venerdì
22 Maggio 2026

Lavori sul ponte del Savio e incidente all’altezza di Mirabilandia: lunghe code e disagi sulla statale Adriatica

Di nuovo traffico e rallentamenti lungo la SS16: nella mattinata di oggi (5 maggio) lunghe file in entrambe le direzioni a causa dell’avanzamento dei lavori sul ponte del Savio. Gli operai sono al lavoro con procedure di riasfalto e nuova segnaletica orizzontale a seguito dell’intervento strutturale sui piloni, iniziato nel maggio 2025. Si procede a traffico alternato, regolato da semaforo mobile.

In direzione Ravenna ulteriori disagi dovuti al ribaltamento di un auto nel fosso antistante il parco divertimenti Mirabilandia. Sul posto polizia locale per rilievi e gestione del traffico e carroattrezzi con gancio per recuperare la vettura. Non risultano al momento feriti gravi.

«Sette anni di lavori invece di due, 27 milioni invece di 15: serve un’indagine interna sul palazzetto»

Il cantiere pubblico per costruire il nuovo palazzetto dello sport di Ravenna sarebbe dovuto durare due anni e invece dopo sette non è ancora finito, sarebbero dovuti bastare 15,5 milioni di euro e invece la spesa è già arrivata a 27,5 e non è ancora definitiva. Il caso è ormai un motivo di imbarazzo per l’amministrazione comunale e ora una parte delle forze politiche di opposizione chiama la maggioranza di governo locale a un atto di responsabilità proponendo di istituire una commissione consiliare speciale d’indagine che possa chiarire i dettagli di una procedura che non ha funzionato. La proposta è firmata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Viva Ravenna e Lista per Ravenna (in totale 10 consiglieri).

La commissione di indagine è costituita come quelle ordinarie all’interno del consiglio comunale – sono rappresentati tutti i partiti e la presidenza solitamente viene affidata all’opposizione – ma è dotata di poteri speciali di accesso completo agli atti e di convocazione di amministratori pubblici e dipendenti comunali per raccogliere testimonianze. In astratto anche l’ex sindaco Michele de Pascale, oggi presidente della Regione, che guidava la giunta quando cominciarono le opere nel 2019. Alla fine dei lavori produce una relazione. Per essere richiesta occorrono le firme di un quarto dei consiglieri, nel caso di Ravenna quindi otto. Il consiglio poi dovrà esprimersi a maggioranza.

«Il centrosinistra ha i numeri per impedire la nascita di questa commissione – hanno ammesso Alberto Ancarani di Forza Italia e Nicola Grandi di Fratelli d’Italia –, ma se la bocceranno sarà interessante capire per quale motivo la maggioranza di governo di questa città vuole negare un’operazione di trasparenza che i cittadini meritano».

Alberto Ferrero, consigliere regionale di Fdi, assicura che i proponenti della commissione hanno chiara la volontà di vedere completata l’opera pubblica: «Arrivati a questo punto sarebbe inaccettabile conservare una cattedrale nel deserto. Forse non era da fare? Ormai è tardi per queste riflessioni. L’opera va ultimata e per essere ultimata è necessario fare chiarezza su tutto quello che non ha funzionato in modo che si possa capire come evitare di ripetere errori, ma anche di individuare eventuali responsabilità che per forza devono esserci in una vicenda come questa». C’è anche chi, forte della propria competenza in materia, ha lanciato una proposta provocatoria: sicuri che sia il caso di ultimarlo?

Gli esponenti di centrodestra puntano l’attenzione su due riflessioni: il cantiere è cominciato nel 2019 e nell’aumento dei costi ha inciso molto l’aumento dei prezzi dei materiali che è arrivato in conseguenza dei conflitti che hanno segnato l’Europa in questo periodo. «Se i lavori fossero stati più veloci, forse si sarebbero evitati una parte dei rincari». Non solo: quei 12 milioni di aumento rispetto alle previsioni, che altro avrebbero potuto finanziare in città? «Nuovi asfalti? Nuove opere pubbliche? Una raccolta differenziata migliore? Non c’è limite alle possibilità».

Ci sarebbe un errore all’origine di tutto: la sbagliata valutazione della cifra stabilita come base di partenza per l’asta al ribasso nella gara di appalto. «Più di un esperto è concorde nel dire che sarebbe stato più giusto partire da 19-20 milioni anziché 15,5 come è stato fatto. E se fosse stato più alto, forse sarebbero arrivate più offerte e si sarebbe evitato di aggiudicare l’appalto a un raggruppamento di imprese che poi ha vissuto diverse interruzioni per via di varie interdittive antimafia». Nello sbaglio della valutazione potrebbe avere inciso, secondo l’opposizione, la scelta di affidare la progettazione (qui tutti i dettagli) agli uffici del Comune e non a studi esterni con maggiore competenza su immobili simili.

