Pochi minuti e il centro abitato è stato coperto da un manto di ghiaccio. Danni nelle campagne
Un’intensa grandinata durata pochi minuti verso le 21 di ieri, 11 marzo, ha imbiancato il centro abitato di Russi lasciando a terra un manto di chicchi di ghiaccio grandi come acini d’uva. La tempesta, arrivata poche ore dopo episodi analoghi nel Faentino, ha causato danni alle coltivazioni in campagna dove le temperature alte delle ultime settimane avevano portato una primavera anticipata.
L’associazione Condifesa che si occupa di difesa attiva e passiva delle produzioni agricole ha pubblicato alcune foto dal suo account Instagram con questo commento: «Abbiamo fatto un sopralluogo notturno a Russi per verificare la situazione della forte grandinata. A distanza di un’ora dal temporale la situazione era quella nelle foto con accumuli davvero importanti su strade e campi con la temperatura ovunque di 3,5 gradi (non è da escludere quindi una gelata mattutina in caso di sereno). La zona colpita è molto ampia, praticamente tutto il comune di Russi da Borgo Testi Rasponi fino oltre Godo e parte di San Pancrazio, ma sono stati colpiti anche i comuni limitrofi di Faenza, Cotignola e Bagnacavallo».
Dopo il passaggio dell’ondata di maltempo, sui social numerose foto pubblicate dalla zona di Russi. Quelle in questa pagina vengono dalla pagina Facebook “Sei di Russi se”.
L’ex capitano dell’Inter oggi commentatore televisivo al Pala Congressi per parlare di giovani e calcio
Un Pala Congressi gremito (in particolare dai ragazzi del settore giovanile del Ravenna Football Club) ha salutato uno degli eroi del 1982, il più giovane calciatore dopo Pelè a vincere, a 18 anni, un campionato del mondo. Si tratta dello storico capitano dell’Inter dei record Beppe Bergomi, per tutti lo “Zio”, da anni commentatore televisivo, omaggiato alla terza edizione di “Non è un pallone per vecchi”, premio organizzato dallo stesso Ravenna Fc (nelle prime due edizioni sono stati premiati Roberto Donadoni ed Eusebio Di Francesco) e che viene assegnato a una figura del mondo sportivo “in grado di valorizzare i giovani e trasmettere loro equilibrio e passione”.
È stata l’occasione per raccontare alla platea come è arrivato a vincere il Mondiale, da quando a 11 anni venne scartato dal Milan per reumatismi nel sangue («ma ero contento di poter tornare a giocare con i miei amici») alla morte del padre a 16 anni («mi veniva a vedere poco al campo, aveva la sua attività da portare avanti»), invitando i tanti giovani presenti a giocare con passione e a inseguire i propri sogni, cercando di essere responsabili e di seguire esempi positivi.
Divertente il siparietto che si è aperto al momento delle domande del pubblico, con i ragazzi delle giovanili giallorosse protagonisti. E così scopriamo che il giocatore più difficile da marcare, per lo Zio, è stato Van Basten («ma i tifosi del Napoli non si offendano, il più forte è stato Maradona, a cui però perlomeno potevo togliere la palla di testa, quando era alta, a Van Basten no») e che Bergomi al momento non dà grosse possibilità di passaggio del turno in Champions alla Juventus, che tra l’altro commenterà in diretta su Sky. «L’Atletico non è forte solo a difendersi, è una squadra che sa ripartire e giocare. Se devo essere razionale credo che per la Juve sarà molto difficile, ma poi si sa, nel calcio può succedere di tutto…».
«Sono interista – dice poi un bambino di 10 anni – e ho l’abbonamento a San Siro, vorrei sapere cosa si prova a indossare la maglia dell’Inter». E Bergomi risponde come da copione: «Per me è stata una seconda pelle, una grande emozione. Sono colori che creano un grande senso di appartenenza». E poi cita due giocatori che secondo lui hanno rappresentato l’essenza dell’Inter nei suoi anni: Paul Ince e Diego Simeone.
