sabato
02 Maggio 2026

Cagnoni: «Giulia rispose al telefono davanti a me». Ma i tabulati lo smentiscono

L’imputato parla di una chiamata mentre erano nella casa del delitto il giorno dell’omicidio. Il pm ribatte: «A quell’ora qualcuno la stava ammazzando»

Cagnoni ZaniL’ultima volta che il cellulare di Giulia Ballestri aggancia una cella telefonica è stato alle 10.05 e 10.06 del 16 settembre 2016: per il marito Matteo Cagnoni, accusato di averla uccisa, sono due telefonate dal centro diabetico a cui ha risposto davanti ai suoi occhi mentre si trovavano nella villa di via Padre Genocchi; per la procura che porta i tabulati della compagnia telefonica sono due chiamate di un centro ottico che vanno a finire nella segreteria «perché a quell’ora – affonda il pm Cristina D’Aniello – qualcuno la stava ammazzando». È uno dei passaggi della ventesima udienza del processo per l’omicidio della 39enne, celebrata nel pomeriggio di oggi 26 marzo.

Dopo l’esame dell’accusa svoltosi tre giorni fa, oggi è stata la volta del controesame della difesa (avvocato Giovanni Trombini) e delle parti civili. Al termine il presidente della corte d’assise Corrado Schiaretti (a latere Andrea Galanti) ha interrogato per un’ora l’imputato. Mettendolo di fronte a una circostanza finora mai emersa: le telecamere della caserma della guardia di finanza che inquadrano via Genocchi mostrano nel pomeriggio di sabato 17 il passaggio di un veicolo Chrysler Voyager scuro come quello di proprietà dei Cagnoni. C’era l’imputato al volante che tornava sulla scena del crimine? «Non ero io, quel giorno non ero a Ravenna, ero a Firenze e ho fatto una lunga dormita pomeridiana. Non sono l’unico ad avere quel veicolo a Ravenna».

Il passaggio del Voyager avviene in un orario tra le due telefonate che partono dal telefono fisso della casa coniugale in via Bruno a Ravenna e arrivano al telefono fisso della casa toscana dei genitori dell’imputato (una alle 13.43 e l’altra alle 15.59). Chi telefona? Cagnoni aveva già risposto venerdì: «Non io, potrebbero essere partite da sole».

Le domande della difesa invece hanno cercato di fare chiarezza sulle modalità di accesso alla casa del delitto e sulle possibilità che anche altre persone potessero essere entrate. Cagnoni ha ribadito che da tre-quattro mesi prima dell’omicidio l’allarme non era più funzionante nella casa: «Quella mattina aprì la porta Giulia che aveva le chiavi e non andammo a digitare nessun codice per disattivare l’antifurto perché non veniva più inserito. Quando si fa la procedura si sente una voce a volume alto in casa che dice “acceso” o “spento”». Nei video dei sopralluoghi della scientifica, che fa digitare il codice al vigilante della Colas, non si sentono comunicazioni audio. Cagnoni poi ha ricordato che per l’ora abbondante passata nella casa – facendo foto ai quadri da vendere, cercando libri in biblioteca e discutendo della separazione – non chiusero la porta di ingresso e chiunque nascosto nei pressi avrebbe potuto introdursi.

Poi si è tornati a parlare dei tristemente noti cuscini verdi mancanti dalle poltroncine della villa e trovati in cantina a Firenze. Soprattutto si è parlato dei loro spostamenti. Le telecamere di videosorveglianza a casa di Cagnoni a Firenze dicono che l’imputato li scarica dal baule della Mercedes Classe C al suo arrivo venerdì 16 e li mette dietro una siepe, li carica sulla Classe A del padre la domenica prima di partire per Bologna e li riscarica dalla stessa auto al rientro da Bologna per finire definitivamente in cantina. «Sono stati tolti dalla vettura perché mi ero convinto di partire subito per rientrare a Ravenna nella notte tra domenica e lunedì usando l’auto di mio padre per lasciare quella più grande ai miei genitori in caso servisse per spostare i miei tre figli. E i cuscini dovevano restare là perché lunedì mio padre doveva portarli a lavare». Il lavaggio infatti sarebbe la ragione del trasferimento, dato che Giulia li aveva visti sporchi durante un ingresso nella casa di via Genocchi in agosto e Matteo sapevo quanto i genitori li considerassero delicati.

Travolto in moto in zona Bassette, ferito un uomo di 39 anni

Il motociclista è stato centrato da un’automobile all’angolo tra le via Bacci e Monti. Portato al Bufalini in codice di massima gravità

Elicottero 118Un 39enne è rimasto gravemente ferito nel primo pomeriggio di oggi, attorno alle 13.10, per un incidente avvenuto in zona Bassette. Lo scontro è avvenuto all’angolo tra le vie Bacci e Monti dove l’uomo è stato investito da un automobile. Immediati i soccorsi: il 118 ha trasportato il  ferito al Bufalini di Cesena in elicottero. Sul posto i vigili urbani per i rilievi del caso.

Poesie e disegni per il passaggio della Mille Miglia dalle strade ravennati

La rievocazione storica automobilistica arriverà in città il 16 maggio. In tutto sono 725 gli equipaggi iscritti alla gara

Mille Miglia Ravenna
Una foto postata sul gruppo Facebook del comitato promotore della Mille Miglia a Ravenna

La Mille Miglia tornerà in Romagna il 16 maggio, con arrivo a Cervia della tappa e passaggio da Ravenna (Qui il percorso di Ravenna e qui quello di Cervia). Sarà la prima tappa del viaggio che partirà da Cervia e avrà altri tre arrivi (Roma, Parma e Brescia). Sono 725 gli equipaggi iscritti alla gara, provenienti da 44 Paesi. Gli esemplari che hanno preso parte ad almeno una delle ventiquattro edizioni della 1000 Miglia di velocità disputata dal 1927 al 1957 sono 99. Gli equipaggi in lista d’attesa, pronti a sostituire eventuali defezioni, sono 121. L’eventuale sostituzione di una vettura avverrà con un modello il più simile possibile.

Al passaggio ravennate, gli equipaggi saranno invasi da poesie e fogli colorati, con decorazioni di studenti delle scuole. «Siamo felici – dice il sindaco Michele De Pascale – di ospitare nella nostra città la storica e leggendaria corsa delle Mille miglia, tanto amata e attesa dai ravennati. Una manifestazione di livello internazionale e un’occasione importante per mostrare la nostra magnifica città a tanti appassionati della bellezza del nostro paese. La sinergia con Cervia inoltre genererà un circolo virtuoso, amplificando ancora di più i benefici per il nostro territorio, dimostrando concretamente come lavorare insieme ai territori limitrofi, nell’ottica della Destinazione Romagna, sia fondamentale per affrontare con successo le sfide del turismo contemporaneo attraverso un’offerta ricca e variegata ancora più forte e competitiva. Le auto transiteranno da Ravenna nel tardo pomeriggio del 16 maggio, questo consentirà di arricchire ulteriormente l’evento coinvolgendo attivamente tutta la cittadinanza in una serata di festa».

Alla presentazione era presente anche Daniele Coffari, sindaco di Cervia: «Cervia sarà la prima tappa della gara delle Mille Miglia del 2018 e migliaia di persone assisteranno all’evento delle auto storiche. Per la nostra città è una grande opportunità che vedrà 440 auto d’epoca e oltre 1.400 presenze nelle nostre strutture. Le Mille Miglia è una delle iniziative più attese e suggestive, di portata nazionale ed internazionale che contribuirà a far conoscere Cervia anche ad un pubblico diverso rispetto a quello legato tradizionalmente al turismo balneare».

La collaborazione con Ravenna «è fondamentale per fare in modo che questo evento valorizzi il nostro territorio nella sua complessità. Le Mille Miglia insieme a Ravenna è anche un esempio di come si può lavorare nell’ottica della destinazione Romagna, per un’integrazione vera e propria e per la promozione e commercializzazione turistica con piani inter-comunali. Dobbiamo coordinare tutte le potenzialità dell’offerta, presentando le caratteristiche non in modo frammentario e parcellizzato, ma nell’ottica dell’insieme. Per questo è importante l’azione sinergica in collaborazione fra località, oramai non è più pensabile un turismo e una promozione dei singoli luoghi che non comprenda l’intero sistema Romagna».

Anche l’auto dell’avvocato di Matteo Cagnoni tra quelle multate venerdì mattina

Il legale, arrivato con pochi minuti di anticipo, ha trovato tutti gli stalli occupati dal pubblico. Così è finito tra gli automobilisti pizzicati dai vigili

IMG 4018
Il palazzo di giustizia di Ravenna

Anche l’auto di Giovanni Trombini, avvocato di Matteo Cagnoni, è tra quelle che i vigili urbani hanno multato nella mattinata di venerdì in tribunale. Data la ressa dovuta alla grande affluenza (era in programma l’interrogatorio di Cagnoni, che sta proseguendo oggi, lunedì 26 marzo) il parcheggio del tribunale si è riempito rapidamente e sin dalla mattinata. Trombini, arrivato sul filo dell’inizio dell’udienza, non ha trovato posto e ha dovuto parcheggiare in divieto di sosta. I vigili hanno così staccato anche per lui una delle 32 sanzioni da 27,8 euro. Pare non ci sia l’intenzione di fare ricorso.

Ecco i bus satellitari: dialogheranno con i semafori per trovare il semaforo verde

Un sistema di Gps permetterà ai regolatori di traffico di dare la priorità ai mezzi pubblici, riducendo i tempi di percorrenza e attesa

Autobus 4Rendere più agevole muoversi coi mezzi di trasporto pubblico è l’obiettivo di un nuovo progetto al quale sta lavorando il Comune di Ravenna, in collaborazione con l’agenzia per la mobilità romagnola. In questo modo l’agenzia intenda rendere più scorrevole, e quindi veloce, la circolazione degli autobus, mediante l’installazione di rilevatori satellitari che monitorano la posizione del bus e tramite GPS vengono connessi con i regolatori semaforici intelligenti in grado di “vedere” l’avvicinarsi dell’autobus modificando la fasatura dei tempi semaforici dando la priorità ai bus e riducendo quindi i tempi di percorrenza e di attesa per gli utenti.

Al momento i dispositivi necessari sono stati installati su tutti gli autobus del trasporto pubblico e su otto impianti semaforici. A breve inizierà la fase di sperimentazione del sistema.

«Puntiamo molto sulle nuove tecnologie – afferma l’assessore alla Mobilità, Roberto Fagnani – per rendere la mobilità all’interno della nostra città sempre più sostenibile, attraverso azioni che incentivino l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico in alternativa all’auto privata, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro».

Il Ravenna serve un grande poker: Gubbio superato grazie a una zampata di De Sena

Calcio C / Contro gli umbri la formazione di Antonioli centra il quarto successo di fila – un’autentica impresa in questa stagione – e mette una grande ipoteca sulla salvezza

Ravenna-Gubbio 1-0
RAVENNA (3-5-2): Venturi; Venturini, Lelj, Capitanio; Magrini (32’ st Barzaghi), Papa (43’ st Piccoli), Palermo, Selleri (32’ st Maleh), Rossi; Marzeglia (32’ st Broso), De Sena (37’ st Maistrello). A disp.: Gallinetta, E. Ballardini, Costantini, Ronchi, A. Ballardini, Sabba, Cenci. All.: Antonioli.
GUBBIO (3-5-2): Volpe; Dierna, Burzigotti, Piccinni; Malaccari (24’ st Cazzola), Valagussa (36’ st Giacomarro), Ricci (36’ st Bergamini), Casiraghi, Lo Porto (24’ st Pedrelli); Bazzoffia (12’ st Jallow), Marchi. A disp.: Battaiola, Paolelli, Fontanesi, Sampietro, Libertazzi. All.: Sandreani.
ARBITRO: Vigile di Cosenza.
RETE: 32’ pt De Sena.
NOTE – Ammoniti Dierna, Marchi. Spettatori circa 1.200 per un incasso di circa 7000 euro. Angoli: 3-4. Recupero: 0’ e 4’.

Gioia Finale B98A3962
La gioia finale dei calciatori giallorossi

E con questa, al “Benelli” contro il Gubbio, fanno 4. Il Ravenna scrive un pezzo di storia di questo campionato, griffando il quarto successo consecutivo – come solo il Padova ha saputo fare – e va sempre più al cuore della sua stagione, mettendo un’ipoteca enorme sulla propria permanenza in categoria. A quota 35, con un margine di 9 lunghezze sulla penultima piazza e sette partite da giocare, Lelj e compagni sono davvero ad un passo dal traguardo della stagione, il secondo capolavoro di fila dopo la promozione dell’annata passata, arrivata con un’accelerazione decisiva proprio a marzo. Questa volta, a pagare dazio contro un Ravenna in splendida salute, che mister Antonioli ha saputo portare a pieni giri nel momento decisivo del campionato, è la formazione umbra, con il nuovo tecnico in panchina, la bandiera Sandreani, una nuova veste tattica e una robusta dose di grinta e di spirito battagliero, ma decisamente poco incisivo in attacco, e a decidere è ancora una volta Carmine De Sena, al suo nono gol in questo campionato, di cui sei nel girone di ritorno: un attaccante spietato e decisivo, passato alla modalità realizzativa alla CR7.

Gol Di De Sena B98A4693
La rete decisiva realizzata da De Sena

Primo tempo Partita più da clava che da fioretto, più da elmetto che da guanto. Il Gubbio non può permettersi un altro ko, il Ravenna vuole calare il poker di vittorie, per sé e per la gloria. Ne esce un primo tempo bloccato, con poche emozioni e poche opportunità, ma il Ravenna in questo momento ha un giocatore che trasforma in oro tutto quello che gli viene offerto. Così al 32’, Selleri, alle cento presenze in campionato in Serie C, disegna una punizione delle sue, Capitanio sul palo più lontano fa da sponda, De Sena, leone affamato e spietato, la gira dentro piegando le mani a Volpe. La reazione ospite è in un velenoso e veloce rasoterra di Valagussa che si perde di poco sul fondo.

Secondo tempo Nella ripresa si vede subito la volontà dei padroni di casa di chiudere il match: ci provano De Sena, Venturini e Papa senza esito. Il Gubbio risponde con Ricci e Jallow, che non spaventano Venturi. Dierna al 30’ trova un piede giallorosso a deviare il suo tiro in angolo. E’ insidioso anche il tentativo di Marchi al 40’, che chiama Venturi all’unico vero intervento della sua gara. Finale a tinte giallorosse con Maistrello (Volpe si salva deviando in angolo) e con Broso (destro al volo che sibila di poco fuori). E poi, negli ultimi secondi di gara, Bergamini, solo davanti a Venturi, calibra male la conclusione mandando oltre la traversa.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Mauro Antonioli (tecnico Ravenna FC): «Avevo detto ai ragazzi che contro il Gubbio avevamo una palla break importante, non era un match point, e dovevamo giocarla senza avere il braccino corto, ma alla stesso tempo senza rischiare niente. I ragazzi sono stati ancora una volta bravissimi: siamo riusciti a vincere, rischiando pochissimo, non abbiamo creato tantissimo ma abbiamo capitalizzato quello che abbiamo creato. Siamo felicissimi; c’è stata un’altra prova di grande maturità dei ragazzi. E’ la quarta vittoria di fila, solo il Padova ha fatto questa impresa, per noi è motivo d’orgoglio e di grande onore».

Il programma (32ª giornata): Sudtirol-Sambenedettese 1-1, Fermana-FeralpiSalò 1-1, Mestre-Padova 0-0, Pordenone-Reggiana 4-3, Teramo-Triestina 1-0, Renate-Vicenza 2-0, Santarcangelo-Fano 1-1, Ravenna-Gubbio 1-0. Riposo: Albinoleffe e Bassano.

Classifica: Padova (28 gare disputate) 54 punti; Sambenedettese (28) 46; Reggiana (27) 44; Bassano (29) e Sudtirol (28) 43; Feralpisalò (28) 42; Mestre (28) e Pordenone (30) 41; Triestina (29) e Renate (28) 38; Albinoleffe (28) 36; Ravenna (27) 35; Fermana (29) 33; Vicenza (27) e Teramo (29) 31; Gubbio (28) 28; Santarcangelo* (28) 26; Fano (27) 25 (*un punto di penalizzazione).

 

Una brutta OraSì va ko a Montegranaro e vede complicarsi la corsa ai playoff

Basket A2 / Netta sconfitta in casa della XL Extralight, con i giallorossi irriconoscibili in particolare nel finale del match. Ora diventa decisiva la sfida di Pasquetta in casa contro la lanciata Treviso

Montagranaro-Ravenna 79-60
(17-9, 39-31, 53-48)
XL EXTRALIGHT MONTEGRANARO: Amoroso 18, Powell 20, Rivali 15, Corbett 10, Zucca, Treier 2, Maspero, Gueye 8, Campogrande 6. All.: Ceccarelli.
ORASI’ RAVENNA: Giachetti, Rice 23, Sgorbati, Masciadri 16, Grant 15, Chiumenti, Montano 3, Raschi 3, Esposito, Vitale. All.: Martino.
NOTE – Montegranaro: tiri da due 20/36, da tre 10/28, rimbalzi 23. OraSì: tiri da due 11/36, da tre 7/15, rimbalzi 41.

Orasi A Montegranaro
Prestazione negativa in terra marchigiana per i giallorossi

Una brutta versione dell’OraSì cede nettamente in trasferta all’Extralight Montegranaro nonostante una netta superiorità ai rimbalzi, pagando però il numero elevatissimo di palle perse. Ravenna è sempre stata in svantaggio a causa di un brutto approccio, poi è rientrata a meno due dai padroni di casa (48-46) prima di lasciare completamente strada ai marchigiani nel finale. Poco da salvare in casa giallorossa, ora la strada verso i playoff si è fatta più in salita e bisognerà cercare l’impresa nel posticipo di Pasquetta contro la lanciatissima Treviso, attualmente la squadra più in condizione dell’intero campionato.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Antimo Martino (tecnico OraSì Ravenna): «Prima di tutto faccio i complimenti a Montegranaro, poi però debbo dire che con la nostra brutta prova abbiamo facilitato il compito ai nostri rivali. Fatico a commentare la nostra partita, purtroppo potrebbe bastare il dato delle 25 palle perse non salvo niente di oggi né a livello individuale né di squadra ed è per questo che domani pomeriggio torneremo subito in palestra ad allenarci. Nel terzo quarto abbiamo preso 12 punti ma poi ne abbiamo subìti dieci in un minuto e mezzo».

Risultati (26ª giornata): Bergamo-Agribertocchi Orzinuovi 85-60, Bondi Ferrara-Tezenis Verona 83-60, Assigeco Piacenza-Andrea Costa Imola Basket 81-64, Termoforgia Jesi-Alma Pallacanestro Trieste 94-87, XL Extralight Montegranaro-OraSì Ravenna 79-60, Roseto Sharks-Dinamica Generale Mantova 104-98, Unieuro Forlì-Consultinvest Bologna 91-67, De’ Longhi Treviso-GSA Udine 80-64.

Classifica: Trieste 38 punti; Bologna 36; Treviso e Montegranaro 34; Udine 32; Verona 30; Ferrara, Ravenna e Jesi 28; Imola 26; Mantova 24; Piacenza e Forlì 22; Bergamo 14; Roseto 12; Orzinuovi 8.

La Bunge non può nulla contro una Sir Safety perfetta. Fuori dai playoff con onore

Volley Superlega / Nella “bella” dei quarti playoff scudetto i ravennati cadono in tre set contro la corazzata Perugia, mettendola in difficoltà in particolare nella terza frazione. Nei playoff di Challenge Cup la squadra di Soli se la vedrà con Padova

Perugia-Ravenna 3-0
(25-19, 25-18, 25-23)
SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Zaytsev 7, Podrascanin 4, Atanasijevic 20, Berger 11, Anzani 5, De Cecco 2, Colaci (L); Ricci, Shaw, Della Lunga. Ne: Cesarini (L), Russell, Siirila, Andric. All.: Bernardi.
BUNGE RAVENNA: Marechal 12, Diamantini 2, Buchegger 9, Poglajen 9, Georgiev 5, Orduna, Goi (L); Raffaelli, Pistolesi, Gutierrez. Ne: Mazzone, Vitelli, Marchini. All.: Soli.
ARBITRI: Bartolini di Firenze e Cesare di Roma.
NOTE – Perugia: bs 16, bv 4, errori 7, muri 6; Ravenna: bs 19, bv 0, errori 9, muri 4. Durata set: 27’, 24’, 34’ (tot. 85’). Spettatori: 3712. Mvp: Atanasijevic.

Marechal A Perugia Rid
Una schiacciata a Perugia del francese Nicolas Marechal

Una Sir Safety Conad al limite della perfezione non concede nulla alla Bunge, che nella “bella” dei quarti di finale dei playoff scudetto prova a contrastare la forza della corazzata perugina, spinta nella sua “tana” dall’accesissimo tifo dei suoi sostenitori. In particolare nel terzo set i ravennati riescono a spaventare la squadra di Bernardi, che sotto prima 11-16 e poi 19-21 deve tirare fuori tutte le sue migliori risorse, in particolare l’mvp Atanasijevic, per aggiudicarsi il match. De Cecco e compagni in semifinale se la vedranno con Trento, che ieri ha battuto Verona, mentre il sestetto di Soli andrà nei quarti dei playoff per il quinto posto, dove affronteranno Padova: in attesa dell’ufficializzazione delle date, l’andata dovrebbe essere disputata il 1° aprile in terra veneta, il ritorno l’8 aprile al Pala De André.

Sestetti titolari I padroni di casa guidati da Bernardi scendono in campo con De Cecco in regia, Atanasijevic opposto, Berger (con Russell indisponibile) e Zaytsev bande, Podrascanin e Anzani centrali e Colaci libero. La Bunge di Soli risponde con la diagonale Orduna-Buchegger, Poglajen e Marechal schiacciatori, Georgiev e Diamantini al centro, Goi in seconda linea.

Primo set Spinta dal calore del suo pubblico, la Sir Safety scatta sul 4-2 grazie al muro di Anzani e incrementa il vantaggio con l’ace di Berger: 11-8. Le due squadre proseguono di pari passo, entrambe molto concentrate in fase di cambio palla, fino a quando Georgiev non ferma Atanasijevic a muro (16-15), ma i perugini ristabiliscono le distanze: 18-15. I padroni di casa danno uno scossone al set, infilando tre punti di fila con Zaytsev, De Cecco al servizio e Berger: 23-17. Diamantini a muro prova a rilanciare la Bunge (23-19), gli umbri però rispondono con lo “zar”, che alla prima occasione realizza l’ace del 25-19.

Secondo set Il muro di Anzani porta sul 4-2 Perugia, raggiunta a quota 6 da Marechal e superata dalla Bunge grazie a Buchegger e a un primo tempo in rete di Podrascanin: 7-9. Berger riporta l’equilibrio in campo (11-11), Atanasijevic firma il contro-sorpasso mettendo a terra i palloni del 14-13 e del 16-14: time out Soli. De Cecco in battuta manda a +3 i padroni di casa (17-14), poi l’opposto serbo colpisce ancora due volte: 20-15. La Sir Safety aumenta il vantaggio con il muro di Anzani (24-17) e chiude al secondo set point: 25-18.

Terzo set Dopo un primo botta e risposta tra Buchegger (0-2) e Podrascanin (2-2) la Bunge prova ad accelerare con Marechal: 5-8. Perugia si avvicina con il muro di Podrascanin (9-10), che poi però spara in rete: 9-12. La schiacciata fuori di Berger regala l’11-15 ai ravennati, che dopo il time out di Bernardi incrementano il vantaggio con Marechal: 11-16. Atanasijevic avvicina gli umbri (13-16), Soli ferma a sua volta il match, ma sul turno al servizio di Berger i padroni di casa raggiungono il pareggio con Zaytsev e un ace dello stesso schiacciatore: 16-16. Atanasijevic mette la freccia alla Sir Safety (18-17), a cui rispondono alla grande Poglajen e Buchegger, bravissimi a concretizzare due attacchi molto difficili: 19-21. La reazione dei perugini è però impetuosa e passa dalle mani di Berger, che realizza un muro e un contrattacco decisivi: 23-21. Podrascanin non sbaglia per il 24-22, Poglajen annulla il primo match ball, ma sul secondo è una invasione “pescata” dal videocheck a far esultare i tifosi di casa: 25-23.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Grande orgoglio per noi questa sera nonostante la sconfitta, perché siamo riusciti a impensierire una grandissima squadra, davanti a un pubblico bellissimo e caldissimo. I nostri avversari sapevano che questa era una partita da dentro o fuori e hanno avuto un grande rispetto per noi. Mi dispiace per il risultato finale, in quanto a nessuno piace perdere. Abbiamo messo in campo tutte le nostre energie, non abbiamo nulla da recriminare e questo è un qualcosa che dobbiamo tenere buono in vista dei prossimi impegni».

