L’uomo è un 38enne brindisino con precedenti di polizia. Denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere
La polizia ha denunciato un 38enne brindisino, residente a Ravenna, per porto di armi o di oggetti atti ad offendere. L’uomo alla guida della propria autovettura, è incappato in un controllo straordinario del territorio a Marina di Ravenna, predisposto dal Questore Rosario Eugenio Russo, effettuato dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e dal Reparto Prevenzione Crimine “Emilia Romagna”.
All’alt intimatogli dagli agenti il 28enne ha proseguito la marcia. Subito inseguito e raggiunto dopo un centinaio di metri, il conducente è stato fatto scendere dal veicolo e sottoposto a perquisizione personale, estesa anche al veicolo. Il brindisino, con precedenti di Polizia per reati contro il patrimonio e la persona, è stato trovato in possesso di un coltello con impugnatura a farfalla e lama di circa 10 centimetri, ragione per cui è stato denunciato a piede libero alla Procura per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
Il limite è di 70 chilometri orari. Nella fase sperimentale in media 200 automobilisti al giorno lo hanno superato
Fossero stati operativi, avrebbero fatto duecento multe al giorno. Dal 2 luglio i velox installati sulla Standiana e sulla Ravegnana, rispettivamente a Casiglione e Coccolia, saranno attivi. Tradotto: dopo la prima fase di monitoraggio, scatteranno le multe vere e proprie. Il velox a Castiglione rileva la velocità dei veicoli diretti verso Cervia. Il secondo rileva la velocità dei veicoli diretti verso Forlì.
I due strumenti saranno in funzione ventiquattr’ore su ventiquattro e rileveranno solo ed esclusivamente le violazioni riguardanti il superamento del limite massimo di velocità consentito in quei tratti di strada, che è di 70 chilometri orari in entrambi i casi.
Chiunque supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 chilometri orari è soggetto alla sanzione amministrativa di 41 euro (scontati del 30% – se si paga entro cinque giorni dalla notifica del verbale – 28,70 euro); non vengono tolti punti dalla patente.
Chiunque supera di oltre 10 chilometri orari e di non oltre 40 chilometri orari i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa di 169 euro (scontati del 30% – se si paga entro cinque giorni dalla notifica del verbale – 118,30 euro); vengono tolti 3 punti dalla patente. Chiunque supera di oltre 40 chilometri orari, ma di non oltre 60 chilometri orari i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa di 532 euro (non ammesso sconto); vengono tolti 6 punti dalla patente e c’è la sospensione della patente da uno a tre mesi. Chiunque supera di oltre 60 chilometri orari i limiti massimi di velocità è soggetto alla sanzione amministrativa di 829 euro (non ammesso sconto); vengono tolti 10 punti dalla patente e c’è la sospensione della patente da sei a dodici mesi. Le sanzioni sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7.
Partita per salvarsi, l’Infinity Bio ha sfiorato l’impresa. Ma la 37enne guardia-ala e oggi allenatrice-giocatrice non si abbatte e guarda già alla prossima stagione. Sulla sua carriera dice: «Due volte ho avuto l’occasione di firmare per andare nell’Nba, una volta mi ha fermato un infortunio e l’altra lo staff della Nazionale»
Per quanto riguarda gli ultimi vent’anni, quando si parla di pallacanestro femminile a Faenza non si può che pensare a Simona Ballardini. Manfreda doc, classe ’81, la guardia-ala lega il suo nome ai due capitoli più belli della storia faentina della palla a spicchi. Il primo, chiuso ormai da tempo, che riporta alle imprese del Club Atletico, con il capolinea rappresentato dal progressivo declino culminato con la cessione del titolo sportivo nel 2012. Il secondo, tuttora aperto, che ha il nome di Faenza Basket Project, che ha fatto rinascere l’entusiasmo, mai del tutto sopito, di un’intera città.
L’ultima parte di questo capitolo riguarda la finale per la promozione in A1, persa il 27 maggio al primo supplementare al termine di una vera e propria battaglia con la quotata Vigarano Mainarda, che però non cancella in alcun modo il valore di una stagione che si è rivelata eccezionale. «Il campionato è andato al di sopra delle aspettative – inizia Ballardini – con la squadra che da debuttante ha conquistato un buon settimo posto al termine della regular season, per poi “esplodere” nei playoff. Da quel momento siamo cresciute tantissimo e nessuno si sarebbe aspettato di arrivare fino allo spareggio finale. E dire che in autunno il nostro obiettivo era la salvezza…».
Un anno da incorniciare, quindi?
«Sì, non possiamo che essere contenti di quello che abbiamo fatto. Siamo soddisfatti del lavoro e dei sacrifici che alla fine ha pagato tantissimo. Il segreto dell’InfinityBio è stato un gruppo che si è dimostrato fantastico, un gruppo con la “G” maiuscola. Nel basket, infatti, non si vince con una sola giocatrice».
Un po’ di amarezza, però, c’è per l’esito della finale?
«Purtroppo sì, ma siamo state in gara fino al 44esimo minuto di una partita disputata contro una formazione, come Vigarano Mainarda, che ha disputato la A1. Ci sta che abbiano vinto le nostre avversarie, in quanto potevano contare su elementi di alto livello, ma noi siamo state ancora più brave a giocarcela alla pari».
Un altro aspetto positivo è il ritorno dell’entusiasmo del pubblico faentino attorno al basket femminile…
«In realtà a Faenza c’è sempre stata voglia di pallacanestro, anche quando le cose non andavano bene. I nostri tifosi ci sono sempre stati vicini, stringendosi in maniera ulteriore quando abbiamo disputato la finale dell’A2 a Lucca. Tutte le società avversarie ci invidiano il nostro pubblico: non ha uguali e avrebbe meritato la A1».
E ora qual è il prossimo obiettivo?
«Resta quello di inizio stagione: un consolidamento. Se non capita l’occasione, come è successo quest’anno, non bisogna fare le cose di corsa, ma per gradi, alzando l’asticella un pochino alla volta».
Sempre con Ballardini in campo?
«Certo, sto a casa mia, continuando a ricoprire il ruolo di allenatrice-giocatrice».
Quali saranno le linee guida della squadra futura?
«Punteremo a mantenere il gruppo più intatto possibile, non avrebbe senso fare delle rivoluzioni. Dobbiamo tenerci strette tutte le mie compagne».
Qual è, se esiste, l’analogia maggiore tra questa InfinityBio e il “vecchio” Club Atletico del quinquennio d’oro 2003-2008?
«Di sicuro il cuore. Abbiamo dimostrato di possedere lo stesso attaccamento alla maglia di dieci anni fa».
Quali i ricordi più belli di quegli anni?
«Due finali scudetto, la vittoria della Coppa Italia, la partecipazione alla Fiba Cup. Il tutto, in un periodo in cui il PalaBubani era inespugnabile. E se poi alla fine non sempre siamo riuscite ad arrivare al traguardo finale, bisogna ricordare che non sono le partite singole a fare la differenza, ma il percorso di gioia ed entusiasmo che si è compiuto assieme alle compagne, ai dirigenti, ai tecnici e ai tifosi».
I tifosi faentini festeggiano lo stesso a fine gara, nonostante la sconfitta dell’Infinity Bio
Una carriera, la tua, che purtroppo ha incontrato anche alcuni momenti negativi…
«Ho avuto l’occasione di firmare due contratti per giocare nell’Nba, ma una volta un grave infortunio, un’altra l’opposizione dello staff della Nazionale, me lo hanno impedito».
Il bilancio è comunque positivo, giusto?
«È vero che ho perso delle finali, ma è altrettanto vero che non tutti ci arrivano. Secondo me è già tanto quello che è stato fatto, ma non è tempo di bilanci, perché c’è ancora da giocare…».
Tricolore nel 2011 con la maglia di Taranto Nata a Faenza il 24 marzo 1981, Simona Ballardini dal ’95 cresce nel settore giovanile del Club Atletico, entrando subito a far parte, seppure giovanissima, della prima squadra. Nel ’98 viene premiata come migliore giovane del campionato italiano e, dopo aver contribuito al ritorno in A1, categoria in cui gioca per una stagione, nel 2000 si trasferisce a Schio. In Veneto disputa tre stagioni, vincendo due coppe Ronchetti (l’attuale Fiba Cup), per poi tornare a Faenza. Punto di forza prima della Penta e poi della Germano Zama, nel periodo che va dal 2003 al 2008 Ballardini trascina da protagonista la squadra a due finali scudetto, entrambe perse, ma anche alla vittoria di una storica Coppa Italia nel febbraio del 2007. Chiuso questo lustro si trasferisce a Venezia, dove gioca due anni, per passare nel 2010 a Umbertide e nel 2011 a Taranto, dove centra l’accoppiata scudetto-Coppa Italia. Seguono una breve esperienza in Francia, al Bourges, e un lungo periodo di inattività a causa di una grave infortunio (il secondo dopo quello capitato nell’aprile del 2007), per tornare in Italia nel 2014, a Priolo in A1 e a Castel San Pietro in A2. L’anno successivo gioca e allena il Faenza Project Basket in Serie C, con cui inizia la risalita fino al torneo di A2 chiuso qualche settimana fa. ≠Conta 93 partite con la maglia della nazionale azzurra, per un totale di 897 punti (esordio il 16 maggio 2001 a Limerick, in Irlanda, contro il Portogallo, dove segnò due punti) suggellate dalla vittoria della medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 2009 e dell’argento, sempre nella stessa competizione, nel 2001.
Giovedì 28 giugno l’evento Sammontana, in attesa del torneo di calcio sulla sabbia
Il celebre Fabio Rovazzi – cantante, rapper e youtuber protagonista di tormentoni come “Andiamo a comandare” e “Volare” – sarà l’ospite d’eccezine della festa in spiaggia di giovedì 28 giugno al Fantini Club di Cervia. Si tratta di un evento targato Sammontana, che poi il 14 e 15 luglio porterà al Fantini anche il torneo di calcio sulla sabbia più famoso d’Italia, la “Sammontana Beach Soccer Cup”.
La segretaria D’Angelo segnala le carenze in diverse categorie
Le 44 scuole di Ravenna e provincia, il prossimo settembre, apriranno i cancelli a 46.279 studenti e studentesse (circa un centinaio in più rispetto all’anno scolastico 17/18), di questi 1.350 diversamente abili. E la Cgil lamenta scarsità di forze: «Poco personale Ata, pochi direttori delle segreterie, pochi dirigenti scolastici»
Marcella D’Angelo, segretaria provinciale Flc-Cgil, afferma di avere la percezione chiara di quanto sarà complicato l’avvio del prossimo anno scolastico: «Nonostante l’incremento degli alunni per il 2018/19, le unità di assistenti amministrativi autorizzati nella nostra provincia, sono pari a 265, soltanto 2 in più rispetto all’anno scolastico in corso. Alunni, personale, genitori, amministrazione, contabilità e ragioneria, supporto alla didattica, organizzazione, gestione magazzino, dematerializzazione e gestione multimediale e non ultima, la questione dei vaccini: questo il lavoro degli amministrativi scolastici, svolto con personale ridotto all’osso e umiliato dallo stesso datore di lavoro. Il Miur infatti, non più tardi di qualche mese fa, ‘invitava’ gli stessi a concludere gli adempimenti relativi alle graduatorie di istituto anche di sabato e di domenica e dalle 7 alle 22».
Inoltre, 19 scuole delle 44 presenti nella nostra provincia, non avranno il direttore dei servizi generali e amministrativi (direttore delle segreterie scolastiche) perché le graduatorie sono esaurite da oltre un decennio e il concorso relativo a queste figure professionali, non viene bandito dal 1994/95. Le unità relative assistenti tecnici rimangono invariate rispetto all’anno scolastico in corso: 103. «Totalmente insufficienti rispetto al numero degli studenti della nostra provincia».
Collaboratori scolastici: 14 in più rispetto all’anno in corso. «Sembrerebbe un buon risultato se non vi fosse un aumento sostanziale di alunni e il ruolo strategico di queste figure in chiave inclusione/integrazione scolastica – continua la segretaria della Flc Cgil -. In definitiva l’organico di diritto del personale Ata per l’anno scolastico 2018/19, è ancora una volta insufficiente e, ad oggi, nulla è dato sapere dell’organico di fatto che si spera, riuscirà a compensare il maltorto subito in questa fase. Infine sono presenti nella nostra provincia soltanto 26 Dirigenti Scolastici su 44 scuole, significa che 18 di loro reggono e dovranno continuare a reggere una seconda scuola per cercare di garantire un regolare avvio del prossimo anno scolastico. Con questi presupposti, non sarà in discesa l’avvio del prossimo anno scolastico; è necessario infatti un cambio di rotta da parte del Ministero e da parte del Governo, un’ inversione di tendenza che metta al centro la scuola pubblica italiana: il primo baluardo contro l’impoverimento culturale e il qualunquismo strategico».
Indagine della guardia di finanza. Denunciato imprenditore che avrebbe nascosto all’Erario un imponibile di 800mila euro: non aveva nemmeno i documenti contabili. Sequestrati i conti correnti
Per un biennio ha confezionato abiti mantenendo la sua ditta individuale a Faenza completamente sconosciuta al fisco: tra il 2013 e il 2015 avrebbe occultato circa 800mila euro di base imponibile, evitando di versare circa 354mila euro di imposte. È la presunta condotta di un imprenditore cinese finito al centro di un’indagine conclusa dalla guardia di finanza di Ravenna nei giorni scorsi.
Il titolare della ditta è stato denunciato alla procura della Repubblica di Ravenna per omessa dichiarazione e occultamento e distruzione di documenti contabili: non solo è risultato non aver mai presentato le dichiarazioni fiscali obbligatorie, ma non è stato nemmeno in grado di esibire ai Finanzieri la documentazione contabile inerente l’attività d’impresa.
Il gip ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Monica Gargiulo, titolare del fascicolo di indagine, e ha emesso un decreto di sequestro preventivo che ha consentito alle Fiamme Gialle di mettere i sigilli alle somme depositate sui conti correnti bancari del titolare della ditta, a tutela del credito erariale.
Nel piano regionale è prevista al 31 dicembre ma i ritardi con la differenziata e le maggiori quantità prodotte anche per la ripresa economica richiederanno quasi certamente di continuare a bruciarli nell’impianto di via Romea
Pare destinato a uno slittamento in avanti il giorno in cui l’inceneritore di Ravenna, adiacente alla discarica sulla statale 309 Romea, riceverà per l’ultima volta rifiuti solidi urbani (Rsu) da smaltire. Stando alle carte ufficiali, che in questo caso sono le pagine del piano regionale dei rifiuti approvato a maggio del 2016, quel momento è fissato per il prossimo 31 dicembre: le previsioni fatte durante la stesura del piano ipotizzavano che alla fine del 2018 fosse possibile fare a meno dell’impianto Ire del gruppo Hera, attivo dal 1999 e quindi il più vecchio dell’Emilia-Romagna, distribuendo la produzione di rifiuti ravennati su altri siti (Ferrara, Forlì e Imola). Ma a sei mesi dalla data X lo scenario pare non possa consentire di chiudere la linea per Rsu.
In buona sostanza le previsioni del piano non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti, complice in parte anche il ritardo della gara per la gestione della raccolta: le nuove direttive impongono di raggiungere percentuali molto più alte di differenziata rispetto a oggi e quindi una conseguente riduzione degli Rsu indifferenziabili. A incidere c’è anche la ripresa economica arrivata dopo l’elaborazione del piano e un aumento dei consumi ha come condizione inevitabile un aumento della produzione di rifiuti.
«Per il momento dalla Regione non abbiamo ancora avuto una comunicazione ufficiale su cosa intenda fare – dice il sindaco Michele de Pascale –. Il dialogo è costante e immagino che stiano facendo valutazioni su come affrontare la situazione». Su una cosa però il primo cittadino insiste perché sia chiara la posizione della sua giunta: «L’intenzione della Regione sarebbe di interrompere il conferimento di Rsu ma di proseguire con lo smaltimento dei rifiuti speciali che non fanno parte del servizio pubblico ma sono a libero mercato. Per noi questo non è accettabile. Nel momento in cui si valuta che l’impianto è vetusto e quindi è meglio se non riceve più Rsu allora deve essere spento completamente (posizione già espressa dal suo predecessore Matteucci e che richiederà una trattativa con la Regione, ndr). Non è sindrome Nimby, è solo ragionare in termini di pianificazione pubblica dove ognuno fa la sua parte e a Ravenna rimarrebbe comunque una discarica». De Pascale non sottovaluta però la ricaduta occupazionale dello stabilimento: tra diretto e indotto si parla di decine di posti di lavoro. «È un tema che non ci lascia indifferenti, anche per questo il potenziamento dell’impianto F3 (quello in area petrolchimico specializzato solo in rifiuti industriali, ndr) va osservato con attenzione perché potrebbe consentire il recupero di occupati».
Un’altra denuncia per il 18enne fermato nella mattina del 19 giugno dopo il furto al negozio di abbigliamento Ragazzi Italiani
La pattuglia dei carabinieri con il sospettato a bordo
Un 18enne ravennate nato in Germania è stato denunciato dalla polizia per tentato furto in una ditta di impianti elettrici in via Bellucci a Ravenna: l’episodio risale alla mattina del 19 giugno ed è stato possibile riconoscere l’autore del colpo perché le immagini della videosorveglianza hanno mostrato la sua somiglianza con l’autore di un furto con spaccata in un negozio di abbigliamento in via Canale Molinetto avvenuto un’ora dopo e per il quale il giovane era stato arrestato in flagranza.
Trovati 90 grammi di droga nascosti nel bagno del dell’autocaravan, in manette un 42enne
Alla guida di un camper è finito da solo nel fosso a lato di via Dismano all’altezza di Borgo Faina riportando solo lievi ferite ma i soccorittori si sono accorti del suo stato di alterazione così è scattato il controllo e nel bagno dell’autocaravan, nascosti tra i croccantini del cane che era a bordo, c’erano 90 grammi di cocaina di buona purezza. Un 42enne cesenate è stato arrestato nel pomeriggio del 23 giugno per detenzione illecita di sostanza stupefacente.
Gli agenti della polizia municipale dell’ufficio Infortunistica stradale e il personale del 118 hanno richiesto l’ausilio dell’unità cinofila della guardia di finanza di Ravenna per effettuare la perquisizione del veicolo incidentato. La perquisizione ha portato al rinvenimento di un involucro in nylon e due bustine in plastica per dosi già preparate. Oltre alla sostanza si è proceduto al sequestro di 1.510 euro di cui il 42enne non è stato in grado di giustificare la provenienza e materiale per il confezionamento di dosi singole. Nello specifico: sessantanove bustine in plastica trasparente auto sigillanti e una bilancina di precisione.
Oggi, 25 giugno, l’uomo è comparso davanti al giudice del tribunale di Ravenna il quale, dopo aver convalidato l’arresto, concedendo i termini a difesa, ha disposto, in attesa del processo, il trasferimento in carcere.
Dagli inizi come esperto in diritto della navigazione alla carriera da procuratore, il ravennate Fabrizio Ferrari guarda al Mondiale in Russia con gli occhi sul suo gioiello francese Thauvin
Fabrizio Ferrari
Procuratore con interessi legati soprattutto al calcio-mercato francese, ma anche agente Fifa apprezzato in ambito internazionale, l’avvocato ravennate Fabrizio Ferrari è sempre più sulla cresta dell’onda. Uno dei suoi assistiti, l’attaccante transalpino Florian Thauvin, parteciperà al Mondiale, mentre nel recente passato numerosi calciatori si sono avvalsi delle sue mediazioni, come di sicuro accadrà anche in futuro. Terminati i campionati, l’estate non sarà infatti caratterizzata solo dalla competizione in partenza in Russia, ma anche dalle trattative di mercato, che in qualche modo renderanno meno amara la mancata partecipazione dell’Italia alla rassegna iridata.
Fin da giovanissimo Ferrari ha messo lo sport al centro del suo mondo: anche se al pallone, più che i calci, preferiva dare degli schiaffi… «Tra Ravenna e Ferrara – racconta – ho praticato tanta pallavolo, arrivando a giocare in Serie A2. Il mio primo allenatore nelle giovanili è stato Marco Bonitta, con cui sono rimasto in ottimi rapporti. Il mio ruolo era schiacciatore, ma poi, con l’evoluzione del volley, ho terminato la carriera da libero, di cui sono stato uno dei pionieri».
Come mai ha iniziato a fare il procuratore?
«Quasi per caso, grazie alla mia professione di avvocato. A metà degli anni Novanta ho dato una mano a un paio di giovani in orbita Ravenna e in seguito ho cominciato a tutelare gli interessi di Mingazzini. Da cosa nasce cosa e grazie a Natale Bianchedi ho iniziato a collaborare con il procuratore Claudio Vigorelli. Vent’anni fa mi sono trasferito a Milano e da lì non sono più andato via».
E l’attività da avvocato?
«In quel periodo lavoravo nello studio di Simone Bassi a Ravenna, specializzandomi in diritto della navigazione. Mi piaceva però di più tentare la carriera di agente e quindi ho fatto questa scommessa su me stesso».
Una scommessa vincente?
«Direi di sì, perché poi qualche anno dopo ho deciso di aprire una mia società».
Faouzi Ghoulam
Che tipo di lavoro è quello del procuratore?
«Non è facile, perché tutti vorrebbero farlo. Agli inizi mi ha dato una grossa mano il fatto di essere un avvocato. È chiaro che c’è una barriera molto dura da superare per intraprendere questa strada e, se ci riesci, è perché possiedi delle qualità. Poi, più diventi bravo, più hai del lavoro, ma non puoi mai permettere di fermarti. Come tante professioni particolari, però, non tutti possono farla. Per fortuna si torna al passato, con un esame da superare, in quanto i procuratori “improvvisati” hanno commesso più danni che altro».
Qual è il segreto per farsi largo nel difficile mondo del calcio-mercato?
«Specializzarsi in una nicchia. Io l’ho fatto nel campionato francese, dove ai tempi operavano Damiani e pochi altri. Ho imparato la lingua e in un anno faccio tantissimi viaggi al di là delle Alpi. La Francia rappresenta il mio core business».
Qual è stata la sua prima operazione importante?
«Di sicuro quella che nel 2004 portò l’attaccante Kamara dal Modena a Portsmouth. Penso che a oggi sia la vendita più alta fatta dalla società emiliana».
Quali sono stati i suoi grandi “colpi”?
«Anelka, che l’ho portato dalla Cina alla Juventus, Essien, al Milan, ma anche Ghoulam e Reveillere. Poi Mangala, che da giovanissimo l’ho fatto trasferire dallo Standard Liegi al Porto, e anche Thauvin, di cui ho gestito la procura negli ultimi tre anni. In questo periodo è passato dal Newcastle, dove giocava poco, alla finale di Europa League con la maglia del Marsiglia, raggiungendo anche la convocazione in nazionale».
Opera anche in Italia?
«Lavorare sui giovani del nostro Paese è la base, ma è più complicato, in quanto da noi c’è meno “fame” rispetto alla Francia. Adesso sto iniziando a raccogliere i frutti, grazie ad alcuni talenti che hanno le qualità per compiere il salto di qualità. Al momento curo gli interessi di circa 25 calciatori».
A sinistra Florian Thauvin
Spesso la vediamo ospite nelle trasmissioni televisive di Sky e Sportitalia…
«Bisogna essere un po’ dappertutto. Fa parte del gioco».
Da ravennate, ha mai fatto affari con il Ravenna?
«Sono in grande sintonia con i dirigenti giallorossi, ma negli ultimi tempi non abbiamo fatto operazioni assieme. L’ultima è stata quella di Ivan Tosi, seguita da una serie di trattative che però non sono andate a buon fine. L’anno scorso poteva venire a Ravenna il giovane portiere Romagnoli, che alla fine è rimasto nella Primavera della Roma. Magari in futuro…».
Cosa pensa dell’ultima stagione disputata dal Ravenna?
«I dirigenti sono stati fenomenali, spendendo il giusto e gestendo al meglio le risorse a disposizione. Speriamo che nella prossima stagione ci sia più gente allo stadio: per quello che fa, la società si merita molto più pubblico».
Guardando la sfera di cristallo, questa estate che tipo di calcio-mercato prevede?
«Adesso sarà condizionato dal Mondiale, che bloccherà numerose trattative, ma da luglio sarà davvero scoppiettante. Credo infatti che ci si divertirà molto, anche in Italia. Tutti si aspettano l’Inter, ma alla fine penso che farà grandi cose il Napoli».
Ciclismo / La giovanissima figlia d’arte ravennate ha mancato di un soffio la volata per il primo posto, giungendo al traguardo con soli sette secondi di ritardo nella gara vinta dalla toscana Guazzini
La giovanissima ciclista ravennate Sofia Collinelli
Si è chiusa con un buon decimo posto la partecipazione di Sofia Collinelli ai campionati italiani su strada femminileJuniores disputati in provincia di Torino, su un circuito che prevedeva la partenza a Rivoli e l’arrivo ad Agliè. La giovanissima figlia d’arte ha mancato di un soffio la volata per il primo posto, giungendo al traguardo con soli sette secondi di ritardo. Nella gara a cui erano iscritte 66 atlete la squadra della ravennate, la VO2 Team Pink di Piacenza, si è messa in luce anche con Silvia Zanardi, giunta settima nella corsa vinta dalla toscana Vittoria Guazzini della Zhiraf Guerciotti Selle Italia. Per Sofia ora si prospetta un periodo a tinte azzurre, con il raduno in altura a Livigno con la nazionale femminile strada, dove parteciperanno anche la compagne Zanardi e Arianna Corino.
Ordine di arrivo campionato italiano femminile Juniores (66 partenti, 61 arrivate, prime posizioni): 1. Vittoria Guazzini (Zhiraf Guerciotti Selle Italia), 78 chilometri in 2 ore 12 minuti 30 secondi, media 35,321 chilometri orari; 2. Giorgia Bariani (Team Wilier Breganze) a 1 secondo; 3. Camilla Alessio (Team Lady Zuliani) a 3 secondi; 4. Barbara Malcotti (Valcar Pbm) a 4 secondi; 5. Gaia Realini (Vallerbike) a 7 secondi; 6. Giada Lucchi (Mendelspeck); 7. Silvia Zanardi (VO2 Team Pink); 8. Giorgia Catarzi (Zhiraf Guerciotti Selle Italia); 9. Gloria Scarsi (Valcar Pbm); 10. Sofia Collinelli (VO2 Team Pink).
Operazione della guardia di finanza che ha fermato la vettura per strada. A casa dell’uomo un grammo di cocaina e sostanza da taglio
Sembrava tutto a posto sull’auto fermata per strada a Bagnacavallo la sera del 22 giugno poi i Baschi Verdi del gruppo di Ravenna della guardia di finanza hanno alzato il cofano anteriore e nel vano motore hanno trovato otto panetti di hashish per un totale di 5 kg. Le Fiamme Gialle hanno arrestato, in flagranza di reato, un marocchino residente ad Alfonsine con numerosi precedenti di polizia per reati relativi agli stupefacenti. Nell’abitazione dell’uomo è stato trovato un involucro di cellophane contenente circa un grammo di cocaina e una confezione di circa mezzo chilo di sostanza da taglio.
Ufficialmente, secondo le informazioni divulgate dal comando provinciale, il controllo in strada è scattato perché l’auto viaggiava a velocità sostenuta attirando l’attenzione dei militari e sarebbe poi stato il curriculum dell’uomo a convincere gli operatori ad approfondire il controllo.
Nella mattinata di sabato è stato sottoposto a giudizio per direttissima e il giudice, nel convalidare l’arresto, ha disposto la detenzione alla casa circondariale di Ravenna.