Tra i relatori, pure lei premiata a fine incontro, anche l’ex calciatrice Katia Serra – che ha fatto un appassionato spot al movimento del calcio femminile, in vista anche del Mondiale della prossima estate – e il centravanti che sta trascinando il Ravenna verso i play-off, il simpatico Manuel Nocciolini (piccolo idolo dei bambini in sala), che ha raccontato brevemente la sua carriera, rivelando anche di essere stato sul punto di mollare, prima di ripartire dal Montevarchi in serie D e poi arrivare anche a giocare in serie B con il Parma, dopo aver vinto la C da protagonista.
E il presidente del Ravenna, Alessandro Brunelli, ha chiuso l’incontro annunciando una nuova iniziativa messa in campo dalla società: una sorta di borsa di studio per il ragazzo delle giovanili che i compagni voteranno come quello dal comportamento migliore e più rispettoso, dentro e fuori dal campo.
Volley B2 femminile / Contro le non irresistibili emiliane brutta caduta in soli tre set delle lughesi che vedono allontanarsi in modo ulteriore la zona playoff
Inattesa prestazione sottotono per le lughesi della Liverani Castellari
La peggiore Liverani Castellari della stagione crolla letteralmente fra le mura amiche perdendo in tre set in poco più di un’ora contro la pericolante Bologna e dice definitivamente addio ai sogni di restare fino alla fine in corsa per i playoff. Le lughesi devono sì fare i conti con tante assenze, soprattutto nel reparto delle schiacciatrici di palla alta con Piovaccari e Lauciello messe fuori causa da acciacchi vari, ma i forfait non bastano a spiegare la prova del tutto negativa delle romagnole che raccolgono la miseria di 45 punti in tre set contro un Bologna ordinato che approfitta della giornataccia in ricezione (10 ace subiti) e in attacco (20 errori) delle padrone di casa.
Nel primo set parte bene la Liverani (8-6), ma subisce un break di 1-10 e perde con il punteggio di 16-25. Nel secondo periodo le bolognesi annichiliscono la squadra di casa con una partenza travolgente (0-8) e si aprono la strada per la facile vittoria: 15-25. Nel terzo parziale le lughesi provano a restare in scia delle rivali e ci riescono fino al 14-12, poi mollano la presa e Bologna si impone 14-25.
L’ex giornalistadel Tg2 Carla Baroncelli ha raccontato il processo per il femminicidio di Giulia Ballestri. Dal blog ora nasce un libro
Il 22 giugno 2018, giorno della sentenza di primo grado per Matteo Cagnoni, sotto le sedute della prima fila dell’aula di corte d’assise a Ravenna alcune paia di scarpe rosse, diventate simbolo delle lotte per la parità di genere. Molte persone in tribunale quel giorno indossavano nastri e fiocchi rossi. La pm Cristina D’Aniello aveva un piccolo portachiavi rosso sulla scrivania
Dalla corte d’assise di Ravenna per nove mesi, tra ottobre 2017 e giugno 2018, ha raccontato il processo contro Matteo Cagnoni per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri concluso con la sentenza di ergastolo. Un racconto partecipato e appassionato, quello messo giù da Carla Baroncelli dopo ognuna delle 29 udienze di primo grado. Testi scritti anche in prima persona, privilegiando le emozioni piuttosto che la rigida cronaca giudiziaria. Dopo la pubblicazione sul blog della Casa delle Donne di Ravenna, ora il lavoro della 70enne ex giornalista del Tg2 diventa un libro che è stato presentato a Roma il 9 marzo.
Carla, cosa troviamo in questo libro?
«Oltre ai resoconti già usciti sul blog ci sono gli interventi di una linguista dell’università La Sapienza e di una giudice del tribunale di Roma. Poi credo che sia molto interessante la bibliografia sul femminicidio che tiene conto non solo di saggi ma anche di narrativa, siti internet, graphic novel. Diciamo che ora è un lavoro più completo dove il caso di cronaca è lo spunto per parlare di femminicidio».
Dovendo inquadrare questo lavoro in una categoria, quale sarebbe? Giornalismo, letteratura, militanza?
