mercoledì
22 Aprile 2026

Il Ravenna Woman comincia con un pari che lascia un po’ di amaro in bocca

Calcio A femminile / In vantaggio sul finire del primo tempo con Errico, le biancorosse di Balacich e Rizzo vengono raggiunte dalle padrone di casa dell’Empoli in pieno recupero

Empoli-Ravenna 1-1

EMPOLI LADIES (4-3-3): Baldi; Di Guglielmo, Esperti, Filangeri, Parrini (34’ st Fusini); Orlandi, Caucci (1’ st Orsi), Morucci; Bargi, Borghesi (8’ st Mastalli), Prugna. A disp.: Vicenzi, Venturini, Naticchioni, Meropini. All.: Pistolesi.
RAVENNA WOMEN (4-3-3): Guidi; Quadrelli, Cuciniello, Manieri, Costantino; Errico, Carrozzi, Casadio; Baldini (43’ st Alunno), Pugnali (31’ st Muratori), Pittaccio (20’ st Principi). A disp.: Tampieri, Campesi, Cimatti. All.: Balacich-Rizzo.
ARBITRO: Giacometti di Gubbio.
RETI: 40’ pt Errico, 48’ st Bargi.
NOTE: amm. Quadrelli. Recupero 0’ pt, 7’ st. Angoli: 3-2.

Il Ravenna Woman inizia il suo cammino in Serie A con un pareggio sul campo dell’Empoli che vede la squadra del duo Balacich-Rizzo tornare a casa con qualche rammarico. La squadra biancorossa, passata in vantaggio nel corso del primo tempo grazie a una bella punizione di Errico, viene infatti raggiunta in pieno recupero al termine di un secondo tempo caratterizzata dalla grande pressione delle toscane. Il punto assegnato in modo equo aalle due squadre sembra comunque giusto alla fine dei conti.

Il duo Balacich-Rizzo imposta un Ravenna con Pugnali terminale centrale dell’attacco, mentre a centrocampo l’esperienza di Carrozzi supporta le baby Casadio a sinistra ed Errico a destra. A difendere i pali Guidi, con Manieri a guidare una difesa giovanissima composta da Cuciniello, Costantino e Quadrelli. I primi 30’ si incanalano sui binari dell’equilibrio, con le occasioni di Pugnali ed Errico per le biancorosse e di Borghesi e Prugna per le biancazzurre che non trovano fortuna.  A sbloccare il risultato è Errico, che al 40’ con un rasoterra velenosissimo su punizione colpisce il palo prima che il pallone finisca in rete per l’1-0 delle romagnole. Malgrado il vantaggio il Ravenna continua a rendersi pericoloso e al 45’ Baldini  si trova a tu per tu con Baldi, ma l’estremo difensore dell’Empoli compie un vero e proprio miracolo.

Nella ripresa l’Empoli va subito in avanti a caccia del pareggio, sfiorato al 3′ con Borghesi e sul corner successivo da Prugna. Il Ravenna soffre, ma allo stesso tempo riesce a controllare le incursioni empolesi, pur non riuscendo più a pungere in avanti. Al 30’ una punizione vagante in area viene controllata in due tempi da Baldi, ma due minuti dopo tocca a Carrozzi fare gli straordinari con un recupero prodigioso in area su Orsi. L’Empoli tenta sempre più l’assalto all’arma bianca e nel giro di quattro minuti (dal 34’ al 38′) Guidi salva due volte su Bargi. La squadra toscana però non demorde e, quando la resistenza del Ravenna sembra andare a buon fine, al 48’ pareggia: nella circostanza il Ravenna è in inferiorità per un infortunio a Carrozzi, la centrocampista è fuori e Orsi dal fondo mette al centro dove Bargi trova la deviazione per l’1-1 finale.

Risultati (prima giornata): Pink Bari-Brescia 0-6, AGSM Verona-Fiorentina 1-1, Mozzanica-Juventus 0-3, Res Roma-Chievo Verona 3-0, Sassuolo-Tavagnacco 0-4, Empoli Ladies-Ravenna Woman 1-1.
Classifica: Brescia, Juventus, Res Roma e Tavagnacco 3 punti; AGSM Verona, Fiorentina, Empoli e Ravenna 1; Bari, Mozzanica, Chievo Verona e Sassuolo 0.

Errani, Bersani e Pisapia in città: grandi manovre a sinistra per nuove alleanze

Il 5 ottobre i tre saranno intervistati all’Almagià da De Angelis (Huffington): passa da Ravenna l’accordo tra Mpd e Cp?

Pisapia
Pierluigi Bersani e Giuliano Pisapia, entrambi a Ravenna con Vasco Errani il 5 ottobre

Il futuro di almeno un pezzo della sinistra in Italia potrebbe passare effettivamente per Ravenna. Qui infatti, tre big stanno per incontrarsi in un momento non facile di trattativa. Si tratta del ravennate Vasco Errani insieme al compagno di partito nonché ex segretario Pd, un tempo molto amato da queste parti, Pierluigi Bersani, ora tra i fondatori di Articolo 1 – Mdp,  e Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano, ora fondatore di Campo Progressista.

Tutti insieme saranno intervistati dall’acuto e “spietato” Alessandro de Angelis dell’Huffington Post il 5 ottobre all’Almagià in Darsena (via dell’Almagià) alle 20.30. L’incontro per chi segue le sorti della sinistra si prospetta quanto mai interessante vista la situazione in continuo movimento tra giochi di alleanze e veti incrociati non sempre facili da ricostruire (per usare un eufemismo).

A Ravenna fanno riferimento all’avvocato ex primo cittadino del capoluogo lombardo gli aderenti a Sinistra per Ravenna, lista civica che raccoglie parte di ex Sel (gli altri sono in Sinistra Italiana e parteciperanno presumibilmente all’assemblea di Alleanza popolare) e parte degli ex Pd (che però stanno si stanno avvicinando a Mdp) e che è alleata del Pd in giunta (come del resto lo stesso Mdp).

Sul territorio Sinistra per Ravenna da mesi lavora a braccetto con Mdp su diversi fronti. Abbiamo allora chiesto a Ilaria Morigi, coordinatrice provinciale dell’associazione politica, cosa sperano che accada a Ravenna il 5 ottobre e si ci si può aspettare che sia sancita un’alleanza che ancora a oggi non si è capito se esiste o meno. «Noi non speriamo, noi assieme ad Mdp a livello locale stiamo lavorando per  rimettere in circolo energie e pensiero. Tutto il centrosinistra deve ricominciare a farlo. Il 5 abbiamo una serata di discussione che fa parte di questo percorso che non sarà facile né breve».

Vendemmia 2017, produzione in calo. Coldiretti: «In collina il 35 percento in meno»

Prezzi in aumento nel listino della Camera di Commercio. In provincia sette aziende agricole su dieci coltivano uva. La burocrazia schiaccia gli investimenti: 70 pratiche per una bottiglia

Vendemmia

Se tutto andrà come previsto, la vendemmia del 2017 porterà ad avere meno vino ma di qualità migliore. «Se le leggi del mercato sono valide, dovrebbe essere una buona notizia», è l’auspicio di Massimiliano Pederzoli, presidente della Coldiretti di Ravenna. Tradotto in due frasi: la qualità si paga, soprattutto se la materia prima scarseggia.

La fotografia della provincia
Con 16mila ettari utilizzati, Ravenna è la prima in regione per superficie vitata: il 25 percento è destinato alla produzione di vini di origine controllata. Non è tutto: la provincia ravennate è anche una delle più produttive in Italia, con la resa per ettaro che nel 2015 ha toccato i 270 quintali. Forse per questo il calo del 30 percento – «Ma in collina si arriva anche al 35», dice Pederzoli – stimato per quest’anno potrebbe fare meno male nella nostra provincia. «Le produzioni viticole conferite sino ad oggi dai nostri soci – dichiara il presidente della cooperativa Cesac di Conselice, Stefano Andraghetti – mostrano un ottimo livello qualitativo mentre dal punto di vista quantitativo risultano leggermente inferiori rispetto al raccolto del 2016». Lo scorso anno in provincia sono stati raccolti oltre 3,9 milioni di quintali di uva da vino. Un terzo dell’intera regione. Il 70 percento delle aziende agricole produce uva. Si tratta quindi di una coltivazione fondamentale. L’estensione media dei vigneti ravennati è superiore ai tremila ettari. Si coltiva, al 77 percento, bacca bianca: è il dato più alto in tutta la Regione. La maggior parte dei vigneti produce Trebbiano (10.700 ettari), seguito dal Sangiovese (1.800), Merlot (470), Longanesi (440) e Albana (412).

116mila
Gli ettari a vite in provincia
Primo posto in regione

I problemi dei viticoltori
Le dolenti note riguardano una certa riduzione della superficie coltivata negli ultimi dieci anni: duemila ettari sono stati persi. Non solo, c’è una problematica che riguarda la vetustà degli impianti: l’età media è di circa trent’anni. A non aiutare i coltivatori ad investire c’è anche il discorso della burocrazia. Secondo un’indagine Coldiretti per arrivare a produrre una bottiglia di vino ci vogliono 70 pratiche burocratiche, «una situazione «insostenibile». Così a volte di fronte alla prospettiva di un investimento, la paura di dover perdere tempo tra bolli e scartoffie frena i coltivatori. Coldiretti ha proposto lo scorso anno una serie di norme che sono confluite nel testo unico approvato all’inizio dell’anno. Le pratiche burocratiche si sono snellite e la situazione  è migliorata leggermente ma Pederzoli parla solo di «qualche timido passo avanti», che pare una frase volta a vedere il bicchiere mezzo pieno. La vendemmia intanto è stata anticipata di qualche settimana e quasi tutti i viticoltori sono ormai alla fine della raccolta. «La siccità e alcune gelate hanno influenzato molto la stagione», spiega Pederzoli. Le gelate, nello specifico, sono state quelle primaverili, arrivate nelle notti di una primavera più calda della media che aveva fatto germogliare i vigneti per poi metterli in ginocchio con le brinate notturne.

3,9 milioni
I quintali prodotti nel 2016
Un terzo dell’Emilia-Romagna

La dinamica dei prezzi
Resta da capire come influirà una produzione di questo tipo sui costi delle bottiglie. Per farsi un’idea della dinamica dei prezzi si può dare un’occhiata al listino della Camera di Commercio: una borsa che divide in tre piazze (Faenza, Ravenna e Lugo) la provincia. A Ravenna, cento chili di Trebbiano di Romagna vanno da 46 a 55 euro. Lo scorso anno – nello stesso periodo –  la forbice era più stretta, da 45 a 50. A Faenza e Lugo le quotazioni sono espresse con una diversa unità di misura. La quotazione, di un bianco comune su Faenza va da 0,45 a 0,72 euro al litro. Lo scorso anno era molto più bassa: da 0,29 a 0,38. Stesso discorso per il Sangiovese: si va da 0,78 a 0,86 euro al litro. Nel 2016 i prezzi oscillavano tra i 0,46 e 0,52 euro. Sulla piazza di Lugo i rossi e i rosati si scambiano ad almeno 0,62 euro al litro contro lo 0,33 dello scorso anno.  «In queste prime settimane – dice ancora Andraghetti – il mercato dei mosti ha evidenziato un sensibile incremento delle quotazioni influenzato dalle previsioni di vendemmia, che indicano una diffusa contrazione produttiva non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. I corretti parametri chimico-fisici delle prime quantità di uve collocate nelle vasche di fermentazione lasciano presupporre che la produzione vinicola di quest’anno presenterà un buon livello qualitativo, secondo il miglior standard romagnolo». A ben vedere, le previsioni di Pederzoli potrebbero essere rispettate e se il trend sarà confermato avremo una di quelle annate dal vino pregiato, e si potrà fare un figurone quando ci si presenterà a casa di amici con un “Sangiovese 2017”.

Bunge già in forma campionato: batte la forte Verona e va in finale con Milano

Volley Superlega / Dopo aver perso il primo set i ravennati vincono le successive tre frazioni sfruttando l’ottima prova di Buchegger (25 punti), ben spalleggiato da Marechal e Raffaelli. Grazie alla vittoria sulla Calzedonia la squadra di Soli oggi pomeriggio alle ore 17.30 affronterà i milanesi della Revivre nella finale del Torneo di Montichiari

Ravenna-Verona 3-1
(22-25, 25-23, 25-21, 25-15)
BUNGE RAVENNA: Marechal 13, Diamantini 1, Orduna 1, Raffaelli 14, Georgiev 9, Buchegger 25, Goi (L); Vitelli 3, Marchini. Ne: Poglajen, Pistolesi, Klobucar, Vega. All.: Soli.
CALZEDONIA VERONA: Marretta 5, Pajenk 5, Stern 19, Mohammadjavad 9, Birarelli 5, Spirito 2, Pesaresi (L); Mengozzi 5, Paolucci, Grozdanov 1. Ne: Owens, Frigo (L), Magalini. All.: Grbic.
NOTE – Ravenna: bs 18, bv 7, errori 15, muri 4; Verona: bs 18, bv 0, errori 13, muri 7. Durata set: 24’, 28’, 27’, 20’ (tot. 99’).

VOLLEY PALLAVOLO, TROFEO LOBIETTI. BUNGE RAVENNA SANTA CROCE.
Un’esultanza dei giocatori della Bunge, vittoriosi 3-1 su Verona

Bel successo della Bunge nella semifinale del “Torneo di Montichiari”, in terra bresciana, con i ravennati che sconfiggono in quattro set i quotati avversari della Calzedonia. Grazie a questo successo la squadra di Soli oggi pomeriggio (domenica 1° ottobre) alle ore 17.30 affronterà i milanesi della Revivre, che nell’altra partita della competizione ha battuto 3-1 la Gi Group Monza. Dopo aver perso la prima frazione contro i veronesi, Orduna e compagni reagiscono alla grande, aggiudicandosi uno dopo l’altro i successivi tre parziali, soffrendo solo nel secondo, mentre nel terzo e soprattutto nel quarto hanno imposto il loro gioco. Sugli scudi in particolare Buchegger, autore di ben 25 punti, ben spalleggiato dalle bande Marechal e Raffaelli, entrambi in doppia cifra, e dal centrale Georgiev.

Senza gli indisponibili Mazzone e Gutierrez e con Poglajen in panchina, la Bunge scende in campo con Orduna in regia, Buchegger opposto, Raffaelli e Marechal schiacciatori, Georgiev e Diamantini centrali e Goi libero. Dall’altra parte della rete il coach Grbic (anche lui deve rinunciare a Maar, Djuric e Jaeschke) schiera l’ex Spirito in regia in diagonale con Stern, i martelli ricevitori Marretta e Mohammadjavad, al centro Birarelli e Pajenk e in seconda linea Pesaresi. Dopo una fase di equilibrio lo scossone al primo set lo danno gli attacchi di Birarelli, che spingono Verona al +4 (11-15), un vantaggio sufficiente per respingere il tentativo di rimonta dei ravennati e per chiudere con Stern: 22-25. Nella seconda frazione sono Raffaelli e Marechal a scavare subito un solco (9-4), ma la Calzedonia non ci sta e con l’ex Cmc Mengozzi pareggia il conto a quota 16. Georgiev (20-18) e Buchegger (22-20) piazzano il break ed è Marechal a riportare in partita i suoi: 25-23.

Nel terzo periodo partono meglio i veneti, sempre con “Mengo” (11-14), a cui però rispondono prima Raffaelli (15-15) e poi Buchegger, che preme sull’acceleratore spingendo sul 23-19 la Bunge, brava a completare il sorpasso ancora con l’austriaco: 25-21. Nel quarto atto della gara non c’è storia, con la formazione di Soli avanti 4-0 Marcehal e 7-1 con Georgiev, imitati in seguito dal “solito” Buchegger per il 15-6. Accumulato un tale vantaggio, per Orduna e compagni è fin troppo facile tenere a distanza gli avversari e chiudere set e partita con Raffaelli: 25-15. Oggi pomeriggio, alle 17.30, è in programma la finale del “Torneo di Montichiari” con la Revivre Milano allenata da Giani e apparsa già in ottima forma con Abdel Aziz, Klinkenberg, Schott, Piano e Galassi (l’ex Cebulj in panchina con Monza).

Malore durante un’immersione in mare, muore un sub

Tragedia a Otranto in un momento di svago alla fine dei campionati di fotografia subacquea in cui l’uomo era impegnato come giudice

Polizia MareUn uomo di 69 anni di Faenza, Antonio Taroni, è morto in provincia di Otranto nel pomeriggio del 30 settembre per le conseguenze di un malore accusato durante un’immersione subacquea nelle acque di Porto Badisco. Taroni, secondo quanto riferisce il sito dell’agenzia di stampa Ansa che riporta la notizia, era un istruttore di immersioni con decenni di esperienza alle spalle: si trovava in Puglia come giudice di gara ai campionati italiani di fotografia subacquea digitale organizzati dal Centro sub nuoto club 2000 Faenza di cui è membro del direttivo.

Al termine del campionato Taroni si è immerso insieme ad altri sub per un momento di svago ma a circa quattro metri di profondità è stato colto da malore. È stato soccorso e portato a riva in barca, ma non c’è stato nulla da fare. La serata conclusiva della manifestazione, prevista con la premiazione di questa sera, è stata annullata.

A secco nei primi due match, Ravenna a Fano a caccia dei primi punti in trasferta

Calcio C / Dopo il successo sul Modena, i giallorossi in terra marchigiana puntano a un altro risultato positivo che permetta di interrompere la serie negativa fuori casa. Partita speciale per il vice allenatore Piccoli: «Ci attende un ambiente bello carico, ma pensiamo di avere preparato bene la gara»

De Sena
L’attaccante giallorosso Carmine De Sena

40 giorni dopo lo 0-0 conquistato a Fano (con annesso passaggio del turno in Coppa Italia), domani alle 18.30 (arbitro Tursi di Valdarno, assistito da Li Volsi di Firenze e Bercigli di Valdarno) sullo stesso campo del “Mancini” il Ravenna punta a ripetere un risultato positivo per dare seguito al successo sul Modena e per conquistare i primi punti fuori casa in questo campionato. Se la vittoria sui gialloblù emiliani ha interrotto la striscia di tre sconfitte di fila, un eventuale risultato positivo esterno dopo le battute d’arresto di Bassano e Teramo terrebbe a debita distanza una diretta rivale nella lotta per la salvezza come la squadra marchigiana.

Con il tecnico Antonioli messo ko da un malanno fisico, a inquadrare la gara di Fano è il viceallenatore del Ravenna, Ivan Piccoli. «La vittoria sul Modena ci dà la possibilità di affrontare il match con un pizzico di coraggio in più – spiega – pur sapendo che di fronte avremo una squadra tosta, molto fisica, con un organico importante, sostenuta da un grande pubblico. Del Fano sappiamo tutto: come gioca, i moduli che può adottare. E sappiamo che ci attende un ambiente bello carico, ma pensiamo di avere preparato bene la gara».

Le assenze di Barzaghi, Broso, Capitanio e Tabacchi non fanno perdere il sorriso a Piccoli, che a Fano ha tanti ricordi, essendo nato nella cittadina marchigiana e avendo indossato la maglia granata per due stagioni e mezzo in C2 (2011, 2011/12 e 2012/13), collezionando 48 presenze  e 15 reti. «Tornare a casa è sempre una grande emozione anche se adesso non abito più lì. Ormai sono romagnolo a tutti gli effetti, a Fano sono molto legato e di Fano conosco tutto: tifosi, dirigenza e ovviamente l’allenatore (Agatino Cuttone, ndr) che mi ha allenato in tre periodi diversi della mia carriera da calciatore».

Prevendita per Ravenna-Padova In occasione della partita Ravenna-Padova, in programma mercoledì 4 ottobre, considerando il giorno feriale e l’orario (18.30), la società invita i suoi tifosi ad acquistare il biglietto in prevendita alla segreteria dello stadio “Benelli”, nelle giornate di lunedì e martedì dalle 9.30 alle 19. Negli stessi giorni e orari gli abbonati potranno ritirare la loro tessera d’abbonamento. Mercoledì 4 le biglietterie dello stadio apriranno alle ore 16.30.

Le partite (sesta giornata di andata): sabato ore 16.30 Reggiana-Sambenedettese; domenica ore 14.30 Bassano-Albinoleffe, Gubbio-Sudtirol, Teramo-Fermana, Triestina-Renate; domenica ore 18.30 Fano-Ravenna, Modena-Mestre, Padova-Santarcangelo; lunedì ore 20.45 Feralpisalò-Pordenone. Riposa: Pordenone

Classifica: Pordenone 13 punti; Renate 12; Vicenza 11; Fermana e Bassano 10; Sambenedettese e Albinoleffe 9; Mestre 8; FeralpiSalò e Padova* 7; Ravenna 6; Triestina* e Sudtirol 5; Reggiana* e Teramo* 4; Fano* e Santarcangelo 3; Gubbio 1; Modena 0 (* una gara in meno).

Veronica, la coniglietta di Faenza: «Per una donna posare per Playboy è prestigioso»

La modella 28enne finì sulla rivista americana agli inizi della carriera: «Senza Hugh Hefner non sarà più lo stesso giornale»

2017 09 29 PHOTO 00000047«Posare per Playboy penso che sia non solo sexy ma anche prestigioso da un punto di vista femminile». Veronica Graf è una modella di Faenza di 28 anni, li compirà il 9 ottobre, che ormai vive stabilmente a Miami e per la celebre rivista americana ha posato all’inizio della carriera: «Sono passati ormai quasi sette anni. È stato a Los Angeles in una delle mie prime esperienze di lavoro negli Stati Uniti. A riguardarle oggi quelle foto danno proprio un senso di old style».

Dopo il servizio per la versione Usa, la ragazza che oggi ha 27mila follower su Instagram ha lavorato anche per l’edizione italiana e ha partecipato al tour della rivista nei panni di coniglietta, come raccontano le foto qui sotto. Veronica non ha mai avuto occasione di conoscere Hugh Hefner, il fondatore di Playboy scomparso pochi giorni fa all’età di 91 anni, ma dice che sarebbe stato il suo sogno: «Con la sua morte penso che finisca un’epoca per questa rivista: il brand continuerà ma non sarà la stessa cosa». Proprio il giorno della morte la ragazza si trovava a Los Angeles: «Con un amico siamo passati davanti alla villa di Hugh ma non avevamo idea di cosa stesse per succedere…».

Forse i faentini più attenti al gossip e al piccolo schermo ricorderanno Veronica per i 14 giorni trascorsi nella casa del Grande Fratello nel 2014. Non molti ma bastarono per stuzzicare fantasie pruriginose quando circolò la notizia di un’orgia con i fratelli Balotelli. La intervistammo qualche tempo dopo e ci spiegò meglio le cose: «Costruirono un caso modificando il senso delle mie parole. Ho avuto una frequentazione con Mario ma niente di sessuale con il fratello».

«In Catalogna referendum illegale? Sì, ma Madrid sta negando il diritto a decidere»

Ore di tensione alla vigilia del voto per l’indipendenza: il racconto di un 37enne di Bagnacavallo che vive a Barcellona dal 2006

170911 200029to110917efe5017 0«Non sono proprio un fan dell’indipendenza, ma votare contro sarebbe come essere a favore della monarchia e invece preferirei una repubblica federale in Spagna. Quindi se potessi votare metterei scheda bianca». Vive a Barcellona da quasi dodici anni ma Enrico Banzola, 37enne di Bagnacavallo, non potrà andare alle urne per il referendum dell’1 ottobre sull’indipendenza della Catalogna. Tre anni fa però ci andò: «In quel caso la consultazione era molto più aperta e bastava essere residenti. Votai sì al riconoscimento della Catalogna come Stato ma no alla sua indipendenza».

Con un bagaglio di formazione umanistica, Banzola è arrivato a Barcellona spinto dalla voglia di uscire dalla vita di paese nella Bassa e per diversi anni ha fatto il bibliotecario. Ora lavora per una multinazionale americana che fornisce consulenze al sistema bancario, parla catalano – «Non è stato difficile quando ti accorgi che alcuni suoni somigliano al ferrarese» – e ha visto scorrere davanti agli occhi il film della causa indipendentista che ora arriva alla scena finale così concitata e carica di tensione: «L’escalation è cominciata più o meno sette anni fa quando il governo spagnolo ha cancellato alcuni articoli dello statuto catalano. Nonostante questo in questi anni le manifestazioni sono state molte e molto partecipate ma sempre in un clima pacifico». Anche se rumorose: «Da queste parti esiste una forma di protesta chiamata “cassolada” che potremmo tradurre come “pentolata”, non è tipica di questa causa ma ora alle dieci di sera la gente esce sui balconi e sbattono i tegami per un quarto d’ora».

Il clima intanto in strada comincia a farsi teso: «Non si può proprio dire che la Catalogna sia occupata dal governo di Madrid ma è anche vero che in città sono stati inviati quattromila agenti di polizia e nessuno sa cosa succederà nelle prossime ore». Il bagnacavallese non si sarebbe aspettato di arrivare a questo punto: «Però mi sembra che stiamo assistendo alla negazione di un diritto, il diritto a decidere. Sento molte persone contrarie all’indipendenza che però sono convinte che sarebbe giusta una consultazione accettata dal governo. Rispondere che la legge non lo consente mi sembra un atteggiamento miserabile».

Il governo ha vietato il voto. Gli indipendentisti stanno occupando i seggi per votare lo stesso. Cosa succederà? Proprio questa è la grande incognita vissuta anche da chi sta a Barcellona: «Nessuno è in grado di fare previsioni. Anche chi ha competenze e conosce bene le vicende non si spinge a fare ipotesi sul futuro. Per la mia personale opinione penso che comunque andranno le cose nel breve periodo non cambierà nulla. Come diremmo in Romagna, ci andiamo su dietro».

Cantina di Tebano, il Comune prende la gestione per aiutare i piccoli agricoltori

La società Terre Naldi controllata dal pubblico ha preso il posto dell’azienda privata Astra anche per conservare la presenza universitaria

Tebano

La gestione della piccola cantina vinicola di Tebano, località sui colli faentini che ospita anche il terzo anno del corso di laurea in viticoltura ed enologia dell’Università di Bologna, da alcune settimane è in mano al Comune di Faenza attraverso la società Terre Naldi controllata al cento percento. Il Comune è proprietario della struttura e di circa 80 ettari di terreno circostanti, lascito testamentario della famiglia Naldi, ma da anni aveva affidato la conduzione alla ditta Astra. Quando quest’ultima a luglio ha comunicato l’intenzione di rinunciare, l’amministrazione manfreda ha deciso di intervenire in prima persona.

L’assessore comunale Antonio Bandini con delega all’Agricoltura spiega le ragioni della scelta: «Per prima cosa ci interessa mantenere un legame forte con l’Università perché riteniamo che sia una presenza qualificante per il nostro territorio grazie alla formazione di enologi che rappresentano figure importanti per il settore del vino così vivo sia dal punto di vista del turismo enogastronomico e sia dal punto di vista imprenditoriale. In secondo luogo non va dimenticato che la cantina è qualcosa di unico in tutta la regione: i piccoli agricoltori entro un certo raggio di distanza possono conferire le loro uve e seguire tutto il percorso fino alla bottiglia. Le alternative sarebbero costruirsi la propria cantina ma è un costo per molti insostenibile o rivolgersi a una cantina sociale ma in quel caso andrebbe dispersa l’unicità della produzione e la sperimentazione che questi appassionati portano avanti. Fungiamo da agente lievitante di una filiera che è identitaria per il nostro territorio».

Ma l’obiettivo del Comune non sarà quello di fare impresa: «Il nostro scopo non è diventare ricchi attraverso Terre Naldi. Con un po’ di presunzione si può dire che qualcuno deve fare ricerca e se è il pubblico a sostenerla allora credo che stia assolvendo a pieno alla sua mission». Il rischio di diventare ricchi in passato è stato scongiurato in maniera piuttosto eloquente: il biennio 2008-2009 chiuse con una perdita di Terre Naldi di oltre 700mila euro. Una vicenda che portò a un’indagine interna dell’amministrazione: «Oggi i bilanci sono tornati in attivo e crediamo che ci siamo l’organizzazione tale per non avere perdite». Eppure Astra si è defilata. «Non spetta a noi commentare le scelte di altri ma evidentemente per un’azienda che applica una legittima logica di profitto quello non era più un sito interessante. Un Comune invece, come ho detto, può anche ragionare secondo altre logiche. Ovviamente la verifica della stabilità economica è stata il primo passaggio necessario. E le nostre analisi dicono che Tebano da sola ha la possibilità di reggersi. A noi interessa la sostenibilità per mantenere i corsi universitari e dare un appoggio ai produttori e agli hobbisti per rinnovarsi, sperimentare e migliorare».

Attualmente la cantina di Tebano si pone al servizio di oltre trenta piccoli produttori vitivinicoli locali: «Forniamo loro un aiuto fondamentale – dice Gianni Carapia, amministratore di Terre Naldi –. Gli agricoltori locali possono avere una cantina di riferimento dove fare delle piccole produzioni, dai 20 ai 150 ettolitri. Ogni produttore porta la sua uva per la vinificazione personalizzata, oppure può semplicemente fare delle prove, anche solo per 50 bottiglie. Sul nostro territorio non esiste un altro servizio di questo tipo e se Terre Naldi non avesse deciso di gestirlo direttamente, sarebbe stato destinato a perdersi». C’è poi il ruolo della cantina al servizio del corso di laurea, come ricordato dall’assessore: gli studenti del terzo anno possono fare prove pratiche sia nei laboratori che nei campi.

Guardando al futuro non manca la volontà di rinnovamento. «L’ipotesi di una cantina nuova – dice Carapia – non è andata persa. Una ristrutturazione sull’esistente può essere più abbordabile rispetto ad una costruzione ex novo. Anche perché non abbiamo bisogno di espanderci: dobbiamo mantenere le caratteristiche attuali per restare al servizio dei piccoli imprenditori. Magari vorremmo allargare il numero dei nostri clienti, che adesso sono già più di trenta. Ma nel periodo della vendemmia siamo purtroppo costretti a dire anche dei “no”, perché non abbiamo posto a sufficienza».

Aggressione in villa: una donna in ospedale, indagini dei carabinieri

L’ipotesi è che abbia trovato i ladri in casa e sia stata colpita per darsi alla fuga. Non è in gravi condizioni

I carabinieri stanno indagando sull’aggressione subita da una donna sui 40 anni nella propria villa di via Togliatti a Conselice nella giornata di ieri, 29 settembre. La donna non è in gravi condizioni ma è stata lo stesso portata all’ospedale per accertamenti: l’ipotesi è che possa aver sorpreso i ladri in casa al momento del rientro. Si apprende la notizia dalle pagine dei quotidiani locali, Corriere Romagna e Resto del Carlino.

La donna è molto nota in paese, l’ex marito è un appartenente alle forze dell’ordine. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Monica Gargiulo: i carabinieri stanno raccogliendo i filmati di eventuali impianti di videosorveglianza nella zona circostante.

 

Il ravennate Rosetti carico per la finale mondiale: «Vogliamo riscrivere la storia»

Canottaggio / Domani (domenica 1° ottobre, alle ore 17.12 italiane) l’otto azzurro del portacolori della Canottieri Ravenna lotterà per salire sul podio iridato. «Mi sento benissimo e il morale è molto alto»

Bruno Rosetti Mondiali 2
Il 29enne ravennate Bruno Rosetti è tornato alle gare dopo una lunga pausa (foto Perna)

«Abbiamo l’obiettivo di riscrivere la storia». Non si nasconde, Bruno Rosetti, alla vigilia della finalissima di domani, domenica 1° ottobre, dei campionati mondiali di canottaggio, in svolgimento a Sarasota (Florida), negli Stati Uniti. Il suo otto, l’ammiraglia della “flotta” italiana nella rassegna iridata, dopo aver effettuato una splendida batteria scenderà infatti in acqua alle ore 11.12 locali (le 17.12 italiane) tentando di lottare per salire sul podio. «La finale sarà una grande battaglia – riprende l’atleta della Canottieri Ravenna, contattato tramite whatsapp dall’altra parte dell’Atlantico – con equipaggi di altissimo valore. Stiamo parlando di medagliati olimpici e per noi competere contro di loro e al loro livello è motivo di grande orgoglio. Siamo consapevoli della nostra forza e di poter fare bene».

L’equipaggio formato dal ravennate e da Parlato, Liuzzi, Gabbia, Perino, Paonessa, Mumolo, Pietra Caprina e dal timoniere D’Aniello partirà dalla corsia 3 e se la vedrà con Romania, Olanda, Germania, Stati Uniti e Nuova Zelanda. Non sarà presente all’atto conclusivo della competizione, a sorpresa, la Gran Bretagna, campione olimpico in carica, come non ci sarà l’Australia, entrambe “retrocesse” nella finale B (assieme alla Polonia) dopo le gare di recupero ed entrambe precedute dall’Italia nella gara di debutto di martedì scorso. «Riguardo alla batteria – riprende Rosetti – siamo partiti forte e ci siamo sfilati subito dal gruppo. Abbiamo mantenuto poi un buon passo e siamo arrivati al traguardo senza doverci preoccupre troppo degli avversari. La finale, comunque, sarà un’altra cosa».

L’avversario da battere sarà quindi la Germania, argento a Rio e oro nel 2012, seguita dall’Olanda, terzi ai Giochi, e dai padroni di casa degli Stati Uniti. Il ruolo di outsider, come gli azzurri, sarà ricoperto da romeni e neozelandesi. «Mi sento benissimo e il morale è molto alto, rimaniamo concentrati in questi ultimi allenamenti perfezionando gli ultimi accorgimenti tecnici con l’obiettivo – ripete Rosetti – di scrivere la storia domenica».

Dilaga la truffa della cauzione, i consigli dei carabinieri: «Chiamate il 112»

Gli incontri dell’Arma con i cittadini contro ai malviventi. Il capitano Marella: «Usate il cellulare per sfuggire ai trucchi»

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Il capitano dei carabinieri Cristiano Marella

Suona il telefono di casa e la voce dall’altra parte si presenta come un appartenente alle forze dell’ordine che comunica di aver trattenuto un parente di chi ha risposto perché ha avuto un incidente e non ha copertura assicurativa quindi serve il pagamento di una cauzione di alcune migliaia di euro che sarà ritirata a domicilio da un avvocato. Tra gli addetti ai lavori è conosciuta come la truffa della cauzione o la truffa dell’avvocato. E continua a fare vittime tra gli anziani, raggirati dalla recita impeccabile dei malviventi. A Faenza due episodi nei giorni scorsi. Gli anziani ci hanno rimesso soldi e oggetti preziosi che il fantomatico avvocato si è fatto consegnare.

È stato il capitano dei carabinieri Cristiano Marella, comandante della compagnia di Faenza, a raccontare questi casi in occasione di un incontro pubblico per sensibilizzare la popolazione proprio contro questi reati. Un ciclo di incontri per insegnare alle potenziali vittime come evitare di cadere nei tranelli: il primo appuntamento dopo la pausa estiva è stato il 27 settembre al centro sociale Laderchi in corso Garibaldi a Faenza. È stato distribuito a tutti i presenti il vademecum con i consigli antitruffe “in pillole” per evitare di rimanere vittime di raggiri di vario genere e il capitano ha proiettato delle diapositive per commentare le sceneggiate degli imbroglioni più di voga di questi tempi nel Faentino.

Il capitano Marella parte dal consiglio più semplice ma anche il più importante: «Non bisogna mai aprire la porta agli sconosciuti e mai consegnare denaro o gioielli nemmeno a chi si spaccia per appartenente alle forze dell’ordine perché non esiste nessuna cauzione da pagare direttamente ai carabinieri o altri operatori di polizia». Per quanto riguarda il caso specifico della truffa della cauzione, invece, il consiglio è «chiudere immediatamente la comunicazione e se si ha un cellulare a disposizione telefonare al numero di emergenza 112, lasciando perdere il telefono fisso perché a volte gli impostori restano in linea per mantenerla occupata in attesa che la vittima risollevi la cornetta per avvisare qualcuno, invece così facendo dall’altra parte ci sono sempre loro che continuano la loro fiction».

La campagna antitruffa dei carabinieri di Faenza continuerà anche nelle prossime settimane, in altri centri sociali e per le varie parrocchie del territorio per dispensare consigli utili a tutta la popolazione al termine delle funzioni religiose domenicali.

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