La Conad cade a Trento in tre set e vede allontanarsi di nuovo la zona playoff

Volley A2 femminile / Pesante sconfitta per le ravennati, che scendono all’undicesimo posto e adesso sono obbligate a fare bottino pieno di punti nelle ultime due giornate

Trento-Ravenna 3-0
(25-22, 25-19, 25-20)
DELTA INFORMATICA TRENTINO: Fiesoli 7, Moretto 4, Kiosi 16, Dekany 13, Fondriest 6, Moncada 2, Zardo (L); Michieletto, Moro. Ne: Carraro, Fucka, Antonucci. All.: Negro.
CONAD OLIMPIA TEODORA RAVENNA: Washington 11, Scacchetti 4, Bacchi 8, Menghi 10, Kajalina 9, D’Odorico 6, Paris (L); Ceroni, Aluigi, Panetoni, Vallicelli. Ne: Torcolacci. All.: Angelini.
ARBITRI: Verrascina di Roma e Marotta di Firenze.
NOTE – Trento: bs 5, bv 4, errori 11, muri 5; Ravenna: bs 3, bv 3, errori 24, muri 8. Durata set: 27′, 24′, 25′ (tot. 76′).

Conad A Trento
Le ragazze della Conad all’inizio del match di Trento

Pesante sconfitta della Conad a Trento, superata in tre set dalla Delta Informatica al termine di una partita caratterizzata dai numerosi errori delle ravennati. A causa di questo ko si complica molto la corsa ai playoff dell’Olimpia Teodora, ripiombata all’undicesimo posto, con il nono distante due lunghezze. Le biancorosse adesso non sono più padrone del loro destino e sono obbligate a vincere le ultime due gare (in casa con San Giovanni in Marignano e in trasferta a Brescia), sperando nei passi falsi delle rivali dirette Orvieto, Collegno e Club Italia.

Sestetti titolari Il tecnico della Delta Informatica Negro disegna il suo sestetto con Moncada palleggiatrice, Kiosi, Dekani e Fiesoli attaccanti, Fondriest e Moretto al centro e Zardo libero. Il coach Angelini conferma lo starting six vincente contro Orvieto, con Bacchi e D’Odorico in banda, Kajalina opposto, Washington e Menghi centrali, Scacchetti al palleggio e Paris libero.

Primo set Trento parte a mille e il 2-0 iniziale si trasforma rapidamente in 5-1 prima e in 10-2 poi. La Conad è troppo imprecisa e soffre moltissimo in ricezione, mentre le padrone di casa allungano fino al 16-6 con il turno di servizio di Moncada. Le ospiti reagiscono nella seconda parte del set, ma dopo aver accorciato sul 19-12 faticano ad avvicinarsi ulteriormente. La Delta si porta 24-17, ma Ravenna non si dà per vinta e, grazie anche a due ace di Washington, annulla ben cinque set point, prima di subire il punto del definitivo 25-22.

Secondo set L’Olimpia Teodora si porta avanti 2-5 con il muro di D’Odorico, Trento ritrova però la brillantezza del primo parziale, pareggia a quota sette e sorpassa sul 12-9. Il muro di Menghi per il 12-11 tiene a contatto le biancorosse, ma l’inerzia del set è ormai cambiata e la Delta scappa nuovamente sul 14-11 grazie all’ace di Kiosi. Le padrone di casa allungano definitivamente sul 20-12 sfruttando un altro brutto passaggio a vuoto ravennate e contengono anche in questo parziale il tentativo di rimonta della Conad portandosi a casa il parziale del 2-0 per 25-19.

Terzo set In apertura Trento cerca subito l’allungo, prima sul 2-0 poi sul 4-2, ma due muri di Washington e uno di Scacchetti tengono in parità la partita sul 4-4. Al terzo tentativo le padrone di casa riescono però a scavare il solco, grazie anche agli ace di Kiosi e Dekani per il 7-4 e il 9-5. La Delta doppia le ospiti sul 14-7 continuando a giocare con maggiore intensità e precisione, ma le ragazze ravennati non mollano e grazie a due muri di Bacchi e un attacco di Kajalina tornano sotto sul 17-16. La Conad fallisce l’occasione dell’aggancio e incassa il 19-16, ma Scacchetti con l’ace tiene ancora a contatto le ospiti sul 19-18. Kajalina ha in mano la palla del pareggio, ma viene murata e le speranze di rimonta dell’Olimpia Teodora si spengono definitivamente sull’ultimo parziale di Trento che si porta 23-18 e chiude per 25-20.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Simone Angelini (tecnico Conad Ravenna): «Innanzitutto devo fare i complimenti alle nostre avversarie perché hanno giocato molto bene, battendo con efficacia e attaccando con precisione. Dal canto nostro la partenza molto negativa nel primo set ci ha un po’ tagliato le gambe soprattutto nel morale. Abbiamo fatto una buona rimonta sul finire del primo parziale e siamo partiti abbastanza bene nel secondo, ma poi è nuovamente uscita fuori la loro positiva giornata in attacco. È stata una partita certamente non giocata al meglio da parte nostra, ma in cui le avversarie hanno offerto una grande prestazione. Sapevamo che sarebbe stata dura e avremmo potuto fare di più, ma ora ripartiamo da capo e guardiamo alle prossime due partite con la volontà di riagganciare la zona playoff».

