sabato
16 Maggio 2026

«La logica aziendalista ormai è entrata del tutto nella scuola»

Le osservazioni sul funzionamento scolastico in risposta al problema sollevato da Alberto Ancarani e riguardo al nostro Bombolone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un lettore in risposta al Bombolone

Pexels Photo 256468Sono da quattro anni rappresentante di classe e in Consiglio dell’Istituto comprensivo “M. Valgimigli” di Mezzano. Come genitore, ma prima ancora come cittadino, faccio mie le parole che Pietro Calamandrei scriveva nel 1946:

“i meccanismi della costituzione democratica sono costruiti per essere adoperati non dal gregge dei sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini responsabili: e trasformare i suoi sudditi in cittadini è un miracolo che solo la Scuola può compiere”.

Che alcuni insegnanti delle Medie vengano retribuiti dalle famiglie per la sorveglianza in mensa, in orario extrascolastico, non è neppure quasi degno di nota per chi ha una vaga idea dello stato della Scuola statale italiana. Al contrario, il problema è tutto quello che succede – o non succede – in orario scolastico.

Per la mia esperienza, la Scuola non solo ha fatto propria la logica aziendalista ma ne è anche preda. L’autonomia scolastica ha portato a subordinare tutto al bilancio di Istituto, non solo per l’istruzione ma anche per quel che dovrebbe essere indispensabile per l’ordinario funzionamento. Quanto maggiori sono le risorse finanziarie di cui dispone la Scuola, tanto maggiore è l’offerta formativa agli studenti.
Brutalmente, è un problema di soldi. E se i soldi mancano, si inizia chiedendo il contributo cosiddetto “volontario” ai genitori. In seconda battuta, si chiede aiuto ai possibili mecenati o si accettano gli sponsor commerciali, quest’ultimi ben consapevoli del ritorno di immagine. Il “contributo volontario”, negli Istituti comprensivi, si aggira sui 12/15 euro ed è solo una piccola parte di quanto è richiesto alle famiglie.

Solitamente copre il costo delle fotocopie distribuite ai bambini, ma in certi Istituti perfino qualcosa del materiale igienico (anche se dovrebbe essere “destinato all’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni”. Nel 2014, un Istituto del lughese si aggiudicò la fornitura di ben 1.500 rotoli di carta igienica grazie ad un concorso di un’azienda produttrice. Nel 2016, una Scuola primaria di Ravenna fu ben lieta di ricevere una Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) grazie agli scontrini emessi da una catena di fast food. Ancora nel 2016 un
produttore di pneumatici trovò adesione in diverse Scuole della Provincia per un progetto sulla mobilità sostenibile, che prevedeva la
fornitura di materiali sponsorizzati. Diverse scuole ricordano ai genitori che fare la spesa nei punti vendita di una società della grande
distribuzione organizzata, permette di raggiungere punteggi utili all’assegnazione di LIM, notebook, stampanti, tablet, dizionari. Non
ultimo, l’invito a riciclare per potere poi ricevere risme di carta e denaro dall’azienda affidataria del servizio rifiuti.

Molto di quanto migliora l’offerta formativa deve essere pagato o dalle famiglie o dalla beneficenza – appunto, più o meno interessata – di soggetti esterni. Chi non ha mai partecipato ad una festa di Natale o di fine anno scolastico in cui si raccolgono fondi per la Scuola? Denaro per i bisogni più diversi: dal materiale di consumo fino alla riparazione di una LIM o l’acquisto di un computer.

In questo contesto aziendalista, si inserisce il processo di valutazione con le prove Invalsi, già al termine della seconda classe della scuola primaria. Dallo scorso anno scolastico, è stata introdotta la prova Invalsi di inglese al quinto anno della scuola primaria e questo rende bene come tutte le dichiarazioni sulle competenze, gli stili di apprendimento ed early language learning si scontrino con la negazione
dei mezzi necessari.