Il cantiere partì nel corso del primo mandato di Michele de Pascale, quando l’assessore allo Sport era Roberto Fagnani. In una intervista del 2021 al nostro settimanale, proprio De Pascale parlò così di questa vicenda: «Non scrivo i bandi di gara e non scelgo chi vince. Però come sindaco sento tutta la responsabilità di un cantiere bloccato sulle spalle dell’amministrazione comunale. Ho molta stima e fiducia nei miei collaboratori, ma ci troviamo di fronte a diversi interventi del Comune con ritardi, contenziosi con le imprese e ricorsi: oltre al palazzetto è successo con gli stradelli del mare e con l’ampliamento della scuola materna di Mezzano. Allora è chiaro che qualcosa sui criteri di gara vada cambiato».

La richiesta di una commissione consiliare non sarà l’unica mossa dall’opposizione. Verranno presentati un esposto all’Anac, autorità garante per l’anticorruzione, un esposto alla Corte di Conti e un’interrogazione alla Regione che finanziò un milione di euro dei 15,5 previsti inizialmente.

Nei giorni scorsi un’altra formazione di opposizione, la lista civica Pigna, aveva annunciato l’intenzione di proporre una commissione di indagine lanciando un appello ai colleghi di minoranza per sostenere la battaglia. Ancarani risponde: «La Pigna più di una volta ha manifestato la proposta di rescindere il contratto con i vincitori dell’appalto, mentre a nostro avviso questo causerebbe un allungamento dei tempi indefinibile. Ci sono vedute diverse con la Pigna e ognuno è legittimato a fare le proprie mosse».

Manifestarono contro sindaco e prefetto, assolti due esponenti di Potere al Popolo

Il tribunale di Ravenna ha assolto, per non aver commesso il fatto, due esponenti del movimento Potere al Popolo (Pap) accusati di manifestazione non autorizzata per un presidio che si tenne in piazza del Popolo a Ravenna il 28 maggio 2023. Gli imputati, difesi dall’avvocata Giulia Lonoce di Bologna, erano la 33enne Marta Collot e il 63enne Gianfranco Santini, referenti rispettivamente nazionale e provinciale di Pap. Collot si candidò a governatrice dell’Emilia-Romagna nel 2020 e Santini è stato candidato sindaco alle amministrative del 2021 a Ravenna.

Erano i giorni delle alluvioni nel Ravennate e la manifestazione in piazza, a cui parteciparono 20-30 persone da varie parti d’Italia, si svolse con striscioni, bandiere e megafoni in difesa dei cosiddetti “angeli del fango”, i volontari perlopiù giovani che avevano partecipato a ripulire strade e case, e contro il prefetto e il sindaco dell’epoca, rispettivamente Castrese De Rosa e Michele de Pascale.  «Ancora sporchi di fango – affermano gli esponenti di Potere al Popolo – andammo a protestare per le parole di sindaco e prefetto che invitavano i volontari dell’alluvione a stare a casa e non venire ad aiutare, mentre la Romagna era ancora sommersa e non si vedeva nemmeno l’ombra di un mezzo pesante per la rimozione dei detriti e la pulizia dei paesi, il che ci imponeva di denunciare come i mezzi militari debbano essere utilizzati per il bene della popolazione anziché per massacrare altre popolazioni».

I funzionari della Digos presenti sul posto segnalarono il sit-in perché non era stato autorizzato e a gennaio 2024 Collot e Santini ricevettero un decreto penale di condanna. Si tratta di uno dei cosiddetti procedimenti speciali: per reati di lieve entità il giudice per le indagini preliminari (Gip), su richiesta del pubblico ministero, infligge una pena senza processo. L’imputato può opporsi, cosa che fecero Collot e Santini, avviando il dibattimento in aula.

All’esito del dibattimento l’accusa ha chiesto l’assoluzione per l’impossibilità di arrivare a stabilire una responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio. L’avvocata Lonoce, all’uscita dall’aula, sottolinea che gli elementi contenuti nel fascicolo di indagine ritenuti non sufficienti per richiedere una condanna sono sostanzialmente gli stessi che già erano stati raccolti tre anni fa e all’epoca però bastarono per chiedere e ottenere il decreto.

«La manifestazione si tenne in una piazza pubblica senza intralciare niente e nessuno – commenta Santini –. Era una iniziativa nata dai volontari e come Potere al Popolo andammo per dire la nostra. Da questa vicenda mi pare evidente che emerga la volontà di punire il dissenso di chi esce dal ragionamento mainstream, sia a livello locale che nazionale. Qualcuno non ha gradito le critiche».

Dalla tavola rotonda sulla riforma nazionale alle iniziative culturali: Ravenna celebra il legame con il suo porto

«Già nel 2024 parlavamo di cambiamenti radicali, ma mai avremmo immaginato che le parole logistica, energia, e geopolitica fossero tanto correlate. Il mondo è cambiato. Le catene logistiche sono diventate fragili, la geopolitica è tornata a incidere sulle rotte commerciali e il Mediterraneo è tornato ad essere uno spazio centrale» così Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, presenta Deportibus – II Festival dei porti che collegano il mondo, il primo evento internazionale dedicato alle grandi questioni della portualità organizzato appunto dal cluster. Dopo il debutto del 2024 a La Spezia, ha scelto Ravenna come sede della sua seconda edizione. «Non una scelta casuale – continua Pagni, -. Ma una città dalla storia portuale importante, uno dei principali hub logistici e industriali d’Italia che vanta una rinnovata centralità nazionale come Capitale del mare».

Tre giorni per raccontare il porto in relazione con il suo territorio, tra attualità, strategie e infrastrutture, dal ruolo dei porti nella sicurezza nazionale ed europea alle innovazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale, il turismo crocieristico e l’evoluzione delle competenze del settore. Dal 21 al 23 maggio la Darsena di città sarà il cuore di un format che prevede oltre 30 momenti di incontro e 100 esperti, oltre a qualificarsi come prima occasione nazionale di confronto sulla riforma del sistema portuale.
Proprio in questi giorni, approda alle Camere la bozza del confronto politico sulla revisione della governance e dell’organizzazione dei porti. «Questa iniziativa assume ancora più rilievo ora che governo sta ridefinendo il coordinamento del sistema portuale nazionale – commenta Francesco Benevolo, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale -. È prevista la creazione di una società nazionale per il controllo degli investimenti e azioni di coordinamento innovative e necessarie, in risposta a una legge sui porti ormai datata». Per riflettere sui temi della normativa è prevista una tavola rotonda tra ministero e stakeholders, alla presenza del vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.

Rixi sarà anche protagonista del taglio del nastro di giovedì 21, all’Almagià (ore 9.30), accompagnato da Pagni, Benevolo, il sindaco Barattoni e il presidente della Regione De Pascale.
Il festival prenderà poi il via seguendo due macro aree: Connessioni, dedicata al confronto tecnico, politico e istituzionale e Impronte, una dimensione culturale più divulgativa e accessibile, con talk, visite guidate, laboratori e spettacoli diffusi per la città. Il programma completo delle iniziative, sarà presto disponibile online.
Il primo giorno, sarà dedicato al tema del ruolo del Mediterraneo nell’attuale scenario geopolitico, il secondo al grande tema della riforma dei porti e, la mattina del terzo giorno, sarà la volta degli incontri istituzionali saranno incentrati sulla Blue Economy. Gli incontri metteranno a confronto ministri e governatori, imprenditori, associazioni di categoria, accademici e operatori, in un anno in cui il porto di Ravenna spicca per aver superato i record storici. Nel 2025 traffici hanno superato i 28 milioni di tonnellate e sul mese di aprile si registra una crescita del 30% rispetto allo scorso anno.

Tra i focus previsti, anche i progetti energetici e ambientali, come la decarbonizzazione dei sistemi portuali, le politiche di destinazione per il traffico crocieristico, la sicurezza del Mediterraneo, l’intermodalità mare-terra e il contributo della logistica. «Dopo lo stop nazionale ai progetti di eolico offshore galleggiante, legato ai costi, vogliamo riportare l’attenzione sull’eolico su pali al largo della costa ravennate, una soluzione decisamente meno onerosa – spiega il presidente De Pascale – e da non considerarsi solo in situazioni di emergenza. A fronte di un aumento della bolletta nel breve periodo, si otterrebbero risparmi e maggiore sicurezza nel lungo termine, a fronte delle incertezze globali».

I momenti culturali e di apertura alla cittadinanza coinvolgeranno invece realtà come Mar, Mas, Teatro Alighieri, Biblioteca Classense, Fondazione Alighieri, Teatro del Drago, Atena, Cestha, Casa Matha e accademia di Belle Arti. Tra gli eventi più attesi, il concerto di Olen Cesari. Il «genio del violino» (così lo definiva Lucio Dalla) si esibirà venerdì 22 maggio (ore 22). al Teatro Alighieri, con la sua International Clandestine Orchestra. Sabato 23 maggio invece, sullo sfondo della Darsena, una performance che unisce tecnologia, musica e tradizione, con una coreografia di droni luminosi accompagnata da fuochi d’artificio e dall’esibizione dal vivo dell’Orchestra La Corelli diretta dal Maestro Jacopo Rivani.

La manifestazione è promossa dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centrosettentrionale, in collaborazione con Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna e organizzato da Italian Blue Growth. «Questa celebrazione segue un percorso decennale in cui sono state attuate strategie capaci di rispondere in modo definitivo a una domanda: il porto di Ravenna è uno scalo della Romagna o un hub strategico dell’infrastruttura europea? – commenta il presidente De Pascale -. Oggi la risposta è chiaramente la seconda. Sosteniamo una strategia nazionale dei porti fondata su elementi oggettivi: non esiste una ragione valida per orientare gli investimenti altrove, quando Ravenna, per opportunità di connessione a terra, non ha eguali nel panorama italiano. Non temiamo dunque valutazioni basate su dati concreti. Al contrario, siamo consapevoli che la centralizzazione della gestione amministrativa non garantisce automaticamente efficacia ed efficienza: un conto è riportare al centro le scelte strategiche, alle quali vogliamo contribuire, un altro è accentrare la gestione, ed è questo che ci preoccupa. Consideriamo l’occasione di incontro a Deportibus un importante segnale di scambio e apertura».

«Ravenna sarà per sempre la prima Capitale italiana del mare – conclude Barattoni. – Il progetto Deportibus nasce prima ancora della nomina, con l’obiettivo di approfondire la cultura marittima del nostro territorio. Ravenna è una delle poche città in cui il mare arriva fino al centro storico, a pochi metri dai monumenti Unesco, e incide in modo significativo sulla nostra logistica: dalle materie prime alle opportunità di export, con uno sguardo rivolto soprattutto a est, fino al nodo energetico. In un contesto in cui il 90% delle merci viaggia via mare e il 65% dell’approvvigionamento energetico dipende dagli stessi flussi».

Tragedia a Forlì, a perdere la vita anche una 26enne ravennate

Tra le due vittime dell’incidente mortale avvenuto tra la notte di domenica e lunedì a Forlì c’è anche una ravennate. Si tratta di Sirin Jaziri. Aveva 26 anni e, secondo le prime informazioni raccolte (e il suo profilo social), era una studentessa del campus di Forlì dell’università di Bologna. Nata a Palermo, era poi cresciuta a Ravenna, dove abitava.

Si trovava a bordo della Renault Clio andata in testa-coda e schiantatasi contro uno dei platani che costeggiano viale dell’Appennino. Non risultano altre vetture coinvolte. Ci sono volute quasi tre ore per estrarre dalle lamiere le tre studentesse universitarie che erano a bordo. A perdere la vita anche Caterina Romualdi di Forlì, che avrebbe compiuto 23 anni tra pochi giorni. La terza ragazza a bordo dell’auto è stata trasportata in condizioni gravissime al Bufalini di Cesena.

Scattato l’allarme attorno alla mezzanotte, sul posto si sono precipitati personale sanitario, forze dell’ordine e vigili del fuoco che hanno dovuto lavorare a lungo con speciali cesoie pneumatiche per estrarre le tre ragazze dall’abitacolo devastato. La ricostruzione di quanto accaduto e le eventuali responsabilità sono al vaglio della Polizia stradale. Viale dell’Appennino è rimasto chiuso al traffico per circa tre ore per permettere soccorsi, rilievi, recupero dell’auto e la rimessa in sicurezza del tratto stradale.

Muore a 62 anni meno di un mese dopo l’operazione per perdere peso: i familiari chiedono 1,5 milioni di euro di danni

I familiari di una donna morta nell’estate 2023 a 62 anni, meno di un mese dopo un intervento di “sleeve gastrectomy” (procedura bariatrica per perdere peso), eseguito in una clinica romana, la Salvador Mundi, chiedono danni per oltre 1,5 milioni di euro alla struttura sanitaria e al chirurgo.

L’azione è stata avviata dagli avvocati Chiara Rinaldi e Federica Zaccarini, con la richiesta di accertamento tecnico preventivo al tribunale di Ravenna, città dove la donna viveva. Il ricorso si affianca ad un procedimento penale finito per competenza davanti al tribunale di Roma, per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, a carico del medico. Il processo è attualmente pendente davanti al giudice monocratico. Il giudice del tribunale civile di Ravenna Elisa Romagnoli intanto nominerà un consulente tecnico per esaminare la documentazione medica, individuare le cause della morte e verificare come si sono svolte le cose. I consulenti nominati dalla Procura, Alberto Zaccaroni e Donatella Fedeli, avevano concluso ravvisando una serie di criticità prima, durante e dopo l’operazione, eseguita il 28 luglio 2023 su una donna che, a parte l’obesità, non aveva problemi particolari.

I familiari hanno evidenziato una “chiara e drammatica sequenza causale” che legherebbe l’intervento del 28 luglio 2023 alla morte, arrivata il 23 agosto, al termine di un’agonia e dopo vari interventi per le complicanze della prima operazione, dovuti probabilmente alla riapertura della sutura chirurgica. Prima non sarebbero state fatte le dovute analisi alla donna seguendo le linee guida esistenti. Poi anche il referto dell’operazione è stato definito “incompleto” dai consulenti tecnici del pm, perché non menzionava un problema che si è verificato durante l’intervento. Inoltre, anche le dimissioni sarebbero state fatte sottovalutando esami radiologici: tutto questo avrebbe privato la paziente di una diagnosi tempestiva e di un trattamento efficace. (fonte Ansa.it)

Una tre giorni per giovani ai giardini pubblici, tra tornei sportivi, band emergenti, corse colorate, cibo di strada e dj-set

Al via la prima edizione di Spotted Week-Waste Festival, evento dedicato ai giovani tra i 18 e i 35 anni, che si articolerà nelle tre giornate di venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 maggio ai giardini pubblici di Ravenna, in viale Santi Baldini 4.

Si tratta di un’iniziativa multidisciplinare tra sport, cultura e intrattenimento che è finalizzata – si legge in una nota degli organizzatori – «alla promozione dell’aggregazione giovanile, della partecipazione attiva e della valorizzazione degli spazi urbani».

Sono previste sia attività diurne che serali. Le attività sportive rappresentano uno degli elementi centrali del progetto e sono strutturate secondo un modello non eliminatorio: ogni squadra avrà infatti modo di disputare più partite e di prendere parte a diverse discipline, tra cui volley, basket e torneo di calcio a 5.

Accanto alle attività sportive, il programma prevede anche momenti aperti all’intera cittadinanza, come la corsa che si concluderà con l’utilizzo di polveri colorate eco-sostenibili. Le ore serali saranno dedicate alla programmazione musicale e culturale con la possibilità per 20 giovani band locali di esibirsi. Il sabato sera sarà dedicato al format musicale “Lacrima Party” molto seguito dal pubblico universitario.

È in programma il coinvolgimento delle associazioni del territorio attraverso stand informativi e promozionali e la presenza di food truck. L’evento è organizzato dalle associazioni Spotted in collaborazione con l’associazione Dedalo e con la compartecipazione dell’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Ravenna. Qui sotto il programma così come fornito dal Comune.

Programma

Venerdì 8 maggio:

  • Ore 14.30 Workshop di Siim Tõniste, by POLIS Teatro Festival
  • Ore 15:00 Laboratorio di pittura, Architettura & Mosaico
  • Ore 18:30 Start Holi Peace Run + DJ SET
  • Ore 19:30 Holi Color Explosion!
  • Dj set till late by @darkroomitalia

Sabato 9 maggio:

  • Ore 10:00 Inizio tornei sportivi
  • Ore 11:00 Musica in diffusione
  • Ore 16:00 Laboratorio di Grafica, Fotografia & Scultura
  • Ore 16.30 performance _Tivoli_ , di Siim Tõniste, by POLIS Teatro Festival
  • Ore 18:30 Open mic stage con artisti locali
  • Ore 21:00 Lacrima Party

Domenica 10 maggio:

  • Ore 10:00 inizio tornei sportivi
  • Ore 11:00 Musica in diffusione
  • Ore 16.30 performance _Tivoli_ di Siim Tõniste, by POLIS Teatro Festival
  • Ore 17:00 Open mic stage con Artisti Locali*
  • Ore 21:30 Dj set by Niccolò Vasini

Storia dell’aviazione, nuova sede per il museo dei “Romagna Air Finders”

Domenica 10 maggio alle 10 inaugura la nuova sede del museo di Maiano dei Romagna air finders, in via Provinciale Maiano 63/A. Ad aprire la cerimonia sarà il sindaco di Fusignano Nicola Pondi, alla presenza di autorità civili e militari. L’ingresso è libero e gratuito per tutti i visitatori. Alle 10.30 è prevista una visita guidata riservata agli iscritti della delegazione Fai di Ravenna e del gruppo di Lugo, a cui farà seguito una visita guidata aperta a tutto il pubblico presente. La mattinata si concluderà con un aperitivo offerto agli intervenuti. Alle 11.15 è in programma inoltre un corteo di auto d’epoca che sfileranno davanti alla nuova sede del museo.

