sabato
30 Agosto 2025

Vandalismo e una lettera di insulti contro l’associazione donne musulmane

Attacco a chi chiese le scuse del Pd per i comandamenti consegnati da un militante. Missiva inviata anche a De Pascale

Una lettera anomina contenente frasi dal tono diffamatorio è stata recapitata a Marisa Iannucci, candidata al consiglio comunale per Ravenna in Comune e presidente dell’associazione culturale di donne musulmane denominata Life. La missiva, indirizzata per conoscenza anche all’attuale sindaco di Ravenna e al candidato sindaco del Pd, è stata consegnata nello stesso giorno in cui la tenda berbera montata nel giardino dell’associazione in via Caorle è finita nel mirino di un atto vandalico.

Il testo della lettera fa riferimento a quanto accaduto un mese fa allegando anche articoli di cronaca di quegli stessi episodi con insulti aggiunti a penna: tramite il suo profilo Facebook, Iannucci criticò duramente quelle che venivano chiamate “regole universali di civiltà” consegnate dal Partito democratico alla moschea di via Spadolini (la piccola sala di preghiera frequentata dai musulmani dissidenti rispetto a chi gestisce invece il più grande luogo di culto delle Bassette) in occasione di un tour in bicicletta in darsena organizzato dal Pd con il candidato sindaco Michele de Pascale. Il segretario provinciale si dichiarò ignaro di tutto e un militante, Guerrino Gatta, si prese la responsabilità del gesto fatto in totale autonomia. Non uccidere, non rubare, non utilizzare droghe ed alcolici e non dire bugie: questi alcuni dei nove comandamenti contenuti nella pergamena incorniciata. 

Il centro islamico di via Spadolini e il comitato “Una moschea per la città“ rendono nota la circostanza della lettera e dell’atto vandalico da Facebook aggiungendo che avevano richiesto spiegazioni a proposito dei nove comandamenti con una lettera indirizzata alla segreteria provinciale del Pd: «Una email che non ha mai avuto risposta ed una raccomandata che è stata rifiutata. La risposta non è mai arrivata così come un necessario chiarimento».

«Ogni istituto scolastico deve avere un dirigente» I sindaci scrivono al ministro e chiedono il concorso

L’appello dei diciotto Comuni ravennati per coprire le posizioni: «Oggi ogni preside si divide su due realtà»

Con una lettera indirizzata al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), all’ufficio scolastico regionale e all’ufficio scolastico provinciale, i sindaci e gli assessori alle politiche educative dei diciotto Comuni della provincia di Ravenna hanno portato all’attenzione delle istituzioni competenti la grave situazione causata dall’insufficiente numero di dirigenti scolastici presenti sul territorio. I sindaci e gli assessori alle politiche educative dei Comuni della Provincia di Ravenna sollecitano le Istituzioni competenti affinché affrontino il problema al più presto bandendo il nuovo e promesso concorso per la nomina dei dirigenti scolastici, «oppure ricorrendo, in via straordinaria, all’istituto dei Presidi incaricati, come già avvenuto in tempi passati, dando così una risposta coerente con le linee improntate alla qualificazione del sistema scolastico impostate dal Governo Italiano».

«Da diversi anni a fronte dei pensionamenti che hanno visto collocati a riposo diversi dirigenti, non si e verificata la doverosa sostituzione con nuove nomine – sostengono gli amministratori locali –; si e quindi provveduto all’assegnazione di reggenze che dovevano essere una risposta emergenziale al problema, ma sono invece diventale la regola. Nell’anno scolastico 2015/16 sono state assegnate 20 reggenze, questo si traduce nel fatto che ogni dirigente deve gestire due istituti, a volte anche distanti fra loro». Sindaci e assessori guardano ai numeri: «Dai dati dell’ufficio scolastico regionale risultano 173 dirigenze assegnate sul territorio regionale, a oggi nessun concorso e stato bandito e sappiamo che a settembre la situazione peggiorerà con i nuovi pensionamenti previsti».

I sindaci vogliono esprimere la loro preoccupazione per le conseguenze che questa scelta comporta: «Il dirigente ha la necessità di mantenere rapporti costanti e quotidiani non solo con il personale scolastico, ma con le famiglie, con gli alunni stessi e con il territorio, sia che si tratti dell’Amministrazione comunale che delle forme associative che sul territorio agiscono e con in scuola collaborano. Il disagio provocato da questa situazione viene avvertito e segnalato dai dirigenti stessi, che avvertono la frustrazione per non poter svolgere al meglio la loro funzione di stimolo all’innovazione didattica ed educativa, dai docenti e da quanti hanno a cuore la scuola».

Nella lettera si ricorda la normativa per cui il dirigente deve «promuovere interventi a garanzia del successo formativo; attivare forme di collaborazione con le realtà culturali, professionali, sociali, economiche del territorio; curare l’attuazione del piano formativo e il perseguimento degli obiettivi didattico formativi dell’istituzione».

Laicità e politica, tra scuole e crocifissi

Le risposte degli aspiranti sindaci a confronto su materne e oneri di urbanizzazione. Chi metterà simboli religiosi in ufficio come Matteucci?

Un’altra puntata della nostra rubrica nata con il primo numero del 2016 del giornale per mettere a confronto i candidati sindaci con una domanda settimanale scelta dalla redazione, o proposta dai nostri lettori, a cui ognuno deve rispondere avendo a disposizione lo stesso spazio prestabilito.

Ci sono due temi, sopra gli altri, che hanno a che fare con i rapporti con la curia e che attengono a precise scelte politiche della maggioranza. Il primo riguarda le scuole dell’infanzia Fism a cui il Comune concede un contributo di 14mila euro l’anno per sezione in convenzione (sezioni che ricevono anche contributi statali, al pari di quelle comunali). Queste scuole fanno parte di quel sistema misto vanto delle ultime amministrazioni in cui convivono comunali, statali e appunto Fism. Con la differenza che le Fism prevedono un pagamento della retta e non prevedono esenzioni Isee per i pasti. Negli ultimi anni, tuttavia, i bambini della fascia di età delle materne hanno subito un calo e in un’ottica di riorganizzazione sono aumentate le sezioni statali e calate quelle comunali in zone, come il borgo San Biagio, dove ci sono sezioni Fism e dove comunque ci sono liste d’attesa per le scuole comunali presenti (mentre altri posti liberi sono rimasti nelle scuole della periferia). Nel 2017 la convenzione Comune e Fism è in scadenza. Cosa accadrà se vincerà le elezioni?

E una seconda domanda che sempre ha a che fare con i rapporti con la chiesa: la Regione Emilia Romagna ha di recente chiarito che ogni Comune è libero di versare o meno gli oneri di urbanizzazione secondaria alla Curia per la realizzazione di lavori nelle parrocchie. Tra il 2000 e il 2013 erano stati poco più di tre milioni. Cosa intende fare in futuro?

Infine, una curiosità più simbolica che di sostanza: il sindaco Matteucci aveva appeso un crocefisso nel suo ufficio regalatogli dal vescovo. Pensate di fare lo stesso?

Massimiliano Alberghini (50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord , Lista per Ravenna, Forza Italia e Fratelli d’Italia)
«SENZA LE FISM DIFFICOLTA’ DI BILANCIO PER IL COMUNE»
«Innanzitutto, i rapporti con la Curia qui non c’entrano. Ravenna copre quasi tutte le domande di scuola materna pubblica grazie alle scuole Fism convenzionate col Comune, che ne certifica il servizio pubblico di alta qualità. Un bimbo che frequenta le scuole materne comunali, a parità di servizio costa oltre cinque volte più al Comune stesso rispetto a un bimbo che frequenta le scuole Fism. Pertanto, se il Comune dovesse accogliere centinaia di bambini in più in mancanza di questi istituti paritari, il bilancio ne risentirebbe in termini molto pesanti. La legge consente di utilizzare il 7% degli oneri di urbanizzazione per costruire o ristrutturare edifici di culto delle religioni riconosciute dallo Stato. La Regione ha chiarito pochi mesi fa che è «necessaria la preventiva approvazione e pubblicazione di atti che predeterminino i criteri e le modalità di riparto dei contributi tra i soggetti esponenziali dei diversi orientamenti confessionali o filosofici presenti nell’ambito comunale, tenendo conto dell’effettiva rappresentatività di tali soggetti esponenziali, nell’ambito della popolazione comunale, in coerenza con i principi costituzionali sull’imparzialità dell’azione amministrativa e sulla libertà di religione». Io mi atterrò a queste indicazioni. Per quanto riguarda il crocifisso, resterà al suo posto».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore turistico, consigliere comunale del gruppo misto dopo essere uscito da Forza Italia, è il candidato della lista civica La Pigna)
«INTRODURRE IL CRITERIO ISEE PER LE SCUOLE FISM»
«Le scuole materne della Fism svolgono un ruolo fondamentale nell’offerta didattica in quanto colmano un vuoto dato dall’incapacità, non solo finanziaria ma soprattutto politica, organizzativa e progettuale di queste amministrazioni del Pd ravennati che privilegiando scelte e investimenti su aspetti clientelari (vedasi compagnopoli, poltronificio e altro) si dimenticano di garantire a ogni bambino e quindi ad ogni famiglia il diritto di frequentare la scuola materna. Sono scuole riconosciute e accreditate in regola con i requisiti previsti dalla legge e che a Ravenna accolgono 1.100 bambini, che sarebbero rimasti esclusi dal servizio, e occupano almeno 200 insegnanti. Scuole presenti anche nel forese in certe frazioni che sono escluse da qualsiasi scuola materna pubblica. Il sistema misto, comunale, statale e privato garantisce inoltre la possibilità di una scelta più ampia e libera da parte della famiglia. In caso di vittoria rivedremo la convenzione per prevedere l’esenzione Isee per i pasti e una retta che dovrà essere differenziata in base al reddito, fino all’esenzione. Chiederemo garanzie perché la Curia copra con l’8 per mille la differenza economica. Sugli oneri di urbanizzazione secondaria ci avvarremo del parere regionale: ogni decisione va valutata, pubblicamente, nel merito del progetto presentato e della validità sociale. Il Crocefisso è un simbolo di Fede, si può riconoscere o meno. Non fa di certo male a nessuno».

Michele de Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali, Sinistra per Ravenna con Valentina Morigi e Ravviva Ravenna che ha come capolista Giovanni Crocetti)
«SISTEMA MISTO DA MANTENERE. MAI ESPOSTO SIMBOLI RELIGIOSI»
«Si deve sostenere il sistema integrato che garantisce il 97% della richiesta; il nostro obiettivo sarà liste d’attesa zero, attivando sezioni comunali dove necessario, spronando lo Stato e sostenendo le scuole Fism. Il 25% dell’offerta dipende dalle Fism, più di 900 bambini in 15 scuole di cui 11 nel forese. È bene trattare il tema con concretezza: la convenzione attribuisce 50 euro al mese per iscritto a una scuola Fism, il costo medio di un bimbo nelle comunali è di 550 euro, quindi il Comune finanzia meno del 10% del costo. Nella convenzione andranno concordate modalità di sostegno a chi per mancanza di servizio comunale o statale sul territorio si trova a restare escluso dai meccanismi di tariffazione bastai sul reddito e continueranno le verifiche contabili e qualitative. I Comuni, a tutela della laicità e secondo l’art.19 della Costituzione, devono tenere conto delle esigenze religiose della popolazione per quanto riguarda costruzione e manutenzione di edifici di culto e dei servizi di interesse sociale annessi compatibilmente con le risorse disponibili. Prendersi cura di una comunità significa anche avere attenzione per le diverse fedi e l’esercizio di tutti i culti, come dichiarò Andrea Maestri, per esempio, nel 2010, allora Capogruppo Pd, quando il tema fu discusso in Consiglio Comunale a Ravenna. Il crocefisso che è nell’ufficio del sindaco è un dono che Matteucci porterà con sé. Per quanto mi riguarda, non ho mai esposto simboli religiosi nel mio ufficio».