«È una narrazione di una storia vista dal mio punto di vista. Mi sono seduta in aula ad ascoltare un processo e ho raccontato ciò che succedeva basandomi esclusivamente sulla mia sensibilità di donna».
Spera che il lavoro possa avere qualche ricaduta o ne ha già avute?
«Premetto che sono pensionata e dal 2008 mi occupo solo di scrittura volontaria: in questo caso regalo i proventi alla Casa delle Donne. Mi accontenterei che diventasse uno strumento di riflessione. Quante Giulia Ballestri ci sono? Mi fa piacere sia stato apprezzato l’uso di un linguaggio molto piano e popolare, non difficile, per condurre a un ragionamento e a capire perché i femminicidi non sono una contingenza, non sono una emergenza, ma un fatto strutturale insito nella società, con il potere dell’uomo sulla donna. Dal 2000 a oggi 3.100 donne uccise in Italia, ci rendiamo conto?».
Sin dai primi resoconti la figura dell’imputato è stata dipinta in maniera molto colpevolista. Oggi è in pensione ma ha fatto la giornalista a lungo: si è chiesta se dovesse essere più garantista?
«Io non scrivo per un padrone e quindi non devo rispondere alla deontologia ufficiale della categoria ma ho la mia deontologia di Carla Baroncelli, forse anche più complessa di quella che deve seguire un giornalista con un padrone. Ho la mia onestà profonda e leggendo gli atti mi sono convinta che lui sia colpevole. Ho cercato di non essere vendicativa nella scrittura ma ammetto di non aver sempre messo “presunto” davanti alla parola colpevole».
Il linguaggio è un tema centrale in tutto il suo lavoro. Cosa non le è piaciuto nei resoconti dei media?
«La definizione data delle persone coinvolte: Matteo Cagnoni e il padre Mario erano il dottore e il professore, Giulia Ballestri era la povera Giulia e Stefano Bezzi era l’amante. Così si dà già un giudizio e si ribaltano le cose dando un po’ di colpa anche a lei».
Era in corso la separazione ma la relazione tra Ballestri e Bezzi è cominciata prima. Visto che lei era ancora sposata e convivente, difficile chiamarlo in modo diverso da amante…
«Puoi chiamarlo nuovo amore, perché amante?».
Quali sono le parole sentite in aula che vorrebbe sparissero dall’uso comune di questi casi?
«Raptus, lei lo tradiva, perché non l’ha lasciato, era una brava persona. Poi abolirei vittima, mi sembra riduttivo per una donna uccisa dal marito. Userei semplicemente persona, è stata uccisa una persona».
E tre parole che vorrebbe più utilizzate quando si parla di questi episodi?
«Femminicidio prima di tutto. Poi usare i nomi che danno autorevolezza al femminile perché il vocabolario lo prevede».
Volley B2 femminile / Si interrompe il bel momento delle cervesi, fermate in soli tre set per mano della quinta della classe
Gramsci Pool Reggio Emilia-Cervia 3-0 (25-21, 25-15, 25-19)
GRAMSCI POOL REGGIO EMILIA: Scardigli 20, Grassi 12, Campi 11, Sghedoni 2, Conte 1, Righelli 14 De Kunovich 6, Canossini, Gaiuffi, Scardigli 24, Gorreri (L), Ronzoni (L). All.: Caffagni.
MY MECH CERVIA: Fortunati 1, Bosio 4, Di Fazio 7, Ricci 10, Ceroni 11, Pais Marden 1, Petta, Haly 5, Fabbri (L), Toppetti (L). Ne: Gasperini. All.: Braghiroli.
ARBITRI: Barabani di Occhiobello e Pilati di Rovigo.
Il gruppo delle ragazze della My Mech Cervia
Dopo due vittorie consecutive contro Stella Rimini e Arbor la My Mech è uscita sconfitta in tre set dalla trasferta di Reggio Emilia sul campo della Gramsci Pool, quinta della classe. Nello starting six Braghiroli conferma Fortunati in regia, Di Fazio opposta, Bosio e Ceroni schiacciatrici, Haly e Ricci centrali, Toppetti e Fabbri liberi.
Il primo set è quello più equilibrato, con le padrone di casa che prendono subito in mano le redini del gioco (8-4) e allungano fino al 16-10. Le cervesi non si perdono d’animo e organizzano la rimonta, che però si arresta sul 25-21. Nel secondo periodo le gialloblù tengono testa alla Gramsci fino all’8-6. Le reggiane spingono sull’acceleratore (16-11), mettendo in mostra tutte le proprie qualità, che portano al 25-15. Nella terza frazione Braghiroli prova a mischiare le carte e sperimenta Ricci nel ruolo di schiacciatrice di banda, con Petta al centro. In avvio la My Mech ci mette un po’ a metabolizzare il cambiamento tattico, accusando il colpo: 8-2. Sul 16-7, però, i frutti cominciano ad arrivare. Nonostante un bel recupero nel finale (da 24-13 a 24-19), il sestetto cervese è costretto a cedere il passo 25-19. Ora la formazione di coach Braghiroli si preparerà per affrontare (sabato 16 marzo, alle 21, al palasport di via Pinarella) il big match contro la capolista Imola.
Classifica: Imola 51 punti; Cremona 42; Forlì 41; Riviera di Rimini 37; Lugo e Gramsci Reggio Emilia 31; Rubiera 30; Arbor Reggio Emilia 29; Bologna 27; Occhiobello 23; Stella Rimini 19; My Mech Cervia 17; Campagnola Emilia 15; Sant’Ilario d’Enza 0.
Secondo Giannantonio Mingozzi andrebbe inserita nell’elenco delle priorità insieme al ripristino dell’E45
Giannantonio Mingozzi, presidente Tcr
Tra le priorità infrastrutturali della Regione deve esserci anche l’E55. Ne è convinto Giannantonio Mingozzi, attuale presidente di Tcr. Il porto è stato molto penalizzato dalla chiusura dell’E45 e il tema della superstrada, da anni sul tavolo ma mai portato fino in fondo, torna d’attualità. La Regione infatti ha stilato un elenco di priorità infrastrutturali da sottoporre al governo ma l’E55 non c’era. «Credo sarebbe bene aggiungerla, insieme ai i lavori di ripristino dell’E45 con la riapertura ai mezzi pesanti che il Governo si era impegnato ad attuare entro un mese»
Le infrastrutture stradali e ferroviarie – aggiunge il presidente Tcr – «sono fondamentali per la competitività ed i tempi di imbarco e sbarco delle merci trattate dalle imprese del nostro porto a partire dai container ed oggi stiamo soffrendo proprio alcune interruzioni che gravano sul rispetto dei nostri impegni. E’ giusto che il sindaco De Pascale ricordi l’importanza della Orte-Mestre circa i collegamenti con il nord-est e l’Europa e condivido anche la necessità dell’adeguamento della Ravenna Ferrara, la statale 16, per evitare il nodo bolognese; non va dimenticato però che cassare la nuova E55 nel tracciato Ravenna-Mestre fu uno sbaglio e quell’errore di qualche anno fa oggi va corretto dallo Stato e dalle istituzioni regionali per rispristinare un diritto infrastrutturale che Ravenna vanta da almeno 40 anni e che l’attuale Romea ormai non è più in grado di soddisfare».
Pallanuoto C / Contro la Coopernuoto i giallorossi conquistano tre punti pesanti in chiave salvezza. A segno Tassi e Cicconi, autori entrambi di una tripletta, e Allegri
Ottima prova per Dario Baroncelli, nonostante gli sia mancato il gol
Il Ravenna Pallanuoto si aggiudica a Carpi uno scontro salvezza decisivo, dal momento che erano in palio tre punti preziosi e che la perdente sarebbe rimasta solitaria in fondo alla classifica, complice anche la vittoria a sorpresa del Belluno ai danni della Persicetana. La formazione giallorossa ha offerto un’ottima prova di squadra, soprattutto in fase difensiva, portando a casa la vittoria con il risultato che è rimasto in equilibrio solo nel primo parziale.
