Serie D / L’ultima gara di campionato finisce 0-0, con i giallorossi che ricevono la calorosa e meritata ovazione da parte dei loro tifosi. Ora arrivano le fatiche della Poule Scudetto

Ravenna-Sangiovannese 0-0
RAVENNA (4-4-2): Spurio; Larese (17’ st Derjai), Giacomoni, Venturini, Mingozzi (28’ st Voria); Boschetti, Ballardini, Guagneli (28’ st Grandoni), Ambrogetti; Sabba, Broso. A disp.: Venturi, Mandorlini, Lelj, Selleri, Graziani, Innocenti. All.: Antonioli.
SANGIOVANNESE (4-3-3): Berti; Piantini, Bini, Nocentini, Mariani (25’ st Mazzeschi); Fofana, Camillucci, Mugelli (44’ st Vitale); Morbidelli, Colato (38’ st Papa), Lischi. A disp.: Bettoni, Girolami, Bonetti, D’Abbrunzo, Sinatti, Bucaletti. All.: Palazzi.
ARBITRO: Di Graci di Como.
NOTE: amm. Giacomoni. Spettatori 1600 circa. Angoli: 4-8. Recupero: 0’ e 3’.

L’ultima di campionato a Ravenna è la meritata passerella di una squadra che ha fatto un’impresa clamorosa. Si comincia, si gioca e si finisce in un clima di festa: la festa del Benelli che, con oltre 1500 tifosi, regala un altro gradevole colpo d’occhio; la festa dei tifosi, che colorano gli spalti, scaldano l’atmosfera e poi a fine gara vanno a caccia del trofeo in una pacifica invasione di campo; la festa della società, premiata prima della partita dalla Lega Nazionale Dilettanti con la Coppa per la vincitrice del girone; la festa dei giocatori, che solennizzano il grande traguardo raggiunto tingendosi ognuno la testa di giallorosso. Ma lo 0-0 finale fa scattare anche la festa della Sangiovannese che strappa al Benelli quel pareggio che serviva per confinare sotto gli otto punti il distacco dalla sestultima (anche se poi la classifica finale dirà che sarebbe stato così anche in caso di sconfitta), al termine di una partita che regala poche emozioni.

Toscani propositivi e più intraprendenti all’inizio e con un tiro di Morbidelli stuzzicano Spurio, che si rifugia in angolo, e poi provano a sorprendere la retroguardia di casa al 26’ con una girata di Nocentini che termina alta. Ma quando il Ravenna fa la voce grossa arrivano i pericoli: al 33’ bella punizione di Sabba su cui Berti si salva in due tempi; al 40’ parabola di Boschetti, grande stacco di Giacomoni e prodezza del guardiano della Sangiovannese; e nella ripresa al 9’ sfondamento laterale di Boschetti che poi serve centralmente per Ambrogetti, la cui botta al volo sembra destinata in rete, ma trova nella sua traiettoria Bini a salvare. Sull’altro versante ci provano Morbidelli e Lischi, senza esito. Poi si aspetta il triplice fischio, che regala al Ravenna un supplemento di festa, in attesa di giocare la Poule Scudetto, a Grandoni e Voria la gioia del debutto assoluto in campionato e in D, e alla Sangiovannese un supplemento di speranza: il playout con la Colligiana.

Gli spogliatoi «E’ stata una passerella festosa, in cui ho voluto concedere spazio a chi ha giocato meno – spiega mister il tecnico Mauro Antonioli – e devo notare che la risposta dei ragazzi è stata davvero positiva perché contro una Sangiovannese che aveva un obiettivo importante, le occasioni più importanti per segnare le abbiamo avute noi. Abbiamo chiuso nel modo migliore: abbiamo evitato una sconfitta e onorato la festa. Da martedì ci rituffiamo nel lavoro quotidiano perché c’è da giocare una Poule Scudetto, nella quale vogliamo arrivare in fondo. Ci confronteremo con le altre vincitrici, prenderemo coscienza del valore del nostro girone e di quello degli altri, ma giocheremo con serenità e gioia».

Si era fatto prestare l’auto da un suo conoscente, poi dopo qualche giorno gliel’ha restituita senza più lo stereo, pretendendo anche 100 euro per presunte riparazioni.
A Bagnacavallo si è tenuta l’assemblea annuale di Deco Industrie alla presenza di tutti i soci e del nuovo board della società romagnola, che ha rinnovato il suo organico, dopo il pensionamento del presidente Giordano Graziani.
Legambiente ha lanciato una petizione per «salvare l’arena Borghesi» in centro a Faenza, un’iniziativa che il vicesindaco Massimo Isola bolla come «manipolazione dell’opinione pubblica».




Il 25 maggio la visita alla scoperta di Dante prosegue alla Manica Lunga della Biblioteca Classense, dove alle 18.30 verrà inaugurata la mostra L’inferno degli italiani. L’immaginario dantesco nelle edizioni moderne della Classense. L’esposizione, pensata dall’ex direttrice della biblioteca Claudia Giuliani e portata avanti nella sua realizzazione dall’attuale direttore Maurizio Tarantino, nasce come risposta alla “chiamata” di Inferno, lo spettacolo firmato da Marco Martinelli e Ermanna Montanari e coprodotto da Ravenna Festival e Ravenna Teatro/Teatro delle Albe, ispirato alla prima cantica della Commedia. «In L’inferno degli italiani io e i miei collaboratori della Classense abbiamo scelto immagini potenti, in grado di parlare da sole, che mostrassero come i contemporanei di Dante vedessero e percepissero il suo Inferno» spiega Tarantino. Un viaggio dunque iconografico, durante il quale si potranno ammirare edizioni illustrate moderne e contemporanee, comprese le opere di celebri artisti, dai “classici” Francesco Scaramuzza e Gustave Doré alle inaspettate interpretazioni delle graphic novel e alle illustrazioni di Gö Nagao e Paolo Barbieri.
A chiudere la giornata in bellezza, ogni giorno alle ore 19, dal 25 maggio al 2 luglio, ogni cittadino e turista è chiamato a fare esperienza della bellezza – musicale, artistica e spirituale – durante i Vespri a San Vitale, la cui cornice è offerta per l’appunto dalla più iconica di tutte le basiliche ravennati.
