sabato
04 Aprile 2026

Mdp, gli ex Pd preparano tessere, cene e feste di partito

Parla Federica degli Esposti, coordinatrice provinciale del nuovo soggetto politico di sinistra

Federica Degli EspostiImpegnata in politica fin dal 2005, Federica degli Esposti è stata segretaria provinciale dei Gd e poi coordinatrice della Romagna Faentina, consigliera comunale a Faenza, oggi è la coordinatrice provinciale di “Articolo 1 – Mdp”, ossia il movimento fondato da Roberto Speranza e Pierluigi Bersani coi i fuoriusciti dal Partito democratico. Dopo un primo evento per il lancio del tesseramento con lo stesso Speranza e Scotto (fuoriuscito a sua volta da Sinistra Italiana), giovedì 25 maggio si terrà una cena di autofinanziamento a Faenza con Silvia Prodi. mentre dall’1 al 6 giugno a Marina di Ravenna terranno la loro prima festa provinciale cui parteciperanno Laforgia ed Epifani. Come noto, a livello provinciale hanno già aderito personalità come Vasco Errani, Miro Fiammenghi, Carlo Boattini, Gianandrea Baroncini.
Come va il tesseramento?
«Siamo contenti. Abbiamo terminato le prime duecento adesioni e continueremo a lavorarci durante l’estate, anche grazie alla festa e alle iniziative. Ci sono interesse e curiosità, era tanto tempo che non ci capitava».
Ma per strada, o quando fate i banchetti, non ricevete anche le critiche dei vostri ex compagni? Non vi capita che vi definiscano “traditori”?
«Per la verità ai banchetti no. Naturalmente sappiamo che questa idea c’è ma respingiamo questa definizione al mittente: in un partito ci si sta finché si condividvono la maggior parte delle idee, altrimenti crediamo sia corretto e coerente uscirne, come abbiamo fatto».
Per lei questa uscita ha significato anche lasciare il lavoro, è esatto?
«Sì, anche se preferisco non ne sia fatto un caso personale. L’ho fatto per coerenza. Ero nell’ufficio stampa del gruppo regionale, lavoravo con Mirco Bagnari, persona che stimo tantissimo e che mi ha insegnato molto. Umanamente è stato molto doloroso, ma uscire dal Pd e continuare a lavorarci, non sarebbe stato serio per nessuno».
Ma in generale i rapporti anche personali con gli ex compagni come sono?
«In generale sono buoni, anche se non nego che ogni tanto ci sia qualche screzio. Penso per esempio al sindaco De Pascale o a Eleonora Proni, un dialogo molto aperto.»
E con i renziani della prima ora? Come il sindaco Malpezzi?
«A Faenza abbiamo formato il primo gruppo consilarie e il sindaco Malpezzi è stato naturalmente il primo a saperlo e a essere informato della nostra volontà di rimanere in maggioranza, continuando a lavorare sul progetto di governo della città che abbiamo condiviso (A Faenza Malpezzi può contare su 16 voti con Mdp che conta tre consiglieri, per la maggioranza ne servono 13, ndr)».
Anche a Ravenna Gianandrea Baroncini è stato confermato in giunta. Quindi nonostante i pesanti diverbi in Parlamento a livello locale non ci saranno contrasti?
«Quando in un partito non c’è piu sintonia rispetto alla sua funzione e alla sua visione bisogna prenderne atto, sul piano locale, dove abbiamo partecipato e siamo stati coinvolti nella costruzione dei progetti per le città non ci sono questo tipo di problemi e di prospettiva. Poi è ovvio che c’è una normale dialettica tra forze di maggiornaza, a Faenza come Ravenna. Ora come Articolo-1 lavoreremo su vari temi, a partire dalla sanità con un incontro il 29 maggio, a cui parteciperanno la senatrice Dirindin e il sindaco de Pascale»
Ma battaglie che oggi sono della sinistra nelle città ne condividerete? Penso al caso Arena Borghesi a Faenza, per esempio.
«Sull’Arena Borghesi va mantenuta alta l’attenzione sull’utilizzo pubblico di quel pezzo di terreno. Detto questo, abbiamo avuto tutte le garanzie da parte dell’amministrazione, non credo sarà una nostra battaglia, no».
A Ravenna tra i primi voti c’è stato quello favorevole alle scuole cattoliche, un tema che ha a che fare con laicità e servizi pubblici e che non ha suscitato forse il dibattito che ci si aspettava…
« Si, abbiamo condiviso i sensibili passi avanti contenuti nella nuova convenzione con le scule Fism che introducono criteri importanti e innovativi in merito all’equità della retta, alla qualità della didattica e alla valorizzazione delle scuole del forese. Non avremmo mai un approccio ideologico pregiudiaziale sulle questioni. In questa fase ci serve un po’ di tempo per organizzarci, come dicevo vogliamo tornare a discutere di tanti temi, compreso questo. Ci stiamo lavorando. Mariella Mantovani peraltro è da sola in consiglio comunale, il suo carico di lavoro è notevole».
A proposito, state pensando a un gruppo unico con Sinistra per Ravenna?
«Stiamo lavorando con loro, così come Articolo 1 sta lavorando con Pisapia sul piano nazionale con un avvicinamento sempre più rapido e una condivisione politica sempre più profonda».
E con l’altra sinistra? Quella alternativa al Pd, penso a L’Altra Faenza o Ravenna in Comune?
«Siamo un progetto di centro sinistra. Siamo aperti a tutte le forze della sinistra e anche alle forze civiche, non ci precludiamo il confronto con nessuno. Siamo, però, per una sinistra di Governo. Siamo un campo aperto».
Errani aveva detto che non sarebbe andato a fondare un partito. Ma quindi cosa siete? Avrete anche sedi e circoli?
«Siamo un movimento, cittadine e cittadini che vogliono costruire un campo aperto ma cercheremo certo di avere anche luoghi dove poterci incontrare, magari in condivisione…»
Il primo maggio eravate nel circolo Pd a Marina e lì farete anche la vostra prima festa a giugno, ritenete che le sedi Pd siano anche un po’ vostre?
«Sì, ci sentiamo parte della storia di quei luoghi a cui vogliamo bene e al cui funziamento abbiamo sempre contribuito. Non ci aspettiamo di avere spazi ad uso esclusivo. Semmai siamo preoccupati perchè i circoli sono spesso sottoutilizzati, una buona soluzione potrebbe essere utilizzare alcuni di quegli spazi in condivisione. Abbiamo chiesto al Pd provinciale».

Feste multietniche in giardino, all’ex convento e in darsena

Domenica 21 appuntamento in via Maramotti per la festa di quartiere e il decennale del centro islamico con giochi per bambini

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Gioco delle pesca organizzato da Lucertola Ludens

Festa multietnica, sabato 20 maggio (dalle 15 alle 19), nel giardino dell’ex Convento dei Cappuccini di Ravenna, in via Oberdan 6.
La

festa – realizzata nell’ambito del calendario di eventi “Aspettando il Festival delle culture” – è una tappa intermedia del progetto Mamme del mondo che prende origine dagli incontri con  mamme provenienti da diversi Paesi (Nigeria, Camerun, Senegal, Albania, Marocco…) che, vivendo a Ravenna in condizioni di difficoltà economiche, arrivano al Punto d’Incontro Francescano per ricevere sostegno e aiuto. Si è così pensato di raccogliere le loro testimonianze in una narrazione, di scrivere un libro che verrà presentato pubblicamente il prossimo dicembre a Ravenna,  in cui verranno riportate le esperienze di “mamme del mondo” all’interno di una cultura così diversa dai loro Paesi d’origine.
Giochi, musica e un vario buffet di cibi daranno vivacità e sapori alla festa. Si invitano mamme e papà a partecipare.

Domani, 21 maggio, dalle  16 alle 20, in fondo al viale Maramotti,  si terrà la Festa di Quartiere – domenica nel giardino, che prevede giochi, merenda, musiche e laboratori per bimbi a cura di diritto al gioco, con la collaborazione di Diritto al gioco (Lucertola Ludens) e Life Onlus.

L’iniziativa rientra tra quelle promosse da Life Onlus, Laboratorio Insan, Associazione di Cultura Islamica di Ravenna e Ivano Mazzani, un cittadino residente in questa zona, promotore socio-culturale, insieme al Comune di Ravenna – Assessorato all’Immigrazione, in occasione del decennale (luglio 2007) dell’insediamento della Moschea Attaqua – Centro Islamico in via Bosi Maramotti, nel quartiere Darsena, la zona più interculturale della città.

Aperte le iscrizioni nei Cre comunali per i bambini delle elementari

Il servizio avrà un costo di 72 euro la settimana inclusi i pasti. Collabora la cooperativa “Progetto Crescita”

Foto Bambini Cre Estivo Progetto CrescitaSono aperte da lunedì 22 maggio e fino a venerdì 9 giugno, le iscrizioni per la frequenza di bambini e bambine di età compresa tra i 6 e gli 11 anni nei centri ricreativi estivi, in funzione da giugno ad agosto. Il servizio è promosso dall’assessorato al Decentramento in collaborazione con la Cooperativa sociale “Progetto Crescita”. Le scuole coinvolte sono: la scuola elementare Pasini in via Caorle 12, con turni settimanali dal 12 giugno al 4 agosto; la scuola elementare Randi in via Marzabotto 20, con turni settimanali dal 19 giugno all’ 11 agosto; la scuola elementare Torre in via Pavirani 15, con turni settimanali dal 26 giugno al 18 agosto. La programmazione delle attività prevede giochi, laboratori, attività sportive e due uscite settimanali al mare o in collina. Grazie al contributo del Comune per ogni bambino iscritto la quota settimanale ha un costo di 72 euro comprensivo del pranzo. Le richieste di iscrizione vanno inoltrate ai seguenti uffici decentrati: in via Maggiore 120, tel. 0544/482043; in via Berlinguer 11, tel. 0544/482815; in via Aquileia 13, tel. 0544/482509, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12.30 e il martedì e giovedì dalle 14 alle ore 17. Per garantire la migliore qualità dei tempi e degli interventi educativi, s’invitano le famiglie con minori diversamente abili, dai 6 ai 14 anni, a concordare, in base al regolamento vigente, il progetto di integrazione individuale. Dopo aver effettuato l’iscrizione, per ottenere l’operatore di sostegno, contattare: servizio Diritto allo Studio, via M. D’Azeglio, 2 – tel. 0544/482046 – 482591.
Per ricevere l’assistenza economica rivolgersi all’assistente sociale dell’ufficio decentrato di riferimento.

 

Pd: un “Festival dei diritti” e banchetti per divulgare “traguardi non scontati”

Le iniziative della nuova segreteria del partito comunale. Il 26 maggio un incontro sul “fine vita”

Il nuovo segretario comunale del Pd Alessandro Barattoni, che ha sostitutio Gianandrea Baroncini (ora in Articolo 1 e assessore nella giunta De Pascale) sembra intenzionato a rilanciare l’attività del partito sul territorio dopo un periodo in cui il Pd è sembrato effettivamente soprattutto concentrato su se stesso, con le primarie. E così ecco che annuncia una serie di iniziative a cominciare dai banchetti divulgativi. Lo scopo è far vedere quanto di buono avrebbe fatto il governo a trazione Pd in materia di diritti civili.

“Ad un anno dall’approvazione della legge sulle unioni civili, vogliamo mettere in campo una serie di iniziative di approfondimento e divulgazione, che culmineranno nel Festival dei Diritti: una tre giorni di incontri politici, culturali e gastronomici che, grazie alla mobilitazione ed al contributo di tutto il partito comunale, animerà il circolo di Marina di Ravenna nel weekend a cavallo tra giugno e luglio” spiega Barattoni, che aggiunge: “Nei tempi serrati dell’attività politica ci sembra doveroso ricavare il tempo per analizzare e spiegare, mettendoli in quadro d’insieme,  una serie di provvedimenti molto importanti, frutto del lavoro di questi anni. Si tratta di traguardi fondamentali e non scontati, dei quali spesso corriamo il rischio di parlare solo in occasione di singoli episodi, quando invece crediamo sia opportuno portarli all’ordine del giorno della discussione politica, a partire dai luoghi e dalle sedi del nostro Partito, che si dimostrino così punto attrattivo di riferimento per il dibattito e per il confronto. Si tratta di iniziative che hanno inciso direttamente sulla vita delle persone, migliorandola in ambiti nei quali da tanto la sinistra cercava di intervenire. Vogliamo perciò capire come sono state percepite e discuterne insieme”. Ci sarà inoltre un’anteprima tematica già venerdì 26 presso la Sala Mama’s a Ravenna si terrà l’incontro “Testamento biologico: il dovere di conoscere, il diritto di scegliere”. Tra i relatori della serata vi sarà oltre al parlamentare Alberto Pagani, l’onorevole Donata Lenzi, prima firmataria del disegno di legge cosiddetto sul ‘fine vita’. L’appuntamento poi è appunto al 30 giugno con la tre giorni de “Festival dei diritti” di cui è in costruzione il programma al circolo Pd di Marina di Ravenna.

Lo stesso posto dove gli ex Pd di Articolo 1 hanno organizzato la loro iniziativa del primo maggio e dove saranno con una festa autonoma ai primi di giugno.

Coca con il riso per l’umidità o sotto ai funghi per l’odore: i trucchi del pusher

Una coppia di incensurati con una regolare attività nascondeva la droga sulla massicciata della ferrovia o sotto terra nell’orto mentre un altro uomo provava a usare gli alimenti per camuffare l’aria

Negli ultimi giorni le forze dell’ordine hanno portato a termine due operazioni antidroga nel Ravennate che hanno messo in luce alcuni trucchi adottati dagli spacciatori per la loro attività. In totale sequestrati 1,3 kg di cocaina: in un caso il pusher la teneva sotto a una confezione di funghi per coprire l’odore mentre nell’altro le dosi stavano in un barattolo di riso per preservare lo stupefacente dall’umidità.

La prima operazione si è svolta a Faenza nel weekend scorso. In manette un operaio 46enne di Imola. Quando è stato fermato a un posto di blocco lungo la via Emilia gli uomini di pattuglia hanno notato una busta contenente dei funghi sul sedile passeggero: l’uomo ha detto di averli appena acquistati da un ambulante incontrato lungo la strada ma le divise si sono accorti che di un involucro di cellophane contenente più di trecento grammi di cocaina. Nell’abitazione sono stati trovati bilancini di precisione, numerose buste di plastica per il confezionamento delle dosi, due confezioni di mannitolo (sostanza usata per tagliare la cocaina) e 30 grammi di hashish. La partita di cocaina sequestrata dai primi narcotest è risultata avere un alto principio attivo e sulla piazza dello spaccio avrebbe fruttato buoni guadagni considerato che il prezzo al dettaglio della cocaina può raggiungere, a seconda della qualità, cifra comprese fra gli 80 e 100 euro al grammo. L’uomo è ai domiciliari e dovrà rispondere di trasporto e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’altra operazione invece ha portato al sequestro di un chilo di cocaina e all’arresto di due albanesi di 32 e 25 anni, incensurati e con una regolare occupazione, che fornivano la piazza di Russi dove vivevano da anni con le famiglie. Gli investigatori erano arrivati sulle loro tracce da tempo ed erano riusciti a individuare uno dei loro nascondigli a marzo: sulla massicciata della linea ferroviaria Ravenna-Russi, in aperta campagna, in una bottiglia in plastica nascosta tra gli arbusti e riempita di riso con lo scopo di preservare la droga dall’umidità c’erano diverse dosi pronte. Poi il 16 maggio è scattata la parte finale dell’operazione. I due sono stati fermati entrambi o bordo delle proprie autovetture al ritorno del lavoro a pochi metri da casa dove sono state eseguite le perquisizioni che hanno consentito di sequestrare: 11 involucri avvolti con nastro adesivo da pacchi di colore marrone, contenenti complessivamente oltre un chilogrammo di cocaina, celati all’interno di una pentola a pressione contenente riso, 120 dosi già confezionate di cui 98 sepolte alla base di un albero nell’orto; materiale per il confezionamento, due bilance di precisione digitale, 2.230 euro in contanti.

Rifiuta di fare l’elemosina e due mendicanti prendono a calci la sua auto: arrestati

In manette un 31enne e una 35enne italiani: chiedevano un euro per il biglietto del treno poi insulti e minacce a chi diceva no. In un caso l’uomo ha fatto roteare in aria la cintura dei pantaloni per intimorire un passante

Per strada si rivolgevano ai passanti chiedendo un euro per il biglietto del treno e coprivano di insulti e minacce chi rifiutava di fare l’elemosina, arrivando in un caso a prendere a calci l’auto di una donna e in un altro a far roteare in aria una cintura di fronte a un uomo. Una coppia di italiani senza fissa dimora, un 31enne di Teramo e una 35enne di Fermo, sono stati arrestati in centro a Faenza nel pomeriggio del 17 maggio per violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. In tribunale hanno patteggiato otto mesi di reclusione (pena sospesa) per resistenza, mentre saranno processati in un secondo tempo per violenza. Il giudice ha disposto per la coppia il divieto di dimora in provincia di Ravenna.

L’intervento delle forze dell’ordine è cominciato dalla telefonata di una 34enne che era appena riuscita ad allontanarsi dai due mettendo in modo l’auto su cui era salita in preda alla paura. Questo il racconto fornito dalla ragazza: verso le 15 in piazza San Francesco i due le si erano avvicinati e al rifiuto dell’elemosina avevano circondato la sua autovettura e tentato di aprire lo sportello che lei aveva chiuso con la sicura. La pattuglia è intervenuta in zona e in quel momento una seconda telefonata al numero di emergenza 112 raccontava un altro episodio simile. Un uomo in corso Baccarini era stato avvicinato da due sconosciuti che gli avevano chiesto degli spiccioli e poi avevano cominciato ad insultarlo fino al punto di sfilarsi la cintura per minacciarlo. Alla vista delle divise i due hanno iniziato a protestare con minacce e offese. Dalla consultazione degli archivi è emersa a carico di entrambi una sequela di condanne e di denunce per svariati reati contro il patrominio ma anche per resistenza a pubblico ufficiale.

OraSì, la gioia di Martino: «Sembra ancora un sogno. Ma non è frutto del caso»

Basket Serie A2 playoff / Il tecnico giallorosso non nasconde la sua soddisfazione per la vittoria di Verona e il passagio del turno: «Stiamo andando oltre ogni aspettativa»

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Il coach dell’OraSì Antimo Martino

La sesta vittoria in sette gare dei playoff, tra ottavi e quarti di finali, non può che rendere soddisfatto il tecnico dell’OraSì, Antimo Martino, che non nasconde la sua soddisfazione alla fine della partita vinta a Verona. «Questa squadra – inizia – sta disputando una stagione davvero importante. Non è stato semplice piazzarsi al quarto posto nella regular season e lo abbiamo con personalità, crescendo giorno dopo giorno, giocando un’ottima pallacanestro. Nel corso dei mesi abbiamo creato i presupposti per disputare dei buoni playoff, ma li stiamo facendo in modo grandioso, andando oltre ogni aspettativa».

Anche oggi il tecnico giallorosso non ha gettato nella mischia Marks, che seppure non al 100 per cento poteva essere utilizzato. «Abbiamo battuto 3-0 Verona senza di lui, che non ha disputato ben cinque gare su sette dei playoff. per sopperire alla sua assenza, siamo stati capaci di trovare energie ulteriori dal nostro organico. Non si batte Verona solo con la voglia, ma lo si fa con idee chiare e principi precisi di gioco. Tutto si basa sulla buona scelta dei giocatori a inizio stagione. Il gruppo si è cementato nei giorni e si è unito ancora di più dopo l’indisponibilità di Marks».

Se l’appetito vien mangiando, adesso l’OraSì non vuole certo fermarsi. «Abbiamo sconfitto due squadre dal grande blasone come Virtus Roma e Verona. Era la prima volta che disputavamo i playoff e siamo alla nostra terza stagione in A2. Ci sembra un sogno, la gente mi ferma per strada come impazzita dalla gioia. Noi però siamo una realtà, sempre umili, sempre quelli di prima. Ci prendiamo tutti i complimenti che arrivano, perché ce li meritiamo. Sono contento per i ragazzi – termina Martino – che con idee e coraggio stanno facendo grandi cose».

Altra bellissima impresa dell’OraSì: espugnata Verona, approda subito in semifinale

Basket Serie A2 playoff / In Gara3 dei quarti i ravennati centrano a Verona la terza vittoria di fila e si qualificano per le semifinali. Decisive le triple di Sabatini, top scorer della partita con 23 punti

Verona-Ravenna 73-76
(14-22, 33-40, 56-56)
TEZENIS VERONA: Frazier 12, Robinson 4, Diliegro 23, Portannese 4, Totè 5; Brkic 17, Amato 6, Pini 2, Boscagin. Ne: Guglielmi, Rovatti. All.: Dalmonte.
ORASI’ RAVENNA: Smith 20, Tambone 11, Sabatini 23, Sgorbati 3, Masciadri 7; Raschi 3, Chiumenti 9, Crusca. Ne: Seck, Scaccabarozzi, Marks. All.: Martino.
ARBITRI: Borgo di Dueville, Beneduce di Caserta e Ferretti di Nereto.
NOTE – Usciti 5 falli: Portannese. Verona: T2 24/40 (60%), T3 5/27 (19%), TL 10/14 (71%), rimbalzi 34 (14+20), assist 12; Ravenna: T2 21/38 (55%), T3 8/17 (47%), TL 10/14 (71%),  rimbalzi 32 (7+25), assist 14.

Esultanza Orasi
Un’esultanza dei giocatori dell’Orasì

L’OraSì espugna Verona e si aggiudica in tre soli match la serie dei quarti playoff contro la Tezenis, qualificandosi per le semifinali. Al termine di una gara molto combattuta, con i giallorossi che partono bene nel primo quarto, ma con i padroni di casa gialloblù che reagiscono alla grande nella terza frazione, la squadra di Martino passa anche all’Agsm Forum raccogliendo il frutto di un’altra bellissima prestazione. Nello stesso palazzetto in cui qualche settimana fa la Bunge, nella final four per il quinto posto di pallavolo, ha conquistato il pass per l’Europa, c’è un’altra formazione ravennate che compie una grande impresa, realizzandola ancora senza Marks, uno dei suoi uomini più importanti. Adesso l’OraSì deve attendere la fine della sfida tra Roseto e Virtus Bologna (in vantaggio le “V nere” 2-1 in virtù del successo in terra d’Abruzzo 83-91) e nel frattempo può ricaricare le pile in vista della nuova avventura.

Nel primo periodo Verona parte forte grazie anche al sostegno del pubblico e si porta sul 12-6 poco dopo metà quarto, quando il coach Martino è costretto al timeout. I giallorossi reagiscono però alla grande e, trascinati dal solito Sabatini che segna 8 punti consecutivi con due bombe, prima trovano il pareggio a quota 14, poi allungano fino al +8 sul 14-22 al 10′ (2-16 il parziale). In apertura di secondo quarto il parziale si allunga fino a 2-20 sul 14-26, poi Ravenna tocca anche il +13 sul 18-31. I padroni di casa reagiscono grazie al duo Brkic-Diliegro, che prima costringono Masciadri al terzo fallo e portano Ravenna a esaurire il bonus prima ancora di metà quarto. Verona ritrova i binari della partita e chiude a -7 sul 33-40 con cui le squadre tornano negli spogliatoi.

Il terzo quarto è aperto dalle triple di Masciadri e Sabatini che riportano a +12 gli ospiti (33-46), ma la Tezenis riesce presto ad alzare la pressione difensiva, costringendo l’OraSì a una serie di brutte palle perse. Masciadri spende prematuramente il quarto fallo e Verona piazza un parziale di 12-0, aperto dai canestri in transizione di Frazier e chiuso dalle triple di Totè e dello stesso americano gialloblù per il 45-46. La quarta tripla di Sabatini tiene a distanza la Tezenis sul 49-54, ma Amato risponde bene e trova anche il canestro in contropiede sulla sirena che impatta il match a quota 56. Il quarto periodo si apre in parità, ma la bomba di Brkic vale subito il vantaggio per i padroni di casa (59-56). Ravenna sembra alle corde, ma trova ancora una volta la forza di reagire. Smith con la schiacciata firma il sorpasso sul 59-60, poi la tripla di Tambone costringe al timeout il tecnico Dalmonte sul 59-63. Il minuto di sospensione non ferma il parziale ospite, che grazie a due triple consecutive ancora di Sabatini, si allunga fino a 0-13, con l’OraSì che torna a +10 sul 59-69. Un altro canestro di Smith permette ai giallorossi di tocca il +11 sul 60-71 a 4’ dalla fine e Ravenna con grinta contiene l’ultimo tentativo di rimonta veronese. La tripla di Frazier a un minuto dalla sirena riaccende le speranze dei padroni di casa sul 71-75, ma il libero di Raschi e un’ottima difesa permettono all’OraSì di espugnare l’AGSM Forum per 73-76, mandando in visibilio i tifosi in trasferta.

Maltrattata per anni dal compagno con calci, pugni e cinghiate: 48enne arrestato

Nell’ultimo periodo la donna è andata al pronto soccorso per quattro volte. Alcuni episodi di violenza anche davanti ad altre persone

Violenza donne

All’inizio del rapporto lui non era così violento poi le cose sono peggiorate e nell’ultimo periodo lei è dovuta ricorrere al pronto soccorso per quattro volte: in cinque anni di convivenza il compagno l’ha presa a pugni, calci, cinghiate ed è arrivato a tirarle un coltello che l’ha mancata colpendo uno scatolone. Temendo per la propria vita, una 46enne è scappata di casa a Faenza e ha denunciato l’uomo: un 48enne italiano è stato arrestato in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere.

L’uomo, con precedenti per reati inerenti le droghe e per quelli contro il patrimonio come furto e ricettazione, ha ripetutamente maltrattato e minacciato di morte la convivente. In un caso è arrivato anche a strapparle il portafoglio per prenderle il denaro all’interno. Diversi episodi sono accaduti anche alla presenza di altre persone. Gli investigatori hanno raccolto cospicue testimonianze e una serie di riscontri oggettivi a conferma di quanto raccontato in sede di denuncia. È accusato di rapina, lesioni personali aggravate e minacce, quest’ultime estese anche nei confronti della madre della compagna.

Il Magio Bike Tour pedala in salita sulle Ande. In totale 40 Paesi in 4 anni

Da Cajamarca Giovanni Gondolini e altri quattro amici stanno puntando Cordillera Blanca e poi Lima, dove l’8 giugno verrà inaugurata la prima mostra dell’avventura partita da Ravenna con foto e dipinti (quest’ultimi del pittore ravennate Luca Mandorlini) in vendita per beneficenza

DSCF0142Ormai è diventato un gruppo affiatato, quello guidato da Giovanni Gondolini in giro in bicicletta per il mondo con quello che è stato battezzato come Magio Bike Tour, partito da Ravenna nell’ormai lontano 2013 e destinato a compiere il giro del pianeta in sella. Giovanni da diversi mesi sta pedalando in Sudamerica. Il suo iniziale compagno di viaggio, Marco Meini, si è fermato per amore (e sul numero del settimanale uscito il 18 maggio pubblichiamo la sua testimonianza dopo essere diventato padre in Canada), ma Giovanni è stato raggiunto dal fratello Francesco (sullo stesso numero del giornale il suo primo reportage) e da alcuni amici (i loro report sono in questa pagina).

I cinque ciclisti ci scrivono dalle Ande, in Perù, quarantesimo Paese toccato da Giovanni che ci scrive via mail una quarantina di giorni dopo le ultime notizie dalla Colombia. «Nel frattempo abbiamo pedalato piú di mille km in Ecuador, tra Amazzonia e montagne vulcaniche. Ho trovato un Ecuador piú ricco che la Colombia con una gran voglia di crescere – scrive Giovanni –. Ci siamo trovati bene e abbiamo visitato diversi luoghi adatti anche al turismo. Dopo ottime strade verso il confine con il Perú sono ricomparse strade sterrate e molte valanghe. Sembra che la natura voglia giustamente riprendersi tutta la terra che le stiamo rubando». Da Cajamarca ora stanno puntando Cordillera Blanca e poi Lima, dove l’8 giugno verrà inaugurata la prima mostra del Magio Bike Tour con foto e dipinti (quest’ultimi del pittore ravennate Luca Mandorlini) in vendita per beneficenza.

…frena, rallenta, chiudi gli occhi, cosa senti?!
di Colin Corboy

DSCF0487L’aria nei polmoni, il sole che mi riscalda, il vento che mi accarezza la pelle, profumi di cibi lontani. E poi? Il cuore, il mio cuore che batte. Apro gli occhi e sulla cima di questa montagna, in un paesino del quale non conosco  il nome, vedo un piccolo uomo, che dopo aver posato a terra la sua bicicletta  malandata si avvicina a me. Inspiegabilmente i miei battiti aumentano. La sua statura mi fa sembrare un gigante, il suo viso è segnato dal sole, la sua barba è rada e stranamente incolta. Mi chiede : “de donde eres usted?”  Gli dico che siamo un grupo di amici italiani in viaggio nel sudamerica. Quasi mi abbraccia, i suoi occhi scuri si spalancano e sorride.     “Vi auguro tutto il meglio dal mio paese, vi ringrazio di essere qui e spero che un giorno possiate ritornare nuovamente in questa terra”. Proprio lì il mio cuore si è fermato per un’istante. Lo guardo riprendere la strada in salita, forse verso un campo lontano; io riprendo la mia, ma percepisco qualcosa di strano in me, qualcosa di tanto umano che quasi non mi permette di pedalare. Sono stato investito da qualcosa di magico. Era il potere di un piccolo grande uomo di cambiare il corso delle cose. Con un semplice gesto ha cambiato qualcosa in me. Ora sono sul balcone di un ostello di Riobamba, una città ecuadoregna sulla cordigliera centrale delle Ande a quasi 3000 metri di altitudine. Scrivo queste parole che mi permettono di riflettere su quanto siamo fortunati. Non so spiegare se questo privilegio derivi dal fatto che stiamo viaggiando in bicicletta. Forse siamo fortunati perché abbiamo semplicemente il privilegio di poter scegliere cosa vogliamo essere. Purtroppo qualche ora dopo l’incontro con quel piccolo uomo, ho saputo che l’uomo più potente del mondo ha fatto sganciare la super bomba in Afghanistan, cancellando in un istante vite umane. Siamo veramente fortunati, possiamo alzare gli occhi al cielo poi chiuderli e ringraziare che oggi, ancora una volta è solo la pioggia a cadere.

Paese che vai, donne che trovi
di Matteo Caraffi

DSCF0511Viaggiando con quattro uomini si presta più attenzione alle donne. E’ istintivo, naturale ed a tratti indispensabile per potersi confrontare con sensibilità esterne al gruppo. Così le donne mi hanno trasmesso la loro storia, il loro lato della verità. In Colombia sono le mamá che cucinano divinamente. Sono le mamasitas che non distolgono lo sguardo quando le miri e ballano salsa fino a saturare le gonne di sudore. Sono le donne sole che non trovano un hombre in grado di condividere bellezza e difficoltà della vita con loro. Poi ci sono le donne con figli che hanno lasciato lo sposo perché pigro e senza ambizione. Magari sono le proprietarie di ostelli e ristoranti, belle e toste, che hanno modellato la mia visione del sud America.  Scendendo in Amazzonia le personalità di queste donne sembrano un po’ appassite dal calore e dalla pioggia quotidiana. Poi risalendo di quota verso il cuore dell’Ecuador si svelano le origini indio. Qua donne e uomini si caricano sulla schiena sacchi grandi quanto loro, in stivali di gomma e vestiti da lavoro, cosicché si ha bisogno di ascoltarne la voce per distinguerli. A Quito abbiamo avuto anche la fortuna di incontrare delle connazionali, che grazie al servizio civile italiano svolgono qui progetti sociali, pedagogici e sanitari. Lavoravano con un’allegria che ha ricaricato anche i nostri cuori, viaggiatori testimoni delle meraviglie della natura e dell’umanitá. Poi rotolando verso sud, le donne spuntavano a colpi di machete da erbe più alte di loro, dai campi coltivati o dai mercati, sempre in gonne nere maglioni colorati e cappelli. Abbiamo contrattato il prezzo di una camera con bambine di dieci anni, lasciate a  badare gli alberghetti dai genitori. Loro future capofamiglia in un continente machista, con uomini che scappano invece di affrontare gli ostacoli, che non si fanno problemi a cambiare consorte, lasciando al caso i figli per correre tra le braccia o le gambe di un’altra. Poi ci sarà il Perù e chissà chi conosceremo, ma più pedalo e mi arricchisco, più mi convinco che questo mondo, minacciato e maltrattato dagli uomini, possa migliorare passando nelle mani delle donne.

Traveling as an Italian
di Chris Foley

DSCF0260I first met Giovanni by chance in South Korea, where I spent a few weeks cycling with him and Marco. That was my introduction to traveling with Italians. Now I’m in the immersion course on this trip from Medellin to Lima, traveling with four Italians and becoming the fifth. Everywhere we go, people ask us where we’re from, and we often just respond “somos italianos”. In this way, I’ve been traveling as the undercover American. With that comes some responsibility to act more Italian. So how do you act more Italian? I can only share what I’ve observed from my compatriots here. Be open about everything. Nothing is banned from discussion, even when the shy American side of me wishes it was. As we go along, we stay in close quarters, and it quickly becomes clear that they’re more open about nudity than Americans are. In every sense, Italians keep nothing hidden. The Italian way is also to be friendly with strangers. In every town we pass through, we get smiles. This is partly because of how funny and crazy we look on our bikes, but also because of the friendly Italian aura that surrounds us. It rubs off on me and makes me act friendlier.  Take food very seriously. There is a big focus on food on this trip. Giovanni has confessed to me that he feels very uncomfortable riding a day without an ample supply of bread packed on the bikes. Without pasta, camping is out of the question. Then there are the strict rules of Italian food. I’ve learned that certain toppings are never allowed on pizza, not even the American favorite, barbecue chicken. We are all lovers of food, and it motivates us to keep going to the next place. In all, it’s been a trip with few problems and many happy moments. We spend our time off the bikes cooking, reading, writing, telling stories, joking around. Things get a little smelly and dirty at times; that’s just the nature of traveling on a bike. I’m glad to be part of this team and see South America through this Italian lens.

Velox scatenati, il personale della Provincia non basta per spedire tutte le multe

Piazza Caduti ha un organico di 218 dipendenti ma ha affidato l’incarico delle notifiche dei verbali a una società esterna per 100mila euro all’anno. Nel 2016 le macchinette hanno fruttato 5,7 milioni

IMG 0755Gli autovelox fissi sulle strade provinciali continuano senza pietà a stangare gli automobilisti con il piede pesante e le multe da spedire sono talmente tante che la Provincia non è in grado di farlo con il personale già in servizio e ha deciso di affidare la gestione delle notifiche a una società esterna di Padova con uno costo annuo di 100mila euro. Lo rende noto Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale della lista Civici, che critica la scelta di Piazza Caduti: «La Provincia di Ravenna ha un organico di 218 dipendenti e ha solo funzioni riguardanti la manutenzione della rete stradale e degli immobili scolastici delle scuole superiori. Sarebbe più appropriata, oltre che più economica, una gestione interna all’ente valorizzando il proprio personale per il servizio di notifica e successiva verifica di riscossione».

Nel 2016 l’ammontare delle multe da autovelox è stato 5,7 milioni di euro. «In sostanza – continua Spadoni – il corpo di polizia provinciale gestisce le notifiche dei verbali riguardanti le sanzioni amministrative al Codice della strada ma, tenuto conto dell’elevato incremento delle multe accertate dalle postazioni di rilevazione della velocità, emerge un notevole carico di atti da notificare. Servizio continuato che non può essere interrotto e che lo stesso Corpo di polizia provinciale non è in grado di assolvere in modo autonomo per lo spropositato numero di verbali».

Il consigliere provinciale è convinto che quei 100mila euro potrebbero essere risparmiati e suggerisce anche una valutazione di quanto incidano per la Provincia i crediti di dubbia esigibilità per ricorsi e mancati pagamenti delle stesse sanzioni amministrative.

Aggiudicato il bando Hera per la pulizia della spiaggia a Ravenna e Cervia

Le imprese Comer di Bellaria e Globo Trasporti di Santarcangelo si sono aggiudicate la gara di Hera per la gestione della pulizia dell’arenile ravennate e cervese. L’aggiudicazione è avvenuta il 15 maggio e nelle tre giornate successive sono state testate le attrezzature sul campo e, visto l’esito dei test, si è proceduto all’assegnazione definitiva della gara alle due società già operative nello stesso settore. A partire da oggi, 19 maggio, è stato avviato il servizio con i nuovi fornitori.

«Se dovesse verificarsi qualche disguido nei primi giorni di attività – si legge in un comunicato diffuso dalla multiutility –, Hera si scusa sin d’ora e si impegna a garantire il più rapido passaggio a regime del servizio. In questo senso è attivo anche un contatto continuo con i gestori dei bagni interessati».

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