venerdì
08 Maggio 2026

Il Pri ricorda Bruno Benelli a 50 anni dalla morte con un volume

Il libro dedicato al “sindaco dei giovani” è stato curato da Giannantonio Mingozzi e vede scritti di Patuelli, Ravaglia, Ballestrazzi, Argnani, Ancisi, Bondi, Dirani e Mazzotti

Benelli 001A 50 anni dalla morte  di Bruno Benelli (7 agosto 1968) Sindaco di Ravenna negli anni sessanta, colleghi amministratori, amici e compagni di partito ne rievocano la figura di uomo, di politico anti fascista e di maestro. I loro racconti, le testimonianze legate alla vita amministrativa, cosi come alla quotidianità e alla amicizia, sono stati raccolti in una pubblicazione voluta dal Pri di Ravenna dal titolo Bruno Benelli Sindaco dei giovani, edito da Moderna. Eugenio Fusignani, Vicesindaco e Segretario provinciale del Pri è l’autore della prefazione mentre il curatore è l’ex vicesindaco Giannantonio Mingozzi.

Sessantaquattro pagine da cui scaturisce il ritratto di una persona competente, colta, umana e capace di intercettare, come solo i grandi sanno fare, le sollecitazioni dei tempi e della storia.  Secondo Fusignani e Mingozzi: «A lui si deve la realizzazione di opere di fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio ravennate che hanno contribuito a definirne l’identità fino ai giorni nostri. Il valore del suo impegno istituzionale da repubblicano ha prodotto interventi oggi attualissimi come il nuovo acquedotto che la sua giunta realizzò di fronte a tante polemiche e che anticipò l’acquedotto di Romagna, l’acquisizione della Rocca Brancaleone, la ristrutturazione della Loggetta Lombardesca e la riapertura del Teatro Alighieri, la scuola media Guido Novello, gli interventi su 12 scuole del forese, un nuovo centro di formazione professionale, l’impegno sul porto con le aree messe a disposizione alla Sapir, il sostegno a Sarom ed Eni per lo sviluppo industriale e alcune infrastrutture di servizio per l’energia elettrica, l’acqua e le fognature realizzate in centri della costa a protezione dei principali monumenti cittadini».

Al libro hanno collaborato con propri scritti Antonio Patuelli, Gianni Ravaglia, Domenico Berardi, Vanni Ballestrazzi, Romano Argnani, Alvaro Ancisi, Giuliano Bondi, Ennio Dirani e Mauro Mazzotti. Il libro contiene altresì i programmi delle giunte Benelli, il decreto del Presidente della Repubblica del 1964 per la costituzione del comitato celebrativo della nascita di Dante Alighieri di cui primo componente fu proprio il Sindaco Benelli.

Bruno Benelli inizia la sua carriera di amministratore come Consigliere comunale nel 1951, all’età di 29 anni, poi nel 1956 il sindaco Cicognani lo chiama in giunta e dopo varie parentesi di commissari prefettizi, il 23 febbraio 1963 il Consiglio comunale lo elegge sindaco, e il 2 febbraio 1967 viene riconfermato alla carica che ricoprirà fino al 22 febbraio 1967, data in cui rassegnerà le sue dimissioni. Morirà il 7 agosto 1968 all’età di 46 anni. La sua prima giunta era composta da Sauro Camprini, Gustavo Gradassi, Ferruccio Ronconi e Silvano Foschi per il PRI, Luciano Cavalcoli, Romano Argnani, Gaetano Gentile, Francesco Strigoli per la DC, Ennio Dirani, PSI, ed Ennio Ricci, PSDI. A Bruno Benelli è intitolato lo Stadio comunale la cui realizzazione avvenne proprio nel periodo in cui Benelli è stato sindaco.

 

Bando per la riqualificazione del “Bagno dei militari” a Marina

La procedura riservata (per ora) ai 35 titolari di bagni erosi sui nove lidi ravennati

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Il bagno dei militari

Il “Bagno dei militari” a Marina di Ravenna sarà oggetto il prossimo settembre di un bando del Comune per la riqualificazione e la gestione. Al bando potranno partecipare i soli titolari di bagni erosi, cioè quelli in zone sottoposte a erosione, 35 per la Regione Emilia-Romagna, presenti nei nove lidi ravennati. Il vincitore della procedura avrà l’obbligo di demolire la propria struttura per ripristinare la spiaggia libera e di recuperare il “Bagno dei militari”.
Lo stabilimento balneare fino a una quindicina di anni fa è stato in uso all’Esercito. Il manufatto, attualmente in stato di abbandono, è stato consegnato al Comune ad inizio luglio, dopo che il ministero della Difesa ha restituito l’area demaniale alla Capitaneria di porto.
«Abbiamo raggiunto un buon risultato. Elimineremo il degrado del bagno e daremo la possibilità ad imprenditori interessati di investire a Marina di Ravenna che –  afferma l’assessore allo sviluppo economico Massimo Cameliani durante il sopralluogo alla struttura – rappresenta una località molto importante del nostro territorio per il turismo. Siamo riusciti a trovare un punto di accordo con il sostegno della Regione e della Capitaneria. La proprietà rimane al demanio marittimo e all’assegnatario della gestione andrà l’onere della bonifica. L’affidamento non potrà superare i 20 anni, come prevede la normativa. Se andasse deserto il primo bando ne apriremo un secondo a fine anno aperto a tutti».

Fusignano: raccolta fondi per acquistare due lettere di Arcangelo Corelli

La proposta lanciata dalla Pro Loco, le missive del musicista risalgono al 1679 e al 1711 e sono acquistabili dalla casa d’asta Sotheby’s

Arcangelo Corelli
Arcangelo Corelli

Una raccolta fondi per regalare alla città di Fusignano due lettere autografe di Arcangelo Corelli: è questa l’idea lanciata dalla Pro loco di Fusignano, dopo che alcuni studiosi hanno informato il Comune e la stessa Pro loco che alla casa d’asta Sotheby’s di Londra sono andate all’incanto due lettere autografe scritte dal grande musicista fusignanese.

«Ci siamo subito attivati per valutare le possibilità per la comunità fusignanese di entrare in possesso di questo prezioso materiale – ha dichiarato Lino Costa, presidente della Pro loco -. Ad oggi il certificato di battesimo di Arcangelo Corelli, conservato presso l’archivio parrocchiale, è la sola testimonianza che abbiamo del nostro famoso concittadino».

L’asta è poi andata deserta e le lettere, una datata 3 giugno 1679 e l’altra 21 ottobre 1711, sono quindi disponibili alla vendita diretta. L’acquisto è stato prenotato per un controvalore di 10mila euro. «Fusignano è un piccolo paese, ma orgoglioso di ricordare i grandi maestri a cui ha dato i natali – ha dichiarato il sindaco Nicola Pasi -. Siamo convinti che numerosi cittadini vorranno aderire per il buon successo di questa iniziativa».

Per partecipare è necessario contattare i promotori: Alberto Valenti (339 6083358), Sergio Baroni (333 2804000), Lino Costa (338 5841522). È possibile anche fare direttamente un bonifico bancario intestato alla Pro loco di Fusignano, Cassa di risparmio di Ravenna, Iban IT 63Q0627067560CC0270220548.

 

Aperto il bando per il premio Righini Ricci dedicato agli autori per ragazzi

Si può partecipare con romanzi e raccolte di racconti per un pubblico tra gli 11 e 15

La Biblioteca Comunale Di Conselice (2)
La Biblioteca comunale di Conselice

È aperto il bando per la XIII edizione del premio di letteratura per ragazzi “Giovanna Righini Ricci”, aperto agli scrittori italiani e stranieri autori di un romanzo o di una raccolta di racconti inediti per ragazzi tra gli 11 e i 15 anni.

Le opere dovranno pervenire entro il 15 ottobre. La commissione giudicatrice – costituita da rappresentanti del mondo della cultura, delle biblioteche e della scuola – segnalerà alla giuria ragazzi dell’istituto comprensivo di Conselice (composta dalle classi seconde della scuola secondaria di primo grado) le opere finaliste per la scelta di quella da premiare. All’opera vincitrice sarà assegnato un premio di 3mila euro. Il bando integrale è consultabile sul sito comunale www.comune.conselice.ra.it. Le opere vincitrici delle precedenti edizioni sono state diffuse in scuole, librerie, biblioteche.

Il premio è indetto dal Comune di Conselice e si avvale del patrocinio dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Ravenna, dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, del Cento per il libro e la lettura (Cepell).

Per ulteriori informazioni, contattare la biblioteca comunale “Giovanna Righini Ricci” al numero 0545 986930/28, email righiniricci@sbn.provincia.ra.it.

Giovanna Righini Ricci (Lugo 1933 – Bologna 1993) è stata un’educatrice e scrittrice di larga fama, in particolare in ambito scolastico, e ha dato un significativo contributo nel processo di formazione degli adolescenti attraverso una intensa attività di insegnante, varie pubblicazioni a carattere didattico e psicopedagogico, e numerosi romanzi per ragazzi. Tutte le sue opere sono disponibili presso la biblioteca comunale a lei intitolata a Conselice, dove si possono trovare anche informazioni, valutazioni, ricordi sulla scrittrice. Quella di quest’anno è la prima edizione del premio dopo la morte dell’ingegnere Ido Righini, marito della scrittrice, nonché promotore e mecenate del concorso fino alla scorsa edizione.

Un detenuto su due ha problemi di tossicodipendenza

A garantire l’assistenza sanitaria cinque medici e quattro infermieri più vari specialisti

Grate CarcereInquadrare lo stato di salute della persona ma anche riuscire a capire come reagirà ritrovandosi dalla vita quotidiana a dietro alle sbarre: questo è l’obiettivo dell’équipe medica a cui compete l’assistenza sanitaria in carcere.

In servizio a Port’Aurea quattro medici di medicina generale e quattro infermieri seguiti da un coordinatore, dal 2008 tutti passati dal ministero di Giustizia all’Ausl. A loro si affiancano alcuni specialisti (psicologo, psichiatra, dermatologo, infettivologo) che sono presenti solo alcune ore settimanali. Infine per altre necessità si chiama lo specialista solo al momento del bisogno oppure il detenuto viene scortato all’esterno nell’ambulatorio specifico (come accade con il dentista e il cardiologo).

La legge prevede che la prima visita medica generale debba avvenire entro le 24 ore dall’ingresso del detenuto in carcere. A Ravenna, grazie anche alla ridotta dimensione della struttura, questa avviene entro poche ore dall’arrivo dell’arrestato. La struttura è poi dotata di un protocollo interno che prevede una seconda visita il giorno successivo alla prima, per aggiornare eventuali informazioni che il paziente al primo colloquio potrebbe aver dimenticato, complice la concitazione dei momenti. Ma anche per avere subito una misurazione dell’impatto sul soggetto. Tutta la cartella clinica confluisce in un fascicolo elettronico a disposizione di tutta l’amministrazione carceraria, facilitando le cose in caso di trasferimento fra strutture.

Trattandosi di una casa circondariale, il turn over è piuttosto delevato: a fronte di 80-90 detenuti, in un anno si registrano 350-400 ingressi. L’approccio medico avviene senza dare troppo peso alla durata della permanenza anche perché non sempre il detenuto sa quanto resterà.
Se si tiene conto che circa la metà dei detenuti ha problemi di tossicodipendenze, è facile immaginare quali siano i disagi e le patologie più frequenti da gestire. In ogni caso ogni detenuto al mattino al passaggio degli agenti della Polpen può fare richiesta di essere visitato per eventuali disturbi.

Ogni settimana si riunisce la commissione per il rischio suicidiario: obiettivo è la condivisione fra tutte le parti della macchina carceraria delle informazioni sui singoli detenuti cercando di avere un quadro più possibile completo per accendere i campanelli di allarme. Negli ultimi dodici mesi due episodi, dopo quasi dieci anni senza casi. Per quanto riguarda i fenomeni di autolesionismo ne sono accaduti quattro nel 2018 e tre nel 2017.

Il Ravenna inizia la stagione nel modo migliore superando il Rimini in Coppa Italia

Calcio C / Davanti a un pubblico già in clima campionato i giallorossi emergono alla distanza e grazie a un gran gol di Papa conquistano i primi tre punti ufficiali della nuova stagione, aggiudicandosi il derby con i rivali biancorossi

Ravenna-Rimini 1-0

RAVENNA (4-3-3): Venturi; Eleuteri, Ronchi, Lelj, Bresciani; Papa, Jidayi, Maleh (14′ st Siani); Galuppini (37′ st Trovade), Raffini (14′ st Magrassi), Selleri (28′ st Sabba). A disp.: Spurio, Scatozza, Boccaccini, Pellizzari, Martorelli, Sangiorgi, Tunde, Barzaghi. All.: Foschi.

RIMINI (3-4-1-2): Scotti; Venturini, Brighi, Petti; Simoncelli (18′ st Buscè), Variola (45′ st Badjie), Alimi (18′ st Montanari), Guiebre; Arlotti; Cecconi (29′ st Battistini), Volpe. A disp.: De Angelis, Nava, Serafini, Viti, Marchetti, Serafino, Cavallari. All.: Righetti.

ARBITRO: Di Graci di Como.

RETE: 29′ st Papa.

NOTE: Ammoniti: Alimi, Bresciani, Selleri (dalla panchina), Arlotti, Galuppini. Spettatori 1.471 per un incasso di 4570 euro. Angoli 2-5. Recupero: 0’ e 3’.

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La gioia dei giallorossi dopo il gol di Papa

Nella prima ufficiale da tre punti, il match d’esordio di Coppa Italia, in un “Benelli” che offre un bel colpo d’occhio per essere la prima domenica d’agosto (ben 1500 paganti), il Ravenna si aggiudica il derby con il Rimini, iniziando così la stagione nel modo migliore. I giallorossi subiscono l’inizio aggressivo degli ospiti, sono tenuti in piedi da Venturi, autore di due pregevoli interventi, poi crescono alla distanza, finendo per imporre il proprio gioco e imporsi grazie a un pregevole gol di Papa, che non poteva festeggiare in modo migliore la nascita, giusto una settimana fa, del figlio Giovanni.

Primo tempo Pochi giri di lancette e prima Cecconi di testa e poi Guiebre, a conclusione di una bella iniziativa personale sulla sinistra, capiscono subito perché Venturi è tra i migliori portieri della categoria. La reazione del Ravenna è affidata a Galuppini che prima calcia a lato un diagonale e poi centra lo specchio ma trova Scotti pronto ad opporsi in due tempi. Un minuito dopo, al 34’, Papa mette in mezzo dalla destra, Bresciani da ottima posizione incorna alto di un soffio. Ancora Guiebre al tiro e ancora Venturi bravo ad opporsi in angolo. Al 44′ Eleuteri cross col contagiri di Eleuteri, Raffini prova l’incornata sottomisura, fallendo il bersaglio di poco.

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L’esultanza finale dei calciatori del Ravenna

Secondo tempo Il Ravenna mantiene una certa supremazia ma non riesce a finalizzare, poi al 29’ la grande azione che decide il match:  da Bresciani, tocco all’indietro per Siani, che vede l’inserimento centrale di Papa e sforna un assist al bacio per il gran colpo di testa del centrocampista che mette sotto l’incrocio. I giallorossi controllano bene la reazione del Rimini che si fa vedere al tiro solo al 47’ con Buscè, ma senza creare eccessivi problemi a Venturi. Finisce 1-0 per il Ravenna, che incamera, come l’anno scorso, la vittoria all’esordio, cogliendo in questo gli auspici di una soddisfacente stagione.

Il canottiere Rosetti chiude al quarto posto la sua esperienza al campionato europeo

Canottaggio / Discreto risultato in Scozia per l’otto azzurro che comprende l’atleta ravennate nella finale vinta dalla Germania. Prossimo appuntamento i Mondiali a settembre. Festeggia l’oro Rambaldi, ex Canottieri Ravenna

Rosetti Primo Sinistra
Il ravennate Bruno Rosetti è il primo da sinistra (foto Perna)

Si è conclusa con una discreta quarta posizione la partecipazione di Bruno Rosetti al campionato europeo assoluto di canottaggio disputato a Glasgow, in Scozia. L’otto azzurro formato dal ravennate e da Perino, Mumolo, Gabbia, Liuzzi, Lodo, Paonessa, Pietra Caprina e dal timoniere D’Aniello si è piazzato ai piedi del podio nella finale vinta dalla Germania, che al traguardo ha preceduto l’Olanda e la Romania. L’imbarcazione italiana, vincitrice del bronzo agli ultimi Mondiali di Sarasota (Stati Uniti), non è riuscita a esprimersi al meglio nella competizione continentale, ma avrà modo di riscattarsi alla prossima rassegna iridata in programma a Plovdiv, in Bulgaria, dal 9 al 16 settembre.

L’ammiraglia azzurra ha infatti concluso in acqua 1 un Europeo sfortunato in termini fisici, dal momento che dopo la sostituzione di Parlato con Infimo prima delle gare si registra anche quella di quest’ultimo, afflitto da lombalgia, con Matteo Lodo. L’Olanda è partita forte e si è messa in testa nelle prime battute, seguita dalla Romania. Le due ammiraglie sono passate incollate ai 500 metri, dove l’Italia ha transitato quinta a meno di un secondo dalla terza piazza occupata dagli inglesi. La gara è diventata ancora più spumeggiante grazie alla rientrante Germania, l’Olanda erano primi anche a metà percorso con quattro decimi sui tedeschi, mentre i britannici risultavano sempre terzi e l’Italia quinta. E’ rinvenuta la Romania, che ha scavalcato un’appannata Gran Bretagna, mentre più avanti la maestosa l’azione teutonica ha risucchiato l’Olanda, mettendosela alle spalle. L’Italia quinta ai 1500 metri ha iniziato le operazioni di rimonta, avvicinandosi alla Gran Bretagna. In chiusura la Germania ha guadagnato ancora terreno e si è laureata campione d’Europa, l’Olanda ha difeso il secondo gradino del podio dall’attacco della Romania mentre l’ammiraglia azzurra, autrice di un’ottima seconda parte, ha scavalcato i Sudditi di Sua Maestà concludendo l’Europeo al quarto posto.

Ordine d’arrivo: 1. Germania 5.27.48, 2. Olanda 5.29.51, 3. Romania 5.29.71, 4. Italia 5.31.75, 5. Gran Bretagna 5.31.95, 6. Russia 5.41.12.

Rambaldi d’oro Festeggia invece Luca Rambaldi, che ha vinto la medaglia d’oro continentale nel quattro di coppia: in finale l’Italia ha preceduto la Lituania e la Polonia, centrando un grande successo che mancava da qualche anno in una specialità molto importante come questa. L’atleta ferrarese, in forza nelle Fiamme Gialle, è cresciuto nella Canottieri Ravenna, svolgendo in maglia biancazzurra tutta la trafila nel settore giovanile.

Brucia ancora il deposito di legno, odore di fumo arriva fino alla pianura ravennate

Il materiale stoccato alla cava è ancora in fiamme. Situazione sotto controllo ma serviranno giorni per spegnerlo

Incendio 127686Da venerdì 3 agosto i vigili del fuoco sono impegnati nel controllo di un complicato incendio a Marzeno, nel Faentino, alla cava Zannona. A bruciare sono cataste di legname e le fiamme, seppur sotto controllo sono molto difficili da spegnere a causa della quantità di materiale stoccato  e dell’altra temperatura. A rendere tutto più complicato è la brezza che spira in collina. La colonna di fumo è visibile da chilometri, i residenti sono preoccupati per le emissioni anche se non sembrano esserci pericoli da questo punto di vista.

Odori sì, però. Tanto che nella mattinata di domenica l’odore acre della legna bruciata è arrivato fino in pianura. In molti, non sapendo dell’incendio, hanno telefonato alle autorità. Tanto da spingere il Comune ad una nota in cui si specifica la causa dell’odore – l’incendio faentino, appunto – e si rassicura che “le autorità competenti evidenziano che non ci sono rischi per la salute e che la situazione è sotto controllo, anche se le operazioni di spegnimento potrebbero durare alcuni giorni. E’ previsto che nelle prossime ore, col variare delle condizioni del vento, la situazione muti e l’odore tenda a sentirsi meno o a smettere di sentirsi nel territorio del comune di Ravenna”.

Il carcere invisibile: in 347 in provincia di Ravenna scontano fuori la loro pena

Le misure alternative alla detenzione concesse nel 2017. La messa alla prova si può ottenere una volta nella vita

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Questa foto come la copertina del settimanale e le altre del primo piano fanno parte di quelle scattate dai detenuti che hanno partecipato al corso di fotografia in carcere

Lo chiamano il carcere che non si vede. È composto dai condannati in esecuzione penale per reati minori e da chi ha terminato di scontare la pena da non più di sei mesi: loro possono ottenere le cosiddette misure alternative alla detenzione e di comunità. Percorsi di accoglienza, accompagnamento sociale, tirocini formativi e inserimenti lavorativi.

Nel 2017 in provincia di Ravenna ne hanno beneficiato 347 persone, poco più del dieci percento del totale regionale. La maggior parte (115) rientrano alla voce “messa alla prova”, una possibilità introdotta da una legge del 2014: «Per reati lievi è possibile chiedere l’interruzione del giudizio e dare la propria disponibilità per un monte ore da svolgere in uno degli enti convenzionati con il tribunale – spiega Maria Paola Schiaffelli, direttrice dell’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna (Uiepe) di Bologna –. Se c’è il consenso dell’eventuale parte lesa del reato viene concesso e quando è completato il percorso c’è l’estinzione del reato. Si tratta di una possibilità che si può ottenere una volta nella vita».

Da aprile 2015 il Comune di Ravenna mette a disposizione delle assistenti sociali uno spazio dotato di computer e telefoni per lo svolgimento delle attività organizzative e gestionali, e si fa carico dei costi delle utenze. Il Comune dal gennaio 2012 ha approvato la convenzione con il tribunale per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità. Nel corso del 2017 hanno svolto il lavoro di pubblica utilità con il Comune di Ravenna 11 persone (5 donne e 6 uomini) nelle attività di seguito elencate: controllo sull’utilizzo delle palestre, attività varie nelle biblioteche decentrate, accoglienza e sistemazione per la notte al dormitorio pubblico, preparazione e consegna “sportine” con viveri presso al dormitorio Re di Girgenti, controllo e assistenza ai bambini al doposcuola, insegnamento della lingua italiana alle persone straniere, attività nel centro stampa del Comune.

Danni da maltempo invernale: dalla Regione fondi per Casola Valsenio e Brisighella

Nei due comuni del comprensorio faentino arriveranno 118mila euro. Serviranno per ripristinare alcune opere di sicurezza

Neve 1 marzoUn pacchetto di 81 interventi di protezione civile da oltre 5 milioni e mezzo in una sessantina di Comuni per riaprire e ripristinare la viabilità locale e provinciale, ricostruire difese spondali, evitare l’isolamento di centri abitati, garantire la sicurezza di corsi d’acqua e versanti nelle province colpite dall’emergenza maltempo di febbraio e marzo. In provincia di Ravenna arriveranno 118mila euro, destinati ai territori di Casola Valsenio e Brisighella.

La Regione ha stanziato un totale di 9,5 milioni di euro  per continuare le opere di sicurezza del territorio dopo le piogge, le nevicate e il gelicidio dei mesi scorsi. “Con i 9 milioni e mezzo di euro assegnati all’Emilia-Romagna dal precedente Governo, la Regione ha predisposto un Piano per dare risposte concrete ai Comuni e alle comunità colpite dalle conseguenze delle precipitazioni abbondanti di febbraio e marzo- spiega Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente -. Un Piano condiviso con i territori che permetterà di assicurare un’importante boccata d’ossigeno ai bilanci degli enti locali, a fronte delle spese eccezionali legate alla rimozione della neve, e di rispondere alle principali criticità aperte con opere e lavori indispensabili per la sicurezza di chi vive e lavora in particolare in Appennino”.

Striscioni e lancio di vernice davanti alla sede di Forza Nuova a Solarolo

Lo slogan: “Oggi rosso, domani fuoco a più non posso”. Le bottiglie di vernice sono atterrate nel giardino senza toccare il muro

sede forza nuova
L’inaugurazione della sede di Forza Nuva

La sede di Forza Nuova a Solarolo è stata oggetto di un attacco politico nella notte tra venerdì e sabato. Secondo la responsabile provinciale Desideria Raggi il gesto è riconducibile a «balordi» facenti parte «dell’area antagonista locale». Nei pressi della struttura è stato attaccato uno striscione in cui si leggeva “Oggi rosso, domani fuoco a più non posso”. Sono state poi buttate anche delle bottiglie contenenti vernice contro la casa. Lancio troppo debole, però: le bottiglie sono atterrate nel giardino antistante.

Così commenta Raggi: «Certo che non è affatto carino ed educato venirci a trovare presso la nostra sede senza nemmeno suonare il campanello. Un gesto vigliacco degno dell’eredità gappista che nulla provoca in noi forzanovisti oramai abituati ad ogni sorta di minaccia e ben in grado di difenderci». Forza Nuova si dice pronta  «a difendere con ogni mezzo la Casa dei Patrioti di Solarolo che non rappresenta solo un luogo fisico del nostro movimento politico ma costituisce anche, e soprattutto, un avamposto di lotta e di azione contro il caos delle nostre città, una casa per tutti gli italiani indigenti, un approdo sicuro per famiglie e bambini che non vogliono farsi strappare di mano il proprio futuro».

Salvini, popstar sul canalino: il pubblico di Cervia in estasi per il vicepremier

Il ministro dell’Interno accolto da migliaia di persone alla festa della Lega. «Chiederemo le tasse agli albergatori falliti che hanno ospitato i profughi»

Cervia 04/08/2018. FESTA LEGA NORD ROMAGNA. Matteo Salvini
La festa della Lega Nord con Matteo Salvini. Tra il pubblico la fidanzata, Elisa Isoardi

Alle 20.30, un’ora prima del comizio, diresti che in fondo non c’è così tanta gente. Alle 21.30, in piazza dei Salinari non entra più uno spillo e per almeno duecento metri dall’altra parte del canalino di Cervia migliaia di persone assistono adoranti all’entrata in bicicletta del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Applaudono quando si alza in piedi – farà così per tutto il comizio, un po’ seduto e un po’ no, dipende dall’arringa -, piazzano le ovazioni nei punti più caldi del discorso (legge Fornero da smontare pezzetto per pezzetto; tasse troppo alte; immigrati-immigrati-immigrati), ridono alle sue battute. «Mai vista così tanta gente qui per un comizio – dirà alla fine – se non per quelli di Renzi». Si sbaglia per difetto: l’altro Matteo in Romagna non è stato troppo amato e un colpo d’occhio come quello che si avvertiva la sera del 4 agosto a Cervia non l’ha mai avuto nemmeno lui.

BOLOGNA 04/08/2018. FESTA LEGA NORD ROMAGNA. Matteo Salvini
Matteo Salvini sale sul palco

Più che populista, una popstar. Come da ultimo tormentone di Fabio Rovazzi, Salvini oggi può dire  quello che vuole. Non si fa pregare: in un’ora e un quarto di comizio, aperto dal segretario romagnolo della Lega Nord (e sottosegretario alla Giustizia) Jacopo Morrone che lo annunciava con l’enfasi del vocalist, il vicepremier spazia su tutto lo scibile in un consolidato repertorio. In prima fila la fidanzata Elisa Isoardi in completo nero tra il pubblico, lui arriva in bicicletta con la polo dei pompieri. Dice che gliel’ha suggerita il figlio («Metto questa o la camicia?», gli ha chiesto prima di uscire). Una carezza ai volontari della festa: «Hanno preso le ferie per venire qui per chiudere i cappelletti, mica come il Pd che per riempire i suoi stand ha bisogno di chiamare gli immigrati e i profughi che ha fatto venire in Italia».

L’esordio, però, è calcistico: «Partiamo dalle cose importanti: da milanista sono contento che Bonucci sia tornato alla Juventus e abbiamo preso Higuain». Pazienza, in questo caso, se in cambio di un italiano è arrivato, tecnicamente, un immigrato. In fondo è uno di quelli che a Salvini piacciono perché – dirà più avanti – «io non voglio i delinquenti ma  un’immigrazione che porti qui gli ingegneri e i professionisti». Anche il Pipita nel suo campo, specie in area di rigore, è un’eccellenza mondiale.

E gli altri? Aiutamoli a casa loro, certo: «Facciamo in modo che in Africa si costruiscano strade e opere che non costringono queste persone ad andarsene». Salvini rivendica il calo degli sbarchi e annuncia: «Per le tasse voglio fare il prossimo anno la rivoluzione che ora stiamo compiendo sull’immigrazione». A proposito: la “pacchia” pare finita pure per «quegli albergatori falliti che anche qui in Romagna hanno provato a raddrizzare i conti ospitando immigrati pagati dallo Stato: gli andremo a chiedere fino all’ultimo centesimo delle tasse che non hanno pagato».

BOLOGNA 04/08/2018. FESTA LEGA NORD ROMAGNA. Matteo Salvini
Un momento del comizio

Salvini, insomma, dice le cose che il pubblico si aspettava, con il tormentone immigrazione che torna puntuale su ogni tema. Alle migliaia di persone sul canalino Matteo per ora piace così. Le piccole feste della Lega Nord a Marina di Ravenna, nella piazza meno importante del paese e con poche centinaia di persone ad ascoltare Bossi, Calderoli e Maroni sembrano ormai un pallido ricordo. Sono spariti i simboli della Padania e le bandiere della Romagna che garrivano al vento rivendicando l’autodeterminazione della regione e la separazione dall’Emilia. Quisquilie, oggi: quella Lega lì è un’altra cosa rispetto a questa che si presenta a Cervia e che ormai è primo partito in Italia, al governo ostentando i muscoli in attesa – chissà – di conquistare municipi anche nell’ostica terra rossa che finora ha regalato qualche soddisfazione agli alleati pentastellati ma mai al Carroccio.

Il pubblico è variegato: ad occhio parrebbe prevalere una fascia d’età non più giovane ma nemmeno anziana. Quella, insomma, per cui la Fornero ha spostato la pensione un po’ troppo in là. Non mancano però le famiglie. Una bambina chiede alla mamma «chi è ‘sto Salvini?» e lei glielo indica là, nel maxischermo. «Beh, fatti fare l’autografo», dice la bimba. Il vero feticcio, però, è il selfie. Il comizio finisce con Romagna Mia intonata dal palco, dove nel frattempo sono saliti gli italianissimi volontari, e il vicepremier che si rende disponibile per le foto con il pubblico: «Salite qui, da destra, mi raccomando». La sinistra non è contemplata nemmeno come opzione spaziale e, in fondo, è da un po’ che non si vede.

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