Dopo il vantaggio dei padroni di casa su tiro di rigore, il settebello di Cukic va a segno tre volte: con Ciccone in superiorità numerica, Tassi dal centro e ancora Ciccone in contropiede, per poi concedere una rete agli avversari sul finire del primo quarto. Il secondo periodo scava il solco che si rivelerà decisivo: la difesa giallorossa è molto attenta e non concede nulla agli avversari, mentre in attacco i ravennati segnano due volte in superiorità numerica con Allegri e Tassi, ben servito sul palo da Melandri, e si va al cambio di campo sul punteggio di 5-2, nonostante qualche errore di troppo in fase di conclusione.
Nel terzo periodo di gioco torna l’equilibrio, con le due squadre che si scambiano due reti per parte. I giallorossi vanno in gol ancora con Ciccone e Tassi, che completano entrambi una tripletta personale. Nel quarto e ultimo periodo i ragazzi di Cukic controllano il gioco anche se forse appaiono un po’ troppo rinunciatari in attacco, dove commettono qualche errore di troppo sia in fase conclusiva sia di possesso, concedendo agli avversari delle opportunità che si sarebbero potute evitare.
Ora i ravennati, che affrontano un ciclo di tre partite in trasferta, renderanno visita alla US Persicetana dell’ex Salomoni, formazione reduce dalla sconfitta di Belluno e che avrà voglia e bisogno di riscatto. Fischio di inizio sabato 16 marzo alla Longo di Bologna alle ore 19.15.
Dichiarazioni post-gara Vladimir Cukic (allenatore Ravenna Pallanuoto): «La partita nascondeva molte insidie. L’importanza della posta in palio era enorme e giocare in trasferta in vasca da 25 metri è sempre difficile. Anche in settimana abbiamo lavorato bene grazie alla disponibilità della squadra di Faenza che si è allenata con noi nel suo impianto, che ha una vasca analoga a quella di Carpi. I ragazzi sono entrati in acqua molto concentrati e, nei primi due quarti di gioco, hanno condotto una partita molto attenta. Poi abbiamo avuto un calo di tensione, soprattutto in attacco, in parte giustificato dal punteggio, e su questo dovremo lavorare».
Marco Tassi (direttore sportivo Ravenna Pallanuoto): «Dopo la prima parte di stagione contro le formazioni più forti del campionato avevamo bisogno di un risultato positivo, che è arrivato anche se non in maniera pienamente convincente. Siamo andati molto bene nella fase difensiva, ma dobbiamo imparare a mantenere l’intensità fino alla fine, senza commettere quegli errori di concentrazione che non ci hanno consentito di dare al risultato finale un margine ancora più ampio».
Classifica: De Akker Bologna 21 punti, Pol. Coop. Parma 21, Libertas Vicenza 16, Rari Nantes Bologna 11, Penta Modena 10, Rari Nantes Verona 7, US Persicetana 6, Ravenna Pallanuoto 4, Sportivamente Belluno 4, Coopernuoto Carpi 1.
Giovanili Nel weekend delle formazioni giovanili è scesa in acqua la squadra Under 15, guidata da Cukic e Matteo Casadio, che ha pareggiato contro i pari età di Parma con il punteggio di 6-6.
Gli agricoltori attendevano la pioggia ma è arrivato il ghiaccio. Conto delle perdite economiche da parte di Coldiretti
La perturbazione attesa sulla nostra provincia è arrivata, ma invece della pioggia, che sarebbe stata vera e propria manna dal cielo in un contesto di allarme siccità ormai conclamato (con le precipitazioni in calo del 40% rispetto alle attese), è arrivata la temuta grandine. Nel primo pomeriggio di oggi, dal cielo è sceso un intenso bombardamento di ghiaccio che si è abbattuto sull’alto Faentino, prendendo di mira le colline di Brisighella e Casola Valsenio e in particolare gli albicocchi, già piuttosto avanti con le fioriture.
