sabato
25 Aprile 2026

Il 2018 del Mar: dalla fotografia di Majoli ai lavori di Picasso, Burri e Warhol

Presentato il calendario del museo d’arte della città di Ravenna. Dopo un anno di assenza torna la grande mostra e si sposta in autunno-inverno: sarà dedicata al centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. In primavera gli scatti del reporter ravennate che da sedici anni lavora per la Magnum

 

Mar Ravenna

«Quando le guerre finiscono, nessuno ricorda più perché fossero cominciate», diceva Picasso, a cui si deve quella che è la più celebre opera d’arte contro la guerra: Guernica. Al contrario Marinetti sosteneva: «Noi vogliamo glorificare la guerra, sola igiene del mondo, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna». In “War is over? Arte e conflitti tra mito e contemporaneità”, la nuova mostra che segnerà l’autunno-inverno del 2018 al museo d’arte di Ravenna, vedremo contrapposte queste diverse letture. A cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, il Mar, guidato dal nuovo direttore Maurizio Tarantino, ha deciso di creare un percorso sul rapporto tra artisti e guerra. In mostra, dal 7 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019, ci saranno opere di Picasso, Abramovic, Marinetti, Boetti, Burri, De Chirico, Haring, Kentridge e Warhol. Nella creazione di questa mostra si vede la mano di Angela Tecce, nota esperta di arte contemporanea, che è stata direttrice di Castel Sant’Elmo a Napoli e del Polo Museale della Calabria, ora dirigente al Ministero dei Beni Culturali. Nell’allestimento, curato dallo Studio Azzurro, sarà presentato anche il famoso monumento funebre cinquecentesco di Guidarello, in una nuova cornice che, a detta di Tarantino, «ne valorizzerà l’elemento mitico che lo lega alla città».

«Abbiamo deciso di spostare la mostra del Mar dalla primavera all’autunno per ravvivare quello che è il periodo meno turistico per la città, che ora ha un nuovo momento di interesse oltre la Trilogia d’Autunno e la Notte d’Oro. Quest’anno la Biennale del Mosaico sta funzionando molto bene», ha spiegato il sindaco Michele de Pascale. L’assessora Elsa Signorino e Vittorio Pranzini, presidente del cda del Mar, hanno sottolineato «l’importanza di un’offerta artistica eterogenea, che vede in un anno susseguirsi mosaico, pittura, scultura, incisione e fotografia».

Anche l’inverno e la primavera 2018 saranno segnati da eventi importanti per il museo. Dal 21 gennaio al 18 marzo tornerà per la seconda edizione, il “Premio di incisione Giuseppe Maestri” e “la biennale dell’incisione”, che si terrà tra il Mar e il Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo.

Dal 25 febbraio al 2 aprile ci sarà “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana”. Dopo il successo avuto a Reggio Emilia arriverà anche a Ravenna il tributo a Lica e Albe Steiner, la coppia che seppe innovare la grafica in Italia tra gli anni ’60 e i ‘70, con le copertine di Feltrinelli e alcune famose pubblicità, la cui storia è profondamente legata alla Accademia di Belle Arti della città.

E giungeranno in una sede istituzionale di Ravenna gli scatti del fotografo Alex Majoli, ravennate di nascita, e divenuto uno dei nomi di maggior rilievo del reportage internazionale. Da sedici anni fa parte di Magnum Photos, la più importante agenzia fotografica al mondo, Majoli ha vinto nel 2012 il World Press Photo nella categoria General News. La sua mostra “Skene” sarà visibile al Mar dal 15 aprile al 17 giugno, e in seguito verrà allestita a Parigi. Gli scatti di Majoli sono squarci per osservare con uno sguardo diverso molte zone del mondo, dal Congo alla Cina. Non mancherà anche qualche scatto dedicato a Ravenna. La mostra dà il via a una serie di iniziative del Mar legate alla fotografia contemporanea, seguendo l’esempio di successo delle mostre di McCurry, Salgado e Erwitt organizzate ai Musei San Domenico di Forlì.

Il centro studi Monti parte dalla sicurezza, con il vicesindaco e Farina di Itway

Pietro Barberini
Pietro Barberini

“La sicurezza a Ravenna” è  il tema dell’incontro che si terrà sabato 18 novembre alle  10 alla Sala D’Attore di Casa Melandri, via Ponte Marino 2, a  Ravenna. Si tratta della prima iniziativa del Centro Studi “Manlio Monti”, che sarà presentato dal coordinatore scientifico Pietro Barberini.

Ai lavori interverranno  Gianni Ravaglia, presidente onorario del Centro Studi, Eugenio Fusignani, vice sindaco del Comune di Ravenna e il presidente del Gruppo Itway, Andrea Farina che parlerà di “Cyber Security a Ravenna”.

Al termine le conclusioni saranno di Alberto Gamberini, presidente del Centro Studi “Manlio Monti”.

Una aiuola alla Rocca e un incontro alla Classense in memoria di Enrico Liverani

Candidato a sindaco del Pd, morì nel novembre di due anni fa. Si parlerà di “costituzione e cittadinanza”

Enrico Liverani
Enrico Liverani

Lunedì 20 novembre alle 20.30 alla sala Muratori della biblioteca Classense si tiene un’iniziativa in memoria di Enrico Liverani, assessore e candidato sindaco del Pd tragicamente scomparso nel novembre di due anni fa.

Il titolo della giornata è “Costituzione e cittadinanza” e parteciperanno il sindaco Michele de Pascale, la ricercatrice di diritto Silvia Bagni, la pedagogista Franca Baravelli e Omar Belhaj, studente della “non scuola”.

Nella stessa giornata, ma alle 10, anche il gruppo L’Amata Brancaleone – cittadini attivi impegnati per la promozione e la valorizzazione del parco Rocca Brancaleone – ricorda Liverani con un evento alla Rocca Brancaleone aperto alla città. Gli studenti della classe Quinta A dell’istituto tecnico agrario “Perdisa” di Ravenna realizzeranno un’aiuola fiorita in memoria di Enrico Liverani intorno all’opera artistica che lo ricorda, realizzata dal liceo artistico “Nervi-Severini”, che sarà presente all’incontro con gli alunni della classe Prima C. L’evento prosegue alle 12 con una visita guidata del parco a cura di Serena Simoni, docente di Storia dell’Arte del Liceo Artistico “Nervi-Severini”.

A Cervia in piazza c’è già l’albero di Natale. Arriva da Madonna di Campiglio

Si tratta di un abete alto 15 metri e sarà al centro della pista del ghiaccio in piazza Garibaldi

Albero CerviaÈ arrivato il grande abete rosso donato a Cervia dal Comune di Pinzolo-Madonna di Campiglio. Un’ulteriore testimonianza della collaborazione che lega le due località. Un incontro mare e montagna che vede peraltro il Comune di Pinzolo-Madonna di Campiglio partecipare da anni alla manifestazione “Cervia Città Giardino”, proponendo un allestimento floreale molto apprezzato da cittadini  e dai turisti.

Il grande abete è stato posizionato in Piazza Garibaldi e anche quest’anno sarà al centro della pista del ghiaccio.

L’allestimento è a cura del Servizio Verde. L’abete di  75 anni è alto 15 metri e proviene dalla Frazione di Sant’Antonio di Mavignola.

«La gestione dei boschi del Comune di Pinzolo – informa in una nota inviata alla stampa il Comune di Cervia – è certificata con protocollo internazionale PEFC che rappresenta un sistema di coltivazioni di boschi con criteri ecosostenibili. Nella gestione di queste tipologie di boschi si presta particolare attenzione al rafforzamento della struttura forestale effettuando tagli selettivi senza intaccare il capitale arboreo».

«Da anni per illuminare il principale albero natalizio della città – continua la nota dell’Amministrazione –, il Comune di Cervia, certificato Emas, ha scelto di risparmiare energia elettrica, con un impianto a Led. Questo infatti permetterà di ottenere un’elevata luminosità (quattro volte maggiore delle lampade tradizionali), con un’elevata efficienza, una riduzione di consumi elettrici del 40-50 percento e un’alta affidabilità, a fronte comunque di una rilevante spesa di acquisto, ammortizzata in molti anni futuri di utilizzo».