Michela Guerra (43 anni, avvocato, è il candidato sindaco della lista Movimento Civico CambieRà)
«REFERENDUM COMUNALE SULLE CONVENZIONI FUTURE»
«Referendum comunale sulle convenzioni future» «Il Comune è la casa di tutti e, sebbene io sia cattolica, ritengo che la mia fede in quanto appunto mia, e non della città tutta, debba rimanere cosa privata. Nel mio ufficio ci saranno solo il tricolore e la Costituzione la quale, agli articoli 33 e 34, è il mio punto di partenza. Analizzando la situazione del nostro territorio ravennate si capisce che esistono zone senza strutture scolastiche per l’infanzia pubbliche e che in tali località la presenza delle scuole paritarie rappresenta l’unico servizio disponibile in grado di garantire risposte alle famiglie con bambini/e in età 3/6 anni. Senza queste convenzioni diverse famiglie sarebbero in difficoltà, anche considerando che sono proprio le scuole paritarie a offrire più facilmente orari più flessibili. Bisognerà quindi mettere in atto progetti e investimenti con l’obiettivo di creare alternative alle scuole paritarie nelle zone dove non esistono alternative. Il Comune deve stanziare le risorse, anche diminuendo progressivamente gli oneri di urbanizzazione secondari alle realtà religiose. Parallelamente si devono apportare modifiche alle convenzioni, aggiungendo persempio esenzioni Isee per i pasti. Fatto questo utilizzerei lo strumento del referendum comunale, come hanno fatto a Bologna. La decisione di procedere o meno con le convenzioni mi piacerebbe fosse presa dalla cittadinanza, in linea con i principi della democrazia diretta».

Raffaella Sutter (61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd)
«BUONI SCUOLA E NIENTE PIù ONERI PER EDIFICI RELIGIOSI»
«Buoni scuola e niente più oneri per edifici religiosi» «Rivedremo l’attuale sistema di convenzione con le scuole dell’infanzia Fism che già usufruiscono, come paritarie, di contributi statali e regionali, con l’obiettivo di reinvestire risorse nel potenziamento delle scuole materne comunali per garantire a tutte le famiglie la possibilità di scegliere una scuola pubblica. Consapevoli che in parte del territorio comunale sono presenti ora solo scuole Fism, modificheremo la convenzione, collaborando per garantire la qualità pedagogica e l’integrazione nel sistema dei servizi, come previsto dalla normativa regionale, non intervenendo invece per quanto riguarda le risorse comunali con finanziamenti a pioggia, ma con buoni scuola per singolo bambino frequentante, da erogarsi in base alla situazione reddituale Isee. La Regione ha ritenuto non più applicabili le disposizioni che prevedono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiosa, quindi non verseremo tali oneri, reinvestendoli sul patrimonio pubblico con priorità per quello scolastico. Inoltre solleciteremo l’Ausl a rivedere i costi dell’assistenza religiosa negli ospedali. Non esporrei un crocifisso come simbolo religioso, ma come opera d’arte sì, così come farei per altri eventuali simboli di identità religiose».

«Dopo due mesi di cantiere il parcheggio ex Aci non è ancora pronto. Quanto ci vuole?»

Spadoni (Udc) critica la tempistica per la riqualificazione dell’area di sosta in via Port’Aurea

«Dopo due mesi il cantiere è ancora aperto come se si trattasse di una complessa opera di recupero urbanistico». Insomma, quanto ci vuole per aggiustare un parcheggio? Questo il senso delle parole di Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale Udc, a proposito dell’area di sosta in via Port’Aurea che il Comune sta riqualificando dopo esserne entrato in possesso dalla Provincia.

«I ritardi sommati alle note vicende riguardanti la chiusura di piazza Kennedy, pur con il nuovo parcheggio sito nell’area ex Robur, stanno rendendo molto difficoltosa la situazione generale del sofferente centro storico. Nell’ex parcheggio Aci si può immaginare non vi siano reperti archeologici né tantomeno si suppone che Azimut abbia un progetto così ambizioso da impedire una rapida apertura al pubblico per la sosta di auto».

Caos rifiuti, il dilemma della Ciclat E la Lega segnala l’appalto a Cantone

Il 16 maggio la decisione sull’eventuale subentro nell’appalto Un centinaio di lavoratori in bilico e il servizio raccolta appeso a un filo

Prendere o lasciare, non c’è margine di trattativa. Lunedì 16 maggio le quattro cooperative romagnole (la capogruppo Ciclat di Ravenna poi Astra di Faenza, Csr di Rimini e Formula Ambiente di Cesena) riunite nel raggruppamento temporaneo di imprese arrivato secondo nella gara di Hera per l’appalto dei servizi di raccolta e smistamento rifiuti in provincia di Ravenna (40 milioni in due anni) decideranno se subentrare o meno a Ambiente 2.0, il raggruppamento che ha firmato una risoluzione contrattuale con la multiutility per uscire di scena dopo appena un mese dall’entrata in servizio. Il gruppo Ciclat, come prevede il codice degli appalti, potrà subentrare solo se accetta le stesse condizioni del contratto firmato l’8 aprile da Ambiente 2.0 e cioè con un ribasso del 14 percento e non del 7 come avevano offerto le coop in fase di gara. Insomma ballano 2,75 milioni di euro, parlando in soldoni. Ma va anche detto che l’offerta presentata da Ambiente 2.0, più economica di quella di Ciclat, prevedeva comunque un utile teorico dello 0,78 percento. La decisione per Ciclat si presenta delicata e con importanti conseguenze in entrambi i casi.

Scenario A: Ciclat prende. Nell’arco di una settimana (in cui Ambiente 2.0 dovrà continuare a fornire il servizio con il supporto di mezzi e uomini di Hera) potrebbe essere garantita la piena operatività e quindi la situazione dovrebbe tornare alla piena normalità dal punto di vista dei servizi, come era prima del 16 aprile quando l’appalto era nelle loro mani. Il raggruppamento Ciclat riprenderebbe alle sue dipendenze i suoi ex lavoratori passati al rivale. Ma ci sarebbero le posizioni di un centinaio di posti da chiarire, cioè quelli assunti da Ambiente 2.0 per coprire le posizioni rimaste scoperte in quanto un terzo dei 350 lavoratori impiegati fino a metà aprile ha scelto di non cambiare casacca e quindi è rimasto a disposizione di Ciclat e le altre tre aziende. I sindacati hanno già chiesto il mantenimento dei livelli occupazionali.

Scenario B: Ciclat lascia. Hera dovrà avviare da zero le procedure per un nuovo bando o spacchettare i servizi su più bandi. In ogni caso servirebbero mesi e mesi. Durante i quali chi raccoglierà il rusco? La risoluzione contrattuale con Ambiente 2.0 prevede la permanenza in servizio fino all’arrivo di un nuovo fornitore ma continuare in queste condizioni per Ambiente 2.0, con carenze di mezzi e organici che Hera continua a ribadire, vorrebbe dire il rischio concreto di accumulare nuove penali. Insomma difficile pensare che Ambiente 2.0 possa voler continuare a lungo un appalto che non è più suo.

E non si può dimenticare che tutto ciò sta accadendo quando siamo ormai a venti giorni dalle elezioni amministrative di Ravenna. Non è certo dietrologia dire che la coalizione Pd preferirebbe tutto risolto prima possibile. Non a caso il fuoco dell’opposizione è contro il Pd, da sempre vicino al mondo Hera. E infatti non a caso subito dopo la notizia della risoluzione del contratto si è accesa la polemica politica. Ha cominciato Alberto Ancarani (Forza Italia): «Non cambiano di una virgola le responsabilità politiche del Pd e di Michele De Pascale che è il suo massimo dirigente provinciale. Sa bene, De Pascale, quanto Hera sia intrisa di politica e di politica di un solo colore/partito e come quel colore/partito sia proprio il suo». Il segretario provinciale Pd Michele De Pascale aveva detto che «Quanto accaduto non può passare sotto silenzio. Vanno accertate le responsabilità professionali e vanno corrette radicalmente le modalità di espletamento delle gare. Se sarò eletto lavorerò con tutte le mie energie per aprire, di concerto con gli altri sindaci, una nuova fase dell’azienda che recuperi lo spirito e gli obiettivi per cui è stata costituita: servizi pubblici di qualità a prezzi equi con sviluppo sostenibile del territorio». Il segretario provinciale Pri e futuro vicesindaco in caso di vittoria del Pd, Eugenio Fusignani, chiede che «si accertino le responsabilità di Hera quanto meno per non aver verificato che la società che aveva vinto l’appalto fosse realmente in grado di rispondere al capitolato e di dare i servizi richiesti. Certo rimane il conflitto di interessi già più volte denunciato dei comuni che dovrebbero vigilare e che sono contemporaneamente soci e controllori». Invece Gianluca Pini, deputato della Lega Nord di Fusignano e tra i registi della coalizione alle spalle di Alberghini, prova a puntare più in alto e scrive una lettera all’Autorità nazionale anti corruzione (Anac) di Raffaele Cantone per segnalare presunte irregolarità nell’appalto: «Il consorzio Ambiente 2.0 è stato costituito a fine 2014 e alla data di emanazione del bando aveva un’anzianità di circa sei mesi, troppo breve per essere a pieno regime con la provata esperienza di almeno tre anni richiesta dal bando».

«L’ex macello del candidato Poggiali è indecoroso. Intervenga il sindaco»

Forza Italia segnala l’immobile in via Serra di proprietà del capolista Ixc in coalizione con il Pd: «Problematiche sanitarie per il guano dei piccioni»

«In assenza di decisioni definitive da parte della proprietà, appare ormai improcrastinabile un’ordinanza di messa in sicurezza e di sanificazione della struttura da parte del sindaco». Forza Italia, attraverso il capolista Alberto Ancarani e il candidato Riccardo Pellerino, chiedono un’ordinanza specifica per imporre un intervento sull’ex macello di via Serra, in centro storico, da tempo lasciato in completo stato di abbandono. I due forzisti sostengono la necessità del provvedimento per una duplice motivazione: «Il tetto pare essere in condizioni di pericolo caduta calcinacci e il guano prodotto da numerosi piccioni rende insalubre la zona circostante. Proprio nella giornata di ieri, 13 maggio, i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per asportare vetri pericolanti che avrebbero potuto nuocere alle persone».

Quell’edificio, dicono i due, «non rappresenta più solo un emblema di incuria e degrado, oltrechè un’occasione sprecata di rilancio e riqualificazione di una zona della città. La situazione ora sta degenerando sia dal punto di vista strutturale sia da quello sanitario».

La richiesta di Ancarani e Pellerino, nella lista di Forza Italia che appoggia la coalzione per Alberghini sindaco, prova a essere anche una stoccata da campagna elettorale: la proprietà dell’immobile è infatti riconducibile al noto imprenditore Giovanni Poggiali, capolista di Insieme per cambiare (Ixc) che compone la coalizione di centrosinistra a sostegno di De Pascale. «Ci aspettiamo che il sindaco non guardi in faccia a nessuno. Soprattutto a certi capilista-civetta divenuti importantissimi per portare acqua allo stagno siccitoso del Pd».

Le offre da bere poi la stupra in spiaggia e fa un video mentre lei si riveste

La vittima della violenza sessuale ha 18 anni. Arrestato un 17enne che dice di non aver capito il rifiuto perché non conosce bene l’italiano

È partito tutto da una Caipiroska al bancone di un bagno al mare in un sabato sera a Marina di Ravenna. Un 17enne e una 18enne, che si conoscono di vista perché entrambi del Faentino, si incontrano e lui le offre un cocktail. Poi i due si appartano in spiaggia e cominciano avances e palpeggiamenti: lui vuole un rapporto sessuale e lei no, lui insiste e lei pure, lui la spoglia e lei riesce solo a gridare. La visita medica in ospedale non evidenzia segni di percosse ma accerta l’avvenuto rapporto. E in nemmeno ventiquattro ore il minorenne viene fermato dai carabinieri di Faenza e accompagnato in carcere dove si trova tutt’ora perché il giudice per le indagini preliminari non ha ravvisato in lui alcuna volontà di collaborare.

È l’8 maggio quando i carabinieri lo individuano. E lui risponde che la sera prima non era a Marina ma era rimasto a Faenza. Poi però nel suo cellulare spunta un filmato in cui si vede la ragazza che ha denunciato la violenza sulla spiaggia di Marina mentre si riveste aiutata dall’amica. Voleva fare luce per aiutarla e la telecamera si è accesa per sbaglio, dirà. A quel punto ha ammesso il rapporto dicendo però che lui lo aveva inteso come consenziente e dice che forse lui, romeno ospite di parenti in Italia da pochi mesi, non aveva capito il rifiuto della ragazza perché capisce ancora male la lingua italiana.

Le cose invece sarebbero andare diversamente secondo la ricostruzione dei militari che incrocia il racconto della vittima con testimonianze e riscontri raccolti da più parti. I due ragazzi erano arrivati a Marina in compagnia delle rispettive comitive. Non avevano appuntamento ma si sono incontrati per caso. A un certo punto la vittima e un’amica lasciano lo stabilimento dove stavano ballando e si spostano in spiaggia accompagnate dal presunto aggressore e un suo amico. Poi si formano le coppie e si dividono: mentre la vittima della violenza grida, l’altra è in disparte per una telefonata e cerca di soccorrerla. Sembra che l’altro ragazzo possa averla trattenuta: per questo la procura indaga per violenza di gruppo e vuole verificare meglio la posizione dell’altro minorenne. Dopo una notte passata con l’amica cercando di superare lo choc, la mattina successiva la 18enne ha deciso di confidarsi alla madre e presentarsi dai carabinieri dando via alle indagini arrivate all’arresto.

Vaccini in calo a Ravenna

Nel 2015 la copertura dei quattro obbligatori è scesa sotto la soglia fissata dall’Oms. L’Ausl: «Paura dell’autismo, nonostante gli studi»

Sono quattro i vaccini obbligatori in Italia – contro la difterite, il tetano, la poliomelite e l’epatite virale B – a cui se ne aggiungono altri cinque “raccomandati”, previsti dal calendario regionale e offerti sempre gratuitamente – contro pertosse, emofilo, morbillo-parotite-rosolia, pneumococco e meningococco C (sostituito da ottobre-novembre 2015 dall’antimeningococco tetravalente). Vaccini che vengono somministrati ai bambini sotto i due anni di età, a partire già dai primissimi mesi di vita. Circa il 90 percento dei neonati in Italia, a fronte di un obiettivo fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità del 95 percento al compimento del 24esimo mese del bambino. Obiettivo raggiunto negli anni scorsi dall’Emilia-Romagna che ora però è scesa nuovamente sotto la soglia fissata dall’Oms.

«Negli ultimi due decenni – conferma la dottoressa Giuliana Monti, responsabile della Pediatria di comunità dell’Ausl di Ravenna – anche nella nostra regione è progressivamente emerso il rifiuto delle vaccinazioni su base ideologica e culturale, non più per trascuratezza quindi, ma per convinzioni o timori di possibili danni. Con il passare degli anni all’aumentare della copertura – continua – e al diminuire quindi della frequenza di malattie prevenibili con vaccini, è corrisposto nei genitori una diminuita percezione del rischio di tali malattie e una enfatizzazione di quello invece del vaccino».

Così anche in provincia di Ravenna si registra in questi anni un progressivo calo delle coperture vaccinali, pur mantenendo percentuali nettamente superiori a quelle del resto della Romagna, con Rimini, in particolare, scesa sotto il 90 percento anche probabilmente per la presenza in città della sede del movimento antivaccino. Nel 2015 (ultimi dati disponibili) nella provincia di Ravenna è stata registrata una percentuale di copertura per i quattro vaccini obbligatori del 94,3 percento al 24esimo mese di vita, in calo di 0,9 punti rispetto al 2014, quando ancora la percentuale era superiore a quella fissata dall’Oms, al 95,2. Un calo costante se si pensa che solo pochi anni prima, nel 2009, in provincia di Ravenna i bambini sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie erano il 97 percento.

Tra le vaccinazioni raccomandate («che hanno comunque la stessa importanza di quelle obbligatorie, secondo la nostra Regione», sottolinea la dottoressa Monti) quella trivalente (morbillo-parotite-rosolia) si è mantenuto costante passando dall’89,5 percento del 2014 all’89,4 del 2015, mentre sono in calo meningococco (dal 90 all’89,2), pertosse (dal 95,2 al 94,9) e pneumococco (dal 94 al 93,4).

In valori assoluti, a fine 2015 erano 178 i bambini non vaccinati contro i 161 dell’anno precedente, di cui 64 irreperibili, un fenomeno questo in forte crescita (nel 2014 erano solo 5 i casi) che riguarda però quasi esclusivamente famiglie immigrate che sono tornate nei loro Paesi di origine senza cambiare ancora residenza. Gli altri sono invece rifiuti motivati da parte delle famiglie che, quando non rispondono alla chiamata, devono presentarsi in ospedale per un colloquio e firmare successivamente un modulo predisposto di “dissenso informato”. L’Ausl fornisce loro risposte verbali e offre riferimenti bibliografici. «I dubbi più frequenti sono sempre gli stessi – commenta la dottoressa Monti, che partecipa lei stessa a molti di questi colloqui – e si aggirano soprattutto attorno al tema dell’autismo, nonostante sia stato dimostrato da tutti gli studi scientifici e dalla letteratura mondiale che non c’è alcun collegamento, nonostante il medico che lo aveva invece dimostrato in uno studio sia stato radiato e si scoprì essere corrotto (il riferimento è all’ex medico e chirurgo britannico Andrew Jeremy Wakefield, ndr), nonostante la Corte d’Appello di Bologna abbia ribaltato la storica decisione del tribunale di Rimini (che aveva riconosciuto la sussistenza del nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino trivalente e la sindrome autistica, nel 2012, ndr), nonostante tutto. E poi i genitori hanno paura che il vaccino provochi la morte in culla, o le allergie, il diabete, i disturbi neurologici, l’epilessia, quando tutti gli studi seri durante gli anni hanno certificato l’inesistenza di un rapporto causa-effetto. Semplicemente, molti di questi episodi, generalmente, si manifestano nel primo anno di vita, quando vengono somministrati anche i vaccini, ma si tratta appunto solo di un rapporto temporale…».

E perché, invece, è così importante vaccinarsi? «Perché anche se certe malattie da noi non si vedono più, nel mondo ci sono e fanno grossi danni. Di malattie si muore ancora, ci sono casi di cronaca a confermarlo, anche vicini a noi».

Sulla nuova legge regionale in preparazione (vedi articoli correlati) invece la pediatra non si esprime nettamente. «È una cosa un po’ controversa e preferisco limitarmi a dire che la gente lo dovrebbe capire da sola, che è necessario vaccinare i propri figli…».

Ricoperti i resti della chiesa In arrivo il pavimento in Piazza Kennedy

Si continua a scavare solo nell’area dell’altare alla ricerca di reperti del VI secolo. Il Comune ha promesso la riapertura per giugno

Torna sotto terra buona parte dei resti della ricostruzione della chiesa di Sant’Agnese del Seicento ritrovati a Ravenna nei lavori di riqualificazione cominciati circa un anno fa per trasformare piazza Kennedy da parcheggio a spazio pedonale. La parte nuovamente ricoperta dopo gli scavi è quella giudicata di scarso valore testimoniale.

Si continua invece a scvare nell’area di quello che era l’altare della ex chiesa di Sant’Agnese, con la finalità di rinvenire eventuali vestigia risalenti al VI secolo, a cura della Soprintendenza archeologica di Bologna. Tale operazione viene realizzata prevalentemente in modo manuale per salvaguardare eventuali reperti che potrebbero venire alla luce. Al momento si è toccata la quota meno 3 metri di profondità, occorrerà arrivare a 3, 5 metri.

Come già ufficialmente annunciato dal Comune, l’obiettivo è avere la piazza completata per giugno. Nei prossimi giorni inizieranno le lavorazioni che si concluderanno con la pavimentazione e la contestuale costruzione del muretto sul fronte di palazzo Rasponi dalle Teste, a confine degli Orti Rasponi.

Cacciato dalla festa, chiede un passaggio a due invitati: pestato e rapinato in strada

Trascinato fuori dall’auto e sbattuto sul parabrezza fino a sfondarlo Ora ha un zigomo fratturato. Arrestati due giovani noti per altre violenze

A un certo punto, per motivi che non sono ancora noti, è stato allontanato da un festino in una casa del quartiere ex Anic e per tornare a casa ha preso un passaggio da due che si sono offerti volontari: per strada l’hanno trascinato fuori dall’auto e riempito di calci e pugni per poi rapinarlo di soldi e cellulare. La vittima ha uno zigomo fratturato, altri due giovani sono stati arrestati dai carabinieri per rissa e rapina. L’arancia meccanica, nata forse dal consumo di alcol e droghe alla festa, è andata in scena nella notte tra l’11 e il 12 maggio.

Sembra che la serata sia cominciata da un incontro in un bar di Ravenna da dove un gruppetto di 4-5 persone si è spostato a casa di uno di loro nel villaggio San Giuseppe. I carabinieri che indagano non escludono che il festino fosse a base di alcol o droga, soprattutto in considerazione dei precedenti penali che i soggetti vantano. Dovranno essere accertati i motivi dell’allontanamento di uno di loro. Che per tornare ha chiesto un passaggio accorgendosi preso che l’auto dei volontari che lo stavano accompagnando non era diretta verso casa sua. Nelle vicinanze del cavalcavia della diramazione Dir della statale Romea l’auto si è fermata: il malcapitato è stato trascinato fuori dalla macchina e colpito ripetutamente al volto e in pancia, con calci e pugni, finendo addirittura con lo spaccare il parabrezza con la testa.

La vittima ha fatto denuncia dando subito il nome dei suoi assalitori che gli avrebbero asportato anche soldi e telefono cellulare. I militari hanno anche raccolto la testimonianza di una donna che casualmente transitava in macchina ed ha osservato la scena, dando poi l’allarme al 112. Mentre alla vittima, al pronto soccorso, veniva diagnosticata una frattura scomposta dello zigomo, i carabinieri sono andati immediatamente all’abitazione di uno dei due denunciati, dove hanno trovato entrambi. La macchina con il parabrezza sfondato era ancora parcheggiata sotto casa.

I due giovani, uno dei quali già noti per episodi di violenza in aggressioni accadute l’anno scorso in estate a Marina di Ravenna, sono stati arrestati in flagranza di reato per la rapina e le lesioni cagionate alla vittima; sono stati accompagnati in carcere dove hanno già sostenuto l’interrogatorio di garanzia.

La Mille Miglia torna in città Il passaggio in piazza la sera del 19 maggio

La rievocazione della gara per auto d’epoca sarà accompagnata da eventi, mostre, concorsi.

Anche la 34esima rievocazione della Mille Miglia – la gara di regolarità per auto d’epoca riservata a vetture prodotte non oltre il 1957 che risultavano iscritte alla corsa originale del 1927 – passerà da Ravenna. Il rombo dei motori in centro storico è atteso verso le 20 del 19 maggio. Il percorso cittadino è sempre il solito degli anni passati: provenienti da Ferrara, le auto lasceranno l’Adriatica percorrendo via Faentina, via Maggiore e via Cavour, piazza del Popolo, piazza Garibaldi, via Guidone, via De Gasperi, viale Randi e di nuovo sull’Adriatica verso Rimini.

La tappa ravennate sarà dedicata a Enrico Liverani e Valerio Maioli, l’assessore e l’imprenditore da poco scomparsi. Ai nastri di partenza ben 446 vetture che timbreranno in Piazza del Popolo alle 20.15 circa. Le auto della Mille Miglia saranno precedute a partire dalle 18 da 100 vetture Ferrari e 50 vetture Mercedes per il tradizionale tributo. Al seguito della manifestazione ci saranno 70 troupe televisive con giornalisti dalle varie nazioni del mondo. Numerose le iniziative messe a punto dall’agenzia Abc e dal comitato promotore per la valorizzazione dell’evento: martedì 17 maggio alle ore 16.30 piazza del Popolo verrà animata dall’esposizione di circa una quindicina di vetture degli equipaggi ravennati partecipanti alle passate edizioni della corsa, di seguito alle 17.30 ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica ‘Ravenna e la 1000 Miglia’ alla Biblioteca Casa di Oriani, mostra che rimarrà visitabile fino a sabato 21 maggio.

Quest’anno è stato realizzato un mini-sito dedicato visitabile all’indirizzo www.1000migliaravenna.it, una pagina Facebook (Mille Miglia Ravenna) e nei prossimi giorni verrà lanciato un contest fotografico sul profilo Instagram 1000migliaravenna per valorizzare il passaggio della corsa. L’evento è stato presentato stamani, 13 maggio, dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi al ristorante le Due Dame di Ravenna.

Autori, editori, traduttori Ecco il festival Scrittura

Il programma degli eventi di maggio

Un convegno sulla cucina degli avanzi di Stacchetti, in programma sabato 14 maggio, è l’anteprima con cui si apre la terza edizione di Scrittura, il festival dedicato al mondo della letteratura e della lettura, tra dibattiti, presentazioni di libri e incontri con autori e traduttori. Quest’anno il festival sbarcherà anche a Lugo per la prima volta (a giugno). Il calendario degli eventi di maggio è in fondo alla pagina. Di seguito pubblichiamo un intervento di Matteo Cavezzali, direttore artistico del festival.

«Mi hanno preso tutto, ma mi è rimasta la voce» ha detto il Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi dopo che il governo iraniano le ha sottratto tutto quello che possedeva come intimidazione in seguito alle sue prese di posizione contro il regime. Anche la medaglia del Nobel che le avevano consegnato a Stoccolma ora è in qualche archivio di Stato, o a casa di uno zelante uomo delle forze dell’ordine che forse l’ha già rivenduta sul mercato nero.

La voce però, quella rimane. La voce, la scrittura è un’arma che non può essere sottratta, e per combattere un governo è l’arma più pericolosa perché può colpire più nel profondo di un kalashnikov o di una granata. La voce non ferisce il corpo, ma è diretta all’anima e può far germogliare sulle rocce dell’indifferenza il fiore della consapevolezza. «Nel mondo ci sono milioni di persone che vivono in villaggi poverissimi e sono ridotte alla fame: queste persone sono facilmente strumentalizzabili, non hanno niente da perdere. Gli intellettuali progressisti, e non solo, mettano il loro sapere al servizio delle nuove generazioni: solo così sconfiggeremo i fanatismi e sradicheremo la violenza». La parola può creare ponti, accorciare le distanze, perché è l’unico modo che abbiamo per conoscerci a vicenda, e la conoscenza è il primo passo per la comprensione. Shirin Ebadi sarà una degli ospiti della terza edizione di ScrittuRa festival che guarderà in modo particolare alla libertà di parola e sul pluralismo.

Ma ScrittuRa festival sarà anche qualcos’altro, ovvero un momento di incontro di una comunità. Umberto Eco scriveva che «Chi non legge a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’indietro». Incontrarsi nelle piazze e nelle strade di Ravenna e di Lugo (una delle principali novità di questa edizione) per ScrittuRa festival sarà un modo di conoscersi e vivere assieme vite che non sono le nostre. Solitamente la lettura e la scrittura sono attività individuali, solitarie per loro stessa natura. ScrittuRa sarà un modo per condividere questa esperienza, scoprirsi parte di una comunità. Sarà un modo per ritrovare la ritualità collettiva e pubblica che caratterizzava agli albori la lettura, quando a conoscere gli idiomi che componevano frasi e parole era una minoranza che mediava tra il libro e la collettività leggendo ad alta voce.

A popolare la città saranno scrittori, editori, editor, traduttori, giornalisti e lettori. Con noi ci sarà anche la compagna dell’ultima battaglia culturale di Umberto Eco, l’editrice Eleonora Sgarbi, che con lui ha fondato la Nave di Teseo. Ci sarò Alberto Rollo direttore letterario di Feltrinelli, il più grande editore rimasto fuori dalla fusione Mondadori-Rizzoli, ma soprattutto ci saranno molti autori come Simonetta Agnello Hornby che quotidianamente lotta per i diritti dei minori nel mondo, grandi scrittori come Andrea Vitali, Antonio Moresco e molti altri. Ci sarà anche una mostra su letteratura e frontiera, i disegni realizzati da LRNZ per i libri di Murakami, incontri su grandi autori come italiani e internazionali come Vladímir Majakóvskij, Eduardo De Filippo e Olindo Guerrini tenute da grandi autori contemporanei e ancora lezioni di scrittura, passeggiate letterarie, … insomma tantissime vite da vivere assieme.

IL PROGRAMMA

Anteprima – Sabato 14 maggio
ore 9.30/13 “Stecchetti, gli avanzi in tavola” con Massimo Montanari, Maurizio Campiverdi, Giovanna Tagliati, Giuseppe Bellosi per A.I.C.@ Sala Corelli, Teatro Alighieri, via Mariani 2
ore 9.30 “Mangiare la paura” incontro con Antonio Ferrara, Sala Holden, via Baccarini 3
ore 16 “Se saprei scrivere bene” Laboratorio di scrittura per ragazzi e adulti a cura di Antonio Ferrara, Momo Libreria per ragazzi, via Mazzini, 36***
ore 17 Vernice mostra “Frontiera – passaggio e possibilità”, Biblioteca Classense, via Baccarini 3
ore 18 Inaugurazione della mostra di LRNZ con le illustrazioni realizzate per i libri di Haruki Murakami @ galleria Bonobolabo, via Centofanti 79

Lunedì 15 maggio
ore 15 Incontro con Viola Di Grado – Aula Magna Liceo Scientifico A.Oriani, via C.Battisti 2 7

Martedì 17 maggio
ore 17 Letture animate con Nati per leggere, libreria Dante di Longo, via Diaz 39
ore 18.30 “Finché non saremo liberi” (Bompiani) Incontro con la autrice iraniana Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi @ Palazzo dei Congressi, Largo Firenze 1

Mercoledì 18 maggio
ore 18.30 Incontro con Alberto Rollo di Feltrinelli @ Piazza dell’Unità d’Italia*
ore 21 Loriano Macchiavelli @ Piazza dell’Unità d’Italia*

Giovedì 19 maggio
ore 9.30 unlibropersempre – Incontro con gli scrittori finalisti del Premio Bancarella @ Palazzo dei Congressi, Largo Firenze 1
ore 18.30 incontro con Paolo Di Paolo, Piazza Unità d’Italia
ore 21 incontro con Simonetta Agnello Hornby @ Piazza Unità d’Italia

Venerdì 20 maggio
ore 9.30 – “Scrivere romanzi (in Italia) nel 2016” Lezione di Paolo Di Paolo, Mar, via di Roma 13**
ore 17 Passeggiate letterarie a cura Il Papavero & Abaco Guide, Libreria Dante, via Diaz 39
ore 17 “Più bambini felici con gli IN-BOOK” un progetto di IT Morigia e Homeless Book edizioni, Piazza dell’Unità d’Italia*
ore 18.30 La letteratura americana contemporanea da Jennifer Egan a David Forste Fallace – raccontata da Giulio D’Antona @ Piazza dell’Unità d’Italia*
ore 21 Elisabetta Sgarbi direttore editoriale della Nave di Teseo @ Piazza dell’Unità d’Italia*

Sabato 21 maggio
ore 9.30 “Questa è l’acqua. Istruzioni per editare se stessi” lezione di Marco Peano, Mar, via di Roma 13**
ore 17 Passeggiate letterarie a cura Il Papavero & Abaco Guide, Libreria Dante, via Diaz 39
ore 17 Asta poetica di beneficenza per Agedo @ Piazza dell’Unità d’Italia*
ore 18.30 Vladimir Majakovskij – raccontato da Serena Vitale @ Piazza dell’Unità d’Italia
ore 21 Antonio Moresco @ Piazza dell’Unità d’Italia*

Domenica 22 maggio
ore 9.30 “Dal cassetto alla libreria: la filiera del libro” lezione di Giorgio Pozzi, editore Fernandel @ MAR, via di Roma 13**
ore 17 “Una pigna per Dante” visita guidata per bambini sulle tracce di Dante a cura Il Papavero & Abaco Guide, Libreria Dante, via Diaz 39
ore 18.30 Elena Stancanelli, Piazza dell’Unità d’Italia* Ore 21 Andrea Vitali, Piazza dell’Unità d’Italia*

*in caso di maltempo gli incontri previsti in Piazza Unità d’Italia si terranno alla sala del Centro Dantesco nei chiostri francescani, via Dante Alighieri 4.
**LABORATORI DI SCRITTURA posti limitati, iscrizione obbligatoria a info@scritturafestival.com o presso la Libreria Dante di Longo, via Diaz 39.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi