Salvini, popstar sul canalino: il pubblico di Cervia in estasi per il vicepremier

Il ministro dell’Interno accolto da migliaia di persone alla festa della Lega. «Chiederemo le tasse agli albergatori falliti che hanno ospitato i profughi»

Cervia 04/08/2018. FESTA LEGA NORD ROMAGNA. Matteo Salvini

La festa della Lega Nord con Matteo Salvini. Tra il pubblico la fidanzata, Elisa Isoardi

Alle 20.30, un’ora prima del comizio, diresti che in fondo non c’è così tanta gente. Alle 21.30, in piazza dei Salinari non entra più uno spillo e per almeno duecento metri dall’altra parte del canalino di Cervia migliaia di persone assistono adoranti all’entrata in bicicletta del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Applaudono quando si alza in piedi – farà così per tutto il comizio, un po’ seduto e un po’ no, dipende dall’arringa -, piazzano le ovazioni nei punti più caldi del discorso (legge Fornero da smontare pezzetto per pezzetto; tasse troppo alte; immigrati-immigrati-immigrati), ridono alle sue battute. «Mai vista così tanta gente qui per un comizio – dirà alla fine – se non per quelli di Renzi». Si sbaglia per difetto: l’altro Matteo in Romagna non è stato troppo amato e un colpo d’occhio come quello che si avvertiva la sera del 4 agosto a Cervia non l’ha mai avuto nemmeno lui.

BOLOGNA 04/08/2018. FESTA LEGA NORD ROMAGNA. Matteo Salvini

Matteo Salvini sale sul palco

Più che populista, una popstar. Come da ultimo tormentone di Fabio Rovazzi, Salvini oggi può dire  quello che vuole. Non si fa pregare: in un’ora e un quarto di comizio, aperto dal segretario romagnolo della Lega Nord (e sottosegretario alla Giustizia) Jacopo Morrone che lo annunciava con l’enfasi del vocalist, il vicepremier spazia su tutto lo scibile in un consolidato repertorio. In prima fila la fidanzata Elisa Isoardi in completo nero tra il pubblico, lui arriva in bicicletta con la polo dei pompieri. Dice che gliel’ha suggerita il figlio («Metto questa o la camicia?», gli ha chiesto prima di uscire). Una carezza ai volontari della festa: «Hanno preso le ferie per venire qui per chiudere i cappelletti, mica come il Pd che per riempire i suoi stand ha bisogno di chiamare gli immigrati e i profughi che ha fatto venire in Italia».

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L’esordio, però, è calcistico: «Partiamo dalle cose importanti: da milanista sono contento che Bonucci sia tornato alla Juventus e abbiamo preso Higuain». Pazienza, in questo caso, se in cambio di un italiano è arrivato, tecnicamente, un immigrato. In fondo è uno di quelli che a Salvini piacciono perché – dirà più avanti – «io non voglio i delinquenti ma  un’immigrazione che porti qui gli ingegneri e i professionisti». Anche il Pipita nel suo campo, specie in area di rigore, è un’eccellenza mondiale.

E gli altri? Aiutamoli a casa loro, certo: «Facciamo in modo che in Africa si costruiscano strade e opere che non costringono queste persone ad andarsene». Salvini rivendica il calo degli sbarchi e annuncia: «Per le tasse voglio fare il prossimo anno la rivoluzione che ora stiamo compiendo sull’immigrazione». A proposito: la “pacchia” pare finita pure per «quegli albergatori falliti che anche qui in Romagna hanno provato a raddrizzare i conti ospitando immigrati pagati dallo Stato: gli andremo a chiedere fino all’ultimo centesimo delle tasse che non hanno pagato».

BOLOGNA 04/08/2018. FESTA LEGA NORD ROMAGNA. Matteo Salvini

Un momento del comizio

Salvini, insomma, dice le cose che il pubblico si aspettava, con il tormentone immigrazione che torna puntuale su ogni tema. Alle migliaia di persone sul canalino Matteo per ora piace così. Le piccole feste della Lega Nord a Marina di Ravenna, nella piazza meno importante del paese e con poche centinaia di persone ad ascoltare Bossi, Calderoli e Maroni sembrano ormai un pallido ricordo. Sono spariti i simboli della Padania e le bandiere della Romagna che garrivano al vento rivendicando l’autodeterminazione della regione e la separazione dall’Emilia. Quisquilie, oggi: quella Lega lì è un’altra cosa rispetto a questa che si presenta a Cervia e che ormai è primo partito in Italia, al governo ostentando i muscoli in attesa – chissà – di conquistare municipi anche nell’ostica terra rossa che finora ha regalato qualche soddisfazione agli alleati pentastellati ma mai al Carroccio.

Il pubblico è variegato: ad occhio parrebbe prevalere una fascia d’età non più giovane ma nemmeno anziana. Quella, insomma, per cui la Fornero ha spostato la pensione un po’ troppo in là. Non mancano però le famiglie. Una bambina chiede alla mamma «chi è ‘sto Salvini?» e lei glielo indica là, nel maxischermo. «Beh, fatti fare l’autografo», dice la bimba. Il vero feticcio, però, è il selfie. Il comizio finisce con Romagna Mia intonata dal palco, dove nel frattempo sono saliti gli italianissimi volontari, e il vicepremier che si rende disponibile per le foto con il pubblico: «Salite qui, da destra, mi raccomando». La sinistra non è contemplata nemmeno come opzione spaziale e, in fondo, è da un po’ che non si vede.

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