domenica
26 Aprile 2026

500mila euro con un “Gratta e vinci” «Il vincitore vive nella zona di Mezzano»

Il biglietto fortunato da 5 euro acquistato nella tabaccheria Dana’s in via Reale. Il titolare: «Cliente saltuario, lo conosco di vista…»

Spendendo 5 euro per acquistare un biglietto “Gratta e vinci” ha fatto il colpaccio: vincita da 500mila euro. Il ticket fortunato è stato acquistato nei giorni scorsi nella tabaccheria Dana’s in via Reale a Mezzano. I titolari, i fratelli Dino e Dana Dalfiume, hanno ricevuto oggi i ringraziamenti del vincitore: «È una persona che vive nella zona, lo conosciamo di vista, cliente saltuario. Ha chiesto di non rivelare nulla sulla sua identità».

Mezzo milione di euro è la vincita massima per i biglietti della serie Doppia Sfida. Il titolare dice: «Ogni tanto un biglietto lo compriamo quasi tutti ma personalmente mi viene sempre da chiedere dove siano quelli vincenti. Scoprire che uno è andato proprio a qualcuno che conosco e mi fa piacere».

La tabaccheria è all’interno dell’omonimo bar aperto una quindicina di anni fa. I “Gratta e vinci” invece li hanno introdotti da un paio di anni: «Si vendono e la gente li compra. Sono una buona possibilità di guadagno. Più o meno ne vendiamo una cinquantina in media al giorno». L’acquirenti abituale? «Spesso pensionati, capaci di comprare anche 20 euro alla volta. In generale quelli che comprano più biglietti sono persone che sono più in difficoltà economiche…».

Torna la colletta alimentare Nel 2015 raccolti 100mila kg di prodotti

Il 26 novembre all’uscita dei supermercati si potranno donare alimenti a lunga conservazione da destinare ai poveri

Torna per la ventesima edizione la giornata nazionale della colletta alimentare (Gnca) promossa dalla Fondazione Banco Alimentare. Appuntamento il 26 novembre quando in tutta Italia all’uscita dei supermercati (una trentina gli aderenti in provincia di Ravenna, quasi tutti nel comune capoluogo) i volontari inviteranno i clienti a donare alimenti a lunga conservazione da distribuire in strutture caritative come mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà e centri accoglienza per aiutare circa 1,5 milioni di persone bisognose in Italia. Nel 2015 in provincia hanno partecipato oltre duemila volontari con un centinaio di punti vendita aderenti per una raccolta complessiva arrivata oltre le 110 tonnellate di alimenti. In Emilia Romagna la Gnca si terrà presso circa 1.200 punti vendita. Attualmente 800 sono le strutture caritative convenzionate in Emilia Romagna che distribuiscono i prodotti ricevuti da Banco Alimentare. I beneficiari ultimi sono oltre 139.600 persone su tutto il territorio regionale. Nel 2015, 18.700 volontari hanno partecipato alla Gnca in regione, contribuendo alla raccolta di 895 tonnellate.

Anche nel 2017 esenzione tributi locali per le attivià attorno a piazza Kennedy

La decisione della giunta per i ritardi del cantiere riguarda Tari, imposta sulla pubblicità, occupazione di suolo pubblico

Le esenzioni tributarie per le attività economiche di piazza Kennedy e vie limitrofe a Ravenna vengono prorogate per tutto il 2017. La decisione è stata presa dalla giunta comunale nella riunione di ieri 24 novembre in considerazione dell’allungamento dei tempi del cantiere che sta riqualificando la piazza da parcheggio a zona pedonale (la previsione era di completare i lavori sei mesi fa) e che quindi ha prolungato le difficoltà per le attività economiche del quartiere (esercizi commerciali, artigianali, pubblici esercizi, turistici e ricettivi). I ritardi sono dovuti in buona parte al ritrovamento di reperti archeologici che ha richiesto ulteriori verifiche.

