domenica
19 Aprile 2026

«Forse cane contagiato da nuovi ingressi ma parvovirosi non è endemica nel canile»

Le spiegazioni dei responsabili della struttura comunale con 67 ospiti dopo il caso di alcuni decessi: «La quarantena esiste»

CanileSono quattro e non cinque i cuccioli morti nel canile comunale di Ravenna nelle ultime settimane per parvovirosi ma la malattia non è endemica e si tratta di un episodio isolato causato dall’ingresso al canile, il 9 luglio, di quattro cuccioli di circa tre mesi, trovati in uno scatolone, privi di microchip, e quindi di dubbia provenienza, che erano già tutti infetti ma asintomatici: tre sono morti, insieme a un altro cane che era già ospitato. È la precisazione dell’ufficio ai Diritti degli animali di Palazzo Merlato a seguito di una interrogazione del consigliere comunale di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi.

Tra i cani deceduti, oltre a tre dei quattro cuccioli recuperati già malati, come detto c’è anche una bestia che già era ospitata. L’ufficio Animali riconosce che «dopo qualche giorno i cuccioli hanno manifestato la sintomatologia e nell’arco di questi giorni è possibile che il virus sia stato veicolato, da mani o stivali, o qualunque altro fomite (fonte di contagio), anche al cucciolo Axel che era custodito, come da prassi, lontano dai quattro cuccioli. Le malattie infettive sono insidiose proprio per questo motivo: alcuni virus sopravvivono nell’ambiente anche ore e giorni, lontano dall’ospite, e possono essere veicolate in svariati modi. Axel era privo di copertura vaccinale in quanto entrato da pochi giorni e sottoposto prima alla terapia contro i vermi. Uno dei cuccioli entrati il 9 luglio è ancora vivo e sta bene, mentre gli altri tre fratelli sono morti nel giro di pochi giorni, insieme al cane Axel».

La causa dei decessi però non sarebbe da attribuire alla mancanza della zona quarantena, come invece sosteneva il decano dell’opposizione: «Nel canile, in grado di ospitare fino a 120 cani e che attualmente ne accoglie 67, è presente una zona di quarantena con più di 20 box, nella quale vengono posti i cani recuperati vaganti, per essere tenuti in osservazione prima di essere inseriti al canile. Il veterinario effettua una visita di ingresso durante la quale i cani vengono identificati e, se necessario, microchippati. È inoltre presente un’area cuccioli».

In questi casi, concludono i responsabili della struttura, non vi è alcuna profilassi (che, per definizione, va fatta prima dell’infezione) che si possa porre in atto, arrivando gli animali già infetti. Si può effettuare solo una terapia sintomatica.

L’ufficio ai Diritti degli animali coglie l’occasione per raccomandare di non adottare cuccioli di dubbia provenienza e di affidarsi invece ai percorsi seri proposti dai canili.

Entro il 23 ottobre le domande per i contributi per i libri di medie e superiori

Fornitura gratuita o semigratuita per famiglie con Isee sotto a 10.700 euro. Procedura solo online o tramite Caf convenzionati

Fino alle 18 di lunedì 23 ottobre si possono presentare le domande per ottenere i contributi regionali per la fornitura gratuita o semi gratuita dei libri di testo delle scuole medie inferiori e superiori per l’anno scolastico 2017/2018. Per accedere al contributo, il valore Isee 2017 (indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare dello studente deve essere inferiore o uguale a 10.632,94 euro.

La compilazione e l’inoltro della domanda devono essere effettuati esclusivamente online. Da quest’anno si potrà usufruire della collaborazione dei Caf convenzionati per presentare direttamente la domanda. L’elenco aggiornato dei Caf è pubblicato sulla pagina di accesso all’applicativo.

Le famiglie che necessitano di assistenza telefonica possono rivolgersi ai seguenti numeri: per informazioni di carattere generale al numero verde Urp regionale 800955157 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e lunedì e giovedì dalle 14,30 alle 16,30); per assistenza tecnica all’applicativo Help desk tecnico di Ergo 0510510168 (lunedì e mercoledì dalle ore 10 alle 13 e il giovedì dalle 14,30 alle 16,30); per ulteriori informazioni Servizio Diritto allo Studio 0544485403.

Le famiglie che non dispongono di alcuna attrezzatura informatica potranno rivolgersi gratuitamente, sempre nel periodo indicato: sportello unico polifunzionale di via Berlinguer 68 Ravenna dal lunedì al venerdì dalle 8 alle ore 13, il sabato dalle 8.30 alle 12.30, il martedì e giovedì pomeriggio anche dalle 14.30 alle ore 16.30; uffici decentrati di Sant’Alberto, Mezzano, Piangipane, Roncalceci, San Pietro in Vincoli, Castiglione e Marina di Ravenna dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Centri di assistenza fiscale convenzionati.

«Ingresso alla Tomba di Dante vietato ai turisti perché non può essere pulita»

La segnalazione del presidente del Parco letterario Terre di Dante: «Deve essere aperta tutti i santi giorni dell’anno»

Troppi fiori e messaggi depositati da ragazzi e turisti all’interno della Tomba di Dante e non potendo garantire una pulizia puntuale viene impedito l’accesso al monumento. La segnalazione è di Ivan Simonini, presidente del Parco Letterario Terre di Dante, che raccoglie le testimonianze di una studentessa 20enne e di uno dei frati del Centro Dantesco contattato da un funzionario del ministero che si sono visti negare l’ingresso in occasione delle rispettive visite in città.

Con una lettera aperta indirizzata al direttore della Biblioteca Classense, Maurizio Tarantino, a cui fa riferimento la Tomba, e al sindaco Michele de Pascale, Simonini mette nero su bianco la sua visione di fruibilità del luogo: «Il Mausoleo di Dante va rigorosamente aperto tutti i santi giorni dell’anno, almeno dalle ore 9 alle ore 19 da marzo a ottobre, e almeno dalle ore 9 alle ore 18 da novembre a febbraio. Il personale di guardiania va almeno raddoppiato per garantire un servizio efficiente e se non basta raddoppiarlo, va quadruplicato, magari avvalendosi di cittadini volontari opportunamente istruiti. Ogni barriera all’ingresso della Tomba va da subito eliminata garantendo il flusso continuo dentro al sacello di piccoli gruppi di visitatori».

Simonini, in passato assessore comunale, sottolinea che la barriera sulla soglia della Tomba rendeva impossibile la lettura «dei toccanti versi latini dettati da Bernardo Canaccio a causa della luce battente riflessa sull’iscrizione dell’epitaffio».

E a proposito di quei bigliettini, lasciati in numero così eccessivo al punto da costituire un impegno per la pulizia, sorge un’altra domanda di Simonini: «Sono finora andati a finire nel rusco? Perché andrebbero semmai conservati. Il biglietto di ogni singolo visitatore della Tomba di Dante va tenuto e conservato scrupolosamente per quello che diverrebbe uno straordinario archivio dell’immaginario collettivo. Altro che trasformarlo in scusa penosa per tenere alla larga gli ammiratori del Sommo Poeta!».

Di questo stiamo da qualche mese ragionando assieme al Professor Nino Carnoli, alla Dottoressa Linda Kniffitz e a Padre Egidio Monzani in

Un gruppo di lavoro creato dal Comitato scientifico del Parco Letterario Terre di Dante è stato incaricato di redigere un progetto complessivo di riorganizzazione dell’intera zona dantesca, «anche con previsione di un percorso culturale che intorno al Mausoleo coinvolga i Chiostri Francescani, il Museo Dantesco, il Quadrarco di Braccioforte, la Basilica di San Francesco, il Palazzo della Provincia, la Biblioteca Oriani e la Biblioteca Classense». A un altro gruppo di lavoro è affidato l’incarico per ipotizzare una nuova toponomastica dantesca.

La Lega Nord vuole un referendum per la Regione Romagna

Depositato il primo atto formale. La giunta invece approva un documento per maggiore autonomia nella gestione delle risorse

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“Volete voi che il vostro Comune, in considerazione della sua peculiarità culturale, storica e geografica costituisca una entità regionale autonoma denominata “Regione Romagna” con una propria assemblea regionale e un proprio governatore?”. È questo il testo del quesito referendario che la Lega Nord vorrebbe sottoporre alla popolazione iscritta nelle liste elettorali delle provincie di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e dei comuni del circondario imolese (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Dozza, Fontanelice, Imola e Mordano). Il 22 agosto gli esponenti del Carroccio in Emilia-Romagna hanno depositato il primo atto formale di richiesta che apre quella che viene definita operazione autonomia. Il gesto riporta in agenda un tema caro ai leghisti: «Chiediamo che venga data la possibilità a tutti i cittadini romagnoli di votare democraticamente attraverso un referendum sulla possibilità di creare una Romagna autonoma», dice il consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani.

Perché la volontà di scissione? Lo spiegano i firmatari: l’Emilia-Romagna, «uno dei motori economici del Paese per numero di imprese e volume d’affari», ha oltre quattro milioni di abitanti dislocati in un territorio eterogeneo dovendo far fronte a una significativa quantità di interventi istituzionali diversificati per regolamentare le comunità sul territorio. A ciò si aggiunge il fatto che “la dimensione economico-produttiva e sociale è un oggettivo elemento di diversità dell’Emilia e della Romagna, territori virtuosi grazie alle proprie tradizioni civiche e al proprio capitale sociale potendo vantare un’elevata capacità produttiva, contributiva e fiscale, nonché un elevato livello delle prestazioni dei servizi al cittadino».

La Lega guarda con interesse a quanto accade oltre i confini regionali verso nord: in Lombardia e Veneto iI prossimo 22 ottobre si svolgeranno i referendum per una maggiore autonomia regionale (ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione) e vorrebbero agganciare il treno autonomista: oltre all’indipendenza della Romagna infatti vorrebbero indire un secondo referendum che garantisca più autonomia alla Regione. «È evidente che l’espressione favorevole della popolazione regionale su entrambi i quesiti è condizione ritenuta indispensabile e necessaria per l’assunzione di un provvedimento specifico dell’Assemblea che richieda l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie individuate dalla stessa assemblea».

Il presidente Stefano Bonaccini boccia l’idea di scissione: «Siamo la prima Regione per crescita del Paese e quella con il maggior tasso di occupazione. Separati saremmo tutti più deboli, mentre la nostra forza sono le eccellenze da Piacenza a Rimini. Quella della Lega è una proposta irresponsabile». Ma sull’altro fronte ha annunciato, qualora l’assemblea legislativa regionale sia d’accordo, di voler intraprendere l’iter di richiesta direttamente al Governo saltando il referendum di maggiori autonomie per gestire, con risorse certe, materie fondamentali per l’ulteriore crescita sociale ed economica dei propri territori in quattro aree strategiche: lavoro, istruzione e formazione; impresa, ricerca e sviluppo; sanità e welfare; ambiente e territorio.

La giunta regionale nella seduta del 28 agosto ha approvato il documento di indirizzi per l’avvio del percorso necessario al riconoscimento di una maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna. La Regione punta così a un rafforzamento dell’autogoverno del sistema territoriale per poter gestire direttamente – e con risorse certe – politiche e provvedimenti nelle quattro aree strategiche.

In linea con Bonaccini anche Andrea Corsini, ravennate e assessore regionale: «Trovo davvero surreale parlare oggi di spaccare una delle locomotive del Paese e dell’Europa per un tornaconto politico ed elettorale. È indubbio che sul piano culturale, del sentire comune e dell’orgoglio tipico dei romagnoli, la proposta della Lega può suscitare interesse in larghe fasce della popolazione». Corsini guarda non alla Regione Romagna ma piuttosto all’Area Vasta «per aumentare gli investimenti ad esempio su sanità e infrastrutture, proseguendo l’azione che ci ha visto protagonisti negli anni di grandi innovazioni nel governo e nella gestione di politiche e servizi di ambito extra provinciale». Visto che «la mancata vittoria del Sì al referendum costituzionale ha lasciato le attuali Provincie in mezzo al guado e tutta l’architettura istituzionale ha necessità di essere ripensata», allora nel breve-medio periodo «l’obiettivo dovrebbe essere la Provincia unica della Romagna».

Il Movimento 5 Stelle cammina sullo stesso sentiero in corso in Lombardia e Veneto. In buona sostanza, a parere dei consiglieri, la legittimazione per potenziare l’autonomia della Regione non può che passare attraverso un referendum consultivo e solo in caso di esito positivo il presidente della Regione acquisirà la legittimazione dai cittadini ad agire in tal senso.

Il Pri in piazza «per ricordare i martiri del Risorgimento giustiziati da Pio IX»

Diciotto anni fa la beatificazione del Papa, «un’offesa alla coscienza civile della Repubblica»

03 09 2017 Ravenna , Republica In Piazza Garibaldi Per Ricordare I Martiri Causati Da Pio Nono E La Republica RomanaIn occasione del 18esimo anniversario della beatificazione di Pio IX, il 3 settembre il Partito repubblicano e le associazioni laiche ravennati hanno dato vita a una piccola manifestazione in piazza Garibaldi depositando una corona sotto la lapide che ricorda i martiri ravennati del Risorgimento «giustiziati a Roma – si legge nella nota diffusa dal Pri – per volere di Pio IX e dello Stato Pontificio».

Sono intervenuti tra gli altri il segretario provinciale del Pri Stefano Ravaglia, i consiglieri comunali Chiara Francesconi e Giannantonio Mingozzi, esponenti delle associazioni patriottiche, garibaldine, d’arma e mazziniane, il presidente del consiglio territoriale di Castiglione Andrea Vasi, la consigliera territoriale di Marina di Ravenna Simona Stranieri, i segretari delle sezioni di San Michele, Classe, Savarna e Mameli: «Il 3 settembre è una data infausta che ricorda un Papa che si caratterizzò come esponente ecclesiastico restauratore della pena di morte e acerrimo avversario del Risorgimento, della Repubblica Romana e dei valori mazziniani; a chi ci chiede se valga ancora la pena contestare questa triste beatificazione, come laici rispondiamo che i valori patriottici e la battaglia contro il clericalismo invadente e traditore rappresentano sempre un esempio di coscienza negativo che anche oggi si deve conoscere affinché la storia abbia un valore educativo nell’attuale società civile. Quella data rappresenta un’offesa alla coscienza civile della Repubblica ed al sacrifico dei martiri del 9 febbraio, molti dei quali ravennati; se non ci pensa la scuola ad elevare il valore civico di queste testimonianze saremo noi a sostituirla con tutte le manifestazioni possibili come facciamo da sempre, perché si deve sapere che la repressione di ogni anelito di libertà va combattuta in ogni momento».

Innocenti spinge l’Alfonsine, il Faenza è corsaro. I risultati delle ravennati

Calcio / Con la prima giornata di campionato, sono iniziati a pieno regime i campionati di Eccellenza e Promozione, con numerose formazioni ravennati in campo, mentre in Prima Categoria si è giocato per la seconda giornata dei gironi di Coppa Emilia

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L’ex attaccante del Ravenna Riccardo Innocenti, ora ad Alfonsine

In Eccellenza spicca lo squillante successo per 3-1 dell’Alfonsine, che nel derby piega 3-1 il debuttante San Pietro in Vincoli anche grazie alla doppietta dell’inossidabile bomber Riccardo Innocenti. Riesce a fare anche meglio il Faenza, che in terra bolognese, spinto da Negrini e Grazhdani (due gol per quest’ultimo), regola con lo stesso punteggio il Progresso. Rimane fermo invece il Massa Lombarda, la cui partita in casa del Real San Lazzaro non è stata disputata a causa delle linee non regolamentari dell’area. Termina in parità il match tra Cervia e Russi, mentre il Sanpaimola cade a pochi minuti dal termine nella trasferta contro il Granamica.

RISULTATI (prima giornata): Alfonsine-San Pietro in Vincoli 3-1, Castrocaro-Argentana 1-1, Cervia-Russi 1-1, Classe-Marignanese 2-0, Corticella-Riccione 2-1, Diegaro-Savignanese 0-0, Granamica-Sanpaimola 1-0, Progresso-Faenza 1-3, Real San Lazzaro-Massa Lombarda non disputata.

CLASSIFICA: Alfonsine, Classe, Corticella, Granamica e Faenza 3 punti; Castrocaro, Argenta, Cervia, Russi, Diegaro e Savignanese 1; San Pietro in Vincoli, Marignanese, Riccione, Sanpaimola, Progresso, Real San Lazzaro* e Massa Lombarda* 0 punti (*una gara in meno).

In Promozione sorridono nel girone C sia il Lavezzola, sia il Conselice, vittoriosi nell’ordine contro Persiceto (in trasferta) e Gualdo Voghiera (in casa). Perde invece a domicilio lo Sparta, sconfitto dal Medicina Fossatone dello scatenato Petrascu (tripletta per lui). Nel girone D l’unico derby ravennate termina con un pareggio tra Reno e Cotignola. Per il resto partono con il piede giusto il Savio e il Reda, grazie alle nette vittorie corsare su Bellaria e Gatteo, mentre rimangono ferme al palo Del Duca Ribelle e Savarna, ko contro Ronco e Gambettola.

GIRONE C

RISULTATI (prima giornata): Borgo Panigale-Sesto Imolese 1-2, Casalecchio-Anzolavino 0-5, Conselice-Gualdo Voghiera 2-0, Faro-Vadese 0-0, Sparta Castel Bolognese-Medicina Fossatone 0-3, Persiceto 85-Lavezzola 0-2, Portuense-Molinella Codifiume 2-3, Sporting Argenta-Ravarino 2-5, Valsanterno-Copparese 2-1.

CLASSIFICA: Sesto Imolese, Anzolavino, Conselice, Medicina Fossatone, Lavezzola, Molinella Codifiume, Ravarino e Valsanterno 3 punti; Faro e Vadese 1; Borgo Panigale, Casalecchio, Gualdo Voghiera, Sparta, Persiceto 85, Portuense, Sporting Argenta e Copparese 0.

GIRONE D

RISULTATI (prima giornata): Bellaria-Savio 1-4, Del Duca Ribelle-Ronco Edelweiss 0-1, Cava-Stella Rimini 1-1, Gambettola-Savarna 2-1, Gatteo-Reda 1-3, Giovane Cattolica-Torconca 0-1, Igea Marina-Tropical Coriano 0-2, Reno-Cotignola 1-1, Sampierana-Pietracuta 0-0.

CLASSIFICA: Savio, Ronco Edelweiss, Gambettola, Reda, Torconca e Tropical Coriano 3 punti; Cava, Stella Rimini, Reno, Cotignola, Sampierana e Pietracuta 1; Bellaria, Del Duca Ribelle, Savarna, Gatteo, Giovane Cattolica, Igea Marina 0.

In Prima Categoria vince la Virtus Faenza, che svetta a punteggio pieno nella classifica del girone 27, mentre il Romagna viene bloccato a Fosso Ghiaia ed è raggiunto in testa dal Bagnacavallo, vittorioso sul campo del Real Fusignano.

Risultati seconda giornata Coppa Emilia

Girone 27: Solarolo-Tre Martiri 4-0, Virtus Faenza-Pianta 3-1. Prossimo turno (10 settembre): Pianta-Tre Martiri e Solarolo-Virtus Faenza. Classifica: Virtus Faenza 6 punti; Pianta e Solarolo 3; Tre Martiri 0.

Girone 28: Fosso Ghiaia-Romagna 0-0, Real Fusignano-Bagnacavallo 0-3. Prossimo turno (10 settembre): Fosso Ghiaia-Real Fusignano e Bagnacavallo-Romagna. Classifica: Bagnacavallo e Romagna 4 punti; Fosso Ghiaia 2; Real Fusignano 0.

Il Ravenna si illude con Selleri, ma poi viene raggiunto e sorpassato dal Bassano

Calcio C / Subito in vantaggio con il centrocampista, i giallorossi subiscono la rimonta dei padroni di casa per mano di Venitucci e Laurenti, ma fino all’ultimo cercano la rete del pari, mostrando carattere e personalità. Antonioli: «Se giochiamo così sarà dura per tutti batterci»

Bassano-Ravenna 2-1
BASSANO (4-2-3-1): Grandi; Andreoni, Barison, Bizzotto, Karkalis; Bianchi (44’ st Pasini), Botta; Venitucci (26’ st Fabbro), Minesso, Laurenti (26’ st Salvi); Diop (19’ st Grandolfo). A disp.: Falcone, Piras, Proia, Bortot, Bonetto, Tronco, Popovic. All.: Magi.
RAVENNA (4-3-1-2): Venturi; Ballardini, Venturini, Capitanio, Barzaghi (41’ st Portoghese); Selleri, Lelj (33’ st Piccoli), Cenci (10’ st Maistrello); Papa; Tabacchi (33’ st Samb Fallou), De Sena. A disp.: Gallinetta, Ronchi, Centonze, Ierardi, Sabba, Piccoli. All.: Antonioli.
ARBITRO: De Angeli di Abbiategrasso.
RETI: 7’ pt Selleri, 45’ pt Venitucci, 13’ st Laurenti.
NOTE: amm. Tabacchi, Bianchi, Papa, Grandolfo. Spettatori circa 900. Angoli: 7-5. Recupero: 1’ e 5’.

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Alfonso Selleri ha realizzato la rete del provvisorio vantaggio dei giallorossi

Non basta una bella prova al Ravenna per uscire indenne da Bassano. Al primo impegno di stagione contro una delle big dichiarate, la formazione di Antonioli perde 2-1 ma esce a testa alta dal confronto e con il rammarico di non aver saputo sfruttare al meglio alcune situazioni e alcuni momenti favorevoli del match. Ma l’atteggiamento, anche tattico, e la personalità esibite in terra veneta, fanno ben sperare per il percorso futuro in questo campionato.

Ballardini e compagni sono vivaci fin dall’inizio e al primo affondo il Ravenna colpisce: Papa fa viaggiare Tabacchi che sfonda sulla sinistra e calcia a rete, Grandi respinge corto, Selleri si fa trovare pronto per il tap-in vincente. E’ Diop, punto di riferimento avanzato dei veneti, a provare a mettere a posto le cose ma trova in un paio di occasioni, all’8’ e al 28’ sulla sua strada un attento Venturi. Il Ravenna spreca un paio di ripartenze che avrebbero potuto fare male, come quella che al 38’ innesca Barzaghi per il tiro a giro di Tabacchi che si perde a lato, poi il Bassano alza il ritmo e il suo crescendo mette in difficoltà la retroguardia ravennate, salvata un minuto prima da Venturi, che sventa alla grande la botta al volo di Bianchi, graziata al 40’ da Laurenti che si presenta davanti al portiere ravennate, ma invece del tiro sceglie l’appoggio a Karkalis che sbaglia, e trafitta però al 45’ dal sinistro velenoso di Venitucci, che manda la palla nell’angolo là dove Venturi non può arrivare.

Bassano subito in attacco a inizio ripresa e dopo un giro di lancette Andreoni prova il rasoterra dal limite: Venturi ci arriva. Antonioli non si spaventa e prova a dare più sostanza all’attacco mandando in campo il grande ex di questa gara, Maistrello, al posto di Cenci e passando al 4-3-3. Una mossa chiara della voglia di osare dei ravennati ma al 13’ un rapidissimo ribaltamento di fronte trova la difesa del Ravenna scoperta, Laurenti arriva di gran carriera e fulmina Venturi nell’angolino con un diagonale rasoterra. La formazione romagnola non si arrende e continua a credere all’ipotesi del pareggio, sfiorato al 24’ da Maistrello, la cui pronta girata in area, al termine di una tambureggiante azione, finisce sul palo. E proprio allo scadere dei 6 minuti di recupero, con tutta l’artiglieria pesante di cui dispone, De Sena è rapace in area ma il suo tiro, che sembra destinato in porta, trova una provvidenziale e decisiva deviazione.

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Il tecnico del Ravenna Mauro Antonioli

La dichiarazione del tecnico Mauro Antonioli «Dispiace perchè abbiamo fatto un’ottima gara. I ragazzi sono stati bravissimi, hanno fatto quello che gli ho chiesto per tutta la gara. Dopo un ottimo primo tempo, abbiamo sofferto qualcosa prima dell’intervallo, ma i nostri avversari hanno pareggiato con meritato. Nel secondo tempo, quando sembrava che avessimo preso le redini del gioco in mano abbiamo subito una ripartenza che ci è costata la seconda rete. Onore e merito ai miei ragazzi perché hanno giocato a viso aperto e alla pari con una delle squadre più quotate del girone e credo che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Sono convinto che se giochiamo così sarà dura per tutti batterci».

Risultati (seconda giornata): Triestina-Reggiana 1-1, AlbinoLeffe-Mestre 1-3, Bassano-Ravenna 2-1, Feralpi Salò-Renate 0-1, Gubbio-Santarcangelo 1-2, Pordenone-Sudtirol 3-1, Fermana-Sambenedettese sospesa, Padova-Fano 2-1, Modena-Vicenza (lunedì).

Classifica: Renate e Pordenone 6 punti; Mestre 4; Vicenza*, Sambenedettese*, Ravenna, Bassano, Feralpi Salò, Fano, Santarcangelo, Sudtirol e Padova 3; Triestina*, Reggiana e Teramo* 1; Fermana*, Modena*, AlbinoLeffe e Gubbio 0 (*una gara in meno).

Renzi, messaggio a Mdp: «Far perdere il Pd vuol dire far perdere l’Italia»

Il segretario torna alla Festa dell’Unità dopo cinque anni per un pranzo, 400 militanti a tavola. Frecciata al movimento di Vasco Errani e critiche al referendum per la Regione Romagna: «La Lega poi vorrà dividere Ravenna da Forlì e poi Rav da Enna…». Se ne va senza rispondere ai cronisti

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A tavola: l’ex premier Matteo Renzi siede tra l’assessore regionale Andrea Corsini e il segretario provinciale Eleonora Proni

Era ospite per il pranzo della domenica e allora per prima cosa si è informato sul menù: «Qua a Ravenna i cappelletti come li fate ripieni?». È la prima battuta del segretario Pd Matteo Renzi, dopo baci e abbracci di rito a chi lo accoglie ai cancelli, mentre raggiungeva il tavolo nello stand della festa dell’Unità. In tutto trascorrerà due ore nell’area esterna del Pala De Andrè: al netto di un pasto veloce e di un discorso di 20 minuti al microfono, il resto se ne andrà tutto in selfie, autografi e saluti ai volontari delle cucine. I contenuti politici dell’intervento sono presto riassunti: il Jobs Act ha fatto 918mila posti di lavoro mica come il milione solo promesso da Berlusconi, chi se ne è andato dal Pd sappia che far perdere il Pd alle prossime elezioni vorrà dire far pedere l’Italia, i grillini sono campioni di gaffe e ragionare con i leghisti di immigrazione non sarà facile ma gli immigrati vanno aiutati a casa loro per davvero. Le domande dei cronisti, poco prima di rimontare in auto, le dribbla con agilità.

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Matteo Renzi alla festa dell’Unità di Ravenna per la prima volta da segretario: nel 2012 venne in veste di sindaco di Firenze

In arrivo da Pesaro e diretto a Lodi, la tappa ravennate dell’ex premier comincia alle 13.30 quando scende dall’auto in camicia bianca e completo blu, ficca 50 euro nella cassetta delle offerte all’ingresso e saluta la segretaria provinciale Eleonora Proni e il sindaco Michele de Pascale, poi i fedelissimi di casa: l’assessore Roberto Fagnani, la consigliera regionale Manuela Rontini, il senatore Stefano Collina. Un abbraccio anche all’ex sindaco Fabrizio Matteucci: cinque anni fa era sul palco con lui quando venne l’ultima volta alla Festa Pd ravennate. All’epoca era solo l’ambizioso sindaco di Firenze che metteva piede nella roccaforte bersaniana e venne accolto da un diluvio di pioggia e grandine. Matteucci oggi scherza: «Prima di salire sul palco mi andai a prendere un po’ d’acqua anche io per non fare la figura di quello rimasto comodo all’asciutto…». Liquidati i saluti iniziali, tutti pronti per mettersi in marcia verso i cappelletti ma Renzi blocca il torpedone: tappa bagno. «Chiedi e ti sarà dato», scherza De Pascale. Altrettanto fa Renzi, con una battuta chissà quanto politica: «Il cesso è a destra?».

La visita è un bagno di folla, nessun cenno di contestazione. Sold out i posti a tavola: 400 coperti prenotati (menu da 20 o 25 euro) ma in molti sono venuti “già mangiati” per ascoltare il leader piddino già in campagna elettorale per il 2018. Per raggiungere la sedia c’è voluto un certo sforzo per farsi largo tra i tavoli, tra l’anziana che chiede se bacia anche le vecchie, il bambino che vuole salutarlo ma fugge quando quello vuole dargli il 5, la necessità di capire come si scrive il nome di un fan per firmare un libro e il selfie della teenager emozionata. Lui chiama tutti ragazzi, senza troppa rigidità sull’anagrafe. Il militante con i capelli bianchi si fa avanti: «Vengo da Bertinoro». Renzi pronto: «Ah, meno male, pensavo da Bertinotti». Risate.

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Nella tappa ravennate del tour di Matteo Renzi tra le feste dell’Unità non poteva mancare un morso alla piadina romagnola

“Riservato Renzi” recitava il cartello su uno dei tavoli. Ai lati del segretario nazionale, conquistando le posizioni migliori per gli scatti dei fotografi, si siedono il segretario provinciale Proni e l’assessore regionale Andrea Corsini. Di fronte il primo cittadino. Tavolata completata da Paolo Calvano (segretario regionale), Rontini, Collina, Alberto Pagani (deputato), Mirco Bagnari e Gianni Bessi (consiglieri regionali). Poco più in là il tavolo della giunta con gli assessori targati Pd e il repubblicano Eugenio Fusignani. In un’altra tavolata i sindaci della provincia. A sedere si vedono anche il presidente della Cmc Alfredo Fioretti, il presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi e l’amministratore di Micoperi Silvio Bartolotti.

A tavola siede in maniche di camicia per combattere il calore sotto il tendone e liquida in fretta una telefonata con l’abile tecnica Cassano che prevede la mano a conchetta davanti alla bocca per nascondere il labiale. Quando prende la parola comincia con toni da libro Cuore elogiando il significato del pranzo domenicale, quello che si fa in famiglia: «E noi siamo una famiglia allargata». Chiede scusa per aver rovinato la domenica di tutti. Gongola per il bonus cultura ai neodiciotteni: «Sono contento se un giovane si avvicina a un libro e lascia perdere Instagram». Per i grillini solo sfottò: «Bambini, la Sirenetta è una favola della Disney, non credete che sia vera altrimenti da grande diventate parlamentari dei Cinque stelle…».

I contenuti del discorso sono quelli già ricordati. Da Ravenna manda un messaggio agli scissionisti senza mai nominarli: «Quelli che se ne sono andati non hanno perso la nostra amicizia ma devono sapere che la sfida del nostro Paese fra sei mesi non è tra noi e loro ma è per il Pd come unico argine ai populisti di Berlusconi e Salvini da un lato e Grillo dall’altro. Rischiare di far perdere il Pd non è contro il Pd ma è contro l’Italia. Non si scherza sul futuro dei nostri figli». Passando dalla Romagna non spreca l’occasione per un accenno al desiderio della Lega per un referendum che divida Romagna da Emilia: «Attenti, poi vorranno divedere Ravenna da Forlì e poi Rav da Enna».

Balzani: «Regione Romagna? Aveva senso nel 1948, oggi meglio la provincia unica»

Le riflessioni dello storico e docente universitario con un passato da sindaco: «Dove la gente si definisce romagnola, quella è Romagna»

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Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì, ora presidente dell’Istituto regionale dei Beni Culturali

«Dove finisce la Romagna? Dove i cittadini smettono di sentirsi romagnoli». Il concetto è meno lapalissiano di quanto sembri ed è uno degli argomenti per cui Roberto Balzani, storico, docente universitario a Ravenna, ex sindaco di Forlì e ora presidente dell’Istituto regionale dei Beni Culturali, è convinto che quello del referendum per l’istituzione della Romagna sia un tema «fuori dal tempo». Della Romagna Balzani si occupa da tempo. Nel 2001 ha pubblicato per Il Mulino “La Romagna – Storia di un’identità”. Nel 2016 è uscito “Amarcord Romagna – Breve storia di una regione e della sua idea da Giulio Cesare ad oggi”, scritto per Minerva Edizioni insieme al giornalista Giancarlo Mazzuca.

Professor Balzani, cosa ne pensa dell’idea di creare una regione Romagna, indipendente dall’Emilia?
«Quella del referendum e dell’indipendenza mi pare un’ipotesi fuori dal tempo. Prima che dalla Lega, è una strada sostenuta dal Mar (Movimento per l’autonomia della Romagna, ndr) ma che avrebbe avuto senso nel 1948. Oggi ci si muove nella direzione opposta, quella che cerca di accorpare più che di dividere. Tra la situazione attuale e la Regione autonoma ci sarebbe però una via di mezzo».

Quale?
«Quella della provincia unica, o dell’area vasta. Credo sia più che sufficiente per la dimensione romagnola. Il processo, in vari ambiti, è in atto e c’è un organo che avrebbe potuto fare da costituente, per così dire: è l’assemblea socio-sanitaria di Romagna. Si poteva benissimo utilizzare per questo scopo ma si è deciso altrimenti».

Le Province però hanno sempre meno potere nel quadro legislativo attuale.
«Senza dubbio. Però una Provincia unica romagnola potrebbe chiedere alla Regione maggiore autonomia decisionale. Si tratta di un processo fattibile a costituzione invariata. Un tempo a questa ipotesi si opponeva la sinistra, oggi non è più così, le resistenze semmai vengono dai municipi. In Romagna c’è un marcato municipalismo e purtroppo capita spesso che siano più integrati tra di loro i cittadini che i sindaci».

Che rapporto aveva con i colleghi quando era sindaco di Forlì?
«Su alcune questioni c’è stata una forte collaborazione. Ho sostenuto con convinzione la candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura perché pensavo che potesse essere una grande occasione per l’area romagnola. Anche sull’unione dei trasporti pubblici ho dato il mio sostegno iniziale, sperando che ne venisse fuori un’impresa pubblica più che una mera unione amministrativa. Lo stesso discorso vale per l’Ausl unica, poi ho criticato il fatto che non si stesse perseguendo una vera e propria unione organizzativa. Del resto ogni città è orgogliosa del proprio ospedale, non è semplice. Insomma, i rapporti sono stati un po’ altalenanti».

Perché la richiesta di autonomia è così forte in Romagna e non lo è in Emilia?
«Per vari motivi. Innanzitutto in Emilia i municipalismi sono ancora più forti rispetto alla Romagna. Bisogna tenere presente che si parla di province molto grandi, a Modena ad esempio ci sono oltre 700mila persone. Inoltre esistono rivalità tra centro e periferia: a Parma chi abita in città si definisce “parmigiano”, chi è in provincia “parmense” e guai a confondere. Infine ci sono fattori storici di lungo periodo e altri geografici: Piacenza è nell’orbita della Lombardia, Ferrara non sa con chi stare e probabilmente vuole stare da sola».

I cittadini romagnoli invece si riconoscono come tali?
«Nonostante le differenze, c’è un comune sentire. L’identità romagnola è un prodotto culturale più che una realtà di tipo etnico. Gastronomia, folklore, tradizioni: c’è una narrazione che crea un movimento centripeto».

Come viene accolto dai lettori quando gira la Romagna per presentare il suo libro?
«All’epoca del primo libro, nel 2001, c’era un rifiuto di questi concetti, di un’identità culturale più che di popolo. Oggi le cose sono cambiate, c’è curiosità nel vedere i punti in comune che hanno creato questa identità. Per questo credo che la Romagna sia pronta ad una realtà politica intermedia che sarebbe vista di buon occhio mentre volere una regione autonoma significa alzare la posta. È un peccato: da tempo parlo di Romagna e mi dispiace che la politica la usi per i suoi scopi ed un tema, quello della secessione dall’Emilia, che non è più sentito».

Senza contare che prima bisognerebbe tracciare i confini. Imola, ad esempio, dove sta?
«Credo che gli imolesi vivano una forte tensione interna, si sentono romagnoli ma dal punto di vista economico ed amministrativo sono bolognesi. I confini sono dati dalla testa delle persone non dalle rivendicazioni. Dove la gente si definisce romagnola, quella è Romagna».

Piccolo passo indietro per l’OraSì: al “Leonelli-Manetti” si inchina a Imola

Basket A2 / Nel test di Cervia i giallorossi di Martino non riescono a replicare la buona prova con la Fortitudo, cedendo dopo l’intervallo all’Andrea Costa. Mercoledì prestigiosa amichevole con i campioni d’Italia di Venezia

Ravenna-Imola 70-84
(19-21, 40-42, 51-64)
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 16, Sgorbati 8, Rice 9, Masciadri 4, Seck 8, Montano 15, Vitale 5, Raschi 3, Esposito 2, Scaccabarozzi, Cinti. All.: Martino.
ANDREA COSTA IMOLA: Bell 17, Penna 9, Wilson 8, Gasparin 9, Maggioli 16, Prato 2, Simioni 7, Bastoni 2, Alviti 12, Toffali 2, Cai. All.: Cavina.

Giachetti Test Fortitudo
Jacopo Giachetti in azione nel test con la Fortitudo Bologna

Ancora senza Grant e Chiumenti e con un po’ di stanchezza ad affiorare dopo la battaglia contro la Fortitudo l’OraSì non riesce a ripetere la bella prova della semifinale e cede 70-84 all’Andrea Costa Imola, che dal canto suo ha giocato una bella gara difensiva prevalendo poi sotto i tabelloni grazie alle assenze ravennati. A Cervia, nella “finalina” del Memorial Leonelli-Manetti, buona prova di Montano dalla lunga distanza, ottima la prima metà gara di Giachetti. L’OraSì è attesa ora dalla prestigiosa amichevole di mercoledì prossimo contro la Reyer campione d’Italia.

Una tripla chilometrica di Rice apre le ostilità per l’OraSì, mentre dall’altra parte Wilson riprende il discorso dal punto in cui l’aveva lasciato contro Pistoia: segnando, cioè. Lo sostituisce presto Maggioli con 8 punti consecutivi dopo che Rice aveva fatto prendere il largo a Ravenna (15-8). Imola però sorpassa con un break di 10-2. L’Andrea Costa allunga sotto le plance (19-27) ma Rice, Giachetti e gli assist di Montano per Seck riportano sotto l’Orasì (31-33) e l’ex Fortitudo pareggia a quota 38. Inizio del terzo quarto negativo per Ravenna, che patisce un break di 2-13 e vede scappare via i rivali, che si esaltano in una difesa particolarmente aggressiva. Nel finale si scatena Bell ed Imola può chiudere senza affanni.

Abbonamenti boom La prima settimana completa della campagna abbonamenti si è chiusa con un risultato assolutamente lusinghiero, visto che oggi sono state vendute 27 tessere, 14 delle quali a nuovi abbonati. Il totale, in attesa della riapertura di lunedì mattina, è così salito a 291 abbonamenti venduti.

Ravenna nella ‘tana’ del Bassano per continuare il buon inizio di stagione

Calcio C / In terra veneta prima trasferta di campionato per i giallorossi (inizio alle ore 18.30). Antonioli: «Partita durissima, ma abbiamo i mezzi per fare bene». L’ex di lusso Maistrello: «Se segno esulto ma con rispetto».

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L’attaccante giallorosso Aaron Tabacchi è in dubbio

Alla seconda giornata di campionato, in questo suo ritorno in C, sulla strada del Ravenna c’è il Bassano. Un risultato positivo è quello che cercano oggi i giallorossi in terra veneta (fischio d’inizio alle ore 18.30, arbitra De Angeli di Abbiategrasso, assistito da Lillo e Bruni di Brindisi), per continuare questo buon inizio di gare ufficiali che l’hanno visto ottenere, tra campionato e Coppa Italia, due vittorie e un pareggio, e mantenere la porta inviolata. «Gli obiettivi sono quelli – conferma il tecnico Mauro Antonioli – e giocheremo come sempre, senza snaturare la nostra filosofia e i nostri concetti di gioco, anche se non ci nascondiamo le grandi difficoltà di questa partita, contro un Bassano forte in tutti i reparti, con tante risorse nell’organico e con dichiarate ambizioni di vertice».

Al suo tredicesimo campionato consecutivo nei professionisti, il Bassano di Giuseppe Magiè reduce dalla sconfitta di Fano, che segue quella in Tim Cup contro la Juve Stabia. «Avrei preferito che i nostri avversari avessero fatto punti al debutto, perché sarebbero stati forse più tranquilli. Invece così troveremo una squadra arrabbiata e cattiva, che avrà grande voglia di riscatto. Insomma, davvero un brutto cliente da affrontare in questo momento. Però i ragazzi sono pronti, in settimana abbiamo lavorato sulle situazioni difensive alla luce dei possibili schieramenti tattici del Bassano e sanno cosa fare in campo».

Resta il peso delle assenze in casa giallorossa: fuori causa Broso, Lucarini, Magrini e Severini, c’è il dubbio sulle condizioni di Tabacchi, alle prese con la febbre. «Non sono abituato a piangermi addosso, ma questa situazione di emergenza ci mette in difficoltà numerica: con la nuova regola delle cinque sostituzioni avere tanti giocatori a disposizione è importante. Mi consola sapere che chi scenderà in campo darà il 100% per i compagni – termina Antonioli – e per la maglia».

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Tommy Maistrello è l’ex della partita con il Bassano

E’ pienamente recuperato, invece, Tommy Maistrello, attesissimo ex di questa gara, una sorta di bandiera del Bassano in virtù delle 5 stagioni giocate con la maglia giallorossa dei veneti, con il corredo di  105 gare di campionato e 21 gol. Il nuovo attaccante del Ravenna si appresta a debuttare proprio contro la sua ex squadra. «Ho pienamente recuperato, ho fatto regolarmente tutto il lavoro settimanale – assicura – e sono pronto a dare una mano al Ravenna e, perché no, a lasciare il segno in questa gara che per me è davvero speciale. In Veneto ho trascorso cinque anni molto buoni e ho bellissimi ricordi della città e dei tanti compagni che ho avuto: buoni giocatori e ottimi persone. Bassano è un ambiente ideale per fare calcio, è una piazza tranquilla, che ti permette di lavorare bene, senza pressioni, ma con le giuste ambizioni. Anche quest’anno è stata costruita una squadra per stare in alto. Mi aspetto che partiranno forte. Dobbiamo essere bravi a reggere il loro urto e poi a fare valere le nostre qualità. E se dovessi segnare, esulterò, ma con rispetto e con la giusta moderazione».

Carabiniere ferito al volto con un vetro da un ubriaco in strada segnalato al 112

Intervento in viale Pallavicini: all’arrivo dei militari l’uomo ha reagito colpendo uno di loro

RAVENNA 02/09/2017. CARABINIERE AGGREDITO DA PACHISTANO IN VIALE PALLAVICINIUn carabiniere è stato ferito al volto con un vetro da un ubriaco in viale Pallavicini a Ravenna nella serata del 2 settembre. L’episodio è accaduto nel quartiere dei giardini Speyer, in zona stazione, che negli ultimi tempi è di nuovo sotto i riflettori per le numerose segnalazioni e preoccupazioni da parte dei residenti che lamentano degrado e microcriminalità. In questo caso i militari erano intervenuti su segnalazione di un ubriaco molesto che stava infastidendo clienti e passanti nei pressi di un fast food. Quando la pattuglia ha avvicinato l’uomo questi ha reagito colpendo il carabiniere al volto. L’aggressore è stato arrestato e il ferito medicato in ospedale.

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