Il tribunale di Ravenna ha assolto, per non aver commesso il fatto, due esponenti del movimento Potere al Popolo (Pap) accusati di manifestazione non autorizzata per un presidio che si tenne in piazza del Popolo a Ravenna il 28 maggio 2023. Gli imputati, difesi dall’avvocata Giulia Lonoce di Bologna, erano la 33enne Marta Collot e il 63enne Gianfranco Santini, referenti rispettivamente nazionale e provinciale di Pap. Collot si candidò a governatrice dell’Emilia-Romagna nel 2020 e Santini è stato candidato sindaco alle amministrative del 2021 a Ravenna.
Erano i giorni delle alluvioni nel Ravennate e la manifestazione in piazza, a cui parteciparono 20-30 persone da varie parti d’Italia, si svolse con striscioni, bandiere e megafoni in difesa dei cosiddetti “angeli del fango”, i volontari perlopiù giovani che avevano partecipato a ripulire strade e case, e contro il prefetto e il sindaco dell’epoca, rispettivamente Castrese De Rosa e Michele de Pascale. «Ancora sporchi di fango – affermano gli esponenti di Potere al Popolo – andammo a protestare per le parole di sindaco e prefetto che invitavano i volontari dell’alluvione a stare a casa e non venire ad aiutare, mentre la Romagna era ancora sommersa e non si vedeva nemmeno l’ombra di un mezzo pesante per la rimozione dei detriti e la pulizia dei paesi, il che ci imponeva di denunciare come i mezzi militari debbano essere utilizzati per il bene della popolazione anziché per massacrare altre popolazioni».
I funzionari della Digos presenti sul posto segnalarono il sit-in perché non era stato autorizzato e a gennaio 2024 Collot e Santini ricevettero un decreto penale di condanna. Si tratta di uno dei cosiddetti procedimenti speciali: per reati di lieve entità il giudice per le indagini preliminari (Gip), su richiesta del pubblico ministero, infligge una pena senza processo. L’imputato può opporsi, cosa che fecero Collot e Santini, avviando il dibattimento in aula.
All’esito del dibattimento l’accusa ha chiesto l’assoluzione per l’impossibilità di arrivare a stabilire una responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio. L’avvocata Lonoce, all’uscita dall’aula, sottolinea che gli elementi contenuti nel fascicolo di indagine ritenuti non sufficienti per richiedere una condanna sono sostanzialmente gli stessi che già erano stati raccolti tre anni fa e all’epoca però bastarono per chiedere e ottenere il decreto.
«La manifestazione si tenne in una piazza pubblica senza intralciare niente e nessuno – commenta Santini –. Era una iniziativa nata dai volontari e come Potere al Popolo andammo per dire la nostra. Da questa vicenda mi pare evidente che emerga la volontà di punire il dissenso di chi esce dal ragionamento mainstream, sia a livello locale che nazionale. Qualcuno non ha gradito le critiche».