Risultati (32ª giornata): Zambelli Orvieto-Club Italia Crai 3-1, Battistelli San Giovanni in Marignano-Volley Soverato 3-2, Bartoccini Gioiellerie Perugia-Golden Tulip Volalto Caserta 3-0, Savallese Millenium Brescia-Sorelle Ramonda Ipa Montecchio 3-0, Golem Olbia-Barricalla Collegno 0-3, Delta Informatica Trentino-Conad Olimpia Teodora Ravenna 3-0, P2P Givova Baronissi-LPM Bam Mondovì 3-2, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-Sigel Marsala 3-0. Riposo: Fenera Chieri.

Classifica: Cuneo* 70 punti; Brescia* 69; Mondovì* 66; San Giovanni Marignano* 62; Chieri* 60; Trento 59; Soverato* 55; Orvieto* 50; Collegno* 49; Club Italia* 48; Ravenna* 47; Baronissi* 31; Olbia 26; Montecchio* 25; Perugia** 22; Marsala** 18; Caserta* 8 (* una gara in meno).

Dopo il restauro da mezzo milione, la Sala Dantesca è chiusa da mesi per un guasto

Inaugurata in pompa magna nel marzo del 2017 a novembre è emerso il problema al riscaldamento che sarà riparato da chi ha eseguito i lavori, a costo zero per il Comune. Riapertura in aprile

BiblioEra stata aperta in pompa magna, dopo un lavoro di restauro durato anni, l’11 marzo del 2017 e per qualche mese ha ospitato tanti eventi e incontri, sullo sfondo del magnifico affresco di Luca Longhi, poi, a novembre, le sue porte si sono richiuse e tali sono rimaste.

La sala Dantesca o ex refettorio della biblioteca Classense di Ravenna è infatti al momento inagibile per un guasto all’impianto di riscaldamento che si è manifestato, in pratica, alla prima ondata di maltempo, a novembre scorso. Un’infiltrazione a un tubo esterno non ha reso possibile riscaldarla nei mesi invernali, e così tutte le numerosissime iniziative che ormai si svolgono in biblioteca sono state riportate alla sala Muratori.

È l’assessore comunale ai Lavori pubblici Roberto Fagnani a spiegarci i fatti: «La sala riaprirà in ogni caso dal 15 aprile, quando non sarà più necessario il riscaldamento. Ma dopo Pasqua l’azienda che aveva effettuato i lavori provvederà alla riparazione del guasto, naturalmente a spese sue essendo l’impianto in garanzia. Si tratta di un intervento che non dovrebbe richiedere più di quindici o venti giorni». La ragione per cui da novembre si è arrivati ad aprile per riparare il guasto è da attribuirsi alla contestazione che il Comune ha fatto all’azienda che aveva eseguito i lavori, la Coarco.

Cosa più importante, la riparazione dovrà avvenire all’esterno e dunque non andrà a mettere a rischio, ci assicura sempre l’assessore, i lavori di restauro precedenti e che hanno bisogno di una condizione ottimale. «Per assicurare il microclima idoneo alla conservazione delle pitture murali e degli apparati lignei, la Sala Dantesca è stata dotata di un impianto di climatizzazione e ricambio d’aria utilizzando per le canalizzazioni i cunicoli interrati già presenti al di sotto della sala», si leggeva per esempio nel comunicato stampa che un anno fa annunciava appunto la fine dei lavori.

Allora fu spiegato che l’intervento della Sala Dantesca era stato realizzato grazie a un investimento di 450mila euro, risorse messe a disposizione in primis dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna attraverso i fondi di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015.

Nel dettaglio: un gioiello di affreschi e stalli lignei. «La Sala Dantesca, vero gioiello del complesso della Biblioteca Classense – citiamo dai materiali inviati dal Comune di Ravenna in occasione della riapertura – e antico refettorio del monastero camaldolese, è stata realizzata nel tardo Cinquecento, grazie alla volontà dell’abate Pietro Bagnoli, che fu anche il committente del dipinto sulla parete di fondo della sala, raffigurante l’episodio evangelico de Le nozze di Cana. Il dipinto fu eseguito nel 1580 dal pittore ravennate Luca Longhi e fu considerato dai contemporanei opera fondamentale per la caratterizzazione dei personaggi, la varietà degli atteggiamenti, l’organizzazione della scena. Anche gli affreschi sul soffitto si devono a Longhi e alla sua bottega. Alle pareti sono i pregevoli stalli lignei con decori a figure antropomorfe, tardo-cinquecenteschi, attribuibili in larga parte a Marco Peruzzi, che fu anche l’autore degli intagli della porta d’ingresso, ornata con scene dalla vita del profeta Daniele; nella fascia superiore della porta compaiono il simbolo camaldolese e il monogramma dell’abbazia classense.
La sala ha subito, nel corso dei secoli, diversi restauri, rimodernamenti e cambiamenti di destinazioni d’uso: al 1921, quando fu adibita a spazio per le letture dantesche, risale l’attuale intitolazione».

