Il Pri ricorda Bruno Benelli a 50 anni dalla morte con un volume

Il libro dedicato al “sindaco dei giovani” è stato curato da Giannantonio Mingozzi e vede scritti di Patuelli, Ravaglia, Ballestrazzi, Argnani, Ancisi, Bondi, Dirani e Mazzotti

Benelli 001A 50 anni dalla morte  di Bruno Benelli (7 agosto 1968) Sindaco di Ravenna negli anni sessanta, colleghi amministratori, amici e compagni di partito ne rievocano la figura di uomo, di politico anti fascista e di maestro. I loro racconti, le testimonianze legate alla vita amministrativa, cosi come alla quotidianità e alla amicizia, sono stati raccolti in una pubblicazione voluta dal Pri di Ravenna dal titolo Bruno Benelli Sindaco dei giovani, edito da Moderna. Eugenio Fusignani, Vicesindaco e Segretario provinciale del Pri è l’autore della prefazione mentre il curatore è l’ex vicesindaco Giannantonio Mingozzi.

Sessantaquattro pagine da cui scaturisce il ritratto di una persona competente, colta, umana e capace di intercettare, come solo i grandi sanno fare, le sollecitazioni dei tempi e della storia.  Secondo Fusignani e Mingozzi: «A lui si deve la realizzazione di opere di fondamentale importanza per lo sviluppo del territorio ravennate che hanno contribuito a definirne l’identità fino ai giorni nostri. Il valore del suo impegno istituzionale da repubblicano ha prodotto interventi oggi attualissimi come il nuovo acquedotto che la sua giunta realizzò di fronte a tante polemiche e che anticipò l’acquedotto di Romagna, l’acquisizione della Rocca Brancaleone, la ristrutturazione della Loggetta Lombardesca e la riapertura del Teatro Alighieri, la scuola media Guido Novello, gli interventi su 12 scuole del forese, un nuovo centro di formazione professionale, l’impegno sul porto con le aree messe a disposizione alla Sapir, il sostegno a Sarom ed Eni per lo sviluppo industriale e alcune infrastrutture di servizio per l’energia elettrica, l’acqua e le fognature realizzate in centri della costa a protezione dei principali monumenti cittadini».

Al libro hanno collaborato con propri scritti Antonio Patuelli, Gianni Ravaglia, Domenico Berardi, Vanni Ballestrazzi, Romano Argnani, Alvaro Ancisi, Giuliano Bondi, Ennio Dirani e Mauro Mazzotti. Il libro contiene altresì i programmi delle giunte Benelli, il decreto del Presidente della Repubblica del 1964 per la costituzione del comitato celebrativo della nascita di Dante Alighieri di cui primo componente fu proprio il Sindaco Benelli.

Bruno Benelli inizia la sua carriera di amministratore come Consigliere comunale nel 1951, all’età di 29 anni, poi nel 1956 il sindaco Cicognani lo chiama in giunta e dopo varie parentesi di commissari prefettizi, il 23 febbraio 1963 il Consiglio comunale lo elegge sindaco, e il 2 febbraio 1967 viene riconfermato alla carica che ricoprirà fino al 22 febbraio 1967, data in cui rassegnerà le sue dimissioni. Morirà il 7 agosto 1968 all’età di 46 anni. La sua prima giunta era composta da Sauro Camprini, Gustavo Gradassi, Ferruccio Ronconi e Silvano Foschi per il PRI, Luciano Cavalcoli, Romano Argnani, Gaetano Gentile, Francesco Strigoli per la DC, Ennio Dirani, PSI, ed Ennio Ricci, PSDI. A Bruno Benelli è intitolato lo Stadio comunale la cui realizzazione avvenne proprio nel periodo in cui Benelli è stato sindaco.

 

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