La legge finanziaria 2005, affidò a insegnanti non specialisti l’insegnamento delle lingue straniere nella Scuola primaria. Poi, nel 2008, la Ministra Gelmini, nello schema di piano programmatico del suo Ministero definì come fosse possibile insegnare inglese alla Scuola primaria con una “formazione linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore”. Il risultato imbarazzante, quando non comico, è che a qualche genitore càpita di correggere le correzioni dell’insegnante di inglese. E in questi casi, poiché la conoscenza dell’inglese è oggi tanto importante quanto cento anni fa la conoscenza dell’italiano, è solitamente alle famiglie che tocca il pagamento del potenziamento linguistico così come di qualsiasi altra attività, che sia uno spettacolo teatrale, la visita di una città vicina, il costo del trasporto oppure i diversi laboratori svolti all’interno del plesso scolastico. E la medesima quota è chiesta a ciascun partecipante, al figlio del disoccupato come al figlio del benestante.

L’opera di sostanziale impoverimento della Scuola è ben proseguita con i Governi di altra parte politica. La Legge di stabilità 2015 ha previsto che i dirigenti scolastici non possono conferire le supplenze per i primi 7 giorni di assenza del personale ATA e per il primo giorno, del personale docente. La norma risulta ancora in vigore nonostante, anche a Ravenna, molti genitori avessero protestato per quel che era percepito il venire meno della Scuola come luogo di istruzione. E per finire, la Legge di Bilancio 2019 prevede da qui al 2021, circa 4 miliardi in meno per l’Istruzione scolastica.

Il sostanziale disinvestimento nell’istruzione pubblica è questione di almeno 15 anni. Dei diversi schieramenti politici che hanno governato l’Italia, riprendendo il tema di una petizione europea, si potrebbe riassumere che, tutti, “hanno scelto l’ignoranza”.

Fabio Zauli

Il 75 per cento degli alunni ravennati sceglie di frequentare l’ora di religione

L’invito della diocesi «Occasione di ascolto delle domande più profonde e autentiche degli alunni, da quelle più semplici e radicali dei piccoli a quelle più provocanti degli adolescenti»

Ora Di ReligioneIl 75 per cento degli alunni delle scuole ravennati scegli di avvalersi dell’ora di religione. I dati sono forniti dalla diocesi e in particolare dall’ufficio Catechistico della Pastorale scolastica, diretta da don Andrea Bonazzi. Secondo quanto si legge nella lettera, firmata anche dall’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, l’ora di religione è «un’occasione di ascolto delle domande più profonde e autentiche degli alunni, da quelle più semplici e radicali dei piccoli a quelle più provocanti degli adolescenti. Le indicazioni attuali ai docenti per l’insegnamento della Religione cattolica danno ampio spazio a queste domande; gli insegnanti sono preparati all’ascolto, atteggiamento necessario per sviluppare un confronto serio e culturalmente fondato»

L’insegnamento «è infatti uno degli ambiti privilegiati attraverso i quali la Chiesa si è data il compito di ascoltare i giovani, obiettivo prioritario e urgente emerso anche dai lavori del recente sinodo sui giovani, come si legge nel documento finale in cui i giovani sono chiamati continuamente a compiere scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. Molti sperimentano come la loro voce non sia ritenuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale».

 

La Cgil: «Polizia sotto organico e le assunzioni programmate saranno insufficienti»

In servizio a Ravenna nel biennio 2018/2019 un totale di venti nuovi agenti ma il numero non basta nemmeno a sostituire quelli andati in pensione

2018.10.20 Digos Espulsione Straniero[236348]I venti nuovi agenti assegnati a Ravenna (12 già assunti nel 2018, otto che arriveranno a febbraio) non compenseranno le uscite previste, producendo un saldo negativo rispetto alle uscite. Dodici infatti i pensionamenti nell’anno appena trascorso a cui si aggiungeranno quelli del 2019 e le uscite di personale degli agenti che a breve saranno trasferiti ad altre province (due o tre unità). Questi numeri sono forniti dalla Silp Cgil che manifesta una forte preoccupazione per gli organici, sottolineando che anche a livello nazionale le misure predisposte dagli ultimi due governo sono del tutto insufficienti.

«A ciò si aggiunge- continua il sindacato –  il fatto che da un’analisi dei piani di assunzioni straordinari quinquennali di forze di polizia (Polizia di Stato, Penitenziaria, Carabinieri e Finanzieri) appare del tutto evidente che i futuri organici saranno insufficienti». In totale le ultime due leggi di bilancio (governo Gentiloni e Conte) prevedono in tutta Italia, fino al 2023, l’assunzione di 4.450 nuovi agenti che «non riusciranno nemmeno a compensare le uscite dovute ai pensionamenti, che ogni anno superano di molto le mille unità».
Per consentire una vera implementazione degli organici della Polizia di Stato «sarà necessario procedere nei prossimi anni a ulteriori, massicce assunzioni rispetto a quanto al momento programmato” e proprio per questo motivo il Silp Cgil ha chiesto, “per primo e da tempo, sia al precedente governo che al nuovo esecutivo un provvedimento specifico per le assunzioni e lo scorrimento delle graduatorie del concorso pubblico per 1.148 allievi agenti indetto nel 2017».

Risponde Gianni Tonelli, segretario generale aggiunto del Sindacato autonomo di polizia (Sap) e deputato della Lega: «È il colpo di coda di una politica infausta realizzata dai precedenti governi che hanno continuamente tagliato sulla sicurezza e che hanno debilitato l’intero apparato in tutto il Paese. Ravenna non si sottrae a questo destino, ma per fortuna, in questa legge di bilancio, vi è stata un’inversione totale di tendenza. Non dobbiamo dimenticare che nel luglio 2016, la Legge Madia, aveva pianificato il taglio di 45.000 uomini nelle Forze dell’Ordine, mandando al collasso operativo il sistema e costringendo le varie forze di polizia a programmare la chiusura di una infinità di uffici. A Ravenna ad esempio, è stata abolita la squadra nautica e dovrà essere smantellata; era prevista la chiusura del nucleo di Polizia Postale e altri uffici di polizia stradale, compreso il commissariato di Lugo di Romagna. Questa finanziaria invece ha stanziato, con un’inversione totale di tendenza e con l’attenzione e pressione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, 700 milioni di euro proprio per il comparto sicurezza, prevedendo, per i prossimi cinque anni, l’assunzione straordinaria di 6150 operatori nelle forze di Polizia».

Turismo nel Delta del Po: arriva un bando per le piccole e medie imprese

I progetti saranno sostenuti nella misura del 40% con un importo minimo ammissibile pari a 20 mila euro e un importo massimo che può raggiungere i 100mila euro

Fenicotteri in valle
Fenicotteri in valle a Marina Romea

Sviluppare piccole e medie imprese nonché l’occupazione: questo lo scopo che si prefigge la Regione che ha appena lanciato un bando dedicato al Delta del Po, rivolto a società, consorzi definiti come micro e piccole imprese, associazioni Temporanee di Impresa (A.T.I.) o di scopo (A.T.S.), attivi come agenzie di viaggio, uffici di informazioni sul turismo locale e sugli alloggi per turisti, guide e accompagnatori turistici o in altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio, tour operator.

I progetti saranno sostenuti nella misura del 40% della spesa ammissibile in regime “de minimis” con un importo minimo ammissibile pari a 20 mila euro e un importo massimo che può raggiungere i 100mila euro. Tra le spese ammissibili quelle per la costituzione della forma associativa e/o per l’avvio di nuove imprese, l’organizzazione di eventi di lancio e promozione dei prodotti turistici anche sportivi coerenti con la strategia di marketing; la partecipazione a fiere in cui non sia già organizzata la presenza degli operatori mediante la Destinazione turistica Romagna o APT servizi, la partecipazione a workshop e BtoB di ambito turistico, la partecipazione a programmi televisivi specializzati nel turismo; l’organizzazione e realizzazione di tour promozionali; la realizzazione di cataloghi turistici specifici di promozione della sub-destinazione e brand “Delta del Po” destinati ai mercati nazionali e/o internazionali; azioni di web-marketing che comprendano spese di consulenza e materiali necessari compreso acquisto di immagini fotografiche, video.  Il termine per la presentazione delle domande scade alle 17 del 28 febbraio 2019.

“Si tratta di un’opportunità per gli operatori del turismo – afferma l’assessore al turismo Giacomo Costantini – per promuovere e valorizzare la grande risorsa naturalistica che il nostro territorio può proporre a partire dal Parco del Delta, in linea con la strategia che l’amministrazione sta perseguendo: con accordi e collaborazioni con altri comuni (Cervia e Comacchio in particolare o i contratti di Fiume) o eventi sostenuti, ottime le esperienze di Ravenna Running Tour o Festival Natura. Wellness e ambiente sono in crescita tra le motivazioni di visita di un territorio, vanno quindi promossi, infrastrutturati e supportati dalle esperienze che il turista può fare. Spero che la piccola e media impresa guardi con interesse a questo bando che può essere occasione di crescita dell’impresa in particolare e dell’offerta del territorio in generale”.

.

«La società Stepra voluta dal Pd è a rischio crac e nessuno fornisce spiegazioni»

La Pigna insiste sulle vicende della realtà a controllo pubblico partecipata dalle amministrazioni locali: in liquidazione da cinque anni, da due anni non vengono depositati i bilanci, una banca ha chiesto il fallimento, il tribunale deve decidere sulla richiesta di concordato

Palazzo Provincia Ravenna«Da luglio 2017 pende un’istanza di fallimento a carico della società Stepra, in liquidazione dal 2013, presentata da una delle banche creditrici ma Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente della Provincia che sono tra i soci, non ha ancora detto una parola sulla drammatica situazione debitoria, finanziaria e patrimoniale in cui versa la società immobiliare». La lista civica la Pigna torna sulle vicende della società a controllo pubblico e lamenta una presunta mancanza di trasparenza da parte del primo cittadino.

La consigliera comunale Veronica Verlicchi mette in fila le tappe più recenti del caso: «Negli anni di attività, gli amministratori della Stepra hanno acquistato e urbanizzato terreni per insediamento di attività produttive per 909 mila metri quadrati vendendone fino al momento della liquidazione meno della metà, e cioè 395.190. Il 12 settembre 2018 il liquidatore Giovanni Nonni ha presentato una richiesta di concordato, 14 mesi dopo l’istanza di fallimento. I risultati economici dal 2013 al 2015 dimostrano come l’intero capitale sociale di 2,16 milioni di euro, composto tutto da soldi pubblici, sia stato bruciato. E i soci pubblici si permettono pure di non depositare i bilanci 2016 e 2017 impedendo così ai creditori, tra cui lo Stato, di conoscere la reale situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Stepra». C’è poi il ruolo del liquidatore: «Il mandato doveva concludersi nel 2017 e invece è ancora in corso con continue proroghe con un compenso di circa 30mila euro all’anno. La Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, in data 10 aprile 2018, ha sollecitato il liquidatore ed i soci pubblici ad assumere le opportune iniziative per una rapida conclusione delle procedure di liquidazione».

La proposta di concordato preventivo, non ancora accettata dal Tribunale di Ravenna, «si basa sull’intervento di una società finanziaria che, nelle intenzioni, vorrebbe garantire i pagamenti ai creditori assegnando loro partecipazioni ad un fondo di investimento immobiliare creato allo scopo». Secondo Verlicchi si vuole scaricare il rischio su chi deve, da anni, essere pagato: «In pratica si propone ai creditori di diventare proprietari dei terreni invenduti da anni che sono stati acquisiti da Stepra grazie ai finanziamenti concessi dagli stessi. Una proposta che noi giudichiamo davvero vergognosa».

Secondo la Pigna sarebbe opportuno che «i soci pubblici, al fine di tutelare la società, avviino un’azione di responsabilità verso gli ex amministratori e verso il liquidatore. De Pascale va svegliato dal suo sonno e per farlo, abbiamo presentato al Consiglio comunale, una apposita mozione. Certo, ci rendiamo conto del suo fortissimo imbarazzo nel non andare ad accettare eventuali responsabilità nei confronti degli ex amministratori scelti dal Pd ma gli effetti del suo imbarazzo non devono gravare sulle tasche dei ravennati».

Esce a comprare le sigarette ma è ai domiciliari: arrestato un 48enne

Un 48enne ha telefonato al datore di lavoro per dire che non sarebbe andato a lavorare ma è stato rintracciato dall’Arma mentre rincasava

Arresto SigarettiLa voglia di fumare, o forse di fare una passeggiata, è costata cara  ad un 48enne albanese. L’uomo era detenuto agli arresti domiciliari, con il permesso di recarsi al lavoro. Nella mattinata di lunedì 14 gennaio ha però telefonato al datore di lavoro per dirgli che sarebbe rimasto a casa perché indisposto.

Quando i carabinieri di Ravenna hanno suonato però non c’era. L’Arma lo ha rintracciato mentre tornava a casa dopo aver acquistato un pacchetto di sigarette ed è stato arrestato di nuovo per evasione.  Stamani dopo la convalida del provvedimento, il Giudice del Tribunale di Ravenna a seguito della richiesta dell’interessato gli ha concesso i termini a difesa rinviando la celebrazione dell’udienza.

Droga in casa, coltello in auto: denunciato un 54enne di Brisighella

Per lui è scattata una denuncia per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere e per la detenzione dello stupefacente

RAVENNA 27/12/2018. 2 PERSONE SU UNA AUDI A3 FUGGONO AD UN CONTROLLO DEI CARABINIERI

In auto aveva un coltello con una lama di undici centimetri. In casa aveva una piccola quantità di marijuana: per questo un 54enne di Brisighella è stato denunciato dai carabinieri di Faenza. L’uomo è stato sorpreso durante un controllo sulle strade del territorio che lo hanno fermato e hanno scoperto che aveva già precedenti di polizia. La sua auto è stata così perquisita ed è spuntata l’arma. A quel punto i carabinieri di Brisighella hanno deciso di estendere il controllo anche l’abitazione, dove è stata trovatala droga. Per lui è scattata una denuncia per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere e per la detenzione dello stupefacente.

Non si rassegna alla fine della storia e minaccia la ex: «Ti sfregio con l’acido»

Un uomo al termine della relazione ha cominciato a tormentare la donna, mandandole anche foto intime

StalkingNon si rassegnava alla fine della storia con la sua ex e ha cominciato a perseguitarla, minacciandola di sfregiarla con l’acido. Così un 45enne torinese, che si trova già in carcere perché sta scontando una condanna a cinque anni per estorsione, ora dovrà rispondere anche di stalking. Prima di essere arrestato l’uomo aveva causato un grave stato d’ansia e paura nella donna, costretta a cambiare le proprie abitudini e vivere in un clima di costante terrore nel caso di occasionali incontri con l’ex compagno.

Al termine della loro relazione – secondo le indagini della polizia – , ha posto in essere nei confronti della parte offesa continue vessazioni, consistite nel presentarsi all’uscita del luogo di lavoro, nel seguirla o appostarla sotto casa, nel telefonare o inviare messaggi ad ogni ora del giorno e della notte, nonché nell’esternare minacce, quali quella di condividere alcune fotografie intime sui “social network” e finanche di violentarla e gettarle dell’acido in volto. Il provvedimento restrittivo gli è stato notificato in carcere.

Verifiche tecniche post terremoto ultimate: il 16 gennaio le scuole saranno aperte

L’attività di verifica sui ponti di competenza comunale ha interessato 35 strutture e non sono stati rilevate particolari criticità che comportino l’adozione di provvedimenti specifici

RAVENNA 15/01/2019. SCOSSA DI TERREMOTOGli uffici tecnici del Comune stanno ultimando le verifiche delle condizioni dei plessi scolastici dell’intero territorio comunale, dopo il terremoto di stanotte. Alla luce dei positivi riscontri avuti finora dai tecnici comunali – e dai gestori per quanto riguarda le strutture private – e del fatto che i controlli sono cominciati dalle scuole più datate, il sindaco Michele de Pascale annuncia che domani, mercoledì 16 gennaio, le scuole saranno aperte. Qualora dalle ultime verifiche in corso emergessero situazioni particolari relative a singole scuole, ne verrà data puntuale comunicazione.

Parallelamente ai controlli nelle scuole, i tecnici comunali hanno effettuato quelli sui ponti maggiormente attenzionati e sull’edilizia vincolata di competenza del Comune. L’attività di verifica sui ponti di competenza comunale ha interessato 35 strutture e non sono stati rilevati particolari criticità che comportino l’adozione di provvedimenti specifici. Per quanto riguarda l’edilizia vincolata, sono stati rilevati alcuni elementi che necessitano di essere monitorati ma non di rilevante criticità.

Maestri (Possibile) sul terremoto: «Sicuri che le estrazioni non c’entrino?»

L’ex deputato vuole vederci chiaro su possibili collegamenti con l’offshore. Bernini (FI) preoccupata per le scuole del territorio

Andrea Maestri
Andrea Maestri

L’ex deputato Andrea Maestri, esponente della segreteria nazionale di Possibile, commenta il terremoto più forte degli ultimi trent’anni. Visto l’epicentro – Lido di Dante – il pensiero, dice Maestri, «corre preoccupato alla scellerata attività estrattiva della piattaforma Angela Angelina e non solo. Scientificamente il collegamento tra attività estrattiva e terremoti è molto controverso ma è lecito dubitare che epicentro e intensità siano casuali».

MAestri spiega di aver chiesto «alla deputata Rossella Muroni, che già aveva visitato Ravenna questa estate e si era impegnata per la chiusura della piattaforma, per la Camera dei Deputati e a Massimo Manzoli, per il Consiglio comunale di Ravenna, di attivarsi – se ne rileveranno le condizioni – con un immediato question time, nelle rispettive sedi istituzionali. Non escludo, se troveremo supporto in adeguati studi scientifici, un esposto in Procura per la verifica di eventuali ipotesi di reato».

Continua l’ex deputato: «Quand’anche non vi fosse un sufficiente supporto scientifico in tale direzione  riteniamo che il modello di sviluppo basato sullo sfruttamento delle energie fossili vada superato al più presto e una volta per tutte perché, questo è certo, produce subsidenza, rende il nostro territorio più fragile ed esposto, inquina e avvelena il nostro presente, ipotecando il nostro futuro».

Anna Maria Bernini, presidente del gruppo FI al Senato, ringrazia «vigili del Fuoco, protezione civile, forze dell’ordine e quanti sono impegnati per la verifica di eventuali danni, in particolare agli edifici scolastici che sono stati chiusi per precauzione». Gli eventi sismici riportano ancora una volta, sotto i riflettori, il tema della messa in sicurezza degli istituti scolastici che deve rimanere una ferma priorità di qualunque Governo. «Auspico che, fin dai prossimi giorni, si possa aprire un canale diretto tra territori e Governo per raccogliere le istanze che dovessero arrivare dai Comuni interessati dall’evento sismico. Su questo vigileremo con la massima attenzione, affinché con tempestività siano messi in campo strumenti di sostegno e aiuto ai Comuni e alle popolazioni nel caso dovessero essere riscontrati danni».

Barbaresi illude il Ravenna Women, ma con Papaleo c’è poco da ridere a Empoli

Calcio femminile B / In vantaggio alla fine del primo tempo, le giallorosse in tre minuti vengono raggiunte e superate dalla bomber toscana

Empoli-Ravenna Women 2-1
EMPOLI LADIES: Lugli, Boglioni, Di Guglielmo, Esperti, Prugna, Papaleo (44′ at De Rita), Acuti, De Vecchis, Parrini, Mastalli (44′ st Morucci), Begic. A disp.: Landi, Morucci, Mazzella, De Rita, Meropini, Cotrer, Lo Vecchio. All.: Pistolesi.
RAVENNA WOMEN: Copetti, Cameron (31′ st Cinque), Bouby (40′ st Raggi), Haanpaa, Colini, Greppi, Burbassi, Barbaresi, Montecucco (44′ st Giovagnoli), Cimatti, Filippi. A disp.: Cicci, Giovagnoli, Raggi, Pelloni, Cinque. All.: Piras.
ARBITRO: Caldera di Como
RETI: 7′ pt Barbaresi, 23′ st (rig.) e 26′ st Papaleo.
NOTE – Ammonite Filippi e Barbaresi.

Gol Empoli
La rete del successo dell’Empoli segnata da Papaleo

Seconda sconfitta consecutiva per il Ravenna Women che in terra toscana perde 2-1 in rimonta il match contro l’Empoli. Le romagnole partono bene ma poi subiscono la maggior freschezza atletica delle padrone di casa, che vincono con merito e portano a quattro le lunghezze di vantaggio in classifica sulle bizantine. Termina con un ko un girone di andata tutto sommato positivo per le ragazze di Piras, che chiudono la prima parte del campionato al terzo posto. Domenica prossima turno di riposo per gli impegni della nazionale, poi capitan Cimatti e compagne torneranno in campo in casa del Cittadella per il match valido per la prima giornata del girone di ritorno del campionato di Serie B.

Il tecnico Piras cambia modulo e opta per l’inedito 4-2-3-1 con Copetti tra i pali, Cameron, Greppi, Colini e Bouby in difesa, Barbaresi e Haanpaa in mediana, Burbassi, capitan Cimatti e Filippi alle spalle di Montecucco. Il match inizia nel migliore dei modi per il Ravenna Women che al 7′ passa in vantaggio con Barbaresi che sorprende Lugli direttamente da calcio d’angolo. Sembra essere il preludio per una gara in discesa per le ospiti, ma le padrone di casa reagiscono subito, diventano padrone del match e collezionano palle gol, che non si concretizzano solo grazie a due ottimi interventi di Copetti, a un salvataggio sulla linea di Greppi, e a un palo che a fine primo tempo salva ulteriormente la porta giallorossa.

Nella ripresa il copione non cambia, l’Empoli continua a creare occasioni e a metà secondo tempo prima pareggia dal dischetto e poi passa in vantaggio, con Papaleo che firma entrambe le reti. Il Ravenna Women prova a riportare il match in parità e va vicino al secondo gol prima con Burbassi, che da dentro l’area sfiora il palo sinistro della porta difesa da Lugli, e poi con Filippi,  che di testa costringe Lugli a un difficile intervento.

Risultati (11ª giornata): Roma XIV-Arezzo 0-2, Empoli-Ravenna Women 2-1, Inter-F.Mozzecane 6-0, Cesena-Milan Ladies 3-1, Genoa-Asd Roma 1-2, Cittadella-Lazio 1-1.

Classifica: Inter 33 punti; Empoli 25; Ravenna 21; Asd Roma 19; Fortitudo Mozzecane* e Cittadella 18; Milan Ladies e Cesena 11; Arezzo 10; Lazio 9; Genoa 7; Roma XIV 0* (* una partita in meno).

Ecco dove è stato sentito il terremoto di Ravenna: la mappa dell’Ingv

Oltre che in Romagna, scosse avvertite distintamente anche in Veneto, nelle Marche e in alcune zone della Toscana. Segnalazioni anche da Lazio e Lombardia

Terremoto Ravenna

Il terremoto di Ravenna è stato avvertito in gran parte dell’Italia centro settentrionale. Secondo il sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) la scossa arrivata poco dopo mezzanotte, di magnitudo 4.3 (dopo la riclassificazione della stessa Ingv che inizialmente l’aveva stimata a 4.6) è stata avvertita distintamente in tutta la Romagna e in buona parte dell’Emilia. Ma la scossa è stata avvertita anche in Veneto e nelle Marche.

La mappa viene elaborata sulla base di questionari inviati all’apposito sito web – www.haisentitoilterremoto.it – in cui le intensità sono determinate considerando tutte le segnalazioni pervenute dai cittadini con la compilazione dell’apposito questionario. I dati così raccolti sono trattati con un filtro automatico di tipo statistico. Per la compilazione della mappa sono stati inviati 5.229 questionari.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi