domenica
17 Maggio 2026

A giugno cala il sipario sul teatro Rossini di Lugo per lavori strutturali

Compromessa la stagione di musica e prosa e annullato il festival “Purtimiro” 2019, probabilmente destinato alla chiusura

Teatro Rossini Lugo
Il Teatro Rossini di Lugo

La notizia è che il Teatro Rossini di Lugo sarà chiuso dall’1 giugno per lavori di messa a norma antisismica. Si prevede che nei sei mesi successivi – ma c’è chi teme più a lungo – nei quali dovrebbero svolgersi i lavori, l’attività teatrale sarà sospesa. Logico dunque che il festival musicale “Purtimiro” non sia in programma nel 2019, mancando la sede nella quale svolgere i concerti, solitamente programmati in autunno.

Purtroppo però è la cancellazione di questa edizione del festival barocco, e non la chiusura del teatro sine die, che viene elevata a notizia. Ci sono molte motivazioni, nessuna di carattere artistico, fra cui la circostanza non secondaria che a maggio a Lugo ci saranno le elezioni amministrative.
“Purtimiro” è stato il fiore all’occhiello dell’amministrazione Ranalli che, dal punto di vista culturale, ha cercato di creare qualcosa di nuovo, tuttavia proprio questa eccellenza voluta fortemente dal sindaco uscente è stata aspramente criticata dall’opposizione e da parte della popolazione per l’importante impegno economico richiesto per realizzarlo. Certo non hanno aiutato ad avvicinare le posizioni le conferenze stampa nelle quali il sindaco e il direttore artistico, invece di gettare un ponte verso i critici, scavavano inopportune trincee.

Concerto Italiano Rinaldo Alessandrini
L’0rchestra Concerto Italiano. Sul podio Rinaldo Alessandrini già direttore artistico del festival lughese “Purtimiro”

Agghiaccianti, però, le critiche che definivano “di nicchia” un festival di respiro se non mondiale, quantomeno europeo. Nei tre anni passati si sono potuti ascoltare grandissimi artisti dalla immensa sapienza musicale che mai sarebbero passati da Lugo se non per assaggiare i cappelletti o la piadina. Qualcuno, a ragione, ha lamentato l’eccessiva presenza di qualche nome particolare, come il direttore artistico Alessandrini che, per quanto eccellentissimo musicista, in gruppo o in solitaria ha calcato probabilmente troppe volte le assi del Rossini. Tuttavia l’offerta che Purtimiro ha proposto in questi anni ha ridato smalto all’immagine culturale di Lugo.

Un problema, invece, è che il territorio non si è saputo organizzare per sfruttare in maniera organica un festival che portava musicisti e pubblico da fuori provincia. Non stupisce che un comune che non riesce a cogliere un’opportunità così importante abbia un calo nel flusso di turisti (-1,7 % rispetto al 2017, fonte Regione Emilia Romagna): in più, senza cinema, senza auditorium, senza teatro, il 2019 andrà sicuramente peggio per Lugo. L’Italia intera avrebbe la possibilità di non arroccarsi sulla bieca ricerca del profitto, ma potrebbe proficuamente valorizzare il patrimonio artistico di assoluto valore che ogni centimetro quadro del Paese dispone, tuttavia si predilige una visione miope, non considerando la cultura come il vero grande valore a disposizione di tutti gli italiani.

Purtroppo ormai è deciso che “Purtimiro” 2019 non si farà e con tutta probabilità l’esperienza barocca lughese cesserà: la difficoltà di riprendere un festival, nemmeno adolescente, di queste proporzioni, dopo un anno di pausa è certamente sinonimo di fine attività. Anche se la speranza è l’ultima a morire.

Svastiche sulla sede Arcigay, denunciato operaio 55enne trovato con una bomboletta

Incensurato, non è legato ad ambiente di destra e dice di avere trascorsi nella sinistra antagonista. Il gesto compiuto mentre andava al lavoro

Svastiche 2
Le svastiche comparse nella sede di Cittattiva

Un operaio di 55 anni incensurato è stato denunciato dalla polizia locale di Ravenna per imbrattamento aggravato da motivazioni razziali per le svastiche disegnate all’inizio di febbraio con vernice spray sull’ingresso dell’edificio di via Carducci dove hanno sede l’Arcigay e l’associazione Cittattiva. Quando l’uomo nella prima mattinata di ieri, 20 febbraio, è stato fermato dagli agenti aveva una bomboletta dello stesso colore delle scritte: secondo gli investigatori era solito portarla con sè per azioni di questo tipo. Al 55enne residente in provincia vengono contestati altri due episodi risalenti alla fine del 2018. Non era infatti la prima volta che la sede delle associazioni veniva presa di mira.