I tributi oggetto di esenzione saranno, come già per l’anno in corso, la tassa sui rifiuti Tari, l’imposta sulla pubblicità, sia temporanea che permanente, la tassa per l’occupazione di aree e spazi pubblici, sia temporanea che permanente. Gli esercizi che saranno esentati dal pagamento di tali tributi sono quelli che si trovano in piazza Kennedy e nelle vie D’Azeglio (dall’incrocio con via Garatoni a quello con via Guerrini), Mafalda di Savoia, Zirardini, IX Febbraio, piazzetta Serra, via Rasponi (da piazza Kennedy all’incrocio con piazza XX settembre) e via Fantuzzi.

Il provvedimento sarà presentato e discusso l’1 dicembre in commissione consiliare e poi sottoposto al voto del consiglio comunale. Sarà quindi trasmesso a Hera, società affidataria della riscossione della Tari, e a Ravenna Entrate, società affidataria della gestione e riscossione della tassa per l’occupazione di aree e spazi pubblici e dell’imposta comunale sulla pubblicità, per gli adempimenti di competenza.

Anche nel 2017 esenzione tributi locali per le attività attorno a piazza Kennedy

La decisione della giunta per i ritardi del cantiere riguarda Tari, imposta sulla pubblicità, occupazione di suolo pubblico

Le esenzioni tributarie per le attività economiche di piazza Kennedy e vie limitrofe a Ravenna vengono prorogate per tutto il 2017. La decisione è stata presa dalla giunta comunale nella riunione di ieri 24 novembre in considerazione dell’allungamento dei tempi del cantiere che sta riqualificando la piazza da parcheggio a zona pedonale (la previsione era di completare i lavori sei mesi fa) e che quindi ha prolungato le difficoltà per le attività economiche del quartiere (esercizi commerciali, artigianali, pubblici esercizi, turistici e ricettivi). I ritardi sono dovuti in buona parte al ritrovamento di reperti archeologici che ha richiesto ulteriori verifiche.

I tributi oggetto di esenzione saranno, come già per l’anno in corso, la tassa sui rifiuti Tari, l’imposta sulla pubblicità, sia temporanea che permanente, la tassa per l’occupazione di aree e spazi pubblici, sia temporanea che permanente. Gli esercizi che saranno esentati dal pagamento di tali tributi sono quelli che si trovano in piazza Kennedy e nelle vie D’Azeglio (dall’incrocio con via Garatoni a quello con via Guerrini), Mafalda di Savoia, Zirardini, IX Febbraio, piazzetta Serra, via Rasponi (da piazza Kennedy all’incrocio con piazza XX settembre) e via Fantuzzi.

Il provvedimento sarà presentato e discusso l’1 dicembre in commissione consiliare e poi sottoposto al voto del consiglio comunale. Sarà quindi trasmesso a Hera, società affidataria della riscossione della Tari, e a Ravenna Entrate, società affidataria della gestione e riscossione della tassa per l’occupazione di aree e spazi pubblici e dell’imposta comunale sulla pubblicità, per gli adempimenti di competenza.

Libri, teatro, convegni e cerimonie contro la violenza sulle donne

Il calendario delle iniziative in occasione del 25 novembre Il 26 pullman da tutta la provincia per la manifestazione di Roma

In occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne, 25 novembre, la Casa delle donne, Udi, Linea Rosa e Cgil organizzano pullman per la manifestazione nazionale del 26 novembre a Roma, “Non una di meno” contro la violenza sulle donne (partenze da Cervia alle 6.30 dal parcheggio di via Ospedale; da Ravenna alle 7 dal Cinemacity; da Lugo alle 7 da piazza XIII giugno; da Faenza alle 7.30 da piazzale Pancrazi; info e prenotazioni a: casadelledonneravenna@gmail.com; 0544 461934 e 335 5853311).

Entra poi nel vivo a Ravenna la rassegna “Una società per relazioni. Strade alternative alla violenza”: tra le varie iniziative da segnalare venerdì 25 novembre alle 21.30 al Mama’s Club lo spettacolo Ravenna-ritratti di donne tra passato e presente, definito come “un concerto a più corpi” a cura di Mariella Busi De Logu, con Gianluigi Tartaull (voce narrante), Federica Maglioni (suoni), Selina Bassini (collaborazione alla regia), Monica Marcucci, Paola Barbaro, Cristiana Zama (azioni coreografiche), Letizia Tozzi (opera in ceramica). Seguirà il cortometraggio dal titolo Prima che faccia buio di Gerardo Lamattina.

