Il lavoratore con esperienza aveva risposto a un annuncio per la stagione estiva in riviera: accordo telefonico saltato dopo l’invio della carta d’identità. Un sms dal datore di lavoro: «In Romagna la gente è molto indietro con la mentalità». Cgil prepara un’azione legale per discriminazione razziale
«Mi dispiace ma non posso mettere ragazzi di colore in sala, qui in Romagna la gente è molto indietro con la mentalità». È il testo dell’sms con cui un albergatore di Cervia ha comunicato a un giovane residente a Milano la mancata assunzione per il periodo stagionale nella sua struttura sulla riviera ravennate. A rendere noto il caso e il testo del messaggio è la Filcams-Cgil che sta preparando un’azione legale per discriminazione razziale.
L’episodio risale al 18 giugno scorso. Il lavoratore ha ricevuto il messaggio sul telefonino dopo avere inviato via email la copia della carta di identità necessaria a perfezionare il contratto di assunzione per il quale c’era già un accordo. Il giovane infatti aveva risposto da Milano a un annuncio per lavorare nel periodo giugno-settembre in un hotel di Cervia. Non si sarebbe trattato del primo impiego: il ragazzo infatti vanta una certa esperienza nel settore e aveva già lavorato, nella passata stagione turistica, nella riviera romagnola. Si era già arrivati a un accordo sui dettagli e si era quindi passati alle formalità per completare l’assunzione. Saltata per il colore della pelle del lavoratore. Di fronte a una simile discriminazione il lavoratore e i suoi familiari hanno deciso di rivolgersi al sindacato per ottenere giustizia.
«Siamo di fronte a un evidente caso di discriminazione razziale in cui a un danno patrimoniale per avere perso la stagione lavorativa – commentano la Cgil e la Filcams di Ravenna – si somma l’umiliazione e la profonda ingiustizia di cui si è vittima. Nessuno può essere discriminato in base al colore della pelle. La Cgil adotterà tutti gli strumenti necessari per tutelare il lavoratore che ha avuto la determinazione di denunciare il sopruso subito e ora si affida alla legge italiana, per vedersi riconosciuti diritti fondamentali per la difesa dei quali la Cgil è da sempre in campo. Confidiamo che le ragioni del lavoratore trovino ampia soddisfazione in tribunale e siamo certi che la Romagna saprà distinguersi dall’inaccettabile connotazione riservatale dall’albergatore».






Da oltre vent’anni animava le notti di discoteche e bagni al mare sul litorale ravennate e non solo, facendo ballare la gente al ritmo di musica afro che da sempre è stata la grande passione della sua vita. Ma nella tarda serata dell’1 agosto è morto a Ravenna il 46enne Mario Cannillo, più noto nell’ambiente musicale come dj Mayo. Il decesso è avvenuto verso le 22 all’ospedale Santa Maria delle Croci dove il dj era arrivato in condizioni disperate che, secondo quanto si apprende da fonti riservate, sarebbero state le conseguenze di un violento gesto volontario compiuto per tentare il suicidio (non è noto dove sia accaduto l’episodio). Non è bastata un’operazione chirurgica urgente per salvargli la vita.



Le sale d’aspetto dei due ambulatori medici attualmente presenti a Savarna sono insufficienti e obbligano i pazienti ad attendere fuori, in strada o in macchina, con qualsiasi condizione atmosferica. I volontari dell’Auser allora hanno deciso di mettere a disposizione una parte dell’edificio che ospita la loro sede e grazie alla mediazione della dottoressa Liviana Mazzoni dell’Ausl si è arrivati al pieno accordo di tutti e quattro i medici che saranno coinvolti. La ristrutturazione necessaria richiede una spesa di 65mila euro e così il centro ricreativo culturale Auser ha già contribuito a coprire parte dei costi che riguardano, tra l’altro, la realizzazione di nuovi impianti per luce, riscaldamento, linea telefonica e adsl. Per raggiungere l’importo necessario a completare i lavori è stata aperta una sottoscrizione pubblica rivolta a privati cittadini, imprese, artigiani, commercianti, liberi professionisti, banche, cooperative, agricoltori, enti pubblici e privati.
L’allerta meteo per temperature estreme in provincia di Ravenna aumenta di intensità, da gialla ad arancione per la costa e da arancione a rossa per l’entroterra, e si prolunga oltre la mezzanotte del 2 agosto: il caldo e l’afa andranno avanti anche per i prossimi giorni.
Lui era fermo in sella al suo scooter in via Ficocle e la trans che si prostituiva in una piazzola vicina ha cominciato a distrarlo con avances sessuali e poi gli avrebbe rubato il Rolex da 7mila euro che aveva al polso e sarebbe fuggita a piedi facendo perdere le sue tracce. È la denuncia depositata ai carabinieri di Milano Marittima da un commerciante 47enne di Cesena di cui si legge sulle pagine delle edizioni odierne dei quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna. La denuncia è stata presentata ieri mattina, 1 agosto, e l’episodio sarebbe avvenuto nella notte precedente.
Prendeva i certificati d’uso originali di motori marini e con un programma al computer ne realizzava delle copie false per produrre documenti contraffatti da utilizzare come originali su diverse tipologie di altri motori privi di certificazione. Un rivenditore professionista di Bagnacavallo (R. B., 50 anni) è stato denunciato per falso materiale commesso. Chi acquistava il motore si ritrovava quindi un motore non originale e dunque più scadente, potenzialmente pericoloso.
Avevano trasformato l’area attorno alla propria casa – in cui vivevano rubando energia elettrica da anni – in una discarica abusiva dove raccoglievano dai veicoli agli elettrodomestici, poi rivendevano tutto a pezzi o interi anche all’estero ma senza autorizzazione. Un bazar a cielo aperto. I carabinieri di Faenza hanno denunciato sette tunisini componenti di una famiglia, contestando un lungo elenco di reati. Le ipotesi di reato contestate dai militari vanno dall’ attività abusiva di gestione di rifiuti anche pericolosi al furto aggravato e continuato di energia elettrica, dalla ricettazione di merce di dubbia provenienza agli abusi edilizi. E infine la violazione delle leggi in materia di immigrazione perché in una stanza ricavata abusivamente in garage ospitavano un parente senza documenti. L’immobile è stato sequestrato e dichiarato inagibile in quanto pericoloso per l’incolumità degli stessi abitanti fra cui anche dei bambini: l’intero nucleo famigliare ha ricevuto l’ordine di trasferirsi altrove.
Tutto l’edificio aveva l’impianto elettrico funzionante nonostante non risultassero allacciamenti alla rete elettrica dal 2014: era stato realizzato un collegamento abusivo dalla linea elettrica Enel che distribuisce l’elettricità alle altre abitazioni del vicinato, quindi da anni la corrente elettrica veniva rubata. I vigili del fuoco hanno accertato un concreto pericolo di cortocircuiti e di incendio dovuto all’allacciamento abusivo alla rete pubblica mediante un impianto elettrico “fatto in casa” a forte rischio di sovraccarico.