Il museo nasce dal lavoro appassionato della Raf – Romagna air finders, associazione da anni impegnata nel recupero e nella valorizzazione di cimeli e reperti legati alla storia dell’aviazione, con particolare attenzione al periodo del secondo conflitto mondiale. La collezione permanente raccoglie principalmente reperti dagli scavi condotti dai volontari, ma anche fotografie, documenti storici e oggetti provenienti da diverse nazioni, tra cui l’Italia, il Brasile, il Regno Unito, gli Stati Uniti e la Germania.

L’ex calciatore di Milan e Fiorentina entra nel gruppo ravennate delle palestre aperte 24 ore al giorno

L’ex calciatore professionista Riccardo Saponara – trequartista forlivese con una carriera importante in serie A (con le maglie anche di Empoli, Fiorentina e Milan), partita da giovane nel Ravenna – è diventato socio investitore di NowGym, il gruppo imprenditoriale ravennate che ha lanciato le omonime palestre aperte 24 ore al giorno.

Fondato nel 2016 da Fabio Butrico, Mattia Montanari e Nicola Rossi, il marchio può contare al momento su sei palestre (in ordine cronologico di apertura: Punta Marina, Alfonsine, Ravenna, Faenza, Forlì e Russi) ed è in procinto di inaugurarne altre quattro (a Parma, Bertinoro, Gambettola, Imola), con l’obiettivo di espandersi ulteriormente, come si legge sulle pagine social di NowGym: «Un ingresso che rafforza il nostro percorso e ne alza ancora di più l’ambizione. Riccardo entra per crescere, innovare e lasciare il segno. Obiettivo: 100 sedi in Italia».

Inaugura la nuova sede del centro per l’impiego: ampliata e ristrutturata con 863mila euro

Il centro per l’impiego di Lugo, punto di riferimento per i lavoratori e le aziende della Bassa Romagna, inaugura la ristrutturazione della sede in piazzale Carducci il 6 maggio alle 11. La sede, già operativa da circa un anno, è stata ristrutturata e ampliata con l’acquisizione di nuovi spazi.

I lavori, avviati nel 2022, hanno visto in primo luogo la cessione da parte dei Comuni dei locali dove era ubicato il Centro per l’impiego all’Unione della Bassa Romagna, che contestualmente ha acquisito il primo piano dell’immobile da un privato cittadino (condominio Turri). Sono stati in seguito accorpati i due piani (quello di nuova acquisizione e quello già adibito a Centro per l’impiego) attraverso la realizzazione di una scala, inoltre si è provveduto alla generale ristrutturazione edilizia (rifacimento dell’impiantistica, ridistribuzione degli spazi interni e sostituzione degli infissi) della sede. Grazie alla riqualificazione, l’immobile è stato migliorato di due classi energetiche (da C ad A). Il costo complessivo della manovra è stato di 863.628 euro (finanziati dalla Regione Emilia-Romagna all’85% per l’acquisto dell’immobile e al 90% per i lavori di ristrutturazione).

Il risultato ottenuto è una sede più ampia, che offre da un lato la possibilità di ricevere singolarmente gli utenti per le pratiche amministrative e per le misure di politica attiva di orientamento e accompagnamento alla ricerca del lavoro, nel rispetto della privacy; dall’altro di organizzare eventi per cittadini e aziende utilizzando le nuove sale attrezzate con impianti audio e video.

Il centro per l’impiego di Lugo, insieme ad altri 37 centri e 9 Uffici di collocamento mirato, è un servizio territoriale dell’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna che, in rete con agenzie per il lavoro private ed enti di formazione accreditati del territorio, offre servizi ai cittadini e alle aziende locali avvalendosi ora di spazi più adeguati al bacino di utenza a cui si rivolge.

I servizi per chi cerca lavoro prevedono la stipula del patto di servizio personalizzato che permette di accedere alle misure di politica attiva per cercare lavoro in modo efficace; l’inserimento in percorsi di orientamento e accompagnamento al lavoro con supporto nella costruzione del cv, ricerca di opportunità lavorative adeguate al proprio profilo con possibilità di formazione gratuita e tirocini per migliorare la propria occupabilità; l’accesso al portale o all’app «Lavoro per te» per consultare le offerte di lavoro disponibili e candidarsi; l’iscrizione al Collocamento mirato, per chi ha una disabilità certificata, per poter valutare opportunità lavorative e formative adeguate alle caratteristiche personali; la prenotazione di appuntamenti con consulenti Eures, per chi cerca lavoro in Europa; la partecipazione a Job o Recruiting days organizzati dal Centro per l’impiego con aziende del territorio e agenzie per il lavoro, un’occasione per consegnare il cv ai selezionatori in occasione degli incontri.

I servizi per le aziende che ricercano personale sono invece: l’organizzazione di giornate di ricerca personale, eventi collettivi o su misura per le aziende del territorio per incontrare candidati; il supporto nell’individuazione dei profili professionali più adatti e funzionali alle esigenze di impresa; la possibilità di pubblicare sul portale «Lavoro per Te» l’offerta di lavoro, in autonomia o con il supporto del servizio di preselezione del Centro per l’impiego, e ricevere una rosa di nominativi preselezionati tra le candidature ottenute (l’offerta sarà visibile anche su LinkedIn); le consulenze personalizzate su comunicazioni obbligatorie (Sare – Semplificazione amministrativa in rete), normativa e procedure per ottemperare agli obblighi di legge per le assunzioni di persone con disabilità; l’attivazione di tirocini.

Il tabù del piacere femminile: «Viviamo in una società sessuofobica»

Lo spettacolo tremolo, conferenza performativa sul piacere sessuale, in prima nazionale il 6 maggio alle 21 al Teatro Rasi (e in replica mattutina il giorno dopo per le scuole superiori), nell’ambito di Polis Teatro Festival (info qui) sarà accompagnato da un momento di dibattito tra le artiste e Giulia Blasi, scrittrice, public speaker e formatrice che affronta quotidianamente aspetti legati al femminismo e all’inclusione sociale. Le abbiamo chiesto di condividere con noi una riflessione sulle dinamiche culturali messe in luce dallo spettacolo.

GIULIA BLASI
Giulia Blasi

Giulia, perché ancora oggi è difficile parlare di piacere femminile?
«Viviamo in una società profondamente sessuofobica: la sessualità è una forma di libertà, l’annullamento delle gerarchie, e reprimerla aiuta il controllo. Le religioni e le ideologie conservatrici sono un chiaro esempio di questo meccanismo. Oggi sappiamo che la sessualità “tradizionale”, la coppia nucleare composta da maschio e femmina, è estremamente riduttiva rispetto all’esperienza umana, ma fa ancora comodo reprimere la sessualità al coito coniugale con fine riproduttivo. In questo scenario, la donna diventa una soggettività doppiamente controllata: non può ribellarsi, o crollerebbe la struttura patriarcale; può essere un oggetto sessuale, ma non un soggetto sessuale. La sua sessualità rimane subordinata al desiderio maschile».

Le donne tendono a sottovalutare la salute sessuale?
«Tantissimo, ma comunque meno degli uomini. In quanto donne, siamo più “medicalizzate”, ad esempio seguite da un ginecologo fin dalle prime mestruazioni. Tendiamo però a sottovalutare il lavoro sul piacere e sull’espressione sessuale, su cui c’è ancora un forte stigma. Il discorso sulla salute femminile ha solitamente a che fare con la salute riproduttiva».

L’arte può essere un mezzo che “libera” le donne da questi preconcetti?
«Sì, lo è da sempre. Vediamo artiste come Sabrina Carpenter che stanno costruendo un’intera poetica sul piacere femminile, ma attraverso la musica le donne hanno sempre parlato di piacere e sesso, anche con metafore potentissime. Basta pensare alle nostre Mina, Ornella Vanoni… Possiamo dire però che oggi non se ne parla abbastanza, negli anni ’70 c’era molta più libertà. Il tema della menopausa ad esempio è completamente dimenticato: una donna ci arriva senza sapere nulla di quello che le sta succedendo. È per questo che ho deciso di parlarne io».

L’uomo può essere spaventato dal piacere femminile inteso come forma di libertà e autodeterminazione?
«L’uomo è spaventato dalla libertà femminile in generale. La maschilità si basa sul controllo delle situazioni, dei territori, delle persone. Se togli a un uomo la possibilità di controllare la donna che gli sta accanto va nel panico. Spesso, chi preferisce una donna con meno esperienza a livello sessuale desidera in realtà una donna più controllabile e con meno termini di paragone per quanto riguarda le sue prestazioni».

Lo spettacolo a cui prenderà parte viene dalla Lituania, pensa che l’Italia sia “indietro” su queste tematiche?
«L’Italia è indietro sulla maggior parte dei temi che riguardano la società, soprattutto sull’incorporare la sessualità come parte dell’esperienza umana. Siamo tra i pochi paesi occidentali a non avere un programma di educazione sessuoaffettiva nelle scuole, nonostante sappiamo che le famiglie non hanno la capacità per educare all’emotività sessuale, al riconoscimento dei desideri, l’accettazione del rifiuto, la costruzione di un’identità non defi- nita dal desiderio altrui. Questi insegnamenti influenzerebbero le gerarchie di potere e, in una sfera politica prettamente maschile, diventa difficile accettarli da parte di tutti i colori: è un pensiero istituzionalizzato a destra, ma “strisciante” anche a sinistra».

Questo spettacolo si definisce una “forza gentile”: quanto è strategica oggi la gentilezza nel fare attivismo?
«Per alcuni versi è fondamentale, ma bisogna fare attenzione. La gentilezza è importante come la risata, l’ironia, la cura, ma sono necessari anche i momenti di rabbia. Un’emozione molto compressa, soprattutto nelle donne. Spesso abbiamo un problema reciproco di gentilezza: dobbiamo imparare sia a stimolare la cura che a esprimere la rabbia».

Quanto invece la comunicazione può aiutarci a cambiare il mondo?
«Tutto è narrazione e tutto ciò che viene vissuto può essere raccontato. È importante l’intenzionalità, la narrativa empatica e mai didascalica. Bisogna fare attenzione al linguaggio perché la lingua aiuta a creare il mondo, ma è giusto giocare e sperimentare. La rigidità non fa bene a nessuno. Per citare la filosofa e attivista Judith Butler, “Non dobbiamo diventare la polizia del linguaggio: io ho paura della polizia”».

Le nuove generazioni vengono spesso indicate come più inclusive e sensibili sul tema, ma nel suo libro Rivoluzione Z (Rizzoli) sostiene il contrario. Cos’è mancato e cosa si può fare?
«Sono estremamente polarizzati, “talebani” in un senso o in un altro: c’è una fetta di attivisti che vorrebbe parlare costantemente di corpo e sessualità e un’altra parte estremamente bacchettona che critica a Elodie il fatto di spogliarsi troppo. In generale sono molto giudicanti, anche più dei boomer. Tra le cause troviamo sicuramente gli influssi della pandemia, che ha causato handicap pesanti a livello relazionale: i giovani fanno più fatica a uscire e, stando ai dati, praticano anche meno sesso rispetto alle generazioni che li hanno preceduti. Bisognerebbe intervenire su socialità e autocoscienza».

Playoff serie C: ne restano “solo” 19, mercoledì ne verranno eliminate altre 6. Il tabellone

Ultima domenica da spettatore per il Ravenna Fc, che si appresta a iniziare la settimana di preparazione al debutto nei playoff promozione del campionato nazionale di calcio di Serie C. Sabato pomeriggio al Benelli (a porte chiuse) i giallorossi hanno pareggiato (1-1, gol di Tenkorang) contro l’Inter Under 23 in un’amichevole che si è rivelata utile soprattutto a dare minutaggio a tutta la rosa. Non hanno giocato gli acciaccati Fischnaller, Poluzzi, Lonardi e Rossetti, che Mandorlini spera di recuperare (l’unico davvero in dubbio per la gara di andata è Rossetti).

Come noto, c’è una sola promozione in palio (sono già in B le vincitrici dei tre gironi, Vicenza, Arezzo e Benevento), con 28 squadre in lizza. Che sono però già diventate 19 dopo il primo turno dei gironi andato in scena oggi (gara secca, con la squadra in casa che passava il turno anche in caso di pareggio). Non sono mancate le sorprese, con 2 vittorie esterne su 9: la Giana Erminio, decima, ha eliminato il Trento, quinto, mentre il Casarano, ottavo, ha vinto in casa del Monopoli, settimo. Nel girone del Ravenna sono passate le tre squadre di casa: Juventus Next Gen, Pineto e Pianese.

Ecco il quadro del secondo turno regionale, che si disputerà mercoledì 6 maggio. Il Ravenna, nel sorteggio del giorno dopo, affronterà una delle sei squadre vincenti dei seguenti incontri (fatta eccezione della migliore delle sei, che diventerà testa di serie), sempre in gara secca, con la squadra in casa che passerà anche in caso di pareggio.

  • Lecco – Giana Erminio
  • Cittadella – Lumezzane
  • Campobasso – Pineto
  • Juventus Next Gen – Pianese
  • Cosenza – Casarano
  • Casertana – Crotone

Il Ravenna giocherà domenica 10 maggio in trasferta, mentre il ritorno è in programma al Benelli mercoledì 13 maggio. In caso di parità al termine dei 180 minuti, passerà il turno il Ravenna (contro chiunque verrà sorteggiato). Insieme ai giallorossi, entreranno in scena anche le terze degli altri due gironi – Renate e Salernitana – e la vincitrice della Coppa Italia, il Potenza. Nel turno successivo, sarà la volta delle seconde in classifica: Brescia, Ascoli e Catania.

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