sabato
02 Maggio 2026

La Via Crucis vivente a Zattaglia con 40 figuranti, spogliazione e crocifissione

GolgotaTra gli appuntamenti più folcloristici di questo periodo pasquale, va segnalata senza dubbio la messa in scena, venerdì 30 marzo a Zattaglia, frazione di Brisighella, della Via Crucis Vivente. Il ritrovo è alle 20.30 alla chiesa parrocchiale del Ss Cuore di Gesù e vedrà impegnati una quarantina di figuranti. La rappresentazione è frutto di una tradizione che risale agli anni venti del secolo scorso.

La processione parte alle 20,30 con i primi tre quadri animati. Il percorso con tanto di torce delle 14 stazioni tradizionali attraversa il paese e si conclude su una collina con la visione del Gòlgota. Qui la rappresentazione della crocifissione e morte di Cristo (quest’anno impersonato da Andrea Dolcini) è presentata dagli organizzatori nella forma più reale possibile, compresa la spogliazione di chi rappresenta Gesù (incuranti del tempo, a volte inclemente) e il dialogo con i due ladroni, anch’essi sulla croce.

Abusi nella casa-famiglia, i sindacati: «Da tempo denunciamo l’assenza di regole»

Cgil, Cisl e Uil: «Serve una riorganizzazione dei servizi di assistenza». Il coordinamento delle case famiglia di Confcommercio: «Non strumentalizzare. Fanno parte della categoria tanti imprenditori onesti»

Img08«Interesse privato e business non conoscono più limiti, neanche di fronte alla sofferenza e al disagio di donne e uomini che a torto vengono considerati non più utili alla società». È la riflessione dei tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, all’indomani del sequestro della casa famiglia di Sant’Alberto per maltrattamenti ai danni delle anziani ospiti. «Chi riveste ruoli nella politica e nell’economia – continua la nota congiunta dei sindacati – dovrebbe chiedersi più spesso perché la società sta perdendo il senso della responsabilità intergenerazionale. Interrogarsi sul perché gli ultimi passi della vita dei nostri vecchi vengano affidati ad avventurieri di ogni genere sarebbe un esercizio utile anche a noi, figli e nipoti di una generazione che ci ha tramandato tanto in termini di diritti e di benessere».

Cgil, Cisl, Uil, e le categorie dei pensionati Spi, Fnp e Uilp, di fronte a casi come quello di Sant’Alberto evidenziano nella nota inviata alla stampa come non basti recriminare. «Attendiamo ora – dicono i sindacati – che la giustizia faccia il suo corso, affinché tutti i responsabili rispondano davanti alla legge delle loro azioni. Nello stesso tempo ribadiamo che il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione pone problemi spesso sottovalutati anche dalle istituzioni e affrontati in maniera inadeguata, da chi ha la responsabilità politica e amministrativa della gestione della assistenza in ogni livello. Non è l’unico episodio di violenza su persone anziane ospiti di strutture e si evidenzia la necessità di definire norme, regolamenti, controlli di riferimento per l’apertura e il funzionamento di queste realtà oggi quasi del tutto deregolamentate. Il proliferare di strutture private che fuori da ogni convenzionamento gestiscono una parte di quella assistenza agli anziani, che le famiglie non sono più in condizione di garantire, è una realtà preoccupante, da tempo denunciata dalle organizzazioni sindacali, e un sintomo della abdicazione delle istituzioni pubbliche in un ambito dove si misura il livello civile di una società. Come sindacati non possiamo accettare il perpetuarsi di situazioni del genere e chiediamo che si intervenga urgentemente per invertire questa inaccettabile deriva. Anche a Ravenna è necessaria una riorganizzazione dei servizi di assistenza agli anziani, coerente con l’invecchiamento della popolazione e il cambiamento dei bisogni».

Sul tema è intervenuto anche il coordinamento delle case famiglia e comunità alloggio di Confcommercio Ravenna che esprime «pieno appoggio al lavoro della magistratura affinché le responsabilità siano definite e laddove si riscontrino reati contro persone indifese,  siano  puniti a norma di legge».
Il coordinamento fa presente che  «personaggi come quelli finiti in carcere per questo inquietante episodio, sebbene espongano nella propria struttura un insegna di casa famiglia non appartengono in alcun modo alla categoria che al contrario, è composta da imprenditori che si adoperano nella cura degli ospiti e nella creazione di condizioni di socializzazione e relazione dell’anziano con gli altri anziani presenti in struttura».

