Sarà tutta chiusa solo per cinque giorni dopo Sant’Apollinare, ancora da fissare le date esatte
Tutta la diga foranea sud a Marina di Ravenna, lunga 2,8 km, resterà chiusa completamente per cinque giorni a partire da dopo il 23 luglio (le date esatte devono ancora essere fissate) per lavori di asfaltatura e messa in sicurezza. Dopo i cinque giorni resteranno interdetti al transito pedonale fino a ottobre solo gli ultimi 700 metri all’estremità in mezzo al mare per completare lavori non rinviabili. Lo si apprende dalla lettura dell’edizione odierna de Il Resto del Carlino che mette ordine nel caos di voci incontrollate circolate nelle ultime ore dopo che era stata affissa l’ordinanza della capitaneria di porto da alcuni interpretata come una chiusura totale per i prossimi tre mesi.
Il Sulpl è perplesso sull’iniziativa del Comune di Ravenna
Il sindaco unitario dei lavoratori di polizia locale (Sulpl) critica l’iniziativa del Comune di Ravenna con un corso di formazione turistica per i propri agenti che operano nelle zone maggiormente frequentate dai visitatori. «La cultura è sempre benvenuta – scrive la segreteria provinciale – ma in questo periodo storico in cui incombe la minaccia terroristica, una simile iniziativa ci lascia perplessi. Speriamo che il Comune dedichi la stessa attenzione anche alla sicurezza»
«Tra i compiti degli agenti della municipale – aveva affermato l’assessore al Turismo Giacomo Costantini ancora prima che il Sulpl sollevasse la polemica – non rientrano soltanto funzioni di controllo essendo punto di riferimento dei cittadini e dei turisti per numerosi tipi di esigenze, tra cui le informazioni di carattere turistico. In particolare con questa formazione abbiamo inteso sviluppare il ruolo di cura dei territori e di ambasciatori delle bellezze e delle tante iniziative della città che pure il personale della polizia municipale può rivestire».
Il pluripremiato bluesman in concerto il 16 luglio per il festival diffuso giunto alla decima edizione. E il giorno prima nello stesso bagno sempre dagli Stati Uniti anche i South Carolina Soul Fire
Zac Harmon
Arrivano dagli Stati Uniti gli ospiti principali di domenica 15 e lunedì 16 luglio del festival Spiagge Soul. Saranno entrambi al bagno Ruvido di Punta Marina: il ritmo indiavolato e suadente della band South Carolina Soul Fire (domenica alle 22) e un vero ambasciatore del blues mondiale, il pluripremiato chitarrista Zac Harmon (lunedì alle 22). A completare il programma della giornata di festa ci sono anche l’armonicista inglese Little George Sueref (alle 18 al Bagno Kuta di Punta Marina) e il duo blues italiano Poor Boys (alle 18 al Tarifa di Porto Corsini).
South Carolina Soul Fire. I South Carolina Soul Fire sono una band proveniente dall’omonimo stato degli Usa con un repertorio R&B, Soul, Funk, Jazz, Pop e Gospel, con un pizzico di Rock, musica latina e africana. Sono stati descritti come una delle più innovative band del loro Paese e del resto vede fra i suoi componenti alcuni tra i migliori musicisti, producer e cantanti della East Coast: Michael Brown, Angela Perry, Kanika Moore, Lavonta Green, Stephen Washington, James Rollerson, D’Jawaun Diggs.
Zac Harmon. Zac Harmon è un pluripremiato chitarrista, organista, cantante e autore, il cui stile unico combina il meglio del Blues “old school” con testi e tematiche legati all’attualità. Il risultato è un Blues all’avanguardia, testimoniato dal suo ultimo lavoro “Right Man Right Now”, che dimostra ancora oggi la contemporaneità di questo genere. Nato e cresciuto nel cuore di Jackson, Mississippi, Harmon è un discepolo del blues di Farish Street, distretto abitato da leggende come Elmore James.
Little George Sueref. Nato in Inghilterra da genitori greci, Little George Sueref è ritenuto uno dei migliori cantanti blues del Regno Unito. La sua carriera inizia alla fine degli anni Ottanta a Londra.
Poor Boys. Essenziale, giovanissimo duo blues di Reggio Emilia. Musica povera, a volte monoaccordo, che lascia libertà espressiva agli artisti.
Spiagge Soul è un festival diffuso e gratuito che per il decimo anno consecutivo celebra il binomio tra mare e musica tra Marina di Ravenna, Punta Marina, Lido Adriano, Porto Corsini e Casalborsetti, con l’atmosfera unica che solo i concerti sulla sabbia possono creare. Il festival prosegue poi con una due giorni che a Porto Corsini vede esibirsi gli italiani The Indians (17 luglio) e il grande Chris Cain, uno dei più acclamati chitarristi blues del mondo, che condivide il palco con la Luca Giordano Band (18 luglio). Spiagge Soul è organizzato dall’Associazione culturale “Blues Eye” con la direzione artistica di Francesco Plazzi, la compartecipazione del Comune di Ravenna e il sostegno della Regione Emilia-Romagna.
Il piano di zonizzazione acustica divide il comune di Ravenna in 26 aree: interventi per migliorare le situazioni attorno a ospedali e scuole. Installati anche velox per ridurre la velocità e quindi il caos
Oltre dieci milioni di euro per il contenimento del rumore. Sono quelli previsti dal nuovo piano di zoizzazione acustica da poco pubblicato dal Comune e che nei prossimi mesi sarà oggetto di discussione.
Il piano individua 26 macro aree (16 urbane e 10 extraurbane) con diverse criticità, dovute soprattutto al traffico e alla presenza di luoghi sensibili (scuole e ospedali in primis) dove la quiete è un elemento necessario per lo svolgimento del servizio. Per mitigare il rumore, sono previsti vari interventi come l’installazione di barriere antirumore in corrispondenza di edifici sensibili. È quanto si farà in otto scuole della città: le elementari Rodari e Grande albero; gli asili Pavirani, Veliero, Lovatelli, Orsa Minore; le materne Airone e Imparo Giocando. In tre casi saranno invece sostituiti gli infissi: al liceo Classico, alla Montanari e alla Zignani.
Saranno 23 invece le strade trattate con asfalto antirumore. Tra queste tutte quelle più trafficate, tra cui i tratti comunali delle strade statali. La riorganizzazione del traffico (con Ztl, riduzione di passaggi del bus) sarà un altro modo di ridurre il rumore. Così come l’installazione di autovelox che portano gli automobilisti a ridurre la velocità e quindi il rumore. Ne sono previsti due in questo senso: uno sulla Reale tra Mezzano e Glorie, all’altezza di via Bassa Superiore e l’altro sulla Ravegnana, a Coccolia, peraltro già installato.
In linea generale sono le strade con molto traffico a causare i maggiori disagi dal punto di vista dell’acustica. Attorno a via Ravegnana, zone “rosse” sono San Bartolo, Gambellara, Coccolia, Longana, Ghibullo. Sull’asse viario della statale Adriatica ci sono criticità “elevatissime” a Mezzano e Fosso Ghiaia. Sui lidi, le due criticità si trovano a Marina di Ravenna, in corrispondenza di via Trieste, e Porto Corsini, nel tratto finale di via Baiona.
L’ordine con cui si andrà ad intervenire non corrisponde però alle situazioni con una criticità più elevata. Infatti l’indice di priorità è dato dalla somma di quattro fattori: efficienza (cioè il rapporto costi/benefici); efficacia dell’intervento nel contenimento del rumore, tempistica e impatto paesaggistico. Gli interventi di protezione delle scuole risultano in media meno costosi e più efficienti della stesura di un asfalto anti rumore in strada. Proprio gli edifici scolastici sono al primo posto della lista delle priorità, con interventi che si porteranno a termine nei prossimi cinque anni. Si partirà quindi dal polo scolastico Randi, per poi occuparsi della scuola di Castiglione e del liceo classico in centro storico a Ravenna. Seguono via via gli altri interventi, uno per zona, da completare nei prossimi anni.
Non sarà solo il Comune a dover portare a termine i lavori: ci sono altri enti coinvolti. Anas, ad esempio, prevede entro il 2022 l’installazione di barriere acustiche in alcune aree critiche. La società stradale ha a sua volta messo a punto un piano di contenimento del rumore del quale però “non sono ancora conosciuti tempi di realizzazione”. Le Ferrovie potrebbero invece considerare l’installazione di barriere nella zona sud della stazione. Condizionale d’obbligo perché – si legge nel piano del Comune –non esiste ancora una deliberazione certa.
A Milano Marittima l’ennesima edizione del torneo di tennis per vip e aspiranti tali che diventa un evento mondano con il pubblico di cacciatori di selfie a fare bottino. L’attrice americana ha catalizzato l’attenzione
Katherne Kelly Lang
Va in archivio un’altra edizione del Vip Master Tennis di Milano Marittima, l’evento mondano organizzato da Patrick e Mario Baldassari che richiama curiosi e cacciatori di selfie con i personaggi della tv. Guest star di questaedizione senza dubbio l’americana Katherine Kelly Lang, per tutti la Brooke di Beautiful.
Richiestissima per un selfie anche Giulia Salemi, starlette televisiva che ha un balzo di celebrità con un red carpet piuttosto malizioso al Festival del cinema di Venezia. Tra gli ospiti più attesi anche Morgan, in improbabile vesti da Bjorn Borg. Tra i più fotografati anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia costretto a lasciare il campo per un infortunio. E poi Valeria Marini e l’ex iena Enrico Lucci.
Tra le evergreen vanno segnalati Anna Falchi con l’inseparabile marito, l’inossidabile Andrea Roncato, i comici Paolo Cevoli e Maurizio Ferrini, i calciatori Franco Causio e Gianni Rivera. Tra le new-entry il personal trainer dei vip Aurelio Tromba, l’ex gieffina Patrizia Bonetti e il solito drappello di starlette e aspiranti vip alla ricerca di un barlume di fugace celebrità.
Katherine Kelly Lang
Enrico Lucci e Katherine Kelly Lang
Patrick e Mario Baldassarri con Katherine Kelly Lang
Question time del consigliere comunale presidente della commissione Ambiente sul caso del divieto di balneazione a Foce Bevano per l’arrivo a mare di fertilizzante da un’azienda dell’entroterra
Valutare se al Comune di Ravenna convenga costituirsi parte civile nell’eventuale processo contro i responsabili dello sversamento di digestato che ha reso necessario emanare un divieto di balneazione dal 12 luglio alla foce del Bevano. È la richiesta che il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr), presidente della commissione Ambiente, rivolge al sindaco con un question time che verrà discusso in apertura della seduta di martedì 17. Ancisi chiede inoltre quali prescrizioni applicare nei confronti dell’azienda da cui proviene lo sversamento ed eventualmente stabilire controlli specifici a campione sulle acque in uscita.
Ancisi si addentra nelle riflessioni sulle possibili conseguenze per i responsabili: «Da notizia di stampa si è appreso che la procura della Repubblica avrebbe già emesso un avviso di reato. Si può logicamente formulare al riguardo l’ipotesi dell’inquinamento ambientale introdotto dall’articolo 452 bis del codice penale, il quale punisce con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 10mila a 100mila euro».
Il caso è noto ed è quello dell’ordinanza comunale che per motivi igienico-sanitari impone il divieto di balneazione nel tratto di mare ricompreso tra i 500 metri a nord e quelli a sud della foce del torrente Bevano. Gli accertamenti di Arpae hanno mostrato che un’ingente presenza di digestato (materiale di origine organica utilizzato come fertilizzante in agricoltura) dall’entroterra ravennate aveva raggiunto il mare attraverso il torrente. È stato poi accertato che lo sversamento è avvenuto in un’azienda che gestisce due impianti di digestione anaerobica a San Pietro in Campiano, dalla quale il digestato si è riversato nel canale Erbosa e da qui nel canale Acquara Alta, causando profondi mal odori e una colorazione scura delle acque, confluendo poi nel Bevano attraverso un reticolo di altri canali. Ne è pure derivata una consistente moria di pesci, anche di grosse dimensioni (carpe, anguille, cefali, passere) lungo tutto il corso d’acqua. Il divieto di balneazione è valido fino all’emissione di un nuovo rapporto di prova che attesti il rientro delle acque nei limiti previsti dalla legge. Ma la scarsità di acqua proveniente dai canali e dal torrente, la risalita della marea e le molte sinuosità del Bevano nel tratto finale producono una lentissima dispersione del digestato nel mare, che rende difficoltoso ipotizzarne i tempi di risoluzione.
Infine il consigliere comunale ricorda che la foce del Bevano presenta un elevato interesse naturalistico, essendo l’ultimo estuario meandriforme dell’alto Adriatico libero di svilupparsi naturalmente. L’area presenta numerosi vincoli paesaggistici e naturalistici, essendo classificata, tra l’altro, come Zona umida di importanza internazionale (Ramsar), come parte del Sito di importanza comunitaria “Ortazzo, Ortazzino, Foce del Torrente Bevano”, della “Riserva naturale Duna costiera ravennate e foce torrente Bevano” e della Stazione del Parco del Delta del Po denominata “Pineta di Classe e Saline di Cervia”.
In totale le procedure aperte sono 353. Dal 2010 il giudice delegato a Ravenna è Alessandro Farolfi: «Le modifiche alle norme sul concordato in bianco hanno inciso molto sullo scenario»
In provincia di Ravenna attualmente risultano aperte 353 procedure di fallimento: sono casi per cui la sentenza del tribunale è arrivata non più di sette anni fa e ora si trovano in un punto del percorso compreso tra la sentenza e la ripartizione finale delle liquidità recuperate. Risultano poi pendenti 54 istanze di fallimento: la decisione del tribunale potrebbe ingrossare la pila dei fascicoli aperti. Nei primi sei mesi di quest’anno le sentenze sono state 20, stesso numero del primo semestre 2017 (furono 51 a fine anno) mentre nell’intervallo gennaio-giugno del 2016 arrivarono 41 sentenze (69 nell’intero 2016).
Per completare il quadro delle procedure concorsuali vanno ricordati una settantina di concordati in fase di esecuzione dopo l’omologazione e altri 14 che attendono la decisione sulla richiesta di ammissione: anche questi potrebbero in linea teorica trasformarsi in crac. Infine risultano pendenti 30 procedure che riguardano la normativa per la crisi da sovraindebitamento riservata ai cosiddetti debitori non fallibili (privati e piccole imprese) dopo che su altre 40 si è già espresso il tribunale.
I dati vengono dall’ufficio di Alessandro Farolfi, l’unico giudice delegato del tribunale: «Per le dimensioni e la mole delle richieste, a Ravenna un giudice è sufficiente. È così da tempo». Farolfi riveste la carica dal 2010: insieme al presidente del tribunale e al giudice anziano compone il collegio giudicante sulle istanze di fallimento e ad ogni sentenza viene poi nominato giudice delegato. I compiti sono presto detti. È lo stesso Farolfi a spiegarli: «Si tratta di una figura che sovrintende le procedure concorsuali, non solo fallimenti ma anche concordati e accordi di ristrutturazione. Ha un ruolo di vigilanza sulla procedura e rappresenta il riferimento del curatore nominato collegialmente».
Per quest’ultimo di solito la scelta avviene seguendo una rotazione, «ma anche tenendo conto di come è andata con gli incarichi già affidati, di come sono state chiuse le procedure». Chi vuole entrare nel giro deve sostanzialmente dimostrare un curriculum con comprovata conoscenza della specifica materia magari avendo collaborato con studi o curatele.
Al giudice delegato spetta la valutazione sulla legittimità delle mosse proposte dal curatore, con particolare attenzione alla trasparenza: «Quando si vende un bene la legge prevede solo la pubblicazione obbligatoria su un portale web nato un mese fa e gestito dal ministero a livello nazionale. A Ravenna adottiamo anche pubblicità integrative su altri siti internet specializzati e pubblicazioni cartacee perché pensiamo si raggiungano più destinatari. Per i creditori è un piccolo costo aggiuntivo ma può essere utile per raggiungere più persone possibile».
In otto anni alla scrivania Farolfi ha visto gli effetti della crisi sull’imprenditoria: «Il picco di fallimenti è arrivato più tardi rispetto ad altre zone d’Italia perché qui la crisi si è sentita dopo. E la crisi incideva anche perché era difficile trovare acquirenti interessati a rilevare beni all’asta. Nel 2018 stiamo vedendo più fermento». Tre le fasi che distingue Farolfi nel periodo vissuto da giudice delegato: «I momenti di cambiamento sono stati due. La fine del 2012 con l’introduzione del concordato in bianco che ha avuto una esplosione di queste procederue e l’agosto 2015 quando il legislatore è tornato in parte sui suoi passi restringendo le condizioni di ammissibilità del concordato ristabilendo il voto dei creditori al posto del silenzio assenso».
Dal 18 al 24 luglio musica, performance e momenti conviviali per un calendario di cinquanta appuntamenti
Circa centoventi volontari si sono ritrovati stamattina, 14 luglio, a Cotignola per costruire la nuova arena delle balle di paglia. Poco dopo l’alba è iniziato il lavoro di raccolta, da anni ormai trasformato in una vera e propria festa che si conclude con un convivio all’ombra delle acacie. Due anni fa i volontari furono circa settanta, un centinaio lo scorso anno.
Il lavoro è stato preceduto dalla musica di Raffaello Bellavista e Michele Soglia, che hanno eseguito melodie di Johann Sebastian Bach, Franz Schubert, Emmanuel Séjourné, Eric Ewazen, Astor Piazzolla, Ivan Trevino.
“La nostra terra che parla” è il tema della decima edizione dell’Arena delle balle di paglia, che si terrà a Cotignola da mercoledì 18 a martedì 24 luglio; dal teatro di Ascanio Celestini all’energia di Tonino Carotone, passando per la sperimentazione di Martux_M, per questa edizione sono in programma circa cinquanta appuntamenti culturali, artistici e conviviali.
Intervento dei carabinieri tra gli stradelli retrodunali dopo la cessione di una dose di 0,8 grammi
Un 43enne è stato arrestato a Marina di Ravenna nella serata del 13 luglio per spaccio: i carabinieri della stazione locale lo hanno notato in un’area defilata su una delle dune tra i bagni e dopo poco tempo un noto assuntore del posto si è avvicinato e, dopo aver consegnato una banconota ha ricevuto dal pusher un involucro nella mano libera. L’acquirente è stato subito controllato; nella tasca una dose di cocaina da 0,8 grammi. Il riscontro fornito dal controllo, ha permesso di fermare il pusher. Stamani, a termine del rito direttissimo, con la convalida del provvedimento e la richiesta dei termini a difesa, il tribunale di Ravenna gli ha imposto gli arresti domiciliari in attesa della prossima udienza. L’acquirente infine è stato segnalato amministrativamente come previsto per l’uso personale, sarà dunque la Prefettura a stabilire le sanzioni da adottare.
Strada chiusa per rilievi e soccorsi. Sul posto la polizia stradale
Un morto e un ferito è il bilancio di un incidente stradale che ha coinvolto due moto nella mattinata di oggi, 14 luglio, ad Alfonsine sulla variante della statale 16. La vittima è un uomo di 77 anni residente nella stessa località, M. U. le iniziali. L’altro è un 47enne della zona ricoverato al Bufalini di Cesena in gravi condizioni.
L’uomo più anziano viaggiava su un ciclomotore verso Ferrara e avrebbe invaso la corsia opposta per cause non ancora stabilite dalla polizia stradale di Ravenna intervenuta per i rilievi. In direzione opposta viaggiava il 47enne su una motocicletta di grossa cilindrata e l’urto è stavo violento.
Addio parcheggio, pedonale entro la primavera 2019. Il 16 luglio alla Rocca Estense un’assemblea pubblica con il sindaco per illustrare i dettagli del progetto di riqualificazione
Il rendering di piazza Savonarola
Dal pomeriggio di martedì 17 luglio parte il cantiere per la riqualificazione di piazza Savonarola in centro a Lugo. La prima fase di lavori prevede l’esecuzione degli scavi archeologici preventivi e non sono previste modifiche alla viabilità, eccetto per qualche interruzione temporanea necessaria all’esecuzione di alcuni carotaggi. La disponibilità dei parcheggi sarà recuperata temporaneamente con la possibilità di accedere al parcheggio interno della Collegiata.
«Il progetto di riqualificazione – scrive l’Unione dei Comuni della Bassa in un comunicato – prevede la realizzazione di un sagrato dal forte valore urbano, che prenderà il posto dell’attuale parcheggio, con lo scopo di valorizzare il luogo e restituirlo alla comunità come parte integrante del centro storico. Il progetto prevede la creazione di uno spazio pedonale, con la sistemazione nella piazza di alcune panchine in pietra e l’inserimento di nuovi sistemi di illuminazione e dissuasori. Inoltre, la nuova piazza Savonarola vedrà l’aggiunta di nuove aiuole e alcuni alberi, piantati a lato della chiesa, consentendo quindi ai cittadini di ammirarne la facciata». Il progetto preliminare sarà sottoposto al giudizio della Soprintendenza di Ravenna. Il costo dei lavori sarà di circa 700mila euro e la riqualificazione sarà ultimata entro la primavera del 2019.
Via Savonarola oggi (immagine da Google Maps)
Per le 20.30 del 16 luglio è in programma un’assemblea pubblica al Salone estense della Rocca di Lugo per illustrare i dettagli. Interverranno per l’occasione: il sindaco di Lugo Davide Ranalli; Giovanni Liverani, responsabile del Servizio Patrimonio del Comune di Lugo; la progettista Ursula Vasile; i tecnici di Phoenix, ditta incaricata agli scavi archeologici; Paola Neri, comandante della Polizia municipale della Bassa Romagna.
Intanto i Verdi chiedono di preservare i lecci della piazza e annunciano una raccolta firme: «Appartengono alla memoria storica di Lugo, hanno più di cinquant’anni e pertanto sono tutelati di diritto dalla legge istitutiva dei Beni culturali. Donano identità della piazza e convivono in simbiosi con la chiesa più importante di Lugo , la Collegiata; da decenni ne caratterizzano l’immagine. Chi siete voi, oggi, per volere distruggere tutto questo con questo piano di ristrutturazione della piazza? Alcuni sono malandati, ma questo non giustifica una sorta di eutanasia vegetale per tutti come è previsto nel progetto comunale che, invece,va completamente rivisto: i lecci vanno conservati e valorizzati. A nulla vale prometterne il reimpianto di alcuni dopo l’abbattimento generalizzato: il tempo cronologico non permette una ricrescita in tempi biologici per l’uomo».
Nuova strumentazione tecnologica a disposizione della guardia di finanza in vigilanza sulle merci in entrata e uscita dal terminal container
I conducenti degli autoarticolati possono espletare le previste formalità doganali restando a bordo del proprio mezzo, semplicemente inserendo in un lettore ottico il documento di viaggio che scorta le merci e interagendo a distanza, mediante un videocitofono, con i Finanzieri addetti alla vigilanza. Da qualche settimana è operativa al varco doganale di Tcr un’innovativa sala controllo a disposizione della guardia di finanza che consente alle Fiamme Gialle di monitorare in modalità automatizzata i traffici commerciali in entrata e in uscita. Un’importante novità tecnologica a servizio dei militari del secondo Nucleo Operativo in servizio di vigilanza doganale.
Attraverso l’immediata visualizzazione del documento inserito dal conducente nello scanner, il militare in servizio può rapidamente verificare al terminale la sua regolarità ed azionare direttamente dalla propria postazione la sbarra di uscita per autorizzare il transito dell’autoarticolato o, se necessario, bloccarne il passaggio per svolgere ulteriori approfondimenti.
Una moderna e innovativa soluzione che, unita ad una completa copertura dell’area con telecamere che consentono ai militari di inquadrare anche i più piccoli particolari dei container che attraversano il varco, permette alle Fiamme Gialle di tenere costantemente monitorati i traffici, svolgendo tutte le operazioni di controllo in modo rapido e sicuro.
«Il rilevante progetto di rinnovamento infrastrutturale, attuato grazie all’impegno messo in campo da Tcr e in stretta collaborazione con l’Ufficio delle Dogane di Ravenna – spiega un comunicato diffuso dalla Gdf –, realizza un concreto miglioramento delle procedure di controllo rimesse alla Guardia di Finanza, rese ora più snelle e veloci con indubbie ricadute positive sulla fluidità dei traffici commerciali che interessano il porto di Ravenna».