Sistema delle allerte meteo, l’Anci provinciale: «Sindaci sono capro espiatorio»

Bassi: «Assurdo che in ottantadue giorni siano giunte cinquanta allerte meteo. Sistema distorto che addossa ai primi cittadini responsabilità che non hanno»

PoggiaLa condanna di Marta Vincenzi, ex sindaco di Genova, a cinque anni di carcere per le conseguenze di un alluvione del 2011 ha colpito il coordinatore dell’Anci provinciale, Daniele Bassi. L’Anci è l’associazione dei comuni italiani e a Ravenna la coordina il sindaco di Massa Lombarda, Bassi che spiega: «I sindaci oggi sono ritenuti, anche a causa di leggi in contrasto tra loro e talvolta scevre di buon senso, i principali responsabili di qualsivoglia problema, dal più banale fino a quello ambientale o atmosferico che ha condotto alla tragedia gravissima di Genova», dove morirono sei persone.

Secondo Bassi, il concetto, «ormai diffuso, fondato sul pregiudizio che addossa la responsabilità a chi ricopre cariche politiche, in questo caso trasforma il sindaco in un “assassino”, fatto che dovrebbe sollevare indignazione e non l’assordante e ipocrita silenzio che stiamo registrando. Se il sindaco, come chiunque altro, commette errori, è giusto che ne paghi le conseguenze ma ciò deve avvenire per le colpe direttamente imputabili al suo ruolo e non a meccanismi che sono il frutto di un inaccettabile scaricabarile»

Bassi parla anche del sistema di protezione civile, diretta conseguenza di questo modo di ragionare. (Ne abbiamo parlato questa settimana anche nel nostro editoriale). «Un esempio che dimostra quanto sia distorto il sistema è rappresentato dalla Protezione civile, dove le responsabilità, a caduta, sono volutamente indirizzate sui primi cittadini, a prescindere da chi possa aver sbagliato. E’ surreale, ad esempio, che nei primi ottantadue giorni dell’anno siano giunte cinquanta allerta meteo. A cosa servono? Di sicuro a concentrare sui sindaci l’insieme del conto che, nessuno ovviamente se lo augura, dovesse essere presentato da eventi calamitosi. In merito alla condanna di Marta Vincenzi resta solo da sperare che la Cassazione cancelli questa sentenza. La responsabilità penale – conclude Bassi – è personale quindi per essere condannati per omicidio è necessario essere personalmente responsabili e non semplici simboli politici».

Il Concerto di Pasqua celebra Rossini: appuntamento a Sant’Apollinare Nuovo

Sul podio ci sarà il maestro Paolo Olmi con il coro del teatro della Fortuna di Fano. Il cast vocale sarà costituito dal soprano Lucrezia Drei, il mezzosoprano Aude Extremo, il tenore Marco Ciaponi e il basso George Andguladze

02CCO20061106NAN004 (2)
Paolo Olmi

A conclusione della stagione concertistica “Capire la Musica 2017 – 2018” Emilia-Romagna Concerti celebra il centocinquantesimo anniversario della morte di Gioachino Rossini proponendo al pubblico la “Petite Messe Solennelle”, considerata tra i migliori capolavori della musica del XIX secolo. Fu scritta nel 1863, cinque anni prima della morte del compositore, ed ultimo “peccato di vecchiaia”, come egli stesso amava definirla. L’ultima volta che questo brano venne eseguito a Ravenna fu nel 2007 nel Duomo e nella stesura originale, con il Coro di Londra; ancora prima fu eseguito nel 1998 a Sant’Apollinare in Classe dai Giovani di Santa Cecilia, diretti dal maestro Paolo Olmi.

A proposito della “Petite Messe Solennelle”, il maestro sottolinea come il testo sia interpretato da Rossini con molta libertà. Infatti l’Ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus e Agnus Dei) viene integrato dal testo “Oh Salutaris Ostia” attribuito a San Tommaso D’Aquino e l’invocazione alla pace, presente nell’Agnus Dei, viene interpretata da Rossini come una pagina di estrema espressività e potenza paragonabile alle grandi scene religiose dei melodrammi verdiani o wagneriani. Questa attenzione di Emilia Romagna Concerti per il compositore pesarese proseguirà fino alla fine di quest’anno, quando si completerà la serie di Sonate a Quattro, iniziate il 12 febbraio scorso.

L’edizione 2018 del Concerto di Pasqua avrà luogo mercoledì 28 marzo alle ore 21 nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Sul podio ci sarà il maestro Paolo Olmi, con il Coro del Teatro della Fortuna “M. Agostini” (Maestro del coro Mirca Rosciani) di Fano e la Young Musicians European Orchestra. Il cast vocale sarà costituito dal soprano Lucrezia Drei, il mezzosoprano Aude Extremo, il tenore Marco Ciaponi e il basso George Andguladze. Questo già imponente organico, inusuale per le tradizionali composizioni di Rossini, verrà arricchito dalla presenza di giovani musicisti iraniani, con i quali già l’anno scorso si era creata una proficua collaborazione.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi