«Sfida difficile ma appassionante, per un’altra leadership. E un’altra economia»
Gianni Cuperlo
Proseguono le attività del Comitato Ravenna per Orlando Segretario, nato per sostenere la candidatura del guardasigilli a segretario nazionale del Partito Democratico in vista delle primarie di domenica 30 aprile.
Arriva a Ravenna un’ospite d’eccezione: Gianni Cuperlo. Lunedì 10 aprile alle 17 il parlamentare ed esponente di spicco della Sinistra Pd sarà alla Sala Mama’s in via San Mama 75, per incontrare assieme all’onorevole Alberto Pagani e ai promotori del comitato ravennate tutti gli elettori, cittadini, simpatizzanti ed interessati.
Cuperlo, tra i primi a sottoscriverne il progetto, motiva così il suo sostegno ad Orlando: «Andrea è stato ed è un ottimo ministro, e in questo momento ha avuto il coraggio di alzarsi in piedi e dire che bisogna cambiare. Quindi, alziamo la testa anche noi, proviamoci, proviamo a stupire e a scombinare le previsioni. La sfida è difficile ma appassionante: lanciamo un’altra stagione per il Pd e un’altra leadership, che si basi sull’uguaglianza, sulla democrazia, sulla dignità, sui diritti e su di un’altra economia».
Alla cerimonia anche il vicesindaco Fusignani e il primo massaro della Casa Matha
Giordano Gamberini
Lunedì, 10 aprile, alle 15 il ponte mobile di via Attilio Monti sarà intitolato a Giordano Gamberini, “umanista e amministratore pubblico (23 giugno 1915 – 29 giugno 2003)”.
Dopo una breve cerimonia, con scoprimento della targa commemorativa, alle 15.30 la figura di Gamberini sarà ricordata in municipio dal vicesindaco Eugenio Fusignani, dal primo massaro della Casa Matha Paolo Bezzi, dallo storico Pietro Barberini e dall’avvocato Alberto Gamberini in rappresentanza della famiglia.
Fin qui il comunicato inviato alla stampa dal Comune. Per completezza d’informazione, però, è giusto ricordare che il nome di Giordano Gamberini, importante massone che ricopri il ruolo di gran maestro del Grande Oriente d’Italia, è anche legato a quello di Licio Gelli – il noto faccendiere toscano maestro venerabile della loggia massonica segreta P2 – tanto che nella relazione della commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Tina Anselmi, viene espressamente indicato come la figura «che patrocinò l’ascesa iniziale di Gelli» nella P2.
Il nome di Gamberini era spuntato anche nel tanto discusso caso ravennate dell’eredità del conte Galletti Abbiosi, figurando nella commissione amministratrice dell’orfanatrofio alla data del 25 settembre 1968 e citato più volte nel 2010 come «oscuro personaggio» dall’associazione Ravenna Punto a Capo, che poi si sarebbe presentata come lista civica alle Amministrative dell’anno dopo.
Aveva lasciato il marito ad attenderla in auto, fuori dal centro commerciale, a Faenza. Ma al suo ritorno non c’era più. Così un’anziana ha chiamato la polizia che si è messa sulle tracce dell’uomo, un 90enne che soffre da tempo di disturbi cognitivi e della memoria.
Le ricerche sono durate alcune ore e sono state estese alle zone limitrofe, fino al ritrovamento dell’uomo, tranquillamente seduto su una panchina.
La presidente del Ravenna Festival lancia un «censimento delle giovani energie creative». Dal 23 al 30 maggio, iscrizioni via mail
La presentazione dell’iniziativa del Ravenna Festival (foto Zani)
Una nuova ventata artistica investirà ben presto Ravenna: Cristina Mazzavillani Muti, presidente di Ravenna Festival, chiama a raccolta tutti i ragazzi della Romagna, con un’età compresa fra gli 8 e i 18 anni, per fare quello che lei ha definito «un censimento delle giovani energie creative del territorio». Le audizioni, aperte al pubblico, si terranno dal 23 al 30 maggio all’interno del Teatro Alighieri; chi volesse partecipare ha tempo per iscriversi fino al 10 maggio (data non tassativa) e può farlo con un’email a segreteria@teatroalighieri.org. A presiedere la commissione sarà naturalmente Cristina Muti, affiancata dalla direzione del Festival nel valutare le proposte per le categorie ammesse: canto, strumento, recitazione, danza, senza limiti di genere e con contenuti liberamente scelti.
Cristina Mazzavillani Muti e la direzione del Festival (foto Zani)
«Ho avuto modo di vedere con i miei occhi – spiega Cristina Mazzavillani – l’interesse dei giovani per l’arte, la musica, il teatro quando, in occasione delle mie Trilogie d’Autunno, ho aperto loro le porte dell’Alighieri, riempiendolo. Ora invece, con questa chiamata, vorrei scoprire i loro sogni, le aspirazioni e passioni che sappiamo non li lasceranno per tutta la vita, dando loro l’opportunità di salire sul palco e relazionarsi con lo spettacolo dal vivo».
L’iniziativa sarà intitolata al baritono ravennate Giuliano Bernardi, promessa della musica lirica, di cui quest’anno ricorre l’anniversario della scomparsa avvenuta 40 anni fa, agli inizi di una carriera già luminosa. Una chiamata quindi che è una vera e propria apertura del festival alle nuove generazioni, per poter ammirarne, coglierne e censirne il potenziale artistico, «per guardare il mondo con i loro occhi pieni di fiducia ed entusiasmo, perché nel mettersi in gioco senza preconcetti e senza falsi pudori dei bambini e dei ragazzi anche le nostre convinzioni e la nostra percezione si trasformano e si rinnovano» afferma la presidente. Da qui l’idea di accogliere i partecipanti alle audizioni nella splendida e simbolica cornice artistica del Teatro Alighieri, aprendo e restituendo alla città un luogo magnifico che sembra invece riservato a pochi eletti.
«Da quando è nato il Festival mi è sempre stato chiaro che l’obiettivo non poteva essere solo quello di portare a Ravenna grandi interpreti internazionali, bensì anche quello di dimostrare la sensibilità e prontezza a riconoscere il potenziale di chi vive in questa città e in Italia: ora lo vogliamo fare proprio con la chiamata ai ragazzi», conclude Cristina Muti.
Non è una competizione o un talent, non ci saranno premi finali ad attendere i migliori: è una nuova forma di dialogo con la città, invitata se lo vorrà ad assistere alle audizioni, e in particolare con i giovani, che potranno prima di tutto vivere in prima persona la loro passione su un vero palco e, non da meno, mettersi in gioco forse per la prima volta nella vita.
Respinta la richiesta di sospensiva del titolare del campeggio di Lido di Classe
Il 28 febbraio la Forestale ha chiuso il camping Bisanzio di Lido di Classe, revocando la concessione. Una decisione frutto di una serie di inadempienze contestate ai titolari (già a partire dal 2014) riguardanti alcune roulotte presenti senza autorizzazione. L’Avvocatura di Stato in questi giorni ha respinto la richiesta di sospensiva alla revoca da parte del titolare, Luciano Panzavolta, che in un’intervista al Carlino rivela anche di essere stato costretto a sgomberare tutta l’area entro 90 giorni e di essere ora in attesa del responso del Tar, che non potrà però arrivare in tempo per l’imminente stagione balneare.
Una notizia che ha messo in apprensione l’intera località: il camping Bisanzio infatti – stando alle parole del titolare – registra quasi 9mila presenze all’anno e rappresenta una parte importante dell’economia di Lido di Classe.
Il presidente della Pro Loco di Lido di Classe Terzino Giorgini aveva già espresso la preoccupazione a nome dell’intero paese in una lettera aperta di qualche settimana fa, sperando in una riapertura a breve.
Cgil, Cisl e Uil invitano ad aderire e chiedono una discussione in Parlamento
In occasione delle giornate di festa legate alla Pasqua, i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil regionali hanno deciso di proclamare uno sciopero per il giorno 16 e astensione dal lavoro per il 17 «invitando i lavoratori del commercio e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali ad aderire» all’agitazione.
A giudizio delle organizzazioni sindacali – citiamo un’agenzia dell’Ansa – «la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori. Recenti sentenze confermano questa nostra impostazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva».
Alla luce della liberalizzazione introdotta nel 2011 con il decreto ‘Salva Italia’ «che ha eliminato ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali», osservano i sindacati, «è necessario che la discussione in Parlamento per una nuova regolamentazione delle aperture commerciali si riattivi».
Dalle gare competitive e non fino al nordic walking, i riflettori domenica saranno puntati soprattutto sulla Maratona del Lamone, che vedrà gli italiani a caccia di un trionfo che manca da 13 anni, mentre tra le donne la grande favorita è Laura Gotti. L’elenco di tutte le competizioni
Un’immagine della scorsa edizione della Maratona del Lamone
E’ tutto pronto a Russi e in casa del GS Lamone per la 41ª edizione della Maratona del Lamone che si correrà domenica, quando al via di piazza Farini, alle ore 9, si presenteranno circa 2800 atleti, di cui 800 (è record assoluto) in gara nella 42,195 km, numero peraltro destinato ad aumentare visto che per i ritardatari c’è tempo fino a questa sera per le iscrizioni on line e poi domani pomeriggio direttamente in piazza Farini.
Tra i top runner in gara è annunciata la presenza del campione in carica Mohamed Hajjy, vincitore anche nel 2014, che dovrà guardarsi dall’assalto del connazionale Tariq Bamaarouf e del keniano Samson Mungai Kagia. Cercheranno di spezzare l’egemonia africana sulla corsa, che dura ininterrotta dal 2004, Giuseppe Del Priore, vincitore della 21 km di Alfonsine domenica scorsa, Antonio Armuzzi, Stefano Velatta, Marco Serasini, il romagnolo più veloce alla 100 km del Passatore e già vincitore del Trittico di Romagna nel 2012 e 2013, e Marco D’Innocenti. Tra le donne, dove invece hanno sempre e solo vinto atlete italiane, si profila un’interessante lotta tra la 25enne bresciana Laura Gotti e la riminese Federica Moroni. La pattuglia romagnola annovera anche Mirco Gurioli, Andrea Bernabei, Samantha Graffiedi ed Elisa Zannoni.
La medaglia verrà data agli atleti che taglieranno il traguardo della maratona
Il resto del plotone va a impreziosire e a rafforzare il prestigio e la fama delle altre iniziative allestite dal GS Lamone: la 5000 per Russi, giunta alla 24ª edizione (partenza alle ore 10.30), da quest’anno 1° Trofeo Banca di Credito Cooperativo Ravennate e Imolese (con la sfida tra il campione uscente Vadim Shtypula, Alberto Della Pasqua, Simone Bernardi e Gianluca Borghesi, mentre tra le donne spicca la presenza di Valentina Facciani e della forlimpopolese Gaia Peron); le camminate non competitive di 10 e 3 km (partenza alle 9.30); il 4° nordic walking con istruttore in un percorso storico-naturalistico di 10 km (il via alle ore 9.05); le gare per bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni del 25° Gran Premio Promesse di Romagna – Trofeo Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna (anche qui lo start è fissato alle ore 9.05).
Tra gli aspetti di curiosità legati a questa edizione, si segnala la medaglia artistica – raffigurante l’immagine di Porta Nuova attraversata dalla corsa nei primi km – che verrà consegnata a tutti gli atleti che taglieranno il traguardo della Maratona, e il servizio pace-maker attraverso il gruppo “Pacer, gli originali volontari del sorriso”, veri e propri angeli custodi degli atleti in gara che hanno il compito di assistere, incitare, tenere un ritmo costante durante tutta la gara e condurre gli atleti al raggiungimento del loro obiettivo personale. Sono 24 i pace-maker che già da sabato pomeriggio saranno a disposizione dei partecipanti per consigli e suggerimenti.
Al via il trasloco della struttura attualmente alla Taverna Bukowski. Modifiche alla viabilità
La parete di arrampicata sportiva di Marina di Ravenna
Sono previste tra mercoledì 12 e giovedì 13 aprile le operazioni relative allo spostamento della parete attrezzata per l’arrampicata sportiva di Marina di Ravenna, dall’attuale sede al campo sportivo comunale gestito dalla società Atletica Mercurio, in via del Marchesato.
La struttura sarà dapprima caricata sul mezzo di trasporto eccezionale a bordo del quale raggiungerà la nuova sede e, per consentire questa operazione preliminare, dalle 6 alla mezzanotte di mercoledì 12 aprile è prevista la chiusura di un breve tratto di viale delle Nazioni, antistante il punto dove attualmente si trova la parete, all’interno della Taverna Bukowski. Dalle 21 del 12 aprile alle 6 del 13 è invece previsto il divieto di sosta, al passaggio del trasporto eccezionale, lungo il percorso che il mezzo di dovrà fare per raggiungere via del Marchesato, quindi lungo viale IV Novembre, via Maria Bartolotti e un tratto di viale Ciro Menotti. Inoltre è previsto il divieto di sosta in una parte del parcheggio del campo sportivo di via del Marchesato, dalle 18 di mercoledì 12 aprile alle 12 di giovedì 13.
«Quando abbiamo saputo che l’associazione Istrice non avrebbe più potuto mantenere la propria parete attrezzata nell’area nella quale era sempre stata – ricorda l’assessore allo Sport Roberto Fagnani – ci siamo attivati subito per trovare una soluzione. Era importante per noi che questa attività rimanesse a Marina, dove è sempre stata e dove attira un numero elevatissimo di appassionati, in particolare giovani. Si tratta di uno sport in grande crescita, come tra l’altro dimostra il fatto che sia stato inserito tra gli sport olimpici in occasione di Tokyo 2020».
«Siamo molto soddisfatti – aggiunge Max Borghi, dell’associazione sportiva Istrice – perchè questo spostamento rappresenta un grosso miglioramento da un punto vista sportivo per la nostra associazione. La sinergia con l’Atletica Mercurio e il rimodernamento della struttura consentiranno, non solo di garantire agli atleti romagnoli una continuità nei loro allenamenti ma anche di riportare a Marina di Ravenna competizioni nazionali ed internazionali nell’ambito di un progetto sportivo condiviso con l’amministrazione comunale. Ringraziamo il Comune, la Taverna Bukowski che ci ha consentito di restare per il tempo utile a trovare una soluzione alternative e tutti coloro che ci sono stati vicini in questi mesi; speriamo anche che gli stessi possano aiutarci nella campagna di sottoscrizione pubblica e di ricerca sponsor che lanceremo a breve con lo scopo di rendere di nuovo pienamente fruibile, nel minor tempo possibile, la struttura a tutti gli atleti, appassionati e turisti».
Dal 10 aprile riapre l’area di sosta con 65 posti (prima erano 9 in più) recintati da fioriere. Spostati i cassonetti e ampliata la fermata dei bus
Il parcheggio di piazza Baracca a Ravenna riaprirà il 10 aprile dopo un mese di chiusura per consentire i lavori di riqualificazione. All’apertura del cantiere la previsione dell’amministrazione comunale era stata di completare le opere entro il 13 aprile. Il progetto prevedeva l’ampliamento della fermata dell’autobus, lo spostamento dell’isola ecologica composta da numerosi cassonetti per i rifiuti e la recinzione dell’area di 1.600 mq con fioriere in acciaio creando ingresso e uscita separati, regolati da sbarre, e sistema di pagamento a consumo mediante lettura automatica della targa dei veicoli in entrata (senza emissione di biglietto) abbinato ad un display indicante il livello di occupazione in tempo reale dei posti auto. Che ora sono 65, nove in meno rispetto alla dotazione pre lavori. Al margine esterno del parcheggio, sul lato est, 34 posti per ciclomotori e motocicli; sul lato sud un’area per il carico e scarico merci.
Presentata la terza tappa del circuito giovanile che nella speranza degli organizzatori vedrà dal 13 al 23 aprile sui campi del Circolo tennis Zavaglia circa cinquecento giovanissimi Under 10, 12, 14 e 16 sia nel singolo, sia – novità di quest’anno – nel doppio
Gli organizzatori della Coppa delle Viole con l’assessore allo Sport Roberto Fagnani (primo da destra)
Al via giovedì 13 aprile sui campi del Circolo tennis Dario Zavaglia, la Coppa delle Viole taglia un traguardo prestigioso come i quarant’anni, confermandosi una classicissima del tennis giovanile a livello nazionale non a caso inserita anche nel circuito nazionale Fit Babolat 2017. E’ tutto pronto, quindi, per la competizione giovanile che come da tradizione nel periodo pasquale richiama le migliori promesse del panorama nazionale a Ravenna, “invasa” pacificamente da un esercito di tennisti in erba, armati di racchetta e di tanta voglia di emergere.
Come già negli anni precedenti, fino al 23 aprile saranno in gara le categorie Under 10, 12, 14 e 16 maschile e femminile, con tabelloni di singolare e, novità di quest’anno, anche di doppio. «Abbiamo sempre creduto in questo torneo – ha dichiarato Gianni Fabbri, presidente del Ct Zavaglia nel corso della conferenza stampa di presentazione a cui ha partecipato anche l’assessore allo Sport Fagnani – anche quando ce lo volevano portare via, ma tramite gli sforzi di qualcuno siamo riusciti a mantenerlo. Del resto i nostri dirigenti, tecnici e soci hanno uno spirito e una passione particolari improntati all’attività giovanile: qui hanno giocato Andrea Gaudenzi e Camerin, e ricordo di aver arbitrato pure io una domenica mattina un incontro fra Maria Elena e Flavia Pennetta… Negli anni Settanta il circolo poteva vantare cinquecento soci con impossibilità di accettare altre adesioni, noi puntiamo a rinfocolare quella tradizione, grazie anche a una scuola tennis di alta levatura, tra le più quotate a livello nazionale, che nel tempo ha prodotto e continua a produrre giocatori di valore. E questo ha un effetto promozionale anche sui più giovani, spinti a emulare chi vedono arrivare ad alto livello. Un impegno sul settore giovanile nel quale l’Amministrazione comunale di Ravenna ci è è sempre vicina, incentivando con i mezzi a sua disposizione questo tipo di attività».
Ad entrare più nel vivo del torneo è stato il direttore di gara Davide Amadori, che ha sottolineato come sia «importantissimo essere la terza tappa di macro-area Nord-Est del circuito nazionale, osservato dai tecnici federali. Questo significa che avremo nei vari tabelloni tutti i migliori ragazzi e ragazze del territorio, per tradizione tra i più ricchi di talenti tennistici, quindi una garanzia sull’elevato livello qualitativo della competizione. Il Panathlon Club cittadino, per decisione del suo presidente Riccardo Ravaglia, ha inoltre deciso che assegnerà un premio Fair Play per il partecipante della Coppa delle Viole più corretto».
In una vetrina di assoluto rilievo per il movimento tennistico giovanile tra le tante promesse in gara sui campi del Ct Zavaglia, ma anche del Tc Comune di Ravenna e del Ct Enrico Mattei, ci saranno tutti i giovani del club organizzatore, fra i quali Gian Maria Migliardi, i fratelli Enrico ed Edoardo Lanza Cariccio, Federico Bondioli, Leone Spadoni, Claudio Celaj e Christian Capacci, o in campo femminile Emma Valletta e Perla Fabbri, solo per citarne alcuni. «Le iscrizioni sono aperte fino a sabato 8 aprile – ha ricordato il giudice arbitro Ottaviano Turci – per cui contiamo di arrivare almeno a 550 iscritti, stando a quelli che sono stati i dati di partecipazione delle prime due tappe del circuito, un numero che potrebbe aumentare ulteriormente e magari arrivare verso quota 600 considerando che in questa edizione si aggiungono per la prima volta anche i doppi. Come sempre, tanti occhi saranno puntati sui nostri promettenti ragazzi, presenti in maniera numerosa nei vari tabelloni e ci tengo a ricordare che alcuni di questi giovani si cimenteranno nelle prossime settimane anche in tornei internazionali Under 12 e 14».
Panoramica sui dati: l’anno scorso registrati 1,4 mln di ingressi, in calo rispetto al 2015. Gli anni d’oro restano il 2008 e il 2009
Master Thai, la novità 2017 di Mirabilandia
Mirabilandia apre al pubblico sabato 8 aprile e festeggia il suo 25esimo anno di vita. Il celebre parco dei divertimenti alle porte di Ravenna si presenta al pubblico con nuovi spettacoli e attrazioni e l’obiettivo è quello di raggiungere almeno il milione e mezzo di visitatori dopo che il 2016 si è chiuso con circa 1,4 milioni di presenze, almeno secondo quanto dichiarato dal direttore generale del parco Bernard Giampaolo in un’intervista al Carlino.
Si tratterebbe del dato peggiore dal 2012 secondo i numeri (non certificati e non facilmente rintracciabili) diffusi a seconda dallo stesso parco o da ricerche istituzionali. Nel 2015 infatti l’Osservatorio della Regione ha pubblicato la cifra di 1.680.000 visitatori, in crescita rispetto all’anno precedente (1.610.000 a sua volta in crescita del 6 percento rispetto al 2013, secondo un comunicato di Mirabilandia). Nel 2012 il dato peggiore del decennio, a causa anche del terremoto in Emilia, anche se già il 2011 era stato archiviato come l’anno della crisi con circa 1,4 milioni di presenze rispetto alla soglia dei 2 milioni di visitatori raggiunta nel 2008 e nel 2009 e sfiorata nel 2010, il periodo d’oro del parco.
Due milioni di visitatori all’anno, d’altronde, era l’obiettivo che si era posto inizialmente la proprietà che invece nel primo anno di esercizio si era dovuta accontentare di soli 600mila visitatori, arrivando a 950 000 presenze l’anno dopo (il 1993) ma crollando nuovamente poco sopra ai 600mila nel 1996, a rischio fallimento. Nel 1997 il parco venne così ceduto al gruppo Loeffelhardt-Casoli e, nel giro di quattro anni, le presenze annuali superarono il milione e mezzo di visitatori. È del 2006 invece l’arrivo della Parques Reunidos, società spagnola leader nel settore del divertimento che ha investito tra nuove attrazioni e spettacoli quasi 70 milioni di euro in dieci anni (con fatturati che hanno superato anche i 50 milioni di euro all’anno fino ai 40-45 circa degli ultimi esercizi), compresi i 3,5 annunciati per l’imminente stagione 2017.
Per il futuro, l’investimento più importante perlomeno del prossimo decennio, già annunciato, sarà quello di realizzare a Mirabilandia una sorta di albergo, non in senso classico, dicono dalla proprietà, ma per riuscire a offrire un pacchetto unico ai visitatori che comprenda anche la possibilità di dormire all’interno del parco.
Il creatore di Doppiozero al teatro Rasi per la festa della rivista nell’ambito del festival Enter di Ermanna Montanari
Marco Belpoliti
Saggista, scrittore, docente di Sociologia della Letteratura all’Università di Bergamo, critico di Repubblica e creatore della rivista Doppiozero, Marco Belpoliti è una figura di intellettuale poliedrico che promuove giovani voci e ricorda la tradizione dei maestri. Autore di molti saggi su Primo Levi, Calvino e Pasolini, ha scelto Ravenna per festeggiare Doppiozero in due giornate intitolate “Gli irregolari” all’interno del festival Enter diretto da Ermanna Montanari del Teatro delle Albe.
Belpoliti sarà in dialogo con Giovanni Lindo Ferretti al Rasi l’8 aprile nel corso del pomeriggio di incontri che avrà inizio alle 15 (a questo link il programma delle due giornate).
Pasolini, Testori, Levi erano intellettuali che muovevano le coscienze e l’opinione delle persone, oggi qual è il ruolo dell’intellettuale?
«Non sono più direttori di coscienza, ma mediatori culturali. La cultura di massa è molto pop, molto veloce, satura di immagini, ma non approfondisce. Il ruolo degli intellettuali di oggi, come Bauman, è quello di cercare di spiegare a tutti, anche a quelli che leggono poco, quali sono i problemi sul tappeto. Aiutano il passaggio da fatti molto complessi a concetti più semplici. Il che non significa che siano dei semplificatori». Anche i luoghi di discussione culturale sono molto cambiati. Come definirebbe Doppiozero: una rivista, un luogo di riflessione, un blog, una casa editrice…
«È tutto questo assieme. Se uno va a vedere cos’erano Il politecnico o L’Espresso quando nacquero era la stessa cosa. Non ci sono grandi differenze. Il supporto è diverso, perché da cartaceo è diventato immateriale, ma non c’è una differenza di approccio. Oggi non si può fare una cosa sola. Siamo una rivista, un blog, un editore, tutto assieme. Anche se è faticoso e dispersivo. La cultura si è molto parcellizzata e noi cerchiamo di fare una sintesi. Cerchiamo inoltre di essere un ponte tra generazioni facendo scrivere assieme giovani ventenni e autori di settanta anni». Trova che tra queste generazioni così lontane ci siano molte differenze nell’approccio alla scrittura, alla lettura e in generale alla cultura?
«Tendo a vedere più tratti che hanno in comune che quelli che li differenziano. Negli ultimi anni si è parlato molto delle rotture generazionali, credo sia ora il momento di parlare della continuità, della tradizione intesa come il senso di tramandare qualcosa. Non siamo una rivista di rottura, ma di cucitura».
Marco Belpoliti
In un suo saggio ha scritto che la nostra epoca è segnata da due crolli, opposti e simmetrci, che hanno segnato la storia occidentale: la caduta del Muro di Berlino e l’abbattimento delle Twin Towers. Crede che la nostra sia un’epoca di decadenza?
«Non direi di decadenza, ma caotica, multipolare. Sono stati due crolli molto diversi tra loro, il primo ha creato una apertura, il secondo una chiusura. Credo che il nostro sia un periodo molto vario, ma anche molto fertile. Dipende da dove si mette l’accento. C’è Trump e ci sono i nuovi muri culturali, certo, però ci sono anche forti elementi di apertura. La storia vista da lontano è fatta meno di picchi e di abissi di quello che sembra. La sindrome dell’intellettuale è la sindrome dell’apocalisse. Con il dito alzato dice “ecco qui” e indicano una rottura, il 1914, il 1943, il 2011, ma ci sono anche atti che uniscono, anche se sono meno vistosi e più lenti».
“Viviamo sotto la minaccia continua di due prospettive egualmente spaventose, anche se apparentemente opposte: la banalità ininterrotta e un terrore inconcepibile”. Susan Sontag lo scriveva nel 1965, ma quasi cinquant’anni dopo le cose non sono cambiate. Al contrario, ogni giorno ci dispensa dosi massicce tanto di banalità quanto di terrore. Parlava di questi due estremi ne L’età dell’estremismo uscito tre anni fa, crede che le cose stiano ancora procedendo verso questi due poli?
«Questa contrapposizione non è finita. Se uno guarda l’oceano da sopra una barchetta gli sembra che, un giorno sì e uno no, il mare sia in tempesta. Se uno scende con un batiscafo nelle profondità marine gli sembra che sia tutto immobile. Dipende dal punto di vista che si assume. Da lontano, con uno sguardo che vede mille anni, tutto sembra più immobile e certe contrapposizioni rimangono in tutte le epoche».
Karl Marx aveva scritto che “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”. Siamo entrati nella fase della farsa?
«Di farse ce ne sono state molte nel tempo. A volte ci sono state tragedie che erano anche farse allo stesso tempo, come la prima guerra mondiale. Marx aveva una visione limitata del tempo perché era all’inizio del capitalismo industriale, poi è stato tutto un susseguirsi di tragiche farse». Un tempo la politica era molto legata alla riflessione culturale, oggi pare che sul ragionamento abbia vinto l’ entertainment.
«Lo spettacolo è uno degli elementi dominanti della nostra epoca, però si può scegliere di seguire ritmi e tempi diversi. È una scelta. Un intellettuale può anche andare in televisione, tutto dipende da come si affronta la cosa anche se Pasolini diceva che la televisione è una “macchina infernale”». Oggi di “macchine infernali” ce ne sono numerose, non oso pensare cosa direbbe Pasolini di Facebook…
«Io non ho Facebook e nemmeno la televisione quindi sono fuori da questo mondo». Però ha lanciato una forma di fiaba breve usando Twitter…
«Sì, sono esperimenti che si fanno… Lo uso come sveglia per dire “c’è il giornale, vuoi leggerlo?”. I social sono come tutte le macchine mediatiche: esce quello che ci metti dentro, come diceva McLuhan».
Come ultima cosa vorrei chiederle di consigliarci due libri, uno uscito recentemente che possa essere una lettura utile per i nostri anni, e l’altro invece un libro del passato che andrebbe riscoperto.
«Sul passato non ho dubbi: I sommersi e i salvati di Primo Levi è uno dei libri più importanti del XIX secolo che è incentrato sul rapporto con il potere, ed è molto attuale. Di libri usciti di recenti faccio più fatica, perché ne leggo tanti. Direi i Ritratti italiani e Ritratti e immagini di Arbasino».