giovedì
07 Maggio 2026

Ergastolo Cagnoni. Il pm: «Giustizia per Giulia». La difesa: «Tragedia per i figli»

Ventinovesima udienza / I commenti delle parti subito dopo la lettura della sentenza. L’avvocato Trombini annuncia ricorso in appello

RAVENNA 01/12/2017. PROCESSO CAGNONI PER OMICIDIO BALLESTRI
La pubblica accusa

«È una risposta di giustizia per Giulia Ballestri e per la sua famiglia». Così il pm Cristina D’Aniello sintetizza il suo commento sulla sentenza della corte d’assise di primo grado che condanna Matteo Cagnoni all’ergastolo per l’omicidio della moglie da cui si stava separando. Il sostituto procuratore, al termine di una lucida requisitoria di otto ore, aveva chiesto il massimo della pena contestando le aggravanti di premeditazione e crudeltà: «Non è mai una richiesta che si fa a cuor leggero. Dovremo attendere il deposito delle motivazioni per conoscere i dettagli della decisione ma già ora possiamo dire che l’ipotesi accusatoria ha convinto i giudici». D’Aniello ha portato in un’aula di tribunale la parola femminicidio invitando a scartare qualche aderenza al concetto di delitto passionale.

Il procuratore capo Alessandro Mancini, nel suo abituale stile compassato, è visibilmente soddisfatto ma non cede a trionfalismi: «C’è la soddisfazione professionale ma nessuna esultanza. L’ergastolo è sempre un momento triste». L’aspetto positivo riguarda le tempistiche: «La sentenza è arrivata un anno e nove mesi dopo l’omicidio, mi pare che possa essere un dato importante».

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
A sinistra Matteo Cagnoni, al suo fianco il collegio difensivo

A botta calda la difesa ha già annunciato che impugnerà la sentenza per presentare ricorso in appello. Non prima di aver letto le motivazioni, ovviamente: «Aspetteremo il deposito per capire cosa c’è alla base di questa decisione – dice l’avvocato Giovanni Trombini. In questo momento però il primo pensiero è che questa sentenza è una tragedia ulteriore che si abbatte sui tre bambini della coppia». Il collegio difensivo composto anche dall’avvocato Francesco Dalaiti ha insistito fino all’ultimo con l’innocenza di Cagnoni.

Ergastolo a Matteo Cagnoni, il video della lettura della sentenza in corte d’assise

Il presidente Corrado Schiaretti pronuncia la parola ergastolo alle 19 del 22 giugno, ventuno mesi dopo la morte della 39enne

Pochi minuti dopo le 19 del 22 giugno, al termine di una camera di consiglio durata sei ore, il presidente della corte d’assise di Ravenna Corrado Schiaretti ha letto il dispositivo della sentenza che condanna Matteo Cagnoni all’ergastolo per uxoricidio. Fra novanta giorni le motivazioni

Ergastolo a Cagnoni, l’avvocato dei Ballestri: «Nessuna soddisfazione, solo dolore»

I genitori e il fratello di Giulia scelgono di non commentare la condanna del dermatologo al massimo della pena e lasciano la parola a Giovanni Scudellari: «Sentenza ampiamente attesa. Il pensiero va ai tre figli che hanno visto la mamma massacrata a il babbo condannato»

Da sinistra: Guido Ballestri e Rossana Marangoni, fratello e madre di Giulia Ballestri. Con loro l’avvocato Giovanni Scudellari

In aula riecheggia ancora la parola ergastolo pronunciata dal presidente della corte d’assise per Matteo Cagnoni quando l’avvocato Giovanni Scudellari che tutela i familiari della vittima Giulia Ballestri prende la parola per loro: «Sentenza di condanna ampiamente attesa, da parte mia non c’è alcun tipo di sorpresa. L’unico dobbio era sull’entità della pena che dipendeva dal riconoscimento o meno delle circostanze aggravanti». Il pensiero del legale va a Giulia e ai tre figli: «Nel giro di circa un anno hanno visto la mamma massacrata e il babbo condannato all’ergastolo, anche per questo non può esserci alcuna soddisfazione ma solo grandissimo dolore».

I genitori e il fratello della donna, uccisa il 16 settembre 2016 all’età di 39 anni, scelgono di non commentare la sentenza: «Nell’interesse e a tutela dei figli minori di Giulia riteniamo opportuno mantenere la nostra condotta di massimo riserbo». Unica eccezione per esprimere «un grandissimo ringraziamento alla procura della Repubblica, rappresentata in questa vicenda dal procuratore capo Alessandro Mancini e dal sostituto procuratore Cristina D’Aniello, e alle forze dell’ordine per il loro impegno, bravura e straordinaria umanità». Nello specifico le indagini sono state portate avanti dalla squadra mobile della questura di Ravenna.

Il fratello Guido e la madre Rossana Marangoni sono stati chiamati a testimoniare nelle prime udienze del dibattimento per cercare di ricostruire i giorni a ridosso della scomparsa della donna e anche il rapporto precedente tra i due coniugi. Il fratello è stato presente in aula per tutte le udienze, anche quelle più di impatto come quando è stato proiettato il video del sopralluogo sulla scena del crimine: l’avvocato gli aveva consigliato di non andare ma lui disse che voleva vedere fino a che punto poteva arrivare la violenza di un assassino.

Omicidio Ballestri, la sentenza: Cagnoni uccise la moglie, condannato all’ergastolo

Dopo una camera di consiglio durata sei ore, il presidente della corte d’assise Corrado Schiaretti ha letto il dispositivo che accoglie la richiesta dell’accusa. Il dermatologo dovrà pagare anche 4 milioni di euro

RAVENNA 18/06/2018.PROCESSO CAGNONI PER L’ OMICIDIO DI GIULIA BALLESTRIÈ l’ergastolo, come richiesto dall’accusa, la pena inflitta in primo grado dalla corte d’assise di Ravenna a Matteo Cagnoni perché ritenuto colpevole dell’omicidio, avvenuto il 16 settembre 2016, della moglie Giulia Ballestri da cui si stava separando. La sentenza è arrivata alle 19 di oggi, 22 giugno, dopo oltre sei ore di camera di consiglio al termine della 29esima udienza del processo cominciato nove mesi fa (qui il video della lettura del dispositivo). L’imputato, che si proclama innocente sin dall’inizio delle indagini, era in aula: durante la lettura della sentenza è rimasto impassibile, nessun commento con l’avvocato Giovanni Trombini quando quest’ultimo l’ha baciato sulla guancia prima che venisse portato via dalla polizia penitenziaria.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti accolta dai giudici, in estrema sintesi, quel venerdì mattina di due anni fa con la scusa di fotografare dei quadri per una vendita, il 53enne dermatologo convinse la 39enne consorte a seguirlo nella villa disabitata di proprietà della famiglia dell’uomo in via Padre Genocchi e lì la massacrò prima a bastonate poi spaccandole il volto contro lo spigolo di un muro per poi andarsene abbandonando la donna ancora agonizzante nello scantinato dove verrà trovata due giorni dopo dalla polizia a cui il fratello e l’amante avevano denunciato la scomparsa.

RAVENNA 18/06/2018.PROCESSO CAGNONI PER L’ OMICIDIO DI GIULIA BALLESTRI

Nel dispositivo letto dal presidente della corte Corrado Schiaretti (a latere Andrea Galanti) il medico viene riconosciuto colpevole di omicidio volontario pluriaggravato, circostanza che ha quindi portato al massimo della pena (in caso contrario se ritenuto colpevole avrebbe preso al massimo trent’anni) oltre al pagamento delle spese processuali e di quelle per il proprio mantenimento in carcere durante i 21 mesi di custodia cautelare. L’imputato è stato condannato al pagamento di una cifra complessiva che supera i 4,3 milioni di euro. Così suddivisi: provvisionali di un milione a testa per i tre figli, un milione per i genitori Franco Ballestri e Rossana Marangoni e 150mila euro per il fratello Guido; danni per 20mila euro per il Comune di Ravenna e 10mila euro per ciascuna delle altre parti civili (Unione donne in Italia, Linea Rosa, Dalla parte dei minori); 43mila euro  per spese processuali sostenute dalle parti civili, 25.500 in favore delle parti civili Marangoni-Ballestri e 15mila ciascuno per le altre quattro parti civili. A questo vanno aggiunti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la sospensione della potesta genitoriale. Entro novanta giorni le motivazioni. Non è stato riconosciuto l’isolamento diurno di un anno chiesto dal pm.

La sentenza è stata pronuncia di fronte a un’aula gremita, di pubblico e di telecamere. I presenti hanno accolto il verdetto senza reazioni plateali. Inizialmente prevista per le 17.30, l’uscita della corte dalla camera di consiglio è poi slittata di un’ora e mezza. Un prolungamento dell’attesa che ha divorato le parti in causa, in maniera più o meno esplicita. Dal tamburellare con le dita sul tavolo dell’avvocato Trombini, seduto al primo banco accanto al collega Francesco Dalaiti,  al continuo aggiustare i capelli del pm D’Aniello. Il più disteso, almeno all’apparenza, era l’avvocato Giovanni Scudellari che difende i familiari della vittima come parte civile e ha cercato di stemperare la tensione con il fratello Guido Ballestri. Poi la campanella. la voce del cancelliere che annuncia l’ingresso della corte e per i quattro minuti impiegati dal presidente Schiaretti per leggere le due pagine di dispositivo nell’aria solo i click dei fotografi.

Mani unite in basso davanti al ventre, Cagnoni ha ascoltato il suo destino immobile e impassibile, con lo sguardo verso il basso nel vuoto. In un paio di momenti è parso quasi perdere l’equilibrio in avanti e uno degli agenti di polizia penitenziaria ha accennato un gesto come a riprenderlo. Non c’è stato bisogno. Poi Trombini ha delicatamente baciato l’amico e cliente sulla guancia e il dermatologo ha imboccato l’uscita per tornare in carcere.

Quella appena conclusa è stata la decima corte d’assise per omicidio volontario a Ravenna nell’ultimo decennio (altri omicidi hanno imboccato percorsi giudiziari diversi con riti alternativi). In totale con quello odierno, gli ergastoli sono cinque. Procedendo a ritroso l’ultima Assise fu quella di Secondo Merendi, accusato di aver ucciso la madre 81enne Maria Pia Rossini nell’aprile 2015 a Cotignola perché aveva scoperto che usava la sua pensione per i debiti di gioco. La sentenza di primo grado è arrivata a dicembre 2016: fine pena mai (conferma in appello). Risale invece a marzo 2016 la sentenza di primo grado per Daniela Poggiali: l’ex infermiera fu condannata all’ergastolo per l’uccisione della 78enne paziente Rosa Calderoni nell’ospedale di Lugo nel 2014 (assoluzione in appello, a metà luglio la Cassazione).

La provincia di Ravenna cala il suo poker d’assi ai Giochi del Mediterraneo

L’evento / Nella manifestazione iniziata oggi a Tarragona, in Spagna, sono impegnati il calciatore Babbi (che ha fatto l’esordio questa mattina), il nuotatore Scozzoli, la lottatrice Corelli e la ginnasta Baldassarri. Il programma delle loro gare

Milena Oro Nastro
La ginnasta ravennate Milena Baldassarri (foto FGI)

Sono quattro gli atleti nati nella provincia di Ravenna che da oggi fino a domenica 1° luglio saranno impegnati ai Giochi del Mediterraneo in svolgimento a Tarragona, in Spagna. La diciottesima edizione della manifestazione sportiva che coinvolge 26 delle nazioni che si affacciano sul mare che bagna Europa, Africa e Asia ha già visto questa mattina il debutto del giovanissimo calciatore ravennate Lorenzo Babbi con la maglia dell’Under 18 azzurra che ha pareggiato 2-2 contro il Marocco. Cresciuto nel Classe, da qualche anno nelle giovanili del Cesena, l’attaccante classe 2000 ha giocato il primo tempo, venendo sostituito a inizio ripresa da Mulattieri. Il prossimo impegno è in programma martedì, con gli azzurrini che se la vedranno con la Libia in una partita da dentro o fuori.

Farà il suo esordio domenica nei 100 rana il nuotatore Fabio Scozzoli, nato a Lugo ma da tempo residente a Forlì. L’esperto classe ’88 gareggerà anche lunedì, nei 50 rana. Giovedì 28 giugno sarà invece il turno della lughese Martina Corelli, che scenderà in pedana nella disciplina del taekwondo. La classe 2000 tesserata nella Polisportiva Voltana si cimenterà nella categoria -49 kg. Grandissima attesa è rivolta in particolare sull’astro nascente della ginnastica ritmica italiana, la ravennate doc Milena Baldassarri, sulla quale i riflettori si accenderanno da venerdì 29 giugno, giorno delle eliminatorie nella gara individuale. Forte del settimo posto agli Europei di Guadalajara e della vittoria del campionato italiano assoluto, la classe 2001 cresciuta nell’Edera e ora punta di diamante della Ginnastica Fabriano punta infatti a un posto sul podio, ma per farcela dovrà vedersela anche con la compagna di nazionale Alexandra Agiurgiuculese.

D'Odorico Conad Chieri
La friulana Sara D’Odorico nella scorsa stagione ha giocato nella Conad

C’è però un po’ della provincia di Ravenna anche in altre discipline, grazie ad atleti che hanno legato o legano tuttora il loro nome alle società del territorio. Oggi Sofia D’Odorico ha fatto l’esordio con la maglia della nazionale femminile B di pallavolo, sconfitta 3-2 dalla Grecia: la friulana, infatti, nell’ultima stagione ha giocato nella Conad Olimpia Teodora, in A2, e non è esclusa una sua conferma anche per il prossimo campionato. La seconda e decisiva gara del girone vedrà l’Italia affrontare lunedì Cipro. Domani invece comincerà la sua esperienza il toscano del Porto Robur Costa Giacomo Raffaelli, che fa parte della nazionale B guidata da Gianluca Graziosi assieme ad altri ex come Diamantini, Spirito e Polo (c’è anche Tiozzo, in passato a Conselice): gli azzurri sfideranno la Grecia, mentre lunedì chiuderanno il raggruppamento con il Portogallo.

Ma non finisce qui, perchè nei ferraresi Luca Rambaldi e Jessica Rossi c’è un po’ di Ravenna. Il primo, infatti, è cresciuto nella Canottieri Ravenna e da giovedì sarà impegnato con i remi nell’acqua spagnola nel singolo senior. La seconda, ben più nota in virtù di un oro olimpico, domani inizierà a sparare nelle qualificazioni 75 del trap di tiro a volo, disciplina in cui si è allenata fin da bambina nel poligono di Conselice.

Palio del Niballo, cinque cavalieri allo scontro rionale: la giosta è pronta

Il programma dell’edizione numero 62 che si svolgerà domenica 24. Il Giallo deve difendere il titolo conquistato nel 2017

Palio NiballoCristian Cordari (Borgo Durbecco), Daniele Ravagli (Rione Giallo), Matteo Tabanelli (Rione Nero), Valentino Medori (Rione Rosso) e Massimo Gubbini (Rione Verde): sono questi i cinque cavalieri che domenica 24 giugno correranno la 62esima edizione del Niballo – Palio di Faenza. Il programma della giostra prevede il ritrovo, alle ore 16 in Piazza del Popolo, del corteo storico composto dai figuranti in costume del Gruppo Municipale e dei cinque Rioni faentini.

Dalla piazza il corteo raggiungerà poi, percorrendo Corso Mazzini, il campo di gara: lo stadio Bruno Neri. Quindi il corteo farà il suo ingresso allo Stadio, con i figuranti del gruppo municipale davanti a quelli dei cinque Rioni, ordinati secondo il piazzamento del Palio del Niballo dell’anno precedente. Il primo Rione a entrare nello Stadio sarà pertanto il Giallo, vincitore dell’edizione 2017. Dopo una breve esibizione degli sbandieratori davanti ai propri rionali seguiranno le premiazioni della miglior dama, del figurante in costume e dell’araldo individuati dalla Deputazione per il Niballo: alle ore 19.30 circa prenderà il via la Giostra. In caso di maltempo il Palio del Niballo sarà rinviato alla domenica successiva, primo luglio, con gli stessi orari.

Ancora possibile acquistare i biglietti della giostra in prevendita nella giornata di sabato 23 giugno presso il botteghino del teatro Masini, in piazza Nenni, dalle 17.30 alle 19.00, mentre domenica nelle biglietterie dello stadio, aperte al mattino dalle ore 10.00 alle 12.00 e il pomeriggio dalle ore 15.00.

Le Ordinanze Domenica 24 giugno dalle ore 12.00 alle 24.00, vietata la sosta con rimozione forzata di tutti i veicoli a motore in piazza del Popolo, Corso Mazzini, Via Oberdan (da Via Medaglie d’Oro fino a Via Giovanni XXIII), Piazzale Pancrazi (prima fila dei box auto lato stadio fino al Palasport) e Via Medaglie d’oro (da Corso Mazzini fino a Via Cantinelli). Disposto il divieto di transito di veicoli a motore, velocipedi e pedoni per il tempo necessario a consentire il passaggio del corteo.

A partire da due ore prima dell’inizio della manifestazione e sino al termine della stessa, sarà vietata la vendita di bevande alcoliche in contenitori da asporto e la somministrazione, ai fini del consumo sul posto, di bevande in contenitori di vetro, a tutti gli esercizi commerciali e pubblici, nonchè i circoli privati, di Piazza del Popolo, Piazza della Libertà, Piazza Martiri della Libertà, Corso Mazzini e di Piazzale Pancrazi (per un raggio di 100 metri dal campo sportivo dove si disputa la giostra) .

All’interno dell’impianto sportivo dove si svolge la giostra è vietato vendere, somministrare ed introdurre bevande alcoliche, consentita la vendita, somministrazione ed introduzione di bevande non alcoliche esclusivamente in contenitori di carta o plastica.

Su Facebook minacce a venti magistrati: «Sarete ammazzati come bestie». Si indaga

Nel mirino numerose toghe del palazzo di giustizia di Ravenna, dal procuratore capo Alessandro Mancini a molti componenti del suo pool per arrivare fino all’ex presidente del tribunale Bruno Gilotta e altri giudici

Il procuratore capo Alessandro Mancini

Un lungo post su Facebook, pubblicato dal profilo di un utente registrato come Antony Marino, contiene esplicite minacce di morte all’indirizzo di una ventina di magistrati riconducibili al palazzo di giustizia di Ravenna. Nel mirino delle minacce sono finiti il procuratore capo Alessandro Mancini e molti componenti del suo pool, l’ex presidente del tribunale Bruno Gilotta e altri giudici fino al procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Il post risale al 30 marzo scorso ma la circostanza è emersa soltanto oggi e si apprende che sono in corso accertamenti per risalire alla reale identità dietro al profilo sul social network.

Il tenoro delle frasi è particolarmente inquietante: «Non mi sfuggirete, vi assicuro che sarete ammazzati come le bestie che siete, per abbattere uno di voi sono disposto a farne cadere centinaia». Il post è pubblicato in forma pubblica quindi visibile da chiunque, non è però escluso che il profilo venga oscurato dalle autorità nell’ambito delle indagini. L’autore dell’attacco farcisce il suo intervento di insulti e accuse di corruzione all’indirizzo delle toghe senza però fare circostanze specifiche.

Marina Romea, revocato il divieto di balneazione: analisi okay

Rientra l’allarme inquinamento. Tutti i parametri sono tornati nella norma

Visto l’esito favorevole delle analisi microbiologiche eseguite dal dipartimento di sanità pubblica del Servizio sanitario regionale dopo l’ultimo campionamento, dal quale si evidenzia che tutti i parametri sono entro i valori limite posti dalla legge, è stata disposta la revoca immediata del divieto temporaneo di balneazione scattato l’altro ieri nel tratto di mare da 220 metri a nord della foce del Lamone fino al piede del molo nord della foce del Lamone, a Marina Romea.

L’appello a favore dei diritti umani nel tema di maturità degli studenti feantini

I maturandi si sono rivolti con questo messaggio a governo e presidente della Repubblica. «Rispettare l’articolo 2 della Costituzione»

Maturità GenericaUn gruppo di studenti del liceo di Faenza avrebbe rivolto un appello a favore dei diritti umani allegandolo in qualche modo al tema di maturità. La notizia è finita sui giornali nazionali: l’ha riportata “La Stampa” e la ripresa Michele Serra nella sua rubrica L’Amaca che esce quotidianamente su “Repubblica”.

Nell’appello, scritto – stando a “La Stampa” – in alcuni casi su un foglio a parte e in altri direttamente su quello del tema c’era un appello diretto al Quirinale e al governo: «Io sottoscritto, in riferimento alla situazione delle persone migranti, pretendo il rispetto dell’articolo 2 della Costituzione, che recita: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Chiedo che questo mio messaggio sia recapitato al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro degli Interni e al ministro dell’Istruzione».  Un appello che, pur non citandoli direttamente, pare legato alle questioni politiche più “calde” di questi giorni: migranti e censimento dei rom.

Cagnoni: «Non ho mai pensato di uccidere Giulia». La corte è in camera di consiglio

Ventinovesima udienza / Si è chiuso il processo con le ultime dichiarazioni spontanee dell’imputato dopo l’arringa difensiva. La procura ha scelto di non replicare. Sentenza attesa dopo le 17.30: ergastolo, assoluzione o 30 anni

A Dunkerque gli inglesi persero la battaglia ma alla fine vinsero la guerra. È forse da intendere in questo senso il paragone che Matteo Cagnoni fa tra il suo avvocato Giovanni Trombini e il primo ministro britannico Winston Churchill: «Quando qualcuno gli fece notare che avevano perso, rispose che gli inglesi avevano talmente tanta fantasia da riuscire ad andare oltre la storia. Mi auguro che anche il mio avvocato vada oltre la storia». Sono state le ultime parole pronunciate in tribunale dal dermatologo oggi, 22 giugno, nella 29esima e ultima udienza del processo che lo vede imputato per l’omicidio volontario pluriaggravato della moglie Giulia Ballestri. L’accusa chiede l’ergastolo, la difesa chiede l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Alle 13 la corte d’assise si è ritirata in camera di consiglio: la sentenza è attesa dopo le 17.30. Oltre ai due scenari chiesti dalle parti, ne esiste un terzo: condanna a 30 anni qualora il 53enne venisse riconosciuto colpevole ma non reggessero le aggravanti di premeditazione e crudeltà.

Prima di lanciarsi nella metafora a fondo storico – «Dicono che sono un appassionato di psicologia ma lo sono soprattutto di storia» – Cagnoni ha speso alcune parole in ricordo della moglie, partendo da un’immagine fornita ai giudici nell’udienza del 14 giugno dall’avvocato Giovanni Scudellari che tutela i familiari della vittima: «Ho saputo che qualcuno ha sintetizzato il mio atteggiamento nei confronto di Giulia secondo lo schema “Taci e sii bella”. Non c’è nulla di più sbagliato, è qualcosa che non mi appartiene e mai è stato così. Io amavo Giulia. Con Giulia ho scoperto presto di divertirmi come se fossi in compagnia di un amico, aveva una capacità di battuta quasi maschile e una componente maschile molto accentuata. Senza di lei il mondo per me era grigio e uscire da solo senza di lei per me era una serata sprecata. Una volta mi disse una frase che mi è rimasta impressa per sempre: diceva “io e te siamo perfetti, dove non arrivi tu arrivo io e viceversa”». E la fiducia nutrita dall’uomo nella consorte è testimoniata da un aneddoto: «Una sera in auto le parlai di un progetto editoriale a cui stavo lavorando dopo aver incontrato la persona con cui avrei dovuto portarlo avanti. Le chiesi se aveva fiducia in quella persona, le mi disse di no e questo per me fu sufficiente per abortire tutto».

Cagnoni poi nel suo breve intervento di una decina di minuti – il primo in nove mesi in cui ha ricordato la figura della consorte con dolore – ricorda qualche altro episodio: «Nella mia camera da letto è stata trovata una lettera che conservavo da San Valentino 2012. Giulia concludeva scrivendo “Ti amo sempre di più”, tanto per rispondere a chi sostiene che non mi avesse mai amato». E ancora una volta il medico torna a ribadire la sua innocenza: «Questa mia convinzione mi permette in questi ultimi giorni di essere molto sereno, come ha notato un’amica che è venuta a trovarmi in carcere. Non ho mai pensato di uccidere Giulia nemmeno un secondo della mia vita».

In precedenza nell’udienza odierna c’era stata la conclusione dell’arringa difensiva, prima con le parole dell’avvocato Trombini e poi del collega Francesco Dalaiti. Il primo ha impiegato quasi otto ore (le prime sette lunedì scorso) per dimostrare che Cagnoni non ha commesso il fatto. Il secondo invece ha voluto affrontare la questione delle aggravanti per dire che anche qualora la corte lo dovesse riconoscere colpevole, non ci sarebbero i presupposti per le aggravanti e quindi per l’ergastolo. Piccolo colpo di scena quando l’accusa (sostituto procuratore Cristina D’Aniello) ha scelto di non replicare chiudendo i giochi e aprendo le porte della camera di consiglio. Il pm aveva parlato per otto ore in requisitoria e ha quindi ritenuto che quanto detto fosse sufficiente per convincere i giudici.

Interventi al parco della Pace: prima il verde, da settembre si lavora ai mosaici

Lo promettono tre assessori. Sulle opere d’arte ci si confronterà con il sistema formativo della città. Potature, sfalci e giochi già in estate

Nadia Orioli Parco Della PaceLa situazione di degrado in cui versa il parco della Pace sarà affrontata dal comune. Lo promettono ben tre assessori della giunta comunale. «Come per tutti gli spazi pubblici della città, anche per il parco della Pace gli uffici comunali competenti eseguono verifiche e monitoraggi periodici, da tempo e su più fronti. In questo quadro sono emerse particolari necessità di intervento, già in corso di istruttoria», dichiarano gli assessori all’Ambiente Gianandrea Baroncini, ai Lavori pubblici Roberto Fagnani e alla Cultura Elsa Signorino. Per ciò che concerne gli interventi già realizzati o più prossimi il Comune segnale alcune potature, gli sfalci come da programma, la sostituzione di alcuni giochi al posto di altri rimossi perché non più idonei.

«Per quanto riguarda i mosaici, a settembre apriremo un tavolo di confronto con tutto il sistema delle istituzioni formative vocate – Università, Accademia di Belle Arti, Liceo artistico – le istituzioni culturali cittadine – Mar, RavennAntica, Fondazione Flaminia – e naturalmente la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, al fine di fare un’analisi rigorosa dello stato delle opere e degli interventi di restauro che si renderanno necessari. Il progetto che ne scaturirà costituirà uno dei temi al centro della Biennale del mosaico 2019. Ovviamente tale tavolo sarà aperto al contributo di idee e proposte delle associazioni culturali del territorio».

Fregata Martinengo attraccata in banchina: ecco gli orari di visita per vederla

Si potrà salire a bordo nel pomeriggio di venerdì 22 giugno, dalle 15 alle 20, e di sabato, anche in mattinata a partire dalle 9

Fregata della MarinaRispetto a quelli diffusi ieri, sono stati ampliati gli orari di visita alla Fregata europea multi missione Federico Martinengo della Marina Militare Italiana, che prenderà parte a Valore Tricolore e sarà ormeggiata da oggi, venerdì 22 giugno, a domenica 24 giugno presso il porto canale di Marina di Ravenna (banchina Fabbrica Vecchia, via Fabbrica Vecchia 5). Il pubblico avrà l’opportunità di visitare la nave nelle giornate di oggi, venerdì 22 giugno, dalle 15 alle 20, e domani, sabato 23 giugno, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20

Domenica 24 giugno la nave farà da cornice in mare all’air show della Pattuglia Acrobatica Nazionale (P.A.N.) delle Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare, previsto a partire dalle ore 16.

Alla banchina crociere di Porto Corsini sarà invece possibile visitare la nave Galatea oggi venerdì 22 giugno, domani sabato 23, e domenica 24, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.

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