domenica
12 Aprile 2026

Beve dal flacone dell’ammorbidente: bimbo di un anno finisce al Bufalini

Il piccolo trasportato d’urgenza all’ospedale in elicottero dopo l’incidente domestico

Elisoccorso 118Un bambino di appena un anno è finito in elicottero al Bufalini di Cesena per aver ingerito una piccola quantità di ammorbidente. L’episodio – riportato dal Corriere Romagna in edicola questa mattina – è avvenuto mercoledì mattina in una casa di Mensa Matellica, in un momento di distrazione dei famigliari. Il piccolo, per gioco o curiosità, si è portato alla bocca il flacone del detersivo, ingerendone una piccola quantità. Il bambino non avrebber riportato conseguenze gravi, ma è stato trattenuto in ospedale per ulteriori analisi.

Scomparsa da 30 ore, 15enne ritrovata in albergo a 60 km da casa: «Stanca ma serena»

Il racconto della titolare dell’hotel di Castel San Pietro che ha accolto la minorenne di Ravenna a mezzanotte: «Troppo giovane per essere sola, l’ho fatta sistemare per metterla al sicuro poi ho chiamato i carabinieri». Ai militari ha spiegato il suo gesto parlando di disguidi con i genitori

Immagine di repertorio

Con uno zainetto in spalla è entrata da sola in un albergo di Castel San Pietro Terme verso le 23.30 di ieri, 4 maggio, e ha chiesto una camera singola per la notte pagando subito il conto: «Quando mi ha dato i documenti per la registrazione – racconta la titolare della struttura – mi sono accorta che non aveva ancora 16 anni. Avrei dovuto rifiutare di farla entrare ma così giovane ho preferito fare finta di niente e lasciarla salire in camera perché fosse al sicuro e poi ho chiamato il 112 per le verifiche». A 60 km da casa è finita la fuga della 15enne ravennate scappata dalla sua abitazione di Fornace Zarattini una trentina di ore prima del ritrovamento in hotel.

Già da qualche ora la macchina delle ricerche era riuscita a localizzare la probabile presenza dell’adolescente in quell’area in provincia di Bologna e verso le 23 la telefonata al 112 di una barista della località termale aveva fornito una conferma importante: la commerciante aveva appena riconosciuto da una foto su Facebook, postata in uno dei tanti appelli lanciati da amici e familiari, la minorenne che nel pomeriggio si era presentata al suo locale, aveva comprato una ricarica del credito per il cellulare e aveva chiesto di ricaricare anche la batteria informandosi su dove poter alloggiare in zona. Quando è arrivata la telefonata dall’albergo i carabinieri della compagnia di Ravenna, guidati dal capitano Andrea Davini, stavano già passando  tutte le strutture ricettive della zona.

«Non ha detto molto quando ha chiesto la stanza – ricorda ancora la titolare –, si vedeva che era molto stanca in viso ma non sembrava preoccupata. All’inizio non potevo immaginare fosse così giovane. Quando l’ho capito ho pensato di farla sistemare lo stesso per evitare che tornasse in strada a quell’ora. Non avevo visto gli appelli su Facebook e non sapevo fosse scappata di casa ma una ragazzina sola non mi sembrava normale». La donna ha poi accompagnato i carabinieri in stanza al loro arrivo: «Non ha mai perso la calma, parlava con tranquillità». Provando a spiegare ai militari il motivo del suo gesto: «Ho sentito che parlava di disguidi con la famiglia, discussioni sulle cose di cui discutono tutti i ragazzini». L’abbraccio con i genitori è avvenuto poco dopo: i tre sono rimasti a parlare per un po’ sui divani della hall e poi sono rientrati a casa.

Nell’andamento della vicenda ha avuto un ruolo importante il massiccio tamtam circolato sui social network con condivisioni da diverse parti d’Italia di articoli, foto e appelli lanciati dai familiari (in particolare quello di uno zio). La scomparsa è stata denunciata dai genitori che non hanno più trovato la figlia che avevano lasciato a casa quando erano usciti poche ore prima. Un biglietto scritto dalla ragazzina aveva subito messo in allarme la famiglia. Le ricerche sono state estese immediatamente in campo nazionale grazie ad un protocollo oramai consolidato, attivato dalla prefettura di Ravenna, immediatamente avvisata. Sono state nel contempo ispezionate le stazioni ferroviarie, le fermate dell’autobus e comunque tutti i luoghi frequentati abitualmente dalla 15enne o che potevano consentire alla giovane di allontanarsi. Sentiti dai carabinieri anche gran parte dei giovani della cerchia di amicizie della minorenne.

 

Con il Trio Bobo si inaugura Ravenna Jazz 2017

Concerto al Cisim di Lido Adriano. Alla sezione ritmica Faso e Christian Meyer di Elio e le Storie Tese

Trio BoboSi inaugura con un concerto del Trio Bobo, in programma venerdì 5 maggio, alle 21.30, al Cisim di Lido Adriano, la quarantaquattresima edizione del festival Ravenna Jazz, in programma sino al 14 maggio. Saranno dunque la chitarra di Alessio Menconi e la ritmica “presa in prestito” dalle Storie Tese di Elio (Faso al basso elettrico e Christian Meyer alla batteria) a dare il via alla storica kermesse jazzistica ravennate, con la loro fusion ipercinetica e mozzafiato, intervallata da interazioni con il pubblico che si preannunciano di ‘eliana’ ironia.

Il concerto del Trio Bobo fa parte di “Ravenna 44° Jazz Club”, la sezione del festival dedicata a un ascolto a stretto contatto coi musicisti, negli spazi intimi di club e piccoli teatri. (biglietti a 10 euro più tessera obbligatoria del club 5 euro).

La programmazione nei club di Ravenna Jazz proseguirà nei giorni successivi con nomi affermati a livello internazionale, che in alcuni casi suonano comunque come novità in Italia: gli Istanbul Sessions, Marc Ribot, Laura Avanzolini, Avery*Sunshine, Nico Gori col suo Swing 10tet, Grace Kelly. Una fitta sequenza di live tra i quali si incastoneranno le esibizioni al Teatro Alighieri di stelle come Pat Metheny e Billy Cobham.

Prendono il via anche i concerti Aperitifs, che saranno un appuntamento fisso per tutto il festival, sempre a ingresso gratuito e con inizio alle ore 18.30. Il primo aperitivo musicale si terrà da Leonardi Dolciumi 1957 con il solo “Nel mio quartiere (canzoni nel cassetto)” del bandoneonista e organettista Pepe Medri.

Decennale del centro islamico in Darsena: un seminario, una festa e una cena

Viabosimaramotti
Uno scorcio di via Bosi Maramotti

Sono in arrivo una serie di iniziative in occasione del decennale del centro islamico della Darsena di Ravenna – la cosiddetta moschea Attaqua di via Bosi Maramotti – uno dei tre presenti nel comune di Ravenna oltre a quello di Lido Adriano e naturalmente alla moschea delle Bassette.

Il primo appuntamento è in programma sabato 6 maggio: si tratta di un seminario (dalle 9 alle 13 alla sala Morigi di via Gramsci) organizzato nell’ambito del Festival delle Culture sul tema: “Tra di noi. Percorsi e pratiche di immigrazione ed accoglienza a Ravenna”. Durante la mattinata interverranno i componenti del comitato Rompere il Silenzio, il parlamentare Andrea Maestri (in quanto Avvocato di strada) e Giancarlo Dall’Ara del Laboratorio Islan, che presenterà una ricerca svolta a Ravenna sull’immigrazione maschile musulmana. Dalle 11.30 spazio a testimonianze di accoglienza sul territorio.

Le iniziative proseguiranno il 21 maggio con la Festa di Quartiere nel giardino di viale Maramotti con giochi, merenda, musiche e laboratori per bimbi e il 28 maggio alle 20.30 con la cena di rottura del digiuno al centro islamico di via Bosi Maramotti in occasione del Ramadan.

A organizzare gli eventi il “promotore culturale e sociale” Ivano Mazzani, semplice cittadino residente in darsena,  l’associazione Life e l’associazione di Cultura Islamica di Ravenna, in collaborazione con il Comune, che in una nota dichiarano di aver pensato a momenti di festa condivisa «per conoscerci meglio».

 

Giochi e spettacoli a fin di bene per una domenica a Piangipane

MasterChef 2016 Erica
Erica Liverani

Domenica 7 maggio alla parrocchia di Piangipane – nell’ambito della sagra di San Macario – si terrà la prima edizione della “Giornata di Cuore”, a favore di Arop (Associazione Riminese Oncoematologia Pediatrica) allo scopo di contribuire all’allestimento del nuovo reparto che ospiterà i piccoli pazienti di oncoematologia dell’ospedale Infermi di Rimini.

La giornata prevede un pomeriggio dedicato ai bambini, con giochi a squadre, castelli di sabbia, letture e gelato. Dalle 19 stand gastronomico con piatti realizzati in collaborazione con Erica Liverani, vincitrice di Masterchef 2016. A seguire, spettacolo di intrattenimento.

Venticinque anni fa il Moro di Raul Gardini faceva la storia

A San Diego il 30 aprile 1992 la barca dell’imprenditore ravennate fu la prima non anglofona a conquistare l’accesso in Coppa America in 141 anni di storia. Leo Porcari, segretario del tycoon, era là: «Raul non si accontentava mai»

MoroIl 30 aprile scorso è stato il giorno del ritorno del Ravenna nel calcio professionistico, ma è una data che dovrebbe essere ricordata anche per un altro grande evento sportivo che ha dato lustro e onore alla città bizantina. Venticinque anni fa, proprio il 30 aprile del 1992, il Moro di Venezia riuscì a compiere una delle più grandi imprese mai realizzate nella vela, a livello nazionale ma soprattutto mondiale, aggiudicandosi la Louis Vuitton Cup. Quella vittoria consentì all’imbarcazione italiana, prima partecipante non anglofona in 141 anni di storia del trofeo, di poter sfidare nella finale della Coppa America il “defender” America 3. Alla fine vinsero gli statunitensi 4-1, ma questo non ridusse il valore dell’enorme risultato sportivo raggiunto dall’equipaggio condotto dallo skipper Paul Cayard.

La vicenda del Moro di Venezia è legata a doppio filo con quella di Raul Gardini, imprenditore ravennate che alla guida del Gruppo Ferruzzi realizzò negli anni Ottanta una delle operazioni più spettacolari della storia della economia italiana: l’acquisizione della Montedison. Sostenuto dall’impegno finanziario e tecnologico del grande gruppo industriale e chimico del paese, l’armatore bizantino diede vita nel 1989 a un progetto tanto ambizioso, quanto visionario. In poco meno di due anni furono costruite cinque imbarcazioni, l’ultima delle quali, il Moro di Venezia V, fu varata a San Diego il 16 dicembre del 1991 e fu scelta poco più di un mese dopo per competere alla Louis Vuitton Cup. Giunto terzo al termine della fase a Round Robin, lo scafo condotto da Cayard sorprese in semifinale i partecipanti francesi e giapponesi, eliminandoli, per poi sconfiggere 5-3 nella serie finale, disputata dal 25 febbraio al 30 aprile 1992, i favoritissimi neozelandesi di New Zealand Challenge.

MorgardiniQuel fatidico giorno, al fianco di Gardini, nei momenti dei festeggiamenti era presente il suo segretario personale, Leo Porcari, l’“ombra” dell’imprenditore fin dal 1988. «Fu una giornata favolosa – ricorda – che dopo la vittoria proseguì con le congratulazioni del sindaco di San Diego, che parlò solo del Moro, concedendo solo un accenno ai neozelandesi, e con una festa dove era presente l’equipaggio al completo, ma anche tutto l’entourage. Ho nella mente una bellissima immagine di Gardini che ballava con la figlia Eleonora. Lui sapeva quale era la portata della sua impresa ma questo non gli bastava. C’era tantissimo entusiasmo, ma anche tanta tensione».

Raggiunto un obiettivo così importante, l’imprenditore ravennate infatti non si voleva certo fermare sul più bello e non voleva correre certo il rischio di ricoprire il ruolo di comparsa nella Coppa America. «Gardini voleva vincere, ma era preoccupato perché la Montedison nel frattempo gli aveva tagliato i finanziamenti. Non era una persona che faceva trasparire ciò che provava, ma era chiaro che fosse sua intenzione continuare a investire nella tecnologia. Lui era uscito dal Gruppo Ferruzzi l’anno prima, nel giugno del 1992, e tutto ciò non gli fu permesso dai nuovi vertici del gruppo industriale, Sama e Garofano».

GardiniE così, mentre mezza Italia faceva le ore piccole la notte per guardare la finale della Coppa America, arrivò una sconfitta scontata contro la corazzata America 3, con la soddisfazione che il Moro riuscì a vincere almeno una regata. «Era un equipaggio straordinario, con a capo un grande condottiero come Cayard. Ma a Gardini questo non bastò, perché lui era uno che guardava avanti, pensando sempre al dopo, e il più delle volte sapeva prevedere il futuro. Come era successo con la benzina verde, per esempio, ma anche tante altre volte».

Il resto è storia, dalla morte di Gardini il 23 luglio 1993 fino al restauro, al termine degli anni Novanta, della barca, che nel 2006 è stata messa in vendita su eBay. «Purtroppo non è rimasto più nulla di quella avventura così eccezionale. Quella della Louis Vuitton Cup è stata una delle ultime grandi vittorie di Gardini, ma tutto poi è stato soffocato».

Travolto, l’imprenditore ravennate, dallo scandalo Tangentopoli, come tanti altri. «Macché travolto, lui era un combattente. Non si è ammazzato, non si è sparato. È stato tenuto sulla graticola per quattro mesi, durante i quali tutti i giorni chiedeva di essere interrogato dai magistrati, perché voleva dire le sue verità. Se avesse potuto – termina Porcari – Gardini avrebbe lottato ancora a lungo».

Il sindaco: «Subito 300mila euro per la Callegari: nessun disagio per i disabili»

De Pascale replica alle perplessità per il trasferimento dell’Olivetti. «Serve disponibilità al cambiamento»

Nessun disagio per i ragazzi portatori di handicap per il trasferimento dell’Olivetti. Lo assicura il sindaco Michele de Pascale, replicando in una lunga nota che pubblichiamo qui di seguito alle perplessità dell’assemblea scolastica.

Il sindaco di Ravenna De Pascale (foto Zani)«L’edilizia scolastica superiore nel comune di Ravenna paga da tempo una situazione di gravissima difficoltà – scrive il sindaco –. È evidente che l’incertezza sul destino delle Province, con la possibile loro abolizione e la carenza di risorse, ha purtroppo determinato un periodo di aspettativa piuttosto lungo, nell’attesa che questa competenza fosse acquisita da qualche altro ente; dopo il referendum di dicembre e la conferma che l’edilizia scolastica superiore sarebbe rimasta in capo alle Province, abbiamo affrontato la situazione con decisione. Rispetto ad altri tentativi di riorganizzazione, in passato falliti, la coincidenza fra Provincia e Comune ha indubbiamente agevolato una riflessione complessiva, portata avanti congiuntamente dal sottoscritto, dall’assessora all’istruzione del Comune di Ravenna e dalla delegata in Provincia. Si è fatto dunque un ragionamento con l’obiettivo di garantire a tutti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori di Ravenna un trattamento analogo in termini di disponibilità di spazi, di laboratori e di servizi, cercando di applicare il principio di “massimo due scuole per edificio e massimo due edifici per scuola”, poiché il moltiplicarsi delle sedi o la coesistenza all’interno dello stesso edificio di anche tre scuole (come oggi ad esempio avviene al Morigia) rappresenta un grandissimo problema in termini economici, di fruizione degli spazi e di responsabilità da parte dei dirigenti».

«Dunque – continua il sindaco – applicando questo principio si è prodotto l’esercizio matematico di cercare di distribuire gli edifici in maniera omogenea rispetto al numero di sezioni e di studenti di ciascuna scuola e si è proposto un progetto di riorganizzazione che coinvolgerà già dal prossimo anno cinque istituti su sette del comune di Ravenna.  
L’elemento che innesca questa trasformazione non è il trasferimento dell’Olivetti, ma la ricongiunzione dell’Olivetti con il Callegari, che rappresentano già un’unica scuola che oggi vive il paradosso di essere articolata su due sedi, mentre una delle due sedi fa da succursale ad altre scuole, con conseguente problema di spreco di risorse e di spazi e fonte di complicazioni per tutti. Altro paradosso simile è l’istituto tecnico per ragionieri che ospita nella sua sede la succursale del Liceo Classico, e che è a sua volta è ospitata nella sede dell’Istituto Morigia.  Primo passo dunque sarà che tutto l’Olivetti-Callegari ritorni nella sede principale dell’istituto, l’attuale sede dell’Olivetti diventerà succursale unica del Liceo Classico che a sua volta libererà sia gli spazi del Callegari che gli spazi nel Ginanni. A questo punto l’istituto Ginanni riuscirà a rientrare integralmente nella sua sede principale liberando gli spazi al Morigia per il Liceo scientifico, che riuscirà ad abbandonare la terza sede. Ovviamente questo progetto, non per la sua interezza, ma che per la parte di riunificazione dell’Olivetti-Callegari è già sul tavolo da 6/7 anni ed è stato sempre rimandato, necessita di alcuni investimenti non rinviabili nella sede del Callegari.  Per questo sono in programma 300mila euro di investimenti con risorse della Provincia (quasi le uniche risorse proprie che la Provincia è in grado di investire in questo momento) tutte finalizzate al miglioramento delle condizioni della sede del Callegari, con la garanzia che una riorganizzazione di questo tipo non dovrà generare mai alcun problema alle ragazze e ai ragazzi portatori di handicap. E con la consapevolezza che qualsiasi ulteriore miglioria si rendesse necessaria al fine di facilitare o rendere più agevole la frequentazione delle scuole da parte di ragazzi portatori di handicap verrà realizzata immediatamente».

«Come questo tema non sarà da noi assolutamente sottovalutato e quindi qualsiasi necessità troverà risposta, parallelamente – conclude De Pascale – non deve essere strumentalizzato rispetto a un dibattito su altri aspetti riguardanti le ubicazioni territoriali e le resistenze al cambiamento, argomenti che invece vengono per noi in secondo piano. Siamo naturalmente disponibilissimi a discutere su ulteriori interventi al Callegari, laddove si rendessero necessari, ma per quel che ci riguarda non è pensabile continuare a rimandare la riorganizzazione. Grazie a questo progetto tutti, studenti e insegnanti, beneficeranno di importanti migliorie a fronte di una prima fase che richiederà solo un po’ di disponibilità al cambiamento, ma ciò di cui si devono occupare Provincia e Comune è l’interesse generale e la qualità dell’offerta formativa per tutti i nostri ragazzi».

E Bobo Vieri organizza a Cervia il più grande torneo di foot volley amatoriale

L’ex calciatore selezionerà tramite video 96 squadre: il ricavato in beneficenza per i terremotati

Vieri
Vieri in uno dei suoi numerosi selfie durante le vacanze in Spagna: la prossima estate sarà a Cervia

Da Ibiza a Cervia: il più grande torneo di foot volley amatoriale mai organizzato in Italia sarà sulle spiagge della provincia di Ravenna, location scelta da Christian Vieri per la “Bobo Summer Cup 2017”, dal 15 al 30 luglio.

L’ex calciatore, ora animatore social, lancia un format aperto a celebrità, campioni dello sport, calciatori dilettanti e persone comuni. Per partecipare basta collegarsi alla pagina www.bobosummercup.it, caricare un video di presentazione della squadra e confermare l’iscrizione con una donazione (minimo 20 euro) sulla piattaforma di crowdfunding www.wishraiser.com/bobogol.

Vieri selezionerà le 96 squadre che saranno riuscite a dimostrare con 50 secondi di immagini di poter superare i gironi eliminatori e arrivare alla fase finale, per affrontare Bobo stesso.

Il ricavato dalle quote di partecipazione sarà devoluto in beneficenza alla onlus del calciatore Andrea Ranocchia, che utilizzerà i fondi per supportare le popolazioni di Marche e Abruzzo colpite dal terremoto. (fonte Ansa.it)

A Lugo un weekend tra giardinaggio, luna park e Contesa Estense

Primo Weekend Contesa Estense, 14 15 Maggio 2016 (1)
Uno scatto dalla Contesa Estense

Al via la 49esima edizione della Contese Estense, a Lugo. Sabato 6 maggio i primi appuntamenti: nel pomeriggio torna il torneo rionale di scacchi nel piazzale del Pavaglione; alle 18, nella chiesa di San Francesco da Paola, ci saranno la messa dei ceri e alle 21 il concerto con pianoforte del Maestro Denis Zardi, mentre domenica 7 maggio alle 15.30 sotto al Pavaglione si disputerà l’VIII Palio di San Franceschino, con giochi medievali tra i rioni lughesi.

Il fine settimana sarà arricchito inoltre dal luna park, con tante giostre in piazza Garibaldi, che sarà aperto fino all’8 maggio nei giorni feriali dalle 15.30 alle 23 e nei festivi dalle 10 alle 24.

Nelle giornate del 6 e 7 maggio in centro ci sarà inoltre la seconda edizione di Lugo Garden Festival, mostra mercato dedicata al giardinaggio organizzata dal Consorzio AnimaLugo.

Maurizio Bucci si dimette da consigliere comunale. Al suo posto Veronica Verlicchi

L’annuncio pochi giorni dopo le polemiche su Ravennantica sollevate dalla coordinatrice, che poi aveva commentato: «Serve la mitraglia, non il fioretto»

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Maurizio Bucci e Veronica Verlicchi, che gli subentrerà in consiglio comunale

Maurizio Bucci abbandona il consiglio comunale di Ravenna. Il noto imprenditore, 54 anni, titolare del Mariani LIfestyle, si è dimesso da consigliere dopo essersi presentato l’anno scorso alle Amministrative come candidato sindaco della lista civica La Pigna, da lui fondata, raccogliendo oltre 4mila voti e superando la soglia del 5 percento.

Le sue «irrevocabili» dimissioni arrivano il 4 maggio di un anno dopo con un comunicato stringato inviato alla stampa con una sorta di mese di anticipo rispetto alla data (il 5 giugno) dalla quale diventeranno effettive. Nella nota Bucci rinnova la fiducia a Veronica Verlicchi, che subentrerà al suo posto in consiglio comunale, e annuncia di voler restare presidente dell’associazione di impegno civico La Pigna.

In attesa di entrare nel merito della sua decisione, gli osservatori più attenti non potranno non aver notato come in particolare negli ultimi tempi Verlicchi (coordinatrice della lista civica) abbia assunto una tattica di opposizione particolarmente aggressiva e un suo recente post su Facebook potrebbe far riflettere: «Va usata la mitraglia e non certo il fioretto», aveva scritto riferendosi in particolare alla sua ultima polemica sollevata contro la fondazione Ravennantica e l’assessore Elsa Signorino.

Giorgio Poi, Wovenhand e Larsen: ultimi concerti al Bronson

Wovenhand
Wovenhand

Ultimi concerti prima della pausa estiva (e dei live al bagno Hana-Bi di Marina di Ravenna) al Bronson di Madonna dell’Albero.

Venerdì 5 maggio l’appuntamento è con il cantautore (romano d’adozione) Giorgio Poi, uscito in febbraio con il proprio album d’esordio per Bomba Dischi (l’etichetta di Calcutta), tra canzoni d’amore e folk “psichedelico”. In apertura Girless e Urali.

Martedì 9 sarà invece il giorno del ritorno a Ravenna dei Wovenhand, la “mistica creatura” del cantautore David Eugene Edwards dei  16 Horsepower. Nato nel 1968 in Colorado è considerato uno dei più significativi predicatori folk contemporanei: arriva al Bronson per presentare il suo ultimo lavoro Star Treatment. In apertura i ravennati Void Of Sleep, miscela cosmica di stoner rock, progressive e sludge.

Il giorno dopo invece, mercoledì 10, appuntamento con la cult band torinese Larsen che dividerà il palco con il multistrumentista Thor Harris (collaboratore anche degli Swans) e i suoi “friends” per un repertorio basato sull’uso ripetitivo di marimba, vibrafono e xilofono, in un unico flusso dove i membri di ciascuna band collaboreranno con gli altri.

Assunzioni e licenziamenti finti per avere la disoccupazione al posto dei lavoratori

Denunciate quattro persone: usavano una ditta di giocattoli fallita. Gli assunti erano all’oscuro di tutto

Dopo il fallimento, una ditta ravennate di giocattoli aveva instaurato fittizi rapporti di lavoro con alcuni 17enni e 18enni all’oscuro di tutto per ottenere l’erogazione della disoccupazione, visto che dopo un fittizio periodo lavorativo di sei mesi i giovani risultavo essere stati licenziati, che non finiva ai lavoratori ma agli ideatori del raggiro. Quattro persone denunciate, tutte residenti in Campania, devono rispondere di truffa ai danni dello Stato, frode informatica e sostituzione di persona. Questo il bilancio di un’inchiesta portata a termine dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Ravenna e dall’Inps,  con il coordinamento della procura della Repubblica di Ravenna (pm Cristina D’Aniello). I quattro denunciati sono intestatari dei conti correnti e carte Postepay sulle quali dovevano essere accreditate le somme da parte dell’Inps. L’indagine è iniziata nel mese di novembre 2015 quando, nel corso dell’esame di alcune posizioni previdenziali, la direzione centrale dell’Inps di Roma ha blocca una serie di domande di disoccupazione per sospetta falsità.

«L’attività – ha sottolineato il colonnello Massimo Cagnazzo – condotta dai carabinieri, ha consentito il rigetto delle istanze irregolari e va ad incardinarsi in un più ampio filone di indagine che a livello nazionale ha visto coinvolti più di mille ignari lavoratori e circa duecento ditte».

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