Processo Cagnoni, la difesa punta sulle tracce verso il terrazzo: impronte e sangue

Decima udienza / L’avvocato Trombini difende il medico accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri il 16 settembre 2016 e insiste sui reperti individuati al primo piano della villa in via Padre Genocchi per sostenere che l’aggressore possa essere qualcuno entrato dall’esterno

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Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.

L’avvocato Giovanni Trombini, difensore di Matteo Cagnoni

L’accusa è convinta che l’omicidio della 39enne Giulia Ballestri sia cominciato con un’aggressione sul ballatoio del primo piano e si sia concluso con l’abbandono del cadavere nello scantinato del definitivo massacro portato avanti anche lungo la scala in legno per scendere al piano terra e quella in granito per il seminterrato mentre la difesa del 53enne Matteo Cagnoni, marito della vittima, è convinta che per trovare il vero colpevole si debba guardare in direzione opposta e cioè dal ballatoio a salire verso il terrazzo sul tetto della villa disabitata di via Padre Genocchi. Nella decima udienza del processo in corte d’assise l’avvocato Giovanni Trombini ha speso quasi tre ore di contro interrogatorio al sostituto commissario di polizia Francesco De Paolis, coordinatore regionale del settore operativo del gabinetto di polizia scientifica di Bologna, proprio per evidenziare che il corridoio dal ballatoio verso la scala che porta al secondo piano presenta tracce da non sottovalutare.

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Da tempo non è più un mistero la linea difensiva: venerdì 16 settembre del 2016 Cagnoni andò nella villa di famiglia con la consorte per fare delle foto da un quadro da vendere e uscì lasciando la donna da sola ancora viva e per spiegare l’omicidio va presa in considerazione l’aggressione subita da un estraneo introdottosi in casa forse per un furto o per trovare riparo. Se gli ingressi al piano terra al sopralluogo degli inquirenti risultavano tutti chiusi e le tapparelle tutte abbassate non lo stesso, secondo la difesa, si può dire della porta che conduce alla terrazza sul tetto. Trombini lascia intendere che il primo sopralluogo della polizia, documentato da un video, l’abbia trovata aperta e promette che il filmato verrà mostrato alla corte.

Per il momento con De Paolis si è limitato a concentrarsi sulle tracce che lo stesso poliziotto, durante la deposizione resa al pm Cristina D’Aniello, aveva spiegato di aver trovato nel corridoio che dal ballatoio parte in direzione opposta rispetto allo scalone di legno che scende verso il salone del piano terra. Due impronte di calzature diverse: una con carrarmato simile a quello di scarpe marca Timberland trovate ad asciugare su un termosifone nella casa dei genitori dell’imputato a Firenze, e ritenute di proprietà del padre Mario, e una che pare mostrare il logo tipico presente su un modello della marca Hogan ritenuto compatibile con quello che Cagnoni indossa nel video della pasticceria dove ha fatto colazione con Giulia la mattina dell’omicidio. Perché in effetti a differenza di quelle trovate in Toscana e quindi utilizzate per una comparazione grafica, le Hogan del video non sono mai state trovate e su quale sia il disegno della suola l’accusa può fare solo ipotesi derivanti da analisi di mercato e valutazioni dei modelli della stessa casa di moda.

Il poliziotto non ha dubbi nel dire di aver trovato la porta della terrazza chiusa con un vecchio scatolone di riviste nei pressi e nel sostenere che nella zona notte di quel corridoio non siano state trovate tracce tali da ritenere gli ambienti interessanti ai fini investigativi, nemmeno quella di sangue vicino alle impronte. Il legale che tutela Cagnoni si chiede invece che spiegazione dare alla macchia di sangue sul pavimento.

Nel paio di ore in cui De Paolis ha risposto al sostituto procuratore D’Aniello non sono mancati i punti a favore dell’accusa. A partire dalle due impronti, le cosiddette “palmare frigo” e “palmare muro” per il luogo in cui sono state individuate: sono attribuite a Cagnoni (una presenta 20 punti in comune e l’altra 28 mentre per la legge ne sarebbero sufficienti 16) e sono nei pressi dello spigolo del muronello scantinato dove sarebbe stata sbattuta la donna con il volto. E poi in una casa in cui sono evidenti segni di ripulitura su molte parti, cosa ci fa una tanica di acqua demineralizzata dello stesso tipo e lotto di una tanica trovata nel garage dell’abitazione dei coniugi in via Giordano Bruno?

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