di 150 partite di Eccellenza. La cosa più importante, però, è cercare di sfruttare al massimo le caratteristiche dei propri calciatori, anche a discapito dello stile di gioco preferito».
Il 4 maggio gli autori presenteranno il loro lavoro al pubblico e a un gruppo di esperti del settore
L’illustrazione di Michele Papetti realizzata appositamente per la mostra
Si completa la panoramica sulla fotografia del Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna (che già ospita le mostre di Oliviero Toscani e Arrigo Dolcini) con la mostra collettiva “Looking On”, un progetto ideato da Silvia Loddo e Cesare Fabbri per Osservatorio Fotografico.
L’inaugurazione della mostra, dedicata alla fotografia emergente, è in programma venerdì 3 maggio dalle 18.
Il progetto è stato costruito attraverso un doppio invito. Il primo rivolto ad alcune figure professionali della fotografia: Chiara Bardelli Nonino, photoeditor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue; Federica Chiocchetti, curatrice e fondatrice di Photocaptionist; Silvia Loddo, ricercatrice indipendente e fondatrice di Osservatorio Fotografico; Elisa Medde, managing editor di Foam International Photography Magazine; Giulia Ticozzi, photo editor di La Repubblica; Giulia Zorzi, fondatrice della libreria/galleria Micamera.
Ciascuna delle sei “onlookers” a sua volta ha invitato tre autori emergenti italiani che suggerisce di “stare a guardare”: Eleonora Agostini, Nicola Baldazzi, Marina Caneve, Valeria Cherchi, Giammario Corsi, Matteo Di Giovanni, Karim El Maktafi, Francesca Gardini, Giulia Iacolutti, Claudio Majorana, Sofia Masini, Luca Massaro, Michela Palermo, Piero Percoco, Federica Sasso, Francesca Todde, Angelo Vignali, Alba Zari.
Sempre venerdì 3 maggio dalle ore 18.30 in occasione di Ravenna Jazz 2019, nella loggia del Mar è in programma il concerto per sax tenore e sax soprano di Fabio Petretti, “Trip of Melody”.
Nella giornata del 4 maggio, dalle 9 alle 16, i 18 fotografi emergenti che partecipano alla mostra collettiva presenteranno il loro lavoro al pubblico e a un gruppo di esperti del settore negli spazi del museo. La giornata, che sarà articolata in tre momenti, prevederà l’alternarsi delle presentazioni di sei fotografi per volta: ognuno introdurrà il lavoro esposto per Looking On e parlerà più in generale della propria ricerca, mostrando libri, dummies, stampe e rispondendo alle domande del pubblico.
Volley / I risultati, le classifiche e i tabellini delle squadre ravennati che partecipano al campionato di Serie C. Nel maschile Santo Stefano vince il primo set, ma poi cede nelle successive tre frazioni, tutte di un soffio. Nel femminile Cervia espugna Castenaso e si qualifica ai playoff, mentre Massa e Olimpia Teodora vincono e restano sempre in corsa
Il gruppo della Conad San Zaccaria Atlas di Santo Stefano
Serie C maschile
Inizia con una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca l’avventura nei playoff di Serie C maschile della Conad San Zaccaria Atlas, battuta in quattro set a Cavezzo dall’Edil Cam nella gara di andata dei quarti di finale. La formazione di De Marco ha la possibilità di ribaltare la situazione nel match di ritorno in programma giovedì 2 maggio a San Pietro in Vincoli (Palestra Scuole Medie, ore 21). Chi passa il turno incontrerà in semifinale i bolognesi della Zinella Vip.
Edil Cam Cavezzo-Atlas Santo Stefano 3-1
(19-25, 28-26, 26-24, 25-23)
CONAD SAN ZACCARIA ATLAS SANTO STEFANO: Scarpellini 9, D’Andria 13, Taglioli 20, Casadei 10, Garavini 5, Martini 4, Bussi, Gatti, Fantini, Dellacasa, Silvagni 2, Monti (L). All.: De Marco.
Serie C femminile
Promossa la Fenix Faenza con due turni d’anticipo, stanno per arrivare i nodi al pettine anche per quanto riguarda il discorso playoff, che vede già qualificata La Greppia Cervia e con il Massavolley Massa Lombarda a caccia dell’ultimo punto. Tutto ancora da decidere per l’Olimpia Teodora, che nell’ultima giornata della regular season affronterà le rivali dirette della Libertas Forlì nel match in programma sabato 4 maggio al PalaMattioli (ore 18).
Girone C (25ª giornata)
Massa Lombarda-Banca San Marino 3-1
(25-20, 25-22, 23-25, 25-16)
MASSAVOLLEY MASSA LOMBARDA: Galassi 9, Spada 9, Diop 16, Bellettini 8, Domenichini 24, Martelli 11, Toschi, Sassatelli (L). Ne: Massioni, Montebugnoli. All.: Zaniboni.
Il 3 maggio installazioni, letture, fotografie, libri negli spazi del giardino e degli interni storici. Lavori da 400mila euro
Villa Verlicchi a Lavezzola
Per due ore sarà visitabile e poi verrà chiusa di nuovo per l’inizio del cantiere di ristrutturazione. Villa Verlicchi di Lavezzola (via Bastia, angolo via Pasi) accoglierà i visitatori venerdì 3 maggio dalle 18 alle 20 per osservare come sono oggi e come saranno domani, dopo la sua ristrutturazione, il giardino esterno e gli interni storici.
L’iniziativa, promossa da Crac (Centro in Romagna per la ricerca arte contemporanea) in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ospiterà alcune installazioni, letture, sonorizzazioni, fotografie, videoloop e libri d’artista con installazioni che mirano a proporre piccole azioni e stimolare un modo diverso di vivere l’arte e il luogo che la ospita. Verranno utilizzati i linguaggi dell’arte contemporanea e della socialità attiva.
Il progetto di ristrutturazione, a firma dell’architetta Cristina Bucchi, è finanziato dal programma locale Leader, approvato dalla Regione Emilia-Romagna per un costo di 400mila euro. Il progetto riporta sul territorio una serie di spazi per servizi pubblici, attività culturali e ricreative. In particolare troveranno sede nella villa un museo del libro d’artista, laboratori e spazi per Crac, un centro di aggregazione per il tempo libero e per l’associazionismo sportivo, sede di associazioni di volontariato locale e spazi per eventi e iniziative all’aperto.
Dieci giorni di giochi e divertimento con il tradizionale luna park di Lugo, che da venerdì 3 maggio torna in piazza Garibaldi. Di fianco alle tradizionali giostre, nella piazza torneranno anche quest’anno il “booster” e l’Extreme, mentre la novità del 2019 è il Saltamontes.
Le attrazioni saranno aperte tutti i giorni fino a lunedì 13 maggio. Inoltre, nelle giornate di venerdì 3 e giovedì 9 maggio si potranno ottenere biglietti omaggio e con la formula “prendi 2 paghi 1”, in occasione delle Feste dello studente.
Lo scrittore ravennate: «È sempre bello confrontarsi con un uomo come Enrico»
Lo scrittore ravennate Antonio Dikele Distefano ha ospitato in una puntata del programma “Basement Cafè” di Esse Magazine Mahmood, fresco vincitore del Festival di Sanremo, e il giornalista nonché editore di Open, Enrico Mentana.
«Che bello, ho intervistato Mentana – ha scritto su Facebook Distefano –. È sempre bello confrontarsi con un uomo come Enrico e credo che per me e Ale sia stata una grandissima esperienza».
Al centro del dibattito il mondo dell’informazione, tra nuovi media e comunicazione, nell’Italia di oggi. Qui sotto è possibile vedere un’anteprima della puntata, che invece è pubblicata in maniera integrale a questo link.
In piazza Kennedy gli stand di dieci ristoranti locali propongono la loro ricetta del piatto tipico
Per la quarta volta, il 10, 11 e 12 maggio, il cuore di Ravenna ospita la grande festa dedicata al cappelletto, rigorosamente ripieno di formaggio, come da tradizione ravennate.
L’appuntamento è ancora in piazza Kennedy, allestita con i chioschi di dieci ristoranti locali per presentare e gustare i cappelletti da passeggio (in contenitori biodegradabili e compostabili).
Si tratta dei ristoranti: Al Cairoli; Antica Bottega di Felice; Babaleus; I Furfanti; Marchesini; Osteria I Passatelli 1962 del Mariani; Al 45; La Gardela; Naif; Radicchio Rosso.
Oltre ai classici al ragù, ciascuno dei ristoranti potrà presentare una versione di cappelletti con condimento a sorpresa. Ma la novità più grande di quest’anno è il “Cappelletto per Dante”, in preparazione delle celebrazioni del settimo centenario della morte, che cadrà nel 2021. L’ispirazione per questo cappelletto speciale si basa sui luoghi che Dante frequentò negli ultimi anni della sua vita a Ravenna, in quella pineta da cui trasse ispirazione per la cantica del Paradiso della Commedia. Sarà quindi un cappelletto paradisiaco, naturalmente ripieno di formaggio, come da ricetta ravennate tradizionale, condito però con i genuini prodotti della pineta, come l’asparagina (o in alternativa l’asparago verde) e il pinolo. Impreziosito dalla foglia d’alloro e dallo scalogno.
La festa ospita in piazza anche gli stand delle uova Le Naturelle, del Parmigiano-Reggiano con il Caseificio Sociale Allegro, della farina del Molino Spadoni.
Infine l’artista Silvana Costa proporrà uno spazio laboratorio “Cappelletto in Arte” per mostrare al pubblico come nascono i cappelletti in mosaico.
La Tarantola, storica libreria ravennate, chiude. E per l’occasione l’1, il 3 e il 4 maggio (dalle 15 alle 19) svende tutti i suoi libri a 1, 3 e 5 euro.
Si tratta di un pezzo del centro storico di Ravenna, dove la libreria-cartoleria è nata e cresciuta, gestita da Annarosa Persiani e dal marito Paolo Caccia fino al 2003. Nel 2011 lo storico marchio è riapparso a Marina di Ravenna dove, dopo un nuovo trasloco, ora è aperta per gli ultimi giorni, al porto turistico Marinara.
Verrà distribuito un dividendo di dieci cent per azione. Investimenti complessivi pari a 462,6 milioni di euro
L’assemblea dei soci di Hera ha approvato il bilancio del 2018 che ha evidenziato un miglioramento di tutti i principali indicatori economico finanziari. In particolare il fatturato è a 6.626,4 milioni di euro, in aumento dell’8 per cento rispetto all’esercizio precedente, margine operativo lordo per la prima volta superiore al miliardo – a 1.031,1 milioni (+4,7%) – e un utile netto a 296,6 milioni (+11,2%).
Nel 2018, gli investimenti complessivi del gruppo, al lordo dei contributi in conto capitale, sono stati pari a 462,6 milioni (+5% rispetto al 2017). La posizione finanziaria netta si attesta a 2.585,6 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto al precedente esercizio (2.523,0 milioni nel 2017). Verrà distribuito un dividendo di dieci cent per azione, in crescita rispetto al passato. Lo stacco della cedola avverrà il 24 giugno, con pagamento a partire dal 26 giugno 2019.
Il dividendo erogato, in base alla quotazione del titolo Hera al 31 dicembre 2018, corrisponde a un rendimento annuo del 3,7%. Si riconferma quindi una forte attenzione alla creazione di valore per gli azionisti, come confermato anche nel recente Piano industriale che prevede una politica dei dividendi in crescita, per arrivare fino a 11 centesimi nel 2022.
Il 7 maggio dialogo contro l’Europa dell’austerità in programma al Dock61
Il referente ravennate Giovanni Paglia con Chiara Mancini
La Sinistra presenta alla città i suoi candidati alle Europee. L’appuntamento è fissato per il 3 maggio a Ravenna, alle 20.30 alla sala Buzzi di via Berlinguer. Il programma – che parte dai diritti dei lavoratori e dell’ambiente – vuole essere un’alternativa «al liberismo di Calenda a alla deriva del governo Salvini-Di Maio».
Si legge in una nota: « Il nostro riferimento al Parlamento Europeo è il Gue/Ngl , il gruppo che unisce tutti partiti della sinistra e dell’ecologismo radicale: da Podemos alla Linke, da Syriza al Bloco de Esquerda». Nel collegio Nord Est è capolista Silvia Prodi, consigliera regionale in Emilia Romagna. Il secondo in lista è Adelmo Cervi. Per l’area romagnola è stata candidata la 25enne Chiara Mancini, laureata con una tesi sulle contrarietà a Ceta e Ttip.
Sempre nell’ambito della sinistra, il prossimo 7 maggio al Dock61 ci sarà poi un incontro dal titolo “contro l’Europa dell’austerità”: un dialogo di Giorgio Stamboulis con Argyris Panagopoulos, portavoce di Syriza.
L’antico convento di San Francesco ospita lo Spiritual Festival dal 3 al 5 maggio
Dall’incontro di arte, magia, sogno, realtà e spirito nasce lo Spiritual Festival: appuntamenti, seminari e meeting dedicati al mondo olistico dal 3 al 5 maggio nell’antico convento di San Francesco a Bagnacavallo con l’ambiziosa intenzione, dichiarata dai promotori, di «dilatare il nostro sguardo e indagare nuovi percorsi esistenziali». Tutto nasce da un progetto di Claudia De Matteis che si definisce «evolutrice, ricercatrice spirituale, esperta in discipline olistiche e fervente sostenitrice del pensiero di Alejandro Jodorowsky».
Per tre giorni (ingresso con biglietto), con la partnership di Accademia Evoluzione Globale e la collaborazione esecutiva della sua presidente Monica Anjali Alzini, tra il chiostro e la sala Oriani su una superficie di oltre seimila metri quadrati «il Festival proverà a dare sostanza ad un nuovo disegno collettivo che prenderà forma attraverso terapia pubblica collettiva, conferenze, show meeting, rituali, seminari ed incontri individuali con consulenti olistici, ispiratori spirituali, artisti e sciamani». Ospite speciale dell’edizione 2019 sarà un’anziana inuit della Groenlandia, Elisabeth Petrussing Rosing, che parlerà delle loro antiche tradizioni e danzerà l’ancestrale “Danza della Maschera”.
«Lo Spiritual Festival 2019 – spiega De Matteis – vuole essere una piattaforma comune di condivisone, di umanità, arte, scienze, filosofia e teatro, musica, spiritualità, costumi e tradizioni con l’intento di espandere il benessere ed abbattere le barriere generazionali. L’evento è ispirato al mio incontro, nel 2014, con Alejandro Jodorowky, da cui sono stata profondamente affascinata. A quel punto, prendendo spunto dal suo “Praticare un’arte che curi”, ho ideato questo festival».