Nonostante il simbolo scelto per il gesto vandalico, l’uomo non risulta collegato ad ambienti di estrema destra e anzi, nelle prime dichiarazioni rese ai vigili urbani, ha fatto riferimento a un trascorso tra le fila della sinistra antagonista da cui poi si sarebbe allontanato. Non ha però fornito una motivazione specifica per spiegare il suo gesto.

Le indagini della polizia municipale, coordinate dalla procura, si sono sviluppate visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza nella zona fino a individuare una figura che era solita passare spesso davanti alla punto colpito. L’analisi dei filmati ha permesso di puntare il dito contro un sospettato che percorreva quel tragitto per recarsi al lavoro. E proprio in questo frangente, ieri mattina, è stato raggiunto da una pattuglia.

«La degenza di ginecologia sarà chiusa e le pazienti spostate in chirurgia»

Le perplessità di Ravenna in Comune che parla di una riorganizzazione a Ravenna già decisa e in arrivo entro poche settimane: «Che fine farà il personale? E i medici di guardia?». Presentata un’interrogazione al sindaco

ospedale, ausl genericaIl reparto di degenza della ginecologia dell’ospedale di Ravenna entro poche settimane cesserà di esistere e l’utenza che lo utilizza verrà accorpata alla degenza della chirurgia. È lo scenario dipinto dal consigliere comunale di opposizione Massimo Manzoli (Ravenna in Comune) che fa riferimento a fonti di informazione non meglio specificate ed esprime la sua preoccupazione per il cambiamento definito ormai imminente.

«Il settore della sanità ospedaliera è profondamente cambiato negli ultimi decenni e quindi trasformazioni possono verificarsi anche nell’assetto organizzativo. Ci chiediamo però se la scelta di eliminare il reparto ginecologico sia dettata da una vera aspirazione alla razionalizzazione, che dovrebbe voler dire miglioramento della qualità, o non piuttosto dall’ ennesima tensione al risparmio. La specificità dei reparti di ginecologia è da sempre stata considerata, ovunque, un passo avanti rispetto alle precedenti organizzazioni delle divisioni di ostetricia-ginecologia e ancor più rispetto ai tempi in cui molte strutture di ginecologia neppure esistevano in quanto tali, ma erano sezioni delle divisioni di chirurgia».

Manzoli solleva alcuni quesiti: Che fine faranno le infermiere della ginecologia? Saranno aggiunte al personale delle degenze chirurgiche dove verranno collocate le pazienti ginecologiche, o le si vorrà spalmare in vari servizi dove c’è carenza di personale? Il personale d’assistenza della degenza chirurgica sarà potenziato, o quello che c’è dovrà farsi carico a parità di forze, dell’arrivo di una notevole quantità di pazienti operate? Gli eventuali ricoveri ginecologici non chirurgici, cioè che non necessitano di interventi, ma di osservazione, assistenza e trattamento medico verranno comunque accorpati con pazienti reduci da interventi o avranno un loro spazio? I ginecologi di guardia, il cui lavoro quotidiano consiste soprattutto nella sorveglianza e nell’assistenza in sala parto, nell’esecuzione delle numerosissime visite di pronto soccorso sia ostetrico che ginecologico, nella esecuzione delle visite di dimissione e nella produzione della relativa documentazione, dovranno “fare le corse” fra due luoghi fra loro molto distanti per riuscire a espletare tutto il loro lavoro?

Il consigliere comunale conclude il suo comunicato chiedendosi cosa i sindacati abbiano da dire in merito e se il personale della ginecologia sia stato chiamato alla discussione della questione. «Per cercare risposte abbiamo depositato un’interrogazione al sindaco della nostra città Michele de Pascale».

Ravenna FC, torna a disposizione Maleh dopo tre mesi. Si ferma invece Esposito

Calcio C / Il centrocampista ha ripreso ad allenarsi con il gruppo, mentre il giovane trequartista si è fratturato il dito di un piede

Youssef Maleh
Il centrocampista giallorosso Youssef Maleh

Arrivano aggiornamenti in agrodolce dalla infermeria del Ravenna FC in vista del prossimo appuntamento in campionato, che sabato 23 febbraio (ore 18.30) vedrà i giallorossi sfidare al “Benelli” il Teramo. La nota lieta è il ritorno in gruppo di Youssef Maleh, che da lunedì si è aggregato ai compagni ed è in cerca della migliore condizione dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori causa per tre mesi. Cattive notizie per Salvatore Esposito, che durante l’allenamento infatti ha riportato una frattura al dito del piede. Le valutazioni dello staff medico di Ravenna 33 hanno escluso la necessità di intervento chirurgico. I tempi di recupero saranno determinati nei prossimi giorni.

Il Centro Sub Nuoto Club 2000 Faenza pronto a scendere in vasca per puntare alla C

Pallanuoto / La formazione di Moretti partecipa al torneo di Promozione che comincerà il suo cammino il 2 marzo in casa contro Formigine

Pnuoto Promozione
I giocatori del Centro Sub Nuoto Club 2000 Faenza guidato dal tecnico Moretti

L’attesa è ormai finita per la prima squadra di pallanuoto del Centro Sub Nuoto Club 2000 Faenza che sarà impegnata nel campionato di Promozione. Lo scorso 14 febbraio la Federnuoto ha comunicato la composizione dei nove gironi, inserendo la formazione allenata da Massimiliano Moretti nel Girone 3 gestito dal Comitato regionale Emilia-Romagna, il meno consistente dato che i manfredi dovranno vedersela solo con tre avversarie: Ondablù Formigine, Polisportiva Comunale Riccione e Rari Nantes Bologna. La classifica finale determinerà la vincitrice che sarà promossa nel Campionato di Serie C 2019-2020. Il primo incontro è programmato per sabato 2 marzo alle 17.30, quando i faentini avranno ospiti i modenesi dell’Ondablù Formigine.

Giovanili Domenica scorsa sono invece tornate in campo le due formazioni giovanili del Centro Sub Nuoto. Gli Under 17 erano in trasferta a Carpi, nella prima giornata della seconda fase di qualificazione del campionato regionale di categoria: i padroni di casa della Coopernuoto si sono imposti con il risultato di 19-13 al termine di una gara molto equilibrata, decisasi all’ultimo tempo, a causa della mancanza di cambi tra i faentini, nuovamente a ranghi ridotti per via dell’influenza stagionale. La terza giornata è prevista per domenica 10 marzo, quando alle 15 sarà ospite la Polisportiva Comunale Riccione.

Battuti anche gli Under 13 che ospitavano Ravenna nella partita valida per la seconda giornata della seconda fase di qualificazione: il risultato è sempre stato in parità, ma nell’ultima frazione di gioco gli ospiti hanno saputo sfruttare alcuni errori del team faentino che comunque è apparso in crescita, anche se deluso dal finale che è stato di 8-13. Il prossimo turno prevede la partita in trasferta contro la Polisportiva Comunale Riccione domenica 3 marzo alle 10.30.

Cambia l’organizzazione nella casa di riposo, scontro tra sindacati e coop sociali

Cgil, Cisl e Uil chiedono l’interento del prefetto e dell’Ispettorato per tutelare una trentina di lavoratrici della Sant’Umiltà che sarebbero costrette a rinunciare all’indennità per il passaggio da una azienda all’altra. Confcooperative difende le due associate e accusa le rappresentanze dei lavoratori di non aver cercato un accordo

Casa Famiglia Per Anziani In Via GermanicoLa riorganizzazione gestionale proposta dalle cooperative sociali In Cammino e Zerocento per la casa di riposo Sant’Umiltà di Faenza, in via Cova dove sorgeva l’antica villa Galli-Ferniani, accende lo scontro con i sindacati che si dicono preoccupati per il futuro di una trentina di lavoratrici. Le due società dal 1998 gestiscono il centro residenziale nel rispetto dei requisiti di accreditamento.

Secondo le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil le coop sarebbero «in pressing su personale e sindacati per assicurare il passaggio di gestione dei servizi socio-assistenziali offerti dalla struttura nelle mani della cooperativa In Cammino» e per mantenere il posto in struttura «è stato chiesto alle lavoratrici di dimettersi, e rinunciare, di fatto, ad indennità di circa 120-130 euro mensili che le dipendenti percepiscono da quasi vent’anni». La contropartita, oltre al mantenimento del trattamento contrattuale in essere e all’anzianità di servizio, starebbe nel «riconoscimento di un incentivo all’esodo di un migliaio di euro lordi e la promessa della stabilità della sede di lavoro fino alla fine del periodo di accreditamento, in scadenza al 31 dicembre del 2020». I sindacati accusano le cooperative di pesanti violazioni contrattuali e normative «con presumibili ricadute deleterie anche sulla continuità e la qualità dei servizi erogati».

I sindacati invieranno richieste di intervento al prefetto, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Asp e ai vertici del distretto socio-sanitario della Romagna Faentina, e della Sanità regionale.

«Le affermazioni dei sindacati sono di estrema gravità soprattutto perché porta a contestare il ruolo della cooperazione sociale nei servizi alla persona, che è stato in realtà un valore aggiunto del nostro territorio». A dirlo sono le centrali cooperative Legacoop Romagna e Confcooperative Ravenna-Rimini, in rappresentanza delle cooperative sociali Zerocento e In Cammino. «La riorganizzazione del servizio del territorio faentino – continuano i rappresentanti delle due centrali cooperative – è stata effettuata attraverso il confronto da parte delle cooperative sociali coinvolte con i lavoratori, le organizzazioni sindacali e le Istituzioni. Un confronto che aveva individuato soluzioni per il passaggio di lavoratori da una cooperativa all’altra. La convocazione di una conferenza stampa da parte dei sindacati, al fine di denunciare dette soluzioni che vengono ritenute penalizzanti per i lavoratori, è avvenuta senza avere tentato alcuna ricomposizione attraverso la convocazione del Tavolo Unico, così come previsto in questi casi dall’Integrativo Territoriale per le cooperative sociali della provincia di Ravenna».

Cadavere ritrovato in spiaggia: è un 30enne, si sospetta una overdose

Ritrovato dai passanti, l’uomo era già noto per problemi di tossicodipendenza

Il cadavere di un 30enne è stato trovato stamani, 21 febbraio, sulla spiaggia di Cervia. Il corpo era a terra nei pressi di una panchina ed è stato notato da alcuni passanti. Al momento l’ipotesi ritenuta maggiormente credibile dalle forze dell’ordine è quella di un decesso per overdose. Sono stati i carabinieri a svolgere i primi accertamenti: l’uomo è noto per problemi di tossicodipendenza.

Un po’ albergo e un po’ appartamenti: progetto di legge regionale per i condhotel

La giunta Bonaccini ha presentato le linee guida per la nuova formula ricettiva: le strutture esistenti potranno vendere il 40 percento delle camere ai privati e utilizzare le risorse per riqualificare. Ora dovrà esprimersi l’assemblea legislativa

KeysLa giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato un progetto di legge che detta regole e requisiti dei condhotel, le nuove strutture ricettive con formula mista che prevede la compresenza di classiche camere d’albergo e alloggi privati. Gli albergatori potranno destinare fino a un 40 percento della superficie delle camere alla realizzazione di alloggi da vendere a privati, a condizione che le risorse ricavate dalla vendita siano destinate alla riqualificazione degli edifici e al miglioramento dei servizi e dello standard di qualità. La possibilità di trasformarsi in condhotel, unico caso in Italia, è stata estesa anche alle colonie marittime e montane.

La Regione ha presentato stamani, 21 febbraio, le linee guida di un intervento definito strategico per «migliorare la qualità delle strutture ricettive, favorire gli accorpamenti, fidelizzare la clientela internazionale e diversificare l’offerta turistica».
Il progetto di legge è stato illustrato dall’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini, insieme a Filippo Donati, presidente regionale Asshotel e Amedeo Faenza, vice presidente regionale Federalberghi. «I Comuni – spiega Corsini – potranno pianificare dove e come attuare questa nuova tipologia di struttura sulla base delle specificità del proprio territorio e per molti imprenditori alberghieri i condhotel potranno essere un ottimo volano per ammodernare le loro strutture e fare un salto di qualità diversificando e ampliando così l’offerta ricettiva. Un altro passo che ci avvicina ancora di più all’Europa dove questa formula è diffusa già da tempo».

La proposta dovrà ora passare al vaglio dell’assemblea legislativa. Si applica alle strutture ricettive esistenti, intendendosi a tal fine gli immobili esistenti alla data di entrata in vigore della legge regionale con destinazione ricettiva alberghiera, indipendentemente dal fatto che l’attività alberghiera sia avviata, sospesa o cessata. Se il condhotel è costituito da più immobili, questi devono essere inseriti in un contesto unitario, nello stesso Comune e avere una distanza massima di duecentometri dall’edificio sede della reception.

Gli interventi che possono essere realizzati con i ricavi delle vendite ai privati puntano sia alla crescita degli standard di qualità ma anche alla sicurezza, prevedendo ad esempio per gli edifici che non possiedono i requisiti sismici anche interventi di demolizione e ricostruzione con eventuale ampliamento limitatamente alle eventuali premialità di superficie previste dagli strumenti urbanistici comunali.

Dopo gli interventi di riqualificazione, le strutture devono essere aperte al pubblico, avere un gestore unico, un minimo di sette camere, servizi accessori ed eventualmente vitto oltre a unità abitative residenziali private con cucina. Il gestore della struttura si impegna a garantire ai proprietari delle unità abitative, i servizi alberghieri a partire dalla portineria unica sia per gli ospiti dell’hotel che per i proprietari delle abitazioni. I proprietari delle nuove unità abitative si impegnano a loro volta a rispettare le modalità di conduzione del Condhotel, a garantire gli standard e l’omogeneità estetica dell’immobile in caso di interventi edilizi. Nei periodi in cui le unità abitative non sono riservate dal proprietario, l’alloggio residenziale potrà essere dato in disponibilità al gestore unico della struttura, affinché siano assegnate alla clientela per il servizio ricettivo alberghiero.

Il progetto di legge individua modalità semplificate di recepimento della norma da parte dei Comuni e di adeguamento dei rispettivi strumenti urbanistici, ove sia necessaria la variante urbanistica. In quest’ultimo caso, basterà infatti adottare un unico provvedimento per l’intero territorio comunale o per aree omogenee che, con il fine di salvaguardare le specificità e le caratteristiche dell’ospitalità turistica del territorio, assicuri una adeguata proporzione tra unità abitative a uso residenziale e ricettività alberghiera.

 

M5s: «Sversamenti nella piallassa dal relitto Berkan B, rischio disastro ambientale»

Una denuncia ai carabinieri dal meetup grillino e una interrogazione di Bertani in Regione per bonificare l’area a ridosso della penisola Trattaroli dove giace un cargo spezzato in due. Altre tre navi abbandonate nel Piomboni

2019 02 10 Berkan8 Ph Cristiano Mazzoli«La Regione si attivi al più presto per scongiurare il disastro ambientale che potrebbe verificarsi alla Pialassa dei Piomboni». A chiederlo è Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna, che ha presentato un’interrogazione sul relitto della nave Berkan B abbandonato lungo le banchine est della penisola Trattaroli dal 2007. Il meetup grillino “A riveder le stelle” di Ravenna ha presentato l’11 febbraio una denuncia ai carabinieri di Ravenna tramite l’ex consigliera comunale Francesca Santarella che ha depositato immagini e filmati inoltrati anche ad Arpae e ai ministeri delle Infrastutture e dei Trasporti e dell’Ambiente. La vicenda trova spazio anche sull’edizione odierna de Il Resto del Carlino ma già due anni fa su queste pagine raccontammo la storia di quel mercantile e di altre tre imbarcazioni abbandonate.

Da ottobre 2017 il Berkan B è spezzato in due. Lungo oltre 100 metri, costruito nel 1984, il cargo è stato sottoposto a demolizione per recupero ferro con un progetto  che non ha tenuto conto delle fasi di alleggerimento dei carichi: dopo poche settimane di lavoro, la nave si è impennata e poi spezzata in due. I lavori sono proseguiti ancora per qualche mese, e poi il relitto è stato abbandonato. «Chi ha autorizzato così allegramente un siffatto lavoro?», si chiede Santarella.

«Se non si interviene al più presto ci troveremo davanti a un disastro annunciato – spiega Bertani –. La fuoriuscita di carburante dalla nave mette seriamente a rischio dal punto di vista ambientale l’intera area. Il cargo si trova adiacente all’area protetta regionale Pialassa dei Piomboni, Pineta di Punta Marina e quindi ogni sversamento di sostanze inquinanti nelle acque si propagherebbe immediatamente anche all’area protetta, nelle acque collegate al canale Candiano e in altre poste a nord del canale stesso, nelle quali, tra l’altro, si pratica la pesca a fini commerciali di molluschi, sia con il mare Adriatico, passando accanto agli abitati di Porto Corsini e Marina di Ravenna».

 

Due nuove ambulanze per la Pubblica Assistenza. E parte il corso per nuovi volontari

L’inaugurazione dei mezzi il 16 febbraio con la benedizione di don Brunelli. Altri tre veicoli entro la fine del 2019. Il 22 febbraio la presentazione delle lezioni di formazione

20190216 102420La Pubblica Assistenza di Ravenna ha due nuove ambulanze dotate di attrezzature all’avanguardia, in sostituzione di due veicoli ormai in disuso. I veicoli sono stati svelati il 16 febbraio alla sede di via Meucci e sono stati benedetti da don Alberto Brunelli. È previsto l’acquisto di una ulteriore nuova ambulanza nel mese di giugno e di altre due nel mese di dicembre, per un totale di venti mezzi di soccorso.

Angela Gulminelli, presidente di Pubblica Assistenza, ha ringraziato tutti i presenti e ha sottolineato l’impegno costante profuso da tutta l’associazione e dai suoi volontari a sostegno del servizio pubblico.

Il 22 febbraio alle 20.30 nella sede di Ravenna la presentazione del corso per formare nuovi volontari nel territorio ravennate. Chi è interessato può partecipare alla presentazione per raccogliere utili informazioni relative al corso, al quale potrà iscriversi anche in quella serata. Per altre info telefonare allo 0544 400888 – 0544 400777 (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 12.00) o inviare una mail a info@pubblicaassistenza.ra.it – www.pubblicaassistenza.ra.it.

Una inarrestabile Consar Romagna si aggiudica il titolo provinciale Under 14

Volley / L’imbattuta squadra di Bandini in finale vince contro quella di Minguzzi in un derby targato Porto Robur Costa. Buoni risultati per il PianoterRA Ravenna nella prima tappa della Coppa Interregionale Rotary Club di sitting volley

Consar Neocampione Provinciale
L’Under 14 della Consar vincitrice del titolo provinciale

Quella appena trascorsa è stata una domenica nel segno del volley giovanile e del Sitting Volley. Il comitato territoriale Fipav di Ravenna, infatti, ha mandato in scena la prima delle finali provinciali previste dal suo calendario, quella dell’Under 14 maschile, e poi ha prestato la collaborazione al comitato regionale e alla società PianoteRA Ravenna per l’allestimento del primo concentramento del girone B della Coppa Interregionale Open Rotary Club.

Under 14 Tutto secondo pronostico nella finale provinciale Under 14 maschile. La Consar Romagna di Patrick Bandini ha coronato il suo percorso stagionale senza macchie aggiudicandosi il titolo provinciale e, con esso, anche il pass per la fase regionale. Anche nell’ultimo atto disputatosi domenica scorsa, 17 febbraio, la squadra ravennate ha fatto valere la legge del 3-0, imponendosi con questo risultato sia in semifinale (giocatasi nella palestra del Liceo Scientifico) sulla Pallavolo Alfonsine (25-9, 25-13, 25-10 i parziali) sia in finale, giocatasi al PalaCosta, nel derby con la Consar Ravenna 13, allenata da Valerio Minguzzi (25-9, 25-17, 25-15 i parziali). A sua volta la Consar Ravenna 13 aveva sconfitto in semifinale (alla palestra Itis) la Spem Faenza per 3-0 (25-14, 25-12, 25-16). Non potendo due squadre dello stesso club accedere insieme alla fase regionale, è diventata importante la finale per il terzo posto, che ha visto la Spem imporsi per 3-2 (21-25, 25-18, 23-25, 25-19, 8-15) sull’Alfonsine al termine di 5 set combattuti e altalenanti. Saranno, quindi, i faentini a fare compagnia alla Consar nell’esperienza ai regionali.

Coppa Rotary 2019 Azione Di Gioco 2
Una fase di gioco della Coppa Rotary di sitting volley

Sitting Volley Nella palestra Itis di Ravenna, è partito anche il girone B della Coppa Rotary. In campo le due compagini romagnole, PianoterRA e Volley Club Cesena, che da anni collaborano sotto la bandiera del consorzio Romagna in Volley. Sei le squadre inserite in questo girone e altrettante le gare giocate: le partite restanti, tra cui il derby Ravenna-Cesena, verranno giocate il 31 marzo a Campegine, in provincia di Reggio Emilia, quando si conosceranno le finaliste. Il PianoterRA ha concluso la giornata con una vittoria, 2-0 sul Punta allo Zero Parma, e una sconfitta, sempre per 2-0, contro il King Sitting Volley che ha terminato la giornata con 6 punti, piazzandosi in testa alla classifica. Identico percorso per Cesena che ha perso 2-0 dal Brembate Sopra e vinto con identico risultato contro la matricola Paesana Valle del Po. La classifica: King Sitting Volley 6; Ravenna e Cesena 3; Brembate Sopra e Punta allo Zero 2; Paesana Valle del Po 0.

In rampa di lancio una Maratona del Lamone vestita di tricolore e piena di novità

Podismo / Il cambio di data – domenica 14 aprile – è uno dei tanti elementi di novità inseriti nella 43ª edizione che assegnerà il titolo italiano Uisp. Già raggiunta quota 400 iscritti e spunta la “primizia” della retrorunning

Partenza Maratona 2018
La partenza della Maratona del Lamone dello scorso anno

Mancano poco meno di due mesi a domenica 14 aprile, giorno scelto dal GS Lamone per mandare in scena la 43ª edizione della Maratona del Lamone: un significativo cambio di data che la società di Russi ha deciso di adottare per evitare la concomitanza con le maratone di Roma e Milano, spinta anche dal successo crescente di questa storica competizione che più invecchia e più mostra segni di tenuta e di solidità.

La 42 km più antica e famosa di Romagna assegnerà quest’anno il titolo nazionale Uisp e sarà accompagnata dalle tante iniziative collaterali ormai entrate nel cuore dei podisti di tutte le età: i bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni si cimenteranno nella prova valida per il 27° Gran Premio Promesse di Romagna – Trofeo Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna (start alle ore 9.05); gli amanti del podismo e della corsa all’aria aperta potranno scegliere tra la sesta edizione del Nordic walking (partenza alle ore 9.10), su un percorso storico-naturalistico di 10 km o le Camminate podistiche a seguito della Maratona su percorsi di  4, 6, 8 o 12 km (al via alle ore 9), tutte inserite nel pacchetto delle Camminate della salute e della solidarietà, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, finalizzata quest’anno a raccogliere fondi per sostenere il progetto dello Ior “La scuola a casa” dedicata ai pazienti dell’Oncologia pediatrica che per affrontare la malattia non possono recarsi a scuola; gli over e gli agonisti potranno cimentarsi nella classica Cinquemila di Russi – 3° trofeo Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese e Forlivese”, una gara spettacolare che richiama atleti di alto livello, anche da fuori regione, per quella che ormai è considerata una corsa nella corsa. Un’altra novità è l’inserimento nel cartellone degli eventi a corredo della Maratona di una gara promozionale di retrorunning (ovvero corsa all’indietro), che partirà alle ore 9.45.

Confermatissima la collocazione della Maratona del Lamone come prima tappa del Trittico di Romagna, che si completa con la 50 km di Castel Bolognese (il 25 aprile 2019) e la 100 km del Passatore (25 e 26 maggio 2019) e che in questi dieci anni ha visto solo tre plurivincitori: Marco Serasini (tre vittorie nel 2012, 2013 e 2017), Andrea Zambelli (due successi nel 2014 e 2015) e Nadia Tosi (due vittorie nel 2012 e 2014). Infine è stata mantenuta dal GS Lamone la differenziazione a salire del costo dell’iscrizione in base al periodo in cui viene effettuata: iscrizione che può essere fatta anche il giorno prima direttamente in piazza Farini, fulcro di tutti gli eventi in programma. Fino al 28 febbraio, il costo dell’iscrizione ammonta a 30 euro, dall’1 al 31 marzo a 35 euro e dall’1 al 12 aprile a 40 euro. Il popolo dei maratoneti sta rispondendo alla grande visto che a due mesi dallo start alla segreteria del GS Lamone sono già giunte più di 400 iscrizioni.

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