mercoledì
29 Aprile 2026

Il procuratore: «Le indagini sulla corruzione trovano grande omertà a Ravenna»

Nell’ufficio guidato da Mancini un pool di pm dedicato ai reati contro la pubblica amministrazione: «Il nostro territorio non è immune, chi dice il contrario mi lascia perplesso. E c’è poco da fare come prevenzione»

RAVENNA 12/01/2018. CONFERENZA STAMPA IN PROCURA PER L’ ARRESTO DI 2 FUNZIONARI DI HERA.
Da sinistra il colonnello Andrea Fiducia della guardia di finanza, il procuratore capo Alessandro Mancini e il sostituto procuratore Monica Gargiulo

«Mi pare che da tempo non manchino campagne e iniziative da più parti per sensibilizzare sulla questione dei reati contro la pubblica amministrazione ma i fatti dimostrano che i casi di corruzione, in senso generico del termine, continuano a verificarsi. Purtroppo si può fare poco per la prevenzione». Il procuratore capo di Ravenna, Alessandro Mancini, mette in fila alcune riflessioni su una materia delicata che riguarda la condotta di chi riveste ruoli pubblici e maneggia il bene pubblico. «Per mettere un argine servirebbe una coscienza civica che faccia capire che rubare allo Stato significa rubare a noi stessi. Chi rappresenta lo Stato e va contro la legge è come se mettesse in atto una specie di alienazione con cui ruba a stesso».

Se prevenire è difficile, non resta che reprimere. E il compito spetta agli inquirenti: «Questi reati verranno sempre trattati in via prioritaria, lo prevede il codice di procedura e lo condividiamo pienamente in questo ufficio. Anche perché lo richiede il ruolo stesso degli indagati: devono avere prima possibile una posizione chiara per sapere se tornare al loro lavoro o meno». La procura ravennate ha scelto di istituire un gruppo di lavoro dedicato, tra gli otto sostituti procuratori: «Parliamo di una materia complessa che richiede competenze specifiche. L’analisi delle vicende può fare una grossa differenza. Quando si tratta di stabilire se siamo di fronte a corruzione o concussione vuol dire che una persona può passare da co-indagato a parte offesa. E indagare non è facile dovendo fare i conti con molta omertà o con la paura di ritorsioni che porta qualcuno a esporsi solo in maniera anonima».

Il caso dei due dipendenti di Hera è dei giorni scorsi ma non mancano precedenti recenti, tra indagini e processi. C’è un ambiente che si sta contaminando? «Non spettano a me queste valutazioni. Ma i fatti dicono che anche il nostro territorio non è immune a questi fenomeni, quando sento qualcuno che dice il contrario resto sempre un po’ perplesso». Allo stesso modo destano le perplessità di Mancini quelli che chiama clichè da mandare al macero: «Smettiamola con il ritornello del dipendente pubblico poco pagato e costretto a infrangere la legge. Le ultime indagini hanno coinvolto persone che avevano stipendi elevati. E anzi è proprio da queste persone che rivestono un ruolo pubblico in una situazione economica particolare che verrebbe da aspettarsi tutt’altro atteggiamento». L’atteggiamento che in linea di principio Mancini vuole vedere nei corridoi della sua procura: «Nel pubblico c’è troppo spesso la tendenza a prestare poca attenzione alla spesa perché tanto paga Pantalone. In procura cerchiamo di tenere lo stesso approccio che dovrebbe avere il privato, usando le poche risorse a disposizione come se dovessimo togliercela dalle nostre tasche».

Polizie municipali in provincia, aumentano gli interventi per incidenti mortali

In crescita i veicoli controllati su strada: 56mila (+41 percento). Le patenti ritirate sono state 492

Pattuglia MunicipaleGli incidenti stradali rilevati dai sei comandi di polizia municipale in provincia di Ravenna nel 2017 sono stati 1.946 e si registra un aumento in quelli mortali: 31 nel 2017 contro i 23 nel 2016. È un dato estrapolato dal bilancio dell’attività annuale reso noto in occasione di San Sebastiano, patrono di tutte le polizie locali che ricorre oggi 20 gennaio.

I dati sono stati illustrati ieri da Paola Neri, comandante della polizia municipale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Nel 2017 si registra un aumento dell’attività di controllo della circolazione stradale, con quasi 56mila veicoli controllati (+41 percento). Maggiori anche le ore destinate al controllo del territorio (165mila l’anno scorso contro le 83mila del 2016). Nel 2017, inoltre, hanno circolato sul territorio una media di 38 pattuglie al giorno. In aumento anche i controlli sui mezzi pesanti, che nell’anno appena terminato sono stati 630 contro i 546 dell’anno precedente. Le patenti ritirate nella provincia di Ravenna nel 2017 sono state 492, mentre sono stati elevati 181mila verbali. Per quanto riguarda la guida in stato d’ebbrezza, si registra invece un calo delle sanzioni con 145 verbali contro i 178 di due anni fa.

Due anni fa l’omicidio di Regeni, Amnesty in piazza per chiedere giustizia

Il 25 gennaio anche a Ravenna l’iniziativa a due anni dai fatti in Egitto. Evento patrocinato dal Comune

Giulio Regeni.jpg 1452464513A due anni dalla sua morte non è ancora stata fatta luce sulla vicenda di Giulio Regeni, il ricercatore rapito e assassinato in Egitto dove stava svolgendo un progetto di dottorato: il 25 gennaio, secondo anniversario della sua improvvisa scomparsa (il corpo sarà ritrovato il 3 febbraio), per ricordare Giulio e continuare a chiedere verità e giustizia Amnesty International sarà in molte piazze italiane tra cui anche Ravenna. L’appuntamento è in Piazza del Popolo dalle 18.30 con una fiaccolata. L’evento è patrocinato dal Comune di Ravenna.

A Padova la Bunge non può permettersi falsi per restare attaccata alla zona playoff

Volley Superlega / Trasferta sul campo della Kioene per i ravennati, che domani, domenica 20 gennaio (inizio ore 18), sfidano una delle squadre più in forma del momento. Soli: «Contro un avversario così forte ci vorranno pazienza, attacchi in palla alta e più muro-difesa»

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA KIOENE PADOVA 3 1. POGLAJEN
Lo schiacciatore argentino della Bunge Cristian Poglajen

Spinta dalla convincente vittoria negli ottavi di Challenge Cup a spese dei cechi del Volejbal Brno, la Bunge si rituffa nella Superlega e domani sfida la Kioene a Padova (inizio ore 18, arbitri Bartolini di Firenze e Braico di Torino) nella sesta giornata di ritorno. A dividere le due squadre in classifica sono solo quattro punti, con i veneti che al momento occupano la sesta posizione, rappresentando una delle sorprese in positivo di questa stagione. All’andata finì con una affermazione dei ravennati, frutto di una delle prestazioni più belle del loro cammino, ma negli ultimi tempi il sestetto di Baldovin sta marciando molto forte, come testimoniano quattro successi nelle ultime sette partite, tra cui spicca il colpo a Modena alla fine dell’andata.

«Padova ha tanto fisico – inizia il tecnico Fabio Soli – e noi soffriamo questo tipo di formazioni più di altre con diverse caratteristiche. I nostri avversari hanno centimetri e potenza al servizio, qualità che possono mettere in difficoltà il nostro attacco. Noi dovremo essere bravi, come nella gara di andata, a mettere a disposizione della squadra la capacità di attaccare almeno due-volte per scambio, anziché uno solo. Ci vorranno quindi pazienza, attacchi in palla alta e più muro-difesa, ma non sarà facile, perché Padova quando gioca con continuità riesce a mettere in difficoltà anche le formazioni più forti del torneo. La chiave di lettura della partita, in definitiva, si muoverà tra la potenza e il fisico degli avversari e la nostra pazienza e capacità di giocare anche un po’ sporco».

In zona playoff ci sono ben cinque formazioni nel breve spazio di sei punti – dai 30 della quinta Trento ai 25 della nona Ravenna – con una volata finale che si preannuncia appassionante. Il tecnico della Bunge preferisce però pensare a una partita alla volta. «Da quando abbiamo iniziato a guardare la classifica abbiamo anche cominciato a innervosirci, soprattutto quando le cose non vanno bene. Prima invece eravamo liberi da quelli che potevano essere i pensieri sui traguardi da raggiungere e abbiamo visto i risultati. Ovviamente noi sappiamo qual è il nostro valore, mostrato in particolare nella prima parte della stagione, ma adesso dobbiamo levarci di dosso la pretesa di tornare a essere quelli che eravamo prima, anche perché le squadre avversarie ci conoscono meglio, e mettere nel mirino gli obiettivi tecnici e tattici che possiamo raggiungere in questo periodo. Quindi è necessario migliorare in battuta e nei singoli aspetti del gioco, cercando di essere più tranquilli – termina Soli – con la speranza di poterci esprimere in modo migliore».

Gli avversari Passando agli avversari, per la sua quarta avventura di fila in Superlega la rosa della Kioene è variata per dieci tredicesimi, con i soli Balaso, Bassanello e Volpato (tutti e tre padovani doc) confermati. Rivoluzionata la diagonale palleggiatore/opposto, che si affida all’esperienza di Travica e alla freschezza di Nelli, l’organico guidato da Valerio Baldovin è completato dai centrali Polo (ex Cmc Romagna nel 2015/16) e Sperandio, dal baby regista Peslac, dalle bande Randazzo, Gozzo, Scanferla, Cirovic e Koprivica, questi ultimi due serbi come l’opposto “di scorta” Premovic.

IN VIDEO La partita tra Kioene e Bunge sarà seguita in diretta dalle ore 18 in video sul canale a pagamento Lega Volley Channel.
Il programma (sesta giornata di ritorno): Taiwan Excellence Latina-Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia 3-0 (disputata venerdì 19 gennaio); sabato 20 gennaio, ore 20.30, Revivre Milano-Wixo LPR Piacenza; domenica 21 gennaio, ore 18, Calzedonia Verona-Diatec Trentino, Cucine Lube Civitanova-Azimut Modena, BCC Castellana Grotte-Gi Group Monza, Kioene Padova-Bunge Ravenna, Sir Safety Conad Perugia-Biosì Indexa Sora.

Classifica: Perugia 48 punti; Civitanova 47; Modena 42; Verona* 32; Trentino* 30; Padova 29; Milano 28; Piacenza 27; Ravenna 25; Latina 22; Monza 18; Vibo Valentia° 12; Castellana Grotte* 8; Sora 7 (* una gara in meno; ° una gara in più).

Marescotti e il voto ai Cinque Stelle: «Chiamarli fascisti è un errore politico»

L’attore ora in scena con I have a dream nel 2014 si candidò con L’Altra Europa di Tsipras: «M5s unica alternativa a Berlusconi»

Ivano MarescottiLa politica è anche arte di parlare: la retorica, che per i greci era la tecnica artistica più raffinata e difficile. Torna sul parco l’attore Ivano Marescotti, accanto a Valentina Lodovini, con I Have A Dream – le parole che hanno cambiato la storia, un atto unico dedicato ad alcuni dei più significativi discorsi pronunciati da individui che – in epoche diverse – hanno contribuito al corso dell’umanità (domenica 21 gennaio alle 21 al teatro Comunale di Conselice). Da Demostene a Martin Luther King, passando per Pericle, Robespierre, Lady Astor, Ghandi, Kennedy, Churchill, Fidel Castro, Mandela e molti altri.

Come avete scelto i discorsi da inserire in questo spettacolo?
«Sono stati scelti in base all’importanza del loro impatto storico, ci sono nomi famosi come Kennedy e Mandela, ma anche alcuni che non conoscevamo, e che abbiamo riscoperto».

Ce n’è uno che la emoziona più di tutti gli altri?
«Alcuni sono più didattici, altri molto emozionanti come quello di Fidel Castro o quello sulla Shoa, ma anche quello di Eco
che chiude lo spettacolo. Il pubblico a secondo della propria sensibilità e del proprio retroterra culturale potrà apprezzare più uno che un altro. Non è un musical o un pezzo comico, ma il pubblico può divertirsi in questo viaggio nella storia che arriva fino ai giorni nostri».

Ci sono discorsi anche molto antichi come quelli di Pericle e Demostene, cosa li rende attuali?
«Loro parlano già di democrazia. Si vede come questi personaggi, vissuti quasi duemilacinquecento anni fa, avessero un linguaggio e una espressività magnifica. Non a caso la retorica l’hanno inventata loro».

Ci sono autori come Mandela e Ghandi che accontentano tutti accanto a personaggi più controversi e discutibili come Fidel Castro, che come stanno assieme?
«Le parole che dice Castro possono valere per tutte le persone e i popoli che hanno vissuto sotto tirannia, poi la valutazione dell’uomo è un’altra cosa».

Ihaveadream
Ivano Marescotti e Valentina Lodovini

Lo spettacolo va in scena a pochi mesi dalle elezioni. Pensa che tra i politici attuali ci sia qualcuno che ha una buona arte retorica?
«Oggi i discorsi politici sono sporcati da interessi personali, volti solo a raccattare voti».

Nel 2014 si era candidato con L’Altra Europa di Tsipras, quindi anche lei ha fatto dei discorsi politici. Recentemente ha detto che alle elezioni voterà per i 5 Stelle perché non c’è più una sinistra che la convince. Se fosse stato eletto sarebbe stato diverso il suo giudizio sulla sinistra italiana?
«No. Quando mi sono candidato c’era una speranza che è stata massacrata da apparatie dirigenti di partiti e partitini che hanno cancellato il sogno di riunire la sinistra per ottenere risultati condivisi per i diritti civili. In queste elezioni ci saranno tre, quattro, cinque liste e listine di sinistra, che a me non corrispondono».

Una volta diceva di essere comunista. Ha cambiato idea?
«Io sono comunista. Votare i partitini di sinistra è auto consolatorio e non risolve niente. Che senso ha eleggere un parlamentare se poi hai come primo ministro Salvini? Mi auguro che i 5 Stelle vincano e portino avanti anche battaglie
sociali, visto che il Pd ha dimostrato in più di una occasione di andare in direzione contraria con il jobs act e demolendo la
nostra Costituzione».

Lei spesso parla nei suoi spettacoli dei valori della Resistenza, i 5 stelle sembrano essere un po’ ambigui nelle posizioni anti-fasciste, questo non la mette in difficoltà?
«Molto ambigui. Io non sono del Movimento 5 Stelle. Sono molto critico sulle posizioni che hanno sull’anti-fascismo, sullo ius soli, sull’organizzazione del partito padronale. Io non mi sono iscritto al Movimento, ma li voterò perché sono una persona di sinistra che vuole evitare un governo della Lega, Fratelli d’Italia e di Berlusconi. Siccome possono batterli solo i 5 Stelle voterò loro. Credo anche che dare dei fascisti ai 5 Stelle sia un errore politico madornale. Se sono fascisti
loro, sono fascisti quelli che votano Lega, sono fascisti quelli di Berlusconi… I fascisti in Italia sarebbero il 60 popolazione della popolazione, dovremmo andare sulle montagne!».

Ma quindi cosa le piace dei 5 Stelle?
«I 5 Stelle hanno fatto anche battaglie sociali. Erano per il no al referendum accanto a noi di Tsipras, con Zagrebelsky. Diverse cause che hanno sposato sono le nostre. Ma soprattutto sono l’unica alternativa alla vittoria di Berlusconi».

Grillo come lei è un attore comico, cosa vi accomuna? Vi siete mai conosciuti?
«Niente. Non l’ho mai conosciuto e sinceramente non lo reggo neanche molto».

C’è un discorso di Grillo che secondo lei starebbe bene in questo spettacolo?
«No. Una volta Grillo faceva ridere, ma era negli anni ’80, adesso non fa nemmeno più ridere».

Lo spettacolo I have a dream fa parte di “Sedici – Le parole che hanno cambiato la storia”, la stagione teatrale conselicese 2017/2018 di cui Marescotti è anche direttore artistico, insieme a Ifigenia Kanarà e in collaborazione con Rossella Cavallari e Cronopios. Sul palco con l’attore romagnolo ci sarà anche Valentina Lodovini. Lo spettacolo è di Ennio Speranza e di Gabriele Guidi che cura anche la regia. La produzione è di Sabadi. È possibile acquistare i biglietti su ww.vivaticket.it o in tutti i punti vendita indicati sul sito; è possibile anche prenotare i biglietti due giorni prima di ogni singolo spettacolo dalle 17 alle 20 telefonando al numero 348 7095919 o scrivendo una mail a info@teatroconselice.it.

Processo Cagnoni, la difesa punta sulle tracce verso il terrazzo: impronte e sangue

Decima udienza / L’avvocato Trombini difende il medico accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri il 16 settembre 2016 e insiste sui reperti individuati al primo piano della villa in via Padre Genocchi per sostenere che l’aggressore possa essere qualcuno entrato dall’esterno

Leggi la cronaca di tutte le udienze precedenti

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
L’avvocato Giovanni Trombini, difensore di Matteo Cagnoni

L’accusa è convinta che l’omicidio della 39enne Giulia Ballestri sia cominciato con un’aggressione sul ballatoio del primo piano e si sia concluso con l’abbandono del cadavere nello scantinato del definitivo massacro portato avanti anche lungo la scala in legno per scendere al piano terra e quella in granito per il seminterrato mentre la difesa del 53enne Matteo Cagnoni, marito della vittima, è convinta che per trovare il vero colpevole si debba guardare in direzione opposta e cioè dal ballatoio a salire verso il terrazzo sul tetto della villa disabitata di via Padre Genocchi. Nella decima udienza del processo in corte d’assise l’avvocato Giovanni Trombini ha speso quasi tre ore di contro interrogatorio al sostituto commissario di polizia Francesco De Paolis, coordinatore regionale del settore operativo del gabinetto di polizia scientifica di Bologna, proprio per evidenziare che il corridoio dal ballatoio verso la scala che porta al secondo piano presenta tracce da non sottovalutare.

Da tempo non è più un mistero la linea difensiva: venerdì 16 settembre del 2016 Cagnoni andò nella villa di famiglia con la consorte per fare delle foto da un quadro da vendere e uscì lasciando la donna da sola ancora viva e per spiegare l’omicidio va presa in considerazione l’aggressione subita da un estraneo introdottosi in casa forse per un furto o per trovare riparo. Se gli ingressi al piano terra al sopralluogo degli inquirenti risultavano tutti chiusi e le tapparelle tutte abbassate non lo stesso, secondo la difesa, si può dire della porta che conduce alla terrazza sul tetto. Trombini lascia intendere che il primo sopralluogo della polizia, documentato da un video, l’abbia trovata aperta e promette che il filmato verrà mostrato alla corte.

Per il momento con De Paolis si è limitato a concentrarsi sulle tracce che lo stesso poliziotto, durante la deposizione resa al pm Cristina D’Aniello, aveva spiegato di aver trovato nel corridoio che dal ballatoio parte in direzione opposta rispetto allo scalone di legno che scende verso il salone del piano terra. Due impronte di calzature diverse: una con carrarmato simile a quello di scarpe marca Timberland trovate ad asciugare su un termosifone nella casa dei genitori dell’imputato a Firenze, e ritenute di proprietà del padre Mario, e una che pare mostrare il logo tipico presente su un modello della marca Hogan ritenuto compatibile con quello che Cagnoni indossa nel video della pasticceria dove ha fatto colazione con Giulia la mattina dell’omicidio. Perché in effetti a differenza di quelle trovate in Toscana e quindi utilizzate per una comparazione grafica, le Hogan del video non sono mai state trovate e su quale sia il disegno della suola l’accusa può fare solo ipotesi derivanti da analisi di mercato e valutazioni dei modelli della stessa casa di moda.

Il poliziotto non ha dubbi nel dire di aver trovato la porta della terrazza chiusa con un vecchio scatolone di riviste nei pressi e nel sostenere che nella zona notte di quel corridoio non siano state trovate tracce tali da ritenere gli ambienti interessanti ai fini investigativi, nemmeno quella di sangue vicino alle impronte. Il legale che tutela Cagnoni si chiede invece che spiegazione dare alla macchia di sangue sul pavimento.

Nel paio di ore in cui De Paolis ha risposto al sostituto procuratore D’Aniello non sono mancati i punti a favore dell’accusa. A partire dalle due impronti, le cosiddette “palmare frigo” e “palmare muro” per il luogo in cui sono state individuate: sono attribuite a Cagnoni (una presenta 20 punti in comune e l’altra 28 mentre per la legge ne sarebbero sufficienti 16) e sono nei pressi dello spigolo del muronello scantinato dove sarebbe stata sbattuta la donna con il volto. E poi in una casa in cui sono evidenti segni di ripulitura su molte parti, cosa ci fa una tanica di acqua demineralizzata dello stesso tipo e lotto di una tanica trovata nel garage dell’abitazione dei coniugi in via Giordano Bruno?

Apre la sezione ravennate della Biennale di incisione dedicata a Giuseppe Maestri

Il calendario degli eventi parte sabato 20 gennaio. Opere in mostra fino al 18 marzo

Biennale Incisione Ed. 2015
La Biennale a Bagnacavallo

Dopo l’apertura del 16 dicembre della seconda edizione della Biennale di incisione “Giuseppe Maestri” al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo , il 20 gennaio si apre nelle sedi della biblioteca Classense e del Mar – Museo d’Arte della città la sezione ravennate della manifestazione artistica nazionale dedicata all’incisore e torcoliere Giuseppe Maestri, figura di spicco dell’ambiente culturale cittadino scomparso alcuni anni fa.

Il calendario degli eventi previsti a Ravenna si apre sabato 20 gennaio alle 11.30 alla Biblioteca Classense di Ravenna, dove negli spazi del “corridoio grande” avrà luogo l’inaugurazione della mostra L’opera grafica di Cristiano Vettore. Si tratta di un omaggio ad uno dei più promettenti artisti della nuova generazione di incisori, vincitore nel 2015 del 1° Premio per giovani incisori di Bagnacavallo. La mostra raccoglie una cinquantina di opere grafiche che ben rappresentano la sofisticata ricerca artistica di Vettore, che si traduce in un percorso immaginifico spinto fino al confine tra descrittività naturalistica e surreale.

Nel pomeriggio, alle 17, la Biennale entra nel vivo con l’apertura, al Museo d’Arte della Città di Ravenna, dell’evento principale, il Premio di incisione «Giuseppe Maestri» | Ravenna #2017. Nelle sale del museo ravennate sono presentate le opere realizzate appositamente per la Biennale da una trentina di artisti ritenuti dal Comitato scientifico tra i più significativi attualmente in attività in Italia. Nell’occasione si svolgerà la cerimonia di assegnazione dei premi e dei riconoscimenti previsti dalla Biennale, che vedrà protagonisti Tano Santoro, vincitore di questa edizione del Premio di incisione «Giuseppe Maestri», ed Agim Sako, vincitore del Premio per giovani incisori | Bagnacavallo 2017.

Sempre legate alla Biennale, gli organizzatori ricordano che al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo sono allestite dal dicembre scorso, fino a domenica 18 marzo, altre due mostre dedicate alla grafica artistica: il Premio per giovani incisori | Bagnacavallo #2017, che con l’esposizione di circa cinquanta opere offre un interessante panorama sugli orientamenti più recenti della grafica d’arte presso le nuove generazioni di artisti, e La donazione Zunica. Opere di Virgilio Guidi, Ernesto Treccani, Tono Zancanaro e altri maestri del ‘900, con più di sessanta preziose opere incisorie recentemente acquisite dal Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo.

Tutte le mostre previste dalla Biennale, a Bagnacavallo e a Ravenna, rimarranno aperte, secondo i normali orari di apertura delle istituzioni ospitanti, fino a domenica 18 marzo.

Al PalaCosta c’è un fanalino da spegnere per la Conad: arriva un Caserta in crisi

Volley A2 femminile / Dopo due trasferte in Piemonte, domenica 21 gennaio (ore 17) le ravennati ospitano sul proprio campo le campane della Golden Tulip Volalto. Angelini: «Vogliamo riprendere quota in classifica a partire da questa sfida»

Gruppo Conad Chieri
La carica delle ragazze della Conad

A pochi giorni dalla tiratissima vittoria in terra piemontese contro Collegno, nella quarta giornata del girone di ritorno la Conad torna domenica 21 gennaio a giocare a Ravenna per ospitare al PalaCosta la Golden Tulip Volalto Caserta (ore 17, arbitri Rossetti di Ancona e Merli di Terni). La squadra campana è fanalino di coda della classifica di A2 con 6 punti ottenuti in quattro gare finite al tie break, due vinte (a Orvieto e in casa con Mondovì) e due perse (in casa con Perugia e a Baronissi). All’andata in Campania l’incontro fu a senso unico, terminando in tre set a favore delle ragazze di Angelini. Da allora la formazione allenata da Monfresa naviga nelle parti più scomode della classifica e per questo è assetata di punti salvezza. Molto più tranquilla è la situazione in casa Olimpia Teodora, ciò nonostante capitan Bacchi e compagne scenderanno in campo con rispetto per le avversarie ma senza alcun timore, per confermare di essere la squadra unita e compatta che hanno finora dimostrato di essere. «Dopo il match contro di noi – inizia Simone Angelini – a Caserta la società ha liberato tre atlete che non sono state per ora rimpiazzate. Da allora le nostre avversarie si devono allenare in otto-nove, cosa durissima, anche perché in palestra è necessario giocare spesso e quindi devono fare i salti mortali per cercare qualche esterno che possa sostituire le ragazze mancanti».

Nell’estate scorsa la società campana ha incontrato qualche difficoltà in fase di iscrizione e solo all’ultimo è stata ammessa in Serie A2. Per questo, in sede di mercato, non ha potuto operare con la necessaria tranquillità, portando a termine alcuni tesseramenti solo a ridosso dell’inizio del campionato. Se si esclude la conferma del libero Barone, rispetto alla passata stagione il roster è cambiato del tutto. «Da sabato scorso a mercoledì abbiamo fatto tante ore di viaggio per raggiungere Chieri e Collegno, dove abbiamo disputato due lunghe partite, una da 4 set e una da 5, con due ottime squadre, una tra le prime in classifica, l’altra davanti a noi di pochi punti. Un po’ di stanchezza potrebbe venire fuori e potremmo rischiare di non essere brillantissimi. All’andata a Caserta abbiamo giocato molto bene e ora vogliamo ripeterci a Ravenna anche per far riprendere quota e vigore alla nostra classifica – termina Angelini – a partire proprio da queste partite casalinghe».

Biglietteria Ingresso: biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi dai 12 ai 18 anni 5 euro. I bambini sotto i 12 anni entrano gratuitamente.

Riapertura campagna abbonamenti In occasione del giro di boa la Conad lancia la campagna abbonamenti “Girone di Ritorno” che comprende le partite interne della regular season. Per sottoscrivere l’abbonamento è necessario recarsi alla sede dell’Olimpia Teodora, in via Trieste 86, da lunedì a sabato, dalle ore 8.30 alle ore 12.30. Nei giorni in cui la Conad gioca in casa, gli abbonamenti sono in vendita anche nella biglietteria del PalaCosta. Questi i prezzi: 50 euro intero, 40 euro ridotto, 25 euro per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Tutti gli abbonati avranno inoltre diritto a mantenere il posto scelto all’atto della sottoscrizione e a pagare metà del prezzo del biglietto per tutte le eventuali partite di playoff che verranno disputate in casa.

Il programma (21ª giornata): sabato 20 gennaio, ore 16, Club Italia Crai-Golem Olbia; domenica 21 gennaio, ore 17, LPM Bam Mondovì-Savallese Millenium Brescia, Battistelli San Giovanni in Marignano-Fenera Chieri, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Golden Tulip Volalto Caserta, Sorelle Ramonda Ipa Montecchio-Zambelli Orvieto, Delta Informatica Trentino-Barricalla Collegno, Volley Soverato-P2P Givova Baronissi, Ubi Banca San Bernardo Cuneo-Bartoccini Gioiellerie Perugia. Riposo: Sigel Marsala.

Classifica: Chieri 45 punti; San Giovanni Marignano 44; Mondovì 43; Brescia 42; Cuneo 40; Soverato e Trento 35; Collegno 33; Ravenna 29; Orvieto e Club Italia 27; Baronissi 20; Montecchio* 19; Perugia* 14; Olbia 13; Marsala 8; Caserta* 6 (*una gara in meno).

Terminata la pausa, il Ravenna torna in campo a Trieste per riscattare l’andata

Calcio C / Dopo tre settimane di stop i giallorossi domani, sabato 20 gennaio (ore 18.30), sono di scena al “Rocco” con l’obiettivo di iniziare al meglio il nuovo anno solare. Antonioli: «Ci vorrà il miglior Ravenna per portare a casa un risultato positivo»

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A destra il tecnico Mauro Antonioli con a fianco il vice Spinelli

Esaurita la sosta, tre settimane dopo l’ultimo match, il Ravenna torna in campo per la disputa della terza giornata di ritorno. Ed è una truppa giallorossa motivatissima quella che si appresta domani, sabato 20 gennaio, ad affrontare la trasferta al “Nereo Rocco” (fischio d’inizio alle ore 18.30, arbitri Luciani di Roma), in casa della Triestina. Lelj e compagni cercano di ripartire con un risultato positivo non solo perché c’è la volontà di iniziare bene il nuovo anno solare, che faccia dimenticare la sfortunata battuta d’arresto con il Bassano, ma anche perché c’è grande desiderio di rivalsa dopo la scoppola patita all’andata, che nessuno in casa bizantina ha ancora digerito. «Quella fu una serata storta, che fece anche troppo scalpore – ricorda il tecnico Mauro Antonioli -. Perdere in quella maniera ci fece male, però non inseguiamo alcuna vendetta. Per noi è una partita da interpretare al meglio e da giocare al massimo livello contro un avversario che è stato costruito per lottare per le primissime piazze, perché dobbiamo fare i punti che ci servono per il nostro obiettivo. Diciamo che la gara d’andata ci permette di ricordarci le caratteristiche della Triestina e gli errori che non dovremo fare per evitare guai».

Come il Ravenna, anche la Triestina è reduce da una sconfitta nell’ultima partita del 2017 (2-0 a Reggio). «Pensavo che la Triestina a questo punto del campionato, avesse una classifica migliore, però l’organico che ha è di primissima qualità ed è attrezzato per dire la sua fino alla fine per le primissime posizioni. Il fatto che al mercato abbiamo fatto diverse operazioni in entrata è il segno che a Trieste ci credono ancora, per cui ci vorrà il miglior Ravenna per portare a casa un risultato positivo».

Prima convocazione nel gruppo, dove gli unici assenti saranno gli indisponibili Elia Ballardini e Lucarini, per Youssef Maleh, il giovane centrocampista arrivato in settimana dal Cesena. «E’ un centrocampista con caratteristiche da mezz’ala, abbina corsa e qualità tecniche, è un giocatore di prospettiva. Il Cesena crede molto in lui, noi siamo contenti di averlo con noi e avrà le sue opportunità per dimostrare ciò che vale. Sono convinto – termina Antonioli – che ci darà una grossa mano».

Il programma (22ª giornata): sabato 20 gennaio, ore 14.30, Gubbio-Mestre; ore 16.30, Pordenone-Fano, FeralpiSalò-Sambenedettese, Bassano-Santarcangelo, Fermana-Sudtirol, Teramo-Vicenza; ore 18.30 Triestina-Ravenna; lunedì 22 gennaio, ore 20.30, Albinoleffe-Renate. Riposo: Padova e Reggiana.

Classifica: Padova (19 gare disputate) 38 punti; Renate (19) 33; Sambenedettese (18) 32; Feralpisalò (19) e Reggiana (19) 29; Albinoleffe (19) 26; Triestina (18), Sudtirol (18), Pordenone (18) e Bassano (19) 25; Mestre (19) 24; Fermana (19) 23; Gubbio (19) 22; Teramo (18), Vicenza (18) e Ravenna (19) 21; Santarcangelo* (19) 19; Fano (19) 14 (*un punto di penalizzazione).

Verso il voto: le manovre in provincia di Ravenna e i nomi dei primi candidati

Certe le riconferme nel Pd di Collina e Pagani. Liberi e Uguali punta su Errani e Paglia. E per la Lega Pinci lancia Alberghini…

Vasco Errani

Nel panorama dei ravennati che tenteranno l’impresa di entrare in Parlamento il prossimo 4 marzo, la sorpresa che per ora appare più clamorosa arriva sicuramente dal Movimento 5 Stelle che martedì 16 gennaio ha aperto le parlamentarie e qui, in una giornata convulsa in cui per molti è stato difficile accedere alla piattaforma online Rousseau, si è scoperto che, come in molte altre regioni d’Italia (va detto), alcune candidature non sono state accettate, tra queste in particolare quella dell’ex candidato sindaco Pietro Vandini (non sempre in linea con il verbo del leader) e l’attivista storico Fabrizio Martelli. Sono invece state approvate le candidature di altre due storiche attiviste ravennati, Cinzia Pasi e Roberta Babini, per il Senato mentre tutti gli altri nomi degli ammessi sono a questo link.

Ma le manovre sono ovviamente in corso anche sugli altri fronti. In particolare è su quello della sinistra che si hanno i maggiori sommovimenti a partire da quella estrema. Tra chi infatti ha iniziato la raccolta firme c’è Potere al popolo, formazione nata dal basso a cui hanno aderito anche Prc e Pci (ex Pdci) e chi non ha apprezzato l’operazione Leu, ovvero la formazione di Liberi e Uguali che racchiude Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. A Ravenna Leu può contare su personalità di particolare spicco per tutte e tre le formazioni: i parlamentari Giovanni Paglia (Si) e Andrea Maestri (Possibile) e l’ex presidente della regione Vasco Errani (Mdp). Tre nomi di peso. Il “tetris” degli incastri per i seggi sicuri è in via di risoluzione, ma l’elezione salvo sorprese dovrebbe essere assicurata solo per Errani e Paglia.

Chi sembra già certo è invece il Partito democratico che sicuramente riconfermerà Stefano Collina, ex senatore, e Alberto Pagani, ex deputato, entrambi al termine del primo mandato. Esce di scena Josefa Idem (che era capolista in Senato cinque anni fa e che è stata anche ministro con Enrico Letta prima di essere costretta alle dimissioni per lo scandalo legato al mancato pagamento dell’Ici) e non è chiaro se ci saranno candidature femminili di qualche peso e concreta possibilità (potrebbe essere quella di Livia Molducci?). Intanto il Pd sta organizzando decine di incontri nei vari circoli proprio in vista delle elezioni.

Sul fronte opposto, ancora non è certa la candidatura di Gianluca Pini della Lega Nord, parlamentare uscente in forte disaccordo con la politica di Matteo Salvini di allargamento della Lega a tutta l’Italia. Pini stesso ha peraltro lanciato la candidatura di Massimiliano Alberghini che alle scorse amministrative riuscì a portare il centrosinistra al ballottaggio a Ravenna.

Tra le liste che si presentano per la prima volta e sono impegnate a raccogliere firme, infine, c’è anche il Popolo della famiglia di Adinolfi (passato di recente in città) che candiderà tra gli altri il ravennate Mirko De Carli (già candidato sindaco anche a Riolo Terme e dirigente nazionale del movimento) e in città è possibile trovare i banchetti per firmare anche per Prima gli italiani, lista che unisce la Fiamma Tricolore e Forza Nuova.

Per 160mila euro Cagnoni passò al fratello un patrimonio di oltre 1,5 milioni

Decima udienza / Gli accertamenti della guardia di finanza mettono in luce le manovre del dermatologo ora a processo per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri: a marzo 2016 mentre emergeva la crisi coniugale e la donna iniziava a nutrire desideri di separazione, il 53enne si liberava di case e fondi con donazioni e vendite a valori molto inferiori alle stime di mercato

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La palazzina di via Giordano Bruno in cui vivevano Matteo Cagnoni e Giulia Ballestri con i tre figli

Mentre la moglie Giulia Ballestri cominciava a esternare tra le mura domestiche la propria sofferenza per un rapporto coniugale ultradecennale, il marito Matteo Cagnoni si liberava di un patrimonio di stimato tra 1,6 e 1,9 milioni di euro (tra fondi di investimento e immobili) vendendolo o donandolo al fratello per un totale di appena 160mila euro. È una circostanza emersa durante la decima udienza del processo in cui il 53enne dermatologo è imputato per l’omicidio della 39enne consorte avvenuto il 16 settembre 2016.

La giornata odierna, 19 gennaio, si è aperta con la deposizione del luogotenente Enrico Negrini del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza che, rispondendo alle domande del pubblico ministero Cristina D’Aniello, ha presentato ai giudici gli esiti degli accertamenti patrimoniali fatti dalle Fiamme Gialle sulle proprietà e sui conti correnti del medico in custodia cautelare da tre giorni dopo il delitto. Le cessioni avvenero tutte nel mese di marzo del 2016 con tre operazioni: per la parte immobiliare vennero fatti due atti dal notaio Fabrizio Gradassi (il primo riguardava quattro immobili e il secondo un quinto) e per i fondi invece si rivolse all’agenzia che ne aveva la gestione.

Il primo atto risale al 10 marzo. L’imputato dona il 50 percento della nuda proprietà di un villino a Marina Romea al fratello Stefano che già deteneva l’altra metà: nell’atto viene indicato un valore di 54mila euro per l’immobile ma l’osservatorio immobiliare fa una stima che oscilla tra 330mila e 430mila. Il 100 percento dell’abitazione di via Giordano Bruno, quella in cui vivevano i coniugi con i tre figli, è vautata tra 300mila e 450mila euro dallo stesso osservatorio ma viene venduta per 30mila euro al fratello che poi lo concede in affitto all’odierno imputato per 250 euro al mese. Infine il medico cede il 50 percento di due studi in via Cattaneo: uno è stimato tra 47mila e 72mila euro e viene venduto per 40mila e l’altro è stimato tra 188mila e 277mila ma viene venduto per 60mila. Il totale di 130mila euro è da pagare entro il 2021. Il secondo atto è del 23 marzo e contiene la cessione del 50 percento della nuda proprietà di un appartamento con garage a Cortina d’Ampezzo. L’altro 50 percento è già del fratello Stefano. La cifra pattuita è 30mila euro, l’osservatorio immobiliare fa una stima dell’immobile tra 1,4 milioni e 1,6. Pagamento entro il 2023. Nel mezzo, il 16 marzo, c’è un’operazione che coinvolge anche i genitori: i quattro sono cointestatari di un fondo di investimento da 1,2 milioni di euro. Il fondo viene chiuso e riaperto lo stesso giorno: nessuna differenza nella cifra ma nella nuova sottoscrizione non compare più l’imputato a cui però non è stata corrisposta la sua quota (300mila euro). Il pagamento dei 160mila euro avviene con due bonifici (130mila e 30mila) tra luglio e agosto su un conto corrente che Matteo Cagnoni ha aperto pochi giorni prima.

Ci sono poi gli accertamenti sui conti correnti. Per quello su cui sono confluiti i 160mila euro delle vendite immobiliari ha la delega a operare anche il fratello Stefano. Dopo il secondo bonifico vengono sottoscritti quattro fondi di investimento per un totale di 130mila euro. Al 22 settembre del 2016 il saldo riscontrato dalla Finanza è 29.400 euro: risultano due bonifici da 300 euro ognuno a favore del fratello stefano con causale “affitto mensilità luglio e agosto”.

L’imputato è poi intestatario di un altro conto corrente personale dal 2012 che secondo gli investigatori viene utilizzato per l’attività professionale: il saldo al 31 dicembre 2015 è in rosso di 60mila euro, il saldo al 21 settembre 2016 è in rosso di 59mila. C’è poi il conto di cui sono co-intestatari marito e moglie: nei primi nove mesi del 2016, cioè fino a quando Giulia è stata viva, vengono registrati ben 16 bonifici in entrata dai genitori di per un totale di 84mila euro Cagnoni (l’ultimo da 5mila euro il giorno precedente l’omicidio) . Causale: “Giulia Ballestri Leasing”.

Avvistato un topo dentro una scuola materna comunale: interviene Azimut

Genitori avvisati dal Comune che ha già provveduto a muoversi per dare la caccia al roditore che non ha lasciato traccia nei locali dell’asilo

TopoUn topo è stato avvisato questa mattina dentro alla scuola dell’infanzia Polo Lama Sud. Questa mattina un avviso firmato dalla dirigente del servizio Nidi e Scuole dell’Infanzia del Comune di Ravenna avvisava i genitori della circostanza. In particolare il topo era stato visto all’interno di una sezione dalle insegnanti e subito scacciato all’esterno. “Non sono stati travi segni della sua presenza nei locali – scrive il Comune – verosimilmente era entrato da poco sfruttando la porta che dà sull’area esterna e che era stata aperta visto la bella giornata di sole”. Il fatto è avvenuto ieri, 18 gennaio. Un caso simile era avvenuto nel novembre del 2016.

Subito si è attivato il servizio del Comune che ha avvisato Azimut. L’azienda interverrà con la collocazione di nuovi fogli di esca con collante all’interno dei locali sia del nido che della scuola dell’infanzia e poi con un erogatore di esca ratticida nell’area esterna prospiciente la sezione interessata dal fatto.

“La situazione – continua il Comune – continuerà ad essere monitorata e saranno attivate tutte le misure idonee per la soluzione del problema. I genitori saranno informati sui futuri sviluppi della situazione”.

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