mercoledì
06 Maggio 2026

Spara verso una ghiandaia ma i pallini rimbalzano e colpiscono l’amico all’occhio

Un 65enne è stato ferito da una fucilata durante l’attività di caccia nei campi. Escoriazioni anche alla mano. Operato, non è in pericolo di vita

Caccia 1200x800Ferito da una fucilata ad un occhio dall’amico che aveva sparato verso una ghiandaia: è accaduto a Faenza. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, l’uomo, un faentino 65enne, si era recato con un un suo amico all’interno di un azienda agricola locale al fine di effettuare un controllo a corvidi e storni, attività di caccia per cui erano stati preventivamente autorizzati. Si tratta della caccia, autorizzata dalla Regione, che serve a tenere sotto controllo il numero di uccelli nei campi agricoli.

Durante l’attività, l’amico, un 57enne faentino, ha esploso un colpo con il proprio fucile verso una ghiandaia. Dalla dinamica degli eventi è risultato che alcuni pallini abbiano impattato in alcuni ostacoli fissi rimbalzando verso il malcapitato che è stato colpito all’occhio destro ed alla mano sinistra. L’uomo non è in pericolo di vita e si è presentato all’ospedale di Faenza. Medici e infermieri, visto la ferita da arma da fuoco, hanno sottoposto il 65enne ad un intervento all’occhio e avvisato la polizia per accertare la dinamica dei fatti.

 

Il musicista Massimo Zamboni ospite lunedì 18 giugno di Bibliocaffè

Chitarrista e scrittore,  presenterà al chiostro “l’Eco di uno sparo”, vincitore del premio Manzoni Romanzo storico 2015. Giallo, autobiografia e storia familiare

Massimo Zamboni
Massimo Zamboni

Lo scrittore e musicista Massimo Zamboni sarà l’ospite, lunedì 18 giugno alle 21.30, del primo incontro del Bibliocaffè, appuntamento estivo con libri, autori e scrittori promosso dalla Biblioteca comunale Taroni in collaborazione con Rapsodia di Emiliano Visconti presso il chiostro del centro culturale Le Cappuccine, a Bagnacavallo.

Zamboni, chitarrista e compositore dei CCCP e dei CSI, due dei gruppi più importanti della scena musicale italiana degli anni Ottanta e Novanta, sarà a Bagnacavallo con i suoi romanzi L’eco di uno sparo e Nessuna voce dentro. Un’estate a Berlino ovest, entrambi usciti per Einaudi. L’eco di uno sparo, vincitore del Premio Manzoni Romanzo storico 2015 e del Premio città di Omegna per la Resistenza 2015, è insieme romanzo familiare, autobiografia e giallo.

«Questa è la storia di mio nonno Ulisse e dei suoi sparatori che si spararono tra loro. Il racconto di ciò che ha innescato quei colpi in canna, e di ciò che è stato dopo. L’eco di uno sparo non si quieta mai» spiega l’autore, che affronta la dolorosa storia della sua famiglia e in particolare del nonno Ulisse, squadrista e membro di un direttorio del Fascio, ucciso nel febbraio del 1944. Al termine della presentazione il bicchiere della buonanotte sarà offerto dall’azienda agricola Longanesi Daniele.

Il Bibliocaffè proseguirà lunedì 25 giugno con la scrittrice italo-albanese Anilda Ibrahimi che presenterà Il tuo nome è una promessa (Einaudi 2017). Chi parteciperà al Bibliocaffè avrà uno sconto sull’ingresso la rassegna Bagnacavallo al cinema nella serata del martedì. Il chiostro delle Cappuccine è in via Vittorio Veneto 1/a.

Libri in spiaggia, torna il progetto in collaborazione tra Classense e stabilimenti

La proposta, che ha portato lo scorso anno nelle spiagge ravennati oltre 800 libri di tutti i generi, è stata particolarmente apprezzata dai clienti

LibriL’Istituzione Biblioteca Classense, nell’ambito delle attività di promozione della lettura in vari luoghi della città, ha ideato lo scorso anno il progetto Una spiaggia che legge è una bella storia, per portare direttamente negli stabilimenti balneari libri a disposizione delle persone che li frequentano.

La proposta, che ha portato lo scorso anno nelle spiagge ravennati oltre 800 libri di tutti i generi dal thriller al romanzo sentimentale passando per qualche classico italiano, è stata particolarmente apprezzata dai clienti e dagli esercenti; quest’anno si sono aggiunti agli 11 dello scorso altri 5 stabilimenti balneari e i libri arriveranno anche a Lido Adriano e Marina Romea. Grazie al coordinamento della biblioteca Classense che ha curato la scelta, la consegna dei libri e la campagna promozionale, i 16 bagni aderenti diventano così “promotori della lettura”.

Iclienti dei bagni Ai Tamerici, Hana Bi, Paradiso, Singita, Sottomarino, Toto e Zanzibar di Marina di Ravenna; Ettore, Nariz, Nautilus, Perla e BBK di Punta Marina; Azzurra Beach Club e Long Beach di Lido Adriano; Azzurro e Corallo Beach di Marina Romea possono prendere in prestito i libri della Classense e riconsegnarli dopo la lettura.

Oltre ai libri, gli stabilimenti balneari hanno ricevuto il bollino di qualità Una spiaggia che legge è una bella storia a testimoniare che la lettura rappresenta una risorsa strategica su cui investire e un valore sociale da sostenere attraverso un’azione coordinata e congiunta tra i diversi protagonisti presenti sul territorio. Ravenna, grazie al progetto In vitro promosso dal Centro per il libro e la lettura, attraverso il patto locale per la lettura, è impegnata ad unire gli sforzi, i mezzi e le iniziative, per favorire l’aumento degli indici di lettura.

 

Vini: l’istituto “Persolino-Strocchi” e Caviro si aggiudicano la targa del Tribunato

La cerimonia si è tenuta a Cesenatico: il diploma di gran merito a chi ha ottenuto un punteggio di almeno 82 centesimi. In tutto 80 le etichette che hanno partecipato

PersolinoDomenica 17 giugno a Cesenatico sono stati proclamati i vincitori dell’edizione 2018 del Concorso “Vino del Tribuno”. Il Concorso, organizzato e promosso dal Tribunato di Romagna, ha, tra le varie finalità, quelle di: evidenziare la migliore produzione enologica del territorio facendola conoscere ai consumatori e agli operatori; presentare al pubblico le tipologie dei vini più caratteristici; premiare e stimolare lo sforzo delle aziende vinicole al continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti. Hanno partecipato 80 vini romagnoli che sono stati assaggiati alla cieca  a inizio giugno a Bagnacavallo (da quattro commissioni composte da enologi, sommelier, Tribuni particolarmente esperti di vino e giornalisti.

Hanno conquistato il “Diploma di Gran Merito” i vini che hanno ottenuto il punteggio più alto nelle diverse categorie, raggiungendo almeno 82 punti su 100 (in base al metodo di valutazione dell’Unione Internazionale degli Enologi), mentre sono stati premiati ex-aequo con “Diploma di Merito” i vini che hanno ottenuto un punteggio non inferiore agli 80/100.

La prestigiosa “Targa del Tribunato” è  stata conferita al vino che ha ottenuto il punteggio assoluto più alto: Romagna Albana Passito Docg “Ultimo Giorno di Scuola” 2013 dell’Istituto Professionale Persolino-Strocchi gestione azienda agricola di Faenza e ai produttori che hanno avuto la somma dei punteggi più alti sommando almeno tre vini in concorso (in questo caso tre aziende). Tra di loro anche Caviro di Faenza. Hanno ottenuto la targa anche Zavalloni Stefano di Cesena e la Cantina Forlì Predappio.

Inoltre, hanno ottenuto le menzioni speciali: “Il Tribuno che accompagna” per le categorie da tre a 12 Colli d’Imola Bianco “Artemisia” 2014 dei Poderi Delle Rocche di Dozza e “Il Tribuno che chiude” per le categorie da 13 a 15 sempre al Romagna Albana Passito Docg “Ultimo Giorno di Scuola” 2013.

Mirabilandia lancia lo sconto per tutti i residenti in Emilia-Romagna

Fino al 24 giugno entrare costerà 19,9 euro. Necessario collegarsi alla biglietteria on line, stampare il coupon e presentarsi con la carta di identità all’ingresso

Mirabilandia Inverted Coaster KatunNel weekend Mirabilandia ha inaugurato l’ampliamento di Mirabeach, con ventimila metri quadrati in più, ora lancia una promozione per i residenti in Emilia-Romagna. Si potrà entrare al parco di divertimenti al prezzo di 19,9 euro collegandosi alla biglietteria  biglietteria online di Mirabilandia, selezionare il numero di biglietti richiesto – fino a un massimo di cinque – e inserire il codice sconto ER2018 nel campo dedicato.

Il giorno di visita al parco, sarà sufficiente stampare il proprio biglietto e presentarlo all’ingresso insieme a un documento valido che attesti la residenza in Emilia-Romagna.

 

Francesco Baracca, martedì il clou delle celebrazioni con le Frecce Tricolori

Morì nel 1918 a Nervesa della Battaglia. Venne ritrovato solo dopo qualche giorno. Trecento bambini per ricordarlo, saranno lette le sue missive spedite durante la Prima guerra mondiale

Francesco BaraccaMartedì 19 giugno Lugo celebra il centenario della morte del Maggiore Francesco Baracca, avvenuta appunto  il 19 giugno 1918, a trent’anni. La cerimonia in onore dell’asso dell’Aeronautica italiana e Medaglia d’oro al valore militare inizia alle 10 in piazza Baracca con la deposizione di una corona. Per ricordare la sua figura, verranno inoltre letti alcuni passi tratti dalle sue lettere alla famiglia. Interverranno poi le autorità civili e militari. Dopo la lettura della “Preghiera dell’aviatore”, recitata da un ufficiale dell’Aeronautica Militare, il pubblico potrà ammirare il sorvolo delle Frecce Tricolori, la Pattuglia Acrobatica Nazionale

Alle 10.40 la cerimonia si sposta all’oratorio di Sant’Onofrio, in largo Baruzzi, dove sarà reso omaggio al sarcofago di Francesco Baracca, che rimarrà all’oratorio fino a domenica 24 giugno. I presenti potranno inoltre visitare la mostra fotografica, ospitata sempre fino al 24 giugno dall’oratorio di Sant’Onofrio. Subito dopo, è in programma una visita guidata al museo “Francesco Baracca”. In occasione delle celebrazioni per Francesco Baracca, dalle 9 alle 13, ci sarà uno speciale annullo filatelico sotto il Pavaglione, di fronte all’ingresso principale della Rocca.

Piazza Baracca sarà riempita anche dai bambini del centri estivi di Lugo. In occasione delle celebrazioni saranno infatti presenti quasi 300 bambini e ragazzi che frequentano il Cre Garibaldi, il Grest estivo della parrocchia di San Giacomo e il nido e la scuola dell’infanzia “San Giuseppe”. Inoltre, nella stessa giornata Francesco Baracca sarà ricordato anche su Rai Storia, che manderà in onda alle 22 un documentario di 50 minuti dedicato alla vita e alle imprese dell’eroe lughese.

Per consentire la manifestazione, dalle 7 fino al termine sarà istituito un divieto di sosta e di transito in via Relencini, via della Libertà, piazza Trisi e Ztl; divieto di sosta in largo Tricolore e piazza Garibaldi (prima fila lato pescheria); divieto di transito in corso Matteotti dalla via Pisacane.

Baracca morì a Nervesa della Battaglia (Trevisov) il 19 giugno 1918. Quel giorno, al culmine della Battaglia del Solstizio, Baracca e il suo gregario Franco Osnago decollarono alle 18.15 dal campo di volo di Quinto di Treviso verso Nervesa per una missione di mitragliamento a bassa quota contro le truppe austro-ungariche, che avevano occupato parte del Montello. Fu l’ultima volta che Baracca venne visto vivo. Alle 18.45 Osnago ritornò e comunicò di avere perso di vista il suo comandante durante la missione, nonostante si fosse trattenuto in volo per cercarlo. Il 21 giugno il bollettino di guerra comunicava: “Il valoroso maggiore Baracca che aveva raggiunto la sua 34ª vittoria aerea, il giorno 19 non ha più fatto ritorno da eroico volo di guerra”. Baracca venne ritrovato solo qualche giorno dopo dai compagni Ferruccio Ranza, Franco Osnago e dal giornalista de “Il Secolo” Raffaele Garinei, a pochi metri dai resti del suo aereo distrutto dalle fiamme.

 

Processo Cagnoni, i 20 indizi dell’accusa che vuole l’ergastolo. Parola alla difesa

Dopo la requisitoria di otto ore del pm D’Aniello, in corte d’assise è il giorno dell’arringa degli avvocati Trombini e Dalaiti: la missione è convincere almeno cinque giudici su otto che il dermatologo non è colpevole oltre ogni ragionevole dubbio ma quelle impronte in cantina pesano come macigni

Matteo Cagnoni in aula
Matteo Cagnoni in aula, al suo fianco l’avvocato Giovanni Trombini

Dice che le sue grandi passioni sono il backgammon e il teatro. Potrebbero tornare utili entrambe all’avvocato Giovanni Trombini oggi, 18 giugno, per la sua arringa in corte d’assise a Ravenna. Servirà strategia per smontare il castello accusatorio che il pm Cristina D’Aniello nella requisitoria ha costruito attorno al suo cliente, Matteo Cagnoni, e gioverà una buona presenza scenica per riconquistare anche la pancia dell’aula dopo le conclusioni da pelle d’oca dell’avvocato di parte civile Giovanni Scudellari che ha fatto commuovere giudici e pubblico. Si celebra oggi la 28esima e penultima udienza del processo (109 testimoni in tutto) cominciato nove mesi fa per l’omicidio di Giulia Ballestri, trovata morta il 19 settembre 2016 nella villa disabitata di via Padre Genocchi di proprietà della famiglia Cagnoni. Unico imputato, alla sbarra con l’accusa di omicidio volontario aggravato da crudeltà e premeditazione, il 53enne marito dermatologo. Che dall’udienza del 14 giugno – anche se non in aula come in quella di due giorni prima – sa ufficialmente quello che era ampiamente previsto da tempo: la procura ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per un anno. Il 22 giugno eventuali repliche e camera di consiglio.

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
L’avvocato Giovanni Trombini, difensore di Matteo Cagnoni

La missione odierna di Trombini – affiancato nel collegio difensivo dall’avvocato Francesco Dalaiti – sarà quella di provare prima a smantellare le aggravanti perché qualora non ne venisse riconosciuta almeno una vorrebbe dire evitare il fine pena mai. E in seconda battuta il tentativo di instillare nelle otto menti della corte (sei popolari e due due togati, presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti) il tarlo di una domanda: si può dire che sia stato lui oltre ogni ragionevole dubbio? Basterà convincere cinque degli otto per una sentenza di assoluzione che se fossimo nel mondo anglosassone avrebbe quote altissime tra i bookmakers, vista la mole ingente di indizi a carico dell’imputato.

È ipotizzabile che l’arringa dei legali – si attendono diverse ore di discussione – vada a fare leva sugli aspetti sollevati nelle audizioni dei consulenti tecnici di parte, ascoltati negli ultimi due mesi. Sono state le loro testimonianze infatti quelle che, comprensibilmente, hanno provato a mettere sul tavolo letture alternative degli indizi raccolti durante le indagini sia dall’accusa che dalla difesa.  Mentre pm e parti civili parlavano, i legali di Cagnoni hanno ascoltato senza scomporsi mai prendendo qualche appunto e confabulando fra loro.

Il pm ha speso otto ore, spalmate su due udienze, per tirare le somme di quanto emerso in aula nella fase dibattimentale. Il sostituto procuratore D’Aniello, affiancata dal sostituto commissario Stefano Bandini della squadra mobile, non ha voluto lasciare fuori nulla dalla sua requisitoria. Con la stessa calma e lucidità con cui ha condotto tutti gli interrogatori, e in questo caso avvalendosi del supporto di schemi riassuntivi proiettati sul maxi schermo, la titolare del fascicolo d’indagine ha seguito un percorso con l’intento di mostrare alla corte che le versioni dei fatti forniti da Cagnoni durante il processo per dribblare più di una circostanza a suo carico sarebbero in palese contraddizione con quanto detto o fatto prima del processo quando gli elementi in mano all’accusa non erano ancora noti alle parti.

Al centro il giudice SchiarettiPresi per mano figurativamente da D’Aniello, come lei stessa ha detto, i giudici hanno rivissuto i fatti di quasi due anni fa, partendo dalla denuncia di scomparsa presentata da fratello e amante in questura. Il pm ha speso la prima giornata disegnando cerchi sempre più stretti attorno all’imputato fino a stringere la morsa nelle ultime due ore quando si è arrivati ad affrontare il movente, gli elementi a sostegno delle aggravanti e la conseguente richiesta pena conclusiva. Nella parte finale hanno trovato spazio parole non solo accusatorie nei confronti del medico ma anche per difendere la memoria della vittima, dal punto di vista dell’immagine ancora prima di una eventuale sentenza. «In questo processo abbiamo avuto un testimone particolarmente qualificato: è stato Giulia Ballestri che ha parlato attraverso familiari e amici in aula ma anche attraverso la lettura dei messaggi di chat scambiati con il nuovo compagno e gli amici fino a poche ore prima di morire». Il pm ne cita alcuni che considera «la cronaca di una morte annunciata». Parte da quelli in cui Giulia del marito dice che è debole e che le fa tenerezza: «Qui purtroppo – dice D’Aniello – emerge l’errore già visto in tanti altri casi come questo, la donna che sottovaluta la forza omicidiaria dell’uomo». Il 19 agosto scrive all’amante Stefano Bezzi: “Spero che non mi distrugga”. Il 13 settembre, tre giorni prima del delitto, ancora a Bezzi: “Ieri ho sbattuto un pugno sul tavolo e gli ho detto di lasciarmi in pace”. «Quel giorno Giulia firma la sua condanna a morte», dice il pm.

Le prove sul banco del pm

Ma non chiamatelo delitto passionale: «Non userò mai questa espressione. Qui non c’è passione, non c’è amore, c’è la malvagità di una persona manipolatrice che a un certo punto ha capito che Giulia voleva stare sola e ha detto qui decido io e tu non puoi decidere. È un omicidio completamente ascrivibile a Cagnoni che ha scelto quella casa proprio per inscenare la sua rappresentazione omicidiaria: in quella casa Giulia è stata ridotta a quello che lui voleva, un corpo nelle sue mani, una bambola spezzata che ha denudato e poi ucciso. Il movente di questo delitto sta nel diritto di vita e di morte che aveva il pater familias secondo il diritto romano su moglie e figli considerati schiavi». E a proposito di manipolazione, l’accusa legge tra le righe delle dichiarazioni rese da Cagnoni in aula una sorta di confessione involontaria: «Per difendersi da chi criticava il suo atteggiamento verso la moglie l’abbiamo sentito tutti dire che non la manipolava per ché se l’avesse manipolata ora Giulia sarebbe ancora viva con lui. Ma come può dire che se Giulia fosse rimasta con lui non sarebbe stata uccisa da un terzo, un ladro albanese trovato in quella casa? Può dirlo perché sa di essere stato lui perché Giulia voleva alzare la testa».

Ma quali sono tutti gli indizi messi in fila dall’accusa? Ecco i venti principali emersi in aula:

  • Perché nel weekend del 17-18 settembre a Ravenna non si trova Giulia e il marito resta a Firenze senza tornare neanche quando gli dicono che i vigili del fuoco stanno per sfondare la porta di casa?
  • Perché la domenica mattina alla suocera che lo chiama al telefono preoccupata per l’assenza di Giulia, Cagnoni dice di essere arrivato a Firenze il giorno prima (invece era lì dal venerdì) e non le dice che con la moglie è andato venerdì nella villa di via Genocchi?
  • Perché la domenica pomeriggio Cagnoni va con il padre a Bologna nello studio dell’avvocato Trombini che è un penalista e dice di essere andato là per un consulto su una eventuale denuncia contro la coniuge per abbandono del tetto coniugale?
  • Perché la villa dove è stata uccisa Giulia viene trovata con la porta chiusa a chiave e l’allarme inserito?
  • Perché se davvero è stato un estraneo che è uscito dalla porta in terrazza non si trovano tracce di sangue e impronte dal ballatoio a salire fino al terrazzo?
  • Perché prima di sapere ufficialmente dalla polizia che è stato trovato il cadavere di Giulia, Cagnoni disdice gli appuntamenti con un’amica e con la segretaria parlando di grosso guaio e tragedia?
  • Perché venerdì mentre va a Firenze, Cagnoni cancella rinvia una cena con amici dicendo che i suoi genitori stanno venendo a Ravenna?
  • Perché la madre di Cagnoni dopo aver saputo che è stato trovato un cadavere nella casa di Ravenna ma di cui non si conosce ancora l’identità, alla polizia di Firenze dirà che la madre dei tre nipotini è stata ammazzata da tre giorni in una casa a Ravenna da un ladro albanese?
  • Perché quando arriva la polizia a Firenze a casa dei genitori di Cagnoni, senza sapere ancora che Giulia è morta, lui scappa dalla finestra e resta lontano 4 ore sostenendo che ha avuto un attacco di panico che abitualmente passa in pochi minuti?
  • Perché ogni venerdì Cagnoni ha ambulatorio a Bologna ma per quel venerdì 16 disdice per non meglio precisati motivi familiari chiamando solo due giorni prima e senza dirlo alla moglie?
  • Perché chiede a Giulia di accompagnarlo a fare foto a quadri nella villa di via Genocchi per una mostra quando quelle foto le ha già fatte una settimana prima lui stesso e le ha già inviate al mercante d’arte?
  • Perché un assassino estraneo alla vita di Giulia e senza collegamenti con la casa del delitto, si prende la precauzione di nascondere il corpo in cantina e poi ripulire la casa portando via i vestiti di Giulia?
  • Perché la cantina è buia e nell’auto di Cagnoni c’è una torcia sporca di sangue con tracce di imbrattamento?
  • Perché il giorno 15 settembre mentre il resto della famiglia è alla festa di compleanno del figlio si vede il Chrysler Voyager di Cagnoni che resta sette minuti davanti alla villa dove il giorno dopo morirà Giulia?
  • Perché nella stessa vettura manca il tappetino al lato guida?
  • Perché il 16 settembre l’unico che vede Giulia viva è Cagnoni nonostante lui dica di averla incontrata sotto casa in via Bruno?
  • Perché quando esce di casa in via Bruno dove è andato a fare una doccia e prendere i bagagli per andare a Firenze, lascia detto alla colf che in caso di bisogno dovrà chiamare lui nonostante lui non abbia mai avuto rapporti con la donna al punto da non avere nemmeno il suo cellulare?
  • Perché in nessuna delle telefonate intercettate tra i familiari dell’imputato si sente qualcuno che parla dell’innocenza di Cagnoni?
  • Perché la madre al telefono con una amica dice “diciamo che l’ha fatto grossa ma ha avuto un trauma talmente grosso per la distruzione della sua famiglia che non ci ha visto più. L’hanno pagata tutti e due”.
  • E infine: perché nella cantina della «mattanza», come la definisce il pm, ci sono le impronte delle mani di Cagnoni sul sangue di Giulia?

Fino al 30 giugno si può chiedere il rimborso dell’abbonamento per bus o treni

Verrà restituito il 50 percento della cifra spesa ai cittadini residenti nel territorio del comune di Ravenna

Autobus 4

I cittadini residenti nel territorio del comune di Ravenna titolari di abbonamenti annuali 2017/2018 al trasporto pubblico locale e regionale su ferro e su gomma (acquistati tra il 1° agosto 2017 e il 31 maggio 2018) hanno tempo fino al 30 giugno per chiedere un rimborso del 50 per cento della cifra spesa per l’abbonamento.

La misura riguarda i comuni interessati da produzioni di idrocarburi e rientra nell’ambito del programma di agevolazioni tariffarie sugli abbonamenti annuali di trasporto pubblico; è frutto di un accordo tra Regione Emilia-Romagna, Ministero dello Sviluppo economico e Ministero dell’Economia ed è finanziata con le risorse del “Fondo idrocarburi”.

È valida anche per gli abbonamenti annuali 2018/2019. I rimborsi per abbonamenti acquistati dall’1 giugno 2018 al 31 luglio 2018 potranno essere richiesti dall’1 luglio 2018 al 31 agosto 2018.

La richiesta va presentata all’azienda che ha emesso il titolo di viaggio, quindi a Start Romagna, Mete, Tper, Seta, Tep, Trenitalia.
E’ possibile richiedere il rimborso esclusivamente via internet compilando il modulo predisposto dalle aziende e reperibile sui loro siti.

Chi non dispone di un collegamento internet può rivolgersi al Comune di Ravenna, Servizio sociale associato – ufficio accoglienza e front office – via Massimo d’Azeglio 2, telefonando dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 al numero 0544/482550 o inviando una mail all’indirizzo accoglienzasociale@comune.ra.it

Alla scoperta della cozza (e del mercato del pesce) di Marina di Ravenna

Torna la festa tra degustazioni, punti ristoro ed escursione al largo per osservare i pescatori

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Nel pieno della stagione della raccolta dei mitili, arriva il momento della festa per gustare le cozze in tutta la loro freschezza e prelibatezza, a Marina di Ravenna e sulle tavole di oltre 50 ristoranti della riviera e della città di Ravenna (grazie alla collaborazione di Confcommercio e Confesercenti).
La festa è per venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 giugno, tre giorni di un lungo weekend all’insegna di una cozza pregiata come quella di Marina di Ravenna.

L’appuntamento è anche uno degli eventi faro del progetto Festival del Mare, rassegna itinerante alla scoperta delle Marinerie e dei prodotti ittici della costa dell’Emilia-Romagna. Il progetto è finanziato dal Flag Costa Emilia-Romagna con i fondi Feamp 2014-2020. L’obiettivo di tale azione, coordinata da Delta 2000, è quello di valorizzare i borghi e le marinerie della costa adriatica della regione sostenendo nove appuntamenti Faro da Goro a Cattolica. Al Festival del Mare itinerante il pubblico potrà partecipare a visite guidate, degustazioni, laboratori, show cooking, per conoscere e apprezzare i prodotti e la cultura legati al nostro mare.

La quinta edizione della Festa di Marina di Ravenna è anche il quarto appuntamento nazionale, perché oltre alle cozze ravennati saranno proposte al pubblico le cozze di Castro (Lecce), Cervia e Scardovari, nei chioschi allestiti sulla Banchina Molo Dalmazia e presso il Mercato del Pesce, a due passi dal faro di Marina.

La Cozza di Marina di Ravenna è tra le più pregiate in Italia e cresce spontaneamente in alto mare, nei piloni delle piattaforme marine, dove un gioco di correnti fornisce al mitilo ottimo cibo affinché possa diventare grosso e gustoso. Le cozze sono raccolte a mano dai pescatori, i “cozzari subacquei”, che s’immergono anche fino a 10/12 metri di profondità.

La manifestazione è a cura di Tuttifrutti con la collaborazione di Slow Food Ravenna, con il patrocinio di AMA Associazione Mediterranea Acquacoltori, il patrocinio e la compartecipazione del Comune di Ravenna, il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Provincia e la collaborazione delle due cooperative di pescatori di Marina.

Nei tre giorni della festa sulla Banchina di Molo Dalmazia e nell’area del Mercato del Pesce i ristoranti del territorio preparano le Cozze di Marina di Ravenna, le Castrensi del Salento (Lecce), le biologiche di Cervia, le Cozze dop della Sacca di Scardovari (Rovigo): partecipano l’Associazione Ristoratori Ravennati, Casa Spadoni, I Fanti, Amarissimo, L’Acciuga.

Nell’Area Mercato del Pesce è allestito il Chiosco dei Pescatori di Marina dove si potranno degustare le cozze di Marina di Ravenna. I Pescatori delle Cooperative La Romagnola e Nuovo Conisub sono i protagonisti della raccolta subacquea delle cozze di Marina di Ravenna e i fornitori delle cozze per la Festa e per la ristorazione. I Pescatori di Marina gestiranno il loro spazio in collaborazione con Akâmì Casa & Bottega.

Sulla Banchina di Molo Dalmazia c’è anche il chiosco del Mare & del Cibo di Slow Food.

In definitiva saranno 7 i punti di ristoro più lo spazio incontri del Festival del Mare nell’Atrio del Mercato del Pesce.

Lo spazio Festival del Mare del Flag Costa Emilia-Romagna è, infatti, la novità 2018: qui si terranno incontri con i pescatori e con chef di talento, che nei tre giorni racconteranno le tecniche di pesca, l’utilizzo in cucina del pescato e proporranno assaggi di stuzzichini a base di cozze. Agli incontri si affiancano anche visite guidate all’ex Mercato del Pesce e allo stabulario, oltre a due workshop sul valore del patrimonio ittico e sulla tutela del nostro mare.

É inoltre in programma la Gita in Mare che si terrà sabato 23 giugno (ore 10.30) con escursione al largo per assistere alla raccolta delle cozze a crescita spontanea presso i piloni delle piattaforme in mare e ammirare il lavoro dei sub-pescatori (escursione organizzata in collaborazione con ENI). Prevista la degustazione di cozze di Marina di Ravenna a bordo. Su prenotazione e fino ad esaurimento posti (Tel. 339.4703606).

Ravenna, centrocampo blindato in vista della prossima stagione: confermato Selleri

Calcio C / Esempio di continuità di rendimento e di fedeltà, dopo Papa è il 32enne a firmare per un altro anno con il club giallorosso. «Anche il prossimo anno si deve partire puntando alla salvezza, ma spero che l’asticella si possa alzare»

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Il centrocampista Alfonso Selleri vestirà la maglia giallorossa per la terza stagione di fila

Ha vinto un campionato di serie D, è stato tra i protagonisti della splendida salvezza dell’ultima stagione, è diventato presto un simbolo di continuità di rendimento e fedeltà, come dimostrano le 65 presenze di campionato accumulate, con il non trascurabile bottino di 8 reti segnate. Alfonso Selleri si è preso fin da subito il mondo Ravenna e il mondo Ravenna lo ha catturato. Attesa e auspicata da tutto l’ambiente, è ufficiale la notizia del rinnovo del contratto che legherà il centrocampista di Lugo al club giallorosso anche per la stagione che sta per iniziare.  «Avevo finito abbastanza cotto e dovevo valutare alcune cose – sottolinea il centrocampista – perché non sapevo esattamente cosa fare, ma poi ho parlato con la società e sono ben felice di disputare un’altra stagione qui. I due anni che ho fatto a Ravenna sono stati per me come una carriera di 10 anni, per i risultati che abbiamo raggiunto e per la crescita che abbiamo portato avanti. E’ bello rimanere ed è bello rituffarsi nella mischia per aiutare il Ravenna a proseguire nel suo percorso di crescita e consolidamento e a raggiungere i suoi obiettivi».

Selleri guarda il futuro con ottimismo: «Anche il prossimo anno si deve partire puntando alla salvezza, ma spero che l’asticella si possa alzare: sarebbe il coronamento di un’esperienza fantastica. Puntare a qualcosa di più è bello e legittimo ma l’esperienza insegna che confermarsi è sempre più difficile che vincere, per cui dovremo ragionare mese per mese e partita per partita come è stato nel campionato passato. Credo che una grossa mano ce la darà il nuovo mister: non lo conosco ma so che ha profonda esperienza in categoria, conosce le squadre e i giocatori – termina – e può essere d’aiuto ad un gruppo che dovrà consolidare la sua esperienza e la sua mentalità in questa categoria».

A Cervia e Pinarella il Festival della Romagna celebra (anche) Giovannino Guareschi

La rassegna patrocinata dal Parlamento Europeo tra ricordi, spettacoli e sapori

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Giovannino Guareschi

Ritorna il Festival della Romagna, la cui quinta edizione si svolgerà a Cervia e Pinarella dal 19 al 24 giugno, con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo. «Un’edizione ancora più  interessante quest’anno – ha dichiarato il sindaco Luca Coffari – per il collegamento con Giovannino Guareschi, un grande amico della città di Cervia. Qui infatti ha preso casa, ha vissuto e infine si è spento».

Il Festival si pone l’obiettivo di valorizzare e promuovere i valori radicati nel territorio romagnolo: cultura, spettacolo e divertimento sono gli ingredienti principali che per sei giorni animeranno Magazzini del Sale, l’Area della Torre San Michele, piazza Garibaldi, il lungomare di Cervia, oltre a Pinarella.

A presentare la rassegna è Daniele Baronio, coordinatore del Festival della Romagna. «Questa edizione è all’insegna dei valori della Romagna che rappresenta la grande anima del nostro territorio, l’azione, la parola ed il modo di essere di questa terra. In questa edizione il Festival si articolerà in ben 15 mostre, la celebrazione particolare di Giovannino Guareschi con la posa di una targa nella casa di vacanze dello scrittore martedì 19 giugno. Fra gli eventi significativi, dopo l’incontro alle 21 di martedì “La Romagna e Guareschi”, il giorno dopo verrà rievocata in chiave moderna la vicenda della “Settimana Rossa”, mentre giovedì ai Magazzini del Sale ci sarà il ricordo del poeta e collezionista Tito Balestra. Venerdì sera, sotto Torre San Michele, si terrà l’evento realizzato in collaborazione con Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, sul tema “Dai sapori della Romagna alla sana alimentazione”. Sabato invece alle 21 in piazza Garibaldi un grande spettacolo rievocativo delle musiche degli anni ’60, ’70, ’80 e la sfilata di moda “Idee di Cristina”. Il clou domenica 24 giugno con il grande spettacolo di chiusura con il tenore Maurizio Tassani che presenterà il suo concerto ”Da Forlì a New York viaggio tra le più belle canzoni del mondo».

Il Festival conferisce dalla prima edizione anche il Premio Romagna. Per l’edizione 2018 il premio verrà conferito alla Famiglia Guareschi nella persona della nipote Camilla Annoni, Oscar Turroni Presidente del gruppo culturale Civiltà Salinara, Associazione Italiana Leucemia – AIL nella persona di Alfonso Zaccaria Presidente Comitato Provinciale AIL Ravenna, Maurizio Nanni musicista e direttore d’orchestra, Cristina Bacchi stilista, Roberto Mercadini attore, Romagna Acque nella persona del Presidente Tonino Bernabè.

La manifestazione è ideata ed organizzata da Fe.Da. srl.

Il programma completo del Festival della Romagna

La Conad rinforza la seconda linea tesserando il libero marchigiano Giulia Rocchi

Volley A2 femminile / Cresciuta nel vivaio della sua città, Macerata, la giocatrice classe ’92 nelle ultime tre stagioni ha vestito la maglia dell’Orvieto. «A me le sfide piacciono e sono ansiosa di mettermi in discussione in questo progetto»

13 Giulia ROCCHI
Il nuovo libero della Conad Giulia Rocchi

A poche ore dall’ufficializzazione dell’arrivo a Ravenna della nuova regista Beatrice Agrifoglio, la Conad Olimpia Teodora presenta ai propri tifosi il libero Giulia Rocchi, un altro pezzo da novanta che andrà a comporre la squadra guidata da Nello Caliendo nella stagione 2018-2019. Proveniente da Orvieto, con i cui colori ha disputato due annate in B1 e un ottimo campionato in A2, il libero marchigiano, uno dei più forti della categoria, andrà a rinforzare la seconda linea della squadra ravennate che per la prossima stagione si pone obiettivi ambiziosi. «Sono davvero felicissima – spiega -. La proposta che mi è arrivata da Ravenna era irrinunciabile. Dopo un anno di A2 volevo assolutamente riconfermarmi nella categoria e ho trovato nell’Olimpia Teodora una buona opportunità per poterlo fare. In Romagna ho molte amiche, non ci ho mai vissuto prima d’ora, ma so che si sta benissimo e che si mangia molto bene. Essendo molto vicina alla Marche che è la mia terra d’origine credo che vivere in Romagna non sia molto differente da come sono abituata e per questo sono convinta che mi sentirò sin da subito come a casa».

Giulia Rocchi è nata a Macerata il 20 dicembre 1992 ed è alta 170 cm. Cresciuta nel vivaio della sua città con cui, ancora quindicenne, ha disputato due campionati di serie D, nel 2009 è passata a Recanati in B2. Per due anni è stata in forza al Casette D’Ete in B1 quindi, nel 2012, la scelta di uscire dai confini regionali l’ha portata a giocare una stagione a Bari (B1), una a Trevi (B1) e una a Caserta (A2). Dal 2015 al 2018 ha vestito la maglia della Zambelli Orvieto, per due anni in B1 e lo scorso anno in A2. «So che i tifosi ravennati sono molto preparati ed esigenti, per questo spero di soddisfare le loro aspettative. A me le sfide piacciono e sono ansiosa di mettermi in discussione in questo progetto. Non vedo l’ora di togliermi delle grandi soddisfazioni con questa società e con questa squadra. L’obiettivo è ben chiaro: arrivare ai playoff. È un’emozione allucinante che ho già provato a Orvieto lo scorso anno da neopromossa. Per questo sarà fondamentale far gruppo sin dall’inizio – conclude il libero marchigiano – perché un ambiente coeso e sereno aiuta a crescere e a raggiungere gli obiettivi».

«AZ Zambelli Orvieto Gramsci Pool Volley Reggio Emilia»
Il libero Giulia Rocchi con la maglia della Zambelli Orvieto

Nello Caliendo, allenatore dell’Olimpia Teodora, ha dichiarato: «Giulia Rocchi è un ottimo acquisto. E’ una giocatrice molto motivata che lo scorso anno ha dimostrato soprattutto nei play off di stare in campo con molta grinta e determinazione. Ha fatto vedere che nei momenti importanti lei c’è, con tutto il suo entusiasmo e il suo talento. Questo ci ha colpito molto. Oltretutto già la conoscevo personalmente per averla incontrata più volte come avversaria e devo dire che mi ha sempre battuto. Ora spero che, stando dallo stesso lato del campo, potremo finalmente vincere insieme».

SCHEDA TECNICA – Giulia Rocchi

Nata a Macerata il 20 dicembre 1992
Altezza: 170 cm.
Ruolo: libero

CARRIERA
2017-2018 A2 Zambelli Orvieto
2015-2017 B1 Zambelli Orvieto
2014-2015 A2 Volalto Caserta
2013-2014 B1 Pallavolo Trevi
2012-2013 B1 Primadonna Bari
2010-2012 B1 Casette D’Ete
2009-2010 B2 Pallavolo Recanati

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