Al momento sono in corso le verifiche degli agricoltori locali, invitati da Coldiretti a segnalare danni al fine di delineare con precisione il territorio colpito, operazioni indispensabile per accertare le eventuali perdite economiche e fondiarie subite con la conseguente individuazione dei benefici di legge applicabili.
«Confidavamo in questa perturbazione per ‘dare respiro’ alle riserve idriche e quindi alle coltivazioni, già provate dalla forte siccità – commenta Nicola Grementieri, Presidente Coldiretti per il Comprensorio dell’Alto Faentino – e invece, al danno, si aggiunge la beffa della grandine di marzo e del clima pazzo col quale gli agricoltori, ormai da anni, sono costretti a fare i conti».
A Grementieri fa eco il Presidente provinciale Coldiretti Nicola Dalmonte: «Non è certo un buon inizio di annata dal punto di vista climatico – commenta – gli sfasamenti stagionali sono un problema sempre più serio con conseguenze devastanti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio, tutti aspetti che finiscono col colpire direttamente chi vive d’agricoltura e per i quali servono politiche serie di prevenzione e programmazioni adeguate».
Uno striscione sull’edicola sotto alla Curva del Benelli per chiedere i numeri sui caschi della polizia dopo gli episodi di Firenze
Lo striscione firmato dalla Curva Mero in solidarietà con la tifoseria dell’Atalanta
Con uno striscione firmato Curva Mero affisso alla serranda dell’edicola nei pressi dello stadio Benelli di Ravenna, il tifo organizzato giallorosso esprime la propria solidarietà per gli ultras dell’Atalanta dopo il recente caso degli scontri con la polizia a Firenze il 27 febbraio dopo la gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia. Il caso è sotto indagine dopo le denunce, supportate da testimonianze e alcuni video girati con i telefonini, di una presunta spedizione punitiva messa in atto dalle divise ai danni del tifo nerazzurro. La Gazzetta dello Sport riporta la ricostruzione fornita dalla questura di Firenze con una versione diametralmente opposta in cui la tifoseria avrebbe fatto in modo di arrivare allo scontro. Lo striscione ravenna torna a proporre una richiesta più volte avanzata dal mondo del calcio ma anche delle manifestazioni in generale: il numero su caschi e divise della polizia impegnata nei servizi di ordine pubblico per rendere identificabile ogni agente (la foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook “Ultras Ravenna 1994”)
Aumenta la raccolta diretta: numero di conti correnti in crescita del 6,78 per cento. Bene anche i conti del resto delle società del gruppo bancario
Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Abi
Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo gruppo privato ed indipendente, presieduto da Antonio Patuelli, su proposta del Direttore Generale, Nicola Sbrizzi, ha approvato il bilancio dell’esercizio 2018 che chiude con un utile netto di 18,3 milioni di euro (+8,40% rispetto all’anno precedente, nonostante i costi straordinari per i salvataggi di banche concorrenti). All’assemblea della Cassa verrà proposta la distribuzione di un dividendo lordo di 0,40 euro per azione, con la possibilità per ciascun azionista di optare per il pagamento del dividendo in azioni in ragione di una azione ogni 42 possedute.
Al 31 dicembre 2018 i conti correnti in essere presso la Cassa sono in aumento del 6,78%. Il margine di interesse della Cassa è aumentato del 3,02%, le commissioni nette sono cresciute dello 0,15%, il margine di intermediazione è aumentato del 2,82%, le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti, sempre prudenti, sono pari a 30,3 milioni di euro (+0,75%).
La raccolta diretta da clientela della Cassa è pari a 3.365 milioni di euro (+3,63%), la raccolta indiretta ammonta a 4.709 milioni di euro (+0,37%) di cui il risparmio gestito (comprensivo dei prodotti finanziario-assicurativi) ha raggiunto i 2.322 milioni di euro (+1,69%). La raccolta complessiva da sola clientela ha superato gli 8.073 milioni di euro (+1,71%).
Per quanto riguarda la qualità del credito, al 31 dicembre 2018 il totale di tutti i crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammonta a 246,4 milioni di euro (pari al 7,04% del totale degli impieghi netti) in diminuzione rispetto al 31 dicembre 2017 di 86,7 milioni di euro (-26,07%).
I conti del Gruppo Cassa Chiudono pure in utile i bilanci di tutte le società del Gruppo Cassa: Banca di Imola Spa, Banco di Lucca e del Tirreno Spa, Italcredi Spa di Milano, Sorit Spa di Ravenna, Sifin Srl di Imola. Il bilancio consolidato 2018 del Gruppo Cassa si è chiuso con un utile netto di esercizio di 19,527 milioni di euro, in notevole miglioramento rispetto all’anno precedente (+28,09%).
Il commento del gruppo: «I tanti anni della crisi economica si legge nella nota – più grave che l’Italia abbia subito, in tempo di pace dall’inizio del Novecento, sono stati vissuti dalla Cassa di Ravenna, privata e indipendente, senza ricorrere ad aumenti di capitale onerosi per gli azionisti, accantonando prudenzialmente parti cospicue dell’utile netto maturato ogni anno e distribuendo dividendi ininterrottamente per il venticinquesimo anno consecutivo senza mai prelevarli dalle riserve, anzi incrementandole».
Il Consiglio di amministrazione ha pure approvato la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario”, conosciuta anche come “Bilancio di sostenibilità”, relativa all’esercizio 2018, che oltre a rispondere ai nuovi obblighi informativi del D.Lgs. 254/2016, ha l’obiettivo di rendicontare in modo trasparente l’impatto delle attività del Gruppo La Cassa di Ravenna negli ambiti socio/ambientali e gli impegni del Gruppo in termini di responsabilità sociale d’impresa.
Le attività bancarie «hanno visto ulteriormente aumentare le loro tante complessità. In questo contesto la sana e prudente gestione bancaria è indispensabile ed inderogabile, così come il continuo aggiornamento delle conoscenze e della cultura aziendale e professionale, nonchè l’alto livello delle sensibilità etiche, la costante attenzione all’innovazione tecnologica finalizzata alla qualità dei servizi ed all’efficientamento dei processi, l’impegno alla tutela del risparmio ed alle relazioni con la clientela ispirate alla trasparenza, alla semplicità di comunicazione ed alla correttezza dei comportamenti nella vendita di ogni prodotto finanziario. I risultati ottenuti sono il frutto di scelte strategiche e gestionali improntate a principi etici, di correttezza e di trasparenza, che da sempre ci contraddistinguono».
L’apertura immediata del punto ristoro legata all’operatività delle utenze. Potrebbe slittare a fine mese. Il nuovo gruppo gestirà la fortezza per 15 anni
La Rocca Brancaleone
Riapre il 21 marzo la Rocca Brancaleone, con una nuova gestione dell’intera area, il progetto Roccalab, portata avanti dall’associazione temporanea d’impresa composta da cooperativa sociale San Vitale, Jem e cooperativa sociale Villaggio Globale.
Si tratta del raggruppamento che si è aggiudicato per 15 anni la conduzione, messa a bando dal Comune, del parco pubblico e del punto di ristoro al suo interno (l’obiettivo dell’associazione temporanea d’impresa sarebbe quello di aprire il 21 marzo anche il punto ristoro, ma qualora non fosse possibile, per motivi legati al completamento degli allacci alle utenze, l’apertura del punto ristoro slitterà indicativamente a fine marzo/inizio aprile).
«Era per noi molto importante – dichiara l’assessore al Patrimonio e alle Attività produttive Massimo Cameliani – creare un’occasione di rilancio della Rocca, ma anche un’opportunità per fare impresa. Eravamo alla ricerca di professionisti lungimiranti e creativi, in grado di valorizzare le caratteristiche storiche e ambientali di un luogo come la Rocca Brancaleone, che è nel cuore di tutti i ravennati. Ora siamo alla vigilia di questa nuova avventura e il nostro auspicio è quello di vedere realizzate le enormi potenzialità di questo luogo, che ha tutte le carte in regola per diventare un punto di ritrovo e di aggregazione vivace e innovativo».
Il 21 marzo il parco riaprirà i battenti con una festa dedicata alla tradizione degli orti, per avere uno spazio didattico dedicato alla natura e per recuperare il ricordo del lungo periodo in cui la Rocca fu l’orto della famiglia Rava.
«Il progetto Roccalab – spiegano i soggetti che hanno costituito l’associazione temporanea d’impresa – intende considerare la Rocca Brancaleone come un laboratorio in cui il parco e l’edificio storico diventano generatori di cambiamento per la città, per il sistema turistico, per le scuole facendo perno su quattro grandi assi di intervento: identità, educazione, ambiente ed eventi. Anche grazie all’aiuto del gruppo Amata Brancaleone, promotore della festa medievale, lavoremo alla valorizzazione dell’identità della Rocca in termini di narrazione. E per la promozione turistica collaboreremo con Ravenna Incoming. Il progetto prevede anche interventi di educazione e valorizzazione ambientale, a partire ad esempio dal fatto che la Rocca Brancaleone, prima di diventare parco, è stata a lungo l’orto della famiglia Rava. Intendiamo la Rocca come punto di incontro e collaborazione fra le tante e diverse aggregazioni sociali, artistiche, educative del nostro territorio, che potranno trovare ospitalità per proporre i propri eventi in una logica di rete che genererà valore per chi vi partecipa e per tutta la città”. A breve è prevista inoltre l’uscita di una selezione per 10 under 25 che costituiscano lo staff per comunicare la Rocca. L’intero staff sarà formato lungo tutto il percorso da professionisti della comunicazione e della creazione di contenuti, coordinati da Silvia Versari».
Appuntamento a fine agosto all’aviosuperficie de La Spreta con l’organizzazione dell’aeroclub Pull Out che festeggia anche i suoi trent’anni. Cerimonia di apertura sulla spiaggia di Marina
L’aeroporto La Spreta di Ravenna ospiterà i campionati mondiali di tuta alare, in Italia per la prima volta, dal 23 al 30 agosto con l’organizzazione dell’aeroclub Pull Out che nell’occasione festeggerà i suoi trent’anni. La competizione, alla sua quinta edizione e valevole anche come primo campionato federale europeo, richiamerà a Ravenna oltre 80 atleti provenienti da 25 Paesi e 15 giudici mondiali. Lo sport consiste nel lanciarsi da un aereo indossando la tuta con membrane sotto le braccia, wingsuit in inglese, che aumenta la superficie del corpo umano conferendogli un profilo alare che lo fa assomigliare a uno scoiattolo volante, permettendo quindi all ’uomo di trasformare la forza di gravità in velocità orizzontale fino a 180 km orari.
Venerdì 23 agosto è prevista la cerimonia di apertura al bagno Marina Bay di Marina di Ravenna con il lancio degli atleti con le bandiere delle proprie nazioni mentre la cerimonia di chiusura si terrà nell’aeroclub Pull Out con le premiazioni accompagnate dall’esibizione spettacolare del campione mondiale di aliante acrobatico, Luca Bertossio. La manifestazione è patrocinata dalla Federazione Aeronautica Internazionale, dal Comune di Ravenna, da AeroClub d’Italia (AeCI) e dal Coni. Il primo campionato mondiale si tenne nel campo di aviazione di Netheravon (Wiltshire, Inghilterra). Stati Uniti e Repubblica Ceca le altre nazioni che hanno ospitato fino ad oggi l’evento.
«Ravenna è una città aperta a tutte le discipline sportive – afferma l’assessore allo Sport, Roberto Fagnani – e ho quindi accolto con favore e anche molta curiosità lo svolgimento nella nostra città del campionato mondiale di tute alari, un evento giovane, ma già molto atteso e partecipato che permetterà di conoscere meglio uno sport emergente e futuristico, che realizza uno dei più grandi sogni dell’umanità, quello, appunto, di volare, dai miti greci agli studi di Leonardo da Vinci, di cui peraltro quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte».