Le osservazioni sul funzionamento scolastico in risposta al problema sollevato da Alberto Ancarani e riguardo al nostro Bombolone
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di un lettore in risposta al Bombolone.
Sono da quattro anni rappresentante di classe e in Consiglio dell’Istituto comprensivo “M. Valgimigli” di Mezzano. Come genitore, ma prima ancora come cittadino, faccio mie le parole che Pietro Calamandrei scriveva nel 1946:
“i meccanismi della costituzione democratica sono costruiti per essere adoperati non dal gregge dei sudditi inerti, ma dal popolo dei cittadini responsabili: e trasformare i suoi sudditi in cittadini è un miracolo che solo la Scuola può compiere”.
Che alcuni insegnanti delle Medie vengano retribuiti dalle famiglie per la sorveglianza in mensa, in orario extrascolastico, non è neppure quasi degno di nota per chi ha una vaga idea dello stato della Scuola statale italiana. Al contrario, il problema è tutto quello che succede – o non succede – in orario scolastico.
Per la mia esperienza, la Scuola non solo ha fatto propria la logica aziendalista ma ne è anche preda. L’autonomia scolastica ha portato a subordinare tutto al bilancio di Istituto, non solo per l’istruzione ma anche per quel che dovrebbe essere indispensabile per l’ordinario funzionamento. Quanto maggiori sono le risorse finanziarie di cui dispone la Scuola, tanto maggiore è l’offerta formativa agli studenti.
Brutalmente, è un problema di soldi. E se i soldi mancano, si inizia chiedendo il contributo cosiddetto “volontario” ai genitori. In seconda battuta, si chiede aiuto ai possibili mecenati o si accettano gli sponsor commerciali, quest’ultimi ben consapevoli del ritorno di immagine. Il “contributo volontario”, negli Istituti comprensivi, si aggira sui 12/15 euro ed è solo una piccola parte di quanto è richiesto alle famiglie.
Solitamente copre il costo delle fotocopie distribuite ai bambini, ma in certi Istituti perfino qualcosa del materiale igienico (anche se dovrebbe essere “destinato all’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni”. Nel 2014, un Istituto del lughese si aggiudicò la fornitura di ben 1.500 rotoli di carta igienica grazie ad un concorso di un’azienda produttrice. Nel 2016, una Scuola primaria di Ravenna fu ben lieta di ricevere una Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) grazie agli scontrini emessi da una catena di fast food. Ancora nel 2016 un
produttore di pneumatici trovò adesione in diverse Scuole della Provincia per un progetto sulla mobilità sostenibile, che prevedeva la
fornitura di materiali sponsorizzati. Diverse scuole ricordano ai genitori che fare la spesa nei punti vendita di una società della grande
distribuzione organizzata, permette di raggiungere punteggi utili all’assegnazione di LIM, notebook, stampanti, tablet, dizionari. Non
ultimo, l’invito a riciclare per potere poi ricevere risme di carta e denaro dall’azienda affidataria del servizio rifiuti.
Molto di quanto migliora l’offerta formativa deve essere pagato o dalle famiglie o dalla beneficenza – appunto, più o meno interessata – di soggetti esterni. Chi non ha mai partecipato ad una festa di Natale o di fine anno scolastico in cui si raccolgono fondi per la Scuola? Denaro per i bisogni più diversi: dal materiale di consumo fino alla riparazione di una LIM o l’acquisto di un computer.
In questo contesto aziendalista, si inserisce il processo di valutazione con le prove Invalsi, già al termine della seconda classe della scuola primaria. Dallo scorso anno scolastico, è stata introdotta la prova Invalsi di inglese al quinto anno della scuola primaria e questo rende bene come tutte le dichiarazioni sulle competenze, gli stili di apprendimento ed early language learning si scontrino con la negazione
dei mezzi necessari.
La legge finanziaria 2005, affidò a insegnanti non specialisti l’insegnamento delle lingue straniere nella Scuola primaria. Poi, nel 2008, la Ministra Gelmini, nello schema di piano programmatico del suo Ministero definì come fosse possibile insegnare inglese alla Scuola primaria con una “formazione linguistica obbligatoria della durata di 150/200 ore”. Il risultato imbarazzante, quando non comico, è che a qualche genitore càpita di correggere le correzioni dell’insegnante di inglese. E in questi casi, poiché la conoscenza dell’inglese è oggi tanto importante quanto cento anni fa la conoscenza dell’italiano, è solitamente alle famiglie che tocca il pagamento del potenziamento linguistico così come di qualsiasi altra attività, che sia uno spettacolo teatrale, la visita di una città vicina, il costo del trasporto oppure i diversi laboratori svolti all’interno del plesso scolastico. E la medesima quota è chiesta a ciascun partecipante, al figlio del disoccupato come al figlio del benestante.
L’opera di sostanziale impoverimento della Scuola è ben proseguita con i Governi di altra parte politica. La Legge di stabilità 2015 ha previsto che i dirigenti scolastici non possono conferire le supplenze per i primi 7 giorni di assenza del personale ATA e per il primo giorno, del personale docente. La norma risulta ancora in vigore nonostante, anche a Ravenna, molti genitori avessero protestato per quel che era percepito il venire meno della Scuola come luogo di istruzione. E per finire, la Legge di Bilancio 2019 prevede da qui al 2021, circa 4 miliardi in meno per l’Istruzione scolastica.
Il sostanziale disinvestimento nell’istruzione pubblica è questione di almeno 15 anni. Dei diversi schieramenti politici che hanno governato l’Italia, riprendendo il tema di una petizione europea, si potrebbe riassumere che, tutti, “hanno scelto l’ignoranza”.
Fabio Zauli
Il 75 per cento degli alunni delle scuole ravennati scegli di avvalersi dell’ora di religione. I dati sono forniti dalla diocesi e in particolare dall’ufficio Catechistico della Pastorale scolastica, diretta da don Andrea Bonazzi. Secondo quanto si legge nella lettera, firmata anche dall’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, l’ora di religione è «un’occasione di ascolto delle domande più profonde e autentiche degli alunni, da quelle più semplici e radicali dei piccoli a quelle più provocanti degli adolescenti. Le indicazioni attuali ai docenti per l’insegnamento della Religione cattolica danno ampio spazio a queste domande; gli insegnanti sono preparati all’ascolto, atteggiamento necessario per sviluppare un confronto serio e culturalmente fondato»
I venti nuovi agenti assegnati a Ravenna (12 già assunti nel 2018, otto che arriveranno a febbraio) non compenseranno le uscite previste, producendo un saldo negativo rispetto alle uscite. Dodici infatti i pensionamenti nell’anno appena trascorso a cui si aggiungeranno quelli del 2019 e le uscite di personale degli agenti che a breve saranno trasferiti ad altre province (due o tre unità). Questi numeri sono forniti dalla Silp Cgil che manifesta una forte preoccupazione per gli organici, sottolineando che anche a livello nazionale le misure predisposte dagli ultimi due governo sono del tutto insufficienti.
«Da luglio 2017 pende un’istanza di fallimento a carico della società Stepra, in liquidazione dal 2013, presentata da una delle banche creditrici ma Michele de Pascale, sindaco di Ravenna e presidente della Provincia che sono tra i soci, non ha ancora detto una parola sulla drammatica situazione debitoria, finanziaria e patrimoniale in cui versa la società immobiliare». La lista civica la Pigna torna sulle vicende della società a controllo pubblico e lamenta una presunta mancanza di trasparenza da parte del primo cittadino.
La voglia di fumare, o forse di fare una passeggiata, è costata cara ad un 48enne albanese. L’uomo era detenuto agli arresti domiciliari, con il permesso di recarsi al lavoro. Nella mattinata di lunedì 14 gennaio ha però telefonato al datore di lavoro per dirgli che sarebbe rimasto a casa perché indisposto.
Non si rassegnava alla fine della storia con la sua ex e ha cominciato a perseguitarla, minacciandola di sfregiarla con l’acido. Così un 45enne torinese, che si trova già in carcere perché sta scontando una condanna a cinque anni per estorsione, ora dovrà rispondere anche di stalking. Prima di essere arrestato l’uomo aveva causato un grave stato d’ansia e paura nella donna, costretta a cambiare le proprie abitudini e vivere in un clima di costante terrore nel caso di occasionali incontri con l’ex compagno.
Gli uffici tecnici del Comune stanno ultimando le verifiche delle condizioni dei plessi scolastici dell’intero territorio comunale, dopo il terremoto di stanotte. Alla luce dei positivi riscontri avuti finora dai tecnici comunali – e dai gestori per quanto riguarda le strutture private – e del fatto che i controlli sono cominciati dalle scuole più datate, il sindaco Michele de Pascale annuncia che domani, mercoledì 16 gennaio, le scuole saranno aperte. Qualora dalle ultime verifiche in corso emergessero situazioni particolari relative a singole scuole, ne verrà data puntuale comunicazione.