«Il lavoro dei nostri associati avviene nel rispetto delle patologie e delle condizioni che hanno costretto l’anziano ad abbandonare la propria abitazione in stretto coordinamento con i medici di base che sono coloro che determinano gli eventuali piani terapeutici degli anziani. Le case famiglia infatti così come definito dal Regolamento Comunale di Ravenna sono “comunità di tipo familiare con funzioni di accoglienza a bassa intensità assistenziale, che accolgono utenti anziani in difficoltà, per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile o contrastante con il progetto individuale”. Il coordinamento invita inoltre tutti coloro che si interessano ed interesseranno a questa vicenda a non strumentalizzarla in alcun modo nei confronti di una categoria fatta da imprenditori onesti che hanno creato tanti posti di lavoro,  limitandosi unicamente a riferirla per quanto avvenuto realmente  ovvero della condotta inqualificabile di alcune persone che potrebbero aver commesso un reato».

Per fare maggiore chiarezza il coordinamento case famiglia e comunità alloggio «ha già chiesto sin dalla sua costituzione a Regione Emilia Romagna e Comune di Ravenna di rivedere l’attuale regolamentazione che così come è attualmente definita, lascia troppi spazi alla libera interpretazione di chi è incaricato di effettuare eventuali controlli  e non riconosce le esigenze delle imprese del settore che trovano un mercato profondamente mutato rispetto a quello di quando la norma regionale fu concepita. Il coordinamento sta lavorando anche per definire principi di qualità degli associati e di garanzia degli ospiti e delle loro famiglie affinché chi lavora professionalmente su questo settore non possa più in alcun modo essere oggetto di giudizi affrettati ed espressi senza riflettere come si è letto in alcuni siti in questi giorni».

Fino a 70 euro a settimana per chi porta i figli ai centri estivi, anche privati

Un sostegno a favore dei nuclei familiari con bambini dai 3 ai 13 anni e un reddito Isee inferiore ai 28mila euro

Centro Estivo 640x342La giunta del Comune di Ravenna ha sottoscritto l’adesione a un progetto di sostegno a favore di nuclei familiari con bambini dai 3 ai 13 anni per la frequenza dei centri estivi, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato con risorse del Fondo sociale europeo.

Il progetto prevede contributi fino a 70 euro a settimana in relazione ai costi settimanali del centro estivo (per massimi tre settimane e 210 euro) alle famiglie degli alunni della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con un reddito Isee inferiore ai 28 mila euro.

«Si tratta di una bella novità – sostengono gli assessori alla Pubblica istruzione e infanzia, Ouidad Bakkali e al Decentramento, Gianandrea Baroncini – è infatti la prima volta che la Regione adotta un progetto inteso a fornire contributi alle famiglie per il pagamento delle rette dei centri estivi sia pubblici sia privati; abbiamo accolto con piena soddisfazione l’iniziativa per l’attenzione e la cura che rivolgiamo da sempre ai bambini, alle loro necessità e alle difficoltà che le famiglie devono affrontare quotidianamente nella loro gestione e formazione».

Il progetto coinvolge l’intero distretto socio-sanitario e riguarda quindi anche i Comuni di Cervia e Russi. Ravenna è il Comune capofila e si occuperà dei rapporti con la Regione per quanto attiene l’accertamento dei fondi, il loro riparto ai Comuni del distretto, la consuntivazione delle risorse impegnate secondo le disposizioni che verranno impartite a livello regionale.

È gia in pubblicazione il bando rivolto ai gestori dei centri estivi che intendo aderire al progetto e che è possibile visionare al link http://bit.ly/2GVmMV2

Il bando per le famiglie uscirà nei primi giorni del mese di maggio dal momento che dovrà contenere l’elenco dei gestori aderenti al progetto. Nel frattempo gli interessati che non sono in possesso di una Isee in corso di validità possono attivarsi per acquisirla.

Tra gli altri requisiti previsti è richiesto che entrambi i genitori siano occupati (o uno solo, in caso di famiglie monogenitoriali); sono comprese le famiglie nelle quali anche un solo genitore sia in cassa integrazione, mobilità oppure disoccupato che partecipi alle misure di politica attiva del lavoro definite dal Patto di servizio.

Il Comune erogherà i contributi direttamente alle famiglie beneficiarie a titolo di rimborso delle rette pagate per la frequenza dei centri estivi.