La “Cavalleria rusticana” apre la trilogia d’autunno del Ravenna Festival

A teatro attesi anche numerosi gruppi da Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Israele, Olanda e Germania

Cavalleriarusticana©Zani Casadio CIK5681ok Venerdì 17 novembre, alle 20.30, Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni apre la Trilogia d’Autunno 2017 (repliche 21 e 24, sempre alle 20.30), conclusione della XXVIII edizione di Ravenna Festival e maratona lirica del teatro in musica “sull’orlo del Novecento”. Fino al 26 novembre la Trilogia alternerà tre opere, tutte composte a cavallo fra i due secoli, sul palcoscenico del Teatro Alighieri: il trittico si completa, sera dopo sera, con Pagliacci (18, 22, 25 novembre) e Tosca (19, 23, 26).

In Cavalleria rusticana, in una Sicilia visionaria ricostruita dalle proiezioni, la vicenda di passione e tradimento divampa rapida e mortale il giorno di Pasqua, nello spazio chiuso tra la chiesa e l’osteria. Con quest’opera, ispirata a una novella di Verga e a cui la fama di Pietro Mascagni fu da allora indissolubilmente legata, il compositore vinse il concorso dell’editore Sonzogno del 1888 per un’opera in unico atto. «Una pagina scritta in fretta e furia, ma con la furbizia di un musicista in grado di tradurre il gusto corrente», nota Cristina Mazzavillani Muti, che cura regia e ideazione dell’intero progetto. Cavalleria diventa quindi la prima tappa di questo viaggio nel Verismo, dove il rito collettivo della processione viene rovesciato in una celebrazione di morte: un corto circuito in cui Turiddu paga la seduzione di Santuzza quanto la passione per Lola e che lo trasforma nel povero Cristo ammazzato fuori scena. Turiddu è Aleandro Mariani, al proprio esordio da protagonista dopo una carriera agonistica come slalomista nello sci alpino. Anna Malavasi e Antonella Carpenito sono rispettivamente Lola e Mamma Lucia, mentre Santuzza ha la voce di Chiara Mogini, vincitrice del 69° Concorso Comunità Europea per giovani cantanti lirici “Adriano Belli” di Spoleto. I panni di Alfio li veste Oleksandr Melnychuk, solista dell’Opera nazionale ucraina al proprio debutto italiano.

Cavalleria TuriddoAleandroMariani LolaAnnaMalavasi©Zani CasadioZANI9575E se per l’impresa titanica della Trilogia l’Alighieri è palestra e trampolino per giovani interpreti, le sperimentazioni dell’affiatato team creativo contribuiscono all’atmosfera da laboratorio: al fianco di Cristina Muti Vincent Longuemare light design, David Loom visual design, Davide Broccoli video e Alessandro Lai costumi. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Cherubini Vladimir Ovodok: il giovane direttore si è formato all’Italian Opera Academy di Riccardo Muti e guida l’Orchestra della Radiotelevisione Bielorussa. Il coro è quello del Teatro Municipale di Piacenza, preparato da Corrado Casati, mentre le voci bianche del coro Ludus Vocalis sono dirette da Elisabetta Agostini.

L’appuntamento a teatro si impreziosisce inoltre di Cavalleria rusticana remix, libera rilettura attraverso le invenzioni delle Giovani Energie Creative, un gruppo di ragazzi fra gli 8 e i 18 anni chiamati a misurarsi con il capolavoro di Mascagni. A guidare gli spettatori nei panni del narratore è Enrico Brusi, autore anche dei testi. Al pianoforte si alterneranno Marco Pierfederici, Domenico Bevilacqua e Margherita Saviotti, fra arrangiamenti e improvvisazioni, ma c’è spazio anche per le note del sax di Alessandro Salaroli, per il ritmo della batteria di Matteo Rosetti Stoppa e per i passi di danza di Maria Ancherani e Anna Cenzuales. L’interpretazione di Sofia Ponzi e il canto di Sveva Pia Laterza completeranno l’originale racconto. Il piccolo “coro” che accompagna e commenta gli eventi è composto invece da Rachele Cagnoni, Lucia Gardelli, Matilde Liotta, Thu Thuy Romoli, Giulia Sanasi, Gjoka Lucrezia Noa Venturi, Andrea Zannini.

Un’altra importante novità di questa Trilogia è rappresentata da Lyri Live, l’app gratuita e multilingue (italiano, inglese, francese) che sarà a disposizione di tutti gli spettatori, sostituendo i sovratitoli con la sincronizzazione in tempo reale del libretto d’opera sul proprio smartphone o tablet. L’app ha debuttato nel 2015 proprio al Teatro Alighieri e da allora è stata scelta da vari teatri in Italia e in Europa. A Ravenna Lyri torna in occasione di una Trilogia che si conferma sempre più motivo d’attrazione per l’incoming fuori stagione: numerosi gruppi da Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Israele, Olanda e Germania hanno scelto il Teatro Alighieri e la città di Ravenna per una tre giorni all’insegna dell’opera lirica.

Alla sensibilità nei confronti delle nuove tecnologie e dei flussi turistici, la Trilogia coniuga come sempre la sensibilità nei confronti delle risorse e del patrimonio del territorio: questa celebrazione del genio operistico italiano si arricchisce infatti dell’esposizione nel foyer del Teatro di alcuni degli oggetti più significativi della collezione del Museo Storico “Pietro Mascagni” di Bagnara di Romagna, fondato grazie alla donazione di Anna Lolli, musa ispiratrice e confidente del compositore livornese. Così l’opera italiana, popolare e universale, è un appuntamento per tutti e di tutti, grazie anche al contributo degli sponsor: la prima di Cavalleria è realizzata con il sostegno di BPER Banca.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietteria serale al Teatro Alighieri dalle ore 19.30
Biglietti: da 15 euro a 55 euro
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.

Tardozzi, il cuore ravennate della Ducati: «Stagione straordinaria nella MotoGp»

Motociclismo / Il team manager non nasconde la soddisfazione per l’annata appena conclusa con il secondo posto finale di Dovizioso, ma guarda già al futuro: «Abbiamo già iniziato i test e abbiamo le idee chiare su cosa fare». Sul suo lavoro: «Alla Ducati sono a casa mia. Niente scrivania, però…»

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Il ravennate Davide Tardozzi è tornato alla Ducati Corse a fine 2014 (foto Ducati)

Tra la tanta Romagna presente dietro i successi in MotoGp della Ducati nella stagione appena terminata c’è anche un pezzetto di Ravenna rappresentato da Davide Tardozzi. Se il forlivese Andrea Dovizioso è stato grande protagonista in pista tenendo il Mondiale aperto fino all’ultima gara – piazzandosi al secondo posto nella classifica generale piloti – nel box il team manager ha garantito il solito fondamentale contributo in termini di esperienza e competenza, dall’alto dei suoi 35 anni vissuti ad altissimo livello nel mondo dei motori. «Che sia stata una grande stagione – inizia Tardozzi, raggiunto al telefono a Valencia, sede dell’ultima gara – lo dicono i numeri, con ben sei vittorie di “Dovi” e qualcosa come quindici podi tra lui, Jorge Lorenzo e Danilo Petrucci, con in più il secondo posto nella graduatoria costruttori. Essere riusciti a giocarsi il Mondiale fino alla fine con un “mostro” come Marquez per noi è un bellissimo risultato. Andrea ha disputato un anno straordinario, da cui a mio parere ne usciamo vincitori».

C’è stato anche un momento in cui l’uomo della “logistica” della Ducati ha sperato davvero di poter puntare alla vetta della graduatoria piloti. «Ci abbiamo pensato seriamente dopo la vittoria in Giappone di metà ottobre, a tre gare dalla fine e a pochi punti (solo undici, ndr) da Marquez. Poi però nel gran premio successivo in Australia un piccolo disastro ci ha tagliato le gambe. Purtroppo in alcuni circuiti la moto ha incontrato dei problemi difficili da superare e questo ci ha condizionato parecchio. A quel punto siamo tornati con i piedi per terra, ma fino a quando la matematica ci dava delle speranze, noi ci abbiamo provato». Come è successo proprio nella gara conclusiva di Valencia. «In una pista dove la Ducati faticava parecchio Andrea ci ha provato in tutti i modi, andando anche oltre i limiti. Non si è arreso a priori, ha rischiato e alla fine è caduto, lottando fino alla fine».

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Il team manager Tardozzi con il direttore generale Luigi Dall’Igna (foto Ducati)

La stagione appena conclusa ha consacrato Dovizioso nel gotha mondiale, mostrando un pilota competitivo e costante. «Dalla gara di Sepang del 2016 a oggi Andrea ha compiuto un grande salto di qualità, riuscendo sempre a piazzarsi nelle prime posizioni. Da quel momento ha iniziato a credere più in se stesso, nelle sue capacità, poi è arrivata la vittoria del Mugello che per lui ha rappresentato una sorta di consacrazione. Se devo scegliere qual è stato il top della stagione sono indeciso tra questo successo e quello del Giappone, ma alla fine preferisco il Mugello, un po’ perché è in Italia e soprattutto perché da lì è cominciata la bella storia di quest’anno».

In sella a una moto fin dalla fine degli anni Settanta, Tardozzi dopo qualche apparizione nel motomondiale (classe 250) nell’84 e nell’85 è stato con la Bimota e la Ducati tra i grandi protagonisti del mondiale Superbike a cavallo tra gli Ottanta e Novanta, vincendo in cinque occasioni e salendo altre sei volte sul podio. Dopo il ritiro dalle gare è diventato manager del team Ducati Corse, contribuendo alla vittoria di molteplici mondiali Superbike, passando a fine 2009 al team Bmw Motorrad. Infine, però, come tutte le belle storie il ravennate classe ’59 è tornato a casa, nella vicina Bologna, sede della storica marca italiana. «E’ proprio giusto dire che alla Ducati sono di casa, fin dai primi anni Novanta. Alla fine del 2014 c’è stata l’occasione per ritornare, che non mi sono lasciato sfuggire. Per me non è un posto di lavoro, ma è un luogo dove prima di tutto mi diverto. Sono fortunato nel fare della mia grande passione un’attività in cui vengo anche pagato…».

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Davide Tardozzi ai tempi della Bimota (foto dal profilo Facebook di Tardozzi)

Terminata la stagione Tardozzi si è già tuffato con tutto il team nella nuova avventura. «Domenica scorsa si è corsa l’ultima gara, ma lunedì, sempre a Valencia, in pratica è cominciata l’annata 2018 con i primi test su pista. Noi ci presenteremo al via con gli stessi piloti, perché non si deve cambiare la squadra che vince. Adesso dobbiamo lavorare sui difetti della moto, abbiamo le idee chiare su cosa fare, ma purtroppo non esiste la bacchetta magica. E poi molto dipenderà anche dai progressi che faranno i nostri rivali».

Per l’uomo che organizza tutto il calendario di impegni e appuntamenti, la prossima stagione presenta davvero poche sorprese. «Fino a giovedì siamo a Valencia, poi lunedì ci trasferiamo a Jerez, sempre in Spagna. A dicembre c’è una pausa nei test, per riprendere con le prove in Malesia a fine gennaio. Non c’è tempo da perdere, perché il Mondiale inizia a metà marzo in Qatar».

Quindi, dopo un 2017 molto intenso, di fronte a Tardozzi c’è un inverno nella sua scrivania di Bologna, nella storica sede di via Cavalieri Ducati. «Macché scrivania, io sono uno da officina. Appena ci sarà da lavorare – termina – io sarò lì».

Al Rasi il concerto di Beppe Aurilia per promuovere il teatro in Senegal

Intanto è partito a Villanova di Ravenna un progetto di “Teatro Salute Mentale” all’interno della struttura residenziale

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Beppe Aurilia e il suo staff durante la presentazione del progetto in municipio a Ravenna

Sono stati oltre 400 i cittadini che quest’anno hanno partecipato come attori ai progetti di “teatro sociale” di Beppe Aurilia. Il regista, attore e da qualche tempo anche cantautore ravennate chiuderà la stagione in modo molto particolare, con un concerto questa sera (giovedì 16 novembre) alle 21 al teatro Rasi per aiutare l’associazione “Takku Ligey” a divulgare il teatro nelle periferie del Senegal, nell’ambito del progetto legato al nome dell’attore delle Albe morto negli anni scorsi, Manday Nadaye’.

Aurilia presenterà in anteprima anche alcuni brani del suo terzo album in uscita in febbraio e sarà accompagnato dal batterista Stefano Calvano, il percussionista Matteo maida, la corista Sara Trioschi e il chitarrista Luca Felloni. Ad arricchire la serta ci saranno tanti ospiti del circuito musicale ravennate, tra cui la banda della darsena ”Band Wolof World”, formata da 9 musicisti provenienti da Senegal e Nigeria. A presentare la serata il consigliere comunale Daniele Perini. Ingresso al concerto 3 euro.

«L’evento ha uno scopo ben preciso a favore degli amici del Senegal – ha dichiarato Aurilia –, quindi chiedo un forte sostegno della città a questa iniziativa e di realizzare il tutto esaurito».

Aurilia in veste di attore e regista sta inoltre lavorando a un un nuovo progetto sperimentale dal titolo “Teatro salute mentale” all’interno della struttura residenziale di Villanova di Ravenna, con nove ospiti. Il 5 dicembre ci sarà una prova aperta al pubblico all’interno dello spazio del circolo Endas di Villanova.

Le panchine tornano ai Giardini Speyer e i residenti si infuriano: «Causano degrado»

Il Comitato dei cittadini che abita in zona accoglie con rabbia la notizia delle due nuove sedute nell’area verde: «Inutili come le feste, qui serve solo un continuo monitoraggio della polizia»

1404 Giardini Speyer«Sgomento e incredulità». A far infuriare i residenti riuniti nel comitato Isola San Giovanni è la notizia del ritorno delle panchine (due) nell’area verde davanti alla stazione. Le “panchine del dialogo” (due in tutto) saranno posizionate nel luogo in cui erano state tolte dall’amministrazione Matteucci.

«Abbiamo fatto tanto per farle togliere sia dai giardini sia da viale Pallavicini proprio per troncare la tendenza al bivacco di persone che portavono solo sporcizia e degrado in generale ed ora le rimettiamo?». Le panchine anche se «senz’altro bellissime» non piacciono troppo ai residenti secondo i quali «questa non è mai stata una zona dove i turisti abbiano motivi di fermarci, solo una zona di passaggio verso il centro».

Il suggerimento è quello di «metterle davanti a San Giovanni Evangelista o davanti Sant’Apollinare Nuovo, senz’altro cornici più adatte e dove i turisti si fermano spesso». Ai residenti «non interessano inutili festicciole e panchine, interessa che ci sia un continuo monitoraggio da parte delle forze dell’ordine»

Anche il Comune chiede il ripristino del treno Budrio – Massa Lombarda

Il consiglio comunale approva un ordine del giorno di Marco Maiolini (Movimento 5 Stelle) per il ripristino della linea ferroviaria

TrenoIl consiglio comunale ha approvato con 22 voti favorevoli (Pd, Art.1-Mdp, Sinistra per Ravenna, Ama Ravenna, Pri, Lista per Ravenna, Cambierà, Ravenna in comune, La Pigna) e quattro astensioni (Lega nord, Forza Italia e gruppo Alberghini) un ordine del giorno  presentato dal consigliere di Cambierà, Marco Maiolini, sul ripristino della linea ferroviaria Budrio-Massalombarda, da tempo dismessa, che consentirebbe un collegamento diretto ed alternativo fra Ravenna e Bologna. Il tema era già stato affrontato in Regione.

Il consigliere Maiolini ha chiesto a sindaco e assessore competente “Consapevoli che la linea Budrio – Massalombarda non può essere in alcun modo considerato un intervento prioritario in quanto non risponde per tempi e modi di realizzazione alle Linee di Mandato 2016-2021 del Comune di Ravenna, di richiedere alla Regione di prendere in esame la predisposizione di uno studio di fattibilità tecnica del ripristino della linea ferroviaria Budrio – Massalombarda come infrastruttura non prioritaria ma di eventuale futuro interesse per rafforzare i collegamenti Ravenna – Bologna, valutandone i costi/benefici nonché la sua collocazione rispetto alle priorità di infrastrutturazione ferroviaria previste dal PRIT 2025”.

Il gruppo Pd ha valutato positivamente il lavoro della commissione volto a implementare il trasporto pubblico locale tra Ravenna e Bologna, con particolare attenzione a quello su ferro. Il gruppo Articolo 1-Mdp ha ringraziato Maiolini e la commissione perché l’ordine del giorno ha permesso di fare un’ampia valutazione sulla mobilità sostenibile. Il gruppo Forza Italia ha ritenuto l’ordine del giorno inutile perché la linea «non è fattibile per gli alti costi, mentre sarebbe più opportuno migliorare la situazione dell’attuale linea Ravenna-Bologna». Il gruppo Lega nord, annunciando il voto di astensione «per le buone intenzioni», ha puntato il dito contro il Piano regionale integrato dei trasporti che favorisce i collegamenti con la Liguria.

Il gruppo Ama Ravenna, ha annunciato il voto a favore perché «da sempre Ravenna soffre di un isolamento infrastrutturale, auspicando una maggiore attenzione da parte di Trenitalia». Massimiliano Alberghini ha affermato che un’amministrazione per essere davvero incisiva nei confronti di Trenitalia deve dimostrare la vera utilità economica di una linea ferroviaria.

I vigili ritrovano quattro bici rubate: ecco le foto. Proprietari attesi al comando

Quattro biciclette, molto probabilmente rubate, sono state recuperate nei giorni scorsi nel corso di ordinari controlli del territorio dalla Polizia Municipale di Ravenna.

Si tratta di due velocipedi da donna e due da uomo, di cui la Municipale ha deciso di diffondere le foto, al fine di rintracciare i proprietari.

Chi dovesse riconoscerle può chiamare la Centrale Operativa al numero 0544-482999 o recarsi presso la sede del Comando, in via Rocca Brancaleone, 1. Precisazione importante: ai fini della restituzione è consigliabile essere in possesso della denuncia di furto o quantomeno essere in grado di fornire altre prove del pregresso possesso della bici, come per esempio conoscerne eventuali segni particolari.

Premio a sorpresa per i ragazzini che deviarono il traffico a Lido Adriano

Era caduto un ramo in mezzo alla strada: dopo aver avvisato le forze dell’ordine hanno messo in sicurezza da soli la strada

Tre Alunni Premiati Dal Sindaco A Marina Di Ravenna
La premiazione a scuola dei ragazzini

Questa mattina il sindaco Michele de Pascale e l’assessora all’istruzione Ouidad Bakkali si sono recati alla scuola media Mattei di Marina di Ravenna per premiare a sorpresa i tre ragazzi di prima, Ado Ibraimi, Boris Ivanov Bachev e Luigi Maffione, che sabato 28 ottobre hanno chiamato la polizia municipale, il 112 e il 115, per segnalare un albero caduto che recava pericolo alla circolazione stradale, pensando in qualche modo anche a chiudere la strada da soli e metterla in sicurezza aspettando l’arrivo della Municipale e dei Vigili del Fuoco.

Col pretesto di una lezione sull’educazione civica, il preside Giancarlo Frassineti, ha riunito le tre prime in aula magna. Dopo un’introduzione sui temi dell’importanza del senso civico e del nutrire una coscienza civile fin da giovani, il sindaco Michele de Pascale ha consegnato ai tre ragazzi un attestato di riconoscimento da parte del Comune di Ravenna, dicendo loro: «Chi dovrebbe oggi tenere una lezione sull’educazione civica siete voi. Con il vostro importante gesto, pur trovandovi in una situazione che non vi vedeva coinvolti in prima persona, avete dimostrato di sapervi fare carico della comunità e avete dato un istruttivo esempio di coscienza civica e solidale a cui tutti dovremmo ispirarci».

Nuove panchine in via Salara, aspettando quelle ai giardini Speyer

Sono state realizzate dagli studenti del liceo artistico di Ravenna nell’ambito di una convenzione firmata con il Comune

Le panchine del dialogo in via SalaraDue nuove panchine sono state inaugurate in via Salara. Si chiamano “Panchine del dialogo” perché – scrive il Comune in una nota – tante sono le culture, tante le persone di diverse etnie che abitano in città e tanti i turisti che la visitano. Le hanno volute chiamare così gli studenti del Liceo artistico Nervi Severini che le hanno realizzate grazie ad una convenzione stipulata con il Comune di Ravenna, per la realizzazione di manufatti artistici che abbelliscano alcuni luoghi significativi.

Altre due panchine saranno posizionate in zona stazione, ai Giardini Speyer, dove da ormai due anni sono state rimosse le panchine “ordinarie” perché ritenute causa di degrado. «Le altre due panchine di questa convenzione – hanno spiegato gli assessori Robberto Fagnani e Massimo Cameliani – saranno posizionate nei giardini Speyer e prevediamo di farne realizzare altre quattro, sempre nell’ambito di questo progetto di arredo che prevede la presenza attiva degli studenti e, attraverso le idee dei giovani, la diffusione della partecipazione democratica alla vita della città. Inoltre, è una collaborazione importante perché ci permette di far apprezzare il mosaico anche nella quotidianità e non solo nei nostri bellissimi monumenti». Tre gli indirizzi coinvolti in attività interna alla scuola e di alternanza scuola-lavoro: Architettura per la progettazione con il Cad, Scultura per la realizzazione a mano e Mosaico per le decorazioni musive.

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