Si punta sulla forza del teatro anche a Faenza, dove il 25 e 26 novembre (ore 21) debutterà alla Casa del Teatro di via Oberdan la nuova produzione del Teatro Due Mondi dal titolo “Vedrai, Vedrai”, uno spettacolo dedicato alle donne realizzato col sostegno di Fnp Cisl Romagna.

Da segnalare anche il doppio appuntamento di Cotignola con Antonio Ferrara, scrittore, illustratore e formatore di fama nazionale, che si terrà nelle giornate di venerdì 25 (con la presentazione alle 21 a Palazzo Sforza di Mia, romanzo per ragazzi sul tema del femminicidio) e sabato 26 novembre (dalle 9.30 alla biblioteca comunale con un laboratorio gratuito di scrittura creativa per adulti, info 0545 908874).

A Bagnacavallo venerdì 25 (ore 20.30) alla sala didattica delle Cappuccine “Libera di volare, voci di coraggio e dignità”, brani scelti e recitati a cura di Rita Farneti e del Gruppo di lettura della biblioteca comunale Taroni di Bagnacavallo. Sabato 26 novembre dalle 9 alle 13 alla sala Oriani, sempre a Bagnacavallo, si terrà invece un convegno promosso dall’associazione Demetra Donne in Aiuto con tra i relatori anche Alessandro Mancini, procuratore capo del Tribunale di Ravenna, e Fabio Roia, presidente della II sezione del tribunale di Milano.

A Lugo il 25 novembre si rinnova alle 10.30 al parco del Loto il rito della deposizione dei fiori sul monumento dedicato alle donne vittime di violenza, mentre alle 11 in piazza Baracca sono in programma installazioni e letture, con lancio di palloncini finale.

A Cervia, infine, da segnalare l’iniziativa al teatro comunale del 26 novembre, dalle 14.30, con la consigliera regionale Manuela Rontini sul ruolo delle donne in politica oggi, a cui seguirà un ricordo delle prime donne impegnate politicamente a Cervia nell’immediato dopoguerra e le storie di donne di ieri e di oggi a cura di Roberto Mercadini, narratore teatrale.

In dieci mesi in provincia 528 donne hanno subito violenza

I dati dell’assessorato regionale alle Pari opportunità. Sette su dieci sono italiane, più della metà hanno figli

Nei primi dieci mesi del 2016 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza della provincia di Ravenna – gestiti dalle associazioni Linea Rosa (Ravenna), Sos Donna (Faenza) e Demetra donne in aiuto (Lugo) – sono state complessivamente 569. Fra di esse, coloro che hanno subito violenza sono 528. Sono numeri forniti dall’assessorato regionale alle Pari opportunità in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che cade il 25 novembre.

La Regione ha fornito anche altre statistiche. Le donne vittime di violenza che si sono rivolte per la prima volta al centro antiviolenza dal primo gennaio al 31 ottobre 2016 sono state 394, fra loro le italiane rappresentano il 76 percento (432 donne). Le donne accolte sono in larga maggioranza coniugate o conviventi, hanno subito infatti prevalentemente violenza da partner ed ex partner. Le donne con figli/e sono 276. I figli/e delle donne accolte sono complessivamente 463. Circa la metà di loro è stato vittima di violenza diretta o assistita. Nel momento in cui prendono contatto con il centro le donne accolte esprimono innanzitutto la richiesta di un colloquio; la richiesta di informazioni e il bisogno di essere ascoltate e aiutate a trovare una via di uscita dalla violenza. Vi sono poi le donne che chiedono una consulenza/assistenza legale. 
Le donne ospitate nella casa rifugio sono finora 29. E con loro 28 figli.

Quest’anno per la prima volta la Regione Emilia Romagna ha lanciato un bando per la concessione di contributi, per un totale di un milione di euro, a sostegno di progetti contro la violenza alle donne. Sono 52 i soggetti che hanno presentato domanda. Di questi, 49 progetti sono risultati ammissibili: 27 con capofila Comuni, città metropolitana, province e unioni di comuni, i rimanenti 22 con capofila associazioni e organizzazioni del privato sociale. La maggioranza delle iniziative vede ampie partnership per la loro realizzazione e azioni sia di potenziamento di servizi che di formazione e sensibilizzazione, rivolti in particolare alle scuole. «Per il prossimo anno – ha detto l’assessore Emma Petitti – potremo contare su quasi due milioni per finanziare nuove attività nei centri antiviolenza e case rifugio e per avviare un ulteriore piano straordinario». Nella provincia di Ravenna sono stati presentati e finanziati 4 progetti per un contributo totale di oltre 94mila euro: 44mila a Linea Rosa di Ravenna, 36mila a Sos Donna Faenza, 7mila al Comune di Cervia, 6mila all’Udi.

«La mia gatta dilaniata viva da due cani portati dal cacciatore troppo vicino alle case»

La testimonianza arriva dal forese. La padrona di Piccola ha assistito alla scena dal terrazzo senza aver il tempo di intervenire: «Quell’uomo mi ha risposto che i suoi cani non attaccano mai i suoi gatti»

Dal terrazzo di casa ha assistito a una scena raccapricciante senza poter fare nulla: due cani da caccia che hanno afferrato e sbranato la sua gatta. Una lettrice ci scrive da San Pietro in Campiano per raccontare la tragedia vissuta una decina di giorni fa. Ecco la lettera che volentieri pubblichiamo.

Gentile redazione,

chiedo un po’ di spazio per raccontare la storia di Piccola, una gattina che viveva con la sua famiglia (perché tale era il sentimento che si respirava in quella casa) da 11 anni. Viveva in campagna da sempre, precisamente nella frazione di San Pietro in Campiano; Piccola non amava stare sempre chiusa in casa e si concedeva passeggiate all’avventura, comunque sempre nei pressi della casa, nei campi di proprietà. La sera tornava sempre, per ricevere coccole e fare tanta compagnia.

Giovedì 17 novembre ha incrociato la sua passeggiata con una battuta di caccia: un cacciatore che, con i suoi due cani infischiandosene delle norme che impongono il passaggio lontano dalle abitazioni nonché il controllo dei propri cani, praticava il suo “sport” nei pressi della casa. I due cani (non ce l’ho con loro per carità, non hanno nessuna colpa) hanno considerato Piccola come una preda: il primo l’ha attaccata afferrandola per la schiena poi è arrivato il secondo che, a morsi, ha tentato di portargliela via. L’hanno uccisa, il termine più appropriato è dilaniata, quasi impossibile da riconoscere. Vista la scena dal terrazzo, dopo aver gridato a squarciagola, ci si è poi sentiti rispondere dal cacciatore (cuor di leone), che i suoi cani non hanno mai attaccato i suoi gatti.

In casa è rimasto un grande vuoto e tanta tristezza. Voglio che i vostri lettori conoscano questa storia perché non è giusto quello che è successo e se ci sono persone che vogliono divertirsi con questo che ritengono uno “sport”, non è possibile che lo facciano senza osservare le regole, fregandosene delle norme e causando un dolore come questo che, vi assicuro, è grande.

Grazie per avermi dato la possibilità di raccontare la storia di Piccola.

Rossana Bissi

Studente mostra i genitali in classe Denunciato per atti osceni e sospeso

Il gesto dall’ultimo banco visto da compagni e insegnante

Dall’ultimo banco della classe ha mostrato i genitali ai compagni e all’insegnante durante la lezione: uno studente minorenne di un istituto scolastico della provincia di Ravenna ieri 23 novembre è stato denunciato dai carabinieri per atti osceni. I motivi del gesto al momento non sono noti: oltre alla denuncia alla procura della Repubblica per i minori, lo studente è stato sospeso dalle attività scolastiche.

Amianto: sei condanne per lesioni, assolti o prescritti gli altri reati VIDEO

Otto mesi a testa (pena sospesa) per ex dirigenti del petrolchimico La procura chiedeva 15 condanne per un oltre un secolo in totale

La procura aveva chiesto la condanna di quindici imputati con pene da cinque a nove anni per reati che andavano dalle lesioni all’omicidio colposo plurimo, la sentenza del giudice infligge otto mesi a testa a sei imputati (pena sospesa) per lesioni colpose mentre per tutti gli altri reati e imputati è arrivata l’assoluzione perché il fatto non sussiste o per intervenuta prescrizione. Così si è concluso stamani, 24 novembre, nell’aula d’assise del tribunale di Ravenna il primo processo per le morti di amianto al petrolchimico di Ravenna cominciato a giugno del 2014.

Le sei condanne sono per Camillo D’Amelio, Alberto Burrai, Luigi Farris, Domenico Natali, Cirillo Presotto, Italo Trapasso: si tratta di ex direttori o ex responsabili di stabilimenti all’interno del petrolchimico. Per il primo la richiesta della procura era di nove anni, per l’ultimo era di sette e per tutti gli altri era di otto. La condanna è per lesioni colpose per l’asbestosi contratta da un ex lavoratore.

Entro novanta giorni il deposito delle motivazioni delle sentenza del giudice Milena Zavatti. Che condanna gli imputati anche al risarcimento dei danni delle sei parti civili ammesse (Cgil, Cisl, Uil, Legambiente, Associazione esposti amianto, Ausl Romagna) da quantificare in sede civile e al risarcimento delle spese legali quantificate in circa 40mila euro.

Secondo la procura (pm Monica Gargiulo, subentrata a Roberto Ceroni che aveva avviato le indagini preliminari) una settantina di persone sarebbero morte o si sarebbero ammalate di forme tumorali collegabili alle fibre di amianto respirate lavorando negli spazi del petrolchimico nell’arco di tempo tra metà degli anni Cinquanta e metà degli anni Ottanta quando la legge mise al bando l’utilizzo di Eternit. Inizialmente i manager nel registro degli indagati erano 56: 21 i rinvii a giudizio (nel corso del procedimento alcuni imputati sono deceduti).

Il restauro del Rossini compie 30 anni e festeggia con un festival barocco

Al teatro settecentesco il 3 dicembre inizia Purtimiro con un concerto dedicato a Monteverdi e diretto da Alessandrini

Il prossimo 3 dicembre saranno passati esattamente trent’anni esatti dalla riapertura del settecentesco Teatro Rossini di Lugo dopo il restauro curato dall’architetto Pierluigi Cervellati. Per celebrare il traguardo, la sera del 3 dicembre alle 20.30 prenderà avvio ufficialmente Purtimiro, il nuovo festival interamente dedicato alla musica barocca.

Il titolo della rassegna è piuttosto enigmatico ed è la contrazione di “Pur ti miro”, celebre incipit del duetto “Pur ti miro, pur ti godo” dall’opera L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi. Cioè del compositore, nato a Cremona nel 1567 e sepolto a Venezia nel 1643, al quale è interamente dedicato il concerto inaugurale con la partecipazione del gruppo Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini (nella foto).

La prima tappa di questo viaggio nel tempo è affidata alla bacchetta di Rinaldo Alessandrini, clavicembalista e direttore considerato universalmente come uno dei più grandi interpreti di Claudio Monteverdi. Molteplici e ricche di premi internazionali le sue incisioni dei Madrigali monteverdiani, e celebratissime le sue interpretazioni delle uniche tre opere monteverdiane di Monteverdi (Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea) eseguite integralmente al Teatro alla Scala nell’arco di tre anni.

Nel corso del mese per altre nove serate fino al 30 dicembre si esibiranno alcuni fra i migliori interpreti di oggi del repertorio musicale del Seicento e del Settecento, quello cioè composto nello stesso periodo della costruzione del teatro.

Il concerto inaugurale sarà preceduto da un incontro con l’architetto Pier Luigi Cervellati alle 17 alla scuola di musica “Giuseppe e Luigi Malerbi” per celebrare i 30 anni dal restauro del teatro.

Il giudice Riverso e l’attore Marescotti tra i 200 firmatari di una lettera aperta per il No

Secondo il comitato provinciale contrario alla riforma Boschi-Renzi «si lacera la comunità nazionale»

Il Comitato provinciale per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre ha presentato una lettea aperta ai cittadini ravennati per spiegare le ragioni della contrarietà alla riforma Boschi-Renzi. Oltre duecento i sottoscrittori, molti esponenti della sinistra, ma anche sindacalisti e semplici cittadini, tra i quali spiccano sicuramente il nome del giudice Roberto Riverso, dell’intellettuale Giuseppe Bellosi e dell’attore Ivano Marescotti (l’elenco completo, così come il testo della missiva è consultabile scaricando il pdf dal link in fondo alla pagina).

«Da qualche decennio – si legge nella lettera – è in atto un tentativo che ci sembra paradossale. Da più parti politiche in teoria fra loro distanti si è pensato che i mali italiani risiedano in una Costituzione troppo democratica, che fa perdere tempo, che non fa decidere in fretta. E che il male conseguente sta in governi che fannofatica a governare perché il loro potere di decidere è debole. Sentiamo il dovere di smentire questo falso storico […]. Il problema reale allora è che si vuole una “nuova” Costituzione. Una Costituzione che rafforza i poteri decisionali dei governi, che sposta il centro dal Parlamento al Governo. […] Un’ultima considerazione, a nostro avviso cruciale. Può una “nuova” Costituzione nascere attraverso divisioni che stanno lacerando le Istituzioni, le forze politiche – anche al loro interno – l’opinione pubblica, l’intera Nazione? Se la Costituzione di ogni paese è, per definizione, la Casa Comune, la Legge delle leggi che contiene le differenze e le fa civilmente convivere, può la nostra democrazia – fragile per ragioni storiche lontane e vicine – permettersi il lusso di una comunità nazionale lacerata? Il nostro è un No. È l’unica scelta che può riaprire la strada ad un rinnovato percorso comune». Per aderire: info@salviamolacostituzione.ra.it.

Addio alla signora del mosaico: Isotta Roncuzzi Fiorentini è morta all’età di 91 anni

Laureata in chimica, dagli anni Cinquanta aveva iniziato la ricerca sull’arte musiva. È stata docente dell’istituto d’arte per il mosaico, del liceo artistico e dell’Accademia di Belle Arti

Dopo una vita intera dedicata al mosaico, la professoressa Isotta Roncuzzi Fiorentini è morta a 91 anni. Laureata in chimica, dagli anni Cinquanta aveva iniziato la ricerca sull’arte musiva. È stata docente dell’istituto d’arte per il mosaico, del liceo artistico e dell’Accademia di Belle Arti. Già presente come consulente tecnica nel corso dei restauri dei mosaici di San Vitale, aprì sulla città una nuova disciplina che la resero famosa in tutto il mondo: lo studio delle tecnologie del mosaico sia antico che contemporaneo con il testo “Arte e Tecnologia del Mosaico”, primo di numerose altre pubblicazioni. Recentemente, durante un breve incontro le è stata consegnata la tessera onoraria numero 1 della neonata associazione dis-ordine dei Cavalieri della Malta e di Tutti i Colori composta da ex allievi e docenti delle scuole d’arte di Ravenna.

La casa editrice Sbc, con il presidente Brunello Cavalli insieme ai suoi collaboratori Pietro Barberini, Osiride Guerrini e Elisabetta Vitali che fu sua allieva, «esprimono il loro dolore e le condoglianze alle figlie e al fratello Arnaldo Roncuzzi, impareggiabile amico e maestro per la conoscenza della geografia e dell’ingegneria idraulica del territorio romagnolo. La scomparsa della professoressa Isotta Roncuzzi Fiorentini è una grande perdita per la cultura e l’arte ravennate che priva la nostra città di un sicuro punto di riferimento nell’educazione e nella storia del mosaico».

Anche il sindaco Michele de Pascale e l’assessore alla Cultura Elsa Signorino hanno ricordato la figura della donna: «Siamo profondamente dispiaciuti per la scomparsa di Isotta Fiorentini Roncuzzi, una grande studiosa, una docente appassionata, un indiscusso punto di riferimento per il mosaico antico e contemporaneo in ambito internazionale. Ha ideato e portato a termine due importanti progetti per la nostra città: l’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei e il Parco della Pace. Con tutta la città vogliamo unirci alla famiglia nel cordoglio e nel ricordo di una grande donna».

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