Le bici da noleggiare con lo smartphone sono arrivate anche a Cervia

In tutto saranno 300. La novità consiste nel lasciare libero l’utente di parcheggiare la bicicletta in qualsiasi punto della città

Obike Cervia
Il sindaco Coffari mentre spiega il funzionamento ad alcuni bambini delle elementari di Cervia

Dopo essere stato presentato nei giorni scorsi a Rimini e Ravenna, il servizio di biciclette pubbliche oBike – basato sull’innovativo sistema del free floating – arriva anche a Cervia. Da oggi – giovedì 29 marzo – le bici del servizio sono disponibili in molti punti della città, sia in centro storico che nelle aree di cintura: oggi verranno installate le prime 180, che diventeranno 300 nei prossimi giorni e dovrebbero crescere ulteriormente con l’arrivo della stagione turistica..

La start-up, con sede a Singapore, nel gennaio 2017 è stata la prima ad introdurre il bike sharing a flusso libero (“free floating”) nel sud-est asiatico. In poco più di un anno, oBike è operativa in oltre 50 città localizzate in una trentina di nazioni, grazie agli investimenti fatti sui mezzi, sulla tecnologia e sugli standard operativi.

Oggi, dopo Torino e Roma, oBike ha scelto la riviera romagnola come nuova area dove operare: ragionando per la prima volta in termini di area vasta, visto che le bici verranno posizionate in tutte le località balneari fra Ravenna e Cattolica, proprio in vista dell’estate,

L’utente potrà scaricare gratuitamente l’App di oBike sul proprio smartphone e poi potrà sbloccare l’antifurto in dotazione attraverso il QR code fornito tramite la stessa App. La novità consiste nel lasciare libero l’utente di parcheggiare la bicicletta in qualsiasi punto della città, a patto che non crei ostacolo al flusso del traffico e dei cittadini che si muovono a piedi. Al fine di incoraggiare il corretto posizionamento delle biciclette – che sono state posizionate in una serie di aree cittadine in collaborazione con l’Amministrazione Comunale – oBike ha introdotto un sistema di premi e penalizzazioni. Alla registrazione l’utente riceverà 100 punti che andranno ad aumentare in caso di corretto uso del mezzo e a diminuire ad ogni uso improprio. Allo scendere del punteggio corrisponderà un innalzamento del costo del servizio.

L’utilizzo del servizio costerà 50 centesimi ogni 30 minuti, a fronte del versamento di una cauzione di 5 euro rimborsabile in qualsiasi momento. Tutte le transazioni saranno possibili tramite carta di credito e PayPal.

Sequestrato il marchio di scarpe Ishikawa: mai dichiarati al fisco 7,5 milioni

Il proprietario del brand è un ravennate, con residenza trasferita in Svizzera

Ishikawa

La finanza ha sequestrato un intero marchio di calzature, le Ishikawa, noto brand italo-giapponese diffuso in tutto il mondo e nato dall’intuizione del consulente aziendale ravennate Angelo Lupis. Nell’ambito dell’attività di contrasto dell’evasione fiscale internazionale, le Fiamme gialle hanno individuato la ditta individuale ravennate, il cui titolare (lo stesso Lupis), proprietario del brand Ishikawa, avrebbe sistematicamente omesso di presentare le dichiarazioni fiscali, «rimanendo completamente sconosciuto al fisco – scrive la Finanza – e occultando gli ingenti guadagni derivanti dallo sfruttamento del noto marchio».

Le modalità attraverso le quali è stata portata avanti l’ingente evasione fiscale, calcolata in oltre 3,5 milioni di euro non versati nelle casse dello Stato, è stata puntualmente ricostruita dai finanzieri attraverso l’esecuzione di approfondite indagini finanziarie e di mirati controlli tra i clienti italiani della ditta ravennate.

Dalle indagini è emerso che, in una prima fase, i proventi derivanti dallo sfruttamento del marchio Ishikawa, una volta incassati, venivano trasferiti su conti correnti intestati a terze persone per poi essere spostati su depositi bancari accesi negli Stati Uniti, in modo da renderli non aggredibili dal fisco italiano.

Successivamente – secondo la ricostruzione della finanza – sempre allo scopo di sfuggire alle pretese dell’erario pubblico, la proprietà del marchio è stata formalmente ceduta a una società elvetica di cui, tuttavia, il titolare della ditta ravennate aveva la piena disponibilità, così trasferendo in Svizzera anche gli elevati diritti di royalties derivanti dall’utilizzo del brand, i cui prodotti sono distribuiti sul territorio italiano, europeo e statunitense attraverso una rete di esercizi autorizzati oltre che mediante il canale on line.

Infine, pur di fatto domiciliato a Ravenna, Lupis avrebbe fittiziamente collocato in Svizzera anche la propria residenza, continuando così ad operare in Italia in completa evasione d’imposta.

Tutti gli elementi di prova acquisiti dalle Fiamme Gialle hanno permesso di ricostruire il consistente volume d’affari conseguito dall’impresa ravennate negli anni dal 2012 al 2014, quantificato in oltre 7,5 milioni di euro e mai dichiarato al fisco.

Il titolare della ditta individuale è stato quindi segnalato per il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali alla Procura della Repubblica di Ravenna, la quale, a tutela del credito erariale, ha disposto l’urgente sequestro preventivo dei beni riconducibili all’indagato.

Il provvedimento ablativo, convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ravenna, è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Ravenna, che ha proceduto al sequestro del noto brand, la cui piena operatività proseguirà sotto la gestione di un amministratore giudiziario.

 

 

 

Il basket romagnolo piange Athos Tampieri, «un gigante buono, sempre col sorriso»

Dirigente, addetto stampa e speaker a Lugo, era stato operato il 18 marzo al Bufalini per un ascesso cerebrale

Athos Tampieri

Lutto nel mondo del basket romagnolo. Athos Tampieri, dirigente, addetto stampa e speaker del Basket Lugo. La società lo saluta con un commovente post su Facebook. «È stato una colonna portante del basket a Lugo facendo tutto quello di cui c’era bisogno e se siete entrati al palazzetto negli ultimi anni avete sicuramente sentito la sua voce – si legge sulla pagina dei Lugo Aviators –. Era la voce che ci accompagnava durante la presentazione e nel corso della partita e che ci ha annunciato tante vittorie e tante soddisfazioni. Oltre a questo oggi abbiamo perso un grande amico, una persona sempre disponibile e sempre disposto ad aiutarti col sorriso. Ci mancherai, a nome di staff e giocatori. Riposa in pace gigante buono!».

A ricordarlo è anche lo staff dell’Orva Lugo, la prima squadra della società lughese che milita in serie B, in un articolo pubblicato sul proprio sito, dove abitualmente Tampieri scriveva i suoi report delle partite, e che ripubblichiamo qui di seguito.

Athos«“Tripla dello Squalo!”. Chi non ha mai sentito queste parole echeggiare nel palazzetto? Era la carica che dava Athos a ogni canestro dei ragazzi del Lugo, non importa il risultato, non importa la partita. Lui era sempre positivo. Scriviamo questo articolo nella sezione dove pubblicava lui per rendergli omaggio, ma sappiamo che non saranno più come prima. Da oggi non lo sentiremo più, né vedremo i suoi tabellini o la sua firma in fondo agli articoli: Athos ci ha lasciato nella nottata. Oltre ad essere stato lo speaker ufficiale, è stato una colonna portante della società, sempre indaffarato e sempre disponibile. Compilava le statistiche dei giocatori durante le partite, se c’era la necessità si offriva per arbitrare i bambini e se una persona aveva bisogno di una qualsiasi cosa, lui dava il suo aiuto ogni volta sorridendo e senza farsi grossi problemi. Sempre presente alle partite come agli allenamenti, ha osservato crescere la squadra e tutti noi ci siamo affezionati a lui. Ciò perchè oltre ad essere una figura importante della società è stato un grande amico, un ragazzo che voleva sempre divertirsi ed era sempre pronto a scherzare. Lo staff, i giocatori e la dirigenza sono vicini alla famiglia e fanno le più sentite condoglianze. Questo però non deve essere un articolo triste: vogliamo tutti ricordare Athos come tutti i giorni, cioè col sorriso sul volto, e con la sua voce che presenta i giocatori del Basket Lugo all’ingresso del campo! Il più grande spettacolo dopo il Big Bang…!»

Tampieri, 47 anni, era stato operato domenica 18 marzo al Bufalini di Cesena per un ascesso cerebrale causato da un battere, rassicurando poi nei giorni seguenti parenti e amici per l’ottimo esito dell’intervento. Ma le sue condizioni sono peggiorate all’ospedale di Ravenna, dove era stato trasferito e dove è morto per un’infezione nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28 marzo.

L’antica nave romana scoperta a Ravenna e “dimenticata” in un magazzino a Comacchio

Ritrovata nel 1998 negli scavi al parco Teodorico, risale a 1.600 anni fa. Ora dovrà tornare in città, ma non ci sono finanziamenti per il restauro e luoghi disponibili al momento. E la Soprintendenza preferisce non parlarne…

Nave Originale
Il relitto della nave durante lo scavo

C’è una nave romana ritrovata durante gli scavi per la realizzazione del Parco di Teodorico di Ravenna che da vent’anni è in un magazzino di Comacchio chiuso al pubblico. È la storia della cosiddetta nave di Teodorico, un relitto di oltre sei metri e quasi tre di larghezza risalente al V secolo che, secondo gli studiosi, sarebbe la più antica testimonianza del processo di cambiamento intervenuto nella metodologia di costruzione navale, da quella “su fasciame” a quella “su scheletro”, poi utilizzata dall’epoca medievale ai giorni nostri. «È una barca a scheletro portante dove il fasciame è ancora parzialmente collegato con mortase e tenoni – spiegava Stefano Medas, l’archeologo navale che l’ha studiata, in un’intervista a La Repubblica del 2000 –. La tecnica antica serviva solo come guida per la posa delle tavole del fasciame, che avevano però già perduto la loro funzione portante. Tracce del cambiamento si hanno nel IV secolo, ma solo con questa barca ravennate si ha la prova che il maestro d’ascia ha lavorato sulla base di una concezione nuova».

Nave Comacchio
Una parte della nave come è al momento custodita a Comacchio

Il relitto della nave è stato individuato in occasione dei lavori di scavo per un impianto di drenaggio a una profondità di circa 6 metri, nel dicembre del 1998 e successivamente portata a Comacchio, dove già c’era un laboratorio dedicato, in un padiglione del Museo di Palazzo Bellini, dove è tuttora ospite insieme alla “Fortuna Maris”, la nave romana di età imperiale, destinata ai trasporti commerciali fluvio-marittimi, venuta alla luce durante i lavori di scavo in un canale di scolo a Valle Ponti, nei pressi di Comacchio, negli anni ottanta.

Stando alle testimonianze da noi raccolte da più parti – dallo stesso Comune di Comacchio a funzionari della Soprintendenza non più operativi sul territorio – la nave di Teodorico è stata sottoposta a un trattamento di consolidamento terminato già da diversi anni: è stata impregnata con il Peg, un liquido utilizzato come consolidante per reperti lignei archeologici ritrovati sott’acqua, e poi chiusa in una sorta di guscio in vetroresina. Un cappotto che dovrebbe averla protetta in tutti questi anni (anche se c’è chi contesta questa scelta e teme che ci siano state perdite pericolose in passato), in attesa di un restauro vero e proprio.

Al momento però, l’unica certezza è che a essere restaurata sarà la “Fortuna Maris” di Comacchio (grande quasi il triplo di quella ravennate), per cui è stato stanziato dal ministero mezzo milione di euro, a cui va aggiunto l’impegno del Comune a musealizzarla in loco. Ecco quindi che non c’è più posto, a Comacchio, per la nave di Teodorico, che dovrà tornare a Ravenna. Servono però finanziamenti per un progetto di restauro e valorizzazione, e ancor prima un luogo dove poter ospitarla, anche provvisoriamente.

Sul tema il Soprintendente Giorgio Cozzolino e il funzionario archeologico di Ravenna Massimo Sericola non hanno voluto rispondere alle nostre domande sui progetti futuri, preferendo rilasciarci una dichiarazione che conferma semplicemente i fatti. «Avendo il Comune di Comacchio necessità di utilizzare gli spazi al momento adibiti alla conservazione e restauro della nave – spiega Sericola – chiede che questa venga trasferita in altro luogo. Al momento la Soprintendenza sta valutando l’individuazione di un luogo adatto alla prosecuzione delle operazioni di conservazione, per attuare successivamente il trasferimento del reperto».

Valutazione che avverrà anche con il coinvolgimento di Comune e Fondazione Ravennantica, che in passato si era già detta formalmente disponibile a ospitare la nave nel nuovo museo di Classe, ipotesi poi tramontata per i costi legati al suo restauro e anche a problematiche logistiche, essendo al momento ancorata a una base di ferro che la fa pesare alcune tonnellate. «Noi siamo disponibili a sederci a un tavolo – ci dice il direttore di Ravennantica Sergio Fioravanti – mettendo a disposizione locali e ambienti: ci possono essere diverse possibilità. Certo non possiamo accollarci i costi del restauro, a carico dell’ente preposto alla tutela e la valorizzazione (la Soprintendenza, ndr), ma non sappiamo neppure a quanto possa ammontare l’investimento necessario (c’è chi parla di milioni di euro, ndr), prima di tutto bisognerebbe fare una perizia. Noi comunque, lo ribadisco, saremo pronti a collaborare, se ce ne fosse bisogno».

Il meglio del rap underground italiano per tre giorni al festival del Cisim

Il clou della quinta edizione dell’Under Fest il 30 e il 31 marzo al Bronson con i live di Davide Shorty, Brain, Inoki e Colle der Fomento. Il programma completo

LocandinaprovaIl week-end di Pasqua Ravenna si trasformerà nella capitale dell’hip hop in Italia con Under Fest, quinta edizione di uno dei più importanti festival di rap underground a livello nazionale, organizzato dai ragazzi del Cisim di Lido Adriano ma in scena al Bronson di Madonna dell’Albero, oramai collaudata location dell’evento.

Il programma, senza sbilanciarsi troppo, è decisamente succoso, forse il migliore di sempre, con tre diverse generazioni di rapper – e non solo – provenienti da ogni parte d’Italia a dividersi il palco.

Si parte giovedì 29 marzo con dj-set e aperitivo inaugurale al Palazzo dei Congressi di Ravenna, dove avrà anche luogo la prima delle due conferenze organizzate, quella in cui Willie Peyote, Godblesscomputers e Hyst – intervistati dai giornalisti musicali Federico Savini e da chi scrive – racconteranno la propria esperienza e dialogheranno tra loro e con il pubblico sulla tematica “Attualità, orizzonti e contaminazioni dell’hip hop italiano”.

Real Rockers Culture Clash
Real Rockers

Venerdì 30 avrà inizio il festival vero e proprio in quel del Bronson, nella solita alternanza tra live veri e propri e quelli sul formato “Pass The Mic” , ossia uno showcase di gruppo, con tanti mc sul palco (Principe, Albe Ok, Leslie, Poche Spanne, Tmhh), che si passeranno il microfono e si esibiranno in maniera dinamica per alcuni brani a testa. Tra i concerti, invece, da segnalare quello del siculo-londinese Davide Shorty, uno dei protagonisti della nona edizione di X Factor, voce urban/nu-soul tra le più versatili in circolazione, e quello della crew Real Rockers, sound-system potentissimo composto da due pesi massimi del freestyle quali Ensi e Moddi Mc, e da due maestri del dubplate quali Paolino MadKid e Macro Marco. In serata salirà sul palco anche E-Green, pilastro del rap underground milanese, in un’inedito dj-set rappato.

Colle
Colle der Fomento

Sabato 31 la giornata partirà alle 18,45 al Caffè Letterario a Ravenna con il secondo incontro, intitolato “Stato dell’arte e prospettive giornalistiche dell’hip hop italiano”, con la partecipazione dei giornalisti Elia Alovisi, Damir Ivic e Antonio Dikele Distefano (scrittore di bestseller ravennate, nonché direttore di “Sto Magazine”).
La sera, invece, main event del festival con tantissimi altri nomi coinvolti nel “Pass The Mic” (William Pascal, Lethal V, Zampa, Drimer e i MoonLoverz) e tre live davvero da non perdere: quello del bolognese Brain, uno degli ideatori della prima edizione dell’Under; quello di Inoki, nome oramai storico della scena italiana, oggi tornato in gran forma con il nuovo progetto Rap Pirata; e quello dei Colle Der Fomento, autentiche leggende del rap romano, in giro fin dai primi anni Novanta e ancora tra i migliori nel rap dal vivo, a darci – speriamo – qualche anticipazione dal nuovo, attesissimo album di imminente uscita.

Under Fest – con direzione artistica di Moder de Il Lato Oscuro della Costa, in collaborazione con Kenzie, che sarà il maestro di cerimonia delle serate – vuole essere un po’ evoluzione di quello che negli anni Novanta sono state jam storiche quali il Juice o il Gusto Dopa Al Sole; quindi non solo una rassegna di concerti, ma un vero e proprio momento di aggregazione per tutti gli appassionati di hip hop in Italia, da tramandare.
Menzione particolare per l’artwork: quest’anno infatti la classica mosca dell’Under – animale simbolo del festival – non è stata ridisegnata da uno street-artist, bensì dalla bravissima Lucia Bubilda Nanni, artista del ricamo ravennate.

Info: www.ccisim.it.

Annullato il Salone Nautico dell’Adriatico che doveva svolgersi in aprile a Marinara

La direzione del porto turistico annuncia di aver ricevuto una «inspiegabile» comunicazione dagli organizzatori

La Torre di Marinara

La direzione del porto turistico Marinara ha ricevuto comunicazione dagli organizzatori, a soli 18 giorni dal previsto taglio del nastro, che il Salone Nautico dell’Adriatico non si farà.

La direzione di Marinara – si legge in una nota inviata alla stampa – «aveva predisposto tutti gli accordi e le condizioni opportune che, nel rispetto degli utenti stanziali, potevano consentire agli organizzatori della Adriatic Yacht Sail di effettuare la loro manifestazione sia in acqua che a terra». Gli accordi, definiti a dicembre e firmati a gennaio prevedevano alcune decine di posti barca riservati alla esposizione in acqua nonché la disponibilità degli spazi a terra per l’allestimento di un villaggio espositivo di prodotti ed accessori per la nautica. «È quindi con un po’ di rammarico – scrivono da Marinara – che viene presa questa informazione inspiegabile, tenuto anche conto che la necessità di riservare gli spazi indicati aveva impedito al marina di concedere spazio ad altre manifestazioni».

Anziane in catene nei letti della casa-famiglia. Cgil: «Pochi controlli nel settore»

I due gestori arrestati in flagranza per maltrattamenti: le telecamere nascoste dagli investigatori mostrano l’aggressione su una 80enne a calci e testate. Il sindacato segnala le eccessive facilità di avviamento delle attività

ViolenzeDopo le segnalazioni arrivate tre settimane fa dai familiari delle anziane ospitate, i carabinieri avevano nascosto delle telecamere nelle stanze della casa-famiglia Oscar Patrizia a Sant’Alberto e quando hanno visto una 80enne colpita con schiaffi, calci e una testata sulla schiena non hanno potuto fare altro che intervenire (in fondo alla pagina il video): nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 marzo i militari della compagnia di Ravenna hanno arrestato in flagranza i due gestori per maltrattamenti. Sono finiti in manette un 64enne ravennate e una 49enne di origini romene: risulterebbero soci occulti dell’attività che ha aperto un paio di anni fa. Il titolare è una terza persona su cui sono in corso accertamenti.

“Vi trattiamo come vorremmo essere assistiti noi: con competenza, simpatia e gentilezza”. Così si legge sul sito internet della casa-famiglia. Gli elementi raccolti fin qui dagli inquirenti sembrano mostrare uno scenario ben diverso. A proposito del caso specifico che ha fatto scattare il blitz, i carabinieri hanno trovato la donna legata al letto con una catena in uno sgabuzzino e i gestori negavano la sua presenza nella struttura. «Ma anche quanto registrato in precedenza dalle telecamere si commenta da solo – ha detto il procuratore capo Alessandro Mancini, titolare dell’indagine con il sostituto Monica Gargiulo –. Soprusi e violenze, un’azione vessatoria violenta facendo ricorso a catene e lucchetti per trattenere gli ospiti ai letti». Per questo oltre ai maltrattamenti viene contestata anche l’accusa di sequestro di persona.

Img08I due in manette, come detto, erano i gestori di fatto della casa-famiglia. In particolare l’uomo era una sorta di tuttofare, che si occupava di accudire le donne e di cucinare ma anche della somministrazione di terapie mediche, circostanza che dovrà essere approfondita. Erano sei le persone ospitate, tutte donne, di età fra 80 e 91 anni, alcune con un livello di scarsa autosufficienza. Il Servizio sociale associato dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi ha fornito supporto alle forze dell’ordine intervendo sul posto con l’Ausl. Il personale sanitario ha disposto l’invio al pronto soccorso di tutte le sei ospiti. Ieri pomeriggio, 27 marzo, le donne sono state dimesse e trasferite: una in una residenza sanitaria assistita, tre in case-famiglia, due in case residenza per anziani. Il Servizio ha inoltre contattato le loro famiglie, mettendosi a disposizione per l’accompagnamento nell’individuazione di una soluzione residenziale definitiva.

I carabinieri del Nas stanno approfondendo le questioni autorizzative. Le case-famiglia, come la struttura ora sequestrata, possono ospitare al massimo sei persone che devono essere autosufficienti, non è richiesto personale qualificato ma solo una sorveglianza. Nel territorio comunale di Ravenna sono circa 75. Per l’avviamento dell’attività è sufficiente una Scia da presentare agli sportelli delle attività produttive, non è previsto un controllo preventivo di tipo sanitario perché non si tratta di strutture come centri diurni e centri residenziali.

Img02Lo scorso settembre la Cgil aveva lanciato l’allarme su questo settore che tratta una fascia di popolazione delicata ma ha pochi paletti normativi per l’accesso: «Si tratta di strutture pensate per anziani sufficienti che vanno a unirsi a un nucleo familiare – spiega oggi Marinella Melandri della segreteria provinciale –. Nei fatti sono invece diventate attività imprenditoriali vere e proprie con casi in cui una stessa società ne gestisce più di una che volte sono addirittura nello stesso stabile». Nel Ravennate la diffusione di case famiglia è particolarmente consistente: «Si è creato un mercato perché c’è carenza di posti nelle strutture protette. La normativa regionale prevede tre posti ogni mille anziani residenti e a Ravenna siamo circa a 2,6 per mille». Il Comune di Ravenna ha comunque introdotto un regolamento per avviare un monitoraggio delle strutture: «Al momento sono state visitate solo un terzo delle strutture e si tratta di visite con preavviso perché questo tipo di controlli non è previsto dalla normativa e un regolamento comunale può cercare solo di fare qualcosa». Il protocollo prevede l’adesione a una serie di adempimenti strutturali e formali ma su base volontaria: «Nei casi in cui è successo sono stati valutati gli stati di salute degli ospiti per stabilire il livello di autosufficienza. Ma fare controlli non è facile».

Condannato per una coltivazione di droga, in passato vendeva cannabinoidi tossici

Un 57enne deve scontare una pena residua di 6 anni e 5 mesi. Già negli anni ottanta nei guai per lesioni e minacce

VVolantepoliziaenne rinviato a giudizio per aver venduto, all’interno del suo negozio di canapa faentino, profumatori d’ambiente che in realtà erano cannabinoidi sintetici tossici “dagli effetti stupefacenti devastanti”, che hanno costretto alle cure del pronto soccorso all’epoca diversi giovani per “perdita di coscienza, forte tachicardia, senso di stordimento e temporanea instabilità psichica”. Oggi quel commerciante, un 57enne imolese residente a Faenza, è stato arrestato e sarà costretto a scontare una pena residua di 6 anni e 5 mesi.

L’uomo si trovava già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per produzione e spaccio di droga e l’aggravamento della sanzione a suo carico è giunta a seguito di un’ulteriore condanna per “produzione di sostanze stupefacenti destinate alla vendita” riferita alla coltivazione ad hoc di un terreno a Cotignola, dove furono sequestrate una settantina di piante di marijuana e per cui era stato arrestato insieme a un’altra persona nel 2012. Già allora pluripregiudicato, a suo carico ci sono anche denunce risalenti ai primi anni ottante per  lesioni personali, minacce, porto abusivo di strumenti atti ad offendere e violazione degli obblighi di assistenza familiare.

 

 

Calcio: il Ravenna ora dovrà vedersela anche con Zeman…

Il figlio del celebre Zdenek è il nuovo allenatore del Santarcangelo, contro cui i giallorossi giocheranno nell’ultimo turno del campionato di serie C

Karel Zeman
Karel Zeman con il celebre padre Zkenek

Nella corsa verso la salvezza (decisamente agevolata dalle ultime quattro vittorie consecutive) il Ravenna Fc ora se la dovrà vedere anche con Zeman. Non il celebre Zdenek, ma il figlio Karel, classe ’77, nuovo allenatore del Santarcangelo, terzultimo nel girone B della serie C di calcio, quello in cui il Ravenna occupa invece la dodicesima posizione, con vista addirittura sui playoff promozione (si qualifica agli spareggi anche la decima).

E il Ravenna sfiderà il Santarcangelo di Zeman (che ha preso il posto in panchina di Alberto Cavasin) proprio all’ultima giornata, il primo weekend di maggio in casa dei riminesi.

Nel corso della presentazione alla stampa Karel ha dichiarato di non avere un modulo prediletto (e quindi di non seguire il 4-3-3 che ha reso celebre il padre) ma di voler puntare a verticalizzazioni continue, a differenza di quello che si vede solitamente in serie C.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi